Ranidil: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Ranidil: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 29/10/2026.

Fonti usate dall'AI: 5 schede tecniche AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 pagina principio attivo scorri →

  1. 1 Scheda tecnica AIFARanidil 75
  2. 2 Scheda tecnica AIFARanidil
  3. 3 Scheda tecnica AIFARanidil Ev
  4. 4 Scheda tecnica AIFARanidil Scir
  5. 5 Scheda tecnica AIFARanidil Cpr Eff
  6. 6 BugiardinoRanidil
  7. 7 IndicazioniRanidil
  8. 8 Effetti collateraliRanidil
  9. 9 Sicurezza e azioneRanidil
  10. 10 Principio attivoRanitidina Cloridrato

Il testo è generato solo da questi 10 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.

Ranidil è un farmaco a base di ranitidina cloridrato, un antagonista dei recettori H2 che riduce la produzione di acido nello stomaco. È usato soprattutto per ulcera peptica, reflusso gastroesofageo, sindrome di Zollinger-Ellison, prevenzione del sanguinamento gastrointestinale e, nella formulazione da 75 mg, per il trattamento sintomatico di cattiva digestione da iperacidità e pirosi gastrica. Prima di usarlo bisogna sapere che è controindicato in caso di allergia alla ranitidina o agli eccipienti, e che in presenza di problemi renali, sospetta malattia gastrica importante o anamnesi di porfiria serve cautela e controllo medico.[1, 2, 3, 4, 5, 6]

Indice (7 sezioni)
  1. 1A cosa serve
  2. 2Formulazioni e come si usa
  3. 3Controindicazioni e avvertenze
  4. 4Interazioni
  5. 5Gravidanza e allattamento
  6. 6Effetti indesiderati
  7. 7Domande frequenti

A cosa serve

Nelle formulazioni da 150 mg e 300 mg, Ranidil è indicato negli adulti per ulcera duodenale, ulcera gastrica benigna, ulcera recidivante, ulcera post-operatoria, esofagite da reflusso, sindrome di Zollinger-Ellison, profilassi e trattamento delle emorragie del tratto gastrointestinale superiore, premedicazione in anestesia e prevenzione e trattamento dell’ulcera da stress. È indicato anche in condizioni come gastrite o duodenite quando associate a ipersecrezione acida. Nei bambini e negli adolescenti è indicato per il trattamento a breve termine dell’ulcera peptica e del reflusso gastroesofageo, compreso il sollievo dei sintomi della malattia da reflusso gastroesofageo.[2, 4, 5, 6]

La formulazione da 75 mg compresse rivestite con film è invece indicata per il trattamento sintomatico della cattiva digestione da iperacidità e della pirosi gastrica. Non riporta le altre indicazioni delle formulazioni da 150 mg e 300 mg.[1]

La soluzione iniettabile da 50 mg/5 ml è destinata agli adulti con attacchi acuti o riacutizzazioni delle condizioni acido-correlate previste dalla scheda tecnica. Per l’uso nei bambini, la dose dipende dalla situazione clinica e va letta nella tabella della scheda tecnica e decisa dal pediatra.[3]

Formulazioni e come si usa

Compresse rivestite con film da 75 mg

Negli adulti si assume una compressa quando compaiono i sintomi, sia di giorno sia di notte. Nella maggior parte dei pazienti bastano 1 o 2 compresse al giorno, ma si possono assumere fino a 4 compresse nelle 24 ore. Non è necessario prenderle con il cibo. Se i sintomi persistono, peggiorano o continuano dopo 14 giorni, il paziente deve consultare il medico o il farmacista.[1]

Compresse da 150 mg e 300 mg

Negli adulti e negli adolescenti di almeno 12 anni la dose abituale è 300 mg al giorno, cioè 150 mg al mattino e 150 mg alla sera. Nei pazienti con ulcera gastrica o duodenale si possono usare in alternativa 300 mg in un’unica dose serale prima di coricarsi. In alcune situazioni, come ulcere di grandi dimensioni, forte tabagismo o esofagite peptica severa, la posologia può essere aumentata fino a 600 mg al giorno, sotto diretto controllo medico, tornando appena possibile alla dose standard.[2, 4, 5, 7]

Per l’ulcera duodenale, gastrica, recidivante o post-operatoria, la dose giornaliera di 300 mg per 4 settimane guarisce la maggior parte delle ulcere; se necessario il trattamento può essere prolungato fino a 6-8 settimane. Se l’ulcera è correlata ai FANS, o se la terapia con FANS deve continuare, il dosaggio raccomandato è 300 mg per 8 settimane, con possibile estensione fino a 12 settimane. Per l’esofagite da reflusso la dose raccomandata è 300 mg al giorno in 2 somministrazioni per 8 settimane; nelle forme moderate-severe può essere aumentata fino a 600 mg al giorno per un massimo di 12 settimane, sempre sotto controllo medico. Nella prevenzione delle recidive può essere usata una dose di mantenimento di 150 mg due volte al giorno, oppure 150 mg alla sera o 300 mg alla sera in situazioni selezionate, secondo prescrizione medica.[2, 4, 5, 7]

Per la sindrome di Zollinger-Ellison la dose iniziale è 450 mg al giorno, cioè 150 mg 3 volte al giorno, aumentabile se necessario a 600-900 mg al giorno. Per le emorragie del tratto gastrointestinale superiore, la dose orale è 300 mg al giorno. Per la premedicazione in anestesia, la scheda tecnica riporta 150 mg per via orale 2 ore prima dell’induzione e, preferibilmente, anche 150 mg la sera precedente.[2, 4, 5, 7]

La soluzione iniettabile va usata sotto stretta sorveglianza medica, solo quando non è praticabile la terapia orale o nelle forme acute severe. Negli adulti può essere somministrata come iniezione endovenosa di 50 mg ripetibile ogni 6-8 ore, oppure come infusione endovenosa intermittente. Nei pazienti con grave riduzione della funzione renale la dose giornaliera raccomandata è 25 mg. Nei bambini la dose dipende dalla situazione clinica e va letta nella tabella della scheda tecnica e decisa dal pediatra.[3]

Per lo sciroppo da 150 mg/10 ml, negli adulti e negli adolescenti di almeno 12 anni la dose abituale è 300 mg al giorno, cioè 10 ml al mattino e 10 ml alla sera. Le indicazioni terapeutiche e gli schemi di durata sono gli stessi delle compresse da 150 mg e 300 mg.[4]

Per le compresse effervescenti da 150 mg e 300 mg valgono gli stessi schemi posologici delle compresse rivestite con film. Vanno sciolte completamente in acqua prima dell’assunzione.[5]

Controindicazioni e avvertenze

Ranidil è controindicato nei pazienti con nota ipersensibilità alla ranitidina o ad uno qualsiasi degli eccipienti.[1, 2, 3, 4, 5, 6]

Prima di iniziare il trattamento in presenza di ulcera gastrica, o in pazienti di mezza età o più anziani con sintomi dispeptici nuovi o cambiati, deve essere esclusa la possibile natura maligna, perché la ranitidina può mascherare i sintomi del carcinoma gastrico.[1, 2, 3, 4, 5, 6]

Poiché la ranitidina si elimina per via renale, nei pazienti con danno renale i livelli plasmatici possono aumentare e la posologia va modificata. Nella formulazione da 75 mg l’uso senza controllo medico nei pazienti con danno renale non è appropriato; nella formulazione iniettabile e nelle altre formulazioni il dosaggio deve essere adattato secondo scheda tecnica.[1, 2, 3, 4, 5]

La ranitidina non deve essere somministrata, oppure deve essere evitata, nei pazienti con anamnesi di attacchi acuti di porfiria.[1, 2, 3, 4, 5, 6]

È segnalato un possibile aumento del rischio di polmonite acquisita in comunità, soprattutto in anziani, persone con patologie polmonari croniche, diabetici o immunocompromessi.[1, 2, 3, 4, 5]

Nei pazienti che assumono FANS insieme a ranitidina è raccomandato un regolare controllo medico, soprattutto se anziani o con anamnesi di ulcera peptica.[1, 2, 3, 4, 5, 6]

Per lo sciroppo, gli eccipienti meritano attenzione: contiene sorbitolo, alcol etilico e paraidrossibenzoati; per questo può non essere adatto a pazienti con intolleranza ereditaria al fruttosio e va considerato con cautela in gravidanza, allattamento, bambini e in soggetti ad alto rischio legato all’alcol.[4]

Per le compresse effervescenti, la scheda tecnica segnala la presenza di sodio e di aspartame, con cautela nei pazienti a dieta iposodica e nei pazienti con fenilchetonuria.[5]

Interazioni

Ranidil può influenzare l’assorbimento, il metabolismo o l’escrezione renale di altri farmaci. Alla dose terapeutica usuale non potenzia l’azione di diazepam, lidocaina, fenitoina, propranololo e teofillina.[1, 2, 3, 4, 5, 6]

Sono stati segnalati casi di alterazione del tempo di protrombina con anticoagulanti cumarinici come warfarin, per cui è raccomandato un attento monitoraggio. Alte dosi di ranitidina possono ridurre l’escrezione di procainamide e N-acetilprocainamide.[1, 2, 3, 4, 5, 6]

L’aumento del pH gastrico può modificare la biodisponibilità di alcuni farmaci, aumentando l’assorbimento di triazolam, midazolam e glipizide o riducendolo per ketoconazolo, atazanavir, delaviridina e gefitinib. Non c’è evidenza di interazione con amoxicillina e metronidazolo. Il foglietto illustrativo indica anche di distanziare di almeno due ore l’uso di alte dosi di sucralfato, idrossido di magnesio o di alluminio.[1, 2, 3, 4, 5, 6]

Gravidanza e allattamento

La ranitidina attraversa la barriera placentare e si ritrova nel latte materno. In gravidanza e durante l’allattamento deve essere usata solo se considerata di assoluta necessità.[1, 2, 3, 4, 5, 6]

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati riportati comprendono, tra i più rilevanti, reazioni di ipersensibilità fino allo shock anafilattico, confusione mentale reversibile, depressione, allucinazioni, cefalea, capogiri, sonnolenza, offuscamento reversibile della vista, bradicardia, tachicardia, palpitazioni, blocco atrio-ventricolare, vasculite, pancreatite acuta, diarrea, vomito, dolore addominale, stitichezza e nausea. Sono stati descritti anche alterazioni reversibili della conta delle cellule ematiche, test di funzionalità epatica modificati, eritema multiforme, alopecia, artralgia, mialgia, aumento della creatinina plasmatica, nefrite interstiziale acuta, impotenza reversibile, alterazioni della libido, ginecomastia e galattorrea.[1, 2, 3, 4, 5, 8]

La scheda tecnica della formulazione iniettabile segnala che le reazioni psichiatriche e alcuni effetti avversi sono stati osservati soprattutto nei pazienti gravemente ammalati, negli anziani e nei nefropatici.[3]

Domande frequenti

Ranidil si può prendere a stomaco pieno? Per la formulazione da 75 mg la scheda tecnica dice che non è necessario prenderla con il cibo. Per le altre formulazioni la posologia va seguita come indicato nella scheda tecnica o nel foglietto illustrativo.[1, 2, 4, 5]

Dopo quanto tempo bisogna sentire il medico se il disturbo non passa? Per Ranidil 75 mg, se i sintomi persistono, peggiorano o durano oltre 14 giorni, il paziente deve consultare il medico o il farmacista.[1]

Ranidil si può usare nei bambini? Sì, ma solo per le indicazioni previste dalla scheda tecnica e con la dose stabilita dal pediatra. I numeri della posologia pediatrica vanno letti nella tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo.[2, 3, 4, 5, 6]

Posso guidare se prendo Ranidil? Se durante la terapia compaiono stordimento, sonnolenza o vertigini, bisogna evitare di guidare o usare macchinari.[2, 3, 4, 5, 6]

Ranidil è uguale in tutte le formulazioni? Il principio attivo è lo stesso, ma cambiano forma farmaceutica, indicazioni pratiche, posologia e alcune avvertenze sugli eccipienti, come nel caso dello sciroppo e delle compresse effervescenti.[1, 2, 3, 4, 5, 10]

Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Ranidil 75: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.