Salire su un traghetto con lo stomaco “sbagliato” può trasformare un viaggio piacevole in ore di nausea, mal di testa e spossatezza. La scelta di cosa mangiare e bere prima di imbarcarsi incide molto sulla probabilità di soffrire di mal di mare e disturbi digestivi. Una preparazione alimentare corretta aiuta a mantenere lo stomaco stabile, evitare cali di energia e ridurre gli errori più comuni, come partire a digiuno o, al contrario, dopo un pasto troppo abbondante.
Perché il traghetto può causare nausea e mal di mare
Il mal di mare, o cinetosi, compare quando il sistema dell’equilibrio riceve segnali contrastanti: gli occhi percepiscono un ambiente fermo (interni della nave), mentre l’orecchio interno e i recettori muscolari registrano il movimento delle onde. Questo conflitto sensoriale può attivare il centro del vomito nel cervello, provocando nausea, sudorazione fredda, pallore e talvolta vomito. Secondo le informazioni divulgative su cinetosi e viaggi in mare di ISSalute, alcune persone sono più predisposte, ad esempio bambini, donne e soggetti ansiosi.
L’alimentazione influisce perché uno stomaco troppo pieno o completamente vuoto rende più probabile che la nausea si trasformi in vomito o forte malessere. Cibi molto grassi, fritti o conditi rallentano la digestione e aumentano la sensazione di pesantezza, mentre zuccheri semplici in eccesso possono causare sbalzi glicemici con debolezza e sudorazione. Anche la disidratazione o, al contrario, l’assunzione rapida di grandi quantità di liquidi possono peggiorare i sintomi. Una strategia alimentare equilibrata, associata a posture adeguate e aria fresca, riduce in modo significativo l’intensità del mal di mare.
Cosa mangiare nelle ore prima di salire a bordo
La scelta di cosa mangiare prima del traghetto dovrebbe puntare a uno stomaco “leggermente pieno”: né digiuno, né eccesso. Un pasto moderato, consumato con calma, a base di carboidrati complessi e piccole quantità di proteine magre, aiuta a mantenere stabile la glicemia e a evitare pesantezza. Le indicazioni generali su un’alimentazione equilibrata fornite dall’Istituto Superiore di Sanità, ad esempio nella sezione dedicata alla prevenzione cardiovascolare e alimentazione, sottolineano l’importanza di privilegiare cereali, frutta e verdura, limitando grassi e zuccheri semplici: lo stesso principio è utile anche prima di un viaggio in mare.
Un esempio pratico può essere una colazione o uno spuntino con pane o fette biscottate, un po’ di formaggio fresco magro o yogurt, e un frutto non troppo acido. Se la partenza è al mattino presto, è preferibile fare un pasto leggero a casa e uno spuntino poco prima dell’imbarco, piuttosto che arrivare a stomaco completamente vuoto. Se invece il traghetto parte dopo pranzo o cena, è utile ridurre le porzioni rispetto al solito, masticare lentamente e terminare di mangiare con un certo anticipo, così da iniziare la navigazione con una digestione già avviata ma non ancora pesante.
Per chi tende ad avere lo stomaco sensibile, può essere utile scegliere alimenti semplici e poco conditi: riso, patate lesse, pane tostato, piccole porzioni di carne bianca o pesce magro, verdure cotte non fibrose. Se si teme la nausea, è meglio evitare di sperimentare cibi nuovi o molto speziati proprio prima del viaggio. In caso di tragitti lunghi, è consigliabile portare con sé piccoli snack secchi (cracker, grissini, biscotti secchi) da consumare a piccole dosi durante la traversata, per mantenere lo stomaco occupato senza sovraccaricarlo.
Alimenti e bevande da evitare prima del traghetto
Gli alimenti da evitare prima di prendere un traghetto sono quelli che rallentano la digestione, fermentano facilmente o irritano la mucosa gastrica. Fritti, cibi molto grassi (insaccati, formaggi stagionati, salse ricche), piatti molto elaborati e porzioni abbondanti aumentano il rischio di pesantezza e reflusso, che in presenza di movimento continuo diventano rapidamente nausea intensa. Anche alcuni cibi apparentemente “sani” ma ricchi di fibre dure o molto voluminosi possono risultare poco tollerati immediatamente prima di un viaggio, come grandi insalate crude o legumi interi.
Le bevande meritano particolare attenzione. Alcolici e superalcolici irritano lo stomaco, alterano la percezione dell’equilibrio e favoriscono la disidratazione, peggiorando il mal di mare. Le bibite gassate possono aumentare il gonfiore addominale e la sensazione di pienezza, mentre grandi quantità di caffè o tè molto forte possono accentuare ansia, tachicardia e acidità gastrica. Anche i succhi molto acidi (agrumi, ananas) possono risultare fastidiosi per chi soffre di gastrite o reflusso. Se si è soggetti a disturbi digestivi, è prudente limitare anche dolci molto zuccherati e dessert pesanti, che possono causare sbalzi glicemici e senso di nausea durante la navigazione.
Consigli pratici su idratazione, tempi dei pasti e postura
La gestione di idratazione e tempi dei pasti è tanto importante quanto la scelta degli alimenti. Bere a piccoli sorsi, in modo regolare, aiuta a prevenire la disidratazione senza sovraccaricare lo stomaco. L’acqua naturale è in genere la scelta migliore; se si tende alla pressione bassa o alla sudorazione abbondante, si possono alternare piccole quantità di altre bevande non gassate e non alcoliche, evitando però di bere grandi volumi tutti insieme. Un errore frequente è arrivare assetati al porto e bere rapidamente molta acqua o bibite: questo può aumentare il senso di pienezza e favorire la nausea quando la nave inizia a muoversi.
I tempi dei pasti dovrebbero essere programmati in modo da terminare il pasto principale con un certo anticipo rispetto all’imbarco, lasciando spazio a uno spuntino leggero se necessario. Mangiare in fretta al bar del porto pochi minuti prima di salire, magari in piedi e in un ambiente affollato, aumenta lo stress digestivo e la probabilità di malessere. Una volta a bordo, la postura può fare la differenza: stare seduti o sdraiati con la testa leggermente sollevata, guardando l’orizzonte e scegliendo, se possibile, una zona centrale e più stabile della nave, riduce gli stimoli contrastanti al sistema dell’equilibrio. Se ci si sente peggiorare, è utile uscire all’aperto, respirare aria fresca e mantenere lo sguardo fisso su un punto lontano.
Un errore comune è cercare di “distrarsi” leggendo o usando a lungo lo smartphone nelle prime fasi della navigazione: l’attenzione visiva su un oggetto fermo (schermo o libro) mentre il corpo si muove può accentuare la cinetosi. Meglio concentrarsi sulla respirazione, mantenere una posizione comoda e, se si avverte un principio di nausea, fare piccoli sorsi d’acqua e qualche boccone di cibo secco. Chi ha già sperimentato mal di mare in passato dovrebbe organizzarsi in anticipo, evitando pasti pesanti il giorno stesso e preferendo una dieta più leggera nelle ore precedenti la partenza.
Quando usare farmaci contro il mal di mare e sentire il medico
L’uso di farmaci contro il mal di mare va valutato caso per caso, soprattutto se si assumono già altre terapie o se si hanno patologie croniche. I medicinali per la cinetosi possono avere effetti collaterali (come sonnolenza, secchezza delle fauci, alterazioni della vista) e non sono adatti a tutti. Per chi soffre regolarmente di mal di mare intenso, è prudente parlarne con il proprio medico o pediatra (per i bambini) prima del viaggio, in modo da scegliere il principio attivo, la forma farmaceutica e il dosaggio più appropriati. Le informazioni generali sulla cinetosi e sui possibili approcci preventivi sono disponibili anche su portali di salute come Medicitalia, ma non sostituiscono il parere personalizzato del curante.
È particolarmente importante consultare il medico se si è in gravidanza, se si soffre di malattie cardiovascolari, neurologiche, glaucoma, ipertrofia prostatica o se si assumono farmaci che possono interagire con i rimedi per il mal di mare. In alcuni casi, il medico può suggerire strategie non farmacologiche (posizione a bordo, tecniche di respirazione, eventuali braccialetti antinausea) da associare a una corretta alimentazione. Se, nonostante tutte le precauzioni, durante il viaggio compaiono vomito ripetuto, forte disidratazione, vertigini intense o altri sintomi preoccupanti, è opportuno rivolgersi al personale di bordo e, se necessario, a un servizio medico al porto di arrivo, soprattutto in presenza di bambini, anziani o persone fragili.
Per approfondire
- motion sickness scopolamine guideline - Search Results - PubMed (pubmed.ncbi.nlm.nih.gov)
- motion sickness prophylaxis antihistamines review - Search Results - PubMed (pubmed.ncbi.nlm.nih.gov)





