Riassunto generato con AI, aggiornato il 29/10/2026.
Fonti usate dall'AI: 2 schede tecniche AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 pagina principio attivo, 1 riassunto EPAR EMA scorri →
- 1 Scheda tecnica AIFATecentriq – Nd
- 2 Scheda tecnica AIFATecentriq 840
- 3 BugiardinoTecentriq
- 4 IndicazioniTecentriq
- 5 Effetti collateraliTecentriq
- 6 Sicurezza e azioneTecentriq
- 7 Riassunto EPAR EMATecentriq (atezolizumab)
- 8 Principio attivoAtezolizumab
Il testo è generato solo da questi 8 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.
Tecentriq è un farmaco a base di atezolizumab, un anticorpo monoclonale usato contro diversi tumori negli adulti, tra cui carcinoma uroteliale, carcinoma polmonare non a piccole cellule, carcinoma polmonare a piccole cellule, carcinoma mammario triplo negativo e carcinoma epatocellulare, da solo o in associazione con altri antitumorali.[1, 7] Prima di usarlo bisogna sapere che il trattamento deve essere avviato e seguito da un medico esperto in oncologia; in alcuni tumori serve anche un test di PD-L1 e, per alcune indicazioni, la presenza o assenza di determinate mutazioni genetiche orienta la scelta.[1, 2, 7] Non deve essere usato se si è allergici ad atezolizumab o a uno qualsiasi degli eccipienti; inoltre può causare reazioni immuno-mediate anche gravi, che richiedono monitoraggio e, in alcuni casi, sospensione o interruzione definitiva.[1, 2, 3]
A cosa serve
Tecentriq è indicato negli adulti con carcinoma uroteliale localmente avanzato o metastatico dopo chemioterapia contenente platino, oppure se il paziente non è eleggibile al cisplatino e il tumore esprime PD-L1 almeno al 5%.[1, 2] Nel carcinoma polmonare non a piccole cellule è usato in monoterapia in alcune situazioni di malattia avanzata o metastatica, oppure in associazione ad altri farmaci nella prima linea del metastatico non squamoso; in alcune indicazioni sono richiesti anche specifici profili di PD-L1 e l’assenza di mutazioni EGFR o riarrangiamenti ALK, oppure il fallimento di terapie a bersaglio molecolare nei pazienti con tali alterazioni.[1, 2, 7] La scheda tecnica della formulazione da 840 mg include anche l’uso adiuvante dopo resezione chirurgica completa e chemioterapia contenente platino in pazienti con NSCLC ad alto rischio di recidiva e PD-L1 ≥ 50% sulle cellule tumorali, e l’associazione con nab-paclitaxel nel carcinoma mammario triplo negativo non resecabile localmente avanzato o metastatico con PD-L1 ≥ 1% e senza precedente chemioterapia per malattia metastatica.[1, 2] Le fonti di sintesi ricordano inoltre l’uso nel carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio esteso in associazione con carboplatino ed etoposide e nel carcinoma epatocellulare avanzato o non resecabile in associazione con bevacizumab.[4, 6, 7]
Formulazioni e come si usa
Tecentriq è un concentrato per soluzione per infusione. Le schede AIFA riportano le formulazioni da 840 mg in 14 mL e da 1.200 mg in 20 mL; il principio attivo è atezolizumab.[1, 2] Il medicinale è somministrato per via endovenosa. La dose raccomandata, secondo la scheda tecnica generale, è 840 mg ogni due settimane, oppure 1.200 mg ogni tre settimane, oppure 1.680 mg ogni quattro settimane.[1] Nella scheda della formulazione da 840 mg, in monoterapia la dose raccomandata è 840 mg ogni due settimane oppure 1.680 mg ogni quattro settimane.[2] Nella scheda della formulazione da 1.200 mg, in monoterapia la dose raccomandata è 1.200 mg ogni tre settimane.[1] Per il carcinoma mammario triplo negativo trattato con nab-paclitaxel, la scheda da 840 mg prevede 840 mg e 100 mg/m² di nab-paclitaxel per ogni ciclo di 28 giorni, con Tecentriq nei giorni 1 e 15 e nab-paclitaxel nei giorni 1, 8 e 15.[2] Per gli altri regimi di associazione, la scheda da 1.200 mg riporta cicli con altri farmaci antitumorali, e invita a consultare anche le informazioni prescrittive dei medicinali associati.[1, 4]
Posologia negli adulti
| Formulazione | Dose standard negli adulti | Dose massima giornaliera |
|---|---|---|
| Tecentriq 840 mg concentrato per infusione | 840 mg ogni 2 settimane, oppure 1.680 mg ogni 4 settimane in monoterapia; in alcuni schemi associativi 840 mg secondo scheda tecnica | Non indicata come dose giornaliera, perché il farmaco si usa a intervalli di settimane[2] |
| Tecentriq 1.200 mg concentrato per infusione | 1.200 mg ogni 3 settimane; in alcuni schemi 1.680 mg ogni 4 settimane[1] | Non indicata come dose giornaliera, perché il farmaco si usa a intervalli di settimane[1] |
La durata del trattamento dipende dall’indicazione: in alcune situazioni si continua fino alla progressione della malattia o a tossicità non gestibile, in altre per un anno, salvo recidiva o tossicità inaccettabile, e in alcune terapie di seconda linea fino alla perdita di beneficio clinico.[1, 2, 4] Per i bambini non sono riportate in queste fonti dosi da calcolare sul peso, e la posologia va letta nella tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo, con decisione del pediatra.[1, 3]
Controindicazioni e avvertenze
Tecentriq non deve essere usato in caso di ipersensibilità ad atezolizumab o a uno qualsiasi degli eccipienti.[1, 2, 3] Il trattamento può causare reazioni avverse immuno-mediate, anche dopo l’ultima dose; se si sospettano tali reazioni, va fatta una valutazione completa e, secondo la gravità, il farmaco va sospeso o interrotto definitivamente.[1, 2] La scheda tecnica richiama in particolare polmonite immuno-mediata, epatite immuno-mediata e altre reazioni che possono interessare più organi o apparati.[1, 2] L’uso di corticosteroidi sistemici o di immunosoppressori prima di iniziare il trattamento deve essere evitato, perché può interferire con attività ed efficacia del medicinale; questi farmaci possono invece essere impiegati per trattare reazioni immuno-mediate dopo l’avvio di Tecentriq.[1, 2] Il medicinale altera lievemente la capacità di guidare e usare macchinari; in caso di stanchezza è consigliato non guidare né usare macchinari fino alla scomparsa dei sintomi.[1, 2]
Gravidanza e allattamento
Tecentriq non deve essere usato in gravidanza, a meno che le condizioni cliniche della paziente non richiedano il trattamento.[1, 2] Le donne in età fertile devono usare metodi contraccettivi efficaci durante il trattamento e per 5 mesi dopo la fine della terapia.[1, 2] Non è noto se atezolizumab passi nel latte materno; il rischio per il lattante non può essere escluso, quindi bisogna decidere se sospendere l’allattamento o il trattamento, valutando benefici e rischi.[1, 2] Non ci sono dati clinici sufficienti sugli effetti sulla fertilità.[1, 2]
Effetti indesiderati
Negli studi in monoterapia, le reazioni avverse più comuni sono state stanchezza, appetito ridotto, nausea, piressia, eruzione cutanea, tosse, diarrea, dispnea, dolore muscoloscheletrico, dolore dorsale, astenia, vomito, prurito, artralgia, infezione delle vie urinarie e cefalea.[1, 2] Nelle terapie in associazione, gli eventi più frequenti hanno incluso anemia, neutropenia, nausea, stanchezza, trombocitopenia, diarrea, eruzione cutanea, alopecia, stipsi, appetito ridotto e neuropatia periferica.[1, 2] Le fonti sottolineano che le reazioni avverse immuno-mediate possono essere gravi e richiedere corticosteroidi o altri immunosoppressori.[1, 2, 3, 5]
Studi principali
L’EPAR EMA spiega che Tecentriq agisce bloccando PD-L1, riducendo il freno imposto alle cellule immunitarie e favorendo la risposta antitumorale.[7] Negli studi citati dall’EMA, in carcinoma uroteliale avanzato o metastatico una riduzione o scomparsa del tumore è stata osservata nel 23% dei 429 pazienti non idonei alla chemioterapia a base di platino e nel 16% dei pazienti già trattati con platino.[7] In NSCLC avanzato o metastatico, l’EMA riporta studi con benefici di sopravvivenza rispetto a docetaxel e, in alcuni schemi, miglioramenti della sopravvivenza libera da progressione e della sopravvivenza globale con le combinazioni contenenti Tecentriq.[7] In SCLC, in uno studio su 403 pazienti, la sopravvivenza media è stata di 12,3 mesi con Tecentriq aggiunto a carboplatino ed etoposide contro 10,3 mesi con placebo, mentre la sopravvivenza libera da progressione è stata 5,2 mesi contro 4,3 mesi.[7] Nel carcinoma epatocellulare, in uno studio su 501 pazienti, Tecentriq in associazione con bevacizumab ha dato una sopravvivenza libera da progressione media di 6,8 mesi contro 4,3 mesi con sorafenib.[7]
Domande frequenti
Tecentriq è un chemioterapico? No, è un anticorpo monoclonale antitumorale che agisce sul sistema immunitario.[1, 3, 7]
Serve sempre il test PD-L1? No, dipende dall’indicazione: in alcune forme di tumore è necessario per selezionare i pazienti, in altre no.[1, 2, 3, 7]
Si usa da solo o con altri farmaci? Entrambe le cose: può essere usato in monoterapia oppure in associazione con altri antitumorali, a seconda del tumore.[1, 2, 4, 7]
Può dare effetti gravi? Sì, soprattutto reazioni immuno-mediate come polmonite ed epatite, che richiedono attenzione medica immediata.[1, 2, 3, 5]
Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Tecentriq – Nd: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.
