Nuvaxovid Xfg: Scheda tecnica e prescrivibilità

Nuvaxovid Xfg - Proteina Spike Ricombinante Di Sars-Cov-2 (Omicron Xfg) Con Adiuvante Matrix-M - Nuvaxovid XFG è indicato per l’immunizzazione attiva per la prevenzione di COVID-19, malattia causata dal virus SARS-CoV ...

Nuvaxovid Xfg

Nuvaxovid Xfg (Proteina Spike Ricombinante Di Sars-Cov-2 (Omicron Xfg) Con Adiuvante Matrix-M)

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Nuvaxovid Xfg: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: scheda tecnica ufficiale AIFA (PDF))

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Nuvaxovid Xfg

Indice della Scheda

01.0 Denominazione del medicinale

Nuvaxovid XFG dispersione per preparazione iniettabile in siringa preriempita Vaccino anti-COVID-19 (ricombinante, adiuvato)

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

Siringhe preriempite monodose.

Una siringa preriempita contiene 1 dose da 0,5 mL, vedere paragrafo 6.5.

Una dose (0,5 mL) contiene 5 microgrammi della proteina spike* di SARS-CoV-2 (Omicron XFG) con adiuvante Matrix-M.

L’adiuvante Matrix-M contiene per ogni dose da 0,5 mL: frazione A (42,5 microgrammi) e frazione C (7,5 microgrammi) di estratto di Quillaja saponaria Molina.

*Prodotta mediante tecnologia del DNA ricombinante con sistema di espressione di baculovirus in una linea cellulare di insetto derivata da cellule Sf9 della specie Spodoptera frugiperda.

Eccipienti con effetto noto

Questo medicinale contiene 23 mg di sodio, 39 mg di potassio e 0,05 mg di polisorbato 80 per dose (vedere paragrafo 4.4).

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

Dispersione per preparazione iniettabile (iniezione).

Dispersione da incolore a leggermente gialla, da limpida a leggermente opalescente (pH 7,2).

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Nuvaxovid XFG è indicato per l’immunizzazione attiva per la prevenzione di COVID-19, malattia causata dal virus SARS-CoV-2, in soggetti di età pari o superiore a 12 anni.

L’uso di questo vaccino deve essere conforme alle raccomandazioni ufficiali.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Nuvaxovid XFG viene somministrato per via intramuscolare in dose singola (0,5 mL) a soggetti di età pari o superiore a 12 anni, indipendentemente dal precedente stato vaccinale.

Nei soggetti che sono stati precedentemente vaccinati con un vaccino anti-COVID-19, Nuvaxovid XFG deve essere somministrato almeno 3 mesi dopo la dose più recente di un vaccino anti-COVID-19.

Soggetti immunocompromessi Dosi aggiuntive possono essere somministrate a soggetti severamente immunocompromessi in conformità con le raccomandazioni nazionali, vedere paragrafo 4.4.

Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di Nuvaxovid XFG nei bambini di età inferiore a 12 anni non sono state ancora stabilite. Non ci sono dati disponibili.

Popolazione anziana Non è richiesto alcun adeguamento della dose nei soggetti anziani di età pari o superiore a 65 anni.

Modo di somministrazione

Nuvaxovid XFG viene somministrato esclusivamente mediante iniezione intramuscolare, preferibilmente nel muscolo deltoide del braccio.

Non iniettare il vaccino per via intravascolare, sottocutanea o intradermica.

Per le precauzioni da adottare prima della somministrazione del vaccino, vedere paragrafo 4.4.

Per le istruzioni sulla manipolazione e lo smaltimento del vaccino, vedere paragrafo 6.6.

04.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

Tracciabilità

Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati.

Raccomandazioni generali

Ipersensibilità e anafilassi

Sono stati segnalati eventi di anafilassi con Nuvaxovid. In caso di reazione anafilattica a seguito della somministrazione del vaccino devono essere sempre prontamente disponibili un trattamento e una supervisione medica adeguati.

Dopo la vaccinazione si raccomanda un attento monitoraggio per almeno 15 minuti. A coloro che hanno manifestato anafilassi a una precedente dose di Nuvaxovid non deve essere somministrata un’ulteriore dose del vaccino.

Miocardite e pericardite

A seguito della vaccinazione con Nuvaxovid si riscontra un aumento del rischio di miocardite e pericardite. Queste condizioni possono svilupparsi a distanza di pochi giorni dalla vaccinazione e si sono manifestate principalmente entro 14 giorni, vedere paragrafo 4.8. I dati disponibili suggeriscono che il decorso della miocardite e della pericardite a seguito della vaccinazione non è diverso da quello della miocardite e della pericardite in generale. Gli operatori sanitari devono prestare attenzione ai segni e ai sintomi di miocardite e pericardite. Ai vaccinati (compresi i genitori o le persone che prestano assistenza) deve essere indicato di rivolgersi immediatamente a un medico se sviluppano sintomi indicativi di miocardite o pericardite come dolore toracico (acuto e persistente), respiro affannoso o palpitazioni a seguito della vaccinazione.

Gli operatori sanitari devono consultare le linee guida e/o degli specialisti per la diagnosi e il trattamento di questa condizione.

Reazioni correlate all’ansia

Reazioni correlate all’ansia, tra cui reazioni vasovagali (sincope), iperventilazione o reazioni dovute allo stress, possono verificarsi in associazione alla vaccinazione come risposta psicogena all’iniezione con ago. È importante che vengano adottate precauzioni per evitare lesioni da svenimento.

Malattia concomitante

La vaccinazione deve essere rimandata nei soggetti affetti da malattia febbrile acuta severa o da infezione acuta. La presenza di un’infezione lieve e/o di febbre di lieve entità non deve comportare il rinvio della vaccinazione.

Trombocitopenia e disturbi della coagulazione

Come per le altre iniezioni intramuscolari, il vaccino deve essere somministrato con cautela nei soggetti in terapia anticoagulante o che presentano trombocitopenia o disturbi della coagulazione (come l’emofilia), poiché, a seguito di una somministrazione per via intramuscolare, in questi soggetti possono verificarsi eventi di sanguinamento o lividura.

Soggetti immunocompromessi

L’efficacia, la sicurezza e l’immunogenicità del vaccino sono state valutate in un numero limitato di soggetti immunocompromessi. L’efficacia di Nuvaxovid XFG potrebbe essere inferiore nei soggetti immunodepressi.

Durata della protezione

La durata della protezione offerta dal vaccino non è nota, in quanto ancora in via di determinazione nelle sperimentazioni cliniche in corso.

Limitazioni dell’efficacia del vaccino

I soggetti potrebbero non essere completamente protetti fino a 7 giorni dopo la vaccinazione. Come per tutti i vaccini, la vaccinazione con Nuvaxovid XFG potrebbe non proteggere tutti i soggetti vaccinati.

Eccipienti

Sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè essenzialmente “senza sodio”.

Potassio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (39 mg) di potassio per dose, cioè essenzialmente “senza potassio”.

Polisorbato 80 Questo medicinale contiene 0,05 mg di polisorbato 80 per dose. I polisorbati possono provocare reazioni allergiche.

04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

La co-somministrazione di Nuvaxovid (ceppo originale di Wuhan) con vaccini antinfluenzali inattivati è stata valutata in un numero limitato di partecipanti a un sottostudio esplorativo di una sperimentazione clinica, vedere paragrafo 4.8 e paragrafo 5.1.

La risposta anticorpale a SARS-CoV-2 è stata inferiore quando Nuvaxovid è stato somministrato in concomitanza con un vaccino antinfluenzale inattivato. La rilevanza clinica di questo dato non è nota.

La somministrazione concomitante di Nuvaxovid XFG con altri vaccini non è stata studiata.

04.6 Gravidanza e allattamento

Gravidanza

I dati relativi all’uso di Nuvaxovid in donne in gravidanza sono limitati. Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti su gravidanza, sviluppo embrio-fetale, parto o sviluppo postnatale, vedere paragrafo 5.3.

La somministrazione di Nuvaxovid XFG in gravidanza deve essere considerata solo quando i potenziali benefici superano i potenziali rischi per la madre e per il feto.

Allattamento

Non è noto se Nuvaxovid XFG sia escreto nel latte materno umano.

Non si ritiene che Nuvaxovid XFG possa causare effetti su neonati/lattanti, dal momento che l’esposizione sistemica a Nuvaxovid XFG di donne che allattano è trascurabile.

Fertilità

Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti di tossicità riproduttiva, vedere paragrafo 5.3.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Nuvaxovid XFG non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Tuttavia, alcuni degli effetti menzionati al paragrafo 4.8 possono condizionare in modo temporaneo la capacità di guidare veicoli o usare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

Nuvaxovid (ceppo originale di Wuhan)

Riassunto del profilo di sicurezza dopo il ciclo di vaccinazione primaria

Partecipanti di età pari o superiore a 18 anni Le reazioni avverse più frequenti dopo la somministrazione di una dose di Nuvaxovid nell’ambito della vaccinazione primaria sono state: dolorabilità in sede di iniezione (75%), dolore in sede di iniezione (62%), stanchezza (53%), mialgia (51%), cefalea (50%), malessere (41%), artralgia (24%) e nausea o vomito (14%). Le reazioni avverse sono state generalmente di severità da lieve a moderata, con una durata mediana inferiore o uguale a 2 giorni per gli eventi localizzati, e inferiore o uguale a 1 giorno per gli eventi sistemici dopo la vaccinazione. Complessivamente, è stata osservata un’incidenza più elevata di reazioni avverse nei gruppi di soggetti più giovani: tra gli adulti di età compresa tra 18 e meno di 65 anni rispetto ai soggetti di età pari o superiore a 65 anni.

Reazioni avverse di tipo locale e sistemico sono state segnalate con maggiore frequenza dopo la seconda dose rispetto alla prima.

A seguito della somministrazione concomitante con il vaccino antinfluenzale stagionale, sono state osservate frequenze più elevate di reazioni avverse locali in sede di iniezione di Nuvaxovid (70% dopo la dose 1 e 85% dopo la dose 2) e reazioni avverse sistemiche (60% dopo la dose 1 e 70% dopo la dose 2).

Adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni

Le reazioni avverse più frequenti sono state dolorabilità in sede di iniezione (71%), dolore in sede di iniezione (67%), cefalea (63%), mialgia (57%), stanchezza (54%), malessere (43%), nausea o vomito (23%), artralgia (19%) e piressia (17%). La febbre è stata osservata più frequentemente negli adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni rispetto agli adulti, con una frequenza che è risultata molto comune negli adolescenti dopo la seconda dose. Le reazioni avverse sono state generalmente di severità da lieve a moderata, con una durata mediana inferiore o uguale a 3 giorni per gli eventi localizzati e sistemici dopo la vaccinazione.

Riassunto del profilo di sicurezza dopo la dose di richiamo

Partecipanti di età pari o superiore a 18 anni

Le reazioni avverse più frequenti segnalate in seguito alla ricezione di una dose di richiamo di Nuvaxovid dopo la vaccinazione primaria a due dosi sono state dolorabilità in sede di iniezione (73%), dolore in sede di iniezione (61%), stanchezza (53%), dolore muscolare (52%), cefalea (46%), malessere (41%) e dolore articolare (26%).

Adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni

Le reazioni avverse sollecitate più frequenti in seguito alla ricezione di una dose di richiamo di Nuvaxovid dopo il ciclo primario a due dosi sono state dolorabilità in sede di iniezione (66%), dolore in sede di iniezione (65%), cefalea (63%), dolore muscolare (60%), stanchezza (57%), malessere (45%) e nausea/vomito (23%), con una durata mediana di 2-3 giorni dopo la vaccinazione.

Nuvaxovid XFG (Nuvaxovid adattato a Omicron)

La sicurezza di Nuvaxovid XFG si deduce dai dati di sicurezza del vaccino Nuvaxovid (ceppo originale di Wuhan) e dai dati di sicurezza del vaccino adattato Omicron BA.5.

Le reazioni avverse più frequenti dopo la prima o la seconda dose di richiamo monovalente Omicron BA.5 sono state dolorabilità in sede di iniezione (> 50%), dolore in sede di iniezione (> 30%), stanchezza (> 30%), cefalea (> 20%), mialgia (> 20%) e malessere (> 10%).

Tabella delle reazioni avverse

Le reazioni avverse associate a Nuvaxovid, identificate negli studi clinici condotti su partecipanti di età pari o superiore a 12 anni (N=43 424) e nella sorveglianza post‑marketing, sono riportate nella tabella seguente.

Le reazioni avverse osservate durante gli studi clinici sono elencate di seguito secondo le seguenti categorie di frequenza:

molto comune (≥ 1/10) comune (≥ 1/100, < 1/10) non comune (≥ 1/1 000, < 1/100) raro (≥ 1/10 000, < 1/1 000) molto raro (< 1/10 000) non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

In ciascun gruppo di frequenze, le reazioni avverse sono presentate in ordine di severità decrescente.

Tabella 1. Reazioni avverse negli studi clinici con Nuvaxovid e nell’esperienza post-autorizzazione in soggetti di età pari o superiore a 12 anni

Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Molto comune (≥ 1/10) Comune (≥ 1/100, < 1/10) Non comune (≥ 1/1 000, < 1/100) Raro (da ≥ 1/10 000, < 1/1 000) Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
Patologie del sistema emolinfopoietico Linfoadenopatia
Disturbi del sistema immunitario Anafilassi
Patologie del sistema nervoso Cefalea Parestesia Ipoestesia
Patologie cardiache Miocardite Pericardite
Patologie vascolari Ipertensioned
Patologie Nausea o vomitoa
gastrointestinali
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eruzione cutanea Eritema Prurito Orticaria
Patologie del Mialgiaa Artralgiaa
sistema
muscoloscheletrico
e del tessuto
connettivo
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione Dolorabilità in sede di iniezionea Dolore in sede di iniezionea Stanchezzaa Malesserea,b Arrossamento in sede di iniezionea,c Tumefazione in sede di iniezionea Piressiae Dolore a un arto Prurito in sede di iniezione Brividi Calore in sede di iniezione

a Questi eventi sono stati osservati con una frequenza maggiore dopo la seconda dose. b In questo termine sono stati inclusi anche eventi segnalati come malattia simil-influenzale c Questo termine comprende sia l’arrossamento in sede di iniezione sia l’eritema in sede di iniezione (comune). d Non sono stati segnalati casi di ipertensione negli adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni dello studio clinico. e La piressia è stata osservata più frequentemente negli adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni rispetto agli adulti, con una frequenza che è risultata molto comune negli adolescenti dopo la seconda dose.

Descrizione di reazioni avverse selezionate

Nel corso di tutte le sperimentazioni cliniche, dopo il vaccino Nuvaxovid è stato osservato un aumento dell’incidenza di ipertensione (n=46; 1,0%) rispetto al placebo (n=22; 0,6%) tra gli adulti più anziani nei 3 giorni successivi alla vaccinazione. Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V, includendo il numero di lotto, se disponibile.

04.9 Sovradosaggio

Non sono stati segnalati casi di sovradosaggio. In caso di sovradosaggio, si raccomandano il monitoraggio delle funzioni vitali e l’eventuale trattamento sintomatico.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: vaccino, subunità proteica, codice ATC: J07BN04

Meccanismo d’azione

Nuvaxovid XFG è composto dalla proteina spike (S) ricombinante di SARS-CoV-2 Omicron XFG purificata a lunghezza completa e stabilizzata nella conformazione di pre-fusione. L’aggiunta dell’adiuvante Matrix-M, a base di saponina, facilita l’attivazione delle cellule del sistema immunitario innato, potenziando il grado della risposta immunitaria specifica contro la proteina S. I due componenti del vaccino inducono le risposte immunitarie dei linfociti B e dei linfociti T contro la proteina S, inclusi gli anticorpi neutralizzanti, che possono contribuire alla protezione contro COVID-19.

Nuvaxovid XFG (Nuvaxovid adattato a Omicron) L’efficacia di Nuvaxovid XFG si deduce dai dati di efficacia del vaccino Nuvaxovid (ceppo originale di Wuhan) e dai dati di immunogenicità del vaccino adattato del ceppo Omicron BA.5.

Nello studio 2019nCoV-311 Parte 2, un totale di 694 partecipanti di età pari o superiore a 18 anni, che sono stati valutati per l’immunogenicità e avevano precedentemente ricevuto 3 o più dosi del vaccino Pfizer-BioNTech COVID-19 o del vaccino Moderna COVID-19, hanno ricevuto 1 dei seguenti vaccini come dose di richiamo: Nuvaxovid (ceppo originale di Wuhan), vaccino monovalente Nuvaxovid Omicron BA.5 o vaccino bivalente Nuvaxovid originale/Omicron BA.5. Le dosi di richiamo sono state somministrate rispettivamente a una mediana di 11-13 mesi dopo l’ultima vaccinazione. È stata condotta un’analisi della risposta anticorpale neutralizzante per SARS-CoV-2 1 mese dopo la dose di richiamo. Le risposte anticorpali neutralizzanti sono riportate in Tabella 2.

Tabella 2: Titoli anticorpali neutralizzanti lo pseudovirus Omicron BA.5 e Wuhan (ID50) in seguito a vaccinazione di richiamo con vaccino monovalente BA.5 di Nuvaxovid, Nuvaxovid (ceppo originale di Wuhan), e Nuvaxovid bivalente originale/Omicron BA.5 – Sottoinsieme del test di neutralizzazione degli pseudovirus PP; Studio 2019nCoV-311 Parte 2

GMT Punto temporale Partecipanti ≥18 years
Nuvaxovid monovalente Omicron BA.5 Nuvaxovid (ceppo originale di Wuhan) Nuvaxovid bivalente originale/Omicron BA.5
N GMT (IC al 95%)1 N GMT (IC al 95%)1 N GMT (IC al 95%)1
Titoli anticorpali neutralizzanti (ID50) contro lo pseudovirus della sottovariante Omicron BA.5 Basale2 239 354,8 (288,9; 435.7) 231 336,8 (269,2; 421,4) 240 303,4 (246,6; 373,3)
Giorno 28 238 1 527,9 (1 275,8; 1 829,9) 228 586,7 (480,9; 715,8) 235 1 100,9 (914,0; 1326,1)
Titoli anticorpali neutralizzanti (ID50) contro lo pseudovirus ancestrale (Wuhan) al Giorno 28 Basale2 239 1 380,2 (1 161,3; 1 640,3) 231 1 276,4 (1 061,5; 1 534,9) 230 1 222,1 (1024,5; 1457,9)
Giorno 28 238 2 221,3 (1 940,0; 2 543,3) 228 2 361,1 (2 031,1; 2 744,7) 235 2 330,9 (2 007,1; 2 707,0)

Abbreviazioni: IC = intervallo di confidenza; GMT = media geometrica dei titoli; ID50 = diluizione inibitoria al 50% 1 Gli IC al 95% per i GMT sono stati calcolati in base alla distribuzione t dei valori trasformati in logaritmo e, quindi trasformati nuovamente nella scala originale per la presentazione. 2 Il basale è stato definito come l’ultima valutazione non mancante prima della vaccinazione di richiamo.

Nuvaxovid (ceppo originale di Wuhan)

Efficacia clinica

Ciclo di vaccinazione primaria

L’efficacia clinica, la sicurezza e l’immunogenicità di Nuvaxovid sono state valutate in due studi cardine di Fase III controllati con placebo, lo Studio 1 (2019nCoV-301) condotto in Nord America e lo Studio 2 (2019nCoV-302) condotto nel Regno Unito, nonché in uno studio di Fase IIa/b, lo Studio 3 condotto in Sudafrica.

Studio 1 (2019nCoV-301) Lo Studio 1 è stato uno studio multicentrico di Fase III, randomizzato, con osservatore in cieco, controllato con placebo, con uno studio principale sugli adulti condotto su partecipanti di età pari o superiore a 18 anni negli Stati Uniti e in Messico e un’estensione pediatrica svolta in partecipanti di età compresa tra 12 e 17 anni negli Stati Uniti.

Partecipanti di età pari o superiore a 18 anni Al momento dell’arruolamento nello studio principale sugli adulti, i partecipanti sono stati stratificati per fasce d’età (18-64 anni e ≥ 65 anni) e assegnati alla somministrazione di Nuvaxovid o placebo in rapporto di 2:1. Lo studio ha escluso i partecipanti immunocompromessi in modo significativo a causa di malattia da immunodeficienza; in chemioterapia per neoplasia in atto; in terapia immunosoppressiva cronica o che avevano ricevuto immunoglobuline oppure emoderivati nei 90 giorni precedenti; in stato di gravidanza o allattamento; o con pregressa diagnosi di COVID-19 confermata da esami di laboratorio. Sono stati inclusi partecipanti con comorbilità di base clinicamente stabili, oltre a partecipanti con infezione da HIV ben controllata.

L’arruolamento degli adulti si è concluso nel febbraio del 2021. I partecipanti sono stati seguiti fino a 24 mesi dopo la somministrazione della seconda dose per le valutazioni di sicurezza e di efficacia contro COVID-19. Dopo l’acquisizione di dati sulla sicurezza sufficienti a sostenere la domanda di autorizzazione all’immissione in commercio condizionata, i destinatari iniziali del placebo sono stati invitati a ricevere due iniezioni di Nuvaxovid a 21 giorni di distanza l’una dall’altra, mentre i destinatari iniziali di Nuvaxovid sono stati invitati a ricevere due iniezioni di placebo a 21 giorni di distanza (“crossover in cieco”). A tutti i partecipanti è stata offerta la possibilità di continuare a essere seguiti nello studio.

La popolazione per l’analisi di efficacia primaria (indicata come serie di analisi di efficacia in base al protocollo [PP-EFF]), composta da 24 784 partecipanti che avevano ricevuto due dosi di Nuvaxovid (n=16 898) o placebo (n=7 886) (Dose 1 al Giorno 0; Dose 2 al Giorno 21, con mediana di 21 giorni [IQR 21-23], intervallo 20-60), non ha presentato deviazioni dal protocollo che comportassero l’esclusione dallo studio, né evidenze di infezione da SARS-CoV-2 fino a 7 giorni dopo la seconda dose.

I dati demografici e le caratteristiche al basale tra i partecipanti che hanno ricevuto Nuvaxovid e coloro che hanno ricevuto il placebo erano equilibrati. Nella serie di analisi PP-EFF, l’età mediana dei partecipanti che hanno ricevuto Nuvaxovid era di 47 anni (intervallo: 18-95 anni); l’88% (n=14 908) aveva un’età compresa tra 18 e 64 anni, mentre il 12% (n=1 990) aveva un’età pari o superiore a 65 anni; il 48% era di sesso femminile; il 94% proveniva dagli Stati Uniti e il 6% dal Messico; il 76% era bianco, l’11% nero o afro-americano, il 6% indiano d’America (compresi i nativi americani) o nativo dell’Alaska e il 4% era asiatico; il 22% era ispanico o latino. In 16 100 partecipanti (95%) era presente almeno una comorbilità preesistente o una caratteristica dello stile di vita associata a un aumento del rischio di COVID-19 in forma severa. Le comorbilità includevano: obesità (indice di massa corporea [IMC] ≥ 30 kg/m2); malattia polmonare cronica; diabete mellito di tipo 2; malattia cardiovascolare; malattia renale cronica; o infezione da virus dell’immunodeficienza umana (HIV). Altre caratteristiche ad alto rischio includevano un’età ≥ 65 anni (con o senza comorbilità) oppure un’età < 65 anni con comorbilità e/o condizioni di vita o di lavoro che prevedevano un’esposizione frequente nota a SARS-CoV-2 o ad ambienti densamente popolati.

I casi di COVID-19 sono stati confermati mediante reazione a catena della polimerasi (PCR) da un laboratorio centralizzato. L’efficacia del vaccino è riportata nella Tabella 3.

Tabella 3. Efficacia del vaccino nei confronti di COVID-19 confermata da test PCR con insorgenza a partire da 7 giorni dopo la seconda vaccinazione1 – serie di analisi PP-EFF; studio 2019nCoV-301

Sottogruppo Nuvaxovid Placebo % Efficacia del vaccino (IC al 95%)
Parteci- panti N Casi di COVID-19 n (%)2 Tasso di incidenza per anno per 1 000 persone2 Parteci- panti N Casi di COVID-19 n (%)3 Tasso di incidenza per anno per 1 000 persone2
Endpoint primario di efficacia
Tutti i partecipanti 16 880 18 (0,1) 3,36 7 814 72 (0,9) 39,74 91,53% (83,31; 95,70)3,4

1 Efficacia del vaccino (VE) valutata nei partecipanti senza deviazioni importanti dal protocollo, risultati sieronegativi (per SARS-CoV-2) al basale e attualmente senza infezione da SARS-CoV-2 confermata in laboratorio con insorgenza dei sintomi fino a 6 giorni dopo la seconda dose, e sottoposti al regime completo prescritto con il vaccino sperimentale. 2 Tasso medio di incidenza della malattia per anno in 1 000 persone. 3 Dato basato sul modello lineare-logaritmico del tasso di incidenza di infezione da SARS-CoV-2 confermata da test PCR utilizzando la regressione di Poisson, con gruppo di trattamento e fasce d’età come effetti fissi e varianza di errore robusto, dove VE = 100 × (1 – rischio relativo) (Zou 2004). 4 Criterio dell’endpoint primario di efficacia per il successo soddisfatto con un limite inferiore dell’intervallo di confidenza (LBCI) > 30% all’analisi di conferma primaria programmata.

L’efficacia del vaccino Nuvaxovid per la prevenzione dell’insorgenza di COVID-19 a partire da sette giorni dopo la Dose 2 è stata del 91,53% (IC al 95%: 83,31; 95,70). Nessun caso di COVID-19 in forma severa è stato segnalato tra i 16 880 partecipanti che hanno ricevuto Nuvaxovid, rispetto a 4 casi di COVID-19 in forma severa segnalati tra gli 7 886 destinatari del placebo nella serie di analisi PPEFF.

Le analisi per sottogruppi dell’endpoint primario di efficacia hanno mostrato stime di efficacia sovrapponibili per i partecipanti di sesso maschile e femminile e per i gruppi etnici, nonché tra i partecipanti con comorbilità mediche associate ad alto rischio di COVID-19 severa. Non sono state osservate differenze di rilievo nell’efficacia complessiva del vaccino tra i partecipanti a maggior rischio di COVID-19 severa, compresi coloro con 1 o più comorbilità che aumentano il rischio di COVID-19 severa (ad es., IMC ≥ 30 kg/m2, malattia polmonare cronica, diabete mellito di tipo 2, malattia cardiovascolare e malattia renale cronica).

I risultati di efficacia rispecchiano l’arruolamento che si è svolto nel periodo in cui, nei due paesi (USA e Messico) in cui è stato condotto lo studio, circolavano prevalentemente ceppi classificati come varianti di preoccupazione o varianti sottoposte a monitoraggio. Il sequenziamento dei dati è stato disponibile per 70 dei 90 casi di endpoint (78%). Di questi, 54 su 70 (77%) sono stati identificati come varianti di preoccupazione o varianti sottoposte a monitoraggio. Le varianti di preoccupazione/sottoposte a monitoraggio più comuni identificate sono state Alfa con 52/90 casi (58%), Beta (2/90, 2%), Gamma (3/90, 3%), Iota con 9/90 casi (10%) ed Epsilon (19/90, 21%). Efficacia negli adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni

La valutazione dell’efficacia e dell’immunogenicità di Nuvaxovid in partecipanti adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni si è svolta negli Stati Uniti nella parte di estensione pediatrica dello studio multicentrico di Fase III, randomizzato, con osservatore in cieco, controllato con placebo 2019nCoV301. Un totale di 1 769 partecipanti, assegnati in rapporto di 2:1 a ricevere due dosi di Nuvaxovid (n=1 199) o placebo (n=570) mediante iniezione intramuscolare a 21 giorni di distanza l’una dall’altra, costituiva la popolazione per valutare l’efficacia secondo un’analisi Per Protocollo. I partecipanti con conferma di infezione o pregressa infezione dovuta a SARS-CoV-2 al momento della randomizzazione non sono stati inclusi nell’analisi di efficacia primaria.

L’arruolamento degli adolescenti si è concluso nel giugno 2021. I partecipanti sono stati seguiti fino a 24 mesi dopo la somministrazione della seconda dose per le valutazioni di sicurezza, efficacia e immunogenicità contro COVID-19. Dopo un periodo di follow-up di sicurezza di 60 giorni, i destinatari adolescenti iniziali del placebo sono stati invitati a ricevere due iniezioni di Nuvaxovid a 21 giorni di distanza l’una dall’altra, mentre i destinatari iniziali di Nuvaxovid sono stati invitati a ricevere due iniezioni di placebo a 21 giorni di distanza l’una dall’altra (“crossover in cieco”). A tutti i partecipanti è stata offerta la possibilità di continuare a essere seguiti nello studio.

La COVID-19 è stata definita come primo episodio di COVID-19 confermata da test PCR lieve, moderata o severa, con almeno uno o più dei sintomi predefiniti in ciascuna categoria di severità. La COVID-19 lieve è stata definita come febbre, tosse di nuova insorgenza o almeno 2 o più sintomi ulteriori di COVID-19.

Ci sono stati 19 casi di COVID-19 sintomatica lieve confermata da test PCR (Nuvaxovid, n=6 [0,5%]; placebo, n=13 [2,3%]), con una conseguente stima puntuale dell’efficacia del 79,0% (IC al 95%:

44,7%, 92,0%).

Al momento di questa analisi, la variante di preoccupazione (VOC) Delta (inclusi i sottolignaggi AY) era la variante predominante presente negli Stati Uniti e rappresentava tutti i casi per i quali erano disponibili i dati di sequenziamento (11 casi).

Immunogenicità negli adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni Un’analisi della risposta anticorpale neutralizzante anti-SARS-CoV-2 14 giorni dopo la Dose 2 (Giorno 35) è stata condotta nei partecipanti adolescenti sieronegativi alla nucleoproteina (NP) antiSARS-CoV-2 e PCR-negativi al basale. Le risposte anticorpali neutralizzanti sono state confrontate con quelle osservate nei partecipanti adulti sieronegativi/PCR-negativi di età compresa tra 18 e 25 anni dello studio principale sugli adulti, come illustrato nella Tabella 4. La non-inferiorità richiedeva che fossero soddisfatti i tre criteri seguenti: limite inferiore dell’IC bilaterale al 95% per il rapporto della media geometrica dei titoli (GMT) (GMT 12-17 anni/GMT 18-25 anni) > 0,67; stima puntuale del rapporto delle GMT ≥ 0,82; e limite inferiore dell’IC bilaterale al 95% per la differenza dei tassi di sieroconversione (SCR) > -10%. Questi criteri di non-inferiorità sono stati soddisfatti. Le GMT sono presentate in Tabella 4.

Tabella 4: Rapporto corretto, complessivo e stratificato per gruppo di età, della media geometrica e differenza nel tasso di sieroconversione dei titoli anticorpali neutralizzanti dosati mediante test MN per il virus SARS-CoV-2 S di tipo selvaggio al Giorno 35 (serie di analisi CMA PP-IMM)1

Test Punto temporale Estensione pediatrica (da 12 a 17 anni) N=390 Studio principale sugli adulti (da 18 a 25 anni) N=416 Da 12 a 17 anni rispetto a da 18 a 25 anni
GMT IC al 95%2 %SCR (IC al 95%3) GMT IC al 95%2 %SCR (IC al 95%3) GMR IC al 95%2 Differenza
nel SCR
(IC al
95%3)

Microneutralizzazione Giorno 35 3 833,98 98,7 2 645,91 99,5 1,45 -0,77 (1/diluizione) (14 giorni (3 402,66; (97,1; (2 400,52; (98,2; (1,24; (-2,50; dopo la 4 319,97) 99,6) 2 916,38) 99,9) 1,69)3 0,68) Dose 2)

Abbreviazioni: ANCOVA = analisi della covarianza; GMR = rapporto GMT, che è definito come il rapporto di 2 GMT per il confronto di 2 coorti di età; GMT = media geometrica dei titoli; IC = intervallo di confidenza; LLOQ = limite inferiore di quantificazione; MN = microneutralizzazione; N = numero di partecipanti nella serie di analisi PP-IMM specifica per il test in ciascuna parte dello studio con dati di risposta non mancanti a ciascuna visita; PP-IMM = immunogenicità in base al protocollo; SARS-CoV-2 = sindrome respiratoria acuta severa da coronavirus 2. 1 La tabella include solamente i partecipanti nel gruppo di vaccino attivo. 2 Per stimare il GMR, è stata eseguita un’ANCOVA con coorte di età come effetto principale e anticorpi neutralizzanti al test di MN al basale come covariata. I valori di risposta individuali registrati al di sotto dell’LLOQ sono stati impostati a metà dell’LLOQ. 3 Il tasso di sieroconversione (SCR) è definito come la percentuale di partecipanti che presentano una differenza dei titoli tra il Giorno 35 e il Giorno 0 ≥ 4 volte. L’IC al 95% per il SCR è stato calcolato utilizzando il metodo esatto di Clopper‑Pearson.

Studio 2 (2019nCoV-302) Lo Studio 2 era uno studio multicentrico di Fase III, randomizzato, con osservatore in cieco, controllato con placebo, condotto su partecipanti di età compresa tra 18 e 84 anni nel Regno Unito. Al momento dell’arruolamento, i partecipanti sono stati stratificati per fasce d’età (18-64 anni; 65-84 anni) per ricevere Nuvaxovid o placebo. Lo studio ha escluso i partecipanti immunocompromessi in modo significativo a causa di malattia da immunodeficienza; diagnosi attuale oncologica o in terapia oncologica; malattia/disturbo autoimmune; in terapia immunosoppressiva cronica o che avevano ricevuto immunoglobuline oppure emoderivati nei 90 giorni precedenti; disturbo emorragico o uso continuo di anticoagulanti; anamnesi di reazioni allergiche e/o anafilassi; stato di gravidanza; o pregressa diagnosi di COVID-19 confermata in laboratorio. Sono stati inclusi i partecipanti con una malattia clinicamente stabile, definita come malattia che non ha richiesto modifiche della terapia né ricovero ospedaliero per aggravamento delle condizioni di salute durante le 4 settimane prima dell’arruolamento. Non sono stati esclusi dall’arruolamento i partecipanti con infezione nota stabile da HIV, virus dell’epatite C (HCV) o virus dell’epatite B (HBV).

L’arruolamento si è concluso nel novembre del 2020. I partecipanti sono stati seguiti fino a 12 mesi dopo il ciclo di vaccinazione primaria per le valutazioni di sicurezza ed efficacia contro COVID-19.

La serie di analisi di efficacia primaria (PP-EFF) è stata condotta su 13 971 partecipanti che hanno ricevuto due dosi di Nuvaxovid (n=6 979) o placebo (n=6 992) (Dose 1 il Giorno 0; Dose 2 a una mediana di 21 giorni (IQR 21-23), intervallo 16-45) e non hanno presentato deviazioni dal protocollo che comportassero l’esclusione dallo studio, né evidenze di infezione da SARS-CoV-2 fino a 7 giorni dopo la somministrazione della seconda dose (Tabella 5).

I dati demografici e le caratteristiche al basale tra i partecipanti che hanno ricevuto Nuvaxovid e i partecipanti che hanno ricevuto il placebo erano equilibrati. Nella serie di analisi PP-EFF, l’età mediana dei partecipanti che hanno ricevuto Nuvaxovid era di 56,0 anni (intervallo: 18-84 anni); il 72% (n=5 039) aveva un’età compresa tra 18 e 64 anni, mentre il 28% (n=1 940) aveva un’età compresa tra 65 e 84 anni; il 49% era di sesso femminile; il 95% era bianco; il 3% era asiatico; < 1% era costituito da più etnie, < 1% era nero o afro-americano; e < 1% era ispanico o latino; il 45% presentava almeno una comorbilità.

L’efficacia del vaccino Nuvaxovid nel prevenire l’insorgenza di COVID-19 a partire da 7 giorni dopo la dose 2 è stata dell’87,2% (IC al 95%: 78,1, 92,5). Non sono stati segnalati casi di COVID-19 severa nei 6 979 partecipanti trattati con Nuvaxovid rispetto ai 6 casi di COVID-19 severa segnalati nei 6 992 pazienti trattati con placebo nel set di analisi PP-EFF. Tabella 5. Analisi di efficacia del vaccino nei confronti di COVID-19 confermata da test PCR con insorgenza almeno 7 giorni dopo la seconda vaccinazione – (popolazione PP-EFF) Studio 2 (2019nCoV-302)

Sottogruppo Nuvaxovid (ceppo originale di Wuhan) Placebo % Efficacia del vaccino (IC al 95%)
Parteci- panti N Casi di COVID-19 n (%) Tasso di incidenza per anno per 1.000 persone1 Parteci- panti N Casi di COVID- 19 n (%) Tasso di incidenza per anno per 1.000 persone1
Endpoint primario di efficacia
Tutti i partecipanti 6 979 15 (0,2) 9,47 6 992 116 (1,7) 73,88 87,2% (78,1; 92,5)2, 3
Analisi per sottogruppi dell’endpoint primario di efficacia
Età da 18 a 64 anni 5 039 13 (0,3) 18,86 5 042 108 (2,1) 158,12 88,1% (78,8; 93.3)2
Età da 65 a 84 anni 1 940 2 (0,1)2 7,08 1 950 8 (0,4)2 28,33 75,0% (-25,3; 97,4)4

1 Tasso medio di incidenza della malattia per anno in 1 000 persone. 2 Dato basato sul modello lineare-logaritmico di occorrenza utilizzando la regressione di Poisson con funzione legame logaritmica, gruppo di trattamento e stratificazioni (fasce d’età e regione aggregata) come effetti fissi e varianza di errore robusto [Zou 2004]. 3 Soddisfatto il criterio dell’endpoint primario di efficacia per il successo con un limite inferiore dell’intervallo di confidenza (LBCI) > 30%; efficacia confermata all’analisi ad interim. 4 Dato basato sul modello di Clopper-Pearson (dato il numero esiguo di eventi), IC al 95% calcolati utilizzando il metodo binomiale esatto di Clopper-Pearson aggiustato per il tempo totale di sorveglianza.

Questi risultati rispecchiano l’arruolamento che si è svolto nel periodo in cui, nel Regno Unito, circolava la variante B.1.1.7 (Alfa). L’identificazione della variante Alfa si è basata sulla mancata rilevazione del gene S bersaglio al test PCR. I dati disponibili hanno riguardato 118 dei 131 casi di endpoint (90%). Di questi, 80 su 118 (68%) sono stati identificati come variante Alfa, mentre gli altri casi sono stati classificati come non-Alfa.

Sottostudio sulla co-somministrazione di vaccini antinfluenzali stagionali autorizzati Complessivamente 429 partecipanti sono stati vaccinati in concomitanza con vaccini antinfluenzali stagionali inattivati; 217 partecipanti del sottostudio hanno ricevuto Nuvaxovid e 212 hanno ricevuto il placebo. I dati demografici e le caratteristiche al basale tra i partecipanti che hanno ricevuto Nuvaxovid e i partecipanti che hanno ricevuto il placebo erano equilibrati. Nella serie di analisi di immunogenicità secondo il protocollo (PP-IMM), l’età mediana dei partecipanti che hanno ricevuto Nuvaxovid (n=190) era di 40 anni (intervallo: 22-70 anni); il 94% (n=178) aveva un’età compresa tra 18 e 64 anni, mentre il 6% (n=12) aveva un’età compresa tra 65 e 84 anni; il 43% era di sesso femminile; l’86% era bianco; il 14% era multietnico o appartenente a minoranze etniche; e il 27% presentava almeno una comorbilità. La somministrazione concomitante non ha comportato una variazione delle risposte immunitarie al vaccino antinfluenzale, misurate dal saggio di emoagglutinoinibizione (HAI). È stata rilevata una riduzione del 30% della risposta anticorpale a Nuvaxovid, valutata da un saggio IgG anti-spike con tassi di sieroconversione simili a quelli dei partecipanti che non avevano ricevuto in concomitanza un vaccino antinfluenzale, vedere paragrafo 4.5 e paragrafo 4.8.

Studio 3 (2019nCoV-501) Lo Studio 3 era uno studio multicentrico di Fase IIa/b, randomizzato, con osservatore in cieco, controllato con placebo, condotto su partecipanti HIV-negativi di età compresa tra 18 e 84 anni e su soggetti che vivono con HIV (PLWH) di età compresa tra 18 e 64 anni in Sudafrica. I soggetti PLWH erano clinicamente stabili (senza infezioni opportunistiche), in terapia antiretrovirale stabile e altamente attiva e con una carica virale di HIV-1 < 1 000 copie/mL. L’arruolamento si è concluso nel novembre del 2020.

La serie di analisi di efficacia primaria (PP-EFF) è stata condotta su 2 769 partecipanti che hanno ricevuto due dosi di Nuvaxovid (n=1 413) o placebo (n=1 356), (Dose 1 il Giorno 0; Dose 2 il Giorno 21), non hanno presentato deviazioni dal protocollo che comportassero l’esclusione dallo studio, né evidenze di infezione da SARS-CoV-2 fino a 7 giorni dopo la somministrazione della seconda dose.

I dati demografici e le caratteristiche al basale tra i partecipanti che hanno ricevuto Nuvaxovid e i partecipanti che hanno ricevuto il placebo erano equilibrati. Nella serie di analisi PP-EFF, l’età mediana dei partecipanti che hanno ricevuto Nuvaxovid era di 28 anni (intervallo: 18-84 anni); il 39% era di sesso femminile; il 94% era nero/afro-americano; il 5% era bianco; il 3% era composto da più etnie; l’1% era asiatico; il 2% era ispanico o latino e il 5,4% era HIV-positivo.

In totale sono stati registrati 168 casi sintomatici lievi, moderati o severi di COVID-19 tra tutti i partecipanti adulti, sieronegativi (al SARS-CoV-2) al basale, per l’analisi completa (serie di analisi PP-EFF) dell’endpoint primario di efficacia, di cui 57 (4,0%) si riferivano a Nuvaxovid e 111 (8,2%) al placebo. L’efficacia vaccinale risultante di Nuvaxovid è stata del 50,7% (IC al 95%: 32,8; 63, 9).

Questi risultati rispecchiano l’arruolamento che si è svolto nel periodo in cui, in Sudafrica, circolava la variante B.1.351 (Beta).

Dose di richiamo

Immunogenicità in partecipanti di età pari o superiore a 18 anni Studio 2019nCoV-101, Parte 2 La sicurezza e l’immunogenicità di una dose di richiamo di Nuvaxovid sono state valutate in uno studio clinico di Fase II, randomizzato, con osservatore in cieco, controllato con placebo, che prevede la somministrazione di una singola dose di richiamo (Studio 2019nCoV-101, Parte 2) in partecipanti adulti sani di età compresa tra 18 e 84 anni, sieronegativi per SARS-CoV-2 al basale. Un totale di 254 partecipanti (serie di analisi completa) ha ricevuto due dosi di Nuvaxovid (0,5 mL, 5 microgrammi a distanza di 3 settimane) come ciclo di vaccinazione primaria. Un sottogruppo di 104 partecipanti ha ricevuto una dose di richiamo di Nuvaxovid circa 6 mesi dopo la Dose 2 del ciclo primario. Una singola dose di richiamo di Nuvaxovid ha prodotto un aumento di circa 84,8 volte dei livelli di anticorpi neutralizzanti, da un GMT di 68,3 prima del richiamo (Giorno 189) a un GMT di 5 834,3 dopo il richiamo (Giorno 217), e un aumento di circa 6,8 volte rispetto a un GMT di picco (14 giorni dopo la Dose 2) di 855,2.

Studio 2019nCoV-501 Nello Studio 3, uno studio di Fase IIa/b, randomizzato, con osservatore in cieco, controllato con placebo, la sicurezza e l’immunogenicità della dose di richiamo sono state valutate in partecipanti adulti sani, HIV-negativi, di età compresa tra 18 e 84 anni e in PLWH stabili dal punto di vista medico, di età compresa tra 18 e 64 anni che erano sieronegativi per SARS-CoV-2 al basale. Un totale di 1 169 partecipanti (serie di analisi PP-IMM) ha ricevuto una dose di richiamo di Nuvaxovid circa 6 mesi dopo il completamento della vaccinazione primaria con Nuvaxovid (Giorno 201). È stato dimostrato un aumento di circa 52,2 volte dei livelli di anticorpi neutralizzanti, da un GMT di 69 prima del richiamo (Giorno 201) a un GMT di 3 603 dopo il richiamo (Giorno 236), e un aumento di circa 5,2 volte rispetto a un GMT di picco (14 giorni dopo la Dose 2) di 690.

La sicurezza e l’immunogenicità di vaccini anti-COVID-19 somministrati come dosi di richiamo dopo il completamento di un ciclo di vaccinazione primaria con un altro vaccino anti-COVID-19 autorizzato sono state valutate in uno studio indipendente nel Regno Unito.

La sperimentazione multicentrica indipendente, di Fase II, randomizzata, controllata, avviata dallo sperimentatore (CoV-BOOST, EudraCT 2021-002175-19) ha esaminato l’immunogenicità di un richiamo in adulti di età pari o superiore a 30 anni con anamnesi negativa per infezione da SARSCoV-2 confermata da esami di laboratorio. Nuvaxovid è stato somministrato almeno 70 giorni dopo il completamento di un ciclo di vaccinazione primaria con ChAdOx1 nCov-19 (Oxford–AstraZeneca) o almeno 84 giorni dopo il completamento di un ciclo di vaccinazione primaria con BNT162b2 (Pfizer– BioNTech). I titoli degli anticorpi neutralizzanti misurati mediante test wild-type sono stati valutati 28 giorni dopo la dose di richiamo. Nel gruppo assegnato a ricevere Nuvaxovid, 115 partecipanti hanno ricevuto un ciclo primario a due dosi di ChAdOx1 nCov-19 e 114 partecipanti hanno ricevuto un ciclo primario a due dosi di BNT162b2 prima della somministrazione di una singola dose di richiamo (0,5 mL) di Nuvaxovid. Nuvaxovid (ceppo originale di Wuhan) ha dimostrato di indurre una risposta di richiamo a prescindere dal vaccino impiegato per la vaccinazione primaria.

Dose di richiamo negli adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni L’efficacia delle dosi di richiamo di Nuvaxovid negli adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni viene dedotta dai dati raccolti per le dosi di richiamo del vaccino negli adulti degli studi 2019nCoV101 e 2019nCoV-501, in quanto Nuvaxovid ha dimostrato di indurre una risposta immunitaria e un’efficacia comparabili dopo il ciclo di vaccinazione primaria negli adolescenti quanto negli adulti, e la capacità di potenziare la risposta immunitaria indotta dal vaccino è stata dimostrata negli adulti.

Popolazione anziana

Nuvaxovid è stato valutato in soggetti di età pari o superiore a 18 anni. L’efficacia di Nuvaxovid è risultata costante tra i soggetti anziani (≥ 65 anni) e i soggetti più giovani (18-64 anni) per il ciclo di vaccinazione primaria.

Popolazione pediatrica

L’Agenzia europea per i medicinali ha rinviato l’obbligo di presentare i risultati degli studi con Nuvaxovid in uno o più sottogruppi della popolazione pediatrica per la prevenzione di COVID-19 (vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico).

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Non pertinente.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati preclinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di tossicità a dosi ripetute, tolleranza locale e tossicità della riproduzione e dello sviluppo.

Genotossicità e cancerogenicità

Sono stati condotti studi di genotossicità in vitro sull’adiuvante Matrix-M. L’adiuvante si è dimostrato non genotossico. Non sono stati eseguiti studi di cancerogenicità. Non si prevede cancerogenicità.

Tossicità riproduttiva

Uno studio di tossicità riproduttiva e dello sviluppo è stato condotto su ratti femmina a cui sono state somministrate quattro dosi intramuscolari (due prima dell’accoppiamento; due durante la gestazione) di 5 microgrammi di proteina rS di SARS-CoV-2 (una quantità circa 200 volte superiore rispetto alla dose umana di 5 microgrammi su base adattata per peso), con 10 microgrammi di adiuvante Matrix-M (una quantità circa 40 volte superiore rispetto alla dose umana di 50 microgrammi su base adattata per peso). Non sono stati osservati effetti avversi correlati al vaccino su fertilità, gravidanza/allattamento, o sviluppo embrionale/fetale e della prole fino al 21° giorno post-natale.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Disodio idrogeno fosfato eptaidrato Sodio diidrogeno fosfato monoidrato Sodio cloruro Polisorbato 80 Sodio idrossido (per l’adeguamento del pH) Acido cloridrico (per l’adeguamento del pH) Acqua per preparazioni iniettabili

Adiuvante (Matrix-M)

Colesterolo Fosfatidilcolina (incluso α-tocoferolo tutto racemico) Potassio diidrogeno fosfato Potassio cloruro Disodio idrogeno fosfato diidrato Sodio cloruro Acqua per preparazioni iniettabili

Per l’adiuvante: vedere anche paragrafo 2.

06.2 Incompatibilità

Questo medicinale non deve essere miscelato né diluito con altri medicinali.

06.3 Periodo di validità

9 mesi alla temperatura di 2 °C – 8 °C, protetto dalla luce.

La siringa preriempita deve essere gettata dopo la somministrazione, vedere paragrafo 6.6.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Conservare in frigorifero (2 °C – 8 °C). Non congelare.

Tenere le siringhe preriempite nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.

06.5 Natura e contenuto della confezione

Siringa preriempita

0,5 mL di dispersione in una siringa preriempita (vetro di Tipo I) con tappo a stantuffo e capsula di chiusura senza ago o co-confezionata con un ago separato.

Ogni siringa preriempita contiene una dose da 0,5 mL.

Confezione:

10 siringhe preriempite 1 siringa preriempita 1 siringa preriempita con un ago separato

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Istruzioni per la manipolazione e la somministrazione

Questo vaccino deve essere manipolato da un operatore sanitario con tecniche asettiche per garantire la sterilità di ciascuna dose.

Preparazione per l’uso

  • Il vaccino viene fornito pronto per l’uso.
  • La siringa preriempita deve essere conservata a una temperatura compresa tra 2 °C e 8 °C e

tenuta nell’imballaggio esterno per proteggerla dalla luce.

  • Immediatamente prima dell’uso, estrarre la siringa preriempita dalla scatola conservata in

frigorifero.

  • Ogni siringa preriempita è esclusivamente monouso.

Ispezione della siringa preriempita

  • Non agitare la siringa preriempita.
  • Ogni siringa preriempita contiene una dispersione da incolore a leggermente gialla, da limpida

a leggermente opalescente, priva di particelle visibili.

  • Prima della somministrazione, ispezionare visivamente il contenuto della siringa preriempita

per escludere la presenza di particolato visibile e/o alterazioni del colore. In presenza di una di queste condizioni, non somministrare il vaccino.

  • Non usare la siringa preriempita se la capsula di chiusura è stata rimossa o è assente.
  • Non usare la siringa preriempita in presenza di perdite o crepe visibili.

Somministrazione della siringa preriempita

  • Siringa preriempita senza ago

o Gli aghi non sono inclusi nelle scatole delle siringhe preriempite. o Utilizzare un ago sterile della misura appropriata per un’iniezione intramuscolare (aghi da 21 gauge o più sottili).

  • Siringa preriempita con un ago separato

o Usare un ago incluso nella confezione.

  • Tenendo la capsula di chiusura della siringa preriempita rivolta verso l’alto, rimuoverla

ruotandola in senso antiorario finché si stacca. Rimuovere la capsula di chiusura con un movimento lento e continuo. Non tirare la capsula di chiusura mentre viene ruotata.

  • Applicare l’ago ruotandolo in senso orario fino a fissarlo saldamente sulla siringa.
  • Togliere il cappuccio dall’ago quando si è pronti per la somministrazione.
  • Somministrare l’intera dose per via intramuscolare, preferibilmente nel muscolo deltoide del

braccio.

Eliminazione

  • Gettare la siringa preriempita dopo la somministrazione.

Smaltimento

  • Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in

conformità alla normativa locale vigente.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Sanofi Winthrop Industrie 82 Avenue Raspail 94250 Gentilly Francia

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

EU/1/21/1618/014 10 siringhe preriempite (1 dose per siringa) EU/1/21/1618/015 1 siringa preriempita (1 dose per siringa) EU/1/21/1618/016 1 siringa preriempita + 1 ago (1 dose per siringa)

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 20 dicembre 2021 Data del rinnovo più recente: 04 luglio 2023

10.0 Data di revisione del testo

Informazioni più dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web dell’Agenzia europea per i medicinali, https://www.ema.europa.eu.

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