Negli ultimi giorni diversi Comuni italiani, dal Salento a Trieste fino a città dell’Umbria e della Liguria, hanno emesso ordinanze di disinfestazione per la presenza di casi confermati di Dengue. Molti residenti si chiedono quanto conti davvero la “zanzara tigre” che affolla cortili, giardini e balconi e quanto il rischio di contagio sia concreto nella vita quotidiana.
Le autorità sanitarie ricordano che non si è di fronte a un’epidemia diffusa ma a focolai localizzati intorno ai luoghi frequentati dalle persone infette. L’esperienza italiana recente, compreso il grande focolaio del 2024 studiato dall’Istituto Superiore di Sanità, aiuta a comprendere meglio come circola il virus, quali sintomi devono allarmare e quali misure ambientali e personali riducono il rischio di punture da parte della zanzara tigre.
Dengue e zanzara tigre in Italia: qual è il rischio oggi
Secondo i dati di sorveglianza nazionali coordinati dall’Istituto Superiore di Sanità, nel 2026 la maggior parte dei casi di Dengue identificati in Italia riguarda infezioni importate durante viaggi in aree tropicali o regioni dove il virus è endemico. I casi autoctoni, cioè contratti in Italia tramite la puntura di zanzare presenti sul territorio, restano eventi eccezionali anche se più numerosi rispetto al passato recente.
L’ECDC, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, indica che la Dengue non è endemica in Europa ma che, dal 2010, si osservano episodi di trasmissione locale sostenuti in gran parte dalla zanzara tigre Aedes albopictus. Questa specie è oggi diffusa in molte regioni italiane, comprese le aree del Salento e del Nord, e rappresenta il principale vettore potenziale nelle zone temperate. Informazioni pratiche sui sintomi possibili sono disponibili nella pagina su febbre dopo puntura di zanzara.
Lo studio dell’Istituto Superiore di Sanità sul grande focolaio di Dengue del 2024 in Italia, con quasi 300 casi autoctoni, ha mostrato che la maggior parte delle trasmissioni è avvenuta entro poche centinaia di metri dal caso indice. Questo dato conferma che i focolai restano molto localizzati e dipendono dal contatto ravvicinato tra persone viremiche e popolazioni di zanzare tigre presenti in quell’area.
Come si trasmette il virus Dengue e quali sintomi riconoscere
La Dengue è una malattia virale causata dal virus Dengue che si trasmette solo tramite la puntura di zanzare infette del genere Aedes, principalmente Aedes aegypti ma anche la zanzara tigre Aedes albopictus. Non esiste trasmissione diretta da persona a persona tramite contatto, saliva o rapporti sessuali. Perché avvenga il contagio è necessario che una zanzara punga prima una persona viremica e poi altre persone nella stessa zona.
I sintomi “classici” comprendono febbre alta improvvisa, cefalea intensa, dolore retro-orbitario, dolori muscolari e articolari, astenia marcata e, talvolta, un’eruzione cutanea simile a quella del morbillo. In alcuni casi possono comparire nausea, vomito o lieve sanguinamento dal naso o dalle gengive. Una guida utile per distinguere Dengue da altre infezioni trasmesse da zanzare come West Nile è disponibile nell’approfondimento dedicato ai rischi da West Nile.
Forme gravi con interessamento vascolare, calo della pressione e segni di sanguinamento importante sono rare ma richiedono ricovero ospedaliero urgente. Deve far sospettare la Dengue la combinazione di febbre alta e dolori muscolo-articolari intensi in chi è stato in aree con casi confermati, specialmente se ha effettuato viaggi recenti in Paesi tropicali o in zone italiane interessate da un focolaio locale noto alle autorità.
Disinfestazioni straordinarie: cosa prevedono e cosa fare in casa
Dopo la conferma di un caso di Dengue autoctona, i protocolli regionali per la prevenzione delle arbovirosi prevedono in genere una disinfestazione straordinaria nel raggio di circa duecento metri dai luoghi di vita e soggiorno del paziente. Questa misura si basa sulla limitata distanza di volo della zanzara tigre e mira a ridurre rapidamente la densità di zanzare potenzialmente infette attorno al caso.
Le ordinanze comunali fissano di solito fasce orarie precise, spesso nelle prime ore del mattino o di notte, e possono prevedere divieti temporanei di transito o sosta nelle strade interessate. Ai residenti viene in genere richiesto di tenere chiuse le finestre durante i trattamenti adulticidi, mettere al riparo gli animali domestici, coprire giochi e arredi da giardino e risciacquare con cura orti e superfici prima di un nuovo utilizzo.
Le stesse ordinanze indicano spesso di proteggere le arnie e coordinarsi con gli apicoltori della zona per limitare l’impatto degli insetticidi sugli insetti impollinatori. Dopo i trattamenti straordinari, resta comunque essenziale continuare le azioni di prevenzione domestica e personale, compreso l’uso di repellenti contro le punture di zanzara scelti in modo sicuro e appropriato all’età e alle condizioni di salute.
Prevenzione quotidiana contro la zanzara tigre in Salento e nel resto d’Italia
Le Aziende sanitarie ricordano che la misura più efficace contro Dengue e altre arbovirosi è ridurre ovunque i focolai di zanzara tigre. Questa specie depone le uova in piccole raccolte di acqua stagnante, anche in vasi, sottovasi, bidoni, grondaie o tombini. Eliminare o svuotare frequentemente tali ristagni e usare prodotti larvicidi nei pozzetti condominiali riduce in modo significativo la popolazione di zanzare.
La protezione individuale include l’uso di zanzariere alle finestre, zanzariere da letto in presenza di bambini piccoli o persone fragili e l’applicazione di repellenti cutanei registrati come presidi medico-chirurgici, seguendo attentamente le istruzioni. È utile indossare abiti chiari e coprenti nelle ore di maggiore attività delle Aedes, che pungono soprattutto all’aperto durante il giorno e al crepuscolo. Altre infezioni da zanzare, come la Chikungunya, condividono le stesse misure preventive.
Chi rientra da viaggi in aree tropicali o da Paesi dove la Dengue è endemica e sviluppa febbre o sintomi compatibili entro una settimana dovrebbe contattare il proprio medico. Una diagnosi tempestiva permette alle autorità di attivare rapidamente la sorveglianza e le disinfestazioni localizzate, limitando la possibilità che eventuali zanzare tigre presenti intorno all’abitazione o all’hotel diventino vettori di nuovi casi autoctoni.
Nel complesso, i casi autoctoni di Dengue osservati in queste settimane in Italia restano situazioni circoscritte, innescate dall’interazione tra viaggiatori viremici e popolazioni locali di Aedes albopictus. Il rischio individuale si riduce adottando sistematicamente la prevenzione ambientale e personale contro le zanzare e segnalando tempestivamente al medico eventuali sintomi sospetti dopo soggiorni in aree a rischio, in Italia o all’estero.
Questo contenuto ha finalità informativa e non sostituisce il parere del medico o del servizio di igiene pubblica. In presenza di sintomi sospetti o dubbi su esposizioni recenti, è opportuno consultare il proprio medico curante o il pronto soccorso.
Per approfondire
ECDC, pagina informativa sulla Dengue offre una panoramica aggiornata sulla situazione europea, sui vettori coinvolti e sulle caratteristiche cliniche dell’infezione, utile per inquadrare i focolai osservati anche in Italia.
Istituto Superiore di Sanità, notizia sul focolaio di Dengue 2024 descrive in dettaglio il più grande focolaio autoctono documentato nell’Europa continentale e le misure di risposta adottate nel nostro Paese.
Istituto Superiore di Sanità, sezione West Nile e altre arbovirosi illustra i sistemi di sorveglianza nazionali per le malattie trasmesse da zanzare e le indicazioni generali per la prevenzione a livello individuale e comunitario.
Ministero della Salute, malattie infettive dei viaggiatori fornisce indicazioni sui rischi infettivi legati ai viaggi internazionali, inclusa la Dengue, e sui comportamenti da adottare prima della partenza e al rientro.
Per approfondire
- Dengue: MedlinePlus (medlineplus.gov)
- Dengue and severe dengue (who.int)
- ECDC dengue facts albopictus - Search Results - PubMed (pubmed.ncbi.nlm.nih.gov)





