Riassunto generato con AI, aggiornato il 21/10/2026.
Fonti usate dall'AI: 2 schede tecniche AIFA, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 pagina principio attivo scorri →
- 1 Scheda tecnica AIFANeupogen 30
- 2 Scheda tecnica AIFANeupogen
- 3 IndicazioniNeupogen
- 4 Effetti collateraliNeupogen
- 5 Sicurezza e azioneNeupogen
- 6 Principio attivoFilgrastim
Il testo è generato solo da questi 6 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.
Neupogen è un farmaco a base di filgrastim, un fattore stimolante le colonie granulocitarie, indicato per ridurre la durata della neutropenia e il rischio di neutropenia febbrile dopo chemioterapia citotossica, oltre che in altre situazioni selezionate come il trapianto di midollo, la mobilizzazione delle cellule progenitrici del sangue periferico, alcune forme di neutropenia cronica grave e la neutropenia persistente nei pazienti con HIV avanzato.[1, 2] Prima di usarlo bisogna sapere che non deve essere somministrato in caso di ipersensibilità a filgrastim o agli eccipienti, non deve essere usato per aumentare la dose di chemioterapia oltre i dosaggi standard e non deve essere somministrato nella neutropenia grave congenita con anomalie citogenetiche.[1, 2] La via sottocutanea è preferita nella maggior parte dei casi, ma in alcune indicazioni Neupogen può essere dato anche per infusione endovenosa; la scelta dipende dalle condizioni cliniche e segue le istruzioni del medico.[1, 2]
Indice (7 sezioni)
A cosa serve
Neupogen è indicato per ridurre la durata della neutropenia e l’incidenza della neutropenia febbrile nei pazienti trattati con chemioterapia citotossica standard per malattie maligne, con l’eccezione della leucemia mieloide cronica e delle sindromi mielodisplastiche. È indicato anche per ridurre la durata della neutropenia nei pazienti sottoposti a terapia mieloablativa seguita da trapianto di midollo osseo, quando il rischio di neutropenia severa prolungata è elevato.[1, 2]
Inoltre è indicato per la mobilizzazione delle cellule progenitrici del sangue periferico, per il trattamento a lungo termine di pazienti con neutropenia grave congenita, ciclica o idiopatica con conta assoluta dei neutrofili pari o inferiore a 0,5 x 10^9/l e storia di infezioni gravi o ricorrenti, e per la neutropenia persistente nei pazienti con infezione da HIV avanzata, quando le altre opzioni di controllo non sono appropriate.[1, 2]
Formulazioni e come si usa
Neupogen è disponibile in due formulazioni AIFA descritte nelle schede tecniche: flaconcino da 30 milioni di unità, pari a 300 microgrammi in 1 ml, e siringa preriempita da 30 milioni di unità, pari a 300 microgrammi in 0,5 ml. In entrambi i casi la forma è soluzione iniettabile, e la formulazione in flaconcino è anche concentrato per soluzione per infusione.[1, 2]
Per gli adulti, la posologia dipende dall’indicazione clinica e va seguita secondo la scheda tecnica e la prescrizione medica. Nelle indicazioni ematologiche e oncologiche riportate nella scheda, il trattamento si prosegue finché il nadir dei neutrofili è stato superato e la conta è tornata a livelli normali, con eventuali adattamenti della dose in base alla risposta dei neutrofili dopo trapianto di midollo osseo.[1, 2]
Per i bambini la scheda tecnica afferma che sicurezza ed efficacia sono simili a quelle degli adulti trattati con chemioterapia citotossica, ma la dose dipende dal peso e va letta nella tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo: la scelta e l’eventuale adattamento spettano al pediatra.[1, 2]
Controindicazioni e avvertenze
Neupogen non deve essere somministrato in caso di ipersensibilità nota a filgrastim o a uno qualsiasi degli eccipienti. Non deve essere usato per aumentare la dose di chemioterapia citotossica oltre i dosaggi standard. Non deve essere somministrato nei pazienti con neutropenia grave congenita, sindrome di Kostman, portatori di anomalie citogenetiche.[1, 2]
La scheda tecnica segnala che la sicurezza e l’efficacia non sono state stabilite nella sindrome mielodisplastica e nella leucemia mieloide cronica, per cui l’uso non è indicato in queste patologie. Nei pazienti con leucemia mieloide acuta secondaria il farmaco deve essere usato con cautela, mentre nei casi di nuova diagnosi con età inferiore a 55 anni e buon profilo citogenetico la sicurezza e l’efficacia non sono state stabilite.[1, 2]
Sono previste altre cautele: nei pazienti con osteoporosi trattati per più di 6 mesi è raccomandato il controllo della densità ossea; dopo G-CSF sono stati segnalati rari casi di eventi polmonari, in particolare polmonite interstiziale, e se compaiono tosse, febbre, dispnea e infiltrati radiologici con peggioramento della funzione polmonare bisogna interrompere il trattamento e avviare una gestione adeguata.[1, 2]
Nei pazienti neoplastici va controllata la leucocitosi: se la conta dei globuli bianchi supera 50 x 10^9/l dopo il previsto nadir, la somministrazione va interrotta immediatamente. Durante la mobilizzazione delle PBPC, invece, la somministrazione va interrotta o ridotta se i leucociti superano 70 x 10^9/l.[1, 2]
Interazioni
La scheda tecnica sconsiglia l’uso di Neupogen nelle 24 ore precedenti e successive alla chemioterapia citotossica mielosoppressiva. La sicurezza e l’efficacia della somministrazione negli stessi giorni della chemioterapia non sono state stabilite in modo definitivo.[1, 2]
Con 5-fluorouracile, dati preliminari su un piccolo numero di pazienti indicano che la neutropenia può peggiorare. Le possibili interazioni con altri fattori di crescita emopoietici e citochine non sono state ancora studiate. Il litio può potenziare l’effetto di Neupogen, anche se non è stata dimostrata una particolare pericolosità di questa associazione.[1, 2]
Gravidanza e allattamento
In gravidanza non ci sono dati sufficienti sulla sicurezza di Neupogen. È documentato il passaggio transplacentare di filgrastim, mentre gli studi animali non hanno mostrato effetti teratogeni; nei conigli è stata osservata un’aumentata incidenza di aborti, ma non malformazioni. In gravidanza il possibile rischio per il feto va quindi valutato rispetto ai benefici attesi.[1, 2]
Non è noto se filgrastim passi nel latte materno. Per questo l’uso di Neupogen non è raccomandato durante l’allattamento.[1, 2]
Effetti indesiderati
Negli studi clinici, l’effetto indesiderato più frequente attribuito a Neupogen alla dose raccomandata è stato il dolore muscolo-scheletrico, lieve o moderato nel 10% dei pazienti e grave nel 3%. Di solito è controllabile con analgesici.[1, 2]
Altri effetti segnalati includono disturbi urinari, soprattutto disuria lieve o moderata, e aumenti reversibili e dose-dipendenti di lattico-deidrogenasi, fosfatasi alcalina, acido urico e gamma-glutamil transpeptidasi. Sono stati riportati anche nausea, vomito, alopecia, diarrea, astenia, anoressia, mucositi, cefalea, tosse, rash cutaneo, dolore toracico, spossatezza, mal di gola, costipazione e dolore non specifico con frequenza simile a quella osservata con la chemioterapia da sola.[1, 2]
Sono stati descritti occasionalmente riduzioni transitorie della pressione arteriosa, casi molto rari di vasculite cutanea, comparsa occasionale di sindrome di Sweet e in casi singoli esacerbazione dell’artrite reumatoide. Sono stati riportati rari casi di reazioni polmonari, incluse polmonite interstiziale, edema polmonare e infiltrati polmonari, talvolta con insufficienza respiratoria o sindrome da distress respiratorio dell’adulto, potenzialmente fatali.[1, 2, 4]
Sono state riportate reazioni allergiche, anche gravi, tra cui anafilassi, rash, orticaria, angioedema, dispnea e ipotensione, soprattutto con somministrazione endovenosa; in caso di grave reazione allergica Neupogen deve essere sospeso definitivamente. Nella siringa preriempita la copertura dell’ago contiene gomma naturale secca derivata dal lattice, che può dare reazioni allergiche.[2, 4]
Domande frequenti
Neupogen si può usare anche nei bambini? Sì, la scheda tecnica dice che sicurezza ed efficacia sono simili negli adulti e nei bambini trattati con chemioterapia citotossica, ma la dose pediatrica va letta nella tabella della scheda tecnica o del foglietto e decisa dal pediatra.[1, 2]
Quando non va somministrato? Non va somministrato in caso di ipersensibilità a filgrastim o agli eccipienti, non va usato per aumentare la chemioterapia oltre i dosaggi standard e non va dato nella neutropenia grave congenita con anomalie citogenetiche.[1, 2]
Si può prendere insieme alla chemioterapia? No, la scheda tecnica sconsiglia l’uso nelle 24 ore precedenti e successive alla chemioterapia citotossica mielosoppressiva.[1, 2]
È compatibile con l’allattamento? L’uso durante l’allattamento non è raccomandato, perché non si sa se il farmaco passi nel latte materno.[1, 2]
Può dare dolore alle ossa o ai muscoli? Sì, il dolore muscolo-scheletrico è l’effetto indesiderato più frequente e di solito si controlla con analgesici.[1, 2]
Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Neupogen 30: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.
