Se hai più di 65 anni non saltare il richiamo anti-difterite

Richiami decennali con vaccino dTap, inclusa l’età avanzata e ogni gravidanza, mantengono la protezione contro difterite, tetano e pertosse.

La morte per difterite di una bambina non vaccinata a Palermo ha riportato al centro dell’attenzione una malattia che in Italia era diventata rarissima grazie alle campagne vaccinali. L’infezione, causata da un batterio che produce una potente tossina, può colpire gola, cuore e sistema nervoso, con complicanze gravi anche in soggetti altrimenti sani, soprattutto se non protetti dal vaccino.

La disponibilità di vaccini combinati contro difterite, tetano, pertosse e, in alcune formulazioni, poliomielite ha permesso di azzerare quasi del tutto i casi autoctoni nel Paese. Tuttavia, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, la protezione non è “per sempre” e richiede richiami periodici lungo l’intero arco della vita. Questo riguarda in particolare adulti e anziani, che spesso non ricordano l’ultimo richiamo o non hanno completato il ciclo, e le persone che devono viaggiare in aree dove la malattia circola ancora.

In sintesi

Perché la difterite può riemergere se cala la copertura vaccinale

La difterite è una malattia infettiva prevenibile con vaccino, ma il batterio che la causa non è scomparso a livello globale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità descrive focolai in Paesi con copertura vaccinale incompleta o con interruzioni nei programmi di immunizzazione. Quando la percentuale di persone vaccinate si abbassa, aumenta la probabilità che un caso importato trovi soggetti suscettibili e inneschi una catena di trasmissione.

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, la protezione di comunità dipende dal mantenimento di una alta copertura antidifterica in tutte le fasce d’età, non solo nei bambini. Se una quota di adulti non è mai stata vaccinata o ha un ciclo incompleto, il batterio trova terreno favorevole soprattutto in contesti affollati o familiari. In questa prospettiva, il singolo richiamo perso non riguarda solo chi lo salta, ma l’intero equilibrio che tiene la difterite sotto controllo anche grazie ai vaccini combinati come Diftavax.

Calendario vaccinale contro difterite-tetano-pertosse: infanzia, adulti e anziani

Il calendario vaccinale per la vita adottato in Italia inserisce la protezione contro difterite, tetano e pertosse tra le vaccinazioni raccomandate sin dai primi mesi. Secondo le indicazioni istituzionali, il ciclo di base viene somministrato con vaccini combinati che includono anche poliomielite, seguendo uno schema nei primi anni di vita, cui si aggiungono richiami nel sesto e nel dodicesimo anno, come riportato dalle pagine informative dell’Istituto Superiore di Sanità.

Nell’età adulta, la protezione viene mantenuta attraverso ulteriori richiami con vaccino contenente difterite, spesso nella formulazione a bassa dose di anatossina difterica e pertossica, indicata con la sigla dTap. Il calendario vaccinale per la vita prevede che questa copertura venga proseguita lungo tutto il corso dell’esistenza, integrandosi, quando necessario, con vaccini combinati che includono anche la polio come Polioboostrix, in particolare in vista di viaggi o situazioni a rischio specifico.

Ogni quanto fare il richiamo e fino a che età è raccomandato

Secondo quanto riportato dall’Istituto Superiore di Sanità, negli adulti è raccomandato un richiamo decennale con vaccino dTap, cioè ogni 10 anni, per mantenere livelli adeguati di anticorpi contro difterite, tetano e pertosse. Questo intervallo decennale rappresenta lo schema di mantenimento di riferimento anche per altre agenzie sanitarie internazionali, come i Centri per il controllo delle malattie statunitensi e il servizio sanitario britannico, che sottolineano l’importanza di richiami periodici.

Le raccomandazioni italiane si estendono a tutta la vita adulta, compresa l’età avanzata, poiché l’infezione in un anziano non protetto può risultare particolarmente grave. Inoltre, la vaccinazione dTap è raccomandata a ogni gravidanza, indipendentemente dai richiami precedenti, per proteggere la madre e indirettamente il neonato dalla pertosse. Per alcune categorie professionali o persone con fattori di rischio specifici, il medico o il servizio vaccinale può valutare con precisione il tipo di vaccino più adatto, scegliendo preparati come Boostrix o analoghi.

Come verificare il proprio stato vaccinale e cosa fare se non si è in regola

Per capire se il proprio ciclo vaccinale contro difterite, tetano e pertosse è completo e aggiornato, la prima verifica riguarda il libretto delle vaccinazioni o il fascicolo sanitario elettronico regionale, dove dovrebbero comparire le date delle dosi ricevute in infanzia e dei richiami successivi. In assenza di documentazione, il medico di medicina generale o il pediatra possono aiutare a recuperare le informazioni presso i servizi vaccinali territoriali.

Se emerge un ciclo incompleto o un intervallo superiore ai 10 anni dall’ultimo richiamo, i servizi di igiene e sanità pubblica possono proporre un piano di recupero, con somministrazione di vaccino combinato contenente l’anatossina difterica in dosi e tempi adeguati all’età e alla storia vaccinale. In molte situazioni si utilizzano preparati combinati già registrati in Italia, come Ditanrix o formulazioni storiche come Dif Tet All, sulla base delle schede tecniche e delle raccomandazioni nazionali, soprattutto prima di viaggi in Paesi dove la circolazione della difterite è più elevata.

Mantenere aggiornata la vaccinazione contro la difterite lungo l’intera vita, con richiami ogni 10 anni e recupero dei cicli incompleti, rappresenta uno strumento essenziale per evitare che singoli casi si trasformino in focolai. Il caso di Palermo, pur nella sua tragicità, conferma quanto una copertura ampia e continua sia decisiva per proteggere i soggetti più vulnerabili, in particolare bambini piccoli, anziani e persone non immunizzate.

Questo contenuto ha finalità informative generali e non sostituisce il parere del medico o dei servizi vaccinali. Per decisioni sulla propria vaccinazione è necessario rivolgersi al medico curante o al centro vaccinale di riferimento.

Per approfondire

Istituto Superiore di Sanità, scheda sulla difterite offre una panoramica aggiornata sulla malattia, sui sintomi, sulle complicanze possibili e sulle modalità di trasmissione, con un focus particolare sul ruolo della vaccinazione nel controllo della circolazione del batterio a livello nazionale e internazionale.

ISS, approfondimento “Difterite, cosa sapere” approfondisce anche gli aspetti legati al calendario vaccinale, ai richiami in età pediatrica e adulta e alle raccomandazioni specifiche per categorie a rischio, includendo i riferimenti alle principali linee guida internazionali sulla prevenzione.