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Cardioaspirin 100 mg compresse gastroresistenti (Acido Acetilsalicilico): indicazioni e modo d’uso

Cardioaspirin 100 mg compresse gastroresistenti (Acido Acetilsalicilico) è un farmaco che serve per curare le seguenti condizioni patologiche:

Prevenzione degli eventi atero-trombotici maggiori:

dopo infarto del miocardio

dopo ictus cerebrale o attacchi ischemici transitori (TIA)

in pazienti con angina pectoris instabile

in pazienti con angina pectoris stabile cronica

Prevenzione della riocclusione dei by-pass aorto-coronarici e nell’angioplastica coronarica percutanea transluminale (PTCA). Prevenzione degli eventi cardiovascolari nei pazienti con malattia ateromasica conclamata, nei pazienti in emodialisi e nella prevenzione della trombosi durante circolazione extracorporea.

Prevenzione degli eventi cardiovascolari in pazienti ad elevato rischio

*In soggetti a rischio elevato di un primo evento cardiovascolare maggiore (rischio a 10 anni > 20% in base alle carte di rischio del Progetto Cuore dell’Istituto Superiore di Sanità).

Cardioaspirin 100 mg compresse gastroresistenti: come si usa?

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farmaco: indicazioni e modo d'uso

Come per tutti i farmaci, anche per Cardioaspirin 100 mg compresse gastroresistenti è molto importante rispettare e seguire i dosaggi consigliati dal medico al momento della prescrizione.

Se però non ricordate come prendere Cardioaspirin 100 mg compresse gastroresistenti ed a quali dosaggi (la posologia indicata dal medico), è quanto meno necessario seguire le istruzioni presenti sul foglietto illustrativo. Vediamole insieme.

Posologia di Cardioaspirin 100 mg compresse gastroresistenti

Adulti

Se non diversamente prescritto, si raccomanda la posologia di 1 compressa (100 mg) al giorno, in un’unica somministrazione.

La prevenzione degli eventi cardiovascolari in pazienti ad elevato rischio* dovrà essere effettuata con il dosaggio di 100 mg.

E’ consigliabile ingerire il farmaco con un’abbondante quantità di acqua (½ – 1 bicchiere di acqua), almeno 30 minuti prima dei pasti. Le compresse gastro-resistenti non devono essere schiacciate, masticate o rotte per assicurarne il rilascio nell’ambiente alcalino dell’intestino.

Cardioaspirin non dev’essere assunto a dosaggi maggiori senza espressa prescrizione del medico.

Popolazione pediatrica

Cardioaspirin non è indicato per l’uso nella popolazione pediatrica (vedere paragrafo 4.4).

Ricordate in ogni caso che se non ricordate la posologia indicata dal medico e utilizzate Cardioaspirin 100 mg compresse gastroresistenti seguendo le istruzioni del foglietto illustrativo, sarà poi opportuno che contattiate il vostro medico e lo avvisiate del dosaggio che avete assunto, per avere conferma o ulteriori consigli!

Lo posso prendere se sono incinta?

Un’altra domanda che spesso ci poniamo prima di prendere una medicina è se è possibile assumerla in gravidanza

Tenendo presente che in gravidanza sarebbe opportuno evitare qualsiasi farmaco se non strettamente necessario e che prima di assumere qualsiasi farmaco in gravidanza va sentito il medico curante, vediamo insieme quali sono le istruzioni sulla scheda tecnica di Cardioaspirin 100 mg compresse gastroresistenti per quanto riguarda la gravidanza:

Cardioaspirin 100 mg compresse gastroresistenti: si può prendere in gravidanza?

Gravidanza

L’inibizione della sintesi delle prostaglandine può influire negativamente sulla gravidanza e/o sullo sviluppo embrio/fetale. I risultati di studi epidemiologici suggeriscono un possibile aumento del rischio di aborto e di malformazioni dopo l’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Si ritiene che il rischio aumenti con la dose e la durata della terapia. I dati disponibili non dimostrano che ci sia correlazione tra l’assunzione di acido acetilsalicilico e l’aumento del rischio di aborto. I dati epidemiologici disponibili relativi alle malformazioni a seguito di assunzione di acido acetilsalicilico non sono coerenti, ma non si può escludere un aumentato rischio di gastroschisi. Uno studio prospettico con esposizione nelle fasi precoci della gravidanza (primo-quarto mese), eseguito su circa 14.800 coppie madre-figlio, non ha dimostrato un aumento nella frequenza di malformazioni. Gli studi condotti nell’animale hanno evidenziato tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).

Durante il primo ed il secondo trimestre di gravidanza, l’acido acetilsalicilico non dev’essere somministrato se non in caso di effettiva necessità. Qualora farmaci contenenti acido acetilsalicilico siano usati da una donna in attesa di concepimento, o durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, il trattamento dovrà essere il più breve possibile e la dose la più bassa possibile.

Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre il feto a:

tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso ed ipertensione polmonare);

disfunzione renale, che può progredire ad insufficienza renale con oligo-idramnios;

la madre e il bambino, alla fine della gravidanza, a:

possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, un effetto antiaggregante che può manifestarsi anche a dosi molto basse;

inibizione delle contrazioni uterine, risultante in ritardo o prolungamento del travaglio.

Conseguentemente, l’acido acetilsalicilico è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza.

Allattamento

I salicilati ed i loro metaboliti passano nel latte materno in piccole quantità.

Dal momento che non sono stati osservati effetti indesiderati nel lattante in seguito ad un uso occasionale, l’interruzione dell’allattamento non è di norma necessaria. Tuttavia, in caso di uso regolare o di assunzione di dosaggi elevati, si deve prendere in considerazione la possibilità di uno svezzamento precoce.

Ne ho preso troppo! Cosa fare?

Può anche capitare che per errore o distrazione assumiate una quantità di farmaco superiore a quella prescritta dal vostro medico.

Talvolta capita che bambini piccoli per gioco ingeriscano dei farmaci lasciati a portata di mano: raccomandiamo sempre di tenere i farmaci lontano dalla portata dei bambini, in luoghi chiusi e custoditi.

Cosa devo fare se per sbaglio ho preso un dosaggio eccessivo di Cardioaspirin 100 mg compresse gastroresistenti?

Qualunque sia la causa dell’ingestione di una quantità eccessiva di farmaco, ecco cosa riporta la Scheda Tecnica di Cardioaspirin 100 mg compresse gastroresistenti in caso di sovradosaggio.

Cardioaspirin 100 mg compresse gastroresistenti: sovradosaggio

La tossicità da salicilati (un dosaggio superiore a 100 mg/kg/giorno per 2 giorni consecutivi può indurre tossicità) può essere la conseguenza di un’assunzione cronica di dosi eccessive, oppure di sovradosaggio acuto, potenzialmente pericoloso per la vita, che comprende anche l’ingestione accidentale nei bambini.

L’avvelenamento cronico da salicilati può essere insidioso dal momento che i segni e i sintomi sono aspecifici. Una lieve intossicazione cronica da salicilati, o salicilismo, in genere si verifica unicamente in seguito a utilizzo ripetuto di dosi considerevoli. Tra i sintomi vi sono il capogiro, le vertigini, il tinnito, la sordità, la sudorazione, la nausea e il vomito, la cefalea e lo stato confusionale. Questi sintomi possono essere controllati riducendo il dosaggio. Il tinnito può manifestarsi a concentrazioni plasmatiche comprese tra i

150 e i 300 microgrammi/ml. A concentrazioni superiori ai 300 microgrammi/ml si palesano eventi avversi più gravi.

La caratteristica principale dell’intossicazione acuta è una grave alterazione dell’equilibrio acido-base, che può variare con l’età e la gravità dell’intossicazione; la presentazione più comune, nel bambino, è l’acidosi metabolica. Non è possibile stimare la gravità dell’avvelenamento dalla sola concentrazione plasmatica; l’assorbimento dell’acido acetilsalicilico può essere ritardato a causa di uno svuotamento gastrico ridotto, dalla formazione di concrezioni nello stomaco o in conseguenza dell’ingestione di preparati gastroresistenti. La gestione di un’intossicazione da acido acetilsalicilico è determinata dall’entità, dallo stadio e dai sintomi clinici di quest’ultima e deve essere attuata secondo le tecniche convenzionali di gestione degli avvelenamenti. Le misure principali da adottare consistono nell’accelerazione dell’escrezione del farmaco e nel ripristino del metabolismo elettrolitico e acido-base.

Per i complessi effetti fisiopatologici connessi con l’avvelenamento da salicilati, i segni e sintomi/risultati delle indagini biochimiche e strumentali possono comprendere:

Segni e sintomi Risultati delle indagini biochimiche e strumentali Misure terapeutiche
Intossicazione da lieve a moderata Lavanda gastrica, somministrazione ripetuta di carbone attivo, diuresi alcalina
forzata
Tachipnea, iperventilazione,
alcalosi respiratoria
Alcalemia, alcaluria Gestione dei liquidi e degli elettroliti
Sudorazione
Nausea, vomito
Intossicazione da moderata a grave Lavanda gastrica, somministrazione ripetuta di carbone attivo, diuresi alcalina forzata, emodialisi nei
casi gravi
Alcalosi respiratoria con acidosi metabolica
compensatoria
Acidemia, aciduria Gestione dei degli elettroliti liquidi e
Iperpiressia Gestione dei
degli elettroliti
liquidi e
Respiratori: variabili dall’iperventilazione ed edema polmonare non cardiogeno fino all’arresto respiratorio
e asfissia
Cardiovascolari: variabili dalle aritmie e ipotensione fino all’arresto
cardiocircolatorio
Ad es.
alterazione della pressione arteriosa e dell’ECG.
Perdita di liquidi e di elettroliti: disidratazione, dall’oliguria fino all’insufficienza renale Ad es.
ipokaliemia, ipernatremia, iponatremia, funzionalità renale alterata
Gestione dei degli elettroliti liquidi e
Alterazione del metabolismo glucidico, chetosi Iperglicemia, ipoglicemia (specialmente nei bambini), incrementati
livelli dei chetoni
Tinnito, sordità
Gastrointestinali:
emorragia gastrointestinale
Ematologici: coagulopatia Per es: prolungamento del PT,
ipoprotrombinemia
Neurologici: encefalopatia tossica e depressione del SNC con manifestazioni dalla letargia e confusione fino al
coma e alle convulsioni

Cardioaspirin 100 mg compresse gastroresistenti: istruzioni particolari

Nessuna istruzione particolare


Per approfondire l’argomento, per avere ulteriori raccomandazioni, o per chiarire ogni dubbio, si raccomanda di leggere l’intera Scheda Tecnica del Farmaco

2 Comments

  1. Buongiorno ho 72anni e ho il colesterolo a 294 ho fatto l ecodoppler alle carotidi ed in quella di destra mi hanno riscontrato un ateroma del 20 x cento ,prendo le statine e la cardioaspirina, è proprio necessaria la cardioaspirina? Io non la vorrei prendere .preciso che ,non fumo ,non bevo ,non ho il diabete ,sono in sovrappeso..grazie

    Renata
    1. La cardioaspirina ha un effetto antiaggregante e stabilizzante sulla placca ateromasica.
      E’ quindi una terapia preventiva per l’ictus cerebrale che talvolta può essere causato dal distacco di microaggregati piastrinici dalla placca carotidea.
      Non è quindi una terapia “curativa” ma preventiva che le consiglio vivamente di proseguire, come da indicazioni del suo medico.

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