Xgeva: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Xgeva: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 18/10/2026.

Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 pagina principio attivo, 1 riassunto EPAR EMA scorri →

  1. 1 Scheda tecnica AIFAXgeva – Denosumab
  2. 2 BugiardinoXgeva
  3. 3 IndicazioniXgeva
  4. 4 Effetti collateraliXgeva
  5. 5 Sicurezza e azioneXgeva
  6. 6 Riassunto EPAR EMAXgeva (denosumab)
  7. 7 Principio attivoDenosumab

Il testo è generato solo da questi 7 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.

Xgeva è un farmaco a base di denosumab, una soluzione iniettabile da 120 mg usata per prevenire eventi scheletrici gravi negli adulti con tumori avanzati che coinvolgono l’osso e per trattare il tumore a cellule giganti dell’osso negli adulti e negli adolescenti con scheletro maturo.[1, 2, 6] Prima di usarlo è importante sapere che non deve essere somministrato in caso di ipersensibilità al principio attivo o agli eccipienti, di ipocalcemia severa non trattata o di lesioni non guarite dopo chirurgia dentale o orale.[1, 2, 6] Durante il trattamento servono integrazione di calcio e vitamina D, salvo ipercalcemia, e un attento controllo del rischio di ipocalcemia e di osteonecrosi della mandibola o mascella.[1, 2]

A cosa serve

Xgeva è indicato per la prevenzione degli eventi correlati all’apparato scheletrico, come fratture patologiche, radioterapia all’osso, compressione del midollo spinale o interventi chirurgici all’osso, negli adulti con neoplasie maligne in fase avanzata che coinvolgono l’osso.[1, 2, 6] È indicato anche per il trattamento di adulti e adolescenti con apparato scheletrico maturo con tumore a cellule giganti dell’osso non resecabile, oppure quando la resezione chirurgica potrebbe provocare severa morbilità.[1, 2, 6]

Il principio attivo, denosumab, è un anticorpo monoclonale umano di tipo IgG2 che si lega al RANKL e ne blocca l’interazione con RANK, riducendo numero e attività degli osteoclasti e quindi il riassorbimento osseo e la distruzione ossea indotta dal cancro.[1, 5, 6] Nel tumore a cellule giganti dell’osso, questo blocco riduce o elimina le cellule giganti simili agli osteoclasti e favorisce la sostituzione del tessuto tumorale con osso nuovo.[1, 5, 6]

Formulazione e come si usa

Xgeva si presenta come soluzione iniettabile da 120 mg in 1,7 mL, per uso sottocutaneo.[1, 7] Ogni flaconcino contiene 120 mg di denosumab e 78 mg di sorbitolo; il medicinale è disponibile in flaconcino monouso da 1,7 mL.[1] La confezione può contenere uno, tre o quattro flaconcini.[1]

Il medicinale deve essere somministrato sotto la responsabilità di un operatore sanitario.[1] Per la prevenzione degli eventi scheletrici negli adulti con tumori avanzati che coinvolgono l’osso, la dose raccomandata è 120 mg come singola iniezione sottocutanea una volta ogni 4 settimane nella coscia, nell’addome o nella parte superiore del braccio.[1] Per il tumore a cellule giganti dell’osso, la dose raccomandata è 120 mg una volta ogni 4 settimane, con dosi aggiuntive da 120 mg ai giorni 8 e 15 del primo mese di terapia.[1]

La supplementazione quotidiana di almeno 500 mg di calcio e 400 UI di vitamina D è necessaria in tutti i pazienti, tranne nei casi di ipercalcemia.[1] Nei pazienti con tumore a cellule giganti dell’osso deve essere rivalutata periodicamente la necessità di continuare il trattamento.[1] Nella scheda tecnica è riportato che, nei pazienti in cui la malattia è controllata da Xgeva, l’effetto dell’interruzione o sospensione non è stato valutato, anche se i dati limitati non indicano un effetto rebound dopo la sospensione.[1]

Non è richiesto un aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione renale o negli anziani.[1] La sicurezza e l’efficacia non sono state studiate nei pazienti con compromissione epatica.[1] Nei pazienti pediatrici sotto i 18 anni Xgeva non è raccomandato, tranne negli adolescenti di 12-17 anni con apparato scheletrico maturo e tumore a cellule giganti dell’osso, per i quali la posologia è la stessa degli adulti.[1] Per i bambini, la dose dipende dal peso e va letta nella tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo, con decisione del pediatra.[1, 2]

Controindicazioni e avvertenze

Xgeva non deve essere usato in caso di ipersensibilità a denosumab o a uno qualsiasi degli eccipienti.[1, 2, 6] Non deve essere usato se è presente ipocalcemia severa non trattata o se ci sono lesioni non guarite da chirurgia dentale o orale.[1, 2, 6]

L’ipocalcemia preesistente deve essere corretta prima di iniziare la terapia, perché può comparire in qualsiasi momento durante il trattamento.[1] Il monitoraggio del calcio deve essere eseguito prima della prima dose, entro le due settimane successive alla prima dose e ogni volta che compaiano sintomi sospetti; un controllo aggiuntivo va considerato nei pazienti con fattori di rischio.[1] Nei pazienti con grave compromissione renale o in dialisi il rischio di ipocalcemia è più elevato, quindi il controllo del calcio è particolarmente importante.[1, 2]

L’osteonecrosi della mandibola o mascella è stata riportata comunemente con Xgeva.[1, 2] Prima di iniziare il trattamento si raccomanda una valutazione odontoiatrica con profilassi dentale e una valutazione individuale del rapporto beneficio/rischio.[1] Il trattamento o il nuovo trattamento deve essere posticipato se sono presenti lesioni aperte non guarite dei tessuti molli della bocca.[1] Tra i fattori di rischio da considerare ci sono tumore, anemia, coagulopatie, infezioni, fumo, corticosteroidi, chemioterapia, inibitori dell’angiogenesi, radioterapia testa-collo, scarsa igiene orale, malattia parodontale e procedure dentali invasive.[1, 2]

Gravidanza e allattamento

L’uso di Xgeva non è raccomandato in gravidanza e nelle donne in età fertile che non usano misure contraccettive.[1, 2] Le donne devono evitare di iniziare una gravidanza durante il trattamento e per almeno 5 mesi dopo la fine della terapia.[1] In gravidanza, gli effetti potrebbero essere maggiori nel secondo e terzo trimestre.[1]

Per l’allattamento non è noto se denosumab passi nel latte materno; il rischio per il neonato non può essere escluso.[1] La decisione tra sospendere l’allattamento o la terapia deve essere presa considerando i benefici per il bambino e per la madre.[1]

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati più comuni con Xgeva sono ipocalcemia, dolore muscoloscheletrico, dispnea e diarrea.[1, 2, 6] L’ipocalcemia è stata riportata molto comunemente, spesso nelle prime due settimane, e può essere anche severa e sintomatica.[1] Altri eventi riportati comprendono ipofosfatemia, iperidrosi, osteonecrosi della mandibola o mascella, frattura atipica del femore e reazioni di ipersensibilità, comprese quelle anafilattiche.[1, 2, 4]

Nei pazienti con tumore a cellule giganti dell’osso può comparire ipercalcemia dopo l’interruzione del trattamento.[1, 4] Nella scheda tecnica è inoltre riportata la possibilità di osteonecrosi del canale uditivo esterno come effetto non noto.[1]

Studi principali

Negli studi clinici di fase II e III in pazienti con tumori avanzati con interessamento osseo, Xgeva ha ridotto i marker del riassorbimento osseo in modo rapido e consistente, con riduzioni mediane di circa l’80% dell’uNTx/Cr entro una settimana in fase II e mantenute per 49 settimane in fase III con 120 mg ogni 4 settimane.[5] In tre studi randomizzati in doppio cieco contro acido zoledronico, condotti su 5.931 pazienti, Xgeva ha ridotto il rischio di sviluppare eventi correlati all’apparato scheletrico e di averne multipli nei pazienti con metastasi ossee da tumori solidi.[5, 6] L’EMA indica anche che, nel tumore a cellule giganti dell’osso, il trattamento ha mostrato un controllo clinicamente rilevante della malattia e, in alcuni pazienti, ha reso possibile una chirurgia meno invasiva o evitato l’intervento.[6]

Domande frequenti

Xgeva si può usare nei bambini? Non è raccomandato nei pazienti sotto i 18 anni, tranne negli adolescenti di 12-17 anni con scheletro maturo e tumore a cellule giganti dell’osso, per i quali la posologia è quella degli adulti.[1, 2]

Serve prendere calcio e vitamina D? Sì, durante il trattamento è necessaria un’integrazione quotidiana di almeno 500 mg di calcio e 400 UI di vitamina D, salvo ipercalcemia.[1]

Xgeva può dare problemi ai denti o alla mandibola? Sì, l’osteonecrosi della mandibola o mascella è un effetto noto e comune, perciò è importante una valutazione odontoiatrica prima del trattamento e una buona igiene orale durante la terapia.[1, 2]

È un medicinale soggetto a prescrizione? Sì, è un farmaco con prescrizione ripetibile limitativa ed è rimborsabile SSN.[7]

Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Xgeva – Denosumab: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.