Erlotinib Mylan: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Carcinoma Polmonare Non a Piccole Cellule (Non-Small Cell Lung Cancer, NSCLC): Erlotinib Mylan è indicato nel trattamento di prima linea dei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule ...

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Erlotinib Mylan

Erlotinib Mylan

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Erlotinib Mylan: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: A.I.FA.)

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Erlotinib Mylan

Indice della Scheda

01.0 Denominazione del medicinale

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Erlotinib Mylan 100 mg compresse rivestite con film Erlotinib Mylan 150 mg compresse rivestite con film

 

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Erlotinib Mylan 100 mg compresse rivestite con film

Ogni compressa rivestita con film contiene 100 mg di erlotinib (come erlotinib cloridrato).

Erlotinib Mylan 150 mg compresse rivestite con film

Ogni compressa rivestita con film contiene 150 mg di erlotinib (come erlotinib cloridrato).

Eccipiente (i) con effetto noto:

Erlotinib Mylan 100 mg compresse rivestite con film

Ogni compressa rivestita con film contiene 95,93 mg di lattosio monoidrato.

Erlotinib Mylan 150 mg compresse rivestite con film

Ogni compressa rivestita con film contiene 143,90 mg di lattosio monoidrato. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

 

03.0 Forma farmaceutica

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Compressa rivestita con film.

Erlotinib Mylan 100 mg compresse rivestite con film

Compressa rivestita con film, di colore da bianco a giallastro, rotonda biconvessa, con impresso “100” su un lato e con un diametro approssimativamente di 8,9 mm.

Erlotinib Mylan 150 mg compresse rivestite con film

Compressa rivestita con film, di colore da bianco a giallastro, rotonda biconvessa, con impresso “150” su un lato e con un diametro approssimativamente di 10,5 mm.

 

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Carcinoma Polmonare Non a Piccole Cellule (Non-Small Cell Lung Cancer, NSCLC): Erlotinib Mylan è indicato nel trattamento di prima linea dei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) localmente avanzato o metastatico con mutazioni attivanti del recettore del fattore di crescita dell’epidermide (Epidermal Growth Factor Receptor, EGFR).

Erlotinib Mylan è indicato anche come trattamento di mantenimento (switch maintenance) in pazienti con NSCLC localmente avanzato o metastatico con mutazioni attivanti dell’EGFR e malattia stabile dopo una prima linea di chemioterapia.

Erlotinib Mylan è indicato anche nel trattamento di pazienti affetti da NSCLC localmente avanzato o metastatico, dopo fallimento di almeno un precedente regime chemioterapico. Nei pazienti con tumori senza mutazioni attivanti dell’EGFR, Erlotinib Mylan è indicato quando altre opzioni di trattamento non sono considerate idonee.

Nel prescrivere Erlotinib Mylan, devono essere tenuti in considerazione i fattori associati ad un aumento della sopravvivenza.

Il trattamento non ha dimostrato vantaggi in termini di sopravvivenza o altri effetti clinicamente rilevanti in pazienti con tumori EGFR-IHC negativi (vedere paragrafo 5.1).

Carcinoma pancreatico

Erlotinib Mylan in associazione con la gemcitabina è indicato nel trattamento di pazienti affetti da carcinoma pancreatico metastatico.

Nel prescrivere Erlotinib Mylan, devono essere tenuti in considerazione i fattori associati ad un aumento della sopravvivenza (vedere paragrafi 4.2 e 5.1).

Non è stato dimostrato alcun vantaggio in termini di sopravvivenza per i pazienti con malattia localmente avanzata.

 

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Il trattamento con Erlotinib Mylan deve essere effettuato sotto la supervisione di un medico esperto nell’impiego di terapie antineoplastiche.

Posologia

Pazienti con carcinoma Polmonare Non a Piccole Cellule

Il test della mutazione EGFR deve essere effettuato in conformità con le indicazioni approvate (vedere paragrafo 4.1).

La dose giornaliera raccomandata di Erlotinib Mylan è di 150 mg da assumere almeno un’ora prima o due ore dopo l’assunzione di cibo.

Pazienti con carcinoma pancreatico:

La dose giornaliera raccomandata di Erlotinib Mylan è di 100 mg da assumere almeno un’ora prima o due ore dopo l’assunzione di cibo, in associazione con gemcitabina (vedere il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto della gemcitabina nell’indicazione del carcinoma pancreatico).

In pazienti in cui non si sviluppa un’eruzione cutanea nelle prime 4-8 settimane di terapia deve essere rivalutato se continuare il trattamento con Erlotinib Mylan (vedere paragrafo 5.1).

Qualora fosse necessario modificare la dose, deve essere ridotta di 50 mg per volta (vedere paragrafo 4.4).

Se Erlotinib Mylan non è disponibile nei dosaggi di cui necessita, deve prendere altri medicinali disponibili sul mercato.

L’uso concomitante di substrati e modulatori del CYP3A4 può rendere necessaria una modifica della posologia (vedere paragrafo 4.5).

Pazienti con insufficienza epatica

L’eliminazione di erlotinib avviene attraverso il metabolismo epatico e l’escrezione biliare. Sebbene l’esposizione a erlotinib sia risultata simile in pazienti con moderata compromissione della funzione epatica (punteggio di Child-Pugh di 7-9) e in pazienti con funzione epatica adeguata, si deve procedere con cautela nel somministrare Erlotinib Mylan a pazienti con compromissione epatica. Se si verificano reazioni avverse gravi, si deve considerare una riduzione del dosaggio o l’interruzione del trattamento con Erlotinib Mylan. La sicurezza e l’efficacia di erlotinib non sono state studiate in pazienti con disfunzione epatica grave (AST/SGOT e ALT/SGPT > 5 x ULN). Non è raccomandato l’impiego di Erlotinib Mylan in pazienti affetti da grave disfunzione epatica (vedere paragrafo 5.2).

Pazienti con danno renale

La sicurezza e l’efficacia di erlotinib non sono state studiate in pazienti con danno renale (creatininemia >1,5 volte il limite superiore del valore normale). Sulla base dei dati di farmacocinetica, nei pazienti con danno renale lieve o moderata non è necessario modificare la posologia (vedere paragrafo 5.2). Non è raccomandato l’impiego di Erlotinib Mylan in pazienti affetti da grave danno renale.

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di erlotinib nelle indicazioni approvate non sono state stabilite in pazienti di età inferiore a 18 anni. Non è raccomandato l’impiego di Erlotinib Mylan in pazienti pediatrici.

Fumatori

È stato dimostrato che il fumo di sigaretta riduce l’esposizione a erlotinib del 50-60 %. La dose massima tollerata di Erlotinib Mylan nei pazienti con NSCLC che fumano sigarette è risultata pari a 300 mg. Nei pazienti che continuano a fumare sigarette, la dose da 300 mg non ha evidenziato alcun miglioramento dell’efficacia nel trattamento di seconda linea dopo fallimento della chemioterapia rispetto alla dose raccomandata da 150 mg. I dati sulla sicurezza sono risultati comparabili tra le dosi da 300 mg e 150 mg; tuttavia, vi è stato un aumento numerico dell’incidenza di eruzione cutanea, malattia polmonare interstiziale e diarrea, nei pazienti che hanno ricevuto la dose più alta di erlotinib. Ai fumatori attuali si deve raccomandare di smettere di fumare (vedere paragrafi 4.4, 4.5, 5.1 e 5.2).

Modo di somministrazione Per uso orale.

 

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità a erlotinib o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati nel paragrafo 6.1.

 

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Valutazione dello stato di mutazione dell’EGFR

Nel prendere in considerazione l’utilizzo di Erlotinib Mylan come trattamento di prima linea o di mantenimento per il NSCLC localmente avanzato o metastatico, è importante stabilire lo stato di mutazione dell’EGFR del paziente.

Nell’ambito della pratica clinica locale occorre eseguire un test convalidato, solido, affidabile e sensibile con una soglia di positività pre-specificata e con utilità dimostrata per la determinazione dello stato di mutazione dell’EGFR, da effettuare sul DNA tumorale ricavato da un campione di tessuto oppure sul DNA libero circolante (cfDNA) ottenuto da un campione di sangue (plasma).

Se viene utilizzato un test del cfDNA basato sul plasma e l’esito risulta negativo per mutazioni attivanti, è necessario svolgere il prima possibile un’analisi sul campione di tessuto, in quanto con i test basati sul plasma sussiste la possibilità di ottenere risultati falsi negativi.

Fumatori

Ai fumatori si deve raccomandare di smettere di fumare, perché le concentrazioni plasmatiche di erlotinib sono ridotte nei fumatori rispetto a quelle dei non fumatori. Il grado di riduzione potrebbe essere clinicamente significativo (vedere paragrafo 4.2, 4.5, 5.1 e 5.2).

Interstiziopatia polmonare (ILD)

Non comunemente, sono stati segnalati casi di eventi interstiziopatia polmonare (ILD)- simili, anche fatali, nei pazienti che assumevano erlotinib per il trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), del carcinoma pancreatico o di altri tumori solidi in fase avanzata. Nello studio registrativo BR.21 nel NSCLC, l’incidenza della ILD (0,8 %) è risultata identica nel gruppo placebo e nel gruppo erlotinib. In una meta-analisi di studi clinici controllati randomizzati per il trattamento del NSCLC (esclusi gli studi di fase I e di fase II a singolo braccio per mancanza di gruppi di controllo) l’incidenza degli eventi ILD-simili è stata dello 0,9% con erlotinib rispetto allo 0,4% nei pazienti nei bracci di controllo. Nello studio sul carcinoma pancreatico in associazione con la gemcitabina, l’incidenza degli eventi ILD-simili è stata del 2,5 % nel gruppo trattato con erlotinib e gemcitabina rispetto allo 0,4 % nel gruppo trattato con placebo e gemcitabina. Tra le diagnosi riportate nei pazienti sospettati di avere eventi ILD-simili sono comparse la polmonite, la polmonite da radiazioni, la polmonite da ipersensibilità, la polmonite interstiziale, l’interstiziopatia polmonare, la bronchiolite obliterante, la fibrosi polmonare, la sindrome da stress respiratorio acuto, l’alveolite e l’infiltrazione polmonare. I sintomi sono comparsi da pochi giorni a diversi mesi dopo l’inizio della terapia con erlotinib. Frequente è risultata la presenza di fattori di confondimento o concorrenti, quali la chemioterapia concomitante o precedente, la precedente radioterapia, la preesistente pneumopatia parenchimale, le metastasi o le infezioni polmonari. Una più alta incidenza di ILD (il 5% circa con un tasso di mortalità dell’1,5%) è stata osservata tra i pazienti Giapponesi.

Nei pazienti che hanno insorgenza acuta di sintomi polmonari inspiegati nuovi e/o progressivi, quali dispnea, tosse e febbre, la somministrazione di erlotinib deve essere interrotta in attesa della valutazione diagnostica. Pazienti trattati contemporaneamente con erlotinib e gemcitabina devono essere monitorati attentamente per la possibilità di sviluppare tossicità ILD-simile. In caso di diagnosi di ILD, occorre sospendere erlotinib e intraprendere un trattamento adeguato secondo necessità (vedere paragrafo 4.8).

Diarrea, disidratazione, sbilanciamento degli elettroliti ed insufficienza renale

Nel 50 % circa dei pazienti trattati con erlotinib si è manifestata diarrea (inclusi casi molto rari ad esito fatale); la diarrea di intensità moderata o grave deve essere trattata, ad esempio con loperamide. In alcuni casi può essere necessario ridurre la dose. Negli studi clinici le dosi sono state ridotte di 50 mg per volta. Le riduzioni di dose di 25 mg per volta non sono state studiate. In caso di diarrea grave o persistente, nausea, anoressia o vomito associato a disidratazione, la somministrazione di erlotinib deve essere interrotta e devono essere adottate misure adeguate al trattamento della disidratazione (vedere paragrafo 4.8). Sono stati riportati rari casi di ipopotassemia ed insufficienza renale (inclusi casi ad esito fatale). Alcuni casi erano secondari ad una disidratazione severa causata da diarrea, vomito e/o anoressia, mentre altri erano dovuti alla chemioterapia concomitante. Nei casi di diarrea più grave o persistente, o che porti a disidratazione, particolarmente nei gruppi di pazienti con fattori di rischio aggravanti (in particolare in concomitanza con un trattamento chemioterapico e altri farmaci, sintomi o patologie o altre condizioni predisponenti, inclusa l’età avanzata) la somministrazione di erlotinib deve essere interrotta e devono essere adottate misure adeguate per la reidratazione intensiva del paziente per via endovenosa. Inoltre, la funzione renale e gli elettroliti sierici, incluso il potassio, devono essere monitorati nei pazienti a rischio di disidratazione.

Epatotossicità

Sono stati riportati gravi casi di danno epatico indotto da farmaci (Drug Induced Liver Injury -DILI) tra cui epatite, epatite acuta ed insufficienza epatica (inclusi casi fatali) in corso di trattamento con erlotinib. Una patologia epatica preesistente o la co-somministrazione di farmaci epatotossici possono essere considerati fattori di rischio. Si raccomanda di effettuare esami periodici della funzionalità epatica durante il trattamento con erlotinib. La frequenza di monitoraggio della funzionalità epatica deve essere aumentata in pazienti con compromissione epatica preesistente od ostruzione biliare. Nei pazienti che riferiscono sintomi che possono indicare lesioni epatiche devono essere eseguiti una valutazione clinica immediata ed esami di funzionalità epatica. La somministrazione di erlotinib deve essere interrotta se le alterazioni della funzionalità epatica sono severe (vedere paragrafo 4.8). L’uso di Erlotinib Mylan non è raccomandato in pazienti con grave disfunzione epatica.

Perforazione gastrointestinale

Nei pazienti che assumono Erlotinib Mylan aumenta il rischio di sviluppare una perforazione gastrointestinale, evento osservato con frequenza non comune (inclusi alcuni casi ad esito fatale). Il rischio è più elevato nei pazienti che assumono in concomitanza agenti antiangiogenici, corticosteroidi, FANS, e/o chemioterapia a base di taxani, o con precedenti anamnestici di ulcera peptica o malattia diverticolare. Il trattamento con Erlotinib Mylan deve essere definitivamente interrotto nei pazienti che sviluppano una perforazione gastrointestinale (vedere paragrafo 4.8).

Disturbi cutanei di tipo bolloso, esfoliativo

Sono stati riportati disturbi cutanei di tipo bolloso, vescicolare ed esfoliativo, compresi casi molto rari indicativi della sindrome di Stevens-Johnson/necrolisi epidermica tossica, che in alcuni casi sono stati fatali (vedere paragrafo 4.8). Il trattamento con Erlotinib Mylan deve essere interrotto o sospeso se il paziente sviluppa gravi disturbi di tipo bolloso, vescicolare o esfoliativo. I pazienti con alterazioni cutanee di tipo bolloso ed esfoliativo devono essere valutati per la presenza di infezioni cutanee e trattati in accordo alle linee guida locali.

Patologie oculari

I pazienti che presentano segni o sintomi suggestivi di cheratite come un’infiammazione acuta degli occhi o un peggioramento della stessa, lacrimazione, fotofobia, vista offuscata, dolore all’occhio e/o occhio rosso, devono essere riferiti prontamente ad uno specialista in oftalmologia. Se viene confermata una diagnosi di cheratite ulcerativa, il trattamento con Erlotinib Mylan deve essere interrotto o sospeso. Se viene diagnosticata una cheratite, dovranno essere considerati attentamente i benefici ed i rischi di continuare il trattamento. Erlotinib Mylan deve essere utilizzato con cautela in pazienti con una storia di cheratite, cheratite ulcerativa o grave occhio secco. L’utilizzo di lenti a contatto è anch’esso un fattore di rischio per cheratite ed ulcerazione. Sono stati riportati casi molto rari di perforazione o ulcerazione della cornea durante l’uso di erlotinib. (vedere paragrafo 4.8).

 

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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I potenti induttori del CYP3A4 possono ridurre l’efficacia di erlotinib mentre i potenti inibitori del CYP3A4 possono portare ad un aumento della tossicità. Il trattamento concomitante con questo tipo di sostanze deve essere evitato (vedere paragrafo 4.5).

Altre forme d’interazione

Erlotinib è caratterizzato da una diminuzione di solubilità a valori di pH superiori a 5. Medicinali che alterano il pH del tratto gastro-intestinale (GI) superiore, come gli inibitori della pompa protonica, gli antagonisti H2 e gli antiacidi, possono alterare la solubilità di erlotinib e quindi la sua biodisponibilità. Aumentare la dose di Erlotinib Mylan, quando somministrato in concomitanza con questi medicinali, potrebbe non compensare la riduzione di esposizione. L’associazione di erlotinib con inibitori della pompa protonica deve essere evitata. Gli effetti della somministrazione concomitante di erlotinib con antagonisti H2 ed antiacidi non sono noti, tuttavia, è probabile che vi sia una ridotta biodisponibilità. Pertanto, deve essere evitata la somministrazione concomitante di queste associazioni (vedere paragrafo 4.5). Se si considera necessario l’uso di antiacidi in corso di terapia con Erlotinib Mylan, questi devono essere assunti almeno 4 ore prima o 2 ore dopo la somministrazione giornaliera della dose di Erlotinib Mylan.

Eccipienti con effetto noto

Le compresse contengono lattosio.

I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (meno di 23 mg) di sodio per compressa, cioè Erlotinib Mylan è essenzialmente “senza sodio”.

Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Sono stati effettuati studi di interazione solo negli adulti.

Erlotinib ed altri substrati del CYP

Erlotinib è un potente inibitore del CYP1A1 e un moderato inibitore del CYP3A4 e del CYP2C8, nonché un forte inibitore della glucuronazione in vitro da parte dell’UGT1A1.

A causa dell’espressione molto ridotta del CYP1A1 nei tessuti umani, non è nota la rilevanza fisiologica della forte inibizione del CYP1A1.

Quando erlotinib è stato somministrato in associazione con ciprofloxacina, un moderato inibitore del CYP1A2, l’esposizione a erlotinib [AUC] è aumentata significativamente del 39 %, mentre non è stata osservata alcuna variazione statisticamente significativa a livello della Cmax. In modo analogo l’esposizione al metabolita attivo è aumentata del 60 % e del 48 % circa per l’AUC e la Cmax, rispettivamente. La rilevanza clinica di questo incremento non è stata determinata. Si deve procedere con cautela nel somministrare ciprofloxacina o potenti inibitori del CYP1A2 (ad es. fluvoxamina) in associazione con erlotinib. In caso si osservino reazioni avverse correlate ad erlotinib, si può ridurre il dosaggio di erlotinib.

Il pre-trattamento o la co-somministrazione di Erlotinib Mylan non hanno modificato la clearance dei substrati prototipici del CYP3A4, quali midazolam ed eritromicina, ma sembravano ridurre la biodisponibilità orale di midazolam fino al 24 %. In un altro studio clinico, erlotinib non ha modificato la farmacocinetica del substrato del CYP3A4/2C8 paclitaxel somministrato in concomitanza. Pertanto, sono improbabili significative interazioni con la clearance di altri substrati del CYP3A4.

L’inibizione della glucuronazione può provocare interazioni con i medicinali che sono substrati dell’UGT1A1 e la cui clearance avviene esclusivamente attraverso questa via. I pazienti con ridotti livelli di espressione dell’UGT1A1 o con alterazioni genetiche della glucuronazione (ad esempio la malattia di Gilbert) possono presentare un aumento delle concentrazioni sieriche di bilirubina e devono essere trattati con cautela.

Nell’uomo erlotinib viene metabolizzato nel fegato dai citocromi epatici, soprattutto dal CYP3A4 e in misura minore dal CYP1A2. Anche il metabolismo extraepatico, mediato dal CYP3A4 nell’intestino, dal CYP1A1 nel polmone e dal CYP1B1 nel tessuto tumorale, fornisce un potenziale contributo alla clearance metabolica di erlotinib. Sono possibili interazioni con i principi attivi che vengono metabolizzati da questi enzimi o che su di essi agiscono da inibitori o da induttori.

I potenti inibitori dell’attività del CYP3A4 riducono il metabolismo di erlotinib e fanno aumentare le concentrazioni plasmatiche di erlotinib. In uno studio clinico, l’uso concomitante di erlotinib e ketoconazolo (200 mg orali due volte al giorno per 5 giorni), un potente inibitore del CYP3A4, ha determinato un aumento dell’esposizione a erlotinib (86 % dell’AUC e 69 % della Cmax). Perciò si deve procedere con cautela nel somministrare erlotinib in associazione a un potente inibitore del CYP3A4, come gli antifungini azolici (ad esempio ketoconazolo, itraconazolo, voriconazolo), gli inibitori della proteasi, l’eritromicina o la claritromicina. Se necessario, occorre ridurre la dose di erlotinib, soprattutto in presenza di tossicità.

I potenti induttori dell’attività del CYP3A4 aumentano il metabolismo di erlotinib e riducono significativamente le concentrazioni plasmatiche di erlotinib. In uno studio clinico, l’uso concomitante di erlotinib e rifampicina (600 mg/die orali per 7 giorni), un potente induttore del CYP3A4, ha determinato una riduzione del 69 % della mediana dell’AUC di erlotinib. La co-somministrazione di rifampicina e di una singola dose di Erlotinib Mylan da 450 mg ha determinato un’esposizione media di erlotinib (AUC) pari al 57,5 % rispetto a quella ottenibile dopo somministrazione di una dose singola di 150 mg di Erlotinib Mylan, in assenza del trattamento con rifampicina. Deve essere pertanto evitata la co- somministrazione di Erlotinib Mylan con induttori del CYP3A4. Per i pazienti che necessitano un trattamento concomitante con Erlotinib Mylan ed un potente induttore del CYP3A4, come la rifampicina, deve essere considerato un aumento della dose a 300 mg, mentre la loro sicurezza (che includa la funzionalità renale ed epatica e gli elettroliti sierici) è strettamente monitorata e, se ben tollerato per più di 2 settimane, potrebbe essere preso in considerazione un ulteriore aumento della dose a 450 mg con un monitoraggio rigoroso della sicurezza. Una riduzione dell’esposizione può verificarsi anche con altri induttori come la fenitoina, la carbamazepina, i barbiturici o l’erba di San Giovanni (Hypericum perforatum). Si deve procedere con cautela quando questi principi attivi sono associati a erlotinib. Quando possibile, devono essere presi in considerazione trattamenti alternativi privi di una potente attività induttiva sul CYP3A4.

Erlotinib ed anticoagulanti derivati cumarinici

In pazienti che hanno ricevuto Erlotinib Mylan sono stati riportati casi di interazione con anticoagulanti derivati cumarinici, incluso il warfarin, che hanno determinato un incremento dell’INR (Rapporto Normalizzato Internazionale) e di eventi emorragici, che in alcuni casi sono stati fatali. I pazienti che assumono anticoagulanti derivati cumarinici devono essere monitorati regolarmente in termini di qualsiasi modificazione del tempo di protrombina o dell’INR.

Erlotinib e statine

La combinazione di Erlotinib Mylan e di una statina può aumentare il rischio di una miopatia indotta da statina, inclusa la rabdomiolisi, che è stata osservata raramente.

Erlotinib e fumatori

I risultati di uno studio di interazione farmacocinetica hanno evidenziato, dopo somministrazione di Erlotinib Mylan, una riduzione significativa di 2,8; 1,5 e 9 volte rispettivamente dell’AUCinf, della Cmax e della concentrazione plasmatica a 24 ore nei fumatori, rispetto ai non fumatori. Pertanto, i pazienti che ancora fumano devono essere incoraggiati a smettere di fumare il prima possibile, prima dell’inizio della terapia con Erlotinib Mylan, altrimenti le concentrazioni plasmatiche di erlotinib vengono ridotte. Sulla base dei dati dello studio CURRENTS, non è stata osservata alcuna evidenza a dimostrazione del beneficio di una dose maggiore di erlotinib di 300 mg rispetto alla dose raccomandata di 150 mg nei fumatori attivi. I dati sulla sicurezza sono risultati comparabili tra le dosi da 300 mg e 150 mg; tuttavia, vi è stato un aumento numerico dell’incidenza di rash, malattia polmonare interstiziale e diarrea, nei pazienti che hanno ricevuto la dose più elevata di erlotinib (vedere paragrafi 4.2, 4.4, 5.1 e 5.2).

Erlotinib ed inibitori della glicoproteina P

Erlotinib è un substrato della glicoproteina P, trasportatore del principio attivo. La co- somministrazione di inibitori della glicoproteina P, ad esempio ciclosporina e verapamil, potrebbe portare a una alterata distribuzione e/o alterata eliminazione di erlotinib. Le conseguenze di tale interazione, ad esempio la tossicità a carico del SNC, non sono state accertate. Si deve procedere con cautela in tali situazioni.

Erlotinib ed i medicinali che alterano il pH

Erlotinib è caratterizzato da una diminuzione di solubilità a valori di pH superiori a 5. I medicinali che alterano il pH del tratto gastro-intestinale (GI) superiore possono alterare la solubilità di erlotinib e di conseguenza la sua biodisponibilità. La co-somministrazione di erlotinib con omeprazolo, un inibitore di pompa protonica (PPI), ha diminuito l’esposizione a erlotinib [AUC] e la concentrazione massima [Cmax] rispettivamente del 46 % e del 61 %. Non è stato rilevato alcun cambiamento del Tmax o dell’emivita. La somministrazione concomitante di Erlotinib Mylan con 300 mg di ranitidina, un antagonista del recettore H2, ha ridotto l’esposizione a erlotinib [AUC] e le concentrazioni massime [Cmax] rispettivamente del 33 % e del 54 %. Aumentare la dose di Erlotinib Mylan, quando somministrato in concomitanza con questi farmaci, potrebbe non compensare la riduzione di esposizione. Tuttavia, somministrando Erlotinib Mylan in modo sfalsato, 2 ore prima o 10 ore dopo 150 mg di ranitidina b.i.d, l’esposizione a erlotinib [AUC] e le concentrazioni massime [Cmax] si sono ridotte solo del 15 % e del 17 %, rispettivamente. L’effetto degli antiacidi sull’assorbimento di erlotinib non è stato indagato ma l’assorbimento potrebbe essere alterato, determinando livelli plasmatici inferiori. Riassumendo, l’associazione di erlotinib con inibitori della pompa protonica deve essere evitata. Se si considera necessario l’uso di antiacidi in corso di terapia con Erlotinib Mylan, questi devono essere assunti almeno 4 ore prima o 2 ore dopo la somministrazione giornaliera della dose di Erlotinib Mylan. Se si prende in considerazione l’impiego della ranitidina, si devono somministrare i due farmaci in modo sfalsato: Erlotinib Mylan deve essere assunto almeno 2 ore prima o 10 ore dopo la somministrazione di ranitidina.

Erlotinib e Gemcitabina

In uno studio di fase Ib, non sono stati osservati effetti significativi della gemcitabina sulla farmacocinetica di erlotinib, né effetti significativi di erlotinib sulla farmacocinetica della gemcitabina.

Erlotinib e Carboplatino/Paclitaxel

Erlotinib aumenta le concentrazioni del platino. In uno studio clinico l’uso concomitante di erlotinib con carboplatino e paclitaxel ha determinato un aumento dell’AUC0-48 del platino totale del 10,6 %. Anche se questo incremento è statisticamente significativo, l’entità di questa differenza non è considerata clinicamente rilevante. Nella pratica clinica potrebbero esserci altri co-fattori che determinano un aumento dell’esposizione al carboplatino, come l’insufficienza renale. Non sono stati osservati effetti significativi di carboplatino o paclitaxel sulla farmacocinetica di erlotinib.

Erlotinib e Capecitabina

La capecitabina può aumentare le concentrazioni di erlotinib. Quando erlotinib è stato somministrato in associazione a capecitabina è stato rilevato un aumento statisticamente significativo dell’AUC di erlotinib ed un aumento poco rilevante della Cmax se confrontati con i valori osservati in un altro studio nel quale erlotinib era stato somministrato da solo. Non vi sono stati effetti significativi di erlotinib sulla farmacocinetica di capecitabina.

Erlotinib e gli inibitori del proteasoma

In relazione al meccanismo d’azione, gli inibitori del proteasoma incluso bortezomib potrebbero influenzare l’attività di inibitori di EGFR incluso erlotinib. Quest’influenza è supportata da una limitata disponibilità di dati clinici e preclinici che evidenziano la degradazione di EGFR attraverso il proteasoma.

 

04.6 Gravidanza e allattamento

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Gravidanza

Non ci sono dati adeguati riguardo all’uso di erlotinib nelle donne in gravidanza. Gli studi effettuati su animali non hanno evidenziato teratogenicità o anomalie del parto. Tuttavia, un effetto negativo sulla gravidanza non può essere escluso in quanto studi su ratti e conigli hanno mostrato una letalità embrio/fetale aumentata, (vedere paragrafo 5.3). Il rischio potenziale per gli esseri umani non è noto.

Donne in età fertile

Si deve raccomandare alle donne in età fertile di evitare la gravidanza durante il trattamento con Erlotinib Mylan. Durante il trattamento e per almeno 2 settimane dopo la fine del trattamento si devono usare metodi contraccettivi adeguati. Nelle donne in gravidanza il trattamento va proseguito solo nei casi in cui il potenziale beneficio per la madre superi il rischio per il feto.

Allattamento

Non è noto se erlotinib venga escreto nel latte umano. Non è stato condotto alcuno studio volto a valutare l’impatto di Erlotinib Mylan sulla produzione di latte o sulla presenza del medicinale nel latte materno. Poiché il danno potenziale per il neonato non è noto, si deve raccomandare alle madri di non allattare al seno durante il trattamento con Erlotinib Mylan e per almeno 2 settimane dopo l’ultima dose.

Fertilità

Gli studi effettuati su animali non hanno evidenziato una compromissione della fertilità. Tuttavia, un effetto negativo sulla fertilità non può essere escluso in quanto studi su animali hanno mostrato effetti sui parametri riproduttivi (vedere paragrafo 5.3). Il rischio potenziale per gli esseri umani non è noto.

 

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari; tuttavia erlotinib non è associato a una compromissione delle capacità mentali.

 

04.8 Effetti indesiderati

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Riassunto del profilo di sicurezza

La valutazione della sicurezza di erlotinib si basa sui dati relativi a oltre 1500 pazienti trattati con almeno una dose di erlotinib da 150 mg in monoterapia e a più di 300 pazienti trattati con 100 o 150 mg di erlotinib in associazione a gemcitabina.

Carcinoma polmonare non a piccole cellule (erlotinib somministrato in monoterapia):

Trattamento di prima linea di pazienti con mutazioni dell’EGFR

In uno studio di fase III randomizzato e in aperto (ML20650), condotto su 154 pazienti, la sicurezza di erlotinib per il trattamento di prima linea di pazienti affetti da NSCLC con mutazioni attivanti dell’EGFR è stata valutata in 75 pazienti.

Le reazioni avverse al farmaco (ADR) più frequenti osservate nei pazienti trattati con erlotinib nello studio ML20650 sono state rash e diarrea, perlopiù di intensità di grado 1/2 e gestibili senza interventi. Informazioni complete sul grado e sull’incidenza di rash cutanei e diarrea per tutti gli studi clinici sono disponibili alla sezione “Descrizione di reazioni avverse selezionate”.

Trattamento di mantenimento

In altri due studi di fase III randomizzati, in doppio cieco, controllati con placebo BO18192 (SATURN) e BO25460 (IUNO); erlotinib è stato somministrato come terapia di mantenimento dopo una prima linea chemioterapica. Questi studi sono stati condotti su un totale di 1532 pazienti con NSCLC avanzato, recidivante o metastatico dopo chemioterapia standard di prima linea a base di platino.

Le reazioni avverse osservate più di frequente in pazienti trattati con erlotinib negli studi BO18192 e BO25460 sono state rash e diarrea.

Trattamento di seconda linea e linee successive

In uno studio randomizzato in doppio cieco (BR.21; erlotinib somministrato come terapia di seconda linea), le reazioni avverse al farmaco segnalate più comunemente sono state rash e diarrea, nella maggior parte dei casi di intensità pari al grado 1/2 e gestibili senza alcun intervento. Il tempo mediano di comparsa del rash è stato di 8 giorni e quello di comparsa della diarrea di 12 giorni.

Carcinoma pancreatico (erlotinib somministrato in concomitanza con gemcitabina)

Le reazioni avverse più comuni nello studio registrativo PA.3 nei pazienti affetti da carcinoma pancreatico trattati con erlotinib 100 mg più gemcitabina sono state affaticamento, rash e diarrea. Il tempo mediano alla comparsa di rash e diarrea è stato rispettivamente di 10 e 15 giorni.

Tabella riassuntiva delle reazioni avverse

L’incidenza delle reazioni avverse al farmaco (ADR) segnalate con erlotinib in monoterapia o in associazione alla chemioterapia nelle sperimentazioni cliniche è sintetizzata nella Tabella 1. Le reazioni avverse al farmaco sono riportate secondo la classificazione per sistemi e organi di MedDRA. La categoria di frequenza corrispondente di ogni reazione avversa al farmaco si basa sulla seguente convenzione: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1 000, <1/100), raro (≥1/10 000, <1/1 000), molto raro (<1/10 000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

All’interno di ogni gruppo di frequenza le reazioni avverse sono presentate in ordine decrescente di gravità.

Tabella 1: Riassunto delle reazioni avverse osservate in sperimentazioni cliniche e nei setting post- marketing per categoria di frequenza:

Infezioni ed infestazioni
Molto comune infezione*
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Molto comune anoressia, diminuzione di peso
Disturbi psichiatrici
Molto comune depressione
Patologie del sistema nervoso
Molto comune neuropatia, mal di testa
Patologie dell’occhio
Molto comune cheratocongiuntivite secca
Comune cheratite, congiuntivite
Non comune alterazioni delle ciglia*
Molto raro Perforazioni della cornea, ulcerazioni corneali, uveite
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Molto comune dispnea, tosse
Comune epistassi
Non comune malattia polmonare interstiziale*
Patologie gastrointestinali
Molto comune diarrea*, nausea, vomito, stomatite, dolore addominale, dispepsia, flatulenza
Comune sanguinamento gastrointestinale*
Non comune perforazioni gastrointestinali*
Raro pneumatosi intestinale
Patologie epatobiliari
Molto comune alterazioni del test di funzionalità epatica*
Rare insufficienza epatica*, epatite
Non noti (la frequenza non può
essere definita sulla base dei dati
epatite acuta
disponibili)
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Molto comune rash*, prurito
Comune alopecia, pelle secca, paronichia, follicolite, acne/dermatite acneiforme, screpolature della pelle
Non comune irsutismo, alterazione delle sopracciglia, unghie fragili e che si staccano, reazioni cutanee lievi come iperpigmentazione
Raro sindrome da eritrodisestesia palmo-plantare
Molto raro sindrome di Stevens-Johnson /necrolisi epidermide tossica*
Patologie renali ed urinarie
Comune insufficienza renale
Non comune nefrite, proteinuria
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto comune affaticamento, piressia, brividi febbrili

*per maggiori dettagli vedere la sezione sotto “Descrizione di reazioni avverse selezionate” Descrizione delle reazioni avverse selezionate

Rash

I rash includono la dermatite acneiforme. In generale il rash si manifesta come un’eruzione cutanea da lieve a moderata di tipo eritematoso e papulo-pustoloso, che può insorgere o peggiorare nelle aree esposte al sole. Per i pazienti che si espongono al sole può essere consigliabile l’uso di indumenti protettivi e/o di filtri solari (ad es. a base di sostanze minerali).

Diarrea

La diarrea può portare alla disidratazione, all’ipokaliemia e all’insufficienza renale. Sono compresi i decessi (vedere paragrafo 4.4) Tabella 2: Riassunto dell’incidenza e del grado di rash e diarrea osservati in ogni studio clinico

Studio Indicazione Rash (%) Diarrea (%)
Grado Misura adottata Grado Misura adottata
Qualsiasi 3 4 Interr.1 Mod.2 Qualsiasi 3 4 Interr.1 Mod.2
ML20650 NSCLC 80 9 0 1 11 57 4 0 1 7
BO18192 NSCLC 49,2 6,0 0 1 8,3 20,3 1,8 0 <1 3
BO25460 NSCLC 39,4 5,0 0 0 5,6 24,2 2,5 0 0 2,8
BR.21 NSCLC 75 9 1 6 54 6 1 1
PA.3 Pancreatic cancer 5 1 2 5 1 2

1Interruzione 2Modifica della dose

Infezione

Possono essere gravi infezioni con o senza neutropenia, tra cui polmonite, sepsi, cellulite.

Alterazioni delle ciglia

Alterazioni tra cui ciglia in crescita, crescita eccessiva ed inspessimento delle ciglia.

Malattia polmonare interstiziale (ILD)

Sono stati riportati casi di ILD ad esito fatale in pazienti che hanno ricevuto erlotinib per il trattamento di NSCLC o altri tumori solidi avanzati (vedere paragrafo 4.4). Una maggiore incidenza è stata osservata nei pazienti in Giappone (vedere paragrafo 4.4).

Sanguinamento gastrointestinale

Sono stati riportati casi di sanguinamento gastrointestinale ad esito fatale (vedere paragrafo 4.4). Negli studi clinici, alcuni casi sono stati associati alla somministrazione concomitante di warfarin ed alcuni alla somministrazione concomitante di FANS (vedere paragrafo 4.5). Le perforazioni gastrointestinali includono anche quelle ad esito fatale (vedere paragrafo 4.4).

Alterazioni dei test di funzionalità epatica

Le alterazioni includono l’aumento dell’alanina aminotransferasi [ALT], aspartato aminotransferasi [AST] e bilirubina. I casi erano principalmente lievi o moderati in gravità, di natura transitoria o associati a metastasi epatiche.

Insufficienza epatica

Comprende decessi. I fattori di rischio possono includere malattie epatiche preesistenti o farmaci epatotossici concomitanti (vedere paragrafo 4.4).

Sindrome di Stevens-Johnson /Necrolisi epidermide tossica

Comprende decessi (vedere paragrafo 4.4).

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

 

04.9 Sovradosaggio

Indice

Sintomi

Sono state tollerate dosi orali singole di Erlotinib Mylan fino a 1000 mg di erlotinib in soggetti sani e fino a 1600 mg in pazienti affetti da cancro. Dosi ripetute di 200 mg due volte al giorno in soggetti sani sono state mal tollerate dopo qualche giorno di somministrazione. Sulla base dei dati di questi studi, è possibile che con dosi superiori a quella raccomandata si verifichino reazioni avverse gravi come diarrea, rash e verosimilmente aumento dell’attività delle aminotransferasi epatiche.

Gestione

Qualora si sospetti un sovradosaggio, si deve sospendere la somministrazione di Erlotinib Mylan e iniziare un trattamento sintomatico.

 

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Indice

Categoria farmacoterapeutica: farmaco antineoplastico inibitore della protein chinasi, codice ATC: L01EB02 Meccanismo d’azione

Erlotinib è un inibitore della tirosina chinasi del recettore del fattore di crescita epidermico/recettore del fattore di crescita epidermico umano di tipo I (EGFR, noto anche come HER1). Erlotinib è un potente inibitore della fosforilazione intracellulare di EGFR. L’EGFR viene espresso sulla superficie cellulare delle cellule normali e tumorali. Nei modelli non clinici, l’inibizione della fosfotirosina di EGFR provoca la stasi e/o la morte cellulare.

Le mutazioni di EGFR possono determinare un’attivazione costitutiva delle vie di trasduzione del segnale anti-apoptotico e proliferativo. La potente efficacia di erlotinib nel bloccare la trasduzione del segnale EGFR mediato in questi tumori positivi per la mutazione di EGFR è attribuita allo stretto legame di erlotinib al sito di legame dell’ATP nel dominio chinasico mutato dell’EGFR. A causa del blocco del segnale di trasduzione a valle, la proliferazione delle cellule è arrestata e la morte cellulare è indotta attraverso la via apoptotica intrinseca. Una regressione tumorale è osservata nei modelli murini con espressione marcata di queste mutazioni attivanti dell’EGFR.

Efficacia clinica

– Terapia di prima linea del carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) in pazienti con mutazioni attivanti dell’EGFR (Erlotinib Mylan somministrato in monoterapia): L’efficacia di erlotinib in pazienti di prima linea con mutazioni attivanti dell’EGFR nel NSCLC è stata dimostrata in uno studio di fase III randomizzato, in aperto (ML20650, EURTAC). Questo studio è stato condotto in pazienti caucasici con NSCLC metastatico o localmente avanzato (stadio IIIB e IV) che non avevano ricevuto precedentemente chemioterapia o qualsiasi terapia antineoplastica sistemica per la loro malattia e che presentavano mutazioni nel dominio tirosinchinasico dell’EGFR (delezione dell’esone 19 o mutazione dell’esone 21). I pazienti sono stati randomizzati 1:1 per ricevere erlotinib 150 mg al giorno o fino a 4 cicli di una doppietta chemioterapica a base di platino.

L’endpoint primario era costituito dalla PFS valutata dallo sperimentatore. I risultati di efficacia sono riassunti in Tabella 3.

Figura 1: curva di Kaplan-Meier per la valutazione PFS nello studio ML20650 (EURTAC) (cut-off Aprile 2012) <.. image removed ..> Tabella 3: Risultati di efficacia di erlotinib contro chemioterapia nello studio ML20650 (EURTAC)

Erlotinib Chemio-
terapia
Hazard Ratio
(95% CI)
Valore-p
Analisi ad n=77 n=76
interim pre-
Endpoint primario: Sopravvivenza libera da progressione
(PFS, mediana in mesi)* Valutazione sperimentatore **
Revisione indipendente **
pianificata
(35% OS
maturity)
(n=153)
Data di cut-off: Agosto
2010
9,4 5,2 0,42
[0,27-0,64]
p<0,0001
10,4 5,4 0,47 p=0,003
[0,27-0,78]
Best Overall 54,5% 10,5% p<0,0001
Response Rate
(RC/RP)
Overall Survival 22,9 18,8 0,80 p=0,4170
(OS) (mesi) [0,47-1,37]
Analisi n=86 n=87
esploratorie
(40% OS
maturity)
(n=173)
PFS (mediana in 0,37
Data di cut- off: Gennaio 2011 mesi), Valutazione sperimentatore 9,7 5,2 [0,27-0,54] p<0,0001
Best Overall Response Rate (CR/PR) 58.1% 14.9% p<0,0001
OS (mesi) 19,3 19,5 1,04
[0,65-1,68]
p=0,8702
Aggiornamento n=86 n=87
analisi (62% OS
maturity)
PFS (mediana in mesi) 10,4 5,1 0,34
[0,23-0,49]
p<0,0001
(n=173) OS*** (mesi) 22,9 20,8 0,93 p=0,7149
Data di cut-off: [0,64-1,36]
Aprile 2012

RC=risposta completa; RP=risposta parziale.

* É stata osservata una riduzione del rischio di progressione della malattia o di morte pari al 58%.

** La percentuale di concordanza globale fra la valutazione della PFS effettuata dallo sperimentatore e quella effettuata dall’IRC è stata del 70%.

*** É stata osservata un’elevata percentuale di cross-over con l’82% dei pazienti nel braccio chemioterapia che hanno ricevuto una successiva terapia con un inibitore delle tirosino-chinasi associate a EGFR e tutti, eccetto 2 pazienti, sono stati trattati con erlotinib.

– Terapia di mantenimento del NSCLC dopo una prima linea chemioterapica (Erlotinib Mylan somministrato in monoterapia): L’efficacia e la sicurezza di erlotinib come terapia di mantenimento dopo una prima linea chemioterapica per il NSCLC sono state -investigate in uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo (BO18192, SATURN). Questo studio è stato effettuato su 889 pazienti con NSCLC localmente avanzato non andati in progressione dopo 4 cicli di chemioterapia con due agenti, a base di platino. I pazienti sono stati randomizzati 1:1 al trattamento con 150 mg di erlotinib o con placebo per os una volta al giorno fino a progressione. L’endpoint principale dello studio comprendeva la sopravvivenza libera da progressione (PFS) in tutti i pazienti. Le caratteristiche demografiche e della malattia all’ingresso erano ben bilanciate tra i due bracci di trattamento. I pazienti con ECOG PS>1, comorbidità significative epatiche o renali non sono stati inclusi nello studio.

In questo studio, l’intera popolazione ha mostrato un beneficio per l’end-point primario PFS (HR = 0,71 p <0,0001) e per l’end-point secondario OS (sopravvivenza globale) (HR = 0,81 p = 0,0088). Tuttavia, è stato osservato il maggior beneficio in un’analisi esplorativa predefinita nei pazienti con mutazione attivante dell’EGFR (n = 49) dimostrando un considerevole beneficio in PFS (HR = 0,10, 95% CI, 0,04-0,25; p <0,0001) e una sopravvivenza globale HR di 0,83 (95% CI, 0,34-2,02).

Il 67% dei pazienti trattati con placebo nel sottogruppo mutazione dell’EGFR positiva ha ricevuto inibitori EGFR-TKI in seconda linea o in linee successive di trattamento.

Lo studio BO25460 (IUNO) è stato condotto in 643 pazienti con NSCLC avanzato senza mutazioni attivanti dell’EGFR (delezione esone 19 o mutazione esone 21 L858R) e che non avevano evidenziato una progressione della malattia dopo quattro cicli di chemioterapia a base di platino.

L’obiettivo dello studio è stato quello di confrontare la sopravvivenza globale della terapia con erlotinib somministrato come prima linea di mantenimento verso erlotinib somministrato al momento della progressione della malattia. Lo studio non ha raggiunto l’endpoint primario. OS di erlotinib in prima linea di mantenimento non è stata superiore a quella di erlotinib somministrato come trattamento di seconda linea nei pazienti in cui il tumore non presentava una mutazione attivante dell’EGFR (HR = 1,02, 95% CI, 0,85-1,22, p = 0,82). L’endpoint secondario di sopravvivenza libera da progressione (PFS) non ha mostrato differenze tra erlotinib e il placebo in trattamento di mantenimento (HR = 0,94, 95% CI, 0,80-1,11; p = 0,48).

In base ai dati dello studio BO25460 (IUNO), l’uso di erlotinib non è raccomandato come trattamento di mantenimento di prima linea in pazienti senza una mutazione attivante dell’EGFR.

– Trattamento del NSCLC dopo fallimento di almeno una precedente linea chemioterapica (Erlotinib Mylan somministrato in monoterapia): L’efficacia e la sicurezza di erlotinib come terapia di seconda/terza linea sono state dimostrate in uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo (BR.21), effettuato su 731 pazienti con NSCLC localmente avanzato o metastatico dopo fallimento di almeno un regime chemioterapico. I pazienti sono stati randomizzati 2:1 al trattamento con 150 mg di erlotinib o con placebo per os una volta al giorno. Gli endpoint dello studio comprendevano la sopravvivenza globale, la sopravvivenza libera da progressione (PFS), il tasso di risposta, la durata della risposta, il tempo al peggioramento della sintomatologia correlata al carcinoma polmonare (tosse, dispnea e dolore) e la sicurezza. L’endpoint principale era la sopravvivenza.

Le caratteristiche demografiche erano ben bilanciate tra i due gruppi di trattamento. Circa due terzi dei pazienti erano maschi, un terzo circa aveva un performance status (PS) ECOG all’ingresso di 2 e il 9 % un PS ECOG all’ingresso di 3. Il 93 % e il 92 % di tutti i pazienti, rispettivamente del gruppo erlotinib e del gruppo placebo, erano stati trattati in precedenza con un regime a base di platino e il 36 % e il 37 % di tutti i pazienti, rispettivamente, erano stati trattati in precedenza con taxani.

Il rapporto di hazard ratio (HR) corretto per i decessi nel gruppo erlotinib rispetto al gruppo placebo è risultato pari a 0,73 (IC al 95 %: 0,60-0,87) (p = 0,001). Il 31,2 % e il 21,5 % dei pazienti, rispettivamente nel gruppo erlotinib e nel gruppo placebo, erano vivi a 12 mesi. La sopravvivenza mediana globale è stata di 6,7 mesi nel gruppo erlotinib (IC al 95 %: 5,5-7,8 mesi) rispetto ai 4,7 mesi nel gruppo placebo (IC al 95 %: 4,1-6,3 mesi).

L’effetto sulla sopravvivenza globale è stato indagato in differenti sottogruppi di pazienti. L’effetto di erlotinib sulla sopravvivenza globale è risultato simile in pazienti con un performance status basale (ECOG) di 2-3 (HR = 0,77, IC al 95% 0,6-1,0) o 0-1 (HR = 0,73, IC al 95% 0,6-0,9), in pazienti di sesso maschile (HR = 0,76, IC al 95% 0,6-0,9) o di sesso femminile (HR = 0,80, IC al 95% 0,6-1,1), in pazienti di età inferiore a 65 anni (HR = 0,75, IC al 95% 0,6-0,9) o in pazienti più anziani (HR = 0,79, IC al 95% 0,6-1,0), in pazienti trattati con un precedente regime (HR = 0,76, IC al 95% 0,6-1,0) o con più di un precedente regime (HR = 0,75, IC al 95% 0,6-1,0), in pazienti caucasici (HR = 0,79, IC al 95% 0,6-1,0) o asiatici (HR = 0,61, IC al 95% 0,4-1,0), in pazienti con adenocarcinoma (HR = 0,71, IC al 95% 0,6-0,9) o carcinoma squamocellulare (HR = 0,67, IC al 95% 0,5-0,9), ma non in pazienti con altri istotipi (HR 1,04, IC al 95% 0,7-1,5), in pazienti con malattia allo stadio IV alla diagnosi (HR = 0,92, IC al 95% 0,7-1,2) o stadio < IV alla diagnosi (HR = 0,65, IC al 95% 0,5-0,8). Pazienti che non avevano mai fumato hanno avuto un beneficio molto maggiore da erlotinib (HR relativo alla sopravvivenza = 0,42, IC al 95% 0,28-0,64) se confrontati ai fumatori o agli ex-fumatori (HR = 0,87, IC al 95% 0,71-1,05).

Nel 45 % dei pazienti di cui era noto lo stato di espressione di EGFR, l’hazard ratio è risultato pari a 0,68 (IC al 95% 0,49-0,94) per i pazienti con tumori EGFR-positivi e a 0,93 (IC al 95% 0,63-1,36) per i pazienti con tumori EGFR-negativi (definiti dall’IHC, utilizzando il kit EGFR pharmDx, come EGFR negativi quelli con meno del 10 % di marcatura delle cellule tumorali). Nel rimanente 55 % dei pazienti con stato di espressione di EGFR non noto, l’hazard ratio è risultato pari a 0,77 (IC al 95% 0,61-0,98).

La PFS mediana è stata di 9,7 settimane nel gruppo erlotinib (IC al 95 %, 8,4-12,4 settimane) rispetto a 8,0 settimane nel gruppo placebo (IC al 95 %, 7,9-8,1 settimane).

Nel gruppo erlotinib il tasso delle risposte obiettive secondo il RECIST è stato dell’8,9 % (IC al 95 %, 6,4-12,0). I primi 330 pazienti sono stati valutati a livello centrale (tasso delle risposte 6,2 %); 401 pazienti sono stati valutati dallo sperimentatore (tasso delle risposte 11,2 %).

La durata mediana della risposta è stata di 34,3 settimane, con un minimo di 9,7 e un massimo di 57,6+ settimane. Il 44,0 % dei pazienti ha ottenuto una risposta completa, parziale o una stabilizzazione della malattia nel gruppo erlotinib, rispetto al 27,5 % dei pazienti nel gruppo placebo (p = 0,004).

Un vantaggio in termini di sopravvivenza con erlotinib è stato osservato anche nei pazienti che non hanno ottenuto una risposta tumorale obiettiva (criteri RECIST). Ciò è stato messo in evidenza da un hazard ratio per il decesso di 0,82 (IC al 95 %, 0,68-0,99) tra i pazienti che avevano ottenuto come miglior risposta una stabilizzazione o una progressione della malattia.

Erlotinib ha indotto benefici sintomatici prolungando significativamente, rispetto al placebo, il tempo al peggioramento della tosse, della dispnea e del dolore.

In uno studio di fase III randomizzato e in doppio cieco (MO22162, CURRENTS) volto a confrontare due dosi di erlotinib (300 mg versus 150 mg) in fumatori (media di 38 pack-year) affetti da NSCLC localmente avanzato o metastatico nel contesto di seconda linea dopo fallimento durante la chemioterapia, la dose di erlotinib da 300 mg non ha dimostrato alcun beneficio in termini di PFS rispetto alla dose raccomandata (rispettivamente 7,00 contro 6,86 settimane).

Gli endpoint secondari di efficacia sono stati tutti coerenti con l’endpoint primario e non è stata rilevata alcuna differenza di OS tra i pazienti trattati con erlotinib 300 mg e 150 mg al giorno (HR 1,03, IC 95% da 0,80 a 1,32). I dati sulla sicurezza sono stati comparabili tra le dosi da 300 mg e 150 mg; tuttavia, vi è stato un aumento numerico dell’incidenza di eruzione cutanea, malattia polmonare interstiziale e diarrea, nei pazienti che hanno ricevuto la dose più alta di erlotinib. Sulla base dei dati dello studio CURRENTS, non è stata osservata alcuna evidenza a dimostrazione del beneficio di una dose maggiore di erlotinib di 300 mg rispetto alla dose raccomandata di 150 mg nei fumatori attivi.

I pazienti dello studio non sono stati scelti in base allo stato di mutazione dell’EGFR. Vedere paragrafi 4.2, 4.4, 4.5 e 5.2.

– Carcinoma pancreatico (erlotinib somministrato in concomitanza con gemcitabina nello studio PA.3): L’efficacia e la sicurezza di erlotinib in associazione con la gemcitabina come trattamento di prima linea sono state valutate in uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, condotto su pazienti con carcinoma pancreatico localmente avanzato, non resecabile o metastatico. I pazienti sono stati randomizzati al trattamento con erlotinib o placebo una volta al giorno in modo continuativo e gemcitabina e.v. (1000 mg/m2, ciclo 1 – giorni 1, 8, 15, 22, 29, 36 e 43 di un ciclo di 8 settimane; ciclo 2 e cicli successivi – giorni 1, 8 e 15 di un ciclo di 4 settimane [dosaggio e schema approvati per il carcinoma pancreatico, vedere l’RCP della gemcitabina]). Erlotinib o il placebo sono stati assunti per via orale una volta al giorno fino alla progressione della malattia o ad una tossicità inaccettabile. L’endpoint principale era la sopravvivenza globale.

Le caratteristiche demografiche e della malattia dei pazienti all’ingresso erano simili per i 2 gruppi di trattamento, erlotinib 100 mg più gemcitabina o placebo più gemcitabina, fatta eccezione per una percentuale leggermente superiore di donne nel braccio erlotinib/gemcitabina rispetto al braccio placebo/gemcitabina:

Basale Erlotinib Placebo
Donne 51% 44%
Performance Status (PS) ECOG = 0 al basale 31% 32%
Performance Status (PS) ECOG = 1 al basale 51% 51%
Performance Status (PS) ECOG = 2 al basale 17% 17%
Malattia metastatica al basale 77% 76%

La sopravvivenza è stata valutata nella popolazione intent-to-treat sulla base dei dati di sopravvivenza di follow-up. I risultati sono descritti nella tabella seguente (i risultati per i gruppi di pazienti con malattia metastatica e localmente avanzata derivano da un’analisi esploratoria per sottogruppi).

Risultato Erlotinib (mesi) Placebo (mesi) Δ
(mesi
IC di Δ HR IC di HR Valore di P
Popolazione globale
Sopravvivenza globale mediana 6,4 6,0 0,41 -0,54-1,64 0,82 0,69-0,98 0,028
Sopravvivenza globale media 8,8 7,6 1,16 -0,05-2,34
Popolazione con malattia metastatica
Sopravvivenza globale mediana 5,9 5,1 0,87 -0,26-1,56 0,80 0,66-0,98 0,029
Sopravvivenza globale media 8,1 6,7 1,43 0,17-2,66
Popolazione con malattia localmente avanzata
Sopravvivenza globale mediana 8,5 8,2 0,36 -2,43-2,96 0,93 0,65-1,35 0,713
Sopravvivenza globale media 10,7 10,5 0,19 -2,43-2,69

Sopravvivenza Globale – Tutti i pazienti

1,0 0,9 0,8 HR = 0,82

(95% IC: 0,69; 0,98), P = 0,028

0,7 Erlotinib +

gemcitabina (n = 261)

0,6 Mediana dell’OS = 6,4 mesi

0,5 0,4 0,3 0,2 0,1 0,0 Placebo + gemcitabina (n = 260)

Mediana dell’OS = 6,0 mesi

0 6 12 18 24 30

36 Sopravvivenza (mesi)

<.. image removed ..> Probabilità di sopravvivenza

Sopravvivenza Globale – Pazienti con metastasi distanti

1,0 0,9 0,8 0,7 0,6 HR = 0,80

(95% IC: 0,66; 0,98), P = 0,029

0,5 0,4 0,3 Placebo +

Erlotinib + gemcitabina (n = 200)

Mediana dell’OS = 5,93 mesi

0,2 gemcitabina (n =

197)

0,1 0,0 Mediana dell’OS = 5,06 mesi

0 6 12 18

24 30 36 Sopravvivenza (mesi)

<.. image removed ..> Probabilità di sopravvivenza

Pazienti con uno stato clinico favorevole al basale (bassa intensità del dolore, buona QdV e buon PS) potrebbero trarre maggiori benefici da erlotinib, come è risultato da un’analisi post-hoc. Il beneficio è derivato soprattutto dalla presenza di un basso livello di intensità del dolore.

In un’analisi post-hoc i pazienti in trattamento con erlotinib che hanno sviluppato un rash cutaneo hanno avuto una sopravvivenza globale più lunga, se confrontati ai pazienti che non hanno sviluppato un rash (OS mediana 7,2 mesi rispetto a 5 mesi, HR: 0,61).

Il 90% dei pazienti in trattamento con erlotinib ha sviluppato un rash entro i primi 44 giorni. Il tempo mediano alla comparsa del rash è stato di 10 giorni.

Popolazione pediatrica

L’Agenzia Europea dei Medicinali ha previsto l’esonero dall’obbligo di presentare i risultati degli studi con erlotinib in tutti i sottogruppi della popolazione pediatrica per le indicazioni nel Carcinoma polmonare non a piccole cellule e nel Carcinoma pancreatico (vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico).

 

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Indice

Assorbimento

Con la somministrazione per via orale i livelli di picco della concentrazione plasmatica di erlotinib si ottengono circa 4 ore dopo l’assunzione per os. Uno studio su volontari sani normali ha fornito un valore stimato della biodisponibilità assoluta pari al 59 %. Il cibo può aumentare l’esposizione dopo una dose orale.

Distribuzione

Erlotinib ha un volume di distribuzione apparente medio di 232 l e si distribuisce nel tessuto tumorale umano. In uno studio effettuato su 4 pazienti (3 con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) e 1 con carcinoma laringeo), trattati con 150 mg al giorno di erlotinib per os, i campioni ottenuti per escissione chirurgica del tumore al 9° giorno di trattamento hanno mostrato concentrazioni di erlotinib all’interno del tumore mediamente di 1,185 ng/g di tessuto, corrispondenti nel complesso a una media del 63 % (intervallo: 5-161 %) del picco di concentrazione plasmatica osservato allo stato stazionario. I principali metaboliti attivi erano presenti nel tumore a concentrazioni mediamente di 160 ng/g di tessuto, corrispondenti nel complesso a una media del 113 % (intervallo: 88-130 %) del picco di concentrazione plasmatica osservato allo stato stazionario. Il legame con le proteine plasmatiche è all’incirca del 95 %.

Erlotinib si lega all’albumina e all’alfa-1 glicoproteina acida (AAG) del siero.

Biotrasformazione

Nell’uomo erlotinib viene metabolizzato nel fegato dai citocromi epatici, soprattutto dal CYP3A4 e in minore misura dal CYP1A2. Il metabolismo extraepatico mediato dal CYP3A4 nell’intestino, dal CYP1A1 nel polmone e dall’1B1 nel tessuto tumorale fornisce un potenziale contributo alla clearance metabolica di erlotinib.

Sono state identificate tre vie metaboliche principali: 1) la O-demetilazione di una o di entrambe le catene laterali, seguita dall’ossidazione ad acidi carbossilici; 2) l’ossidazione della frazione acetilenica seguita dall’idrolisi ad acido arilcarbossilico; e 3) l’idrossilazione aromatica della frazione fenilacetilenica. I metaboliti principali di erlotinib OSI-420 e OSI-413, prodotti per O- demetilazione di una delle catene laterali, hanno mostrato una potenza simile a erlotinib nelle analisi non-cliniche in vitro e nei modelli tumorali in vivo. Sono presenti nel plasma a livelli inferiori al 10 % di quelli di erlotinib e mostrano una farmacocinetica simile a erlotinib.

Eliminazione

Erlotinib viene escreto principalmente metabolizzato attraverso le feci (>90 %) mentre l’eliminazione renale riguarda solo una piccola parte (circa il 9 %) della quantità somministrata per os. Meno del 2 % della dose somministrata per os viene escreta immodificata. Una analisi farmacocinetica condotta su una popolazione di 591 pazienti trattati con erlotinib in monoterapia mostra una clearance media apparente di 4,47 l/h con una emivita mediana di 36,2 ore. Dunque, si può prevedere che lo stato stazionario della concentrazione plasmatica venga raggiunto in circa 7 o 8 giorni.

Farmacocinetica in speciali popolazioni

Sulla base dell’analisi farmacocinetica di popolazione non sono state osservate correlazioni clinicamente significative tra la clearance apparente prevista e l’età, il peso corporeo, il sesso o l’appartenenza etnica del paziente. I fattori relativi al paziente che hanno mostrato una correlazione con la farmacocinetica di erlotinib sono stati la bilirubinemia totale, l’AAG e l’essere fumatore. All’aumento delle concentrazioni sieriche di bilirubina totale e delle concentrazioni di AAG si è associata una ridotta clearance di erlotinib. La rilevanza clinica di queste differenze non è chiara. Tuttavia, nei fumatori la velocità della clearance di erlotinib è risultata aumentata. Questo è stato confermato da uno studio di farmacocinetica in soggetti sani non fumatori e fumatori di sigarette, che hanno ricevuto una sola dose orale di erlotinib da 150 mg. La media geometrica di Cmax è stata di 1056 ng/ml nei non fumatori e di 689 ng/ml nei fumatori con un rapporto medio fra fumatori e non fumatori del 65,2 % (IC al 95 %: 44,3 – 95,9; p = 0,031). La media geometrica di AUC0-inf è stata di 18726 ng•h/ml nei non fumatori e di 6718 ng•h/ml nei fumatori con un rapporto medio del 35,9 % (IC al 95 %: 23,7 – 54,3; p < 0,0001). La media geometrica di C24h è stata di 288 ng/ml nei non fumatori e di 34,8 ng/ml nei fumatori con un rapporto medio del 12,1 % (IC al 95 %: 4,82 – 30,2; p = 0,0001). Nello studio pivotal di fase III nel NSCLC, i fumatori hanno raggiunto una concentrazione plasmatica di erlotinib allo stato stazionario di 0,65 µg/ml (n = 16), inferiore di circa 2 volte rispetto agli ex fumatori o ai pazienti che non avevano mai fumato (1,28 µg/ml, n = 108). A questo effetto si è accompagnato un incremento del 24 % della clearance plasmatica apparente di erlotinib. In uno studio di fase I di aumento della dose in pazienti con NSCLC fumatori, le analisi della farmacocinetica allo stato stazionario hanno indicato un incremento dell’esposizione a erlotinib proporzionale alla dose, aumentando la dose di erlotinib da 150 mg alla dose massima tollerata di 300 mg. In questo studio la concentrazione plasmatica allo stato stazionario alla dose di 300 mg nei fumatori è stata di 1,22 µg/ml (n = 17). Vedere paragrafi 4.2, 4.4, 4.5 e 5.1.

Sulla base dei risultati degli studi di farmacocinetica, ai fumatori attuali si deve raccomandare di smettere di fumare mentre assumono erlotinib, perché altrimenti le concentrazioni plasmatiche potrebbero essere ridotte.

Sulla base dell’analisi di farmacocinetica sulla popolazione, la presenza di un oppiaceo sembra aumentare l’esposizione di circa l’11 %.

È stata condotta una seconda analisi farmacocinetica sulla popolazione, comprensiva dei dati sull’erlotinib relativi a 204 pazienti affetti da carcinoma pancreatico e trattati con erlotinib e gemcitabina. Quest’analisi ha dimostrato che le covarianti che incidono sulla clearance dell’erlotinib nei pazienti dello studio sul carcinoma pancreatico sono state molto simili a quelle osservate nell’analisi farmacocinetica precedente relativa alla monoterapia. Non è stato identificato alcun nuovo effetto covariato. La co-somministrazione della gemcitabina non ha avuto alcun effetto sulla clearance plasmatica dell’erlotinib.

Popolazione pediatrica

Non sono stati condotti studi specifici su pazienti in età pediatrica.

Pazienti anziani

Non sono stati condotti studi specifici su pazienti anziani.

Compromissione epatica

La clearance di erlotinib è prevalentemente epatica. In pazienti con tumori solidi e con moderata compromissione della funzione epatica (punteggio di Child-Pugh di 7-9) la media geometrica dell’AUC0-t e la Cmax di erlotinib sono state rispettivamente di 27000 ng•h/ml e 805 ng/ml, mentre sono state di 29300 ng•h/ml e 1090 ng/ml in pazienti con funzione epatica adeguata, compresi quelli con carcinoma epatico primario o metastasi epatiche. Anche se la Cmax è risultata essere inferiore in modo statisticamente significativo in pazienti con insufficienza epatica di grado moderato, questa differenza non è considerata clinicamente rilevante. Non si dispone di dati relativi all’effetto di una disfunzione epatica grave sulla farmacocinetica di erlotinib. Nell’analisi farmacocinetica di popolazione, a un aumento delle concentrazioni sieriche della bilirubina totale si associa un rallentamento della clearance di erlotinib.

Danno renale

L’escrezione renale di erlotinib e dei suoi metaboliti non è significativa, dal momento che nelle urine viene escreto meno del 9 % di una singola dose. Nell’analisi farmacocinetica di popolazione non sono state osservate correlazioni clinicamente significative tra la clearance di erlotinib e la clearance della creatinina, ma non vi sono dati disponibili per pazienti con clearance della creatinina <15 ml/min.

 

05.3 Dati preclinici di sicurezza

Indice

Tra gli effetti osservati dopo somministrazione cronica in almeno una specie animale o uno studio, ci sono quelli sulla cornea (atrofia, ulcerazione), sulla cute (degenerazione follicolare e infiammazione, arrossamento e alopecia), sull’ovaio (atrofia), sul fegato (necrosi epatica), sul rene (necrosi papillare renale e dilatazione tubulare) e sul tratto gastrointestinale (ritardato svuotamento gastrico e diarrea). Si sono verificati una riduzione dei parametri relativi ai globuli rossi e un aumento dei globuli bianchi, soprattutto dei neutrofili. Al trattamento si è associato un aumento di ALT, AST e bilirubina. Questi dati sono emersi per esposizioni ben al di sotto di quelle clinicamente rilevanti.

Sulla base del meccanismo d’azione, erlotinib è potenzialmente teratogeno. I dati degli studi di tossicità riproduttiva nel ratto e nel coniglio a dosi vicine alla dose massima tollerata e/o alle dosi tossiche per la madre hanno indicato una tossicità riproduttiva (embriotossicità nel ratto, riassorbimento embrionale e fetotossicità nel coniglio) e dello sviluppo (riduzione dell’accrescimento e della sopravvivenza dei cuccioli nel ratto), ma non hanno evidenziato teratogenicità né compromissione della fertilità. Questi risultati sono stati osservati per esposizioni clinicamente rilevanti.

Gli studi convenzionali di genotossicità su erlotinib hanno dato esito negativo. Studi di cancerogenesi della durata di 2 anni condotti in ratti e topi con erlotinib fino a concentrazioni eccedenti quelle terapeutiche usate nell’uomo (fino a 2 volte e 10 volte superiori, rispettivamente, sulla base della Cmax e/o AUC) sono risultati negativi.

Nei ratti, dopo irradiazione UV è stata osservata una lieve reazione cutanea fototossica.

 

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Nucleo della compressa: Lattosio monoidrato Cellulosa microcristallina (E460) Sodio amido glicolato tipo A Magnesio stearato (E470 b) Rivestimento della compressa: Poli (alcol vinilico) (E1203) Titanio diossido (E171) Macrogol 3350 (E1521) Talco (E553b) Acido metacrilico – Copolimero etil acrilato (1:1), tipo A Bicarbonato di sodio

 

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente.

 

06.3 Periodo di validità

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5 anni

 

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

 

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Blister in Alluminio – OPA/Alluminio/PVC da 30 compresse o in blister divisibile per dose unitaria da 30xl compresse.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

 

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare per lo smaltimento.

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

 

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Mylan S.p.A., Via Vittor Pisani 20, 20124 Milano

 

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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044995013 – "100 Mg Compresse Rivestite Con Film" 30 Compresse In Blister Al-Opa/Alu/Pvc 044995025 – "100 Mg Compresse Rivestite Con Film" 30xl Compresse In Blister Divisibile Per Dose Unitaria Al-Opa/Alu/Pvc 044995037 – "150 Mg Compresse Rivestite Con Film" 30 Compresse In Blister Al-Opa/Alu/Pvc 044995049 – "150 Mg Compresse Rivestite Con Film" 30xl Compresse In Blister Divisibile Per Dose Unitaria Al-Opa/Alu/Pvc

 

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Data della prima autorizzazione: 06 marzo 2018 Data dell’ultimo rinnovo: 17 maggio 2022

 

10.0 Data di revisione del testo

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Documento messo a disposizione da A.I.FA. in data: 21/04/2026

 


 

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

Informazioni aggiornate al: 22/04/2026
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Erlotinib mylan – 30 cp rivest 150 mg (Erlotinib Cloridrato)
Classe H: Nota AIFA: Nessuna   Ricetta: Ricetta Non Ripetibile Limitativa Tipo: Generico Info: Alcune indicazioni terapeutiche non sono rimborsate dal SSN ATC: L01EB02 AIC: 044995037 Prezzo: 2154,1 Ditta: Mylan Spa


Erlotinib mylan – 30 cp rivest 100 mg (Erlotinib Cloridrato)
Classe H: Nota AIFA: Nessuna   Ricetta: Ricetta Non Ripetibile Limitativa Tipo: Generico Info: Alcune indicazioni terapeutiche non sono rimborsate dal SSN ATC: L01EB02 AIC: 044995013 Prezzo: 1726,61 Ditta: Mylan Spa