Paracetamolo Pensa Pharma
Paracetamolo Pensa Pharma (Paracetamolo)
Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto
Paracetamolo Pensa Pharma: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: scheda tecnica ufficiale AIFA (PDF))
Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Paracetamolo Pensa Pharma
01.0 Denominazione del medicinale
PARACETAMOLO PENSA PHARMA 1000 mg compresse
02.0 Composizione qualitativa e quantitativa
Ogni compressa contiene: 1000 mg di paracetamolo.
Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere par. 6.1
03.0 Forma farmaceutica
Compressa. Compresse bianche, biconvesse, di forma ovale con una linea di frattura impressa su un lato e PC sull’altro lato, di 21,0 ± 0,5 mm di diametro.
La compressa può essere divisa in dosi uguali.
04.0 INFORMAZIONI CLINICHE
04.1 Indicazioni terapeutiche
Paracetamolo Pensa Pharma è raccomandato per il trattamento di dolore da lieve a moderato e febbre.
Paracetamolo Pensa Pharma è indicato per gli adulti.
04.2 Posologia e modo di somministrazione
Adulti:
Assumere 1 compressa ogni 6-8 ore, secondo necessità. Non superare la dose massima giornaliera di 3 g/24 ore.
Pazienti con compromissione renale:
In caso di compromissione renale ridurre la dose, a seconda del grado di filtrazione glomerulare secondo la tabella seguente:
| velocità di filtrazione glomerulare | Dose |
| 10 – 50 ml/min | 500 mg ogni 6 ore |
| < 10 ml/min | 500 mg ogni 8 ore |
A causa della dose, questo medicinale non è indicato per questo gruppo di pazienti.
Pazienti con compromissione epatica:
In caso di compromissione epatica non devono essere superati i 2 g/24 ore e l’intervallo minimo tra le dosi deve essere di 8 ore (vedere paragrafo 4.4. Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego).
Dosi elevate di paracetamolo devono essere evitate per periodi di tempo prolungati poiché ciò aumenta il rischio di danni al fegato.
Se il dolore persiste per più di 5 giorni, la febbre per più di 3 giorni, o il dolore o la febbre peggiorano oppure compaiono altri sintomi, è necessario valutare la situazione clinica.
Per il trattamento del mal di gola, non somministrare per più di 2 giorni consecutivi senza aver valutato la situazione clinica.
Modo di somministrazione:
Questo medicinale viene somministrato per via orale. Le compresse devono essere assunte con un bicchiere di un liquido, preferibilmente acqua.
L’assunzione concomitante di paracetamolo e cibo aumenta il tempo di assorbimento del paracetamolo, perché il cibo diminuisce la motilità gastrointestinale ed il tempo di transito. Per un rapido sollievo dal dolore, assumere il medicinale senza cibo, soprattutto se il cibo è ricco di carboidrati.
04.3 Controindicazioni
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso
Il paracetamolo deve essere somministrato con cautela, evitando il trattamento prolungato in pazienti con anemia, malattie cardiache o polmonari o disfunzione renale severa (in quest’ultimo caso, l’uso occasionale è accettabile, ma la somministrazione prolungata di dosi elevate può aumentare il rischio di effetti renali avversi).
L’uso del paracetamolo in pazienti che consumano regolarmente alcol (tre o più bevande alcoliche al giorno – birra, vino, liquori … quotidianamente) può causare danni al fegato.
Negli alcolisti cronici non devono essere somministrati più di 2 g/die di paracetamolo suddivisi in diverse dosi.
Si consiglia cautela nei pazienti asmatici sensibili all’acido acetilsalicilico, poiché in questi pazienti sono state descritte lievi reazioni broncospastiche con paracetamolo (reazione crociata), sebbene solo in una minoranza di tali pazienti possa causare reazioni gravi in alcuni casi, specialmente se somministrato a dosi elevate.
L’automedicazione con paracetamolo deve essere limitata durante il trattamento con anticonvulsivanti poiché l’uso concomitante di entrambi aumenta l’epatotossicità mentre la biodisponibilità del paracetamolo è ridotta, specialmente nel trattamento con paracetamolo ad alte dosi.
Sono stati segnalati casi di acidosi metabolica con gap anionico elevato (HAGMA, high anion gap metabolic acidosis) dovuta ad acidosi piroglutamica in pazienti con malattie gravi, quali compromissione renale severa e sepsi, o in pazienti con malnutrizione o altre fonti di carenza di glutatione (es. alcolismo cronico) che sono stati trattati con paracetamolo a dose terapeutica per un periodo prolungato o con un’associazione di paracetamolo e flucloxacillina. Se si sospetta HAGMA a causa di acidosi piroglutamica, si raccomanda l’immediata interruzione di paracetamolo e un attento monitoraggio. La misurazione della 5-oxoprolina urinaria può essere utile per identificare l’acidosi piroglutamica come causa sottostante di HAGMA in pazienti con molteplici fattori di rischio.
Il paziente deve essere avvisato di evitare l’uso contemporaneo di questo medicinale con altri medicinali contenenti paracetamolo, ad es. medicinali antinfluenzali. Se viene somministrato un altro medicinale contenente paracetamolo, non deve essere superata la dose massima di paracetamolo di 3 g al giorno, tenendo conto del contenuto di paracetamolo di tutti i medicinali assunti dal paziente. L’uso concomitante di più di un medicinale contenente paracetamolo può portare ad intossicazione (vedere paragrafo 4.9).
La tossicità associata al paracetamolo può essere causata sia da un singolo sovradosaggio che da ingestione multipla di dosi eccessive di paracetamolo.
Epatotossicità è stata segnalata con dosi giornaliere inferiori a 4 g.
Avvertenza sugli eccipienti:
Questo medicinale contiene meno di un mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente “senza sodio”.
04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione
Il paracetamolo viene principalmente metabolizzato nel fegato, e può pertanto interagire con altri medicinali che utilizzano le stesse vie metaboliche o che sono in grado di inibire o indurre queste vie. Alcuni dei suoi metaboliti sono epatotossici, per cui la co-somministrazione con potenti induttori enzimatici (come rifampicina, alcuni anticonvulsivanti, ecc.) può portare a reazioni epatotossiche, specialmente quando vengono utilizzate alte dosi di paracetamolo. Le interazioni potenzialmente rilevanti includono quanto segue:
- Alcool etilico: Potenziamento della tossicità del paracetamolo, per possibile induzione della
produzione epatica di prodotti epatotossici derivati dal paracetamolo.
- Anticoagulanti orali (acenocumarolo, warfarin): possibile il potenziamento dell’effetto
anticoagulante, dovuto all’inibizione della sintesi epatica dei fattori della coagulazione. Tuttavia, data l’apparente bassa rilevanza clinica di questa interazione nella maggior parte dei pazienti, viene presa in considerazione una terapia analgesica alternativa con salicilati quando è disponibile una terapia anticoagulante. Tuttavia, la dose e la durata del trattamento devono essere le più basse possibili, con un monitoraggio regolare dell’INR.
- Anticonvulsivanti (fenitoina, fenobarbital, metilfenobarbital, primidone): diminuzione della
biodisponibilità del paracetamolo e potenziamento dell’epatotossicità in caso di sovradosaggio, a causa dell’induzione del metabolismo epatico.
- Diuretici dell’ansa: gli effetti dei diuretici possono essere ridotti, poiché il paracetamolo può
ridurre l’escrezione renale di prostaglandine e l’attività della renina plasmatica.
- Isoniazide: riduzione della clearance del paracetamolo, con possibile potenziamento della sua
azione e/o tossicità, a causa dell’inibizione della sua tossicità, a causa dell’inibizione del suo metabolismo epatico.
- Lamotrigina: diminuzione della biodisponibilità della lamotrigina, con possibile inibizione del
suo effetto, per possibile induzione del suo metabolismo epatico.
- Metoclopramide e domperidone: aumentano l’assorbimento del paracetamolo nell’intestino tenue,
per l’effetto di questi farmaci sullo svuotamento gastrico.
- Probenecid: può aumentare leggermente l’emivita plasmatica del paracetamolo, diminuendo la
degradazione e l’escrezione urinaria dei suoi metaboliti.
- Propranololo: aumenta i livelli plasmatici del paracetamolo, a causa della possibile inibizione del
metabolismo epatico.
- Resine a scambio ionico (colestiramina): diminuzione dell’assorbimento del paracetamolo, con
possibile inibizione del suo effetto, dovuto alla fissazione del paracetamolo nell’intestino.
Si deve prestare attenzione quando il paracetamolo è usato in concomitanza con flucloxacillina, poiché l’assunzione concomitante è stata associata ad acidosi metabolica con gap anionico elevato a causa di acidosi piroglutamica, specialmente nei pazienti con fattori di rischio (vedere paragrafo 4.4).
Interferenze con test analitici:
Il paracetamolo può alterare i valori delle determinazioni analitiche di acido urico e del glucosio.
04.6 Gravidanza e allattamento
Gravidanza Una grande quantità di dati sulle donne in gravidanza non indica né malformazioni, né tossicità feto/neonatale. Gli studi epidemiologici sul neurosviluppo nei bambini esposti al paracetamolo in utero mostrano risultati inconcludenti. Se clinicamente necessario, il paracetamolo può essere utilizzato durante la gravidanza, tuttavia deve essere utilizzato alla dose efficace più bassa per il più breve tempo possibile e alla frequenza più bassa possibile.
Allattamento Sebbene siano state misurate concentrazioni di picco da 10 a 15 µg/ml (da 66,2 a 99,3 µmoli/l) nel latte materno entro 1 o 2 ore dall’ingestione materna di una singola dose da 650 mg, né il paracetamolo né i suoi metaboliti sono stati rilevati nell’urina dei neonati. L’emivita nel latte materno è compresa tra 1,35 e 3,5 ore. Non sono stati segnalati effetti avversi nei bambini. Il paracetamolo può essere utilizzato nelle donne che allattano al seno se non viene superata la dose raccomandata. Deve essere prestata attenzione in caso di impiego prolungato.
04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari
Il paracetamolo non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Non è stato riportato alcun effetto di questo genere.
04.8 Effetti indesiderati
a. Rapporto sul profilo di sicurezza Le reazioni avverse più comunemente riportate durante il periodo di utilizzo del paracetamolo sono:
epatotossicità, tossicità renale, alterazioni della formula del sangue, ipoglicemia e dermatite allergica.
b. Elenco tabulato delle reazioni avverse
| Frequenza | Organi/Sistemi | Reazione avversa |
| Raro (≥1/10.000 to <1/1.000) | Patologie vascolari | Ipotensione |
| Patologie epatobiliari | Aumento dei livelli di transaminasi epatiche | |
| Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | Malessere | |
| Molto raro (<1/10,000) | Patologie del sistema emolinfopoietico | Trombocitopenia, agranulocitosi, leucopenia, neutropenia, anemia emolitica. |
| Disturbi del metabolismo e della nutrizione | Ipoglicemia | |
| Patologie epatobiliari | Epatotossicità (ittero) | |
| Patologie renali e urinarie | Piuria sterile (urina torbida), effetti renali avversi (vedere paragrafo 4.4. Avvertenze speciali e precauzioni di impiego). | |
| Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | Reazioni di ipersensibilità che variano da una semplice eruzione cutanea ad orticaria e shock anafilattico | |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Sono state segnalate reazioni cutanee gravi. | |
| Non nota (non può essere stimata sulla base dei dati disponibili) | Disturbi del metabolismo e della nutrizione | Acidosi metabolica con gap anionico elevato |
c. Descrizione di reazioni avverse selezionate
Acidosi metabolica con gap anionico elevato In pazienti con fattori di rischio che utilizzano paracetamolo sono stati osservati casi di acidosi metabolica con gap anionico elevato dovuta ad acidosi piroglutamica (vedere paragrafo 4.4). In questi pazienti l’acidosi piroglutamica può manifestarsi come conseguenza di bassi livelli di glutatione.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse .
04.9 Sovradosaggio
La sintomatologia del sovradosaggio comprende vertigini, vomito, perdita di appetito, ittero, dolore addominale e insufficienza renale ed epatica. Se è stata ingerita una dose eccessiva, il paziente deve essere curato tempestivamente in una struttura medica anche se non ci sono sintomi o segni significativi perché, sebbene questi possano causare la morte, spesso non si manifestano immediatamente dopo l’ingestione, ma dopo il terzo giorno. La morte può derivare da necrosi epatica. Può verificarsi anche insufficienza renale acuta.
Il sovradosaggio di paracetamolo viene valutato in quattro fasi, che iniziano al momento dell’ingestione del sovradosaggio:
- Fase I (12-24 ore): nausea, vomito, diaforesi e anoressia.
- Fase II (24-48 ore): miglioramento clinico; I livelli di AST, ALT, bilirubina e protrombina
iniziano a salire.
- Fase III (72-96 ore): picco di epatotossicità; Possono apparire valori AST di 20.000.
- Fase IV (7-8 giorni): recupero.
Può verificarsi epatotossicità. La dose tossica minima in una singola dose è superiore a 6 g negli adulti e superiore a 100 mg/kg di peso corporeo nei bambini. Dosi superiori a 20-25 g sono potenzialmente fatali. I sintomi di epatotossicità comprendono nausea, vomito, anoressia, malessere, diaforesi, dolore addominale e diarrea. L’epatotossicità non si manifesta fino a 48-72 ore dopo l’ingestione. Se la dose ingerita è stata superiore a 150 mg/kg o la quantità ingerita non può essere determinata, è necessario prelevare un campione di paracetamolo sierico 4 ore dopo l’ingestione. Se si verifica epatotossicità, eseguire un test di funzionalità epatica e ripetere il test a intervalli di 24 ore. L’insufficienza epatica può portare a encefalopatia, coma e morte.
Livelli plasmatici di paracetamolo superiori a 300 µg/ml, riscontrati 4 ore dopo l’ingestione, sono stati associati a danni al fegato che si verificano nel 90% dei pazienti. Il danno epatico inizia a verificarsi quando i livelli plasmatici di paracetamolo a 4 ore sono superiori a 120 µg/ml o superiori a 30 µg/ml 12 ore dopo l’ingestione.
L’ingestione cronica di dosi superiori a 4 g/die può causare epatotossicità transitoria. I reni possono soffrire di necrosi tubulare e il miocardio può essere danneggiato.
Trattamento In tutti i casi, l’aspirazione e la lavanda gastrica devono essere eseguite preferibilmente entro 4 ore dall’ingestione.
Esiste un antidoto specifico per la tossicità del paracetamolo: la N-acetilcisteina, che può essere somministrata per via endovenosa o orale.
Via endovenosa:
Si raccomandano 300 mg/kg di N-acetilcisteina (equivalenti a 1,5 ml/kg di soluzione acquosa al 20%; pH: 6,5), somministrati per via endovenosa in un periodo di 20 ore e 15 minuti, secondo il seguente schema:
I) Adulti
1. Dose iniziale 150 mg/kg (equivalenti a 0,75 ml/kg di soluzione acquosa al 20% di N-acetilcisteina; pH 6,5) lentamente per via endovenosa o diluiti in 200 ml di destrosio al 5% in 15 minuti.
2. Dosi di mantenimento a) Inizialmente, 50 mg/kg (equivalenti a 0,25 ml/kg di soluzione acquosa al 20 % di Nacetilcisteina, pH 6,5), in 500 ml di destrosio al 5% infusi lentamente nell’arco di 4 ore.
(b) Successivamente, 100 mg/kg (equivalenti a 0,50 ml/kg di soluzione acquosa al 20 % di Nacetilcisteina al 20 %; pH: 6,5) in 1000 ml di destrosio al 5% come infusione lenta nell’arco di 16 ore.
II) Bambini
Il volume della soluzione per infusione di destrosio al 5% deve essere regolato in base all’età e al peso del bambino per evitare la congestione vascolare polmonare.
L’efficacia dell’antidoto è massima se somministrato entro 4 ore dall’intossicazione. L’efficacia diminuisce progressivamente dall’ottava ora in poi ed è inefficace dalle 15 ore dopo l’avvelenamento. La somministrazione di una soluzione acquosa di N-acetilcisteina al 20 % può essere interrotta quando i risultati dell’analisi del sangue mostrano livelli ematici di paracetamolo inferiori a 200 µg/ml.
Effetti avversi della N-acetilcisteina per via endovenosa: eccezionalmente sono stati osservati rash cutanei e anafilassi, di solito tra 15 minuti e 1 ora dall’inizio dell’infusione.
Per via orale: l’antidoto N-acetilcisteina deve essere somministrato entro 10 ore dal sovradosaggio.
ADULTI La dose raccomandata di antidoto per gli adulti è:
- una dose iniziale di 140 mg/kg di peso corporeo.
- 17 dosi da 70 mg/kg di peso corporeo, una ogni 4 ore.
Ogni dose deve essere diluita al 5% con una bevanda a base di cola, succo d’uva, succo d’arancia o acqua prima della somministrazione a causa del suo odore sgradevole e delle proprietà irritanti o sclerosanti. Se la dose viene vomitata entro un’ora dalla somministrazione, deve essere ripetuta.
Se necessario, l’antidoto (diluito in acqua) può essere somministrato mediante intubazione duodenale.
05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE
05.1 Proprietà farmacodinamiche
Categoria farmacoterapeutica: altri analgesici ed antipiretici, Anilidi: Paracetamolo ATC code: N02BE01
Il paracetamolo è un analgesico con proprietà antipiretiche. Il meccanismo dell’azione analgesica non è stato completamente determinato. Il paracetamolo può agire prevalentemente inibendo la sintesi delle prostaglandine a livello del sistema nervoso centrale e, in misura minore, bloccando la generazione dell’impulso doloroso a livello periferico.
Si ritiene che il paracetamolo aumenti la soglia del dolore inibendo la sintesi delle prostaglandine, attraverso il blocco delle ciclossigenasi nel sistema nervoso centrale (in particolare COX-3). Tuttavia, il paracetamolo non inibisce significativamente le ciclossigenasi nei tessuti periferici. Il paracetamolo stimola l’attività delle vie serotoninergiche discendenti che bloccano la trasmissione dei segnali nocicettivi al midollo spinale dai tessuti periferici. In questo senso, alcuni dati sperimentali indicano che la somministrazione di antagonisti di diversi sottotipi recettoriali di farmaci serotoninergici somministrati per via intraspinale annullano l’effetto antinocicettivo del paracetamolo.
L’azione antipiretica è correlata all’inibizione della sintesi di PGE1 nell’ipotalamo, organo fisiologico coordinatore del processo di termoregolazione.
05.2 Proprietà farmacocinetiche
Per uso orale la biodisponibilità del paracetamolo è del 75-85%. L’assorbimento del paracetamolo è rapido e completo. La concentrazione plasmatica massima viene raggiunta a seconda della forma di dosaggio entro 0,5-2 ore. Il grado di legame alle proteine plasmatiche è del 10%. Il tempo di picco dell’effetto è compreso tra 1 e 3 ore e la durata dell’azione è compresa tra 3 e 4 ore.
Il metabolismo del paracetamolo subisce un effetto epatico di primo passaggio, seguendo una cinetica lineare. Tuttavia, questa linearità scompare quando vengono somministrate dosi superiori a 2 g. Il paracetamolo viene metabolizzato principalmente nel fegato (90-95%), essendo eliminato principalmente nelle urine come coniugato con acido glucuronico, e in misura minore con acido solforico e cisteina; meno del 5% viene escreto in forma immodificata. La sua emivita di eliminazione è di 1,5-3 ore (aumenta in caso di sovradosaggio e nei pazienti con insufficienza epatica, anziani e bambini). Dosi elevate possono saturare i normali meccanismi del metabolismo epatico, portando all’uso di vie metaboliche alternative risultanti in metaboliti epatotossici e possibilmente nefrotossici a causa della deplezione del glutatione.
Variazioni fisiopatologiche:
Compromissione renale: in caso di grave compromissione renale (clearance della creatinina inferiore a 10 ml/min) l’eliminazione del paracetamolo e dei suoi metaboliti è ritardata. Pazienti anziani: la capacità di coniugazione non viene modificata. È stato osservato un aumento dell’emivita di eliminazione del paracetamolo e dei suoi metaboliti.
05.3 Dati preclinici di sicurezza
Il paracetamolo, a dosi terapeutiche, non ha effetti tossici e solo a dosi molto elevate provoca necrosi epatica centrolobulare negli animali e nell’uomo. Sempre a dosi molto elevate, il paracetamolo provoca metaemoglobinemia ed emolisi ossidativa nel cane e nel gatto e molto raramente nell’uomo.
In studi di tossicità cronica, subcronica e acuta su ratti e topi sono state osservate lesioni gastrointestinali, alterazioni dell’emocromo, degenerazione del parenchimale epatico e renale, inclusa la necrosi. Da un lato, le cause di questi cambiamenti sono state attribuite al meccanismo d’azione e, dall’altro, al metabolismo del paracetamolo. È stato anche dimostrato nell’uomo che i metaboliti sembrano produrre gli effetti tossici e i corrispondenti cambiamenti d’organo. Inoltre, sono stati descritti casi molto rari di epatite cronica aggressiva reversibile durante l’uso prolungato (ad es. 1 anno) con dosi terapeutiche. In caso di dosi subtossiche, i segni di intossicazione possono comparire entro 3 settimane dal trattamento. Pertanto, il paracetamolo non deve essere assunto per lunghi periodi di tempo e nemmeno a dosi elevate. Ulteriori indagini non hanno mostrato evidenza di un rischio genotossico del paracetamolo rilevante per dosi terapeutiche, cioè a dosi non tossiche. Studi a lungo termine su ratti e topi non hanno prodotto evidenza di tumori a dosi di paracetamolo non epatotossiche. Non sono disponibili studi convenzionali che utilizzino gli standard attualmente accettati per la valutazione della tossicità per la riproduzione e lo sviluppo.
Fertilità: studi di tossicità cronica negli animali dimostrano che dosi elevate di paracetamolo producono atrofia testicolare e inibizione della spermatogenesi; la rilevanza di questo nell’impiego sull’uomo è sconosciuta.
06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
06.1 Eccipienti
Sodio amido glicolato (Tipo A), acqua depurata, amido pregelatinizzato, povidone K30 (E1201), acido stearico (E570), crospovidone (E1202).
06.2 Incompatibilità
Non applicabile.
06.3 Periodo di validità
3 anni.
06.4 Speciali precauzioni per la conservazione
Questo medicinale non richiede alcuna particolare condizione di conservazione.
06.5 Natura e contenuto della confezione
Blisters in PVC/PVDC/Alluminio contenenti 16, 18, 20 e 40 compresse.
E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione
Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.
07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio
Towa Pharmaceutical S.p.A Via Enrico Tazzoli 6 20154 Milano Italia
08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio
AIC n. 050188010 – “1000 MG COMPRESSE” 16 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL AIC n. 050188022 – “1000 MG COMPRESSE” 18 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL AIC n. 050188034 – “1000 MG COMPRESSE” 20 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL AIC n. 050188046 – “1000 MG COMPRESSE” 40 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL
09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione
24/11/2022
10.0 Data di revisione del testo
Aprile 2026

