Nel 2026 il virus West Nile è entrato stabilmente anche nella mappa delle infezioni autoctone dell’Italia centro-meridionale. In Abruzzo, dopo il primo caso umano registrato nella stagione estivo-autunnale, nel giro di pochi giorni si è arrivati al terzo caso confermato con ricoveri all’ospedale SS. Annunziata di Chieti. Questo scenario inserisce la regione in un contesto nazionale di circolazione intensa del virus.
Secondo i bollettini di sorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità, il West Nile è oggi presente in numerose province italiane, con casi anche nelle aree adriatiche. La maggior parte delle infezioni decorre in modo asintomatico o lieve, ma nei pazienti anziani o con patologie croniche possono comparire forme neurologiche gravi che richiedono ricovero. Conoscere sintomi, modalità di contagio e misure di prevenzione aiuta a ridurre i rischi per chi vive o lavora in Abruzzo.
West Nile in Abruzzo nel 2026: quanti casi e quale quadro epidemiologico
Nel 2026 la sorveglianza nazionale coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità ha rilevato un aumento dei casi di infezione da virus West Nile nell’uomo, con circolazione virale accertata in diverse regioni, tra cui l’Abruzzo. Per questa regione il 2026 rappresenta la stagione in cui vengono segnalati i primi casi umani autoctoni, con un cluster che ha portato a tre diagnosi confermate e ricoveri nel Chietino.
A livello nazionale il bollettino aggiornato al 19 agosto 2026 descrive oltre trecento infezioni confermate e decessi correlati, con coinvolgimento di circa sessanta province in sedici regioni. L’Abruzzo rientra quindi in una mappa più ampia di circolazione estivo-autunnale del virus, simile a quanto osservato in Emilia-Romagna e in altre aree dove il West Nile è già endemico, come raccontato anche per i rischi di West Nile in Emilia-Romagna.
Il quadro si inserisce nel contesto del Piano nazionale integrato di prevenzione, sorveglianza e risposta alle arbovirosi del Ministero della Salute, che ogni anno attiva dal mese di maggio a novembre una sorveglianza rafforzata sui casi umani e sui donatori di sangue. La vicina regione Molise ha segnalato nello stesso periodo un solo caso umano, a conferma della circolazione del virus anche nell’Italia centro-meridionale.
Sintomi, complicanze neurologiche e fattori di rischio per le forme gravi
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute, la maggior parte delle infezioni da virus West Nile nell’uomo è asintomatica. Circa un quinto dei contagiati sviluppa una sindrome febbrile simil-influenzale, con febbre, cefalea, dolori muscolari diffusi, stanchezza marcata, nausea, vomito e talvolta un esantema cutaneo. In questi casi i sintomi tendono a risolversi in pochi giorni o settimane con terapia di supporto.
Meno dell’1% delle persone infettate sviluppa una forma neuro-invasiva, con coinvolgimento del sistema nervoso centrale. Le manifestazioni possibili includono encefalite, meningite o paralisi flaccida. Clinicamente possono comparire rigidità nucale, forte mal di testa, disorientamento, disturbi del movimento, convulsioni, deficit di forza fino al coma, quadri che richiedono ricovero e monitoraggio intensivo, come accade per altre febbri dopo puntura di zanzara con sospetto West Nile.
I dati di sorveglianza ISS e le informazioni dei Centers for Disease Control and Prevention indicano che il rischio di malattia grave aumenta negli anziani, nelle persone immunodepresse, nei pazienti con malattie croniche cardiovascolari, renali o metaboliche. In questi soggetti una febbre alta improvvisa associata a cefalea intensa, rigidità del collo, difficoltà a parlare o muovere un arto rappresenta un segnale di allarme che richiede accesso immediato al pronto soccorso.
Come avviene il contagio e perché l’Abruzzo è sotto sorveglianza
Il virus West Nile è un’arbovirosi, cioè un’infezione trasmessa da artropodi vettori. I serbatoi principali sono gli uccelli selvatici, nei quali il virus può circolare senza causare necessariamente malattia grave. Le zanzare del genere Culex, molto comuni anche nelle aree urbane italiane, pungendo uccelli infetti possono infettarsi a loro volta e successivamente trasmettere il virus all’uomo e ad altri mammiferi.
Per l’Italia, l’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute precisano che la trasmissione avviene quasi esclusivamente tramite puntura di zanzare infette. Il contagio non avviene con il contatto ordinario tra persone. Il fatto che in Abruzzo sia stata documentata un’infezione da zanzara autoctona indica che il ciclo uccelli-zanzare-virus è attivo in loco, non legato solo a viaggi, e giustifica l’intensificazione della vigilanza entomologica e sanitaria regionale.
Per ridurre ulteriormente il rischio di trasmissione per via ematica, i protocolli del Piano nazionale integrato di prevenzione, sorveglianza e risposta alle arbovirosi prevedono misure specifiche nei centri trasfusionali delle aree in cui è accertata circolazione virale. Nella stagione 2026 queste indicazioni coinvolgono anche le zone abruzzesi interessate, in analogia con quanto avviene nelle regioni che hanno sperimentato altre epidemie da virus emergenti, come per il focolaio di Ebola Bundibugyo in Congo e il relativo rischio per l’Italia.
Prevenzione: protezione dalle zanzare e indicazioni per i cittadini abruzzesi
Al momento non esiste un vaccino umano contro il virus West Nile. Di conseguenza, la prevenzione si basa su misure individuali e ambientali per ridurre le punture di zanzara. Le raccomandazioni di Istituto Superiore di Sanità e Ministero della Salute includono l’uso di repellenti cutanei registrati, applicati sulla pelle esposta secondo le indicazioni del produttore, e l’adozione di indumenti chiari, lunghi e leggeri, soprattutto nelle ore serali e notturne in cui le zanzare Culex sono più attive.
Un’altra misura centrale è l’uso di zanzariere alle finestre e, quando possibile, di dispositivi fisici come tende o ventilatori nelle stanze da letto. Sul piano ambientale, è raccomandato eliminare ristagni d’acqua in sottovasi, secchi, grondaie o contenitori all’aperto, che rappresentano siti ideali di riproduzione per le zanzare. Le amministrazioni comunali e le aziende sanitarie locali possono programmare interventi di disinfestazione larvicida o adulticida nelle aree più esposte, in coerenza con il Piano nazionale per le arbovirosi.
Per i cittadini abruzzesi, in presenza di febbre alta dopo puntura di zanzara associata a mal di testa, dolori muscolari intensi o forte stanchezza, è opportuno rivolgersi al medico di medicina generale o alla guardia medica, informando della possibile esposizione. Se compaiono segni neurologici come rigidità del collo, confusione, difficoltà a parlare, convulsioni o debolezza marcata a un arto, occorre recarsi rapidamente al pronto soccorso per una valutazione specialistica e, se necessario, il ricovero in reparti di medicina o neurologia.
L’emergere di casi autoctoni di West Nile in Abruzzo nel 2026 si inserisce in una più ampia fase di circolazione del virus in Italia ed Europa. La maggioranza delle infezioni resta lieve o asintomatica, ma la protezione delle persone anziane e fragili si basa sul riconoscimento precoce dei sintomi sospetti e su misure costanti di prevenzione contro le punture di zanzara, integrate con le azioni di sorveglianza e disinfestazione di Asl e Comuni.
Questo contenuto ha finalità informativa e non sostituisce il parere del medico o dei servizi sanitari di emergenza. In caso di sintomi sospetti o peggioramento rapido del quadro clinico, rivolgersi tempestivamente al proprio medico o al pronto soccorso.
Per approfondire
- Clinical, Prognostic, and Longitudinal Functional and Neuropsychological Features of West Nile Virus Neuroinvasive Di... (pubmed.ncbi.nlm.nih.gov)
- Clinical spectrum, outcomes, and risk factors of West Nile virus infection: A systematic review and meta-analysis (pubmed.ncbi.nlm.nih.gov)
- West Nile Virus | WNV | MedlinePlus (medlineplus.gov)
- West Nile virus infection (ecdc.europa.eu)
- West Nile virus (who.int)





