Trientina Ideogen: Scheda tecnica e prescrivibilità

Trientina Ideogen - Trientina - Per il trattamento della malattia di Wilson in pazienti adulti, adolescenti e bambini di età pari o superiore a 5 anni i ...

Trientina Ideogen

Trientina Ideogen (Trientina)

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Trientina Ideogen: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: scheda tecnica ufficiale AIFA (PDF))

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Trientina Ideogen

Indice della Scheda

01.0 Denominazione del medicinale

Trientina Ideogen 167 mg capsule rigide

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

Ciascuna capsule rigida contiene 250 mg di trientina dicloridrato equivalente a 167 mg di trientina.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

Capsula rigida

Capsula di gelatina rigida, di colore marrone opaco, di dimensione 1, con impresso “HP551” in inchiostro nero sul corpo della capsula e sul cappuccio, riempita con polvere di colore da bianco a giallo pallido. La lunghezza della capsula è compresa tra 18,9 mm e 19,7 mm.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Per il trattamento della malattia di Wilson in pazienti adulti, adolescenti e bambini di età pari o superiore a 5 anni intolleranti alla terapia con D-penicillamina.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

Il trattamento deve essere iniziato solo da medici specialisti con esperienza nella gestione della malattia di Wilson.

Posologia La dose iniziale corrisponde di solito alla dose più bassa dell’intervallo e successivamente deve essere adattata in funzione alla risposta clinica del paziente (vedere paragrafo 4.4).

Adulti (compresi gli anziani):

La dose raccomandata è compresa tra 670-1340 mg di trientina base (da 4 a 8 capsule) al giorno divisa in 2-4 dosi. Le dosi raccomandate sono espresse in mg di trientina base (ossia non in mg del sale trientina dicloridrato) (vedere paragrafo 4.4).

Popolazioni speciali Anziani Non è richiesto alcun aggiustamento della dose nei pazienti anziani.

Compromissione renale Sono disponibili informazioni limitate sui pazienti con compromissione renale. Non è necessario alcun aggiustamento della dose per questi pazienti (vedere paragrafo 4.4).

Compromissione epatica Non ci sono dati disponibili sull’uso di trientina in pazienti con funzionalità epatica compromessa. Tuttavia, può essere necessario un monitoraggio per evitare tossicità o inefficacia (vedere paragrafo 4.4). Popolazione pediatrica La dose iniziale nei pazienti pediatrici è più bassa rispetto a quella per gli adulti e dipende dall’età e dal peso corporeo.

Bambini di età ≥ 5 anni La dose basata sul peso non è stata stabilita, ma la dose iniziale generalmente utilizzata è di 20 mg/kg/die (come trientina dicloridrato) arrotondata al dosaggio della capsula più vicina, somministrata in 2-4 dosi frazionate. La dose giornaliera raccomandata è di 330-840 mg di trientina base (2-5 capsule). La dose di mantenimento viene titolata in base alla risposta clinica e al livello di rame nel siero.

Bambini di età < 5 anni La sicurezza e l’efficacia della trientina nei bambini di età < 5 anni non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili.

Modo di somministrazione Per uso orale.

Le capsule devono essere deglutite con acqua. È importante che la trientina sia somministrata a stomaco vuoto, almeno un’ora prima dei pasti o due ore dopo i pasti e ad almeno un’ora di distanza da altri medicinali, alimenti o latte (vedere paragrafo 4.5).

04.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

Si consiglia cautela nel passaggio di un paziente da un’altra formulazione di trientina, poiché le dosi espresse in trientina base possono non essere equivalenti a causa delle differenze di biodisponibilità (vedere paragrafo 4.2).

La trientina è un agente chelante che ha dimostrato di ridurre i livelli di ferro sierico. In caso di anemia da carenza di ferro possono essere necessari integratori di ferro, che vanno somministrati in momenti diversi (vedere paragrafo 4.5).

L’associazione di trientina e zinco non è raccomandata. Sono disponibili solo dati limitati sull’uso concomitante e non è possibile formulare raccomandazioni specifiche relativamente alla dose (vedere paragrafo 4.5).

In pazienti precedentemente trattati con D-penicillamina, durante il successivo trattamento con trientina, sono state riportate reazioni lupus-simili; tuttavia, non è possibile stabilire l’esistenza di una relazione causale con la trientina.

Monitoraggio I pazienti trattati con trientina devono rimanere sotto regolare supervisione medica ed essere monitorati per un controllo appropriato dei sintomi e dei livelli di rame al fine di ottimizzare la dose (vedere paragrafo 4.2).

L’obiettivo della terapia di mantenimento è quello di mantenere i livelli di rame libero nel siero entro limiti accettabili. L’indice più affidabile per il monitoraggio della terapia è la determinazione dei livelli di rame libero nel siero, calcolati utilizzando la differenza tra i livelli di rame totale e di rame legato alla ceruloplasmina (il livello normale di rame libero nel siero è generalmente compreso tra 100 e 150 microgrammi/L).

La misurazione dell’escrezione di rame nelle urine può essere effettuata durante la terapia. Poiché la terapia chelante causa un aumento dei livelli urinari di rame, questo potrebbe non offrire/non offrirà un quadro accurato del carico di rame in eccesso nell’organismo, ma può essere una misura utile della compliance al trattamento.

All’inizio della terapia chelante, l’eccesso di rame libero nel siero durante la risposta iniziale al trattamento, può determinare il peggioramento dei sintomi clinici, incluso il deterioramento neurologico. È richiesto un attento monitoraggio per l’ottimizzazione della dose o l’adattamento del trattamento, se necessario.

Popolazioni speciali Il sovradosaggio comporta il rischio di carenza di rame. Le manifestazioni di sovradosaggio devono essere monitorate, in particolare quando il fabbisogno di rame può cambiare, come in gravidanza (vedere paragrafo 4.6) e nei bambini, dove è necessario un controllo appropriato dei livelli di rame per garantire una corretta crescita e un adeguato sviluppo mentale.

I pazienti con compromissione renale e/o epatica trattati con trientina devono rimanere sotto regolare supervisione medica per un controllo appropriato dei sintomi e dei livelli di rame. Per questi pazienti si raccomanda anche uno stretto monitoraggio della funzionalità renale e/o epatica (vedere paragrafo 4.2).

Eccipienti Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per capsula, cioè essenzialmente “senza sodio”.

04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Non sono stati effettuati studi d’interazione.

È stato dimostrato che la trientina riduce i livelli di ferro sierico, probabilmente riducendone l’assorbimento e, pertanto, potrebbe ritenersi necessaria l’assunzione di integratori di ferro. Poiché ferro e trientina possono inibire reciprocamente il loro assorbimento, gli integratori di ferro devono essere assunti a distanza di almeno due ore dalla somministrazione di trientina.

Non vi sono dati sufficienti per supportare l’uso concomitante di trientina e zinco. L’associazione di trientina e zinco non è raccomandata in quanto è probabile un’interazione tra zinco con trientina tale da ridurre gli effetti di entrambe le sostanze attive (vedere paragrafo 4.4). Poiché la trientina è scarsamente assorbita dopo l’assunzione orale e il meccanismo d’azione principale ne richiede l’esposizione sistemica (vedere paragrafo 5.1) è importante che le capsule vengano assunte a stomaco vuoto almeno un’ora prima dei pasti o 2 ore dopo i pasti e ad almeno un’ora di distanza da altri medicinali, alimenti o latte (vedere paragrafo 4.2). Ciò massimizza l’assorbimento della trientina e riduce la probabilità che il medicinale si leghi ai metalli nel tratto gastrointestinale. Tuttavia, non sono stati effettuati studi di interazione con gli alimenti, pertanto l’entità dell’effetto del cibo sull’esposizione sistemica alla trientina non è nota. Sebbene non esistano prove che gli antiacidi a base di calcio o magnesio alterino l’efficacia della trientina, è buona pratica somministrare questi medicinali in tempi diversi.

04.6 Gravidanza e allattamento

Gravidanza I dati relativi all’uso di trientina in donne in gravidanza sono in numero limitato.

Gli studi sugli animali hanno mostrato tossicità riproduttiva, dovuta probabilmente alla carenza di rame indotta da trientina (vedere paragrafo 5.3).

Poiché il rame è necessario per una corretta crescita e un adeguato sviluppo mentale, possono essere necessari aggiustamenti della dose per evitare la carenza di rame nel feto. Inoltre, è fondamentale lo stretto monitoraggio della paziente (vedere paragrafo 4.4). Il prodotto deve essere usato in gravidanza solo dopo un’attenta valutazione dei benefici rispetto ai rischi del trattamento della singola paziente. I fattori che vanno presi in considerazione includono i rischi associati alla malattia stessa, il rischio dei trattamenti alternativi disponibili e i possibili effetti teratogeni di trientina.

La gravidanza deve essere strettamente monitorata per individuare eventuali anomalie fetali e valutare i livelli di rame nel siero materno durante tutta la gravidanza.

La dose di trientina utilizzata deve essere aggiustata per mantenere i livelli di rame nel siero entro valori normali. Laddove opportuno, è necessario monitorare i livelli di rame e ceruloplasmina nel siero nei bambini nati da madri trattate con trientina.

Allattamento Non è noto se trientina venga escreta con il latte materno. Il rischio per i neonati/lattanti non può essere escluso. Occorre decidere se interrompere l’allattamento o interrompere la terapia/astenersi dalla terapia con trientina tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna.

Fertilità Non è noto se la trientina possa avere effetti sulla fertilità umana.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

La trientina non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare e di usare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

Sintesi del profilo di sicurezza La reazione avversa più comunemente segnalata con trientina è la nausea. Durante il trattamento, possono verificarsi grave anemia da carenza di ferro e colite grave.

Tabella delle reazioni avverse Sono state segnalate le seguenti reazioni avverse con l’uso di trientina per la malattia di Wilson.

Le frequenze sono definite come: molto comune (≥ 1/10); comune (da ≥ 1/100 a < 1/10); non comune (da ≥ 1/1 000 a < 1/100); raro (da ≥ 1/10 000 a < 1/1 000); molto raro (< 1/10 000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Classificazione sistemica organica Reazioni avverse
Patologie del sistema emolinfopoietico Non comune: anemia sideroblastica, Non nota: anemia da carenza di ferro
Patologie gastrointestinali Comune: nausea Non nota: duodenite, colite (compresa colite grave)
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non comune: eruzione cutanea, prurito, eritema Non nota: orticaria

Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse.

04.9 Sovradosaggio

L’esperienza con dosi superiori alla dose terapeutica raccomandata è limitata. In caso di sovradosaggio, è necessario osservare il paziente, eseguire un’analisi biochimica appropriata e somministrare un trattamento sintomatico. Non esiste antidoto per la trientina.

In un caso segnalato un sovradosaggio di 30 capsule non ha provocato effetti avversi evidenti. In un secondo caso, un elevato sovradosaggio di trientina (4000 mg di trientina sale dicloridrato; 200 compresse equivalenti a 2672 mg di trientina base) ha provocato capogiro e vomito autolimitanti senza altre sequele cliniche o significative anomalie biochimiche.

Il sovradosaggio cronico può portare a carenza di rame e anemia sideroblastica reversibile. Il sovradosaggio e l’eccesso di rimozione di rame possono essere monitorati utilizzando i valori dell’escrezione di rame nelle urine e di rame non legato alla ceruloplasmina. È richiesto un attento monitoraggio per l’ottimizzazione della dose o l’adattamento del trattamento, se necessario. (vedere paragrafo 4.4).

È stato segnalato un terzo caso di sovradosaggio con trientina. Questo caso si riferisce a un forte sovradosaggio da trientina (300 compresse, dose totale 60 000 mg di trientina sale dicloridrato, equivalente a 40 000 mg di trientina base) che ha provato capogiro autolimitante durante il primo giorno e nausea e vomito il secondo giorno. Tutti i sintomi erano autolimitanti e si sono risolti entro 48 ore dal sovradosaggio. A causa degli effetti farmacologici della trientina, il paziente aveva un basso livello di rame nel siero e un elevato livello di rame nelle urine. Sono state riscontrate lievi anomalie biochimiche (lieve diminuzione dei livelli sierici di zinco e fosfato lieve aumento della creatinina sierica) che si sono risolte spontaneamente e/o con la somministrazione di liquidi.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Altri farmaci dell’apparato gastrointestinale e del metabolismo, prodotti vari dell’apparato gastrointestinale e del metabolismo, codice ATC: A16AX12

Meccanismo d’azione Trientina è un agente chelante del rame che aiuta l’eliminazione del rame dall’organismo formando un complesso solubile stabile che viene facilmente escreto dai rene. La chelazione del rame da parte della trientina può avvenire anche nel tratto intestinale inibendone così l’assorbimento.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Dopo la somministrazione orale di una dose singola di 167 mg di trientina base (250 mg di trientina sale dicloridrato) di Trientina Ideogen in soggetti sani, la trientina è stata rapidamente assorbita con valori mediani di T pari a 1,25 ore. Il tasso di eliminazione terminale (K ) e l’emivita terminale (t ) per la max el 1/2 trientina sono stati 0,10 ± 0,07 h-1 e 11,26 ± 7,54 h. La C era 933,99 ± 345,99 ng/mL e l’AUC max 0-t 3771,15 ± 1962,20 hr.ng/mL.

Cibo: L’assunzione di cibo inibisce l’assorbimento evidenziato dalla riduzione della C e dalla max diminuzione dell’area sotto la curva (AUC).

Distribuzione I volumi di distribuzione centrale e periferica sono rispettivamente 393 L e 252 L, il che indica che la trientina è ampiamente distribuita nel corpo umano, dove è probabile che si verifichi accumulo in alcuni tessuti. Biotrasformazione Due metaboliti principali della trientina sono stati rilevati nelle urine umane, N – acetil trietilenetetramina (MAT) e N ,N – diacetil trietilenetetramina (DAT). 1 10

Eliminazione La trientina e i suoi metaboliti vengono rapidamente escreti nelle urine, sebbene bassi livelli di trientina possano ancora essere rilevati nel plasma dopo 20 ore. La trientina non assorbita viene eliminata tramite escrezione fecale.

Linearità/non linearità Le esposizioni plasmatiche negli esseri umani hanno mostrato una relazione lineare con dosaggi orali di trientina.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati preclinici ottenuti con trientina hanno mostrato le seguenti reazioni avverse non osservate negli studi clinici, ma riscontrate in animali esposti a livelli analoghi a quelli dell’esposizione clinica e con possibile rilevanza per l’uso clinico come di seguito indicato:

Tossicità a dosi ripetute Nei topi, ove somministrata in acqua potabile, la trientina ha mostrato un aumento delle frequenze dell’infiammazione dell’interstizio polmonare e dell’infiltrazione grassa del fegato al livello periportale. È stata riscontrata una proliferazione di cellule ematopoietiche nella milza dei maschi. Nei maschi, il peso corporeo e dei reni sono risultati ridotti, così come l’incidenza della vacuolizzazione citoplasmatica renale. Il NOAEL è stato fissato a circa 92 mg/kg/giorno per i maschi e a 99 mg/kg/giorno per le femmine. Nei ratti trattati con dosi di trientina per via orale, fino a 600 mg/kg/giorno per 26 settimane, l’istopatologia ha manifestato un’incidenza e una severità dose-correlata della polmonite interstiziale cronica focale accompagnata da fibrosi della parete alveolare. Le alterazioni microscopiche del polmone sono state ritenute indicative di una reazione infiammatoria persistente o di un effetto tossico persistente sulle cellule alveolari. Tenendo conto delle proprietà irritanti della trientina, è stato ritenuto che la polmonite interstiziale cronica osservata fosse dovuta a un effetto citotossico della trientina a seguito di un accumulo nelle cellule epiteliali bronchiolari e negli pneumociti alveolari. Queste manifestazioni sono risultate irreversibili. Nei ratti è stato preso in considerazione un NOAEL di 50 mg/kg/giorno per le femmine, mentre non è stato stabilito alcun NOAEL per i maschi.

Negli studi di tossicità a dosi ripetute, i cani in trattamento con dosi di trientina per via orale fino a 300 mg/ kg/ giorno, hanno mostrato sintomi clinici neurologici e/o muscolo-scheletrici (andatura anormale, atassia, debolezza degli arti, tremore) attribuiti all’ attività di deplezione del rame da parte della trientina. Il NOAEL è stato fissato a 50 mg/kg/giorno con un margine di sicurezza di circa 4 nei maschi e 17 nelle femmine, rispetto alle esposizioni terapeutiche nell’uomo.

Genotossicità Nel complesso, la trientina ha mostrato effetti positivi negli studi di genotossicità in vitro, inclusi i test di Ames e i test di genotossicità in cellule di mammiferi. Tuttavia, la trientina è risultata negativa nel test in vivo del micronucleo nel topo.

Tossicità riproduttiva e dello sviluppo Nei roditori nutriti, durante la gravidanza, con una dieta contenente trientina, la frequenza di riassorbimenti e di malformazioni fetali al termine della gravidanza ha mostrato un aumento dosecorrelato. Tali effetti possono essere riconducibili alla carenza di rame e zinco indotta dalla trientina.

Tolleranza locale I dati in silico prevedono le proprietà irritanti e sensibilizzanti della trientina. Nei test di massimizzazione sui porcellini d’India, sono stati segnalati risultati positivi per il potenziale di sensibilizzazione.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Contenuto della capsula Silice colloidale anidra (E551) Acido stearico

Rivestimento della capsula Gelatina Sodio laurilsolfato Ossido di ferro rosso (E172) Ossido di ferro giallo (E172) Titanio diossido (E171)

Inchiostro per la stampa Gomma lacca (E904) Propilene glicole (E1520) Potassio idrossido (E525) Ossido di ferro nero (E172)

06.2 Incompatibilità

Non pertinente

06.3 Periodo di validità

3 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna temperatura particolare di conservazione. Tenere il flacone ben chiuso per proteggere il medicinale dall’umidità.

06.5 Natura e contenuto della confezione

Flacone HDPE bianco opaco con chiusura in PP a prova di bambino. Confezione: 100 capsule rigide

Blister Al-Al. Confezioni: 30, 72, 96, 100, 240 e 300 capsule rigide.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Ideogen GmbH Grünbergstraße 15/3/3 1120 Vienna, Austria

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

051153017 – “167 MG CAPSULE RIGIDE” 100 CAPSULE IN FLACONE HDPE CON CHIUSURA A PROVA DI BAMBINO

051153029 – “167 MG CAPSULE RIGIDE” 30 CAPSULE IN BLISTER AL-AL

051153031 – “167 MG CAPSULE RIGIDE” 72 CAPSULE IN BLISTER AL-AL

051153043 – “167 MG CAPSULE RIGIDE” 96 CAPSULE IN BLISTER AL-AL

051153056 – “167 MG CAPSULE RIGIDE” 100 CAPSULE IN BLISTER AL-AL

051153068 – “167 MG CAPSULE RIGIDE” 240 CAPSULE IN BLISTER AL-AL

051153070 – “167 MG CAPSULE RIGIDE” 300 CAPSULE IN BLISTER AL-AL

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 17 luglio 2025 Data del rinnovo più recente: 6 maggio 2025

10.0 Data di revisione del testo

Luglio 2026