Riassunto generato con AI, aggiornato il 21/10/2026.
Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 riassunto EPAR EMA scorri →
- 1 Scheda tecnica AIFABraftovi – Encorafenib
- 2 BugiardinoBraftovi
- 3 IndicazioniBraftovi
- 4 Effetti collateraliBraftovi
- 5 Sicurezza e azioneBraftovi
- 6 Riassunto EPAR EMABraftovi (encorafenib)
Il testo è generato solo da questi 6 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.
Braftovi è un farmaco a base di encorafenib, una capsula rigida disponibile in dosaggi da 50 mg e 75 mg. È un medicinale antitumorale usato negli adulti, ma va impiegato solo in associazione con altri farmaci e dopo conferma della mutazione BRAF appropriata.[1, 2] Nella scheda tecnica AIFA è indicato con binimetinib per il melanoma inoperabile o metastatico BRAF V600 positivo e con cetuximab per il carcinoma metastatico del colon retto BRAF V600E positivo già trattato in precedenza.[1] Prima di usarlo bisogna verificare la mutazione BRAF con un test validato, mentre Braftovi non deve essere usato nei tumori BRAF “wild type”.[1]
A cosa serve
Braftovi contiene encorafenib, un farmaco antitumorale che agisce sulle cellule con mutazione BRAF V600.[1, 6] Secondo la scheda tecnica AIFA, è indicato in associazione con binimetinib per il trattamento di pazienti adulti con melanoma inoperabile o metastatico positivo alla mutazione BRAF V600, e in associazione con cetuximab per il trattamento di pazienti adulti con carcinoma metastatico del colon retto positivo alla mutazione BRAF V600E che hanno ricevuto una precedente terapia sistemica.[1] La sintesi EMA aggiunge che, nel carcinoma del colon-retto, l’uso è previsto con cetuximab e FOLFOX nei pazienti non trattati in precedenza, ma questa specifica associazione non compare tra le indicazioni della scheda tecnica AIFA fornita qui.[6]
Formulazioni e come si usa
Braftovi è disponibile come capsule rigide da 50 mg e da 75 mg di encorafenib.[1] Il trattamento deve essere iniziato e supervisionato da un medico esperto nella somministrazione di medicinali antitumorali.[1, 6]
Per gli adulti, la dose raccomandata cambia in base all’associazione e all’indicazione:[1]
| Indicazione | Associazione | Dose raccomandata |
|---|---|---|
| Melanoma BRAF V600 positivo | binimetinib | 450 mg una volta al giorno, cioè sei capsule da 75 mg[1] |
| Carcinoma metastatico del colon retto BRAF V600E positivo già trattato | cetuximab | 300 mg una volta al giorno, cioè quattro capsule da 75 mg[1] |
La dose può essere ridotta, sospesa temporaneamente o interrotta definitivamente in caso di reazioni avverse.[1, 6] Per il melanoma, la scheda tecnica riporta come riduzioni successive 300 mg una volta al giorno e poi 200 mg una volta al giorno; se il paziente non tollera 100 mg una volta al giorno, il trattamento va interrotto definitivamente.[1] Per il carcinoma del colon retto, le riduzioni riportate sono 225 mg una volta al giorno e poi 150 mg una volta al giorno.[3] Se il farmaco associato viene interrotto definitivamente, anche Braftovi deve essere interrotto definitivamente.[1, 3, 6]
Controindicazioni e avvertenze
Braftovi è controindicato in caso di ipersensibilità a encorafenib o a uno qualsiasi degli eccipienti.[1, 2, 4] Non deve essere usato nei pazienti con melanoma o carcinoma del colon retto negativi per la mutazione BRAF.[1]
Prima di iniziare il trattamento, la mutazione BRAF va confermata con un test validato.[1, 2] La scheda tecnica segnala che l’efficacia e la sicurezza sono state stabilite solo nel melanoma con mutazioni BRAF V600E e V600K e nel carcinoma del colon retto con mutazione BRAF V600E.[1] Per il melanoma, i dati sono limitati nei pazienti che sono progrediti dopo un precedente inibitore di BRAF, e in questi casi l’efficacia dell’associazione con binimetinib sembra inferiore.[1] Anche i dati nei pazienti con metastasi cerebrali sono limitati.[1]
Con l’associazione encorafenib-binimetinib può comparire disfunzione del ventricolo sinistro; per questo la frazione di eiezione ventricolare sinistra va valutata prima dell’inizio, dopo un mese e poi circa ogni 3 mesi o più spesso se necessario.[1] La sicurezza non è stata stabilita nei pazienti con frazione di eiezione basale inferiore al 50% o sotto il limite inferiore della norma, quindi in questi pazienti binimetinib deve essere usato con cautela.[1] La scheda tecnica raccomanda inoltre cautela nei pazienti con compromissione epatica lieve, mentre encorafenib non è raccomandato in caso di compromissione epatica moderata o grave per mancanza di dati clinici; nei pazienti con danno renale grave va usato con cautela.[1] Durante il trattamento vanno monitorati gli esami di funzionalità epatica, perché sono stati osservati aumenti di AST e ALT.[1]
Gravidanza, allattamento e fertilità
Braftovi non è raccomandato durante la gravidanza e nelle donne in età fertile che non usano misure contraccettive efficaci.[1] Le donne in età fertile devono usare contraccezione efficace durante il trattamento e per almeno 1 mese dopo l’ultima dose.[1] Poiché encorafenib può ridurre l’efficacia dei contraccettivi ormonali, a chi li usa si consiglia un metodo aggiuntivo o alternativo, come un preservativo, durante il trattamento e per almeno 1 mese dopo la fine della terapia.[1] Non è noto se encorafenib o i suoi metaboliti passino nel latte materno; per questo bisogna decidere con il medico se interrompere l’allattamento o la terapia.[1] Per la fertilità maschile, la scheda tecnica avverte di un possibile rischio di alterazione della spermatogenesi, sulla base dei dati animali.[1]
Effetti indesiderati
Nel melanoma trattato con encorafenib e binimetinib, le reazioni avverse più comuni sono stanchezza, nausea, diarrea, vomito, distacco retinico, dolore addominale, artralgia, aumento della CPK nel sangue e mialgia.[1] Con la dose di 300 mg in associazione a binimetinib, gli effetti più comuni sono stanchezza, nausea e diarrea.[1] Con encorafenib come farmaco singolo, gli eventi più comuni includono ipercheratosi, alopecia, sindrome mano-piede, stanchezza, eruzione cutanea, artralgia, cute secca, nausea, mialgia, cefalea, vomito e prurito.[1] Con l’associazione encorafenib e cetuximab, la scheda tecnica riporta il profilo di sicurezza valutato in 216 pazienti con carcinoma metastatico del colon retto BRAF V600E positivo.[1]
Tra le reazioni avverse elencate nella scheda tecnica compaiono anche emorragia, ipertensione, neuropatia periferica, disturbi visivi, uveite, disfunzione cardiaca, insufficienza renale, rabdomiolisi e alterazioni degli esami di laboratorio, tra cui transaminasi e creatinina aumentate.[1, 4] Se compaiono disturbi visivi, sintomi cardiaci, segni di sanguinamento o altri effetti importanti, il paziente deve riferirli subito al medico.[2, 4]
Studi principali
L’EMA spiega che encorafenib blocca la proteina BRAF anomala, impedendo la trasmissione del segnale che favorisce la crescita cellulare tumorale.[6] Nello studio principale nel melanoma, 577 pazienti con melanoma BRAF V600 mutato, non resecabile o metastatico, sono stati studiati con encorafenib in associazione a binimetinib, confrontato con encorafenib da solo e con vemurafenib.[6] Nello stesso riassunto EMA, la sopravvivenza libera da progressione mediana è stata di quasi 15 mesi con la combinazione, contro oltre 9,5 mesi con encorafenib da solo e poco più di 7 mesi con vemurafenib.[6] Nel carcinoma del colon retto, l’EMA riporta uno studio su 665 pazienti già trattati, con mutazione BRAF V600E e malattia metastatica, in cui encorafenib più cetuximab ha migliorato la risposta e la sopravvivenza rispetto ai trattamenti di confronto; circa il 20% dei pazienti ha risposto, contro circa il 2% del gruppo senza Braftovi, e la sopravvivenza mediana è stata di 9,3 mesi contro 5,9 mesi.[6]
Domande frequenti
Braftovi si prende da solo? No, nella scheda tecnica AIFA è indicato solo in associazione con binimetinib o con cetuximab, a seconda dell’indicazione.[1]
Serve un test prima di iniziare? Sì, la presenza della mutazione BRAF deve essere confermata con un test validato.[1, 2]
Posso usarlo in gravidanza? No, non è raccomandato in gravidanza; se una donna resta incinta durante il trattamento deve informare subito il medico.[1]
Devo guidare con cautela? Sì, il farmaco altera lievemente la capacità di guidare o usare macchinari e, se compaiono disturbi visivi o altri sintomi che riducono l’attenzione, non bisogna guidare.[1, 2]
Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Braftovi – Encorafenib: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.
