Riassunto generato con AI, aggiornato il 21/10/2026.
Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 riassunto EPAR EMA scorri →
- 1 Scheda tecnica AIFAOndexxya – Nd
- 2 BugiardinoOndexxya
- 3 IndicazioniOndexxya
- 4 Effetti collateraliOndexxya
- 5 Sicurezza e azioneOndexxya
- 6 Riassunto EPAR EMAOndexxya (andexanet alfa)
Il testo è generato solo da questi 6 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.
Ondexxya è un farmaco a base di andexanet alfa, usato negli adulti trattati con apixaban o rivaroxaban quando è necessario invertire rapidamente l’effetto anticoagulante per un’emorragia potenzialmente fatale o incontrollata.[1, 2, 6] Si usa solo in ospedale e non deve essere usato se c’è ipersensibilità al principio attivo, agli eccipienti o alle proteine di criceto; inoltre l’uso deve essere evitato se è prevista un’anticoagulazione con eparina.[1, 2] Prima di somministrarlo, il medico deve considerare il rischio di trombosi, la ripresa della terapia anticoagulante dopo il controllo dell’emorragia e il fatto che il monitoraggio non deve basarsi sull’attività anti-FXa.[1, 2]
A cosa serve
Ondexxya è indicato negli adulti trattati con un inibitore diretto del fattore Xa, cioè apixaban o rivaroxaban, quando serve invertire la terapia anticoagulante a causa di emorragie potenzialmente fatali o incontrollate.[1, 2, 6]
L’Agenzia europea per i medicinali ha valutato il farmaco come utile per ridurre il sanguinamento potenzialmente fatale o incontrollato negli adulti che assumono apixaban o rivaroxaban, pur sottolineando che la correlazione tra riduzione dell’attività anti-fattore Xa e riduzione clinica del sanguinamento non è stata pienamente stabilita.[6]
Formulazione e come si usa
Ondexxya è una polvere per soluzione per infusione, contenente 200 mg di andexanet alfa per flaconcino; dopo ricostituzione, ogni mL contiene 10 mg di principio attivo.[1] È disponibile in flaconcini da 20 mL, in confezione da quattro flaconcini.[1]
L’uso è esclusivamente ospedaliero.[1, 2, 6] Il medicinale viene somministrato per via endovenosa come bolo iniziale seguito da un’infusione continua per 120 minuti.[1] La dose complessiva dipende dal farmaco assunto, dalla dose dell’ultimo anticoagulante e dal tempo trascorso dall’ultima somministrazione.[1, 2]
Dosi per adulti
| Situazione | Regime | Totale |
|---|---|---|
| Dose bassa | bolo da 400 mg seguito da infusione continua di 4 mg/min per 120 minuti | 880 mg totali, pari a 5 flaconcini |
| Dose elevata | bolo da 800 mg seguito da infusione continua di 8 mg/min per 120 minuti | 1760 mg totali, pari a 9 flaconcini |
La somministrazione del bolo avviene a una velocità target di circa 30 mg/min: in 15 minuti per la dose bassa e in 30 minuti per la dose elevata, seguita dall’infusione continua per 120 minuti.[1]
Per apixaban, se l’ultima dose era di 5 mg o meno e sono trascorse meno di 8 ore, oppure se sono trascorse 8 ore o più, si usa la dose bassa; se l’ultima dose era superiore a 5 mg e sono trascorse meno di 8 ore, si usa la dose elevata.[1] Per rivaroxaban, se l’ultima dose era di 10 mg o meno e sono trascorse meno di 8 ore, oppure se sono trascorse 8 ore o più, si usa la dose bassa; se l’ultima dose era superiore a 10 mg e sono trascorse meno di 8 ore, si usa la dose elevata.[1]
Se la dose dell’ultimo anticoagulante o l’intervallo dall’ultima somministrazione non sono noti, la scheda tecnica dice che non è disponibile alcuna raccomandazione sulla dose.[1] La decisione di iniziare il trattamento può essere sostenuta dalla misurazione del livello basale di anti-FXa, se disponibile in tempi accettabili.[1]
Nei pazienti anziani non è necessario un adattamento della dose.[1, 2] In caso di compromissione renale, non si raccomanda un adattamento della dose.[1, 2] Per la compromissione epatica, la scheda tecnica non raccomanda un adattamento della dose, ma precisa che sicurezza ed efficacia non sono state studiate in questi pazienti.[1, 2]
Per i bambini e gli adolescenti non ci sono dati sufficienti: la sicurezza e l’efficacia non sono state stabilite.[2]
Dopo il controllo dell’emorragia, la ripresa della terapia anticoagulante va rivalutata dal medico non appena clinicamente indicato, quando il paziente è stabile e l’emostasi è adeguata.[1, 2]
Controindicazioni e avvertenze
Ondexxya è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti, e in caso di allergia nota alle proteine di criceto.[1] Il foglietto illustrativo aggiunge che non deve essere usato se il paziente riceve eparina.[2]
La scheda tecnica precisa che Ondexxya non è indicato per il pretrattamento in chirurgia d’urgenza.[1] Inoltre, l’uso per l’inversione di edoxaban o enoxaparina non è raccomandato per mancanza di dati, e il medicinale non inverte gli effetti degli inibitori che non agiscono sul fattore Xa.[1]
Il monitoraggio del trattamento deve basarsi soprattutto sui parametri clinici, cioè raggiungimento dell’emostasi, nuova emorragia ed eventi avversi tromboembolici.[1] La scheda tecnica specifica che il monitoraggio non deve basarsi sull’attività anti-FXa, perché i saggi disponibili possono dare valori erroneamente elevati dopo la somministrazione e quindi sottostimare l’effetto di inversione.[1]
Esiste un rischio trombotico importante: la scheda tecnica segnala eventi trombotici dopo il trattamento e ricorda che la patologia di base dei pazienti già li predispone a questo rischio.[1] Inoltre, andexanet alfa può avere un effetto procoagulante indipendente tramite inibizione del TFPI, e la durata di questo effetto nei pazienti emorragici non è nota.[1]
L’uso di andexanet prima dell’eparinizzazione, per esempio durante un intervento chirurgico, deve essere evitato perché può causare refrattarietà all’eparina.[1, 2] L’uso come antidoto per eparina o eparina a basso peso molecolare non è stato valutato e non è raccomandato.[1]
Gravidanza e allattamento
Non ci sono dati sufficienti sull’uso di andexanet alfa in gravidanza.[1, 2] Per questo Ondexxya non è raccomandato durante la gravidanza e nelle donne in età fertile che non usano misure contraccettive.[1, 2]
Non è noto se il principio attivo passi nel latte materno, quindi il rischio per il lattante non può essere escluso.[1, 2] L’allattamento deve essere interrotto durante il trattamento.[1, 2]
Effetti indesiderati
Negli studi clinici, le reazioni avverse più frequenti nei soggetti sani sono state reazioni correlate all’infusione, di solito lievi o moderate, con vampate, sensazione di calore, tosse, disgeusia e dispnea.[1] Nei pazienti con emorragie maggiori, gli eventi trombotici e tromboembolici sono stati documentati con frequenza comune.[1]
Nel foglietto illustrativo, tra gli effetti indesiderati osservati nelle persone con sanguinamenti, sono riportati come comuni ictus, attacco di cuore, coaguli di sangue in gamba, braccio, polmone o cervello e febbre.[2] Sono inoltre riportati come non comuni mini-ictus, arresto cardiaco e segni o sintomi di reazioni correlate all’infusione, come brividi, pressione alta, respiro affannoso, confusione o agitazione.[2]
Nella scheda tecnica, tra i pazienti con emorragie maggiori trattati nello studio 14-505, sono state riportate reazioni avverse comuni come trombosi ed eventi tromboembolici, mentre nei soggetti sani le reazioni avverse più frequenti erano le reazioni correlate all’infusione.[1]
Studi principali
Nella valutazione europea, due studi principali su volontari sani hanno mostrato che la dose completa di Ondexxya riduceva in media l’attività anti-fattore Xa del 92% in 23 persone che avevano assunto apixaban, rispetto al 33% in 8 persone che avevano ricevuto placebo.[6] Nello studio con rivaroxaban, la riduzione media era del 97% in 26 persone trattate con Ondexxya rispetto al 45% in 13 persone con placebo.[6]
In un ulteriore studio in corso su pazienti con grave sanguinamento, l’attività anti-fattore Xa è risultata ridotta in media del 90% in 83 pazienti che assumevano apixaban e del 78% in 70 pazienti che assumevano rivaroxaban.[6] L’EMA ha ritenuto che questi dati, insieme ad altri risultati promettenti sul sanguinamento, supportassero l’autorizzazione del medicinale, pur ricordando che servono ulteriori informazioni sul collegamento tra attività anti-fattore Xa e controllo clinico dell’emorragia.[6]
Domande frequenti
Ondexxya si usa a casa? No, è un medicinale per uso esclusivamente ospedaliero.[1, 2, 6]
Ondexxya serve per tutti gli anticoagulanti? No, è indicato per apixaban e rivaroxaban; l’uso per edoxaban o enoxaparina non è raccomandato.[1, 6]
Dopo Ondexxya si può riprendere l’anticoagulante? Sì, ma la decisione spetta al medico e la ripresa va presa in considerazione quando il paziente è stabile e l’emostasi è adeguata.[1, 2]
Può essere usato in gravidanza? No, non è raccomandato in gravidanza.[1, 2]
Perché il medico non usa l’attività anti-FXa per controllare la risposta? Perché dopo Ondexxya i test anti-FXa disponibili possono risultare fuorvianti e sottostimare l’effetto di inversione.[1]
Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Ondexxya – Nd: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.
