Riassunto generato con AI, aggiornato il 18/10/2026.
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Binosto è un farmaco a base di alendronato sodico triidrato, equivalente a 70 mg di acido alendronico per compressa effervescente. È indicato negli adulti per il trattamento dell’osteoporosi postmenopausale e riduce il rischio di fratture vertebrali e dell’anca.[1] Prima di usarlo bisogna rispettare con precisione la modalità di assunzione, perché l’alendronato può irritare l’esofago e il tratto gastrointestinale superiore, e il rischio aumenta se non viene preso correttamente.[1] Binosto non deve essere usato in caso di ipersensibilità al principio attivo o agli eccipienti, patologie dell’esofago, impossibilità a stare seduti o in piedi per almeno 30 minuti e ipocalcemia; non deve essere usato in gravidanza o durante l’allattamento.[1]
Indice (7 sezioni)
A cosa serve
Binosto è un bifosfonato usato negli adulti per il trattamento dell’osteoporosi postmenopausale. Il medicinale aiuta a prevenire la perdita di tessuto osseo dopo la menopausa e contribuisce a ridurre il rischio di fratture della colonna vertebrale e dell’anca.[1, 2]
Formulazione e come si usa
Binosto è disponibile come compresse effervescenti da 70 mg. Ogni compressa contiene alendronato sodico triidrato equivalente a 70 mg di acido alendronico, e il quantitativo totale di sodio per compressa è 603 mg.[1]
| Popolazione | Dose raccomandata | Dose massima giornaliera |
|---|---|---|
| Adulti | 1 compressa effervescente da 70 mg una volta alla settimana | Non è prevista una dose giornaliera: la dose raccomandata è settimanale[1] |
Se si dimentica una dose, la compressa va presa la mattina successiva a quella in cui ci si è accorti dell’omissione. Non si devono prendere due compresse nello stesso giorno, ma poi si deve riprendere l’assunzione una volta a settimana nel giorno scelto in precedenza. La durata ottimale del trattamento non è stata stabilita e la necessità di continuarlo va rivalutata periodicamente, soprattutto dopo 5 o più anni di uso.[1]
Per ottenere un assorbimento adeguato, Binosto va assunto almeno 30 minuti prima di cibi, bevande o altri medicinali, solo con acqua di rubinetto. La compressa va sciolta in mezzo bicchiere di acqua di rubinetto, non meno di 120 ml, appena alzati dal letto; la soluzione va bevuta quando ha finito di frizzare e la compressa si è completamente sciolta, poi bisogna assumere almeno altri 30 ml di acqua di rubinetto. Non bisogna deglutire la compressa intera, masticarla o lasciarla sciogliere in bocca. Dopo l’assunzione non ci si deve sdraiare per almeno 30 minuti e finché non si è mangiato qualcosa; il medicinale non deve essere preso prima di coricarsi o prima di alzarsi.[1]
Nei pazienti anziani non è necessario un aggiustamento della dose. Se la clearance della creatinina è maggiore di 35 ml/min non serve modificare il dosaggio; se è inferiore a 35 ml/min l’alendronato non è raccomandato per mancanza di esperienza. Nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni sicurezza ed efficacia non sono state stabilite e il medicinale non deve essere usato.[1]
Controindicazioni e avvertenze
Binosto è controindicato in caso di ipersensibilità all’alendronato o a uno qualsiasi degli eccipienti, patologie dell’esofago o altri fattori che rallentano lo svuotamento esofageo, impossibilità a stare in piedi o seduti con il busto eretto per almeno 30 minuti e ipocalcemia.[1]
L’alendronato può causare irritazione locale della mucosa del tratto gastrointestinale superiore. Va usato con cautela nei pazienti con disfagia, patologie esofagee, gastrite, duodenite, ulcere o con storia recente di malattia gastrointestinale importante, come ulcera peptica o sanguinamento gastrointestinale attivo, oppure dopo chirurgia del tratto gastrointestinale superiore esclusa la piloroplastica. Nei pazienti con esofago di Barrett già noto il rapporto beneficio-rischio va valutato caso per caso.[1]
Sono state segnalate reazioni esofagee anche gravi, come esofagite, erosioni e ulcere esofagee, raramente con stenosi. Il paziente deve interrompere il trattamento e rivolgersi a un medico se compaiono disfagia, dolore o gonfiore o dolore retrosternale, o se la pirosi compare o peggiora. Il rischio è maggiore se il medicinale non viene assunto correttamente o se si continua la terapia nonostante i sintomi esofagei.[1]
L’osteonecrosi della mandibola o mascella è stata segnalata con i bifosfonati, soprattutto in associazione a estrazioni dentali e/o infezioni locali. Nel valutare il rischio individuale vanno considerati fattori come la potenza del bifosfonato, la via di somministrazione, la durata del trattamento, chemioterapia, corticosteroidi, cancro, scarsa igiene orale e procedure odontoiatriche invasive.[1, 2]
Interazioni
Cibo, bevande, acqua minerale, integratori di calcio, antiacidi e altri medicinali assunti per bocca possono ridurre l’assorbimento dell’alendronato. Bisogna attendere almeno 30 minuti dopo l’assunzione di Binosto prima di prendere qualsiasi altro medicinale orale.[1]
Durante il trattamento con FANS è richiesta cautela, perché questi farmaci sono associati a irritazione gastrointestinale. Negli studi clinici, l’uso concomitante di estrogeni non ha mostrato reazioni avverse attribuibili all’associazione. Non sono state identificate altre interazioni di rilevanza clinica.[1]
Gravidanza e allattamento
Binosto non deve essere usato in gravidanza. I dati sull’uso nelle donne in gravidanza sono assenti o limitati, mentre negli animali sono emersi segni di tossicità riproduttiva; inoltre non si può escludere un rischio per il feto.[1]
Binosto non deve essere usato durante l’allattamento, perché non è noto se alendronato o i suoi metaboliti passino nel latte materno e non si può escludere un rischio per il lattante.[1]
Effetti indesiderati
Negli studi clinici, gli effetti indesiderati più comuni hanno riguardato soprattutto l’apparato gastrointestinale: dolore addominale, dispepsia, rigurgito acido, nausea, stipsi, diarrea, disfagia, flatulenza e gastrite. Sono stati osservati anche dolore muscoloscheletrico, cefalea e, in alcuni casi, ulcera gastrica o esofagea.[1, 3]
Dopo l’immissione in commercio sono state segnalate anche reazioni di ipersensibilità, capogiro, disturbi oculari come uveite o sclerite, eruzioni cutanee, dolore muscoloscheletrico talvolta grave, fratture atipiche del femore, osteonecrosi della mandibola o mascella e sintomi transitori di tipo influenzale all’inizio del trattamento.[3]
Binosto, per la formulazione effervescente tamponata, è stato sviluppato per ridurre il contatto del medicinale particolato con la mucosa e limitare il rischio di irritazione esofagea.[1]
Domande frequenti
Binosto si prende tutti i giorni? No. La dose raccomandata è di una compressa effervescente da 70 mg una volta alla settimana.[1]
Cosa devo fare se salto una dose? Va presa la mattina successiva a quando ci si accorge della dimenticanza, senza assumere due compresse nello stesso giorno.[1]
Posso prendere Binosto con altri medicinali? No, bisogna attendere almeno 30 minuti prima di assumere altri farmaci per bocca, perché possono ridurne l’assorbimento.[1]
Il farmaco si può usare nei bambini? No. La sicurezza e l’efficacia sotto i 18 anni non sono state stabilite e il medicinale non deve essere usato nei bambini.[1]
Posso restare sdraiato dopo averlo preso? No. Dopo l’assunzione non bisogna distendersi per almeno 30 minuti e finché non si è mangiato qualcosa.[1]
Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Binosto: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.
