Paliperidone Eg: Scheda tecnica e prescrivibilità

Paliperidone Eg - Paliperidone Palmitato - Paliperidone EG è indicato per la terapia di mantenimento della schizofrenia in pazienti adulti stabilizzati con paliper ...

Paliperidone Eg

Paliperidone Eg (Paliperidone Palmitato)

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Paliperidone Eg: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: scheda tecnica ufficiale AIFA (PDF))

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Paliperidone Eg

Indice della Scheda

01.0 Denominazione del medicinale

Paliperidone EG 25 mg sospensione iniettabile a rilascio prolungato in siringa preriempita Paliperidone EG 50 mg sospensione iniettabile a rilascio prolungato in siringa preriempita Paliperidone EG 75 mg sospensione iniettabile a rilascio prolungato in siringa preriempita Paliperidone EG 100 mg sospensione iniettabile a rilascio prolungato in siringa preriempita Paliperidone EG 150 mg sospensione iniettabile a rilascio prolungato in siringa preriempita

[Confezione di inizio trattamento]:

Paliperidone EG 150 mg + Paliperidone EG 100 mg sospensione iniettabile a rilascio prolungato in siringa preriempita

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

25 mg di sospensione iniettabile a rilascio prolungato in siringa preriempita Ogni siringa preriempita contiene paliperidone palmitato equivalente a 25 mg di paliperidone.

50 mg di sospensione iniettabile a rilascio prolungato in siringa preriempita Ogni siringa preriempita contiene paliperidone palmitato equivalente a 50 mg di paliperidone.

75 mg di sospensione iniettabile a rilascio prolungato in siringa preriempita Ogni siringa preriempita contiene paliperidone palmitato equivalente a 75 mg di paliperidone.

100 mg di sospensione iniettabile a rilascio prolungato in siringa preriempita Ogni siringa preriempita contiene paliperidone palmitato equivalente a 100 mg di paliperidone.

150 mg di sospensione iniettabile a rilascio prolungato in siringa preriempita Ogni siringa preriempita contiene paliperidone palmitato equivalente a 150 mg di paliperidone.

[Confezione di inizio del trattamento]:

100 mg di sospensione iniettabile a rilascio prolungato in siringa preriempita Ogni siringa preriempita contiene paliperidone palmitato equivalente a 100 mg di paliperidone. 150 mg di sospensione iniettabile a rilascio prolungato in siringa preriempita Ogni siringa preriempita contiene paliperidone palmitato equivalente a 150 mg di paliperidone.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

Sospensione iniettabile a rilascio prolungato in siringa preriempita. La sospensione è di colore variabile da bianco a biancastro. La sospensione è a pH neutro (circa 7,0) e ha un’osmolalità di 280-310 mOsm/kg.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Paliperidone EG è indicato per la terapia di mantenimento della schizofrenia in pazienti adulti stabilizzati con paliperidone o risperidone.

Pag. 1 di 21 In pazienti adulti selezionati con schizofrenia e che abbiano precedentemente risposto a paliperidone o risperidone orale, è possibile usare Paliperidone EG senza una precedente stabilizzazione con trattamento orale se i sintomi psicotici sono da lievi a moderati e se è necessario un trattamento iniettabile ad azione prolungata.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia

Si raccomanda di iniziare Paliperidone EG con una dose di 150 mg al giorno 1 di trattamento e una dose di 100 mg una settimana dopo (giorno 8), in entrambi i casi somministrata nel muscolo deltoide in maniera da ottenere rapidamente le concentrazioni terapeutiche (vedere paragrafo 5.2). La terza dose deve essere somministrata un mese dopo la seconda dose. La dose di mantenimento mensile raccomandata è di 75 mg; alcuni pazienti possono beneficiare di dosi minori o maggiori entro il range raccomandato di 25-150 mg in base a una tollerabilità e/o efficacia soggettiva. I pazienti in sovrappeso o obesi possono richiedere dosi vicine al range superiore (vedere paragrafo 5.2). Dopo la seconda dose iniziale, è possibile somministrare le dosi di mantenimento mensili nel muscolo deltoide o nel gluteo.

L’aggiustamento della dose di mantenimento può essere fatto mensilmente. Nell’eseguire aggiustamenti della dose, devono essere considerate le caratteristiche di rilascio prolungato di Paliperidone EG (vedere paragrafo 5.2), poiché l’effetto pieno delle dosi di mantenimento può non risultare evidente per diversi mesi.

Passaggio da paliperidone orale a rilascio prolungato o da risperidone orale a Paliperidone EG. Paliperidone EG deve essere iniziato come descritto in precedenza all’inizio del paragrafo 4.2. Durante il trattamento di mantenimento mensile con Paliperidone EG, pazienti precedentemente stabilizzati con dosi diverse di paliperidone compresse a rilascio prolungato possono raggiungere una simile esposizione a paliperidone allo stato stazionario attraverso l’iniezione. Le dosi di mantenimento di Paliperidone EG necessarie per raggiungere una simile esposizione allo stato stazionario sono mostrate come segue:

Dosi di paliperidone compresse a rilascio prolungato e di Paliperidone EG necessarie per raggiungere una simile esposizione a paliperidone allo stato stazionario durante il trattamento di mantenimento
Dose precedente di paliperidone compresse a rilascio prolungato Iniezione di Paliperidone EG
3 mg al giorno 25-50 mg al mese
6 mg al giorno 75 mg al mese
9 mg al giorno 100 mg al mese
12 mg al giorno 150 mg al mese

Nella fase iniziale di trattamento con Paliperidone EG, è possibile sospendere il precedente paliperidone orale o risperidone orale. Alcuni pazienti possono trarre beneficio da una sospensione graduale. Alcuni pazienti che passano da dosi orali di paliperidone più elevate (ad es. 9-12 mg al giorno) a iniezioni nel gluteo con Paliperidone EG possono avere un’esposizione plasmatica inferiore durante i primi 6 mesi successivi al passaggio. Di conseguenza, in alternativa, si potrebbe considerare di somministrare iniezioni nel deltoide per i primi 6 mesi.

Passaggio da risperidone iniettabile a rilascio prolungato a Paliperidone EG Quando i pazienti effettuano il passaggio da risperidone iniettabile a rilascio prolungato, iniziare la terapia con Paliperidone EG al posto della successiva iniezione programmata. Paliperidone EG deve essere poi continuato a intervalli mensili. Lo schema posologico iniziale della prima settimana, che include le iniezioni intramuscolari (rispettivamente al giorno 1 e al giorno 8) come descritto al paragrafo 4.2 non è necessario. I pazienti precedentemente stabilizzati con diverse dosi di risperidone iniettabile a rilascio prolungato possono ottenere una simile esposizione a paliperidone allo stato stazionario durante il trattamento di mantenimento

Pag. 2 di 21 con dosi mensili di Paliperidone EG in base allo schema seguente:

Dosi di risperidone iniettabile a rilascio prolungato e di Paliperidone EG necessarie per ottenere una simile esposizione a paliperidone allo stato stazionario
Dose precedente di risperidone iniettabile a rilascio prolungato Iniezione di Paliperidone EG
25 mg ogni 2 settimane 50 mg al mese
37,5 mg ogni 2 settimane 75 mg al mese
50 mg ogni 2 settimane 100 mg al mese

L’interruzione del trattamento con medicinali antipsicotici deve essere fatta in accordo con le appropriate informazioni prescrittive. Se Paliperidone EG viene sospeso, devono essere considerate le sue caratteristiche di rilascio prolungato. La necessità di continuare eventuali medicinali preesistenti contro i sintomi extrapiramidali (EPS, Extra Pyramidal Symptoms) deve essere rivalutata periodicamente.

Mancata assunzione di una dose

Come evitare la mancata assunzione di una dose Si raccomanda di somministrare la seconda dose della fase iniziale della terapia di Paliperidone EG una settimana dopo la prima dose. Per evitare di perdere una dose, è possibile praticare la seconda dose ai pazienti 4 giorni prima o 4 giorni dopo il termine stabilito ad una settimana (giorno 8). Allo stesso modo, dopo la fase iniziale, si raccomanda di praticare la terza iniezione e le iniezioni successive una volta al mese. Per evitare di perdere una dose mensile, è possibile praticare l’iniezione ai pazienti fino a 7 giorni prima o 7 giorni dopo il termine mensile stabilito.

Se la data prevista per la seconda iniezione di Paliperidone EG (giorno 8 ± 4 giorni) è passata, la modalità raccomandata per riprendere la terapia dipende dal tempo trascorso dalla prima iniezione al paziente.

Mancata assunzione della seconda dose della fase iniziale (<4 settimane dalla prima iniezione) Se sono trascorse meno di 4 settimane dalla prima iniezione, allora si deve somministrare la seconda iniezione al paziente di 100 mg nel muscolo deltoide il prima possibile. Una terza iniezione di Paliperidone EG di 75 mg nel muscolo deltoide o nel gluteo va somministrata 5 settimane dopo la prima iniezione (indipendentemente da quando sia stata praticata la seconda iniezione). Il normale ciclo mensile di iniezioni nel muscolo deltoide o nel gluteo di 25-150 mg, in base alla tollerabilità e/o all’efficacia individuale del paziente, deve essere seguito da lì in poi.

Mancata assunzione della seconda dose della fase iniziale (4-7 settimane dalla prima iniezione) Se sono trascorse da 4 a 7 settimane dalla prima iniezione di Paliperidone EG, ripristinare il dosaggio con due iniezioni di 100 mg nel modo seguente:

1. una iniezione nel deltoide il prima possibile 2. un’altra iniezione nel deltoide una settimana dopo 3. ripresa del normale ciclo mensile di iniezioni nel muscolo deltoide o nel gluteo di 25-150 mg, in base alla tollerabilità e/o all’efficacia individuale del paziente.

Mancata assunzione della seconda dose della fase iniziale (> 7 settimane dalla prima iniezione) Se sono trascorse più di 7 settimane dalla prima iniezione di Paliperidone EG, iniziare la somministrazione come descritto nelle raccomandazioni relative alla fase iniziale di Paliperidone EG indicate precedentemente.

Mancata assunzione della dose di mantenimento mensile (da 1 mese a 6 settimane) Dopo la fase iniziale, il ciclo di iniezioni raccomandato di Paliperidone EG è mensile. Se sono trascorse meno di 6 settimane dall’ultima iniezione, allora la dose stabilita in precedenza deve essere somministrata il prima possibile, seguita dalle iniezioni a intervalli mensili.

Pag. 3 di 21 Mancata assunzione della dose di mantenimento mensile (da > 6 settimane a 6 mesi) Se sono trascorse più di 6 settimane dall’ultima iniezione di Paliperidone EG, le raccomandazioni sono le seguenti:

Per pazienti stabilizzati con dosi da 25 a 100 mg 1. una iniezione nel deltoide il prima possibile alla stessa dose con la quale il paziente è stato stabilizzato in precedenza 2. un’altra iniezione nel deltoide (stessa dose) una settimana dopo (giorno 8) 3. ripresa del normale ciclo mensile di iniezioni nel muscolo deltoide o nel gluteo di 25-150 mg, in base alla tollerabilità e/o all’efficacia individuale del paziente.

Per pazienti stabilizzati con 150 mg 1. una iniezione nel deltoide il prima possibile alla dose di 100 mg 2. un’altra iniezione nel deltoide una settimana dopo (giorno 8) alla dose di 100 mg 3. ripresa del normale ciclo mensile di iniezioni nel muscolo deltoide o nel gluteo di 25-150 mg, in base alla tollerabilità e/o all’efficacia individuale del paziente.

Mancata assunzione della dose di mantenimento mensile (> 6 mesi) Se sono trascorsi più di 6 mesi dall’ultima iniezione di Paliperidone EG, iniziare la somministrazione come descritto nelle raccomandazioni relative alla fase iniziale di Paliperidone EG indicate precedentemente.

Popolazioni speciali

Anziani L’efficacia e la sicurezza nei soggetti di età > 65 anni non sono state stabilite.

In generale, la posologia di Paliperidone EG raccomandata per i pazienti anziani con funzione renale normale è la stessa dei pazienti adulti più giovani con funzione renale normale. Tuttavia, poiché i pazienti più anziani potrebbero avere ridotta funzionalità renale, potrebbe essere necessario un aggiustamento della dose (vedere il paragrafo Danno renale qui di seguito per le raccomandazioni sulla posologia in pazienti con compromissione renale).

Compromissione renale Paliperidone non è stato studiato in maniera sistematica nei pazienti con danno renale (vedere paragrafo 5.2). Per i pazienti con lieve danno renale (clearance della creatinina da ≥ 50 a < 80 mL/min), le raccomandazioni della fase iniziale di Paliperidone EG prevedono una dose di 100 mg nel giorno di trattamento 1 e una dose di 75 mg una settimana dopo, in entrambi i casi somministrata nel muscolo deltoide. La dose di mantenimento mensile raccomandata è di 50 mg con un range di 25-100 mg in base alla tollerabilità e/o efficacia nel paziente del paziente.

L’uso di Paliperidone EG non è raccomandato nei pazienti con compromissione renale moderata o grave (clearance della creatinina < 50 mL/min) (vedere paragrafo 4.4).

Compromissione epatica In base all’esperienza con paliperidone orale, non è richiesto alcun aggiustamento della dose in pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata. Poiché paliperidone non è stato studiato nei pazienti con compromissione epatica grave, in tali pazienti si raccomanda cautela (vedere paragrafo 5.2).

Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di paliperidone nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili.

Modo di somministrazione Paliperidone EG è esclusivamente per uso intramuscolare. Non deve essere somministrato attraverso altre vie. Deve essere iniettato lentamente e in profondità nel muscolo deltoide o nel gluteo. Ciascuna iniezione deve essere praticata da un operatore sanitario. La somministrazione deve avvenire in una singola iniezione.

Pag. 4 di 21 La dose non deve essere somministrata in iniezioni separate.

Le dosi dei giorni 1 e 8 della fase iniziale devono essere somministrate entrambe nel muscolo deltoide per poter ottenere rapidamente le concentrazioni terapeutiche (vedere paragrafo 5.2). Dopo la seconda dose iniziale, è possibile somministrare le dosi di mantenimento mensili nel muscolo deltoide o nel gluteo. Deve essere considerato il passaggio dal gluteo al deltoide (e viceversa) in caso di dolore alla sede di iniezione se tale fastidio non è ben tollerato (vedere paragrafo 4.8). Si raccomanda inoltre l’alternanza tra lato sinistro e lato destro (vedere qui di seguito).

Per le istruzioni per l’uso e la manipolazione di Paliperidone EG, vedere il foglio illustrativo (informazioni destinate al medico o agli operatori sanitari).

Somministrazione nel muscolo deltoide Le dimensioni raccomandate dell’ago per la somministrazione iniziale e di mantenimento di Paliperidone EG nel muscolo deltoide dipendono dal peso del paziente. Per un peso ≥ 90 kg, si raccomanda un ago da 1½ pollici, 22 G (38,1 mm x 0,72 mm). Per un peso < 90 kg, si raccomanda un ago da 1 pollice, 23 G (25,4 mm x 0,64 mm). Le iniezioni nel deltoide devono essere alternate tra i due muscoli deltoidi.

Somministrazione nel muscolo gluteo Le dimensioni raccomandate dell’ago per la somministrazione di mantenimento di Paliperidone EG nel gluteo sono 1½ pollici, 22 G (38,1 mm x 0,72 mm). La somministrazione deve essere eseguita nel quadrante superiore esterno dell’area del gluteo. Le iniezioni nel gluteo devono essere alternate tra i due muscoli gluteali.

04.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo, a risperidone, o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

Uso in pazienti in stato di agitazione acuta o in stato psicotico severo Paliperidone non deve essere utilizzato per gestire stati di agitazione acuta o stati psicotici severi quando è richiesto un immediato controllo dei sintomi.

Intervallo QT È necessaria cautela nel somministrare paliperidone ai pazienti con disturbi cardiovascolari noti o con una storia familiare di prolungamento del tratto QT e in caso di uso concomitante di altri farmaci ritenuti in grado di prolungare l’intervallo QT.

Sindrome Neurolettica Maligna Con paliperidone, è stata riportata la Sindrome Neurolettica Maligna (SNM), caratterizzata da ipertermia, rigidità muscolare, instabilità del Sistema Nervoso Autonomo, alterazioni dello stato di coscienza e livelli sierici elevati di creatinfosfochinasi. Ulteriori manifestazioni cliniche possono includere mioglobinuria (rabdomiolisi) e insufficienza renale acuta. Se un paziente mostra segni o sintomi indicativi di SNM, bisogna sospendere il trattamento con paliperidone.

Discinesia tardiva/sintomi extrapiramidali I medicinali con azione antagonista sui recettori dopaminergici sono stati associati all’induzione di discinesia tardiva caratterizzata da movimenti ritmici e involontari soprattutto della lingua e/o del viso. Qualora si manifestassero segni e sintomi della discinesia tardiva, si deve considerare la sospensione di qualsiasi antipsicotico, incluso paliperidone.

Si richiede cautela nei pazienti che assumono entrambi, psicostimolanti (ad es. metilfenidato) e paliperidone in concomitanza, poiché i sintomi extrapiramidali possono emergere quando si apportano aggiustamenti alla dose di uno o entrambi i farmaci. Si raccomanda la sospensione graduale del trattamento con stimolanti (vedere paragrafo 4.5).

Pag. 5 di 21 Leucopenia, neutropenia e agranulocitosi Sono stati segnalati eventi di leucopenia, neutropenia e agranulocitosi con paliperidone. Durante la sorveglianza post-marketing l’agranulocitosi è stata segnalata molto raramente (< 1/10 000 pazienti). I pazienti con una storia clinicamente significativa di bassa conta di globuli bianchi (WBC, white blood cells) o con una leucopenia/neutropenia farmaco-indotta devono essere monitorati durante i primi mesi di terapia e deve essere presa in considerazione una interruzione di paliperidone al primo segno di diminuzione clinicamente significativa della WBC (white blood cells) in assenza di altri fattori causali. I pazienti con una neutropenia clinicamente significativa devono essere monitorati attentamente per febbre o altri sintomi o segni di infezione e trattati tempestivamente qualora si presentassero tali sintomi o segni. I pazienti con grave neutropenia (conta assoluta dei neutrofili < 1 x 109/L) devono interrompere paliperidone e il loro WBC (white blood cells) deve essere monitorato fino alla risoluzione.

Reazioni di ipersensibilità Raramente, durante l’esperienza post-marketing, sono stati riportati casi di reazione anafilattica in pazienti che hanno tollerato in precedenza risperidone orale o paliperidone orale (vedere paragrafi 4.1 e 4.8).

Se si verificano reazioni di ipersensibilità, interrompere l’uso di Paliperidone EG; avviare le misure generali di supporto clinicamente appropriate e monitorare il paziente fino alla scomparsa dei segni e dei sintomi (vedere paragrafi 4.3 e 4.8).

Iperglicemia e diabete mellito Durante il trattamento con paliperidone sono stati segnalati iperglicemia, diabete mellito ed esacerbazione di un diabete preesistente, inclusi coma diabetico e chetoacidosi. Si consiglia un appropriato monitoraggio clinico in conformità alle linee guida utilizzate per gli antipsicotici. I pazienti trattati con paliperidone, devono essere monitorati per i sintomi di iperglicemia (come polidipsia, poliuria, polifagia e debolezza) e i pazienti con diabete mellito devono essere monitorati regolarmente per valutare un eventuale peggioramento del controllo glicemico.

Aumento di peso Durante l’uso di paliperidone è stato segnalato un significativo aumento del peso corporeo. Il peso deve essere valutato regolarmente.

Uso in pazienti con tumori prolattina-dipendenti Studi in colture cellulari suggeriscono che la crescita cellulare nei tumori mammari umani può essere stimolata dalla prolattina. Sebbene negli studi clinici ed epidemiologici non sia stata finora dimostrata una chiara associazione con la somministrazione di antipsicotici, si raccomanda cautela nei pazienti con anamnesi medica rilevante. Paliperidone deve essere utilizzato con cautela in pazienti con un pre-esistente tumore che può essere prolattina-dipendente.

Ipotensione ortostatica Paliperidone può indurre ipotensione ortostatica in alcuni pazienti a causa della sua azione alfa-bloccante. In base ai dati aggregati raccolti da tre sperimentazioni controllate con placebo, di 6 settimane, a dose fissa con paliperidone compresse orali a rilascio prolungato (3, 6, 9 e 12 mg), l’ipotensione ortostatica è stata riportata dal 2,5% dei soggetti trattati con paliperidone orale rispetto allo 0,8% dei soggetti trattati con placebo. Paliperidone deve essere somministrato con cautela a pazienti con malattie cardiovascolari note (ad es. insufficienza cardiaca, infarto del miocardio o ischemia miocardica, difetti della conduzione), malattia cerebrovascolare o condizioni che predispongono il paziente all’ipotensione (come la disidratazione e l’ipovolemia).

Convulsioni Paliperidone deve essere somministrato con cautela a pazienti con anamnesi di convulsioni o altre condizioni che possono abbassare la soglia delle convulsioni.

Compromissione renale

Pag. 6 di 21 Le concentrazioni plasmatiche di paliperidone sono aumentate nei pazienti con compromissione renale e, pertanto, si raccomanda un aggiustamento della dose in pazienti con danno renale lieve. L’uso di paliperidone non è raccomandato nei pazienti con compromissione renale moderata o grave (clearance della creatinina < 50 mL/min) (vedere paragrafi 4.2 e 5.2).

Compromissione epatica Non sono disponibili dati relativi a pazienti con compromissione epatica grave (classe C secondo la classificazione Child-Pugh). Si raccomanda cautela in caso di somministrazione di paliperidone a tali pazienti.

Pazienti anziani con demenza Paliperidone non è stato studiato nei pazienti anziani affetti da demenza. Paliperidone deve essere usato con cautela nei pazienti anziani con demenza che presentano fattori di rischio per ictus. L’esperienza con risperidone citata di seguito è considerata valida anche per paliperidone.

Mortalità globale In una meta-analisi di 17 sperimentazioni cliniche controllate, i pazienti anziani affetti da demenza trattati con altri antipsicotici atipici, inclusi risperidone, aripiprazolo, olanzapina e quetiapina, mostravano un rischio di mortalità maggiore rispetto al placebo. Fra quelli trattati con risperidone, la mortalità è stata del 4% rispetto al 3,1% del placebo.

Reazioni avverse cerebrovascolari In studi clinici randomizzati placebo controllati condotti su pazienti con demenza trattati con alcuni antipsicotici atipici, inclusi risperidone, aripiprazolo ed olanzapina, è stato osservato un rischio circa tre volte maggiore di reazioni avverse cerebrovascolari. Non è noto il meccanismo alla base di questo aumento del rischio.

Morbo di Parkinson e Demenza con corpi di Lewy I medici devono ponderare rischi e benefici nel prescrivere paliperidone a pazienti affetti da Morbo di Parkinson o Demenza con corpi di Lewy (DLB, Dementia with Lewy bodies), poiché entrambi i gruppi di pazienti possono essere soggetti ad un rischio maggiore di insorgenza della Sindrome Neurolettica Maligna oltre a mostrare una maggiore sensibilità agli antipsicotici. Le manifestazioni di tale maggiore sensibilità possono includere confusione, ottundimento, instabilità posturale con frequenti cadute, oltre a sintomi extra-piramidali.

Priapismo È stato riportato che i medicinali antipsicotici (compreso risperidone) con effetti di blocco alfa-adrenergico inducono priapismo. Durante la sorveglianza post-marketing è stato riportato priapismo anche con paliperidone orale, che è il metabolita attivo di risperidone. I pazienti devono essere informati che, qualora il priapismo non si risolva entro 4 ore, devono cercare assistenza medica con urgenza.

Regolazione della temperatura corporea Ai medicinali antipsicotici è stata attribuita la compromissione della capacità dell’organismo di abbassare la temperatura corporea centrale. Si consiglia di prestare particolare attenzione nel prescrivere paliperidone a pazienti che potrebbero essere esposti a condizioni che possono contribuire ad un aumento della temperatura corporea come ad es. esercizio fisico intenso, esposizione a calore estremo, trattamento concomitante con medicinali ad attività anticolinergica o a pazienti soggetti a disidratazione.

Tromboembolismo venoso Sono stati riportati casi di tromboembolismo venoso (TEV) con i farmaci antipsicotici. Spesso i pazienti trattati con farmaci antipsicotici presentano fattori di rischio acquisiti per TEV; pertanto, devono essere identificati tutti i possibili fattori di rischio per TEV prima e durante la terapia con paliperidone e devono essere intraprese misure preventive.

Effetto antiemetico Negli studi preclinici con paliperidone è stato osservato un effetto antiemetico. Tale effetto, qualora si

Pag. 7 di 21 verificasse nell’uomo, potrebbe mascherare i segni e i sintomi del sovradosaggio di alcuni farmaci o di condizioni quali ostruzione intestinale, sindrome di Reye e tumore cerebrale.

Somministrazione Prestare attenzione ad evitare di iniettare inavvertitamente Paliperidone EG in un vaso sanguigno.

Sindrome dell’iride a bandiera intraoperatoria La sindrome intraoperatoria dell’iride a bandiera (IFIS, Intraoperative Floppy Iris Syndrome) è stata osservata durante interventi di cataratta in pazienti trattati con medicinali ad effetto antagonista sui recettori alfa 1a-adrenergici, come paliperidone (vedere paragrafo 4.8).

L’IFIS può aumentare il rischio di complicazioni oculari durante e dopo l’operazione. L’uso corrente o passato di medicinali ad effetto antagonista sui recettori alfa 1a-adrenergici deve essere reso noto al chirurgo oftalmico prima dell’intervento chirurgico. Il potenziale beneficio della sospensione della terapia alfa1 bloccante prima dell’intervento di cataratta non è stato stabilito e deve essere valutato rispetto al rischio di interrompere la terapia antipsicotica.

Eccipienti Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per unità posologica, cioè essenzialmente senza sodio’.

04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Si raccomanda cautela nel prescrivere paliperidone in associazione a medicinali di cui sia notala capacità di prolungare l’intervallo QT, come ad es. gli antiaritmici di classe IA (ad es. chinidina, disopiramide) e gli antiaritmici di classe III (ad es. amiodarone, sotalolo), alcuni antistaminici, alcuni altri antipsicotici ed alcuni antimalarici (ad es. meflochina). L’elenco è indicativo e non esaustivo.

Potenziale capacità di paliperidone di influire su altri medicinali Non si ritiene che paliperidone possa causare interazioni farmacocinetiche clinicamente significative con medicinali metabolizzati da isoenzimi del citocromo P-450.

Considerati gli effetti primari di paliperidone sul sistema nervoso centrale (SNC) (vedere paragrafo 4.8), paliperidone deve essere usato con cautela in combinazione con altri medicinali ad azione centrale, come ad es. gli ansiolitici, la maggior parte degli antipsicotici, gli ipnotici, gli oppiacei etc. o con l’alcool.

Paliperidone può antagonizzare gli effetti della levodopa e di altri agonisti della dopamina. Se tale combinazione fosse ritenuta necessaria, soprattutto nelle fasi terminali del morbo di Parkinson, deve essere prescritta la dose minima efficace di ciascun trattamento.

A causa del suo potenziale di indurre ipotensione ortostatica (vedere paragrafo 4.4), si può osservare un effetto additivo quando paliperidone viene somministrato con altri agenti terapeutici che possiedono tale potenziale, ad es. altri antipsicotici o triciclici.

Si raccomanda cautela nel caso in cui paliperidone venga somministrato in associazione con altri medicinali di cui sia nota la capacità di abbassare la soglia convulsiva (ad es., fenotiazine o butirrofenoni, triciclici o SSRI, tramadolo, meflochina etc.).

La co-somministrazione di paliperidone compresse a rilascio prolungato allo stato stazionario (12 mg una volta al giorno) con compresse a rilascio prolungato di divalproex sodico (da 500 mg a 2000 mg una volta al giorno) non ha influenzato la farmacocinetica di valproato allo stato stazionario.

Non è stato condotto alcuno studio sull’interazione tra paliperidone e litio; è tuttavia improbabile che si verifichi una interazione farmacocinetica.

Potenziale capacità di altri medicinali di influire su paliperidone Studi in vitro indicano che il CYP2D6 e il CYP3A4 possono essere minimamente coinvolti nel metabolismo

Pag. 8 di 21 di paliperidone; non ci sono tuttavia indicazioni né in vitro né in vivo che tali isoenzimi svolgano un ruolo significativo nel metabolismo di paliperidone. La somministrazione concomitante di paliperidone orale con paroxetina, un potente inibitore del CYP2D6, non ha mostrato effetti clinicamente significativi sulla farmacocinetica di paliperidone.

La co-somministrazione di paliperidone orale a rilascio prolungato una volta al giorno con carbamazepina 200 mg due volte al giorno ha causato una diminuzione del 37% circa della C e della AUC medie allo max stato stazionario di paliperidone. Questa diminuzione è causata, in misura sostanziale, da un aumento del 35% nella clearance renale di paliperidone, probabilmente come risultato dell’induzione della P-gp renale da parte della carbamazepina. Una diminuzione minore della quota di principio attivo escreta immodificata nelle urine suggerisce un minimo effetto sul metabolismo del CYP o sulla biodisponibilità di paliperidone durante cosomministrazione di carbamazepina. Con dosi più elevate di carbamazepina potrebbero verificarsi diminuzioni più consistenti delle concentrazioni plasmatiche di paliperidone. All’inizio di un trattamento con carbamazepina, la dose di paliperidone deve essere rivalutata e aumentata se necessario. Viceversa, in caso di interruzione della terapia con carbamazepina, la dose di paliperidone deve essere rivalutata e diminuita se necessario.

La co-somministrazione di una singola dose di paliperidone orale come compressa a rilascio prolungato da 12 mg con divalproex sodico compresse a rilascio prolungato (due compresse da 500 mg una volta al giorno) ha prodotto un aumento del 50% circa della C e della AUC di paliperidone probabilmente come risultato max di un aumentato assorbimento orale. Dal momento che non è stato osservato alcun effetto sulla clearance sistemica, non ci si aspetterebbe un’interazione clinicamente significativa tra compresse a rilascio prolungato di divalproex sodico e paliperidone iniezione intramuscolare. Questa interazione non è stata studiata con paliperidone.

Uso concomitante di paliperidone con risperidone o con paliperidone orale Dal momento che paliperidone è il principale metabolita attivo di risperidone, deve essere usata cautela quando paliperidone è co-somministrato con risperidone o paliperidone orale per lunghi periodi di tempo. I dati di sicurezza che riguardano l’uso concomitante di paliperidone con altri antipsicotici sono limitati.

Uso concomitante di paliperidone con psicostimolanti L’uso combinato di psicostimolanti (ad es. metilfenidato) con paliperidone può portare a sintomi extrapiramidali quando si apportano modifiche ad uno o ad entrambi i trattamenti (vedere paragrafo 4.4).

04.6 Gravidanza e allattamento

Gravidanza Non esistono dati adeguati relativi all’uso di paliperidone durante la gravidanza. Paliperidone palmitato iniettato per via intramuscolare e paliperidone somministrato per via orale non si sono dimostrati teratogeni in studi condotti sugli animali, ma sono stati osservati altri tipi di tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). I neonati esposti a paliperidone durante il terzo trimestre di gravidanza sono a rischio di reazioni avverse che includono sintomi extrapiramidali e/o da astinenza che potrebbero variare in severità e durata in seguito al parto. Si sono verificate segnalazioni di irrequietezza, ipertonia, ipotonia, tremore, sonnolenza, difficoltà respiratoria, o disturbi dell’alimentazione. Di conseguenza, i neonati devono essere monitorati attentamente. Paliperidone non deve essere usato durante la gravidanza se non in caso di assoluta necessità.

Allattamento Paliperidone viene escreto nel latte materno in misura tale che in caso di somministrazione di dosi terapeutiche a donne in allattamento sono probabili effetti sul neonato allattato al seno. Paliperidone non deve essere usato durante l’allattamento.

Fertilità Non sono stati osservati effetti rilevanti negli studi non-clinici.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Pag. 9 di 21 Paliperidone può alterare in modo lieve o moderato la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari, a causa di effetti potenziali a carico del sistema nervoso e di natura visiva, quali sedazione, sonnolenza, sincope e visone offuscata (vedere paragrafo 4.8). Pertanto, ai pazienti deve essere consigliato di non guidare o usare macchinari fin quando non sia nota la sensibilità individuale al paliperidone.

04.8 Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

Le reazioni avverse più frequentemente riportate nelle sperimentazioni cliniche sono state: insonnia, mal di testa, ansia, infezione delle alte vie respiratorie, reazione al sito di iniezione, parkinsonismo, aumento di peso, acatisia, agitazione, sedazione/sonnolenza, nausea, costipazione, capogiro, dolore muscoloscheletrico, tachicardia, tremore, dolore addominale, vomito, diarrea, affaticamento e distonia. Di queste, l’acatisia e la sedazione/sonnolenza sembrano essere correlate alla dose.

Tabella delle reazioni avverse

Le reazioni avverse che seguono sono state tutte riportate con paliperidone per categoria di frequenza stimata dagli studi clinici di paliperidone palmitato. Si applicano i seguenti termini e frequenze: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥1/1 000, < 1/100); raro (≥ 1/10 000, < 1/1 000); molto raro (< 1/10 000) e non nota (la frequenza non può essere stimata in base ai dati disponibili).

Classificazione sistemica organica Reazioni avverse al farmaco
Frequenza
Molto comune Comune Non comune Raro Non nota a
Infezioni ed infestazioni Infezione delle vie respiratorie superiori, infezione delle vie urinarie, influenza. Infezione polmonare, bronchite, infezione delle vie respiratorie, sinusite, cistite, infezione auricolare, tonsillite, onicomicosi, cellulite, ascesso sottocutaneo. Infezione oculare. acarodermatite.
Patologie del sistema emolinfopoietico Conta leucocitaria diminuita, anemia. Neutropenia, trombocitopenia, conta eosinofila aumentata. Agranulocitosi.
Disturbi del sistema immunitario Ipersensibilità. Reazione anafilattica.
Patologie endocrine Iperprolattinemiab . Secrezione inappropriata di ormone antidiuretico, glucosio urinario presente.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Iperglicemia, peso aumentato, peso diminuito, appetito ridotto. Diabete mellito d, iperinsulinemia, appetito aumentato, anoressia, trigliceridi ematici aumentati, colesterolo ematico aumentato. Chetoacidosi diabetica, ipoglicemia, polidipsia. Intossicazione da acqua.

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Classificazione sistemica organica Reazioni avverse al farmaco
Frequenza
Molto comune Comune Non comune Raro Non nota a
Disturbi psichiatrici Insonnia e. Agitazione, depressione, ansia. Disturbo del sonno, mania, libido diminuita, nervosismo, incubo. Catatonia, stato confusionale, sonnambulismo, affettività appiattita, anorgasmia. Disturbo dell’alimentazione correlato al sonno.
Patologie del sistema nervoso Parkinsonismo c, acatisia c, sedazione/sonnole nza, distonia c, capogiro, discinesia c, tremore, cefalea. Discinesia tardiva, sincope, iperattività psicomotoria, capogiro posturale, alterazione dell’attenzione, disartria, disgeusia, ipoestesia, parestesia. Sindrome Neurolettica Maligna, ischemia cerebrale, non reattivo agli stimoli, perdita di coscienza, riduzione del livello di coscienza, convulsione e, disturbo dell’equilibrio, coordinazione anormale, titubazione della testa. Coma diabetico.
Patologie dell’occhio Visione offuscata, congiuntivite, occhio secco. Glaucoma, disturbo del movimento oculare, occhio roteante, fotofobia, lacrimazione aumentata, iperemia oculare. Sindrome dell’iride a bandiera (intraoperatoria).
Patologie dell’orecchio e del labirinto Vertigine, tinnito, dolore all’orecchio.
Patologie cardiache Tachicardia. Blocco atrio- ventricolare, disturbo di conduzione, QT dell’elettrocardiogra mma prolungato, sindrome da tachicardia ortostatica posturale, bradicardia, elettrocardiogramma anormale, palpitazioni. Fibrillazione atriale, aritmia sinusale.
Patologie vascolari Ipertensione. Ipotensione, ipotensione ortostatica. Embolia polmonare, Trombosi venosa, rossore. Ischemia.
Patologie Tosse, Dispnea, Sindrome di Iperventilazione,

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Classificazione sistemica organica Reazioni avverse al farmaco
Frequenza
Molto comune Comune Non comune Raro Non nota a
respiratorie, toraciche e mediastiniche congestione nasale. dolore faringolaringeo, epistassi. apnea del sonno, congestione del polmone, congestione delle vie respiratorie, rantoli. respiro sibilante infezione polmonare, aspirazione, disfonia.
Patologie gastrointestinali Dolore addominale, vomito, nausea, stipsi, diarrea, dispepsia, mal di denti. Fastidio addominale, gastroenterite, disfagia, bocca secca, flatulenza. Pancreatite, ostruzione intestinale, lingua tumefatta, incontinenza fecale, fecaloma, cheilite. Ileo.
Patologie epatobiliari Transaminasi aumentate. Gamma- glutamiltransferasi aumentata, enzima epatico aumentato. Itterizia.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Orticaria, prurito, eruzione cutanea, alopecia, eczema, cute secca, eritema, acne. Eruzione da farmaci, ipercheratosi, dermatite seborroica, forfora. Sindrome di Stevens- Johnson/necrolisi epidermica tossica, angioedema, alterazione del colore della pelle.
Patologie del sistema muscoloscheletri co e del tessuto connettivo Dolore muscoloscheletric o, dolore dorsale, artralgia. Creatinfosfochinasi ematica aumentata, spasmi muscolari, rigidità articolare, debolezza muscolare. Rabdomiolisi, tumefazione articolare. Postura anormale.
Patologie renali ed urinarie Incontinenza urinaria, pollachiuria, disuria. Ritenzione di urina.
Condizioni di gravidanza, puerperio e perinatali Sindrome da astinenza da sostanza d’abuso neonatale (vedere paragrafo 4.6).
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Amenorrea. Disfunzione erettile, disturbo dell’eiaculazione disturbo mestruale e, ginecomastia, galattorrea, disfunzione sessuale, dolore mammario. Priapismo, fastidio mammario, congestione mammaria, aumento di volume mammario, secrezione vaginale.
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazion Piressia, astenia, stanchezza, reazione in sede di iniezione Edema della faccia, edema e, temperatura corporea aumentata, andatura anormale, dolore toracico, Ipotermia, brividi, sete, sindrome di astinenza da sostanza d’abuso, Temperatura corporea diminuita, necrosi in sede di iniezione, ulcera in sede di iniezione.

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Classificazione sistemica organica Reazioni avverse al farmaco
Frequenza
Molto comune Comune Non comune Raro Non nota a
e fastidio al torace, malessere, indurimento. ascesso in sede di iniezione, cellulite in sede di iniezione, cisti in sede di iniezione, ematoma nel sito dell’iniezione.
Traumatismi, intossicazioni e complicazioni da procedura Caduta.

a La frequenza delle reazioni avverse è definita come “non nota” in quanto non sono state osservate in studi clinici su paliperidone palmitato. Queste originano sia da report spontanei post marketing, e la loro frequenza può non essere definita, che da studi clinici su risperidone (varie formulazioni) o paliperidone per uso orale e/o report post-marketing. b Fare riferimento a “iperprolattinemia” sotto. c Fare riferimento a “sintomi extrapiramidali” sotto. d In studi clinici controllati con placebo, il diabete mellito è stato segnalato nello 0,32 % dei pazienti trattati con paliperidone rispetto ad una percentuale dello 0,39 % del gruppo placebo. L’incidenza complessiva da tutti gli studi clinici è stata dello 0,65 % in tutti i pazienti trattati con paliperidone palmitato. e Insonnia include: insonnia iniziale, insonnia centrale; convulsioni include: convulsioni tipo grande male; edema include: edema generalizzato, edema periferico, edema plastico; disturbo mestruale include: mestruazione ritardata, mestruazione irregolare, oligomenorrea.

Effetti indesiderati riportati con le formulazioni di risperidone

Paliperidone è il metabolita attivo del risperidone, pertanto, i profili delle razioni avverse di questi composti (includendo entrambe le formulazioni orale ed iniettabile) sono pertinenti gli uni agli altri.

Descrizione delle reazioni avverse selezionate

Reazione anafilattica Raramente, durante l’esperienza post-marketing, sono stati riportati casi di reazione anafilattica dopo l’iniezione con paliperidone in pazienti che hanno tollerato in precedenza risperidone orale o paliperidone orale (vedere paragrafo 4.4).

Reazioni al sito di iniezione La reazione avversa più comunemente riportata relativa al sito di iniezione è stata il dolore. La maggioranza di queste reazioni riportate è stata di entità da lieve a moderata. Le valutazioni del dolore nel sito di iniezione da parte dei soggetti in base a una scala visuo-analogica tendevano ad attenuarsi nel tempo in frequenza e intensità in tutti gli studi di Fase 2 e Fase 3 con paliperidone. Le iniezioni nel deltoide erano percepite con un dolore leggermente maggiore rispetto alle corrispondenti iniezioni nel gluteo. Altre reazioni nel sito di iniezione sono state per la maggior parte di intensità lieve e comprendevano indurimento (comune), prurito (non comune) e noduli (rara).

Sintomi extrapiramidali (EPS) EPS includevano una analisi aggregata dei seguenti termini: parkinsonismo (include ipersecrezione salivare, rigidità muscolo-scheletrica, parkinsonismo, perdita di saliva, rigidità a ruota dentata, bradicinesia, ipocinesia, facies a maschera, tensione muscolare, acinesia, rigidità nucale, rigidità muscolare, andatura parkinsoniana e riflesso glabellare anomalo, tremore parkinsoniano a riposo), acatisia (include acatisia, irrequietezza, ipercinesia, sindrome delle gambe senza riposo), discinesia (include discinesia, contrazioni muscolari, coreoatetosi, atetosi e mioclonia), distonia (include distonia, ipertonia, torcicollo, contrazioni

Pag. 13 di 21 muscolari involontarie, contrattura muscolare, blefarospasmo, oculogiro, paralisi linguale, spasmo facciale, laringospasmo, miotonia, opistotono, spasmo orofaringeo, pleurototono, spasmo della lingua e trisma) e tremore. Va notato che è incluso uno spettro più ampio di sintomi che non hanno necessariamente origine extrapiramidale.

Aumento di peso Nello studio di 13 settimane che prevedeva la somministrazione iniziale di 150 mg, la percentuale di soggetti con un anomalo aumento di peso ≥ 7 % ha mostrato un andamento dose-correlato, con una percentuale di incidenza del 5 % nel gruppo placebo rispetto alle percentuali del 6 %, 8 % e 13 % rispettivamente nei gruppi trattati con paliperidone 25 mg, 100 mg e 150 mg.

Durante il periodo di transizione/mantenimento di 33 settimane open label (in aperto) della sperimentazione sulla prevenzione delle recidive a lungo termine, il 12 % dei soggetti trattati con paliperidone ha riscontrato questo effetto (aumento di peso  7 % dalla fase in doppio cieco all’endpoint); la variazione di peso media (DS) dal basale della fase in aperto è stata + 0,7 (4,79) kg.

Iperprolattinemia Nelle sperimentazioni cliniche, incrementi mediani nella prolattina sierica sono stati osservati in soggetti di ambo i sessi che ricevevano paliperidone. Reazioni avverse che potevano suggerire un aumento dei livelli di prolattina (ad es. amenorrea, galattorrea, disturbi mestruali, ginecomastia) sono state riscontrate complessivamente in < 1 % dei soggetti.

Effetti di classe

Con la somministrazione di antipsicotici, possono manifestarsi prolungamento dell’intervallo QT, aritmie ventricolari (fibrillazione ventricolare, tachicardia ventricolare), morte improvvisa inspiegabile, arresto cardiaco e torsione di punta.

Sono stati riportati con l’uso di medicinali antipsicotici casi di tromboembolismo venoso, inclusi casi di embolia polmonare e casi di trombosi venosa profonda (frequenza non nota).

Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’ indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

04.9 Sovradosaggio

Sintomi

In generale, i segni e i sintomi attesi sono quelli dovuti ad un’accentuazione degli effetti farmacologici noti di paliperidone, ad es. sonnolenza e sedazione, tachicardia ed ipotensione, prolungamento dell’intervallo QT e sintomi extrapiramidali. Sono stati riportati torsione di punta e fibrillazione ventricolare in un paziente in una condizione di sovradosaggio con paliperidone orale. In caso di sovradosaggio acuto, è necessario considerare la possibilità che siano coinvolti più farmaci.

Trattamento

Devono essere considerate la natura di rilascio prolungato del medicinale e la lunga emivita di eliminazione di paliperidone nel valutare le esigenze di trattamento e il recupero. Non esiste un antidoto specifico a paliperidone. Devono essere istituite appropriate misure generali di supporto. Stabilire e mantenere la pervietà delle vie respiratorie e assicurare un’adeguata ossigenazione e ventilazione.

Il monitoraggio cardiovascolare deve essere iniziato immediatamente e deve includere un monitoraggio elettrocardiografico continuo per individuare possibili aritmie. L’ipotensione e il collasso cardiocircolatorio

Pag. 14 di 21 devono essere trattati con misure appropriate quali fluidi endovenosi e/o agenti simpaticomimetici. In caso di severi sintomi extrapiramidali devono essere somministrati agenti anticolinergici. Eseguire un’attenta supervisione medica e un monitoraggio continuo fino ad un completo recupero del paziente.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Psicolettici, altri antipsicotici. Codice ATC: N05AX13

Paliperidone EG contiene una miscela racemica di (+)- e (-)-paliperidone.

Meccanismo d’azione Paliperidone è un agente selettivo bloccante degli effetti monoaminici, le cui proprietà farmacologiche sono differenti da quelle dei tradizionali neurolettici. Paliperidone si lega fortemente ai recettori serotoninergici 5HT2 e dopaminergici D2. Paliperidone blocca anche i recettori alfa 1-adrenergici e, in misura inferiore, i recettori H1- istaminergici ed alfa 2-adrenergici. L’attività farmacologica degli enantiomeri (+) e (-) di paliperidone è qualitativamente e quantitativamente simile.

Paliperidone non si lega ai recettori colinergici. Sebbene paliperidone sia un forte antagonista D2, antagonismo che si ritiene in grado di alleviare i sintomi positivi della schizofrenia, causa minore catalessia e diminuisce la capacità motoria in misura inferiore rispetto ai neurolettici tradizionali. L’antagonismo dominante centrale della serotonina può ridurre la tendenza di paliperidone a causare effetti indesiderati extra-piramidali

Efficacia clinica

Trattamento acuto della schizofrenia L’efficacia di paliperidone nel trattamento acuto della schizofrenia è stata stabilita in quattro studi a breve termine (uno di 9 settimane e tre di 13 settimane) in doppio cieco, randomizzati, controllati con placebo, a dose fissa in pazienti adulti ospedalizzati riacutizzati che soddisfacevano i criteri DSM-IV per la schizofrenia. Le dosi fisse di paliperidone in tali studi sono state somministrate nei giorni 1, 8 e 36 nello studio di 9 settimane e anche nel giorno 64 negli studi di 13 settimane. Non è stata necessaria alcuna ulteriore supplementazione di antipsicotici orali durante il trattamento acuto della schizofrenia con paliperidone. L’endpoint primario di efficacia era stato definito come una riduzione del punteggio totale alla Positive And Negative Syndrome Scale (PANSS), come mostrato dalla tabella seguente. La scala PANSS è uno strumento validato multi-item composto da cinque dimensioni per valutare sintomi positivi, sintomi negativi, disorganizzazione concettuale, ostilità/agitazione non controllata e ansia/depressione. Il funzionamento è stato valutato mediante la scala Personal and Social Performance (PSP). La PSP è una scala clinicamente validata che misura il funzionamento personale e sociale in quattro domini: attività socialmente utili (lavoro e studio), relazioni personali e sociali, cura di sé e comportamenti disturbanti e aggressivi.

In uno studio di 13 settimane (n=636) confrontando tre dosi fisse di paliperidone (iniezione iniziale nel deltoide di 150 mg seguita da 3 dosi nel gluteo o nel deltoide di 25 mg/4settimane, 100 mg/4 settimane o 150 mg/4 settimane) con placebo, tutte le tre dosi di paliperidone sono state superiori al placebo nel migliorare il punteggio totale PANSS. In questo studio, entrambi i gruppi di trattamento 100 mg/4 settimane e 150 mg/4 settimane, ma non 25 mg/ 4 settimane, hanno dimostrato superiorità statistica rispetto al placebo per il punteggio PSP. Tali risultati supportano l’efficacia per l’intera durata del trattamento e il miglioramento alla PANSS e sono stati osservati precocemente al giorno 4 con separazione significativa dal placebo nei gruppi trattati con paliperidone 25 mg e 150 mg entro il giorno 8.

I risultati degli altri studi hanno fornito risultati statisticamente significativi a favore di paliperidone, ad eccezione della dose di 50 mg in un unico studio (vedere tabella qui di seguito).

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Punteggio totale alla scala Positive And Negative Syndrome Scale (PANSS) per la schizofrenia – Variazione dal basale all’endpoint – LOCF per gli studi R092670-SCH-201, R092670-PSY-3003, R092670-PSY-3004 e R092670-PSY-3007: Set di analisi di efficacia primaria
Placebo 25 mg 50 mg 100 mg 150 mg
R092670-PSY-3007 * Media al basale (DS) Variazione media (DS) P-value (vs. placebo) N = 160 86,8 (10,31) -2,9 (19,26) — N = 155 86,9 (11,99) -8,0 (19,90) 0,034 — N = 161 86,2 (10,77) -11,6 (17,63) < 0,001 N = 160 88,4 (11,70) -13,2 (18,48) < 0,001
R092670-PSY-3003 Media al basale (DS) Variazione media (DS) P-value (vs. placebo) n = 132 92,4 (12,55) -4,1 (21,01) — — n = 93 89,9 (10,78) -7,9 (18,71) 0,193 n = 94 90,1 (11,66) -11,0 (19,06) 0,019 n = 30 92,2 (11,72) -5,5 (19,78) —
R092670-PSY-3004 Media al basale (DS) Variazione media (DS) P-value (vs. placebo) n = 125 90,7 (12,22) -7,0 (20,07) — n = 129 90,7 (12,25) -13,6 (21,45) 0,015 n = 128 91,2 (12,02) -13,2 (20,14) 0,017 n = 131 90,8 (11,70) -16,1 (20,36) < 0,001 —
R092670-SCH-201 Media al basale (DS) Variazione media (DS) P-value (vs. placebo) n = 66 87,8 (13,90) 6,2 (18,25) — — n = 63 88,0 (12,39) -5,2 (21,52) 0,001 n = 68 85,2 (11,09) -7,8 (19,40) < 0,0001 —

* Per lo studio R092670-PSY-3007 è stata somministrata al giorno 1 una dose di inizio di 150 mg a tutti i soggetti presenti nei gruppi di trattamento con paliperidone, seguita dalla dose assegnata successivamente. Nota: la variazione negativa dei punteggi indica un miglioramento.

Mantenimento del controllo dei sintomi e ritardo nella recidiva della schizofrenia L’efficacia di paliperidone nel mantenimento del controllo dei sintomi e nel ritardare la recidiva della schizofrenia è stata stabilita in uno studio a più lungo termine in doppio cieco, placebo controllato, a dose flessibile che ha coinvolto 849 soggetti adulti non-anziani che soddisfacevano i criteri DSM-IV per la schizofrenia. Questo studio prevedeva una fase in aperto di trattamento acuto e stabilizzazione di 33 settimane, una fase di randomizzazione in doppio cieco controllata con placebo per osservare l’eventuale recidiva e un periodo di estensione in aperto di 52 settimane. In questo studio, le dosi di paliperidone comprendevano 25, 50, 75 e 100 mg somministrate mensilmente; la dose di 75 mg veniva consentita solo nel periodo di estensione in aperto di 52 settimane. I soggetti inizialmente ricevevano dosi flessibili (25-100 mg) di paliperidone durante un periodo di transizione di 9 settimane, seguito da un periodo di mantenimento di 24 settimane, dove i soggetti dovevano avere un punteggio PANSS ≤ 75. Aggiustamenti della dose erano consentiti esclusivamente nelle prime 12 settimane del periodo di mantenimento. Un totale di 410 pazienti stabilizzati sono stati randomizzati a paliperidone (durata mediana 171 giorni [range da 1 giorno a 407 giorni]) o a placebo (durata mediana 105 giorni [range da 8 giorni a 441 giorni]) fino a che non presentavano una recidiva dei sintomi di schizofrenia nella fase in doppio cieco di durata variabile. La sperimentazione era stata precocemente interrotta per motivi di efficacia in quanto era stato osservato un tempo significativamente più lungo di comparsa di recidiva (p < 0,0001, Figura 1) nei pazienti trattati con paliperidone rispetto al placebo (hazard ratio= 4,32; 95 % IC:2,4-7,7).

Pag. 16 di 21 Figura 1: Curva di Kaplan-Meier del tempo alla recidiva –Analisi ad interim (Set di analisi ad interim Intent-to-Treat)

Popolazione pediatrica

L’Agenzia Europea dei Medicinali ha previsto l’esonero dall’obbligo di presentare i risultati degli studi con il medicinale di riferimento contenente paliperidone in tutti i sottogruppi della popolazione pediatrica per schizofrenia. Vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento e distribuzione

Paliperidone palmitato è il profarmaco estere palmitato di paliperidone. A causa della sua solubilità in acqua estremamente bassa, paliperidone palmitato si scioglie lentamente dopo iniezione intramuscolare prima di essere idrolizzato a paliperidone e assorbito nella circolazione sistemica. A seguito di una singola dose intramuscolare, le concentrazioni plasmatiche di paliperidone gradualmente si innalzano per raggiungere concentrazioni plasmatiche massime a un T mediano di 13 giorni. Il rilascio della sostanza attiva ha inizio max già al giorno 1 e persiste per almeno 4 mesi.

A seguito dell’iniezione intramuscolare di dosi singole (25-150 mg) nel muscolo deltoide, in media, è stata osservata una C più elevata del 28 % rispetto all’iniezione nel gluteo. Le due iniezioni intramuscolari max iniziali nel deltoide di 150 mg al giorno 1 e 100 mg al giorno 8 aiutano a ottenere rapidamente concentrazioni terapeutiche. Il profilo di rilascio e il regime di dosaggio di paliperidone portano a concentrazioni terapeutiche sostenute. L’esposizione totale di paliperidone a seguito della somministrazione di paliperidone è stata proporzionale alla dose in un intervallo di dosi 25-150 mg, e inferiore a quella proporzionale alla dose per la C per dosi che superavano i 50 mg. Il rapporto picco:valle medio allo stato max stazionario per una dose di paliperidone da 100 mg era 1,8 a seguito di una somministrazione nel gluteo e 2,2 a seguito di una somministrazione nel deltoide. L’emivita mediana apparente di paliperidone a seguito della somministrazione di paliperidone nell’intervallo di dosi 25-150 mg variava da 25 a 49 giorni.

La biodisponibilità assoluta di paliperidone palmitato a seguito della somministrazione di paliperidone è pari al 100%.

A seguito della somministrazione di paliperidone palmitato, gli enantiomeri (+) e (-) di paliperidone inter-

Pag. 17 di 21 convertono, raggiungendo un rapporto AUC (+)/(-) di circa 1,6-1,8.

Il legame alle proteine plasmatiche di paliperidone racemico è 74 %.

Biotrasformazione ed eliminazione

Dopo una settimana dalla somministrazione di una dose singola orale da 1 mg a rilascio immediato di 14Cpaliperidone, il 59 % della dose era escreto immodificato nell’urina, dimostrando che paliperidone non è metabolizzato in modo esteso dal fegato. Circa l’80 % della radioattività somministrata veniva recuperata nell’urina e l’11 % nelle feci. In vivo sono stati identificati 4 percorsi metabolici, nessuno dei quali era responsabile di più del 6,5 % della dose: dealchilazione, idrossilazione, deidrogenazione e scissione benzisossazolica. Sebbene gli studi in vitro abbiano suggerito un ruolo per il CYP2D6 e il CYP3A4 nel metabolismo di paliperidone, non esiste prova in vivo che tali isoenzimi giochino un ruolo significativo nel metabolismo di paliperidone. Le analisi farmacocinetiche di popolazione indicano che non esiste alcuna differenza distinguibile nella clearance apparente di paliperidone dopo sua somministrazione orale tra metabolizzatori estensivi e scarsi metabolizzatori di substrati del citocromo CYP2D6. Gli studi in vitro su microsomi di fegato umano hanno mostrato che paliperidone non inibisce in maniera sostanziale il metabolismo di farmaci metabolizzati dagli isoenzimi del citocromo P450, inclusi CYP1A2, CYP2A6, CYP2C8/9/10, CYP2D6, CYP2E1, CYP3A4 e CYP3A5.

Gli studi in vitro hanno dimostrato che paliperidone è un substrato della P-gp e un debole inibitore della P-gp a concentrazioni elevate. Non sono disponibili dati in vivo e la rilevanza clinica è sconosciuta.

Iniezione di paliperidone palmitato a rilascio prolungato rispetto a paliperidone orale a rilascio prolungato

Paliperidone EG è stato sviluppato per rilasciare paliperidone per un periodo di un mese mentre paliperidone orale a rilascio prolungato viene somministrato su base quotidiana. Il regime della fase iniziale per paliperidone (150 mg/100 mg nel muscolo deltoide al giorno 1/giorno 8) è stato sviluppato per ottenere rapidamente concentrazioni di paliperidone allo stato stazionario all’inizio della terapia senza l’uso di alcuna supplementazione orale.

In generale, i livelli plasmatici complessivi della fase iniziale con paliperidone rientravano nel range di esposizione osservato con 6-12 mg di paliperidone orale a rilascio prolungato. L’uso del regime della fase iniziale di paliperidone ha permesso ai pazienti di restare in questa finestra di esposizione di 6-12 mg di paliperidone orale a rilascio prolungato anche nei giorni di concentrazioni basse precedenti la somministrazione (giorno 8 e giorno 36). A causa della differenza nei profili farmacocinetici mediani tra i due medicinali, si deve prestare la dovuta attenzione quando si fa un confronto diretto delle loro proprietà farmacocinetiche.

Compromissione epatica

Paliperidone non viene metabolizzato estensivamente nel fegato. Anche se paliperidone non è stato studiato nei pazienti con compromissione epatica, non è richiesto alcun aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata. In uno studio con paliperidone orale in soggetti con compromissione epatica moderata (classe B secondo la classificazione Child-Pugh), le concentrazioni plasmatiche di paliperidone libero erano simili a quelle dei soggetti sani. Non sono stati condotti studi con paliperidone in pazienti con grave compromissione epatica.

Compromissione renale

La disposizione di una singola dose orale di paliperidone 3 mg compresse a rilascio prolungato è stata studiata in soggetti con vari gradi di funzionalità renale. L’eliminazione di paliperidone diminuiva al diminuire della clearance della creatinina stimata. La clearance totale di paliperidone era ridotta del 32% in media nei soggetti con funzionalità renale lievemente compromessa (CrCl= da 50 a < 80 mL/min), del 64 % in quelli con danno moderato (CrCl= da 30 a < 50 mL/min), e del 71% nei casi di danno grave (CrCl= da 10 a < 30 mL/min), corrispondente a un incremento medio nell’esposizione (AUC ) di 1,5, 2,6 e 4,8 volte, inf

Pag. 18 di 21 rispettivamente, rispetto ai soggetti sani. In base a un numero limitato di osservazioni con paliperidone in soggetti con danno renale lieve e simulazioni farmacocinetiche, viene raccomandata una dose ridotta (vedere paragrafo 4.2).

Anziani

Analisi farmacocinetiche sulla popolazione non hanno dato prova di differenze farmacocinetiche correlabili all’età.

Indice di massa corporea (IMC)/peso corporeo

Gli studi farmacocinetici con paliperidone palmitato hanno dimostrato concentrazioni plasmatiche a volte inferiori (10-20 %) di paliperidone in pazienti sovrappeso o obesi rispetto ai pazienti di peso normale (vedere paragrafo 4.2).

Etnia

Le analisi farmacocinetiche di popolazione dei dati provenienti da studi con paliperidone orale non hanno rivelato differenze legate all’etnia nella farmacocinetica di paliperidone a seguito della sua somministrazione.

Sesso Non sono state osservate differenze clinicamente significative fra pazienti di sesso maschile e femminile.

Stato di fumatore

In base agli studi in vitro condotti utilizzando enzimi di fegato umano, paliperidone non costituisce un substrato per il CYP1A2; il fumo, pertanto, non dovrebbe avere alcun effetto sulla farmacocinetica di paliperidone. L’effetto del fumo sulla farmacocinetica di paliperidone non è stato studiato con paliperidone. Un’analisi farmacocinetica di popolazione dei dati con paliperidone compresse orali a rilascio prolungato hanno dimostrato un’esposizione a paliperidone leggermente inferiore nei fumatori rispetto ai non-fumatori. È improbabile che la differenza possa essere clinicamente rilevante.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

Studi di tossicità a dosi ripetute di paliperidone palmitato iniettato per via intramuscolare (la formulazione a somministrazione mensile) e di paliperidone somministrato per via orale nel ratto e nel cane hanno mostrato principalmente effetti farmacologici, quali sedazione ed effetti mediati dalla prolattina su ghiandole mammarie e genitali. Negli animali trattati con paliperidone palmitato è stata notata una reazione infiammatoria al sito di iniezione intramuscolare. Occasionalmente si è verificata la formazione di un ascesso.

Negli studi sulla riproduzione dei ratti con risperidone orale, che è largamente convertito a paliperidone nei ratti e negli uomini, sono stati notati eventi avversi sul peso alla nascita e sulla sopravvivenza della prole. Non è stata osservata alcuna embriotossicità o malformazioni a seguito della somministrazione intramuscolare di paliperidone palmitato a ratte gravide fino alla dose più elevata (160 mg/kg/die) corrispondente a 4,1 volte il livello di esposizione nell’uomo alla massima dose raccomandata di 150 mg. Altri antagonisti della dopamina, se somministrati ad animali gravidi, hanno causato effetti negativi sull’apprendimento e sullo sviluppo motorio nella prole.

Paliperidone palmitato e paliperidone non sono stati genotossici. Negli studi sulla carcinogenicità orale di risperidone condotti su topi e ratti, sono stati rilevati aumenti di adenomi della ghiandola pituitaria (nei topi), di adenomi del pancreas endocrino (nei ratti) e di adenomi delle ghiandole mammarie (in entrambe le specie). Il potenziale carcinogenico di paliperidone palmitato iniettato per via intramuscolare è stato valutato nei ratti. Si è verificato un aumento statisticamente significativo degli adenocarcinomi nella ghiandola mammaria nelle femmine di ratto a 10, 30 e 60 mg/kg/mese. Nei ratti maschi è stato dimostrato un aumento

Pag. 19 di 21 statisticamente significativo degli adenomi e carcinomi della ghiandola mammaria a 30 e 60 mg/kg/mese che rappresentano 1,2 e 2,2 volte il livello di esposizione alla dose massima raccomandata nell’uomo di 150 mg. Questi tumori possono essere correlati a prolungato antagonismo dei recettori D2 della dopamina e a iperprolattinemia. La rilevanza di questi riscontri tumorali nei roditori in termini di rischio per l’uomo non è nota.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Polisorbato 20 (E 432) Macrogol Acido citrico monoidrato (E 330) Disodio fosfato (E 339) Sodio diidrogeno fosfato monoidrato Idrossido di sodio (E 542) (per adattamento del pH) Acqua per preparazioni iniettabili

06.2 Incompatibilità

Questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali.

06.3 Periodo di validità

3 anni

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

06.5 Natura e contenuto della confezione

Siringa preriempita (copolimero con olefina ciclica) con asta dello stantuffo ed estensore della flangia/dispositivo anti-ritorno con tappo a stantuffo (in gomma bromobutilica) e cappuccio protettivo della punta con due aghi per l’iniezione (ago di sicurezza da 22 g x 1 ½”, 38 mm x 0,7 mm e ago di sicurezza da 23 g x 1”, 25 mm x 0,6 mm).

Confezioni:

La confezione contiene 1 siringa preriempita e 2 aghi.

[Confezione di inizio trattamento]:

Ogni confezione contiene 1 astuccio con una siringa preriempita di Paliperidone EG 150 mg e 2 aghi e 1 astuccio con 1 siringa preriempita di Paliperidone EG 100 mg e 2 aghi.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivanti da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

EG S.p.A., via Pavia 6, 20136 Milano

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08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

051218016 – “25 MG SOSPENSIONE INIETTABILE A RILASCIO PROLUNGATO IN SIRINGA PRERIEMPITA” 1 SIRINGA PRERIEMPITA IN COC E 2 AGHI DI SICUREZZA 051218028 – “50 MG SOSPENSIONE INIETTABILE A RILASCIO PROLUNGATO IN SIRINGA PRERIEMPITA” 1 SIRINGA PRERIEMPITA IN COC E 2 AGHI DI SICUREZZA 051218030 – “75 MG SOSPENSIONE INIETTABILE A RILASCIO PROLUNGATO IN SIRINGA PRERIEMPITA” 1 SIRINGA PRERIEMPITA IN COC E 2 AGHI DI SICUREZZA 051218042 – “100 MG SOSPENSIONE INIETTABILE A RILASCIO PROLUNGATO IN SIRINGA PRERIEMPITA” 1 SIRINGA PRERIEMPITA IN COC E 2 AGHI DI SICUREZZA 051218055 – “150 MG SOSPENSIONE INIETTABILE A RILASCIO PROLUNGATO IN SIRINGA PRERIEMPITA” 1 SIRINGA PRERIEMPITA IN COC E 2 AGHI DI SICUREZZA 051218067 – “150 MG SOSPENSIONE INIETTABILE A RILASCIO PROLUNGATO IN SIRINGA PRERIEMPITA” + “100 MG SOSPENSIONE INIETTABILE A RILASCIO PROLUNGATO IN SIRINGA PRERIEMPITA” 1 SIRINGA PRERIEMPITA IN COC DA 150 MG E 2 AGHI DI SICUREZZA + 1 SIRINGA PRERIEMPITA IN COC DA 100 MG E 2 AGHI DI SICUREZZA CONFEZIONE PER L’INIZIO DEL TRATTAMENTO

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