Ursab: Scheda tecnica e prescrivibilità

Ursab - Ofloxacina - Trattamento topico delle infezioni oculari esterne come congiuntiviti batteriche e cheratiti, negli adulti e nei bambini ...

Ursab

Ursab (Ofloxacina)

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Ursab: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: scheda tecnica ufficiale AIFA (PDF))

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Ursab

Indice della Scheda

01.0 Denominazione del medicinale

UrsAB, 3 mg/ml collirio, soluzione

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

1 ml di collirio contiene 3 mg di ofloxacina. 1 goccia contiene approssimativamente 0,10 mg ofloxacina. Altri componenti: Benzalconio cloruro 0,025 mg/ml

Per l’elenco complete degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

Collirio Soluzione. Soluzione chiara, di un pallido colore giallo/verde.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento topico delle infezioni oculari esterne come congiuntiviti batteriche e cheratiti, negli adulti e nei bambini, causati da organismi sensibili all’ofloxacina. Si devono tenere in considerazione le linee guida ufficiali sull’uso appropriato degli agenti antibatterici.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia

Instillare una goccia di UrsAB nel sacco congiuntivale dell’occhio affetto ogni 2/4 ore per I primi due giorni, successivamente una goccia 4 volte al giorno. La durata del trattamento non deve superare i 14 giorni. Se si sta utilizzando un altro agente topico, UrsAB deve essere somministrato ad almeno 15 minuti di distanza dall’altro agente. Gli unguenti dovrebbero sempre essere applicati per ultimi.

Popolazione pediatrica

Non sono necessari aggiustamenti della dose.

Popolazione anziana

Non sono necessari aggiustamenti della dose (vedere paragrafo 4.4).

04.3 Controindicazioni

Ipersensibilità all’ofloxacina, ad altri chinoloni o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

UrsAB non deve essere iniettato.

La sicurezza e l’efficacia nei bambini al di sotto di un anno di età non sono state stabilite.

Se si manifesta una reazione allergica, interrompere il farmaco.

Durante il trattamento con colliri contenenti ofloxacina si deve evitare un’esposizione eccessiva alla luce del sole e ai raggi ultravioletti (ad es. lampade abbronzanti, solarium ecc.) a causa della potenziale fotosensibilità.

Durante il trattamento con ofloxacina per via oftalmica sono stati segnalati precipitati corneali, tuttavia non è stata stabilita una relazione causale.

Si deve considerare che l’uso di UrsAB collirio, a causa del passaggio rinofaringeo, può contribuire al verificarsi e al diffondersi di resistenza batterica all’ofloxacina. Come per altri antibiotici, l’uso prolungato può determinare la crescita di organismi resistenti. Se l’infezione peggiora, o se non si notano miglioramenti entro un ragionevole periodo di tempo, interrompere l’uso di UrsAB e passare ad una terapia alternativa.

Usare UrsAB con cautela nei pazienti che hanno manifestato sensibilità ad altri agenti antibatterici chinolonici.

Sono state segnalate reazioni di ipersensibilità gravi e occasionalmente fatali (anafilattiche/anafilattoidi), alcune a seguito della prima dose, in pazienti in trattamento con chinoloni per via sistemica, compresa oloxacina. Alcune reazioni erano accompagnate da collasso cardiovascolare, perdità di conoscenza, angioedema (incluso edema laringeo, faringeo o facciale), ostruzione delle vie aeree, dispnea, orticaria e prurito.

Disturbi cardiaci Si deve prestare attenzione quando si usano i fluorochinoloni, incluso UrsAB, in pazienti con noti fattori di rischio per prolungamento dell’intervallo QT come, per esempio:

  • Sindrome del QT lungo congenita
  • uso concomitante di farmaci in cui è noto l’effetto di prolungamento dell’intervallo QT (ad

esempio antiaritmici di classe IA e III, antidepressivi triciclici, macrolidi, antipsicotici)

  • scorretto squilibrio elettrolitico (ad esempio. ipopotassiemia, ipomagnesiemia)
  • cardiopatia (ad esempio insufficienza cardiaca, infarto miocardico, bradicardia)

I pazienti anziani e le donne possono essere più sensibili ai farmaci che prolungano il QTc. Pertanto, occorre prestare attenzione quando si utilizzano i fluorochinoloni, incluso UrsAB, in queste popolazioni.

(Vedere il paragrafo 4.2 Anziani, paragrafo 4.5, paragrafo 4.8, paragrafo 4.9). I dati sono molto limitati per stabilire efficacia e sicurezza di ofloxacina collirio 0,3% nel trattamento delle congiuntiviti nei neonati.

L’uso dell’ofloxacina collirio nei neonati con oftalmia dei neonati causata da Neisseria gonorrhoeae o da Chlamydia trachomatis non è raccomandato poichè non è stato valutato in questi pazienti.

Uso in pazienti anziani e nella popolazione pediatrica: non sono disponibili dati comparativi con dosi topiche negli anziani o nei pazienti pediatrici rispetto ad altre classi di età ma, considerando il minimo assorbimento sistemico, può essere utilizzata la stessa posologia.

Pubblicazioni cliniche e non cliniche hanno segnalato il verificarsi di perforazioni della cornea in pazienti con difetti presistenti dell’epitelio corneale o con ulcera corneale, quando trattati con antibiotici fluorochinolonici per via topica. Tuttavia, in molti casi erano presenti fattori confondenti significativi, inclusa l’età avanzata, la presenza di ampie ulcere, concomitanti condizioni oculari (ad es. occhio secco grave), malattie infiammatorie sistemicha (ad es. artrite reumatoide) e concomitante uso di steroidi oculari o farmaci antinfiammatori non steroidei. Ciònonostante è necessario prestare cautela riguardo il rischio di perforazione corneale quando si utilizza il prodotto per trattare pazienti con difetti dell’epitelio corneale o ulcere corneali.

Con la terapia sistemica con fluorochinoloni, inclusa levofloxacina, possono verificarsi infiammazione e rottura del tendine, in particolare nei pazienti più anziani e in quelli trattati in concomitanza con corticosteroidi. Pertanto si deve usare cautela e il trattamento con <nome del prodotto> deve essere interrotto al primo segno di infiammazione del tendine (vedere paragrafo 4.8).

UrsAB contiene benzalconio cloruro 0,125 mg per 5 ml equivalente a 0,025 mg/ml che è comunemente utilizzato come conservante nelle preparazioni oftalmiche. È stato riportato che il benzalconio cloruro può causare irritazione oculare ed è noto alterare il colore delle lenti a contatto morbide. Si richiede un attento monitoraggio in caso di utilizzo frequente o prolungato di UrsAB nei pazienti affetti da secchezza oculare o nelle condizioni in cui la cornea è compromessa. Poiché le lenti a contatto possono assorbire il benzalconio cloruro, queste devono essere rimosse prima dell’applicazione di UrsAB ma possono essere riapplicate dopo 15 minuti.

04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

È stato dimostrato che la somministrazione sistemica di alcuni chinoloni inibisce la clearance metabolica della caffeina e della teofillina. Studi di interazione tra farmaci condotti con ofloxacina somministrata per via sistemica hanno dimostrato che la clearance metabolica della caffeina e della teofillina non è significativamente influenzata dall’ofloxacina.

Sebbene siano stati riportati casi di aumentata prevalenza di tossicità al livello del SNC con la somministrazione sistemica di fluorochinoloni in concomitanza con antinfiammatori non steroidei (FANS), questo non è stato evidenziato negli studi condotti con FANS e ofloxacina somministrati per via sistemica.

Farmaci noti per prolungare l’intervallo QT UrsAB, come altri fluorochinoloni, deve essere usato con cautela nei pazienti che assumono farmaci noti per il loro effetto di prolungamento dell’intervallo QT (ad esempio antiaritmici di Classe IA e III, antidepressivi triciclici, macrolidi, antipsicotici) (vedere paragrafo 4.4).

04.6 Gravidanza e allattamento

Gravidanza:

Non sosno stati condotti studi adeguati e ben controllati su donne in gravidanza. Poiché è stato dimostrato che i chinolonici sistemici causano artropatia negli animali immaturi, si raccomanda di non somministrare ofloxacina nelle donne in gravidanza (vedere paragrafo 5.3).

Allattamento:

Poichè l’ofloxacina e gli altri chinoloni assunti per via sistemica sono escreti nel latte materno con un potenziale rischio per i lattanti, si deve decidere se sospendere l’allattamento o l’assunzione del farmaco durante l’allattamento, considerando l’importanza del farmaco per la madre.

Fertilità:

Ofloxacina non influenza la fertilità nei ratti (vedere paragrafo 5.3).

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Non sono stati condotti studi sulla capacità di guidare veicoli e di utilizzare macchinari. Può verificarsi un momentaneo offuscamento della vista a seguito dell’instillazione del collirio. Non guidi veicoli o manovri macchine pericolose se la sua vista non è a fuoco.

04.8 Effetti indesiderati

Sistemici Le reazioni avverse grave che si manifestano dopo l’uso di ofloxacina per via sistemica sono rare e molti dei sintomi sono reversibili. Poiché una piccola quantità di ofloxacina è assorbita per via sistemica dopo la somministrazione topica, si possono verificare gli stessi effetti indesiderati segnalati con la via di somministrazione sistemica.

Per la classificazione della frequenza degli eventi avversi sono state utilizzate le seguenti categorie:

Molto comune (≥1/10) Comune (≥1/100, <1/10) Non Comune (≥1/1.000, <1/100) Raro (≥1/10.000, <1/1.000) Molto raro (<1/10.000) Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Disturbi cardiaci Non nota: aritmia ventricolare e torsione di punta (riportate prevalentemente in pazienti con fattori di rischio per il prolungamento dell’intervallo QT), prolungamento dell’intervallo QT dell’ECG (vedere paragrafi 4.4 e 4.9).

Disturbi del sistema immunitario Non Nota: reazioni di ipersensibilità inclusi segni e sintomi di allergia all’ occhio (come ad esempio prurito dell’occhio e delle palpebre), reazione anafilattica (come ad esempio angioedema, dispnea, reazione anafillatica /shock, edema orofaringeo e della lingua), dermatite allergica. Patologie del sistema nervoso Non nota: Capogiro

Patologie dell’occhio Comune: Irritazione dell’occhio; Fastidio oculare Non nota: Cheratite; Congiuntivite; Visione offuscata; Fotofobia; Edema oculare; sensazione di corpo estraneo nell’occhio; aumento della lacrimazione; occhio secco; dolore oculare; iperemia oculare;, edema periorbitale (incluso edema palpebrale).

Patologie gastrointestinali Non nota: Nausea

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non noto: Sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi tossica epidermica, edema del viso

In pazienti trattati con fluorochinoloni sistemici sono stati segnalate rotture dei tendini della spalla, della mano, del tendine di Achille o di altri tendini che hanno richiesto un intervento chirurgico o hanno portato ad una disabilità prolungata. Gli studi e l’esperienza post-marketing con i chinoloni sistemici indicano che il rischio di queste rotture può aumentare nei pazienti trattati con corticosteroidi, in particolare pazienti geriatrici e nei tendini sottoposti a stress elevato, compreso il tendine di Achille (vedere paragrafo 4.4).

Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse 4.9 Sovradosaggio Non sono stati segnalati casi di sovradosaggio.

In caso di sovradosaggio, si deve intervenire con un trattamento sintomatico. Si deve effettuare un monitoraggio ECG, per la possibilità di prolungamento dell’intervallo QT.

In caso di sovradosaggio topico, lavare gli occhi con acqua. Se si verificano effetti indesiderati sistemici a seguito dell’uso non corretto o di un overdose accidentale il trattamento deve essere sintomatico.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Antiinfettivi, fluorochinoloni, codice ATC: S01AE01

Meccanismo d’azione L’Ofloxacina è un derivato dell’acido chinolonico e inibisce la DNA girasi batterica con effetto battericida.

Meccanismo di resistenza Lo sviluppo della resistenza ai fluorichinoloni, da parte di batteri sensibili, si verifica generalmente a seguito di mutazione del gene gyrA che codifica la subunità A della DNA girasi. In aggiunta, l’efflusso attivo è responsabile di un basso livello di resistenza che può agire come primo step nelle selezione della resistenza. La resistenza può insorgere attraverso un processo multistep con una serie di mutazioni successive che producono progressivamente un livello più alto di reisstenza in modo graduale. Le specie con sensibilità borderline possono diventare resistenti con un singolo step di mutazione. La resistenza plasmide mediate è stata scoperta in E. coli e Klebsiella. I batteri resistenti ad un fluorochinolone mostrano cross resistenza ad altri membri della classe dei chinoloni.

Breakpoints Nello studio di resistenza menzionato di seguito batteri isolati erano classificati come suscettibili o resistenti in base alle raccomandazioni dell’ European Committee of Antimicrobial Susceptibility Testing (EUCAST). Dove stabilito è stato utilizzato l’ EUCAST epidemiological cut-off values (ECOFF), altrimenti è stato applicato l’ EUCAST clinical breakpoints per gli agenti antibatterici somministrati per via sistemica:

suscettibile resistente ECOFF
Staphylococcus spp.  1 mg/l > 1 mg/l ≤ 1 mg/l
Streptococcus pneumoniae  0,125 mg/l > 4 mg/l ≤ 4 mg/l
H aemophilus influenzae,  0,5 mg/l > 0,5 mg/l ≤ 0,064 mg/l
Moraxella catarrhalis ≤ 0,5 mg/l > 0,5 mg/l ≤ 0,25 mg/l
Enterobacteriaceae  0,5 mg/l > 1 mg/l ≤ 0,25 mg/l
Acintetobacter spp. ND ND ≤ 1 mg/l
Pseudomonas aeruginosa ND ND ≤ 2 mg/l
Enterococcus faecalis ND ND ≤ 4 mg/l
Escherichia coli ≤ 0,5 mg/l > 1 mg/l ≤ 0,25 mg/l
Klebsiella pneumoniae ≤ 0,5 mg/l > 1 mg/l ≤ 0,25 mg/l
Klebsiella spp. ≤ 0,5 mg/l > 1 mg/l ≤ 0,25 mg/l
Serratia spp.  0,5 mg/l >1 mg/l  1 mg/l

Spettro Antibatterico Lo spettro antibatterico dell’ofloxacina include organismi anaerobi obbligati, organismi anaerobi facoltativi, organismi aerobi e altri tipi di organismi come ad esempio la clamidia. Si deve presumere che l’ofloxacina sia assorbita dopo somministrazione locale senza cusare cambiamenti clinici o patologici.

La prevalenza di resistenza acquisita può variare localmente o nel corso del tempo. Pertanto, è importante avere l’informazione locale relativa alla resistenza, soprattutto per un adeguato trattamento di infezioni gravi. In caso di dubbio relativamente alla prevalenza di resistenza locale all’oflxacina, deve essere consultato un esperto.

Particolarmente in caso di infezioni gravi o in caso di mancata efficacia deve essere condotta una diagnosi microbiologica con individuazione dell’agente eziologico della patologia e della sua sensibilità all’ofloxacina.

Nella tabella sottostante sono elencati i dati di sensibilità raccolti in uno studio sulla resistenza batterica con 1391 isolati di origine oculare (principalmente con un tampone esterno) da 31 centri tedeschi. I microrganismi aerobi elencati danno un’idea rappresentativa della causa delle infezioni batteriche in Germania. Si deve considerare che la distribuzione delle frequenze dei patogeni oftalmologicamente rilevanti non è identica negli altri paesi, ma simile. Per questo motive I patogeni menzionati di seguito saranno la causa più frequente di infezioni batteriche anche negli altri paesi.

Specie normalmente sensibili (Tasso di resistenza 10 %) Microorganismi Aerobici gram-positivi Staphylococcus aureus (MSSA)

Microorganismi Aerobici gram-negativi Haemophilus influenzae Haemophilus parainfluenzae Enterobacteriaceae (Escherichia coli, Proteus mirabilis, Klebsiella oxytoca, Serratia marcescens, Enterobacter cloacae and Klebsiella pneumoniae

Acinetobacter baumannii Acinetobacter lwoffii Moraxella catarrhalis Specie in cui la resistenza acquisita può causare problemi nel trattamento (tasso di resistenza >10 %) Microorganismi Aerobici gram-positivi Staphylococcus aureus (MRSA) Streptococcus pneumoniae Coagulase-negative staphylococci Enterococcus Microorganismi Aerobici gram-negativi Pseudomonas aeruginosa

05.2 Proprietà farmacocinetiche

In uno studio su volontari sani, le concentrazioni medie di ofloxacina riscontrata nel film lacrimale dopo 4 ore dalla somministrazione topica (9.2 µg/g) era più alta di 2 µg/ml, la concentrazione minima di ofloxacina necessaria per inibire il 90% dei ceppi batterici oculari (MIC90) in-vitro. Le concentrazioni massime di ofloxacina nel siero dopo 10 giorni di somministrazione topica era di circa 1000 volte più bassa di quella riportata dopo la somministrazione orale di una dose standard di ofloxacina e non sono stati osservati effetti indesiderati sistemici imputabili alla somministrazione topica di ofloxacina.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

A dosi cliniche rilevanti somministrate per via oculare questo prodotto non ha dato problemi di tossicità nell’uomo. Test di induzione di mutazione genica grave, sia in vitro che in vivo sono risultati negative. Non ci sono studi a lungo termine di carcinogenicità negli animali. Non ci sono prove di effetti catarattogenici o co carattogenici.

L’ofloxacina non influenza la fertilità, o lo sviluppo peri e post natale e non è teratogena. Non è stato osservato nessun cambiamento degenerativo nelle articolazioni degli animali dopo somministrazione sistemica. Il danno della cartilagine articolare era dipendente dall’età e dal dosaggio (più giovane era l’animale maggiore era l’effetto). Quando somministrata per via sistemica, l’ofloxacina ha proprietà neurotossiche e induce anormalità reversibili nei test ad alto dosaggio. Come altri chinoloni, l’ofloxacina è fototossica negli animali quando utilizzata per via sistemica nel range terapeutico dell’uomo.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Benzalconio cloruro Sodio cloruro Acido cloridrico e idrossido di sodio (per l’aggiustamento del pH) Acqua per preparazioni iniettabili

06.2 Incompatibilità

Nessuna.

06.3 Periodo di validità

2 anni. Dopo la prima apertura UrsAB non deve essere utilizzato per più di 4 settimane.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Non conservare a temperature superiore ai 25°C. Conservare il contenitore nella scatola per proteggere il prodotto dalla luce. In caso di scolorimento giallo/verdastro della soluzione il prodotto deve essere eliminato.

06.5 Natura e contenuto della confezione

UrsAB è fornito in un flacone contagocce in polietilene a bassa densità (LDPE) con tappo a vite (HDPE). Ciascun flacone contiene 5 ml di UrsAB.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

URSAPHARM S.r.l. Via Vittor Pisani 16 20124 MilanoTel..: +39 342 8580043 e-mail: [email protected]

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

044623015 – ” 3 MG/ML COLLIRIO, SOLUZIONE ” 1 FLACONE DA 5 ML IN LDPE CON APPLICATORE CONTAGOCCE

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

Data di prima autorizzazione: 26/08/2016 Data del rinnovo più recente: 11/09/2017

10.0 Data di revisione del testo