Zarzio: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Zarzio: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 18/10/2026.

Fonti usate dall'AI: 2 schede tecniche AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina principio attivo, 1 riassunto EPAR EMA scorri →

  1. 1 Scheda tecnica AIFAZarzio 30
  2. 2 Scheda tecnica AIFAZarzio 48
  3. 3 BugiardinoZarzio
  4. 4 Effetti collateraliZarzio
  5. 5 Riassunto EPAR EMAZarzio (filgrastim)
  6. 6 Principio attivoFilgrastim

Il testo è generato solo da questi 6 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.

Zarzio è un farmaco a base di filgrastim, un fattore stimolante le colonie granulocitarie, usato per aumentare i globuli bianchi e ridurre la durata della neutropenia e il rischio di neutropenia febbrile in alcune situazioni cliniche, tra cui chemioterapia citotossica, trapianto di midollo osseo, neutropenie congenite o acquisite e infezione avanzata da HIV.[1, 2, 5] Prima di usarlo è importante sapere che è controindicato in caso di ipersensibilità a filgrastim o a uno qualsiasi degli eccipienti, non va usato nei pazienti con precedenti di ipersensibilità a filgrastim o pegfilgrastim, e in gravidanza non è raccomandato; durante l’allattamento il foglio tecnico e il bugiardino invitano a valutare con il medico se sospendere l’allattamento o la terapia.[1, 3] La somministrazione va eseguita in collaborazione con centri esperti; inoltre, per le forme da 30 MU/0,5 mL e 48 MU/0,5 mL la prescrizione è ripetibile limitativa e il medicinale è rimborsabile SSN.[1, 6]

Indice (7 sezioni)
  1. 1A cosa serve
  2. 2Formulazioni e come si usa
  3. 3Controindicazioni e avvertenze
  4. 4Interazioni, gravidanza e allattamento
  5. 5Effetti indesiderati
  6. 6Studi principali
  7. 7Domande frequenti

A cosa serve

Zarzio è un biosimilare di filgrastim che stimola il midollo osseo a produrre più globuli bianchi, in particolare neutrofili.[5] Secondo la scheda tecnica, è indicato per ridurre la durata della neutropenia e l’incidenza di neutropenia febbrile nei pazienti trattati con chemioterapia citotossica standard per patologie maligne, con esclusione di leucemia mieloide cronica e sindromi mielodisplastiche. È indicato anche per ridurre la durata della neutropenia dopo terapia mieloablativa seguita da trapianto di midollo osseo nei pazienti ad alto rischio di neutropenia severa prolungata.[1, 2] Inoltre è usato per la mobilizzazione delle cellule progenitrici del sangue periferico (PBPC).[1, 2, 5] Nei bambini e negli adulti con neutropenia congenita, ciclica o idiopatica severa, e con una storia di infezioni gravi o ricorrenti, la somministrazione a lungo termine serve ad aumentare i neutrofili e a ridurre frequenza e durata delle infezioni correlate.[1, 2] È indicato anche nella neutropenia persistente dei pazienti con infezione avanzata da HIV, per ridurre il rischio di infezioni batteriche quando le altre opzioni sono inadeguate.[1, 2, 5]

Formulazioni e come si usa

Zarzio è disponibile come soluzione iniettabile o per infusione in siringa preriempita da 30 MU/0,5 mL e da 48 MU/0,5 mL.[1, 2, 6] La somministrazione può avvenire per via sottocutanea o per infusione endovenosa; nella maggior parte dei casi è preferita la via sottocutanea.[1] La terapia deve essere eseguita unicamente in collaborazione con un centro oncologico o ematologico esperto nel trattamento con G-CSF e dotato delle necessarie attrezzature diagnostiche. Le procedure di mobilizzazione e aferesi devono avvenire in un centro con esperienza adeguata nel monitoraggio delle cellule progenitrici emopoietiche.[1, 2]

Dosi negli adulti

Per la chemioterapia citotossica standard, la dose raccomandata è 0,5 MU/kg/die (5 microgrammi/kg/die). La prima dose non deve essere somministrata prima di 24 ore dopo la chemioterapia. Il trattamento va continuato fino al superamento del nadir atteso dei neutrofili e al ritorno a valori normali; dopo chemioterapia standard per tumori solidi, linfomi e leucemie linfoidi la durata può arrivare a 14 giorni, mentre dopo induzione e consolidamento nella leucemia mieloide acuta può arrivare fino a 38 giorni.[1, 2] Per i pazienti sottoposti a terapia mieloablativa seguita da trapianto di midollo osseo, la dose iniziale raccomandata è 1,0 MU/kg/die (10 microgrammi/kg/die). La prima dose deve essere somministrata almeno 24 ore dopo la chemioterapia e almeno 24 ore dopo l’infusione di midollo osseo. Una volta superato il nadir, la dose va ridotta a 0,5 MU/kg/die (5 microgrammi/kg/die) se la conta dei neutrofili resta sopra 1,0 × 10^9/L per 3 giorni consecutivi, e poi sospesa se il valore resta ancora sopra 1,0 × 10^9/L per altri 3 giorni consecutivi.[1, 2] Per la mobilizzazione delle PBPC, la scheda tecnica riporta diversi schemi a seconda del contesto clinico e della strategia impiegata; per i dettagli operativi la tabella va letta nella scheda tecnica e la scelta spetta al centro specialistico.[1, 2]

Bambini

Nei bambini la dose dipende dal peso e dalla situazione clinica; la scheda tecnica e il foglio illustrativo riportano una tabella specifica, che deve essere letta dal medico pediatra o dall’équipe specialistica.[1, 3]

Controindicazioni e avvertenze

Zarzio è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti.[1, 2] La scheda tecnica aggiunge che non deve essere somministrato ai pazienti con precedenti di ipersensibilità a filgrastim o a pegfilgrastim.[1] Tra le principali avvertenze figurano le reazioni di ipersensibilità, comprese quelle anafilattiche: se compaiono, il medicinale va interrotto definitivamente.[1] Sono stati segnalati effetti polmonari, inclusa la malattia polmonare interstiziale e la sindrome da distress respiratorio acuto; se compaiono tosse, febbre, dispnea o infiltrati polmonari, la somministrazione deve essere interrotta.[1] Si raccomanda il monitoraggio della milza, perché sono stati osservati splenomegalia e rottura splenica, anche fatale.[1, 2, 3] La scheda tecnica segnala anche casi di glomerulonefrite, per i quali si raccomanda il monitoraggio con analisi delle urine.[1] È stata riportata la sindrome da perdita capillare, che può essere pericolosa per la vita se il trattamento è ritardato.[1] Nel foglio illustrativo sono inoltre richiamate l’eventuale anemia a cellule falciformi, per il rischio di crisi falcemica, e l’osteoporosi come elemento da riferire al medico prima di iniziare il trattamento.[3]

Interazioni, gravidanza e allattamento

La somministrazione nello stesso giorno della chemioterapia citotossica mielosoppressiva non è stata stabilita in modo definitivo e l’uso di filgrastim non è consigliato nelle 24 ore precedenti e nelle 24 ore successive alla chemioterapia.[1, 2] Con 5-fluorouracile sono stati riportati dati preliminari che suggeriscono un possibile peggioramento della neutropenia. Il litio potrebbe potenziare l’effetto di filgrastim, anche se non è stata dimostrata un’interazione nociva.[1, 2] In gravidanza i dati sono limitati: la scheda tecnica dice che Zarzio non è raccomandato durante la gravidanza.[1] Per l’allattamento, il rischio per il lattante non può essere escluso; la scheda tecnica invita a decidere con il medico se interrompere l’allattamento o la terapia, mentre una seconda scheda tecnica indica che l’uso non è raccomandato durante l’allattamento.[1, 2]

Effetti indesiderati

L’effetto indesiderato più comune è il dolore muscoloscheletrico, che negli studi clinici in pazienti oncologici è stato lieve o moderato nel 10% dei pazienti e severo nel 3%.[1, 2, 5] Tra gli effetti più importanti segnalati ci sono piressia, nausea, vomito, anemia, trombocitopenia, leucocitosi e splenomegalia.[1] Sono state segnalate anche reazioni allergiche gravi, polmonite interstiziale, ARDS, sindrome da perdita capillare, rottura splenica, crisi falcemiche nei pazienti con anemia a cellule falciformi e, nei pazienti con neutropenia congenita severa, trasformazione in sindrome mielodisplastica o leucemia.[1] Nel foglietto illustrativo sono elencati anche la glomerulonefrite e, raramente, un’infiammazione dell’aorta.[3]

Studi principali

L’EPAR EMA riporta che Zarzio è stato studiato in quattro trial su 146 volontari sani per confrontarlo con Neupogen, valutando la conta dei neutrofili nei primi 10 giorni di trattamento dopo somministrazione sottocutanea o endovenosa. Gli incrementi dei neutrofili sono risultati simili tra Zarzio e il medicinale di riferimento, e il CHMP ha concluso che qualità, sicurezza ed efficacia sono analoghe a quelle di Neupogen.[5]

Domande frequenti

Zarzio è un biosimilare? Sì, è un medicinale biosimilare di Neupogen a base di filgrastim.[5]

Si può usare subito prima o subito dopo la chemioterapia? No, l’uso non è consigliato nelle 24 ore precedenti e nelle 24 ore successive alla chemioterapia citotossica mielosoppressiva.[1, 2]

Qual è l’effetto indesiderato più comune? Il dolore muscoloscheletrico.[1, 2, 5]

Serve la ricetta? Sì, le confezioni riportate sono in classe A e con ricetta ripetibile limitativa.[6]

Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Zarzio 30: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.