Atossisclerol: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Atossisclerol: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 29/10/2026.

Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 pagina principio attivo scorri →

  1. 1 Scheda tecnica AIFAAtossisclerol
  2. 2 BugiardinoAtossisclerol
  3. 3 IndicazioniAtossisclerol
  4. 4 Effetti collateraliAtossisclerol
  5. 5 Sicurezza e azioneAtossisclerol
  6. 6 Principio attivoLauromacrogol 400 (polidocanolo)

Il testo è generato solo da questi 6 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.

Atossisclerol è un farmaco a base di lauromacrogol 400 (polidocanolo), disponibile come soluzione iniettabile nelle concentrazioni 0,25%, 0,5%, 1%, 2% e 3%, usato per la scleroterapia di varici e, nella formulazione 3%, anche di emorroidi di primo e secondo grado.[1, 2] Prima di usarlo è importante sapere che non va somministrato in gravidanza, è controindicato in diverse condizioni vascolari e tromboemboliche e deve essere iniettato solo da un medico esperto nella terapia sclerosante, con le necessarie misure per gestire eventuali complicanze.[1, 2] È un medicinale soggetto a ricetta ripetibile ed è classificato in classe C, quindi a totale carico del cittadino.[6]

Indice (7 sezioni)
  1. 1A cosa serve
  2. 2Formulazioni e come si usa
  3. 3Controindicazioni e avvertenze
  4. 4Interazioni
  5. 5Gravidanza e allattamento
  6. 6Effetti indesiderati
  7. 7Domande frequenti

A cosa serve

Atossisclerol si usa per la terapia sclerosante di piccole varici, comprese le varici reticolari, e di teleangectasie con le concentrazioni 0,25% e 0,5%. La concentrazione 1% è indicata anche per il ramo centrale delle teleangectasie. La soluzione al 2% è indicata per varici di medio calibro. La soluzione al 3% è indicata per varici di grosso calibro e per emorroidi di primo e secondo grado. In forma di microschiuma, il 3% è indicato per la scleroterapia di vene grandi safene di 4-8 mm.[1, 2]

Formulazioni e come si usa

Atossisclerol è una soluzione iniettabile per uso endovenoso, e per le emorroidi è usato per via sottomucosa. Le fiale contengono 2 ml di soluzione e ogni confezione contiene 5 fiale.[1]

La scelta della concentrazione dipende dal diametro della vena da trattare e dalla situazione individuale del paziente, e va scelta la concentrazione più bassa possibile che consenta il risultato clinico.[1] La scheda tecnica raccomanda un volume massimo di 10 ml di microschiuma per seduta nei casi di routine, indipendentemente dal peso corporeo.[1]

Per la scleroterapia delle varici degli arti inferiori, le dosi singole usuali sono riportate nella scheda tecnica in base al tipo di lesione: per teleangectasie si usano dosi singole di 0,1-0,2 ml con le concentrazioni 0,25%, 0,5% o 1%; per varici reticolari 0,1-0,3 ml con 0,5% o 1%; per piccole varici 0,1-0,3 ml con 0,25%, 0,5% o 1%; per varici di medio e grosso calibro 0,5-1 ml con 2% o 3%. Con la microschiuma 3% si possono usare fino a 6 ml per iniezione nel trattamento della grande safena.[1]

Per le emorroidi si usa solo Atossisclerol 3% soluzione. Durante la seduta non si devono superare 3 ml totali di Atossisclerol 3%, e la dose massima per emorroide è 1,0 ml, somministrata come iniezione sottomucosa direttamente nell’emorroide o nelle sue adiacenze; per un’emorroide all’ora 11 in un uomo la quantità non deve superare 0,5 ml. Possono essere necessari più trattamenti a intervalli di 1-2 settimane.[1]

La popolazione pediatrica non ha un uso significativo di Atossisclerol.[4] Per i bambini, quindi, la dose va letta nella tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo e deve essere decisa dal pediatra.[1, 2]

Controindicazioni e avvertenze

Atossisclerol non deve essere usato in caso di ipersensibilità al principio attivo o ad uno degli eccipienti. È controindicato anche nei pazienti in trattamento con disulfiram, per la presenza di etanolo tra gli eccipienti.[1]

È controindicato in gravidanza e, per la scheda tecnica, anche durante l’allattamento; il foglietto illustrativo specifica inoltre la gravidanza nel primo trimestre e dopo la 36a settimana di gestazione.[1, 2] Nella scheda tecnica l’allattamento richiede di interrompere l’allattamento al seno per 2-3 giorni, mentre il foglietto raccomanda di sospendere l’allattamento o rimandare il trattamento se è necessaria la terapia sclerosante.[1, 2]

Non deve essere usato in pazienti con malattie sistemiche non controllate o gravi, come diabete di tipo 1, tireotossicosi, tubercolosi, asma, neoplasie, infezioni sistemiche, discrasia ematica, affezioni respiratorie acute o cutanee, oppure con infezione grave generalizzata.[1] Per la scleroterapia delle varici degli arti inferiori è controindicato anche in pazienti non deambulanti, in caso di patologie occlusive arteriose stadio III e IV di Fontaine, malattie tromboemboliche, anamnesi di eventi tromboembolici, alto rischio di trombosi, varici indotte da neoplasia pelvica o addominale non rimossa, incompetenza valvolare significativa del sistema venoso profondo, presenza di vene superficiali di grosso calibro in comunicazione con la rete venosa profonda e flebite migrante.[1, 2]

Per la scleroterapia delle emorroidi è controindicato in caso di infiammazione acuta della regione anale.[1, 2]

L’iniezione deve essere eseguita da un medico esperto nella terapia sclerosante e disponibile a gestire le possibili complicanze. La scheda tecnica raccomanda una valutazione accurata del rapporto rischio-beneficio in caso di stati febbrili, asma bronchiale o forte predisposizione alle allergie, scarse condizioni generali, disturbi cardiaci cronici o acuti, ipercoagulabilità non stabilizzata e altre condizioni vascolari o generali che possono rendere il trattamento inappropriato.[1] Nei pazienti con forame ovale pervio, specialmente se vi è anamnesi di ipertensione polmonare o emicrania con aura, è consigliata la ricerca del forame ovale pervio prima della scleroterapia; se il forame ovale pervio è noto ma asintomatico, l’uso non è raccomandato.[1] Nei pazienti con emicrania vanno usati volumi più bassi e il prodotto va impiegato con cautela nei pazienti con storia di emicrania.[1]

La scheda tecnica raccomanda particolare cautela anche in caso di patologie arteriose sottostanti, specialmente grave aterosclerosi periferica o tromboangioite obliterante, e sottolinea che durante la scleroterapia vanno iniettate piccole quantità lentamente, dopo aver valutato la pervietà delle vene profonde.[1]

Interazioni

Lauromacrogol 400 ha attività anestetica locale. Se è associato ad altri anestetici, possono verificarsi effetti negativi cardiovascolari, soprattutto per il possibile potenziamento degli effetti batmotropo, dromotropo o cronotropo sul cuore.[1, 2]

Gravidanza e allattamento

Atossisclerol non deve essere somministrato durante la gravidanza. La scheda tecnica riferisce che non ci sono dati sufficienti nelle donne in gravidanza e che gli studi sugli animali hanno mostrato tossicità riproduttiva, ma non potenziale teratogeno.[1] Il foglietto illustrativo aggiunge che il farmaco è controindicato nel primo trimestre e dopo la 36a settimana di gestazione.[2]

Per l’allattamento, non ci sono dati sull’escrezione nel latte umano. Se la terapia sclerosante è necessaria durante l’allattamento, bisogna decidere se sospendere l’allattamento o rimandare il trattamento; la scheda tecnica indica anche di interrompere l’allattamento al seno per 2-3 giorni.[1, 2]

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati locali sono possibili, soprattutto se la soluzione viene iniettata per errore nei tessuti circostanti: in questi casi possono comparire necrosi della pelle e dei tessuti sottocutanei, e più raramente dei nervi. Il rischio aumenta con concentrazioni e volumi maggiori.[1]

Tra le reazioni avverse riportate figurano, molto raramente, shock anafilattico, angioedema, orticaria generalizzata e attacco d’asma. Sono stati segnalati anche eventi neurologici molto rari, tra cui accidente cerebrovascolare, emiparesi, cefalea, emicrania, parestesia, ipoestesia orale, perdita di coscienza, stato confusionale, afasia, atassia e capogiro, oltre a TIA con frequenza non nota.[1] Molto raramente possono comparire disturbi visivi, arresto cardiaco, cardiomiopatia da stress, palpitazioni, aritmie, embolia polmonare, sincope vasovagale, collasso circolatorio, vasculite, dispnea, senso di pressione toracica, tosse, nausea, vomito, alterazioni del gusto e varie reazioni cutanee.[1]

Domande frequenti

Atossisclerol si può usare in gravidanza? No, non deve essere somministrato durante la gravidanza; il foglietto illustrativo lo considera controindicato nel primo trimestre e dopo la 36a settimana di gestazione.[1, 2]

Serve una preparazione particolare prima dell’uso? Sì, le iniezioni devono essere eseguite da un medico esperto e, per la microschiuma, la preparazione deve essere immediata e fatta con tecnica asettica da personale addestrato.[1, 4]

Atossisclerol è usato anche per le emorroidi? Sì, ma solo la formulazione 3% soluzione, e soltanto per emorroidi di primo e secondo grado.[1, 2]

Si può usare se si ha un forame ovale pervio? La scheda tecnica raccomanda di cercarlo prima della scleroterapia in alcuni pazienti a rischio e non raccomanda l’uso se è noto ma asintomatico.[1]

Dà problemi di guida? Dopo il trattamento possono essere necessarie bende o calze compressive, che possono influire sulla capacità di guidare.[1]

Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Atossisclerol: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.