Nolpaza: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Nolpaza: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 29/10/2026.

Fonti usate dall'AI: 2 schede tecniche AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 pagina principio attivo scorri →

  1. 1 Scheda tecnica AIFANolpaza 20 mg
  2. 2 Scheda tecnica AIFANolpaza
  3. 3 BugiardinoNolpaza
  4. 4 IndicazioniNolpaza
  5. 5 Effetti collateraliNolpaza
  6. 6 Sicurezza e azioneNolpaza
  7. 7 Principio attivoPantoprazolo Sodico

Il testo è generato solo da questi 7 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.

Nolpaza è un farmaco a base di pantoprazolo sodico sesquidrato, un inibitore della pompa protonica che riduce l’acidità dello stomaco. Esiste in compresse gastroresistenti da 20 mg e da 40 mg: la formulazione da 20 mg è indicata soprattutto per reflusso sintomatico, mantenimento e prevenzione delle recidive dell’esofagite da reflusso e prevenzione delle ulcere da FANS in pazienti a rischio, mentre la 40 mg è usata per esofagite da reflusso, eradicazione di H. pylori in associazione ad antibiotici, ulcera gastrica o duodenale e sindrome di Zollinger-Ellison.[1, 2]

Prima di usarlo, è importante sapere che Nolpaza non deve essere assunto in caso di allergia al pantoprazolo, ad altri benzimidazolici, al sorbitolo o ad altri componenti del medicinale; inoltre, per alcune situazioni cliniche ci sono limiti specifici di uso e dosaggio, soprattutto in caso di grave compromissione epatica e di associazione con farmaci per HIV.[1, 2, 3]

Indice (7 sezioni)
  1. 1A cosa serve
  2. 2Formulazioni e come si usa
  3. 3Controindicazioni e avvertenze
  4. 4Interazioni
  5. 5Gravidanza e allattamento
  6. 6Effetti indesiderati
  7. 7Domande frequenti

A cosa serve

Nolpaza 20 mg è indicato negli adulti e negli adolescenti dai 12 anni in su per la malattia da reflusso gastroesofageo sintomatica e per il trattamento a lungo termine e la prevenzione delle recidive dell’esofagite da reflusso. Negli adulti è anche indicato per la prevenzione delle ulcere gastroduodenali indotte da FANS non selettivi nei pazienti a rischio che necessitano di trattamento continuo con questi farmaci.[1]

Nolpaza 40 mg è indicato negli adulti e negli adolescenti dai 12 anni in su per l’esofagite da reflusso. Negli adulti è indicato anche per l’eradicazione di Helicobacter pylori in combinazione con un’adeguata terapia antibiotica nei pazienti con ulcere associate a H. pylori, per l’ulcera gastrica e duodenale e per la sindrome di Zollinger-Ellison e altre condizioni patologiche ipersecretive.[2, 3]

Formulazioni e come si usa

Le compresse di Nolpaza sono gastroresistenti e vanno ingerite intere con acqua, senza masticarle o frantumarle, un’ora prima del pasto.[1, 2]

Per gli adulti e gli adolescenti dai 12 anni in su, la dose standard cambia in base alla formulazione e all’indicazione.[1, 2]

Formulazione Indicazioni principali Dose standard nell’adulto Dose massima giornaliera indicata in scheda
Nolpaza 20 mg Reflusso sintomatico; mantenimento/prevenzione recidive dell’esofagite da reflusso; prevenzione ulcere da FANS 20 mg una volta al giorno[1] 20 mg al giorno; in compromissione epatica grave non va superata questa dose[1]
Nolpaza 40 mg Esofagite da reflusso; ulcera gastrica; ulcera duodenale; H. pylori in associazione; Zollinger-Ellison 40 mg una volta al giorno per esofagite, ulcera gastrica e ulcera duodenale[2] Per Zollinger-Ellison la scheda indica una dose iniziale di 80 mg al giorno, con possibilità di aumentare o diminuire secondo necessità; con dosi superiori a 80 mg al giorno la dose va divisa e somministrata due volte al giorno, e sono possibili aumenti temporanei oltre 160 mg senza prolungarli più del necessario[2]

Con Nolpaza 20 mg, nel reflusso sintomatico la remissione si raggiunge di solito entro 2-4 settimane; se necessario può essere continuato al bisogno con 20 mg una volta al giorno. Per il mantenimento dell’esofagite da reflusso si raccomanda 20 mg al giorno, con possibilità di aumentare a 40 mg in caso di ricaduta e poi ridurre di nuovo a 20 mg dopo la guarigione.[1]

Con Nolpaza 40 mg, per l’esofagite da reflusso il trattamento dura di solito 4 settimane, con possibile raddoppio della dose in alcuni casi. Per l’ulcera gastrica e per l’ulcera duodenale la dose è 40 mg al giorno, con possibile raddoppio in alcuni casi; l’ulcera duodenale di solito guarisce entro 2 settimane, mentre l’ulcera gastrica entro 4 settimane, con possibile ulteriore estensione se necessario.[2]

Per l’eradicazione di H. pylori, Nolpaza 40 mg va usato in associazione con antibiotici secondo le combinazioni e le linee guida locali riportate in scheda tecnica; la seconda compressa, quando prevista, va assunta un’ora prima della cena. La terapia combinata dura di norma 7 giorni e può essere estesa fino a un massimo di 2 settimane.[2]

La formulazione da 20 mg non è raccomandata nei bambini sotto i 12 anni per mancanza di dati sufficienti di sicurezza ed efficacia.[1] Il foglietto illustrativo della 40 mg indica anche che questa formulazione non è raccomandata nei bambini sotto i 12 anni.[3]

Controindicazioni e avvertenze

Nolpaza è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo, ai sostituti benzimidazolici, al sorbitolo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.[1, 2, 3]

Nei pazienti con compromissione epatica grave, gli enzimi epatici devono essere controllati regolarmente durante il trattamento e, se aumentano, la terapia deve essere interrotta. Inoltre, con Nolpaza 20 mg non va superata la dose giornaliera di 20 mg; con Nolpaza 40 mg, nei pazienti con grave compromissione epatica non va superata la dose giornaliera di 20 mg e la formulazione non deve essere usata in combinazione per l’eradicazione di H. pylori nei pazienti con disfunzione epatica da moderata a grave, perché non ci sono dati sufficienti di sicurezza ed efficacia.[1, 2, 4]

La risposta ai sintomi può mascherare una neoplasia gastrica e ritardarne la diagnosi. Se compaiono segnali di allarme come perdita di peso involontaria, vomito ricorrente, disfagia, ematemesi, anemia o melena, o se un’ulcera gastrica è sospetta o confermata, la natura maligna deve essere esclusa.[1, 2, 3, 5]

L’uso prolungato richiede sorveglianza: la scheda tecnica segnala che, soprattutto oltre un anno, i pazienti devono essere seguiti da vicino. È inoltre descritto un lieve aumento del rischio di infezioni gastrointestinali da Salmonella, Campylobacter e C. difficile, e la possibilità di ipomagnesiemia grave dopo almeno tre mesi di trattamento, in alcuni casi anche dopo un anno.[1, 2]

Interazioni

Il pantoprazolo può interferire con l’assorbimento di farmaci la cui disponibilità orale dipende dal pH gastrico, come alcuni antimicotici azolici ed erlotinib.[1, 2]

La co-somministrazione con inibitori della proteasi dell’HIV il cui assorbimento dipende dal pH acido intragastrico, come atazanavir, non è raccomandata perché riduce in modo significativo la biodisponibilità di questi farmaci. Se l’associazione è ritenuta inevitabile, serve stretto monitoraggio clinico e non si deve superare 20 mg di pantoprazolo al giorno; può essere necessario adattare il dosaggio dell’inibitore della proteasi.[1, 2, 3, 4]

Con warfarin o fenprocumone non sono emerse variazioni farmacocinetiche in studi specifici, ma sono state segnalate variazioni di INR e tempo di protrombina; per questo può essere necessario il monitoraggio.[1, 2]

Gravidanza e allattamento

In gravidanza, i dati disponibili su pantoprazolo non indicano malformazioni o tossicità fetale o neonatale, ma la scheda tecnica raccomanda, per precauzione, di evitare l’uso di Nolpaza durante la gravidanza.[1, 2]

Durante l’allattamento, il pantoprazolo è stato rilevato nel latte materno umano e il rischio per il lattante non può essere escluso. La decisione tra sospendere l’allattamento o sospendere/evitare la terapia deve considerare il beneficio dell’allattamento per il neonato e il beneficio del farmaco per la madre.[1, 2]

Effetti indesiderati

Le reazioni avverse interessano circa il 5% dei pazienti. Le più comuni sono diarrea e cefalea, osservate in circa l’1% dei pazienti.[1, 2]

Tra gli effetti indesiderati segnalati figurano capogiri, disturbi del sonno, alterazioni del gusto, disturbi visivi, nausea, vomito, dolore o gonfiore addominale, stipsi, bocca secca, aumento degli enzimi epatici, rash, prurito e, più raramente, reazioni cutanee gravi, ipersensibilità, alterazioni del sangue e ipomagnesiemia.[1, 2, 5]

Domande frequenti

Nolpaza si può prendere a stomaco pieno? No, le compresse vanno prese intere con acqua un’ora prima del pasto.[1, 2]

Nolpaza 20 mg e 40 mg servono per le stesse cose? No. Entrambe contengono pantoprazolo, ma hanno indicazioni diverse: la 20 mg è usata soprattutto per reflusso sintomatico, mantenimento e prevenzione delle recidive, mentre la 40 mg è usata anche per ulcera, esofagite da reflusso più severa, eradicazione di H. pylori e sindrome di Zollinger-Ellison.[1, 2]

Nolpaza è adatto ai bambini sotto i 12 anni? No, non è raccomandato sotto i 12 anni per mancanza di dati sufficienti su sicurezza ed efficacia.[1, 3]

Se ho problemi di fegato posso prenderlo? Serve cautela: nei casi di grave compromissione epatica la dose non deve superare 20 mg al giorno e gli enzimi epatici vanno controllati regolarmente.[1, 2, 4]

Nolpaza può essere usato in gravidanza? La scheda tecnica dice che è preferibile evitarlo durante la gravidanza.[1, 2]

Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Nolpaza 20 mg: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.