Droperidolo Agu: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Droperidolo Agu - Droperidolo - Prevenzione e trattamento di nausea e vomito post-operatori (PONV) negli adulti e, in seconda linea, nei ...

Droperidolo Agu

Droperidolo Agu

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Droperidolo Agu: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: A.I.FA.)

Indice della Scheda

01.0 Denominazione del medicinale

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Droperidolo Aguettant 2,5 mg/mL soluzione iniettabile

 

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Droperidolo Aguettant 2,5 mg/mL soluzione iniettabile Ogni fiala da 1 mL contiene 2,5 mg di droperidolo.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

 

03.0 Forma farmaceutica

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Soluzione iniettabile (iniezione).

Soluzione limpida e incolore pH 3,0-3,8 Osmolarità: 250-300 mOsm/kg.

 

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Prevenzione e trattamento di nausea e vomito post-operatori (PONV) negli adulti e, in seconda linea, nei bambini (2-11 anni) e negli adolescenti (12-18 anni).

Prevenzione di nausea e vomito provocati da morfina e derivati durante l’analgesia post-operatoria controllata dal paziente (PCA) negli adulti.

La somministrazione del droperidolo richiede alcune precauzioni: vedere paragrafi 4.2, 4.3 e 4.4.

 

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Posologia

Prevenzione e trattamento di nausea e vomito post-operatori (PONV).

Adulti: da 0,625 mg a 1,25 mg. Anziani (oltre i 65 anni): 0,625 mg.

Compromissione renale/epatica: 0,625 mg.

Popolazione pediatrica

Bambini (2-11 anni) e adolescenti (12-18 anni): da 10 a 50 microgrammi/kg (fino a un massimo di 1,25 mg).

Bambini (età inferiore a 2 anni): non è raccomandato.

Si consiglia di somministrare il droperidolo 30 minuti prima del termine previsto dell’intervento chirurgico. Dosi ripetute possono essere somministrate ogni 6 ore se necessario.

Il dosaggio deve essere adattato a ogni singolo caso. I fattori da considerare includono età, peso corporeo, uso di altri prodotti medicinali, tipo di anestesia e procedura chirurgica.

Prevenzione di nausea e vomito provocati da morfina e derivati durante l’analgesia post-operatoria controllata dal paziente (PCA) Adulti: da 15 a 50 microgrammi di droperidolo per mg di morfina, fino a una dose giornaliera massima di 5 mg di droperidolo.

Anziani (oltre i 65 anni), danno renale ed epatico: nessun dato disponibile nella PCA.

Popolazione pediatrica

Non c’è uso rilevante di droperidolo nei bambini (2-11 anni) e negli adolescenti (12-18 anni) per l’indicazione nella PCA.

Nei pazienti a rischio individuato o sospetto di aritmia ventricolare deve essere eseguita una pulsossimetria continua e il monitoraggio deve essere continuato nei 30 minuti successivi la singola somministrazione endovenosa.

Modo di somministrazione

Per uso endovenoso. Esclusivamente monouso.

Per istruzioni sulla diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.

 

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; Ipersensibilità ai butirrofenoni;

Noto o sospetto intervallo QT prolungato (QTc maggiore di 450 msec nelle femmine e maggiore di 440 msec nei maschi). Sono inclusi i pazienti con un intervallo QT lungo congenito, pazienti con una storia familiare di prolungamento QT congenito e quelli trattati con prodotti medicinali noti per prolungare l’intervallo QT (vedere paragrafo 4.5); Ipopotassiemia o ipomagnesiemia;

Bradicardia (frequenza inferiore a 55 battiti per minuto);

Trattamento concomitante noto che provoca bradicardia;

Feocromocitoma;

Coma;

Malattia di Parkinson;

Grave depressione.

 

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Sistema Nervoso Centrale (SNC)

Il droperidolo può aumentare la depressione del SNC prodotta da altri farmaci deprimenti del SNC. Qualsiasi paziente sottoposto ad anestesia e a cui sono somministrati potenti medicinali deprimenti del SNC, o che mostra sintomi di depressione del SNC, deve essere attentamente monitorato.

L’uso concomitante di metoclopramide e altri neurolettici può indurre un aumento dei sintomi extrapiramidali e deve essere evitato (vedere paragrafo 4.5).

Droperidolo deve essere usato con cautela nei pazienti con epilessia (o con una anamnesi di epilessia) e condizioni che predispongono a epilessia o convulsioni.

Sistema cardiovascolare

In seguito alla somministrazione di droperidolo sono state osservate ipotensione da lieve a moderata e occasionalmente tachicardia (riflessa). Questa reazione di solito si attenua spontaneamente. Tuttavia, se l’ipotensione dovesse persistere, si deve considerare la possibilità di ipovolemia e provvedere a un’adeguata reintegrazione di fluidi.

I pazienti con i seguenti fattori di rischio, noti o sospetti, per l’aritmia cardiaca devono essere attentamente esaminati prima della somministrazione di droperidolo: un’anamnesi di malattia cardiaca significativa, inclusi grave aritmia ventricolare, blocco atrioventricolare di secondo o terzo grado, disfunzione del nodo del seno, insufficienza cardiaca congestizia, malattia cardiaca ischemica e ipertrofia ventricolare sinistra; storia familiare di morte improvvisa;

insufficienza renale (particolarmente quando in dialisi cronica);

malattia polmonare ostruttiva cronica severa e insufficienza respiratoria;

fattori di rischio per squilibri elettrolitici, come osservato in pazienti che assumono lassativi, glucocorticoidi, diuretici eliminatori di potassio, associati alla somministrazione di insulina in quadri acuti, o in pazienti con vomito e/o diarrea prolungati.

Nei pazienti a rischio di aritmia cardiaca devono essere valutati i livelli di creatinina ed elettroliti del siero e deve essere esclusa la presenza di un prolungamento dell’intervallo QT, prima della somministrazione di droperidolo.

Nei pazienti a rischio individuato o sospetto di aritmia ventricolare deve essere eseguita una pulsossimetria continua e il monitoraggio deve essere continuato nei 30 minuti che seguono la singola somministrazione intravenosa.

Generale

Per prevenire il prolungamento del QT, è necessaria cautela quando i pazienti stanno assumendo dei medicinali che possono indurre uno squilibrio elettrolitico (ipopotassiemia e/o ipomagnesiemia) per es. diuretici eliminatori di potassio, lassativi e glucocorticoidi.

Le sostanze che inibiscono l’attività degli isoenzimi del citocromo P450 (CYP) CYP1A2, CYP3A4 o di entrambi, potrebbero ridurre la velocità di metabolizzazione del droperidolo e prolungarne l’azione farmacologica. Di conseguenza, si suggerisce di porre particolare attenzione se il droperidolo è somministrato in concomitanza con potenti inibitori di CYP1A2 e CYP3A4 (vedere paragrafo 4.5).

I pazienti con un’accertata o sospetta storia di abuso di alcool o di assunzioni elevate recenti devono essere accuratamente esaminati prima della somministrazione di droperidolo.

In caso di ipertermia inspiegata è fondamentale sospendere il trattamento, perché questo segno può essere uno degli elementi della sindrome maligna riportata con i neurolettici.

Con i farmaci antipsicotici sono stati riferiti casi di tromboembolia venosa (TEV). Poiché i pazienti trattati con antipsicotici presentano spesso fattori di rischio acquisiti per la TEV, prima e durante il trattamento con droperidolo devono essere identificati tutti i possibili fattori di rischio per la TEV e devono essere prese misure preventive.

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per fiala da 1 mL, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

 

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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I medicinali noti per causare torsioni di punta tramite prolungamento dell’intervallo QT non devono essere somministrati in concomitanza con il droperidolo.

Esempi includono:

antiaritmici di Classe IA;

antiaritmici di Classe III;

antibiotici macrolidi;

antibiotici fluorochinoloni;

antistaminici;

certi farmaci antipsicotici;

agenti antimalarici;

cisapride, domperidone, metadone, pentamidina.

L’uso concomitante di prodotti medicinali che provocano sintomi extrapiramidali, per es. metoclopramide e altri neurolettici, può portare a un’aumentata incidenza di questi sintomi e deve essere pertanto evitato.

Il consumo di bevande alcoliche e farmaci deve essere evitato.

Si raccomanda cautela nell’uso concomitante

Per ridurre il rischio di prolungamento dell’intervallo QT, è necessaria cautela se i pazienti stanno assumendo prodotti medicinali che possono causare squilibrio elettrolitico (ipopotassiemia e/o ipomagnesiemia), per es. diuretici che causano perdita di potassio, lassativi e glucocorticoidi.

Il droperidolo può potenziare l’azione dei sedativi (barbiturici, benzodiazepine, sostanze derivate dalla morfina). Lo stesso si applica agli agenti antipertensivi, cosicché ne può derivare ipotensione ortostatica.

Droperidolo può potenziare la depressione respiratoria indotta da oppioidi.

Poiché il droperidolo blocca i recettori della dopamina, esso può inibire l’azione degli agonisti della dopamina, come bromocriptina, lisuride e L-dopa.

Le sostanze che inibiscono l’attività degli isoenzimi del citocromo P450 (CYP) CYP1A2, CYP3A4 o di entrambi, potrebbero ridurre la velocità di metabolizzazione del droperidolo e prolungarne l’azione farmacologica. Di conseguenza, si suggerisce cautela se il droperidolo è somministrato in concomitanza con gli inibitori del CYP1A2, del CYP3A4 o di entrambi.

 

04.6 Gravidanza e allattamento

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Gravidanza

Una quantità limitata di dati clinici non ha mostrato aumento del rischio di malformazioni.

Il droperidolo non si è dimostrato teratogeno nei ratti. Gli studi sugli animali sono insufficienti per evidenziare gli effetti sulla gravidanza, sullo sviluppo embrionale/fetale, sul parto e sullo sviluppo post-natale.

Nei bambini neonati da madri sottoposte a trattamento a lungo termine e con dosi elevate di neurolettici sono stati descritti disturbi neurologici temporanei di natura extrapiramidale.

Come misura precauzionale, è preferibile non somministrare il droperidolo durante la gravidanza. Nella gravidanza avanzata, se la sua somministrazione è necessaria, si consiglia di monitorare le funzioni neurologiche del neonato.

Allattamento

I neurolettici del gruppo dei butirrofenoni sono noti per essere escreti nel latte materno; il trattamento con droperidolo deve essere limitato a una singola somministrazione. La somministrazione ripetuta non è raccomandata.

Fertilità

In studi condotti in ratti maschi e femmine non si sono riscontrati effetti sulla fertilità (vedere paragrafo 5.3). L’effetto clinico di droperidolo sulla fertilità non è stato stabilito.

 

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Droperidolo compromette la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

I pazienti non devono guidare veicoli né utilizzare macchinari nelle 24 ore successive alla somministrazione di droperidolo.

 

04.8 Effetti indesiderati

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Gli eventi riportati più frequentemente durante l’esperienza clinica sono episodi di sonnolenza e sedazione. Si riferiscono anche casi meno frequenti di ipotensione, aritmie cardiache, sindrome neurolettica maligna (SNM) e sintomi associati al SNM. Si sono verificati, inoltre, disturbi del movimento, come discinesia, episodi di ansia o agitazione.

Classificazione per sistemi e organi Comune
≥1/100,
<1/10
Non comune
≥1/1 000,
<1/100
Raro
≥1/10 000,
<1/1 000
Molto raro
(<1/10 000)
Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati
disponibili)
Patologie del sistema emolinfopoietico Discrasia ematica
Disturbi del sistema immunitario Reazione anafilattica; Edema angioneurotico; Ipersensibilità
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Inappropriata secrezione di ormone antidiuretico
Disturbi psichiatrici Ansia; Irrequietezza/ Acatisia; Stato confusionale; Agitazione Disforia Allucinazioni
Patologie del sistema nervoso Sonnolenza Distonia; Crisi oculogira Disturbo extrapiramidale; Convulsioni; Tremore Crisi epilettiche; Malattia di Parkinson
Patologie cardiache Tachicardia; capogiro Aritmie cardiache, incluse aritmie ventricolari Arresto cardiaco, torsione di punta, intervallo QT prolungato all’elettrocardiogramma
Patologie vascolari Ipotensione Sincope
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Broncospasmo; Laringospasmo
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eruzione cutanea
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione Sindrome neurolettica maligna (SNM) Morte improvvisa

Sono stati occasionalmente riportati sintomi potenzialmente associati alla SNM, ossia alterazioni della temperatura corporea, rigidità e piressia. Sono stati osservati un’alterazione dello stato mentale con confusione o agitazione e uno stato di coscienza alterato. Lo squilibrio del sistema nervoso autonomo può manifestarsi sotto forma di tachicardia, pressione arteriosa instabile, iperidrosi /ipersecrezione salivare e tremore. In casi estremi la SNM può portare al coma o a problemi renali e/o epatobiliari.

Casi isolati di amenorrea, galattorrea, ginecomastia, iperprolattinemia, oligomenorrea e sindrome da astinenza neonatale sono stati associati a un’esposizione prolungata nelle indicazioni psichiatriche.

Con i medicinali antipsicotici sono stati riferiti casi di tromboembolia venosa, inclusi casi di embolia polmonare e casi di trombosi venosa profonda – con frequenza non nota.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

 

04.9 Sovradosaggio

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Sintomi

Il sovradosaggio da droperidolo si manifesta con un’estensione delle sue azioni farmacologiche.

I sintomi di un sovradosaggio accidentale sono indifferenza psichica con transizione al sonno, talvolta associata a pressione arteriosa ridotta.

A dosi più elevate, o in pazienti sensibili, possono insorgere disturbi extrapiramidali (salivazione, movimenti anormali, talvolta rigidità muscolare). Le convulsioni possono verificarsi a dosi tossiche.

Casi di prolungamento dell’intervallo QT, aritmie ventricolari e morte improvvisa sono stati riportati raramente.

Trattamento

Non è noto alcun antidoto specifico. Tuttavia, quando si verificano reazioni extrapiramidali, deve essere somministrato un anticolinergico.

I pazienti in sovradosaggio da droperidolo devono essere attentamente monitorati per rilevare segni di prolungamento dell’intervallo QT.

Devono essere presi in considerazione i fattori che predispongono a torsione di punta, per es. disturbi elettrolitici (specialmente ipopotassiemia o ipomagnesiemia) e bradicardia.

L’ipotensione pronunciata deve essere trattata aumentando il volume della circolazione e assumendo altre misure adeguate. Le vie respiratorie devono essere mantenute libere e si deve fornire un’adeguata ossigenazione; una cannula orofaringea o un tubo endotracheale potrebbero essere indicati.

Se necessario, il paziente deve essere posto sotto attenta osservazione per 24 ore o più a lungo; si devono mantenere il calore corporeo e un adeguato apporto di fluidi.

 

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: Psicolettici, Antipsicotici; Derivati del butirrofenone, Codice ATC: N05AD08.

Il droperidolo è un neurolettico butirrofenone. Il suo profilo farmacologico è caratterizzato principalmente da un effetto bloccante della dopamina e deboli effetti adrenolitici α1. Il droperidolo è privo di attività anticolinergica e antistaminica.

Meccanismo d’azione

L’azione inibitoria del droperidolo sui recettori dopaminergici nella zona chemorecettrice di innesco (CTZ) nell’area postrema gli conferisce un potente effetto antiemetico, specialmente utile per la prevenzione e il trattamento della nausea e del vomito post-operatori e/o nausea e vomito causati da analgesici oppioidi.

Effetti farmacodinamici

A una dose di 0,15 mg/kg, il droperidolo provoca una caduta della pressione arteriosa media (MBP), inizialmente dovuta a una riduzione della gittata cardiaca e successivamente causata da un decremento del precarico. Queste modificazioni avvengono indipendentemente da qualsiasi alterazione della contrattilità miocardica o della resistenza vascolare. Il droperidolo non influisce sulla contrattilità miocardica o sulla frequenza cardiaca; pertanto, non ha un effetto inotropo negativo. Il suo debole blocco adrenergico α1 può provocare una modesta ipotensione e una diminuita resistenza vascolare periferica e può ridurre la pressione arteriosa polmonare (in particolare se questa è anormalmente alta). Esso può anche ridurre l’incidenza dell’aritmia indotta da adrenalina, ma non impedisce altre forme di aritmia cardiaca.

Il droperidolo ha un effetto antiaritmico specifico a una dose di 0,2 mg/kg con un effetto sulla contrattilità miocardica (prolungamento del periodo refrattario) e una riduzione della pressione arteriosa.

Efficacia e sicurezza clinica

Due studi (uno controllato con placebo e uno comparativo controllato con un trattamento attivo) condotti in condizione di anestesia generale e concepiti per meglio individuare le alterazioni del QTc associate al trattamento di nausea e vomito post-operatori con piccole dosi di droperidolo (rispettivamente 0,625 e 1,25 mg endovenoso e 0,75 mg endovenoso) hanno accertato un prolungamento dell’intervallo QT dopo 3-6 minuti dalla somministrazione di 0,625 e 1,25 mg di droperidolo (rispettivamente 15 ± 40 e 22 ± 41 ms), ma queste alterazioni non differivano significativamente da quanto osservato con la soluzione fisiologica (12 ± 35 ms). Non ci sono state differenze statisticamente rilevanti tra il gruppo a cui è stato somministrato il droperidolo e quello a cui è stata somministrata la soluzione fisiologica circa il numero di pazienti con un prolungamento del tratto QTc maggiore di 10% rispetto al basale. Non vi è stata evidenza di un prolungamento dell’intervallo QTc causato dal droperidolo dopo l’intervento chirurgico.

Né le registrazioni elettrocardiografiche né le registrazioni a 12 derivazioni eseguite durante il periodo perioperatorio hanno evidenziato battiti cardiaci ectopici. Lo studio comparativo con trattamento attivo con 0,75 mg di droperidolo somministrato per via endovenosa ha individuato un significativo prolungamento dell’intervallo QTc (massimale di 17 ± 9 ms al secondo minuto dopo l’iniezione di droperidolo rispetto alla misurazione del QTc prima del trattamento), con l’intervallo QTc significativamente inferiore dopo il 90° minuto.

 

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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L’azione di una singola dose endovenosa comincia 2-3 minuti dopo la somministrazione. Gli effetti tranquillizzanti e sedativi tendono a persistere nell’arco di 2-4 ore, benché lo stato di vigilanza possa essere influenzato fino a 12 ore.

Distribuzione

Dopo la somministrazione endovenosa, le concentrazioni nel plasma diminuiscono rapidamente nei primi 15 minuti; questo è indipendente dal metabolismo. Il legame con le proteine plasmatiche ammonta all’85–90 %. Il volume di distribuzione è circa 1,5 L /kg.

Metabolismo

Il droperidolo è ampiamente metabolizzato nel fegato e subisce ossidazione, dealchilazione, demetilazione e idrossilazione da parte degli isoenzimi 1A2 e 3A4 del citocromo P450, e in misura minore dall’isoenzima 2C19. I metaboliti sono privi di attività neurolettica.

Eliminazione

L’eliminazione avviene principalmente attraverso il metabolismo; il 75% è escreto attraverso i reni. Solo l’1% della sostanza attiva è escreta invariata con le urine e l’11% con le feci. La clearance plasmatica è 0,8 (0,4–1,8) L/min. L’emivita di eliminazione (t½ß) è 134 ± 13 min.

Popolazione pediatrica

In uno studio su 12 bambini (di età compresa tra 3,5 e 12 anni), i valori riportati per il volume di distribuzione e per la clearance sono stati inferiori a quelli rilevati nella popolazione adulta (rispettivamente 0,58± 0,29 L/kg e 4,66± 2,28 mL/kg*min) e si riducono parallelamente. L’emivita di eliminazione (101,5±26,4 min) è stata simile a quella rilevata negli adulti.

 

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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I dati non clinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di tossicità a dosi ripetute, potenziale genotossico o cancerogeno e tossicità riproduttiva.

Gli studi elettrofisiologici in vitro e in vivo indicano un rischio complessivo che il droperidolo prolunghi l’intervallo QT nell’uomo.

Nell’uomo, la concentrazione plasmatica di picco del farmaco libero è di circa da 4 volte superiore a 25 volte inferiore rispetto alle concentrazioni di droperidolo che influiscono sugli endpoint esaminati nei diversi sistemi di test in vitro e in vivo usati per valutare l’impatto di questo farmaco sulla ripolarizzazione cardiaca. I livelli plasmatici diminuiscono di circa un ordine di grandezza nei primi venti minuti dopo la somministrazione.

 

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Mannitolo (E 421) Acido tartarico Sodio idrossido (per l’aggiustamento del pH) Acqua per preparazioni iniettabili

 

06.2 Incompatibilità

Indice

Incompatibile con i barbiturici. Questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali ad eccezione di quelli menzionati nel paragrafo 6.6.

 

06.3 Periodo di validità

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3 anni.

Dopo diluizione,

La stabilità chimico-fisica in uso del droperidolo è stata dimostrata:

con soluzione di glucosio 50 mg/mL (5%) in sacche per infusione in PVC, in sacche per infusione senza PVC e in siringhe in polipropilene per 48 ore a 25 °C; con soluzione iniettabile di cloruro di sodio 9 mg/mL (0,9%) in sacche per infusione in PVC, in sacche per infusione senza PVC e in siringhe in polipropilene per 48 ore a 25 °C; con morfina in soluzione iniettabile di cloruro di sodio 9 mg/mL (0,9%) in siringhe in polipropilene per 14 giorni a 25 °C e da 2 a 8 °C.

Da un punto di vista microbiologico, il prodotto diluito deve essere utilizzato immediatamente. Se non è utilizzato immediatamente, il tempo e le condizioni di conservazione in uso prima dell’impiego sono responsabilità dell’utilizzatore e non devono normalmente superare le 24 ore a temperatura da 2 a 8°C, a meno che la diluizione non sia stata effettuata in condizioni asettiche controllate e convalidate.

 

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Indice

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

Per le condizioni di conservazione dopo la diluizione e la prima apertura del medicinale, vedere paragrafo 6.3.

 

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Fiala da 1 mL (vetro color ambra, tipo I); confezione da 10 fiale.

 

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Indice

La soluzione deve essere ispezionata visivamente prima della somministrazione. Si devono utilizzare solo soluzioni chiare e incolori prive di particelle visibili visibili.

Per l’uso in PCA: Aspirare il droperidolo e la morfina in una siringa e portare a volume con una soluzione iniettabile di sodio cloruro 9 mg/mL (0,9%).

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

 

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Indice

LABORATOIRE AGUETTANT 1, rue Alexander Fleming 69007 LIONE FRANCIA

 

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

Indice

AIC n. 051627014

 

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

Indice

Data della prima autorizzazione:

 

10.0 Data di revisione del testo

Indice

Documento messo a disposizione da A.I.FA. in data:

 


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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Droperidolo Agu

Droperidolo Agu

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Droperidolo Agu: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: A.I.FA.)

Indice della Scheda

01.0 Denominazione del medicinale

Indice

Droperidolo Aguettant 2,5 mg/mL soluzione iniettabile

 

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

Indice

Droperidolo Aguettant 2,5 mg/mL soluzione iniettabile Ogni fiala da 1 mL contiene 2,5 mg di droperidolo.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

 

03.0 Forma farmaceutica

Indice

Soluzione iniettabile (iniezione).

Soluzione limpida e incolore pH 3,0-3,8 Osmolarità: 250-300 mOsm/kg.

 

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Indice

Prevenzione e trattamento di nausea e vomito post-operatori (PONV) negli adulti e, in seconda linea, nei bambini (2-11 anni) e negli adolescenti (12-18 anni).

Prevenzione di nausea e vomito provocati da morfina e derivati durante l’analgesia post-operatoria controllata dal paziente (PCA) negli adulti.

La somministrazione del droperidolo richiede alcune precauzioni: vedere paragrafi 4.2, 4.3 e 4.4.

 

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Posologia

Prevenzione e trattamento di nausea e vomito post-operatori (PONV).

Adulti: da 0,625 mg a 1,25 mg. Anziani (oltre i 65 anni): 0,625 mg.

Compromissione renale/epatica: 0,625 mg.

Popolazione pediatrica

Bambini (2-11 anni) e adolescenti (12-18 anni): da 10 a 50 microgrammi/kg (fino a un massimo di 1,25 mg).

Bambini (età inferiore a 2 anni): non è raccomandato.

Si consiglia di somministrare il droperidolo 30 minuti prima del termine previsto dell’intervento chirurgico. Dosi ripetute possono essere somministrate ogni 6 ore se necessario.

Il dosaggio deve essere adattato a ogni singolo caso. I fattori da considerare includono età, peso corporeo, uso di altri prodotti medicinali, tipo di anestesia e procedura chirurgica.

Prevenzione di nausea e vomito provocati da morfina e derivati durante l’analgesia post-operatoria controllata dal paziente (PCA) Adulti: da 15 a 50 microgrammi di droperidolo per mg di morfina, fino a una dose giornaliera massima di 5 mg di droperidolo.

Anziani (oltre i 65 anni), danno renale ed epatico: nessun dato disponibile nella PCA.

Popolazione pediatrica

Non c’è uso rilevante di droperidolo nei bambini (2-11 anni) e negli adolescenti (12-18 anni) per l’indicazione nella PCA.

Nei pazienti a rischio individuato o sospetto di aritmia ventricolare deve essere eseguita una pulsossimetria continua e il monitoraggio deve essere continuato nei 30 minuti successivi la singola somministrazione endovenosa.

Modo di somministrazione

Per uso endovenoso. Esclusivamente monouso.

Per istruzioni sulla diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.

 

04.3 Controindicazioni

Indice

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; Ipersensibilità ai butirrofenoni;

Noto o sospetto intervallo QT prolungato (QTc maggiore di 450 msec nelle femmine e maggiore di 440 msec nei maschi). Sono inclusi i pazienti con un intervallo QT lungo congenito, pazienti con una storia familiare di prolungamento QT congenito e quelli trattati con prodotti medicinali noti per prolungare l’intervallo QT (vedere paragrafo 4.5); Ipopotassiemia o ipomagnesiemia;

Bradicardia (frequenza inferiore a 55 battiti per minuto);

Trattamento concomitante noto che provoca bradicardia;

Feocromocitoma;

Coma;

Malattia di Parkinson;

Grave depressione.

 

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

Indice

Sistema Nervoso Centrale (SNC)

Il droperidolo può aumentare la depressione del SNC prodotta da altri farmaci deprimenti del SNC. Qualsiasi paziente sottoposto ad anestesia e a cui sono somministrati potenti medicinali deprimenti del SNC, o che mostra sintomi di depressione del SNC, deve essere attentamente monitorato.

L’uso concomitante di metoclopramide e altri neurolettici può indurre un aumento dei sintomi extrapiramidali e deve essere evitato (vedere paragrafo 4.5).

Droperidolo deve essere usato con cautela nei pazienti con epilessia (o con una anamnesi di epilessia) e condizioni che predispongono a epilessia o convulsioni.

Sistema cardiovascolare

In seguito alla somministrazione di droperidolo sono state osservate ipotensione da lieve a moderata e occasionalmente tachicardia (riflessa). Questa reazione di solito si attenua spontaneamente. Tuttavia, se l’ipotensione dovesse persistere, si deve considerare la possibilità di ipovolemia e provvedere a un’adeguata reintegrazione di fluidi.

I pazienti con i seguenti fattori di rischio, noti o sospetti, per l’aritmia cardiaca devono essere attentamente esaminati prima della somministrazione di droperidolo: un’anamnesi di malattia cardiaca significativa, inclusi grave aritmia ventricolare, blocco atrioventricolare di secondo o terzo grado, disfunzione del nodo del seno, insufficienza cardiaca congestizia, malattia cardiaca ischemica e ipertrofia ventricolare sinistra; storia familiare di morte improvvisa;

insufficienza renale (particolarmente quando in dialisi cronica);

malattia polmonare ostruttiva cronica severa e insufficienza respiratoria;

fattori di rischio per squilibri elettrolitici, come osservato in pazienti che assumono lassativi, glucocorticoidi, diuretici eliminatori di potassio, associati alla somministrazione di insulina in quadri acuti, o in pazienti con vomito e/o diarrea prolungati.

Nei pazienti a rischio di aritmia cardiaca devono essere valutati i livelli di creatinina ed elettroliti del siero e deve essere esclusa la presenza di un prolungamento dell’intervallo QT, prima della somministrazione di droperidolo.

Nei pazienti a rischio individuato o sospetto di aritmia ventricolare deve essere eseguita una pulsossimetria continua e il monitoraggio deve essere continuato nei 30 minuti che seguono la singola somministrazione intravenosa.

Generale

Per prevenire il prolungamento del QT, è necessaria cautela quando i pazienti stanno assumendo dei medicinali che possono indurre uno squilibrio elettrolitico (ipopotassiemia e/o ipomagnesiemia) per es. diuretici eliminatori di potassio, lassativi e glucocorticoidi.

Le sostanze che inibiscono l’attività degli isoenzimi del citocromo P450 (CYP) CYP1A2, CYP3A4 o di entrambi, potrebbero ridurre la velocità di metabolizzazione del droperidolo e prolungarne l’azione farmacologica. Di conseguenza, si suggerisce di porre particolare attenzione se il droperidolo è somministrato in concomitanza con potenti inibitori di CYP1A2 e CYP3A4 (vedere paragrafo 4.5).

I pazienti con un’accertata o sospetta storia di abuso di alcool o di assunzioni elevate recenti devono essere accuratamente esaminati prima della somministrazione di droperidolo.

In caso di ipertermia inspiegata è fondamentale sospendere il trattamento, perché questo segno può essere uno degli elementi della sindrome maligna riportata con i neurolettici.

Con i farmaci antipsicotici sono stati riferiti casi di tromboembolia venosa (TEV). Poiché i pazienti trattati con antipsicotici presentano spesso fattori di rischio acquisiti per la TEV, prima e durante il trattamento con droperidolo devono essere identificati tutti i possibili fattori di rischio per la TEV e devono essere prese misure preventive.

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per fiala da 1 mL, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

 

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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I medicinali noti per causare torsioni di punta tramite prolungamento dell’intervallo QT non devono essere somministrati in concomitanza con il droperidolo.

Esempi includono:

antiaritmici di Classe IA;

antiaritmici di Classe III;

antibiotici macrolidi;

antibiotici fluorochinoloni;

antistaminici;

certi farmaci antipsicotici;

agenti antimalarici;

cisapride, domperidone, metadone, pentamidina.

L’uso concomitante di prodotti medicinali che provocano sintomi extrapiramidali, per es. metoclopramide e altri neurolettici, può portare a un’aumentata incidenza di questi sintomi e deve essere pertanto evitato.

Il consumo di bevande alcoliche e farmaci deve essere evitato.

Si raccomanda cautela nell’uso concomitante

Per ridurre il rischio di prolungamento dell’intervallo QT, è necessaria cautela se i pazienti stanno assumendo prodotti medicinali che possono causare squilibrio elettrolitico (ipopotassiemia e/o ipomagnesiemia), per es. diuretici che causano perdita di potassio, lassativi e glucocorticoidi.

Il droperidolo può potenziare l’azione dei sedativi (barbiturici, benzodiazepine, sostanze derivate dalla morfina). Lo stesso si applica agli agenti antipertensivi, cosicché ne può derivare ipotensione ortostatica.

Droperidolo può potenziare la depressione respiratoria indotta da oppioidi.

Poiché il droperidolo blocca i recettori della dopamina, esso può inibire l’azione degli agonisti della dopamina, come bromocriptina, lisuride e L-dopa.

Le sostanze che inibiscono l’attività degli isoenzimi del citocromo P450 (CYP) CYP1A2, CYP3A4 o di entrambi, potrebbero ridurre la velocità di metabolizzazione del droperidolo e prolungarne l’azione farmacologica. Di conseguenza, si suggerisce cautela se il droperidolo è somministrato in concomitanza con gli inibitori del CYP1A2, del CYP3A4 o di entrambi.

 

04.6 Gravidanza e allattamento

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Gravidanza

Una quantità limitata di dati clinici non ha mostrato aumento del rischio di malformazioni.

Il droperidolo non si è dimostrato teratogeno nei ratti. Gli studi sugli animali sono insufficienti per evidenziare gli effetti sulla gravidanza, sullo sviluppo embrionale/fetale, sul parto e sullo sviluppo post-natale.

Nei bambini neonati da madri sottoposte a trattamento a lungo termine e con dosi elevate di neurolettici sono stati descritti disturbi neurologici temporanei di natura extrapiramidale.

Come misura precauzionale, è preferibile non somministrare il droperidolo durante la gravidanza. Nella gravidanza avanzata, se la sua somministrazione è necessaria, si consiglia di monitorare le funzioni neurologiche del neonato.

Allattamento

I neurolettici del gruppo dei butirrofenoni sono noti per essere escreti nel latte materno; il trattamento con droperidolo deve essere limitato a una singola somministrazione. La somministrazione ripetuta non è raccomandata.

Fertilità

In studi condotti in ratti maschi e femmine non si sono riscontrati effetti sulla fertilità (vedere paragrafo 5.3). L’effetto clinico di droperidolo sulla fertilità non è stato stabilito.

 

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Droperidolo compromette la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

I pazienti non devono guidare veicoli né utilizzare macchinari nelle 24 ore successive alla somministrazione di droperidolo.

 

04.8 Effetti indesiderati

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Gli eventi riportati più frequentemente durante l’esperienza clinica sono episodi di sonnolenza e sedazione. Si riferiscono anche casi meno frequenti di ipotensione, aritmie cardiache, sindrome neurolettica maligna (SNM) e sintomi associati al SNM. Si sono verificati, inoltre, disturbi del movimento, come discinesia, episodi di ansia o agitazione.

Classificazione per sistemi e organi Comune
≥1/100,
<1/10
Non comune
≥1/1 000,
<1/100
Raro
≥1/10 000,
<1/1 000
Molto raro
(<1/10 000)
Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati
disponibili)
Patologie del sistema emolinfopoietico Discrasia ematica
Disturbi del sistema immunitario Reazione anafilattica; Edema angioneurotico; Ipersensibilità
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Inappropriata secrezione di ormone antidiuretico
Disturbi psichiatrici Ansia; Irrequietezza/ Acatisia; Stato confusionale; Agitazione Disforia Allucinazioni
Patologie del sistema nervoso Sonnolenza Distonia; Crisi oculogira Disturbo extrapiramidale; Convulsioni; Tremore Crisi epilettiche; Malattia di Parkinson
Patologie cardiache Tachicardia; capogiro Aritmie cardiache, incluse aritmie ventricolari Arresto cardiaco, torsione di punta, intervallo QT prolungato all’elettrocardiogramma
Patologie vascolari Ipotensione Sincope
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Broncospasmo; Laringospasmo
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eruzione cutanea
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione Sindrome neurolettica maligna (SNM) Morte improvvisa

Sono stati occasionalmente riportati sintomi potenzialmente associati alla SNM, ossia alterazioni della temperatura corporea, rigidità e piressia. Sono stati osservati un’alterazione dello stato mentale con confusione o agitazione e uno stato di coscienza alterato. Lo squilibrio del sistema nervoso autonomo può manifestarsi sotto forma di tachicardia, pressione arteriosa instabile, iperidrosi /ipersecrezione salivare e tremore. In casi estremi la SNM può portare al coma o a problemi renali e/o epatobiliari.

Casi isolati di amenorrea, galattorrea, ginecomastia, iperprolattinemia, oligomenorrea e sindrome da astinenza neonatale sono stati associati a un’esposizione prolungata nelle indicazioni psichiatriche.

Con i medicinali antipsicotici sono stati riferiti casi di tromboembolia venosa, inclusi casi di embolia polmonare e casi di trombosi venosa profonda – con frequenza non nota.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

 

04.9 Sovradosaggio

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Sintomi

Il sovradosaggio da droperidolo si manifesta con un’estensione delle sue azioni farmacologiche.

I sintomi di un sovradosaggio accidentale sono indifferenza psichica con transizione al sonno, talvolta associata a pressione arteriosa ridotta.

A dosi più elevate, o in pazienti sensibili, possono insorgere disturbi extrapiramidali (salivazione, movimenti anormali, talvolta rigidità muscolare). Le convulsioni possono verificarsi a dosi tossiche.

Casi di prolungamento dell’intervallo QT, aritmie ventricolari e morte improvvisa sono stati riportati raramente.

Trattamento

Non è noto alcun antidoto specifico. Tuttavia, quando si verificano reazioni extrapiramidali, deve essere somministrato un anticolinergico.

I pazienti in sovradosaggio da droperidolo devono essere attentamente monitorati per rilevare segni di prolungamento dell’intervallo QT.

Devono essere presi in considerazione i fattori che predispongono a torsione di punta, per es. disturbi elettrolitici (specialmente ipopotassiemia o ipomagnesiemia) e bradicardia.

L’ipotensione pronunciata deve essere trattata aumentando il volume della circolazione e assumendo altre misure adeguate. Le vie respiratorie devono essere mantenute libere e si deve fornire un’adeguata ossigenazione; una cannula orofaringea o un tubo endotracheale potrebbero essere indicati.

Se necessario, il paziente deve essere posto sotto attenta osservazione per 24 ore o più a lungo; si devono mantenere il calore corporeo e un adeguato apporto di fluidi.

 

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: Psicolettici, Antipsicotici; Derivati del butirrofenone, Codice ATC: N05AD08.

Il droperidolo è un neurolettico butirrofenone. Il suo profilo farmacologico è caratterizzato principalmente da un effetto bloccante della dopamina e deboli effetti adrenolitici α1. Il droperidolo è privo di attività anticolinergica e antistaminica.

Meccanismo d’azione

L’azione inibitoria del droperidolo sui recettori dopaminergici nella zona chemorecettrice di innesco (CTZ) nell’area postrema gli conferisce un potente effetto antiemetico, specialmente utile per la prevenzione e il trattamento della nausea e del vomito post-operatori e/o nausea e vomito causati da analgesici oppioidi.

Effetti farmacodinamici

A una dose di 0,15 mg/kg, il droperidolo provoca una caduta della pressione arteriosa media (MBP), inizialmente dovuta a una riduzione della gittata cardiaca e successivamente causata da un decremento del precarico. Queste modificazioni avvengono indipendentemente da qualsiasi alterazione della contrattilità miocardica o della resistenza vascolare. Il droperidolo non influisce sulla contrattilità miocardica o sulla frequenza cardiaca; pertanto, non ha un effetto inotropo negativo. Il suo debole blocco adrenergico α1 può provocare una modesta ipotensione e una diminuita resistenza vascolare periferica e può ridurre la pressione arteriosa polmonare (in particolare se questa è anormalmente alta). Esso può anche ridurre l’incidenza dell’aritmia indotta da adrenalina, ma non impedisce altre forme di aritmia cardiaca.

Il droperidolo ha un effetto antiaritmico specifico a una dose di 0,2 mg/kg con un effetto sulla contrattilità miocardica (prolungamento del periodo refrattario) e una riduzione della pressione arteriosa.

Efficacia e sicurezza clinica

Due studi (uno controllato con placebo e uno comparativo controllato con un trattamento attivo) condotti in condizione di anestesia generale e concepiti per meglio individuare le alterazioni del QTc associate al trattamento di nausea e vomito post-operatori con piccole dosi di droperidolo (rispettivamente 0,625 e 1,25 mg endovenoso e 0,75 mg endovenoso) hanno accertato un prolungamento dell’intervallo QT dopo 3-6 minuti dalla somministrazione di 0,625 e 1,25 mg di droperidolo (rispettivamente 15 ± 40 e 22 ± 41 ms), ma queste alterazioni non differivano significativamente da quanto osservato con la soluzione fisiologica (12 ± 35 ms). Non ci sono state differenze statisticamente rilevanti tra il gruppo a cui è stato somministrato il droperidolo e quello a cui è stata somministrata la soluzione fisiologica circa il numero di pazienti con un prolungamento del tratto QTc maggiore di 10% rispetto al basale. Non vi è stata evidenza di un prolungamento dell’intervallo QTc causato dal droperidolo dopo l’intervento chirurgico.

Né le registrazioni elettrocardiografiche né le registrazioni a 12 derivazioni eseguite durante il periodo perioperatorio hanno evidenziato battiti cardiaci ectopici. Lo studio comparativo con trattamento attivo con 0,75 mg di droperidolo somministrato per via endovenosa ha individuato un significativo prolungamento dell’intervallo QTc (massimale di 17 ± 9 ms al secondo minuto dopo l’iniezione di droperidolo rispetto alla misurazione del QTc prima del trattamento), con l’intervallo QTc significativamente inferiore dopo il 90° minuto.

 

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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L’azione di una singola dose endovenosa comincia 2-3 minuti dopo la somministrazione. Gli effetti tranquillizzanti e sedativi tendono a persistere nell’arco di 2-4 ore, benché lo stato di vigilanza possa essere influenzato fino a 12 ore.

Distribuzione

Dopo la somministrazione endovenosa, le concentrazioni nel plasma diminuiscono rapidamente nei primi 15 minuti; questo è indipendente dal metabolismo. Il legame con le proteine plasmatiche ammonta all’85–90 %. Il volume di distribuzione è circa 1,5 L /kg.

Metabolismo

Il droperidolo è ampiamente metabolizzato nel fegato e subisce ossidazione, dealchilazione, demetilazione e idrossilazione da parte degli isoenzimi 1A2 e 3A4 del citocromo P450, e in misura minore dall’isoenzima 2C19. I metaboliti sono privi di attività neurolettica.

Eliminazione

L’eliminazione avviene principalmente attraverso il metabolismo; il 75% è escreto attraverso i reni. Solo l’1% della sostanza attiva è escreta invariata con le urine e l’11% con le feci. La clearance plasmatica è 0,8 (0,4–1,8) L/min. L’emivita di eliminazione (t½ß) è 134 ± 13 min.

Popolazione pediatrica

In uno studio su 12 bambini (di età compresa tra 3,5 e 12 anni), i valori riportati per il volume di distribuzione e per la clearance sono stati inferiori a quelli rilevati nella popolazione adulta (rispettivamente 0,58± 0,29 L/kg e 4,66± 2,28 mL/kg*min) e si riducono parallelamente. L’emivita di eliminazione (101,5±26,4 min) è stata simile a quella rilevata negli adulti.

 

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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I dati non clinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di tossicità a dosi ripetute, potenziale genotossico o cancerogeno e tossicità riproduttiva.

Gli studi elettrofisiologici in vitro e in vivo indicano un rischio complessivo che il droperidolo prolunghi l’intervallo QT nell’uomo.

Nell’uomo, la concentrazione plasmatica di picco del farmaco libero è di circa da 4 volte superiore a 25 volte inferiore rispetto alle concentrazioni di droperidolo che influiscono sugli endpoint esaminati nei diversi sistemi di test in vitro e in vivo usati per valutare l’impatto di questo farmaco sulla ripolarizzazione cardiaca. I livelli plasmatici diminuiscono di circa un ordine di grandezza nei primi venti minuti dopo la somministrazione.

 

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Mannitolo (E 421) Acido tartarico Sodio idrossido (per l’aggiustamento del pH) Acqua per preparazioni iniettabili

 

06.2 Incompatibilità

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Incompatibile con i barbiturici. Questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali ad eccezione di quelli menzionati nel paragrafo 6.6.

 

06.3 Periodo di validità

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3 anni.

Dopo diluizione,

La stabilità chimico-fisica in uso del droperidolo è stata dimostrata:

con soluzione di glucosio 50 mg/mL (5%) in sacche per infusione in PVC, in sacche per infusione senza PVC e in siringhe in polipropilene per 48 ore a 25 °C; con soluzione iniettabile di cloruro di sodio 9 mg/mL (0,9%) in sacche per infusione in PVC, in sacche per infusione senza PVC e in siringhe in polipropilene per 48 ore a 25 °C; con morfina in soluzione iniettabile di cloruro di sodio 9 mg/mL (0,9%) in siringhe in polipropilene per 14 giorni a 25 °C e da 2 a 8 °C.

Da un punto di vista microbiologico, il prodotto diluito deve essere utilizzato immediatamente. Se non è utilizzato immediatamente, il tempo e le condizioni di conservazione in uso prima dell’impiego sono responsabilità dell’utilizzatore e non devono normalmente superare le 24 ore a temperatura da 2 a 8°C, a meno che la diluizione non sia stata effettuata in condizioni asettiche controllate e convalidate.

 

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Indice

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

Per le condizioni di conservazione dopo la diluizione e la prima apertura del medicinale, vedere paragrafo 6.3.

 

06.5 Natura e contenuto della confezione

Indice

Fiala da 1 mL (vetro color ambra, tipo I); confezione da 10 fiale.

 

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Indice

La soluzione deve essere ispezionata visivamente prima della somministrazione. Si devono utilizzare solo soluzioni chiare e incolori prive di particelle visibili visibili.

Per l’uso in PCA: Aspirare il droperidolo e la morfina in una siringa e portare a volume con una soluzione iniettabile di sodio cloruro 9 mg/mL (0,9%).

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

 

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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LABORATOIRE AGUETTANT 1, rue Alexander Fleming 69007 LIONE FRANCIA

 

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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AIC n. 051627014

 

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Data della prima autorizzazione:

 

10.0 Data di revisione del testo

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Documento messo a disposizione da A.I.FA. in data:

 


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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