Kiovig: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Kiovig: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 21/10/2026.

Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 riassunto EPAR EMA scorri →

  1. 1 Scheda tecnica AIFAKiovig
  2. 2 BugiardinoKiovig
  3. 3 IndicazioniKiovig
  4. 4 Effetti collateraliKiovig
  5. 5 Sicurezza e azioneKiovig
  6. 6 Riassunto EPAR EMAKiovig (immunoglobulina umana normale)

Il testo è generato solo da questi 6 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.

Kiovig è un farmaco a base di immunoglobulina umana normale. Si usa come terapia sostitutiva quando gli anticorpi sono insufficienti e come immunomodulante in alcune malattie immunitarie e neurologiche, tra cui ITP, sindrome di Guillain-Barré, malattia di Kawasaki, CIDP e MMN.[1, 6] Prima di usarlo bisogna sapere che è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo, alle immunoglobuline umane o agli eccipienti, e anche nei pazienti con carenza selettiva di IgA che hanno sviluppato anticorpi anti-IgA, perché può provocare anafilassi.[1, 2] La somministrazione deve avvenire per infusione endovenosa sotto controllo medico; la velocità di infusione, l’idratazione e il monitoraggio sono importanti perché le reazioni infusionali, la trombosi e i problemi renali sono rischi da tenere presenti.[1, 2]

A cosa serve

Kiovig è un’immunoglobulina umana normale, cioè una preparazione di anticorpi IgG ottenuti da plasma umano, con attività soprattutto di tipo sostitutivo e, a dosi più alte, anche immunomodulante.[1, 6] Secondo la scheda tecnica, è indicato per la terapia sostitutiva in adulti, bambini e adolescenti con sindromi da immunodeficienza primaria e con immunodeficienze secondarie associate a infezioni gravi o ricorrenti, fallimento della terapia antimicrobica e insufficienza anticorpale specifica o IgG sieriche basse.[1] È inoltre indicato per l’immunomodulazione in adulti, bambini e adolescenti con trombocitopenia immune primaria, sindrome di Guillain-Barré, malattia di Kawasaki in associazione con acido acetilsalicilico, CIDP e MMN.[1]

Formulazione e come si usa

Kiovig è una soluzione per infusione da 100 mg/ml, limpida o leggermente opalescente, incolore o giallo chiaro.[1] È disponibile in flaconcini da 10, 25, 50, 100, 200 o 300 ml.[1]

La terapia sostitutiva deve essere iniziata e monitorata da un medico esperto nel trattamento dell’immunodeficienza.[1] La dose e lo schema posologico dipendono dall’indicazione e vanno adattati alla risposta clinica; nei pazienti sottopeso o sovrappeso può essere necessario un aggiustamento della dose basata sul peso corporeo.[1]

Per gli adulti, la scheda tecnica prevede schemi diversi a seconda dell’indicazione, con dosi iniziali e di mantenimento che lo specialista stabilisce in base alla malattia, alla risposta clinica e ai livelli di IgG.[1] Per il lettore non specialista è importante sapere che non esiste un unico schema valido per tutte le situazioni e che il medico può modificare dose e intervalli nel tempo.[1]

Per bambini e adolescenti la dose dipende dal peso e dall’indicazione: va letta nella tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo e deve essere definita dal pediatra o dallo specialista.[1, 2]

Controindicazioni e avvertenze

Kiovig non deve essere usato se il paziente è allergico alle immunoglobuline o a uno degli eccipienti, se presenta anticorpi contro le IgA oppure, nel caso di deficit selettivo di IgA, se ha sviluppato anticorpi anti-IgA.[1, 2] La scheda tecnica segnala che le reazioni all’infusione possono includere mal di testa, vampate, brividi, dolori muscolari, respiro sibilante, tachicardia, lombalgia, nausea e ipotensione, e che possono essere collegate soprattutto a una velocità di infusione elevata.[1] Per questo i pazienti devono essere monitorati durante la somministrazione; chi non ha mai ricevuto immunoglobuline, chi proviene da un altro prodotto IVIg o chi ha avuto un intervallo lungo dall’ultima infusione deve essere osservato in ospedale durante la prima infusione e per la prima ora dopo la fine, mentre gli altri devono restare in osservazione per almeno 20 minuti.[1] La scheda tecnica raccomanda inoltre adeguata idratazione, monitoraggio delle urine, della creatinina sierica, dei segni di trombosi e della viscosità ematica nei pazienti a rischio di iperviscosità.[1] Va evitato l’uso concomitante di diuretici dell’ansa.[1]

Sono state descritte associazioni tra IVIg ed eventi tromboembolici, tra cui infarto miocardico, ictus, embolia polmonare e trombosi venosa profonda.[1, 2] Il sovradosaggio può causare sovraccarico idrico e iperviscosità, soprattutto in pazienti anziani o con insufficienza cardiaca o renale.[1]

Gravidanza e allattamento

In gravidanza la sicurezza non è stata stabilita in studi clinici controllati; la scheda tecnica consiglia quindi cautela.[1] Le IVIg attraversano la placenta in misura crescente nel terzo trimestre, ma l’esperienza clinica non suggerisce effetti dannosi sulla gravidanza, sul feto o sul neonato.[1] In allattamento le immunoglobuline passano nel latte e non si prevedono effetti negativi sul lattante.[1]

Effetti indesiderati

Tra le reazioni avverse riportate con Kiovig figurano cefalea, capogiro, febbre, vomito, nausea, artralgia, ipotensione e lieve lombalgia.[1] Più raramente possono comparire reazioni allergiche o anafilattiche, meningite asettica reversibile, reazioni cutanee temporanee, emolisi, aumento della creatinina o insufficienza renale acuta.[1] Molto raramente sono stati segnalati eventi tromboembolici e casi di TRALI, cioè lesione polmonare acuta correlata a trasfusione.[1]

Come agisce

Kiovig contiene soprattutto IgG, anticorpi presenti normalmente nel sangue umano, ottenuti da plasma di un gran numero di donazioni.[1, 6] Nella terapia sostitutiva serve a riportare a valori normali livelli di immunoglobuline G troppo bassi.[1, 6] Nelle indicazioni diverse dalla sostituzione, il meccanismo non è del tutto chiarito, ma comprende effetti immunomodulatori.[1, 6]

Studi principali

L’EPAR dell’EMA riporta che, per confermare efficacia e sicurezza, sono stati condotti quattro studi di dimensioni ridotte.[6] Nel primo studio, su 22 pazienti con PID, Kiovig è risultato efficace quanto il trattamento standard nel prevenire le infezioni e nel ridurre l’uso di antibiotici.[6] Nel secondo studio, su 23 pazienti con ITP, ha aumentato la conta piastrinica.[6] Nel terzo e quarto studio, su un totale di 28 pazienti con MMN, ha contribuito a mantenere la forza muscolare e a ridurre il livello di disabilità.[6]

Domande frequenti

Kiovig si somministra da solo a casa? La scheda tecnica dice che la terapia sostitutiva deve essere avviata e monitorata da un medico esperto e che la somministrazione richiede monitoraggio durante l’infusione.[1]

Chi non deve prendere Kiovig? Non deve essere usato in caso di allergia alle immunoglobuline, agli eccipienti o, in particolare, nei pazienti con anticorpi anti-IgA e carenza selettiva di IgA.[1, 2]

Serve un’attenzione particolare se si hanno problemi renali o cardiaci? Sì, perché il sovradosaggio può favorire sovraccarico idrico e iperviscosità, e la scheda tecnica raccomanda monitoraggio della creatinina, dell’idratazione e della trombosi nei pazienti a rischio.[1]

Si può usare in gravidanza? La sicurezza non è stata stabilita in studi controllati; la scheda tecnica raccomanda cautela, pur non prevedendo effetti nocivi sulla base dell’esperienza clinica disponibile.[1]

Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Kiovig: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.