Empressin: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Empressin: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 18/10/2026.

Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione scorri →

  1. 1 Scheda tecnica AIFAEmpressin – Argipressina
  2. 2 BugiardinoEmpressin
  3. 3 IndicazioniEmpressin
  4. 4 Effetti collateraliEmpressin
  5. 5 Sicurezza e azioneEmpressin

Il testo è generato solo da questi 5 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.

Empressin è un farmaco a base di argipressina, indicato per il trattamento dell’ipotensione refrattaria alle catecolamine conseguente a shock settico nei pazienti di età superiore ai 18 anni.[1] Si usa solo se, nonostante un adeguato reintegro del volume e la somministrazione di catecolamine, la pressione arteriosa media non riesce a mantenersi ai valori ottimali.[1] Prima di usarlo bisogna sapere che è un medicinale da infusione endovenosa continua, da impiegare sotto stretto monitoraggio e non in bolo, con attenzione particolare a cuore, vasi, equilibrio idrico e gravidanza.[1, 2]

Indice (7 sezioni)
  1. 1A cosa serve
  2. 2Formulazioni e come si usa
  3. 3Controindicazioni e avvertenze
  4. 4Interazioni
  5. 5Gravidanza e allattamento
  6. 6Effetti indesiderati
  7. 7Domande frequenti

A cosa serve

Empressin contiene argipressina, una sostanza equivalente all’ormone naturale vasopressina.[2] Regola l’equilibrio idrico e riduce l’escrezione urinaria.[2] La sua indicazione autorizzata è il trattamento dell’ipotensione refrattaria alle catecolamine nello shock settico negli adulti sopra i 18 anni.[1, 2]

Formulazioni e come si usa

Empressin è disponibile come concentrato per soluzione per infusione in fiale da 2 ml. Ogni fiala contiene 40 I.U. di argipressina, equivalenti a 133 microgrammi; 1 ml contiene 20 I.U., equivalenti a 66,5 microgrammi.[1] La soluzione è trasparente, incolore e priva di particelle visibili.[1]

Si somministra per infusione endovenosa continua con perfusore o pompa di infusione.[1] Il trattamento viene iniziato preferibilmente entro le prime 6 ore dalla comparsa dello shock settico, oppure entro 3 ore nei pazienti già trattati con dosi elevate di catecolamine.[1] Empressin va usato solo in aggiunta alla terapia vasopressoria convenzionale con catecolamine.[1]

Posologia negli adulti Dose
Dose iniziale 0,01 I.U./minuto[1]
Aumenti della dose aumento ogni 15-20 minuti in base alla risposta clinica[1]
Dose massima raccomandata 0,03 I.U./minuto[1]
Dosi superiori solo come trattamento di emergenza[1]

La durata del trattamento dipende dal quadro clinico individuale, ma dovrebbe preferibilmente durare almeno 48 ore.[1] Il trattamento non deve essere interrotto bruscamente, ma in modo graduale secondo il decorso clinico.[1]

La scheda tecnica riporta anche le velocità di infusione corrispondenti alle dosi raccomandate: 0,01 I.U./min corrispondono a 0,75 ml/ora, 0,02 I.U./min a 1,50 ml/ora e 0,03 I.U./min a 2,25 ml/ora.[1]

Per bambini e neonati, l’uso non è raccomandato in questa indicazione.[1, 2] La scheda tecnica segnala che la dose nei pazienti pediatrici dipende dal peso e dal quadro clinico, e che le tabelle pediatriche vanno lette nella documentazione ufficiale; la scelta spetta al pediatra o al team che li assiste.[1]

Controindicazioni e avvertenze

Empressin non deve essere usato in caso di ipersensibilità all’argipressina o a uno qualsiasi degli eccipienti.[1, 2] La scheda tecnica avverte inoltre che il prodotto non deve essere usato in modo intercambiabile con altri medicinali contenenti argipressina che abbiano un’unità di dosaggio diversa, per esempio le Pressor Units.[1]

L’argipressina non deve essere somministrata in bolo per la terapia dello shock refrattario alle catecolamine.[1] Deve essere somministrata solo sotto stretto monitoraggio continuo dei parametri emodinamici e organo-specifici.[1] La terapia va iniziata solo se non è possibile mantenere una pressione di perfusione sufficiente nonostante il reintegro del volume e i vasopressori catecolaminergici.[1]

Va usata con particolare cautela nei pazienti con malattie cardiache o vascolari.[1, 2] La scheda tecnica segnala anche cautela in caso di epilessia, emicrania, asma, insufficienza cardiaca o qualsiasi condizione in cui un rapido aumento dell’acqua extracellulare possa essere rischioso.[1] Il foglietto illustrativo aggiunge cautela anche in caso di nefrite cronica.[2]

A dosi elevate, l’argipressina è stata associata a ischemia miocardica e intestinale, infarto miocardico e intestinale e ridotta perfusione delle estremità.[1] La scheda tecnica ricorda anche il rischio di intossicazione da acqua, con possibili segni iniziali come sonnolenza, svogliatezza e cefalea, che vanno riconosciuti precocemente per evitare coma e convulsioni.[1]

Interazioni

Alcuni medicinali possono potenziare l’effetto antidiuretico dell’argipressina, tra cui carbamazepina, clorpropamida, clofibrato, carbammide, fludrocortisone e antidepressivi triciclici.[1, 2] Altri, come demeclociclina, norepinefrina, litio, eparina e alcol, possono ridurne l’effetto antidiuretico.[1, 2]

La scheda tecnica segnala che i farmaci che aumentano la pressione arteriosa possono potenziare l’aumento pressorio indotto dall’argipressina, mentre quelli che la riducono possono attenuarlo.[1] Il foglietto illustrativo indica inoltre che Empressin non può essere usato in combinazione con alcol.[2]

Gravidanza e allattamento

Durante la gravidanza l’argipressina può causare contrazioni uterine, aumento della pressione intrauterina e riduzione della perfusione uterina.[1, 2] Per questo non deve essere utilizzata in gravidanza, se non in caso di evidente necessità.[1, 2]

Non è noto se l’argipressina passi nel latte materno.[1, 2] La scheda tecnica dice che durante l’allattamento deve essere somministrata con cautela, mentre il foglietto illustrativo riferisce che l’uso in gravidanza e allattamento non è raccomandato.[1, 2] In caso di necessità clinica, la decisione va presa con il medico.[1, 2]

Effetti indesiderati

Le reazioni avverse più rilevanti riportate con Empressin includono aritmie, ischemia mesenterica, ischemia digitale e ischemia miocardica acuta.[1] Tra gli effetti comuni figurano aritmia, angina pectoris, cardiopatia ischemica, vasocostrizione periferica, necrosi, pallore periorale, crampi addominali, ischemia intestinale, necrosi cutanea e ischemia digitale.[1, 2]

Tra gli effetti non comuni sono stati segnalati iponatremia, tremore, vertigini, cefalea, riduzione della gittata cardiaca, aritmia potenzialmente fatale, arresto cardiaco, costrizione bronchiale, nausea, vomito, flatulenza, necrosi intestinale, sudorazione e orticaria.[1, 2] Raramente è stata osservata anafilassi con arresto cardiaco e/o shock poco dopo l’iniezione.[1, 2] In alcuni studi sono stati osservati anche aumenti di bilirubina e transaminasi e una riduzione delle piastrine.[1]

Domande frequenti

Empressin si può usare nei bambini? No, per questa indicazione l’uso nei bambini e nei neonati non è raccomandato.[1, 2]

Va somministrato da solo? No, va usato solo in aggiunta alla terapia vasopressoria convenzionale con catecolamine.[1, 2]

Si può interrompere di colpo? No, il trattamento non deve essere interrotto bruscamente ma va scalato gradualmente.[1, 2]

È un farmaco adatto in gravidanza? No, non deve essere usato in gravidanza salvo evidente necessità.[1, 2]

Serve controllare il sodio? Sì, perché può causare iponatremia e, più raramente, intossicazione da acqua.[1, 2]

Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Empressin – Argipressina: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.