Adepril: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Adepril: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 21/10/2026.

Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 pagina principio attivo scorri →

  1. 1 Scheda tecnica AIFAAdepril
  2. 2 BugiardinoAdepril
  3. 3 IndicazioniAdepril
  4. 4 Effetti collateraliAdepril
  5. 5 Sicurezza e azioneAdepril
  6. 6 Principio attivoAmitriptilina

Il testo è generato solo da questi 6 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.

Adepril è un farmaco a base di amitriptilina, un antidepressivo triciclico indicato negli adulti per il disturbo depressivo maggiore, il dolore neuropatico, la profilassi della cefalea tensiva cronica e la profilassi dell’emicrania; nei bambini di 6 anni e oltre è indicato solo per l’enuresi notturna dopo esclusione di cause organiche e quando gli altri trattamenti non hanno funzionato.[1] Prima di usarlo bisogna sapere che è controindicato in caso di allergia al principio attivo o agli eccipienti, recente infarto, disturbi del ritmo o della conduzione, insufficienza coronarica, uso concomitante di I-MAO, grave malattia del fegato e, secondo la scheda tecnica, nei bambini sotto i 6 anni.[1] Il medicinale può dare sedazione, effetti anticolinergici e problemi cardiaci, quindi richiede cautela soprattutto in chi ha malattie cardiovascolari, epilessia, ritenzione urinaria, glaucoma o disturbi tiroidei.[1, 2]

Indice (7 sezioni)
  1. 1A cosa serve
  2. 2Formulazioni e come si usa
  3. 3Controindicazioni e avvertenze
  4. 4Interazioni
  5. 5Gravidanza e allattamento
  6. 6Effetti indesiderati
  7. 7Domande frequenti

A cosa serve

Adepril contiene amitriptilina, appartenente agli antidepressivi triciclici.[1, 2] Secondo la scheda tecnica, negli adulti è usato per il disturbo depressivo maggiore, il dolore neuropatico, la profilassi della cefalea tensiva cronica e la profilassi dell’emicrania.[1] Nel foglietto illustrativo è riportato soprattutto per diverse forme di depressione, tra cui depressione endogena, reattiva, mascherata, neurotica, in corso di psicosi maniaco-depressiva, di psicosi schizofreniche, involutiva e depressioni gravi in corso di malattie neurologiche o di altre affezioni organiche.[2, 5] La scheda tecnica ha dunque un elenco di indicazioni più ampio e aggiornato rispetto al foglietto, che resta più focalizzato sull’impiego antidepressivo.[1, 2, 5]

Formulazioni e come si usa

Adepril è disponibile come compresse rivestite da 10 mg e da 25 mg di amitriptilina.[1, 6] Per gli adulti con depressione maggiore la scheda tecnica raccomanda di iniziare con 25 mg due volte al giorno, cioè 50 mg al giorno, aumentando se necessario di 25 mg a giorni alterni fino a un massimo di 150 mg al giorno divisi in due dosi.[1] Nei pazienti anziani sopra i 65 anni e nei pazienti con malattia cardiovascolare, sempre per la depressione maggiore, la scheda tecnica indica di iniziare con 10-25 mg al giorno e di aumentare fino a 100-150 mg al giorno divisi in due dosi, con cautela per dosi superiori a 100 mg.[1] Per il dolore neuropatico, la profilassi della cefalea tensiva cronica e la profilassi dell’emicrania negli adulti, la dose raccomandata è 25-75 mg al giorno la sera; la dose iniziale è 10-25 mg alla sera, con incrementi di 10-25 mg ogni 3-7 giorni in base alla tollerabilità.[1] In queste indicazioni una dose singola superiore a 75 mg non è raccomandata e dosi superiori a 100 mg al giorno vanno somministrate con cautela.[1] La scheda tecnica precisa che il farmaco deve essere titolato individualmente e che va usata la dose minima efficace per il tempo più breve possibile necessario ai sintomi.[1] L’effetto antidepressivo compare in genere dopo 2-4 settimane, mentre l’effetto analgesico si osserva in genere dopo 2-4 settimane.[1] Nel trattamento della depressione, la terapia in genere prosegue fino a un massimo di 6 mesi dopo la guarigione per ridurre il rischio di ricaduta.[1] Nel dolore neuropatico il trattamento può dover proseguire per diversi anni, con controlli regolari per verificare che la continuazione sia ancora adatta.[1] Per bambini e adolescenti sotto i 18 anni la scheda tecnica dice che amitriptilina non deve essere usata nelle indicazioni di depressione, dolore neuropatico, cefalea e emicrania perché sicurezza ed efficacia a lungo termine non sono state stabilite.[1] Per l’enuresi notturna nei bambini di 6 anni e oltre, la dose dipende dal peso e va letta nella tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo; la scelta e il controllo della terapia devono essere affidati a un professionista sanitario esperto in questo disturbo.[1, 2]

Indicazione negli adulti Dose iniziale Dose massima giornaliera
Disturbo depressivo maggiore 25 mg due volte al giorno 150 mg al giorno, divisi in due dosi[1]
Dolore neuropatico, profilassi cefalea tensiva cronica, profilassi emicrania 10-25 mg la sera una dose singola sopra 75 mg non è raccomandata; sopra 100 mg al giorno con cautela[1]

Il foglietto illustrativo riporta per la depressione, come esempio, dosi ambulatoriali di 75 mg al giorno con aumento fino a 150 mg al giorno negli adulti, mentre nei soggetti giovani e anziani indica 30-40 mg al giorno e in genere non oltre 100 mg al giorno.[3] Queste indicazioni del foglietto sono meno dettagliate e meno aggiornate della scheda tecnica, quindi per la posologia va privilegiata la scheda tecnica AIFA.[1, 3]

Controindicazioni e avvertenze

Adepril è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o agli eccipienti, infarto miocardico recente, blocco cardiaco di qualsiasi grado, disturbi del ritmo cardiaco, insufficienza coronarica, trattamento concomitante con I-MAO, grave malattia epatica e nei bambini sotto i 6 anni.[1] Il foglietto illustrativo aggiunge tra le situazioni in cui non deve essere preso anche il glaucoma, l’ipertrofia prostatica e le affezioni stenosanti dell’apparato gastroenterico e genito-urinario, oltre all’uso in gravidanza o durante l’allattamento.[2] La scheda tecnica segnala che dosi elevate possono causare aritmie cardiache e ipotensione severa, ma questi problemi possono comparire anche a dosi normali in chi ha una cardiopatia preesistente.[1] Sono stati segnalati prolungamento dell’intervallo QT e aritmie, quindi serve cautela in caso di bradicardia significativa, insufficienza cardiaca scompensata o uso di altri medicinali che allungano il QT.[1, 2] Gli squilibri di potassio e magnesio aumentano il rischio di aritmie, e gli anestetici somministrati durante la terapia con antidepressivi triciclici possono aumentare il rischio di aritmie e ipotensione.[1, 2] La scheda tecnica raccomanda di interrompere, se possibile, il medicinale alcuni giorni prima di un intervento chirurgico e di informare l’anestesista se l’intervento è urgente.[1] Il farmaco va usato con cautela in caso di disturbi convulsivi, ritenzione urinaria, ipertrofia prostatica, ipertiroidismo, sintomatologia paranoide, malattia epatica o cardiovascolare avanzata, stenosi pilorica e ileo paralitico.[1] Nei pazienti anziani c’è particolare rischio di ipotensione ortostatica.[1] In chi ha una camera anteriore appiattita e un angolo camerulare ristretto può provocare un attacco di glaucoma acuto.[1] La depressione è associata a un rischio aumentato di pensieri suicidari e suicidio, soprattutto nelle prime settimane o prima che il trattamento faccia effetto, e i pazienti con precedenti eventi suicidari o con ideazione suicidaria importante vanno monitorati attentamente.[1, 2] La scheda tecnica segnala anche un aumento del rischio di comportamento suicidario con gli antidepressivi rispetto al placebo nei pazienti sotto i 25 anni con disturbi psichiatrici.[1]

Interazioni

I-MAO sono controindicati con amitriptilina per il rischio di sindrome serotoninergica.[1] La scheda tecnica non raccomanda l’associazione con simpaticomimetici, perché l’amitriptilina può potenziarne gli effetti cardiovascolari.[1] È da evitare o usare con grande attenzione anche l’uso con altri anticolinergici, perché può aumentare gli effetti sull’occhio, sul sistema nervoso centrale, sull’intestino e sulla vescica.[1] Medicinali che prolungano l’intervallo QT, come alcuni antiaritmici, antistaminici, antipsicotici, cisapride, alofantrina e sotalolo, aumentano il rischio di aritmie ventricolari se usati insieme agli antidepressivi triciclici.[1] La scheda tecnica consiglia cautela con metadone e con diuretici che possono indurre ipokaliemia, come furosemide.[1]

Gravidanza e allattamento

In gravidanza l’amitriptilina non è raccomandata, salvo evidente necessità e dopo un’attenta valutazione del rapporto rischio-beneficio.[1] L’uso cronico o nelle ultime settimane di gravidanza può causare sintomi di astinenza nel neonato, come irritabilità, ipertonia, tremore, respirazione irregolare, ridotta sete e pianto forte, oltre a possibili sintomi anticolinergici.[1] Durante l’allattamento il farmaco e i suoi metaboliti passano nel latte materno e il rischio per il lattante non può essere escluso; la scheda tecnica richiede di decidere se interrompere l’allattamento o la terapia considerando i benefici per madre e bambino.[1] Il foglietto illustrativo è più severo e dice di non usare Adepril in caso di gravidanza accertata o presunta e durante l’allattamento.[2]

Effetti indesiderati

Tra gli effetti indesiderati più segnalati ci sono sonnolenza, tremore, capogiro, cefalea, disturbi del linguaggio, disturbo dell’accomodazione, palpitazioni, tachicardia e ipotensione ortostatica.[1] Sono possibili anche confusione, agitazione, insonnia, incubi, disgeusia, parestesie, atassia, convulsioni, midriasi, blocco atrioventricolare, blocco di branca e, più raramente, aritmie gravi e torsione di punta.[1] Il foglietto illustrativo elenca inoltre secchezza delle fauci, visione indistinta, stipsi, ritenzione urinaria, variazioni dell’umore, disturbi gastrointestinali, aumento delle transaminasi, variazioni della glicemia, aumento di peso, alterazioni ematologiche e reazioni allergiche.[2] La scheda tecnica segnala che alcuni sintomi, come cefalea, tremore, disturbi dell’attenzione, stipsi e riduzione della libido, possono anche essere legati alla depressione e tendono a migliorare con il recupero clinico.[1]

Domande frequenti

Adepril si usa anche nei bambini? Sì, ma solo per l’enuresi notturna nei bambini di 6 anni e oltre, dopo esclusione di cause organiche e sotto la gestione di un professionista esperto; per le altre indicazioni la scheda tecnica dice che non deve essere usato sotto i 18 anni.[1]

Qual è la dose massima negli adulti? Per la depressione maggiore la dose massima è 150 mg al giorno divisi in due dosi; per dolore neuropatico, cefalea tensiva cronica ed emicrania una dose singola sopra 75 mg non è raccomandata e sopra 100 mg al giorno va usata con cautela.[1]

Posso guidare mentre lo assumo? No, o comunque bisogna essere molto prudenti, perché amitriptilina è sedativa e può ridurre attenzione e concentrazione; l’effetto può aumentare con l’alcol.[1]

Adepril contiene solo amitriptilina? Sì, nelle compresse rivestite da 10 mg e 25 mg il principio attivo è amitriptilina cloridrato, equivalente rispettivamente a 10 mg e 25 mg di amitriptilina.[1, 6]

Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Tutte le informazioni su Adepril: pagina del farmaco. Avvertenze.