Pubblicità

Fenitoina Mayne

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Fenitoina Mayne: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

 

01.0 Denominazione del medicinale

Indice

FENITOINA MAYNE

 

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

Indice

Una fiala contiene:

Principio attivo: fenitoina sodica 250 mg.

Per gli eccipienti v. par. 6.1

 

03.0 Forma farmaceutica

Indice

Soluzione iniettabile.

 

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Indice

FENITOINA MAYNE parenterale è indicata per il controllo dello stato epilettico di tipo tonico-clonico (grande male) e per la prevenzione e il trattamento di crisi che compaiono durante o dopo interventi di neurochirurgia e/o gravi traumi cranici. FENITOINA MAYNE è impiegata nel trattamento di aritmie cardiache quando la terapia di primo intervento risulta inefficace. FENITOINA MAYNE è di particolare valore quando queste aritmie sono indotte da digitale.

 

04.2 Posologia e modo di somministrazione

Indice

Fenitoina MAYNE è impiegabile fin tanto che non presenta intorbidamento e precipitati. Dopo refrigerazione o congelamento può formarsi un precipitato che si dissolve mantenendo la soluzione a temperatura ambiente. Il prodotto è ancora utilizzabile.

Deve essere utilizzata solo una soluzione limpida. La comparsa di una lieve colorazione gialla non modifica l’efficacia di questa soluzione.

FENITOINA MAYNE deve essere iniettata lentamente direttamente in una grossa vena mediante un grosso ago o un catetere endovenoso.

Ogni iniezione endovenosa di FENITOINA MAYNE deve essere seguita da una iniezione di soluzione fisiologica sterile attraverso lo stesso ago o catetere per evitare l’irritazione venosa locale dovuta all’alcalinità della soluzione.

Le infusioni continue devono essere evitate. L’aggiunta di FENITOINA MAYNE a soluzioni per infusione endovenosa non è raccomandata a causa di probabile cristallizzazione della fenitoina.

È essenziale il monitoraggio continuo dell’elettrocardiogramma e della pressione arteriosa. Deve essere disponibile una attrezzatura di rianimazione cardiaca. Il paziente deve essere sorvegliato per quanto riguarda la comparsa di depressione respiratoria. Se la somministrazione endovenosa di FENITOINA MAYNE non determina la cessazione dell’attacco epilettico deve essere considerato il ricorso ad altre misure, incluso l’anestesia generale.

Stato epilettico:

In un paziente con crisi epilettiche continue, raffrontate con le più comuni crisi a rapida ricorrenza tipo epilessia seriale, prima della somministrazione di FENITOINA MAYNE è raccomandata l’impiego endovenoso di diazepam a causa del suo rapido inizio di effetto.

Dopo somministrazione di diazepam in pazienti con crisi epilettiche continue e nel trattamento iniziale dell’epilessia seriale una dose di attacco di 10-15 mg/kg di fenitoina deve essere iniettala per via endovenosa lenta ad una velocità non superiore a 50 mg per minuto (ciò richiede circa 20 minuti in un soggetto di 70 kg). La dose di attacco deve essere seguila da dosi di mantenimento di 100 mg per via orale o endovenosa ogni 6-8 ore.

Recenti studi nei neonati hanno dimostrato che l’assorbimento orale di fenitoina è inattendibile; tuttavia una dose di attacco di 15-20 mg/kg di FENITOINA MAYNE per via endovenosa produce concentrazioni sieriche di fenitoina entro il range terapeutico generalmente accettato (10-20 mg/l). Il farmaco deve essere iniettato lentamente in vena alla velocità di 1-3 mg/kg/minuto.

La determinazione dei livelli plasmatici di fenitoina e consigliabile quando si impiega FENITOINA MAYNE per il trattamento dello stato epilettico e per la successiva definizione del dosaggio di mantenimento. Il livello clinicamente efficace è solitamente di 10-20 mg/l anche se alcuni casi di crisi tonico-cloniche possono essere controllati con livelli sierici inferiori.

La somministrazione intramuscolare non deve essere impiegata per il trattamento dello stato epilettico dal momento che, con tale via, il raggiungimento dei livelli di picco plasmatico può richiedere fino a 24 ore.

Aritmie cardiache:

Somministrare inizialmente una dose di 3,5-5 mg/kg per via endovenosa. Se necessario ripetere la dose una sola volta. La soluzione deve essere iniettata lentamente per via endovenosa ad una frequenza non superiore a 1 ml (50 mg) al minuto.

Altre indicazioni:

Non è possibile definire uno schema terapeutico valido per tutte le altre indicazioni. La via di somministrazione endovenosa è preferibile. I dosaggi e gli intervalli fra le somministrazioni saranno determinati a seconda delle necessità dei singoli pazienti. Devono essere tenuti in considerazione fattori quali precedenti terapie antiepilettiche, grado di controllo delle crisi, età e condizioni mediche generali del paziente. Nonostante il lento assorbimento di FENITOINA MAYNE quando iniettata intramuscolo, il suo impiego con questa via di somministrazione può essere appropriato in alcune condizioni.

Quando si rende necessaria per breve tempo la somministrazione intramuscolare in pazienti precedentemente stabilizzati con fenitoina per via orale, è essenziale effettuare appropriati aggiustamenti posologici per mantenere livelli sierici terapeutici. Una dose intramuscolare superiore del 50% a quella orale è necessaria per mantenere tali livelli. Quando si ritorna al trattamento orale, la dose deve essere ridotta del 50% rispetto alla dose orale iniziale, allo scopo di evitare il raggiungimento di livelli sierici troppo elevati a causa del prolungato rilascio dalle sedi di iniezione intramuscolare.

In un paziente precedentemente non trattato con fenitoina, FENITOINA MAYNE può essere somministrata per via intramuscolare alla dose di 100-200 mg (2-4 ml) ad intervalli di circa 4 ore a scopo profilattico durante interventi di neurochirurgia e proseguiti nel periodo postoperatorio per 48-72 ore.

La posologia deve essere successivamente ridotta fino a una dose di mantenimento di 300 mg e aggiustata in funzione dei livelli sierici.

Se il paziente richiede un periodo di trattamento con FENITOINA MAYNE per via intramuscolare superiore a una settimana, dovrebbero essere valutate vie di somministrazione alternative quali l’intubazione gastrica. Per periodi inferiori a una settimana, il paziente che interrompe la somministrazione intramuscolare dovrebbe ricevere la metà della dose orale iniziale per la stesso periodo di tempo in cui è stato trattato per via intramuscolare con FENITOINA Mayne. Il dosaggio dei livelli sierici è utile come guida a un appropriato aggiustamento della dose.

Pubblicità

Anziani (oltre i 65 anni di età): posologia come per gli adulti. Tuttavia, nei pazienti anziani possono verificarsi complicazioni più facilmente.

Bambini: posologia come per gli adulti. Tuttavia, è stato dimostrato che i bambini tendono a metabolizzare la fenitoina più rapidamente di quanto avviene nell’adulto. Ciò deve essere tenuto in considerazione quando si definiscono i dosaggi. Il ricorso a, monitoraggio dei livelli sierici di fenitoina può essere di particolare utilità in questi casi.

Neonati: recenti studi hanno dimostrato che nei neonati l’assorbimento orale di fenitoina è incostante; tuttavia una dose di attacco di 15-20 mg/kg per via endovenosa produce concentrazioni sieriche di fenitoina entro il range terapeutico generalmente accettato (10-20 mg/l). Il farmaco deve essere iniettato lentamente in vena alla velocità di 1-3 mg/kg/minuto.

 

04.3 Controindicazioni

Indice

La fenitoina è controindicata in pazienti con ipersensibilità al principio attivo, ad uno qualsiasi degli eccipienti o ad altre idantoine.

La somministrazione endoarteriosa deve essere evitata a causa dell’elevato pH del preparato.

A causa del suo effetto sull’automatismo ventricolare, la fenitoina è controindicata nelle bradicardia sinusale, nel blocco seno-atriale, nel blocco A-V di secondo e terzo grado e nei pazienti con sindrome di Adams-Stokes.

Generalmente controindicato in gravidanza e allattamento (v. par. 4.6).

 

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

Indice

Avvertenze:

Nell’adulto la somministrazione endovenosa non deve superare i 50 mg al minuto. Nel neonato e nel bambino il farmaco deve essere somministrato alla velocità di 1-3 mg/kg/per minuto.

Effetti cardiovascolari:

I segni più rilevanti di tossicità da uso endovenoso sono il collasso cardiovascolare e/o la depressione del sistema nervoso centrale. Gravi reazioni cardiotossiche ed episodi letali dovuti a depressione della conduzione atriale e ventricolare e a fibrillazione ventricolare, arresto respiratorio e crisi toniche sono stati segnalati soprattutto in anziani o in pazienti gravemente ammalati, in caso di somministrazione troppo rapida od eccessiva.

Ipotensione compare di solito quando il farmaco è somministrato per via venosa troppo rapidamente.

Effetti al sito di iniezione:

Devono essere evitate le iniezioni sottocutanee o perivasali che possono provocare irritazione dei tessuti di varia entità, dal leggero dolore alla necrosi estesa, all’escara e che in rari casi hanno portato all’amputazione.

La via intramuscolare non è raccomandata per il trattamento dello stato epilettico a causa del lento assorbimento. Con questa via di somministrazione non si possono raggiungere rapidamente livelli sierici terapeuticamente adeguati di fenitoina.

Il trattamento con farmaci antiepilettici non deve essere interrotto improvvisamente perché ciò può comportare un aumento di frequenza delle convulsioni, incluso lo stato epilettico. Qualora, a giudizio del medico, si presenti la necessità di una riduzione del dosaggio o di una interruzione del trattamento, oppure della sostituzione con un farmaco antiepilettico alternativo, ciò deve essere effettuato in modo graduale. Comunque, nel caso di reazione allergica o di ipersensibilità, può essere necessaria la sostituzione rapida con una terapia alternativa. In tale caso, la terapia alternativa deve essere effettuata con un farmaco antiepilettico non appartenente alla classe delle idantoine.

E’ stato osservato che una piccola percentuale di individui trattati con fenitoina metabolizza il farmaco più lentamente della norma e ciò sembra essere determinato geneticamente (polimorfismo)

Ulteriori informazioni:

Determinazioni dei livelli sierici di fenitoina possono essere necessari per ottenere aggiustamenti posologici ottimali.

Può esserci un’ampia variabilità tra pazienti per quanto riguarda i livelli sierici di fenitoina con dosi equivalenti. In tali pazienti le determinazioni dei livelli sierici possono essere particolarmente utili. Il migliore controllo senza segni clinici di tossicità compare più spesso con livelli plasmatici tra 10 e 20 mcg/ml anche se alcuni casi di crisi tonico-cloniche possono essere controllati con più bassi livelli sierici di fenitoina.

La fenitoina è idrolizzata a livello epatico da un sistema enzimatico saturabile. Piccoli aumenti di dose possono determinare consistenti aumenti dei livelli sierici, quando questi sono al limite superiore.

Preparazioni a base di Hypericum perforatum non dovrebbero essere assunte in contemporanea con medicinali contenenti fenitoina a causa del rischio di un decremento dei livelli plasmatici e di diminuzione dell’efficacia terapeutica della fenitoina (vedi sezione 4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione).

Precauzioni:

Generali:

FENITOINA MAYNE per via endovenosa deve essere usata con cautela in pazienti con ipotensione e con grave insufficienza miocardica.

La fenitoina ha un elevato legame proteico ed è estesamente metabolizzata a livello epatico. In pazienti con ridotta funzionalità epatica è richiesta una riduzione del dosaggio di mantenimento per impedire un eccessivo accumulo e la comparsa di tossicità. In caso di riduzione del legame proteico, come nel caso di uremia, i livelli sierici totali di fenitoina risulteranno diminuiti di conseguenza. Tuttavia, la concentrazione della quota libera di farmaco attiva farmacologicamente è improbabile che risulti alterata. Pertanto, in queste condizioni, il controllo terapeutico può essere raggiunto con livelli di fenitoina totale inferiori al range normale di 10-20 mg/l. La posologia non deve eccedere il minimo necessario per il controllo delle crisi.

La combinazione di fenitoina, irradiazione cranica e graduale riduzione della dose di corticosteroidi può essere associata allo sviluppo di eritema multiforme e/o sindrome di Stevens Johnson e/o necrolisi epidermica tossica.

Effetto Metabolico:

La fenitoina può influenzare il metabolismo glucidico ed è stata descritta la comparsa di ipergligemia. Si consiglia cautela nel trattare pazienti diabetici.

 

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Indice

Interazioni tra farmaci:

Farmaci che possono aumentare i livelli sierici difenitoina: cloramfenicolo, alcune sulfonamidi, dicumarolo, disulfiram, triclopidina, alcool (assunzione acuta), azapropazone, salicilati, alotano, eritromicina, isoniazide, felbamato, succinimidi, floconazolo, ketoconazolo, miconazolo, itraconazolo, clordiazepossido, diazepam, metilfenidato, trazodone, vilossazina, agenti cardiovascolari quali amiodarone, diltiazem e nifedipina, cimetidina, ormoni (quali gli estrogeni), tolbutamide, sultiamina, fenilbutazone, omeprazolo, fluoxetina, fluvoxamina e sertralina.

Pubblicità

Farmaci che possono diminuire i livelli sierici di fenitoina: carbamazepina, abuso cronico di alcool, acido folico, rifampina, ciprofloxacina, vigabatrin, sucralfato, teofillina, agenti iperglicemizzanti (quali diazossido).

Farmaci che possono aumentare o diminuire i livelli sierici di fenitoina: fenobarbitone, carbamazepina, fenobarbital, valproato di sodio, acido valproico, alcuni antiacidi, agenti antineoplastici, clordiazepossido, diazepam. Analogamente è imprevedibile l’effetto della fenitoina sui livelli sierici di fenobarbitone, acido valproico e valproato di sodio.

Farmaci i cui livelli ematici e/o effetti possono essere alterati dalla fenitoina: broncodilatatori (quali teofillina), praziquantel, rifampina, lamotrigina, agenti antifungini (quali gli azoli), teniposide, agenti cardiovascolari come digitossina, nimodipina e verapamil, ciclosporina, furosemide, ormoni (quali gli estrogeni), diazossido, bloccanti neuromuscolari come alcuronio, pancuronio e vecuronio, clorpropamide, gliburide, tolbutamide, clozapina, paroxetina e sertralina.

Sebbene non sia una pura interazione farmacocinetica, gli antidepressivi triciclici e le fenotiazine possono scatenare crisi in pazienti suscettibili e può essere necessario aggiustare il dosaggio della fenitoina.

Farmaci il cui effetto è diminuito dalla fenitoina: corticosteroidi, dicumarolo, doxociclina contraccettivi orali, chinidina, vitamina D.

Farmaci il cui effetto è potenziato dalla fenitoina: includono la warfarina.

I livelli sierici di fenitoina possono essre ridotti dalla somministrazione contemporanea di preparazioni a base di Hypericum perforatum. Ciò a seguito dell’induzione degli enzimi responsabili del metabolismo dei farmaci da parte di preparazioni a base di Hypericum perforatum che, pertanto, non dovrebbero essere somministrate in concomitanza con fenitoina. L’effetto di induzione può persistere per almeno due settimane dopo l’interruzione del trattamento con prodotti a base di Hypericum perforatum.

Se un paziente sta assumendo contemporaneamente prodotti a base di Hypericum perforatum i livelli ematici di fenitoina devono essere controllati e la terapia con prodotti a base di Hypericum perforatum deve essere interrotta.

I livelli ematici di fenitoina potrebbero aumentare con l’interruzione dell’assunzione di Hypericum perforatum. Il dosaggio di fenitoina potrebbe necessitare di un aggiustamento.

I livelli sierici sono particolarmente utili quando si sospetta una possibile interazione tra farmaci.

Interazioni con esami di laboratorio:

La fenitoina può diminuire i livelli sierici dello iodio legato alle proteine. La fenitoina può anche dar luogo a risposte inferiori alla norma per i test al desametasone o metirapone. La fenitoina può aumentare i livelli sierici di glucosio, fosfatasi alcalina, gamma-glutamil transpeptidasi e può diminuire quelli del calcio e dell’acido folico.

 

04.6 Gravidanza e allattamento

Indice

Considerando l’uso endovenoso di FENITOINA MAYNE nel trattamento dello stato epilettico in gravidanza, le seguenti informazioni devono essere considerate valutando i rischi e i benefici. Alle pazienti che potrebbero iniziare una gravidanza o che siano in eta’ fertile deve essere fornita una consulenza specialistica.

La necessita’ del trattamento antiepilettico deve essere rivalutata quando la paziente pianifica una gravidanza.

I potenziali effetti dannosi dello stato epilettico sul feto, in particolare l’ipossia, richiedono tassativamente di controllare la condizione epilettica nel più breve tempo possibile.

Esistono alcune evidenze che la fenitoina può indurre anomalie congenite nei neonati di un piccolo numero di pazienti epilettiche cosicché la fenitoina non dovrebbe essere usata come primo farmaco durante la gravidanza, soprattutto nella fase iniziale, a meno che nel giudizio del medico i potenziali benefici superino il rischio.

Oltre alle segnalazioni di aumentata incidenza di malformazioni, il rischio di difetti congeniti e’ aumentato di un fattore da 2 a 3 volte nella prole di madri trattate con un antiepilettico, quelli piu’ frequentemente riportati sono labbro leporino, malformazioni

cardiovascolari e difetti del tubo neurale, si sono avute segnalazioni di una sindrome fetale idantonica. Tale sindrome consiste in ritardato accrescimento prenatale, microencefalia e deficiti mentale in bambini partoriti da donne trattate con fenitoina, barbiturici, alcool, trimetadione.

Tuttavia, queste manifestazioni sono tutte correlate e sono frequentemente associate a ritardato accrescimento intrauterino dovuto ad altre cause.

Sono stati segnalati isolati casi di neoplasie, incluso neuroblastoma, in figli di madri trattate con fenitoina durante la gravidanza.

La politerapia con farmaci antiepilettici puo’ essere associata con un rischio più alto di malformazioni congenite della monoterapia. Percio’ e’ importante che si pratichi la monoterapia ogni volta che sia possibile.

Non si deve praticare una brusca interruzione della terapia antiepilettica per il pericolo di una ripresa di attacchi epilettici che potrebbe avere gravi conseguenze sia per la madre che per il bambino.

Un aumento di frequenza delle crisi in caso di gravidanza si verifica in una parte delle pazienti a seguito dell’alterato assorbimento o metabolizzazione della fenitoina. Periodiche misurazioni dei livelli sierici di fenitoina sono particolarmente utili per un adeguato aggiustamento posologico nel trattamento di pazienti epilettiche gravide. Tuttavia, nel postpartum sarà probabilmente indicato il ripristino della posologia originale. Sono stati segnalati difetti della coagulazione entro le prime 24 ore di vita in neonati partoriti da madri epilettiche in trattamento con fenitoina. La vitamina K ha dimostrato di prevenire o correggere tali difetti e può essre somministrata alla madre prima del parto e al neonato dopo la nascita.

Piccole quantità di fenitoina sono escrete nel latte materno. La concentrazione di fenitoina nel latte materno è circa un terzo della corrispondente concentrazione plasmatici della madre.

 

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Indice

Poiché il farmaco può determinare modificazioni dei tempi di reazione, i pazienti devono essere avvertiti di non condurre veicoli o adoperare macchinari pericolosi, a meno che sia stato accertato che questo medicinale non influenza la capacità di svolgere tali attività.

 

04.8 Effetti indesiderati

Indice

Effetti sistemici: reazioni anafilattoidi e anafilassi.

Segni di tossicità sono associati con depressione cardiovascolare e del sistema nervoso centrale.

Cardiovascolare: aritmie atriali e ventricolari, ipotensione che può provocare collasso cardiovascolare in casi gravi.

Respiratorio: alterazioni della funzione respiratoria incluso arresto respiratorio.

Sistema nervoso centrale: sonnolenza, nistagmo, vertigine, parestesie, capogiri. Tali sintomi sono solitamente transitori. Sono state anche segnalate crisi toniche.

Sono stati anche riportati rari casi di discinesia indotta dalla fenitoina, comprendenti corea, distonia e tremori, simili a quelli indotti dalla fenotiazina e da altri farmaci neurolettici.

Tessuto connettivo: iperplasia gengivale

Pubblicità

Sede di iniezione: irritazione locale, infiammazione e dolenzia. Dopo iniezione sottocutanea o perivasale sono state segnalate necrosi e escare. L’iniezione sottocutanea o perivasale deve essere evitata. Nella sede di iniezione sono state segnalate irritazione e infiammazione con o senza fuoriuscita venosa di fenitoina.

Sistema tegumentale: manifestazioni dermatologiche talora accompagnate da febbre con rash scarlattiniformi o morbilliformi. L’esantema morbilliforme è il più frequente. Altri tipi di dermatite sono osservati più raramente. Altre forme più gravi che possono essere fatali includono dermatiti bollose, esfoliative o purpuriche, lupus eritematosus, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell).

Sistema emopoietico: vi sono state alcune segnalazioni indicanti uria relazione tra fenitoina e la comparsa di linfoadenopatie (localizzate o generalizzate) includenti iperplasia linfoghiandolare benigna, pseudolinfoma, linfoma e malattia di Hodgking. Sebbene non sia stata definita una relazione di causa ed effetto, la comparsa di linfoadenopatia indica la necessita di differenziare tale condizione da altri tipi di patologia linfoghiandolare. Il coinvolgimento linfoghiandolare può verifìcarsi con o senza segni e sintomi che richiamano la malattia da siero con febbre, esantema e coinvolgimento epatico.

In tutti i casi di linfoadenopatia è indicato un prolungato periodo di osservazione e ogni sforzo deve essere fatto per ottenere il controllo della crisi utilizzando farmaci antiepilettici alternativi.

Sono state occasionalmente riportate complicazioni ematopoietiche associate alla somministrazione di fenitoina, alcune delle quali fatali. Queste hanno incluso trombocitopenia, leucopenia, granulocitopenia, agranulocitosi e pancitopenia con o senza soppressione del midollo osseo. Si sono verificate anche macrocitosi e anemia megaloblastica.

Sistema immunitario: sindrome di ipersensibilità, lopus eritematoso sistemico, periarterite nodosa e anomalie delle immunoglobuline.

Apparato digerente: Sono stati riportati casi rari di epatite.

Organi di senso: alterazione del gusto.

 

04.9 Sovradosaggio

Indice

Non è nota la dose letale nel bambino. Nell’adulto la dose letale di fenitoina e stimata tra 2 e 5 grammi.

Sintomi iniziali: nistagmo, atassia e disartria; altri segni sono: tremore, iperreflessia, letargia, nausea, vomito. Il paziente può divenire comatoso e ipoteso. La morte avviene per depressione respiratoria e circolatoria.

Tentativi di correlare i livelli sierici del farmaco con gli effetti tossici hanno mostrato ampie variazioni interindividuali. Dosi fino a 25 volte quelle terapeutiche sono state assunte con raggiungimento di livelli plasmatici superiori a 100 mg/l e con completo recupero.

Trattamento: Il trattamento è aspecifico del momento che non vi è nessun antidoto noto. Deve essere attentamente osservata l’adeguatezza del sistema respiratorio e circolatorio e devono essere adottate appropriate misure di supporto.

L’exanguino trasfusione totale è stata impiegata nel trattamento della grave intossicazione del bambino.

Nel sovradosaggio acuto dovrebbe essere tenuta presente la possibilità di altri deprimenti il SNC, incluso l’alcool.

 

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Indice

Codice ATC: N03AB02 antiepilettici, derivati dell’idantoina

La fenitoina è un farmaco anticonvulsivante utile nel trattamento dell’epilessia. Il sito d’azione principale sembra essere la corteccia motoria, dove viene inibito lo scatenarsi dell’attività convulsivante.

La fenitoina, probabilmente facilitando l’efflusso di sodio dai neuroni, tende a stabilizzare la soglia di ipereccitabilità causata da stimoli eccessivi o da modifiche dell’ambiente in grado di ridurre il gradiente di sodio transmembrana. Ciò include la riduzione del potenziamento post-tetanico a livello sinaptico. La perdita di potenziamento post-tetanico previene l’eventualità che i focolai di convulsione corticali si espandano alle aree corticali adiacenti. La fenitoina riduce l’attività massimale dei centri nervosi primari che sono responsabili della fase tonica delle convulsioni tonico-cloniche grande male).

 

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Indice

La fenitoina è un acido debole ed ha una limitata idrosolubilità anche nell’intestino. Dopo somministrazione orale, il composto viene sottoposto ad un assorbimento lento e piuttosto variabile. In seguito a somministrazione intramuscolo, l’assorbimento della fenitoina è più lento che in seguito a somministrazione orale, a causa della limitata idrosolubilità del composto e della possibilità della sua precipitazione al sito di iniezione.

L’emivita plasmatica media della fenitoina nell’uomo è di 22 ore, con un range di 7-42 ore. La fenitoina ha un volume apparente di distribuzione pari a 0,6 l/kg ed è altamente legato alle proteine plasmatiche (90%), specialmente all’albumina.

I livelli di fenitoina libera possono risultare alterati nei pazienti in cui le caratteristiche di legame alle proteine differiscono dalla norma. La fenitoina si distribuisce nel liquido cerebrospinale (LCS), nella saliva, nel liquido seminale, nei liquidi gastrointestinali, nella bile e nel latte materno. La concentrazione di fenitoina nel LCS, nel cervello e nella saliva è simile al livello della fenitoina libera nel plasma.

La fenitoina subisce una biotrasformazione a livello epatico tramite metabolismo ossidativo. La principale via metabolica consiste in una 4-idrossilazione, che da luogo a circa l’80% di tutti i metaboliti. Il citocromo CYP2C9 svolge un ruolo primario nel metabolismo della fenitoina (90% della clearance intrinseca netta), mentre il citocromo CYP 2C19 svolge un ruolo minore in questo processo (10% della clearance intrinseca netta). Questo contributo relativo del CYP2C19 al metabolismo della fenitoina può comunque aumentare in presenza di concentrazioni maggiori di fenitoina.

Dal momento che i sistemi dei citocromi che intervengono nell’idrossilazione della fenitoina a livello epatico sono saturabili ad alte concentrazioni sieriche, piccoli incrementi del dosaggio di fenitoina possono prolungare l’emivita e dare luogo ad aumenti sostanziali dei livelli sierici, quando questi ultimi rientrano nel range terapeutico oppure sono al di sopra di tale range. E’ stato dimostrato che la clearance della fenitoina è impedita dagli inibitori del CYP2C9 come il fenilbutazone e il sulfafenazolo. E’ stato anche dimostrato che la clearance è ridotta nei pazienti a cui sono somministrati inibitori del citocromo CYP 2C19, come la ticlopidina.

La maggior parte del farmaco è escreto nella bile sotto forma di metaboliti inattivi che vengono riassorbiti dal tratto intestinale ed eliminati nell’urina in parte tramite filtrazione glomerulare, ma principalmente tramite secrezione tubolare. Meno del 5% di fenitoina viene escreto sotto forma di farmaco immodificato.

Qualora i pazienti passino da una terapia orale ad una somministrazione intramuscolare, può verificarsi una caduta dei livelli sierici di fenitoina. Tale caduta è causata da un assorbimento più lento che in seguito a somministrazione orale, a causa della scarsa idrosolubilità della fenitoina e della possibile precipitazione al sito di iniezione. La somministrazione endovenosa è la via preferita per un rapido ottenimento dei livelli sierici terapeutici.

 

05.3 Dati preclinici di sicurezza

Indice

-----

 

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Indice

Pubblicità

Alcool etilico 96°; glicole propilenico; sodio idrossido; acqua per preparazioni iniettabili.

 

06.2 Incompatibilità

Indice

FENITOINA MAYNE non deve essere miscelato alle comuni soluzioni per infusione endovenosa.

Il prodotto non deve essere usato se la soluzione presenta precipitati o è torbida.

 

06.3 Periodo di validità

Indice

3 anni, a confezionamento integro.

 

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Indice

Nessuna particolare.

 

06.5 Natura e contenuto della confezione

Indice

Scatola da 5 fiale da 5 ml.

 

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Indice

Pubblicità

Prima della somministrazione le sostanze per uso parentale devono essere esaminate visivamente per quanto riguarda la presenza di materiale particolato e modificazioni del colore tutte le volte che è consentito della soluzione e dal contenitore.

Sia la soluzione non diluita sia la miscela di infusione possono essere somministrate a condizione che siano prive di torpidità e di precipitato.

La miscela di infusione diluita (fenitoina e soluzione salina) non deve essere refrigerata. Se la fenitoina parenteale non diluita viene refrigerata oppure congelata è probabile che si formi un precipitato; questo dovrebbe dissolversi se la soluzione viene posta nuovamente a temperatura ambiente e in questo caso il prodotto può ancora essere utilizzato. Potrebbe svilupparsi una lieve colorazione gialla.

 

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Indice

MAYNE PHARMA (ITALIA) SRL – Via Orazio, 20-22 80122 Napoli.

 

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

Indice

FENITOINA MAYNE 250 mg/5 ml soluzione iniettabile – 5 fiale 5 ml

A.I.C. n. 035747017

 

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

Indice

24/12/2004

 

10.0 Data di revisione del testo

Indice

01/06/2006

FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

Indice

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *