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Diapatol

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Diapatol: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Diapatol

 

01.0 Denominazione del medicinale

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DIAPATOL 12,5 mg + 5 mg capsule rigide

 

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Ogni capsula rigida contiene:

PRINCIPI ATTIVI: Amitriptilina cloridrato mg 12,5; Clordiazepossido cloridrato mg 5.

ECCIPIENTI: Lattosio.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

 

03.0 Forma farmaceutica

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Capsule rigide per uso orale.

 

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Stati depressivo-ansiosi e loro manifestazioni somatiche. Disturbi del sonno di origine depressiva.

DIAPATOL andrebbe utilizzato soltanto quando il disturbo è grave, disabilitante o sottopone il soggetto a grave disagio.

 

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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La dose di DIAPATOL deve essere decisa dal medico curante in quanto essa è molto variabile a seconda delle caratteristiche del soggetto trattato; il trattamento dovrebbe essere iniziato con la dose consigliata più bassa e la dose massima non dovrebbe essere superata.

Prima di iniziare il trattamento con DIAPATOL, il paziente dovrebbe essere controllato regolarmente per diminuire, se necessario, la dose o la frequenza dell’assunzione e per prevenire l’iperdosaggio dovuto all’accumulo.

Stati ansioso-depressivi:

Nei trattamenti domiciliari e ambulatoriali, la posologia può variare da 1 a 6 capsule al giorno, ripartite nella giornata con somministrazione della dose maggiore la sera. Nel trattamento di pazienti ospedalizzati, la posologia può aumentare fino a raddoppiare le dosi. La gravità del caso e la variabilità della risposta individuale possono consigliare, a giudizio del medico curante, di proseguire la terapia con una posologia diversa. L’uso di DIAPATOL è sconsigliato nei bambini. Negli anziani, soprattutto se debilitati, è opportuno iniziare il trattamento con la dose più bassa. La dose iniziale ridotta è consigliabile anche nei pazienti affetti da insufficienza renale o epatica. A giudizio del medico curante ed in base alla risposta individuale, potrà essere successivamente utilizzata una posologia diversa.

Il trattamento dovrebbe essere il più breve possibile. Il paziente dovrebbe essere rivalutato regolarmente e la necessità di un trattamento continuato dovrebbe essere valutata attentamente, particolarmente se il paziente è senza sintomi. La durata complessiva del trattamento, generalmente, non

dovrebbe superare le 8-12 settimane, compreso un periodo di sospensione graduale.

In determinati casi, può essere necessaria l’estensione oltre il periodo massimo di trattamento; in tal caso, ciò non dovrebbe avvenire senza rivalutazione della condizione del paziente.

Disturbi del sonno di origine depressiva: Le indicazioni posologiche sono sovrapponibili a quelle relative ai disturbi ansioso-depressivi.

 

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità ai principi attivi, le benzodiazepine o gli antidepressivi triciciclici, o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Sono stati riferiti casi di allergenicità crociata con altri farmaci a struttura chimica analoga. Miastenia grave. Grave insufficienza respiratoria. Grave insufficienza epatica. Sindrome da apnea notturna. Glaucoma. Ipertrofia prostatica. Periodo di recupero post-infartuale. Onde evitare manifestazioni anche gravi, fino alle convulsioni, al coma ed all’exitus, il farmaco non deve essere somministrato in associazione ad inibitori della monoaminossidasi, nè prima che siano trascorsi almeno 10 – 12 giorni dall’interruzione di un trattamento precedente con detti farmaci. In caso che necessiti un intervento chirurgico, occorre interrompere la somministrazione almeno 3 – 5 giorni prima.

 

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Uso nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni.

Gli antidepressivi triciclici non devono essere utilizzati per il trattamento di bambini e adolescenti sotto i 18 anni. Gli studi condotti nella depressione in bambini di questo gruppo di età non hanno dimostrato l’efficacia per questa classe di farmaci. Studi con altri antidepressivi hanno messo in evidenza rischio di suicidio, autolesionismo e ostilità correlato con tali farmaci. Tale rischio può verificarsi anche con gli antidepressivi triciclici.

Inoltre, gli antidepressivi triciclici sono associati ad un rischio di eventi avversi cardiovascolari in tutti i gruppi di età. Deve essere tenuto presente che non sono disponibili dati di sicurezza a lungo termine nei bambini e negli adolescenti riguardanti la crescita, la maturazione e lo sviluppo cognitivo e comportamentale.

Tolleranza: Una certa perdita di efficacia agli effetti ipnotici del DIAPATOL può svilupparsi dopo un uso ripetuto per alcune settimane.

Dipendenza: L’uso di DIAPATOL può condurre allo sviluppo di dipendenza fisica e psichica. Il rischio di dipendenza aumenta con la dose e la durata del trattamento; esso è maggiore nei pazienti con una storia di abuso di droga o alcool.

Una volta che la dipendenza fisica si è sviluppata, il termine brusco del trattamento sarà accompagnato dai sintomi da astinenza. Questi possono consistere in cefalea dolori muscolari, estrema tensione, irrequietezza, confusione e irritabilità. Nei casi gravi possono manifestarsi i seguenti sintomi: derealizzazìone, depersonalizazione, iperacusia, intorpidimento e

formicolio delle estremità, ipersensibilità alla luce, al rumore e al contatto fisico, allucinazioni o scosse epilettiche.

Insonnia e ansia di rimbalzo: all’interruzione del trattamento può presentarsi una sindrome transitoria in cui i sintomi che hanno condotto al trattamento con DIAPATOL ricorrono in forma aggravata. Può essere accompagnata da altre reazioni, compresi cambiamenti di umore, ansia, irrequietezza, o disturbi del sonno. Poiché il rischio di sintomi da astinenza o da rimbalzo è maggiore dopo sospensione brusca del trattamento, si suggerisce di effettuare una diminuzione graduale del dosaggio.

Durata del trattamento: La durata del trattamento dovrebbe essere la più breve possibile (vedere posologìa) a seconda dell’indicazione, ma non dovrebbe superare le quattro settimane per i disturbi del sonno di origine depressiva ed otto-dodici settimane nel caso di sindrome ansioso-depressiva, compreso un periodo di sospensione graduale. L’estensione della terapia oltre questi periodi non dovrebbe avvenire senza una rivalutazione della situazione clinica. Può essere utile che il medico curante informi il paziente quando il trattamento è iniziato che esso sarà di durata limitata e spieghi precisamente come il dosaggio deve essere diminuito progressivamente.

Inoltre è importante che il paziente sia informato della possibilità di fenomeni di rimbalzo, minimizzando quindi l’ansia riguardo a tali sintomi se dovessero accadere alla sospensione del medicinale.

Dal momento che il clordiazepossido è una benzodiazepina con una lunga durata di azione, è sconsigliabile il passaggio improvviso da DIAPATOL ad altro farmaco a base di benzodiazepine con una durata di azione breve, poiché possono presentarsi sintomi da astinenza.

Amnesia : DIAPATOL può indurre amnesia anterograda. Ciò accade più spesso parecchie ore dopo l’ingestione del farmaco e, quindi, per ridurre il rischio ci si dovrebbe accertare che i pazienti possano avere un sonno ininterrotto di 7-8 ore (vedere effettì ìndesìderatì).

Reazioni psichiatriche e paradosse: In corso di trattamento possono accadere fenomeni come irrequietezza, agitazione, irritabilità, aggressività, delusione, collera, incubi, allucinazioni, psicosi, alterazioni del comportamento. In tali casi, l’uso del medicinale dovrebbe essere sospeso. Tali reazioni sono più frequenti nei bambini e negli anziani.

Suicidio/Ideazione suicidaria

La depressione è associata ad aumentato rischio di pensieri suicidari, autolesionismo e suicidio (suicidio/eventi correlati). Tale rischio persiste fino a che si verifichi una remissione significativa. Poiché possono non verificarsi miglioramenti durante le prime settimane di trattamento o in quelle immediatamente successive, i pazienti devono essere attentamente controllati fino ad avvenuto miglioramento. E’ esperienza clinica in generale che il rischio di suicidio può aumentare nelle prime fasi del miglioramento.

Altre patologie psichiatriche per le quali Diapatol è prescritto possono anche essere associate ad un aumentato rischio di comportamento suicidario. Inoltre, queste patologie possono essere associate al disturbo depressivo maggiore. Quando si trattano pazienti con disturbi depressivi maggiori si

devono, pertanto, osservare le stesse precauzioni seguite durante il trattamento di pazienti con altre patologie psichiatriche.

Pazienti con anamnesi positiva per comportamento o pensieri suicidari, o che manifestano un grado significativo di ideazione suicidaria prima dell’inizio del trattamento, sono a rischio maggiore di ideazione suicidaria o di tentativi di suicidio, e devono essere attentamente controllati durante il trattamento. Una metanalisi degli studi clinici condotti con farmaci antidepressivi in confronto con placebo nella terapia di disturbi psichiatrici, ha mostrato un aumento del rischio di comportamento suicidario nella fascia di età inferiore a 25 anni dei pazienti trattati con antidepressivi rispetto al placebo.

La terapia farmacologica con antidepressivi deve essere sempre associata ad una stretta sorveglianza dei pazienti, in particolare di quelli ad alto rischio, specialmente nelle fasi iniziali del trattamento e dopo cambiamenti di dose. I pazienti (o chi si prende cura di loro) dovrebbero essere avvertiti della necessità di monitorare e di riportare immediatamente al proprio medico curante qualsiasi peggioramento del quadro clinico, l’insorgenza di comportamento o pensieri suicidari o di cambiamenti comportamentali.

Gruppi specifi i di pazienti: Il DIAPATOL non dovrebbe essere date ai bambini di età inferiore ai 12 anni; la durata del trattamento dove essere la più breve possibile. Gli anziani dovrebbero assumere una dose ridotta (vedere posologìa) al fine di prevenire reazioni anomale quali atassia, sedazione, confusione, stipsi e secchezza orale. Egualmente, una dose più bassa è suggerita per i pazienti con insufficienza respiratoria cronica a causa del rischio di depressione respiratoria. Il DIAPATOL non è indicato nei pazienti con grave insufficienza epatica in quanto può precipitare l’encefalopatia. Il DIAPATOL non è consigliato per il trattamento primario della malattia psicotica. Il DIAPATOL dovrebbe essere usato con attenzione estrema in pazienti con una storia di abuso di droga o alcool.

Ulteriori avvertenze: In tutti i casi seguenti e cioè: in soggetti con anamnesi di epilessia o di fatti convulsivi, nei cardiopazienti specie se anziani, nella arteriosclerosi cerebrale, nei pazienti con una storia di epilessia, ritenzione urinaria, ostruzione intestinale, stenosi pilorica, nei nefro ed epatopazienti gravi, negli ipertiroidei ed in coloro che sono in corso di trattamento con ormoni tiroidei, la condotta della terapia deve essere improntata a particolare cautela. La brusca interruzione del trattamento con il farmaco può provocare una sintomatologia caratterizzata essenzialmente da una ricaduta con malessere, nausea, cefalea, mialgie e che, quindi, in genere, non è riferibile a dipendenza, anche se le benzodiazepine, come altri farmaci della stessa azione, possono produrla in soggetti predisposti. L’uso del prodotto può interferire negativamente con i tempi di reazione di soggetti che, per la loro attività, necessitano di integrità e vigilanza. Nei trattamenti molto protratti, è consigliabile controllare periodicamente la funzionalità epatica e la crasi ematica.

Da non usare in gravidanza accertata o presunta. Informazioni importanti su alcuni eccipienti

DIAPATOL contiene lattosio: i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.

 

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Il farmaco non deve essere somministrato in associazione ad inibitori delle monoamminossidasi, né prima che siano trascorsi almeno 10 – 12 giorni dall’interruzione di un trattamento precedente con detti farmaci. L’associazione con altri psicofarmaci, anticolinergici, antistaminici o simpaticomimetici, antipsicotici (neurolettici), ipnotici, ansiolitici/sedativi, antidepressivi, analgesici narcotici, antiepilettici, anestetici richiede particolare cautela e vigilanza da parte del medico ad evitare inattesi effetti indesiderati da interazione. L’azione antiipertensiva della guanetidina e dei farmaci simili, della metildopa e della reserpina può essere bloccata.

L’effetto sedativo può essere aumentato quando il medicinale è assunto congiuntamente ad alcool. Ciò influenza negativamente la capacità di guidare o di usare macchinari.

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Tutti i composti che inibiscono determinati enzimi epatici (specialmente il citocromo P450) possono modificare l’attività del DIAPATOL. La cimetidina può inibire il metabolismo epatico del DIAPATOL determinando un prolungamento della durata di azione con possibili effetti negativi sul paziente.

 

04.6 Gravidanza e allattamento

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Se il prodotto viene prescritto ad una donna in età fertile, ella deve mettersi in contatto con il proprio medico, sia se intende iniziare una gravidanza, sia se sospetta di essere incinta, per quanto riguarda la sospensione del medicinale.

Non somministrare nel primo trimestre di gravidanza per i possibili effetti teratogeni. Nell’ulteriore periodo il farmaco deve essere somministrato soltanto in caso di effettiva necessità e sotto il diretto controllo del medico.

Se, per gravi motivi medici, il prodotto è somministrato durante l’ultimo periodo di gravidanza, o durante il travaglio alle dosi elevate, possono verificarsi effetti nel neonato quali ipotermia, ipotonia e moderata depressione respiratoria dovuti all’azione farmacologica del farmaco.

Inoltre, neonati nati da madri che hanno assunto benzodiazepine cronicamente durante le fasi avanzate della gravidanza possono sviluppare dipendenza fisica e possono presentare un certo grado per sviluppare i sintomi di astinenza nel periodo postnatale. Poiché le benzodiazepine sono escrete nel latte materno, esse non dovrebbero essere prescritte alle madri che allattano al seno.

 

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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La sedazione, l’amnesia, l’alterazione della concentrazione e della funzione muscolare possono influenzare negativamente la capacità di guidare o utilizzare macchinari. Se la durata del sonno è stata insufficiente, la probabilità che la vigilanza sia alterata può essere aumentata (vedere paragrafo 4.5 Interazìonì con altrì medìcìnalì ed altre forme dì ìnterazìone ).

 

04.8 Effetti indesiderati

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E’ da tenere presente che l’esperienza effettuata con i vari timolettici ed antidepressivi triciclici, soli ed in associazione con altri farmaci, considerata

nel suo complesso e con particolare riguardo ai farmaci di questo gruppo di uso più antico e sui quali si dispone quindi di una maggiore quantità di informazioni, ha evidenziato una serie di effetti collaterali, alcuni segnalati più comunemente, altri solo occasionalmente con l’uso di questo o quel farmaco spesso somministrato in dosi molto elevate e talora senza che si sia potuta accertare la sicurezza del nesso. Gli effetti collaterali di più comune osservazione sono quelli collegati con le proprietà anticolinergiche di detti farmaci e quelli a carico del S.N.C.: secchezza delle fauci, disturbi dell’accomodazione, midriasi, stipsi, astenia, tachicardia, palpitazioni, vertigini, ronzii, cefalea, impotenza, confusione, congestione nasale. A seguito dell’uso di dosi elevate sono stati riferiti tremori lievi o gravi e persistenti, atassia, incoordinazione motoria, parestesie, neuropatie periferiche, manifestazioni allergiche con eruzioni cutanee, fotosensibilizzazione, edema del volto o della lingua e, eccezionalmente, ginecomastia nell’uomo, galatorrea nella donna. Slittamenti di stati depressivi verso stati di eccitazione sono stati segnalati in soggetti paranoici o subdeliranti, specie se anziani, con stati confusionali, allucinazioni, ansia, insonnia, ma con i soli antidepressivi triciclici, senza l’associazione di ansiolitici.

Nei soggetti depressi in casi rari ideazione/Comportamento suicidario (vedì sezìone 4.4 Avvertenze specìalì e opportune precauzìonì d’ìmpìego). Le reazioni elencate di seguito non sono state osservate durante l’uso di DIAPATOL, ma vengono egualmente segnalate in quanto casi del genere si sono verificati durante il trattamento con uno dei principi attivi: disturbi a carico dell’apparato digerente quali nausea, vomito, stomatite, adeniti sublinguali o parotidee, diarrea, dolori addominali, ittero (l’osservazione di variazioni importanti dei tassi della transaminasi deve indurre all’interruzione del trattamento); agranulocitosi, porpora trombocitopenica; ritenzione urinara, ileo paralitico; alopecia, alterazione della libido, variazione del peso corporeo o dei livelli glicemici; a carico dell’apparato cardiovascolare, specie nei soggetti anziani, alterazioni dell’ECG, blocco cardiaco, infarto miocardico, ictus.

Se dovessero comparire effetti indesiderati non descritti rivolgersi al medico o al farmacista.

Amnesia: Il clordiazepossido può determinare amnesia anterograda anche ai dosaggi terapeutici ma il rischio aumenta ai dosaggi più alti. Gli effetti amnesici possono essere associati con alterazioni del comportamento (vedere avvertenze specìalì e precauzìonì).

Dipendenza: L’uso di DIAPATOL (anche alle dosi terapeutiche) può condurre allo sviluppo di dipendenza fisica: la sospensione della terapia può provocare fenomeni di rimbalzo o da astinenza (vedere le avvertenze specìalì e le precauzìonì). Può verificarsi dipendenza psichica. E’ possibile l’abuso di benzodiazepine.

Studi epidemiologici, condotti principalmente su pazienti di almeno 50 anni, mostrano un aumentato rischio di fratture ossee nei pazienti che fanno uso di SSRIs e TCAs. Il meccanismo che porta a questo rischio è sconosciuto.

 

04.9 Sovradosaggio

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Il sovradosaggio di farmaci della classe del DIAPATOL può determinare il decesso: pertanto la possibilità di abuso del farmaco deve essere sempre considerata quando si prescrive DIAPATOL a pazienti che abbiano manifestato intenzioni autolesionistiche.

Il sovradosaggio si manifesta con aritmie, ipotensione severa, ritenzione urinaria, convulsioni, depressione neurologica, depressione respiratoria, coma. Le alterazioni dell’elettrocardiogramma sono indicative di sovradosaggio da antidepressivi triciclici.

Nel trattamento del sovradosaggio di qualsiasi farmaco, dovrebbe essere considerata anche la possibilità che siano state assunte contemporaneamente altre sostanze.

A seguito di una dose eccessiva di DIAPATOL è opportuno il ricovero ospedaliero: dovrebbe essere indotto il vomito (entro un’ora) se il paziente è cosciente o intrapreso il lavaggio gastrico con protezione delle vie respiratorie se il paziente è privo di conoscenza.

Se non si osserva miglioramento con lo svuotamento dello stomaco, dovrebbe essere somministrato carbone attivo per ridurre l’assorbimento. Attenzione speciale dovrebbe essere prestata alle funzioni respiratorie e cardiovascolari (in particolare alle aritmie, a volte fatali) nella terapia d’urgenza.

Il “Flumazenil” , utile come antidoto per la componente di benzodiazepine, è controindicato nel caso di sovradosaggio di DIAPATOL per la contemporanea presenza di amitriptilina.

 

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: Antidepressivi in associazione con psicolettici

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Codice ATC: N06CA01

L’amitriptilina è un antidepressivo timoanalettico appartenente al gruppo dei derivati triciclici; tale sostanza è caratterizzata dal punto di vista farmacologico da una evidente attività anticolinergica e da un’azione inibente la ricaptazione di vari neurotrasmettitori a livello presinaptico. L’amitriptilina ha la sua principale indicazione clinica nel trattamento della depressione endogena e degli stati ansiosi.

Il clordiazepossido, capostipite della serie dei derivati della 1,4- benzodiazepina, determina effetti ansiolitici, sedativo-ipnotici, miorilassanti, anticonvulsivanti. Il meccanismo d’azione del clordiazepossido si esplica, già alla dose di 10 mg/Kg, soprattutto sul sistema limbico e sull’amigdala responsabile dell’elaborazione e regolazione dell’emotività e dell’aggressività.

 

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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L’amitriptilina viene assorbita completamente entro 2-3 ore dalla somministrazione orale; il picco di concentrazione plasmatica avviene entro poche ore dalla somministrazione orale. L’amitriptilina viene metabolizzata a livello epatico con formazione di nortriptilina (metabolita farmacologicamente attivo). L’amitriptilina ha una ampia distribuzione nell’organismo e si lega alle proteine plasmatiche.

L’emivita plasmatica, compresa fra le 9 e le 36 ore, presenta un’estrema variabilità interindividuale. La amitriptilina attraversa la barriera ematoplacentare e viene secreta nel latte materno.

Il clordiazepossido è assorbito dal tratto gastroenterico in maniera rapida (il picco plasmatico si verifica in 30-120 minuti) e quasi completa. Ha un tempo di emivita di 6-28 ore e viene demetilato e successivamente deaminato per formare due metaboliti: il demetilclordiazepossido (metabolita attivo e ad emivita di diversi giorni)ed il demossepam. Quest ultimo è di nuovo metabolizzato per idrolisi e rottura dell’anello lattamico oppure per idrossilazione e riduzione ad ossazepam. I metaboliti sono eliminati lentamente con le urine e con le feci.

Il clordiazepossido si distribuisce in maniera ampia nei tessuti,e si lega diffusamente alle proteine plasmatiche; esso attraversa la barriera ematoencefalica, quella ematoplacentare e viene secreto nel latte materno.

 

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Tossicità acuta:

DL per os nel ratto Sprague Dawley pari a 680 mg/Kg. DL i.p. nel ratto Sprague Dawley pari a 125 mg/Kg. DL per os nel topo Swiss pari a 220 mg/Kg.

Tossicità alla somministrazione prolungata:

dopo 24 settimane di trattamento orale, la dose massima che non ha provocato alterazioni in ratti Sprague Dawley è stata di 25 mg/Kg.

Teratogenicità:

le prove eseguite su ratte Sprague Dawley, ratte Wistar, coniglie New Zeeland non hanno portato ad alcuna alterazione dello sviluppo fetale.

Prove di motilità spontanea:

l’associazione riduce la motilità spontanea per la presenza del clordiazepossido.

Prove sull’ipnosi barbiturica:

l’associazione dei due principi attivi potenzia l’ipnosi barbiturica.

Prove su ulcera gastrica da costrizione:

il farmaco non determina la formazione di ulcera gastrica grazie all’azione protettiva dell’amitriptilina.

Prove sull’ipertensione adrenalinica:

l’effetto ipertensivo adrenalinico è potenziato dalla presenza dell’amitriptilina.

 

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Lattosio, Stearato di magnesio, Amido, Syloid (gel di silice micronizzato). Componenti della capsula: Gelatina, Eritrosina (E 127), Titanio biossido (E171), Ferro ossido giallo (E 172).

 

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente

 

06.3 Periodo di validità

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5 anni

 

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

 

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Astuccio da 30 capsule rigide; in blister in PVC/PVDC termosaldato con foglio di alluminio/PVDC.

 

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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TEOFARMA S.r.l. via F.lli Cervi, 8 – 27010 Valle Salimbene (PV)

 

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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A.I.C. 021972017

 

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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01/06/2005

 

10.0 Data di revisione del testo

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19/09/2005

FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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