Riassunto generato con AI, aggiornato il 21/10/2026.
Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 pagina principio attivo, 1 riassunto EPAR EMA scorri →
- 1 Scheda tecnica AIFASlenyto – Melatonina
- 2 BugiardinoSlenyto
- 3 IndicazioniSlenyto
- 4 Effetti collateraliSlenyto
- 5 Sicurezza e azioneSlenyto
- 6 Riassunto EPAR EMASlenyto (melatonina)
- 7 Principio attivoMelatonina
Il testo è generato solo da questi 7 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.
Slenyto è un farmaco a base di melatonina, in compresse a rilascio prolungato, indicato secondo la scheda tecnica per trattare l’insonnia nei bambini e negli adolescenti tra 2 e 18 anni con disturbi dello spettro autistico e/o sindrome di Smith-Magenis, quando le misure di igiene del sonno non sono bastate.[1] Prima di usarlo bisogna sapere che non va assunto in caso di ipersensibilità alla melatonina o ad eccipienti, va usato con cautela se la sonnolenza può creare rischi per la sicurezza e non è indicato nei pazienti con compromissione epatica o con malattie autoimmuni.[1] Nel foglietto illustrativo e nel riassunto EPAR compaiono anche l’uso in alcuni bambini e adolescenti con ADHD, ma questa indicazione non è riportata nella scheda tecnica AIFA della formulazione Slenyto qui considerata.[2, 6]
Indice (8 sezioni)
A cosa serve
Slenyto serve per il trattamento dell’insonnia nei bambini e negli adolescenti dai 2 ai 18 anni con disturbi dello spettro autistico e/o sindrome di Smith-Magenis, quando le misure non farmacologiche per il sonno non sono state sufficienti.[1] Secondo il foglietto illustrativo, la melatonina aiuta anche ad abbreviare il tempo necessario per addormentarsi e a prolungare la durata del sonno.[2] Il riassunto EPAR dell’EMA aggiunge che il medicinale è stato valutato anche in pazienti con disturbi neurogenetici associati ad alterata produzione di melatonina e in bambini e adolescenti con ADHD, ma queste informazioni non modificano l’indicazione ufficiale AIFA della scheda tecnica.[6, 1]
Formulazioni e come si usa
Slenyto è disponibile come compresse a rilascio prolungato da 1 mg e da 5 mg di melatonina.[1] Le compresse sono per uso orale e devono essere deglutite intere, senza essere spezzate, frantumate o masticate, perché altrimenti si perde l’effetto a rilascio prolungato.[1]
La dose iniziale raccomandata è di 2 mg una volta al giorno, la sera, da assumere 0,5-1 ora prima di coricarsi, durante o dopo la cena.[1] Se la risposta è insufficiente, la dose può essere aumentata a 5 mg; la dose massima giornaliera è 10 mg.[1] Sono disponibili dati per un massimo di 2 anni di terapia, con controlli regolari almeno ogni 6 mesi per verificare che il trattamento sia ancora appropriato.[1] Dopo almeno 3 mesi, il medico deve valutare l’efficacia e l’opportunità di interrompere il medicinale se non si osserva un beneficio clinicamente rilevante.[1]
Se una dose viene dimenticata, può essere assunta prima di coricarsi la stessa notte; dopo quel momento non bisogna prendere altre compresse fino alla dose successiva prevista.[1]
Le compresse possono essere mescolate con yogurt, succo d’arancia o gelato per facilitarne la deglutizione, ma la miscela va assunta subito e non conservata.[1]
Popolazioni speciali
Per la compromissione renale, la scheda tecnica segnala che l’effetto sulla farmacocinetica non è stato studiato e raccomanda cautela.[1] Per la compromissione epatica, invece, la melatonina non è indicata per l’uso perché non vi è esperienza clinica in questi pazienti.[1] Nei bambini sotto i 2 anni non esiste un uso rilevante per il trattamento dell’insonnia.[1]
Controindicazioni e avvertenze
Slenyto è controindicato in caso di ipersensibilità alla melatonina o a uno qualsiasi degli eccipienti.[1] Contiene lattosio monoidrato, quindi i pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit totale di lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.[1]
La melatonina può causare sonnolenza, perciò il farmaco va usato con cautela quando questo effetto può creare un rischio per la sicurezza.[1] La scheda tecnica aggiunge che nei pazienti con malattie autoimmuni non ci sono dati clinici e il medicinale non è indicato per l’uso.[1]
Interazioni
L’uso concomitante con fluvoxamina, alcol, ipnotici benzodiazepinici e non benzodiazepinici, tioridazina e imipramina non è raccomandato.[1] In particolare, la fluvoxamina può aumentare molto l’esposizione alla melatonina, mentre l’alcol può ridurne l’efficacia sul sonno e gli ipnotici sedativi possono potenziarne l’effetto sedativo.[1] La scheda tecnica ricorda anche che il metabolismo della melatonina dipende soprattutto dagli enzimi CYP1A, quindi sono possibili interazioni con altri medicinali che influenzano questi enzimi.[1]
Gravidanza e allattamento
In gravidanza non ci sono dati sufficienti sull’uso di melatonina, quindi a scopo precauzionale è preferibile evitarne l’impiego.[1] Durante l’allattamento, la scheda tecnica segnala che la melatonina endogena è presente nel latte materno e che anche quella esogena probabilmente passa nel latte; non è noto l’effetto sui neonati o lattanti, quindi bisogna valutare se interrompere l’allattamento o la terapia in base al rapporto beneficio-rischio.[1] Negli studi animali non è emersa tossicità riproduttiva né un effetto sulla fertilità maschile o femminile.[1]
Effetti indesiderati
Negli studi clinici gli effetti indesiderati segnalati più spesso sono stati sonnolenza, affaticamento, sbalzi d’umore, cefalea, irritabilità, aggressività e sensazione di postumi da sbronza.[1] Nella classificazione per frequenza della scheda tecnica, questi eventi sono riportati come comuni per sbalzi d’umore, aggressività, irritabilità, sonnolenza, cefalea, sonno improvviso, sinusite, affaticamento e postumi da sbronza.[1] Il foglietto illustrativo e la scheda tecnica ricordano che possono comparire anche effetti non previsti, che vanno segnalati al medico o al farmacista.[2, 1]
Dati principali sugli studi
L’EMA riferisce che l’efficacia di Slenyto è stata valutata in uno studio principale su 125 bambini di età tra 2 e 17 anni, per lo più con disturbi dello spettro autistico e una piccola quota con sindrome di Smith-Magenis, dopo insuccesso delle misure comportamentali sul sonno.[6] Nelle 13 settimane di trattamento, i pazienti trattati con Slenyto hanno dormito in media 51 minuti in più per notte rispetto a 19 minuti in più con placebo, e si sono addormentati circa 38 minuti prima rispetto a 13 minuti prima con placebo.[6] La scheda tecnica aggiunge che nello studio randomizzato controllato con placebo, dopo 13 settimane, Slenyto ha mostrato un miglioramento statisticamente significativo del tempo totale di sonno e della latenza del sonno, con benefici anche su alcuni aspetti comportamentali.[1]
Domande frequenti
Slenyto si può dare a tutti i bambini con problemi di sonno? No. Nella scheda tecnica è indicato solo per bambini e adolescenti dai 2 ai 18 anni con disturbi dello spettro autistico e/o sindrome di Smith-Magenis, quando l’igiene del sonno non basta.[1]
Si può schiacciare o dividere la compressa? No. Le compresse devono essere inghiottite intere perché il rilascio prolungato verrebbe compromesso.[1]
Quanto spesso va rivalutata la terapia? Almeno ogni 6 mesi, e dopo 3 mesi il medico deve verificare se il trattamento sta davvero funzionando.[1]
Slenyto può dare sonnolenza di giorno? Sì, la sonnolenza è un effetto noto e il medicinale va usato con cautela se questo può creare rischi per la sicurezza.[1, 2]
Si può bere alcol durante la terapia? No, l’uso concomitante con alcol non è raccomandato e va evitato perché può ridurre l’efficacia del medicinale sul sonno.[1, 2]
Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Slenyto – Melatonina: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.
