Tacrolimus: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Tacrolimus: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 18/10/2026.

Fonti usate dall'AI: 3 schede tecniche AIFA, 3 bugiardini, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina principio attivo scorri →

  1. 1 Scheda tecnica AIFATacrolimus Acc
  2. 2 Scheda tecnica AIFATacrolimus Crinos
  3. 3 Scheda tecnica AIFATacrolimus My
  4. 4 BugiardinoTacrolimus Mylan Generics
  5. 5 BugiardinoTacrolimus Crinos
  6. 6 BugiardinoTacrolimus Accord Healthcare
  7. 7 Effetti collateraliTacrolimus
  8. 8 Principio attivoTacrolimus

Il testo è generato solo da questi 8 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.

Tacrolimus è un principio attivo immunosoppressore presente nelle capsule rigide delle specialità equivalenti/generiche riportate nelle schede dei medicinali chiamati Tacrolimus seguite dal nome dell’azienda. Serve a prevenire il rigetto dopo trapianto di fegato, rene o cuore e a trattare il rigetto resistente ad altri immunosoppressori.[1, 2, 3, 4, 5, 6]

Prima di usarlo è importante sapere che deve essere prescritto e seguito da medici esperti nei trapianti, con monitoraggio clinico e dei livelli ematici, perché lo scambio non supervisionato tra formulazioni di tacrolimus può essere pericoloso.[1, 2, 3]

Indice (7 sezioni)
  1. 1A cosa serve
  2. 2Formulazioni e come si usa
  3. 3Controindicazioni e avvertenze
  4. 4Interazioni
  5. 5Gravidanza e allattamento
  6. 6Effetti indesiderati
  7. 7Domande frequenti

A cosa serve

Tacrolimus è un immunosoppressore usato per la profilassi del rigetto nei pazienti sottoposti a trapianto allogenico di fegato, rene o cuore. Le schede tecniche riportano anche l’impiego nel trattamento del rigetto resistente ad altri medicinali immunosoppressori.[1, 2, 3] I fogli illustrativi spiegano che viene spesso usato insieme ad altri farmaci immunosoppressori per aiutare l’organismo ad accettare l’organo trapiantato.[4, 5, 6]

Formulazioni e come si usa

Le fonti fornite riguardano capsule rigide da 0,5 mg, 1 mg e 5 mg di Tacrolimus Accord Healthcare, Tacrolimus Crinos e Tacrolimus Mylan Generics.[1, 2, 3]

La terapia richiede un attento monitoraggio e deve essere gestita da medici con esperienza nella terapia immunosoppressiva e nel paziente trapiantato. Dopo un eventuale passaggio a un’altra formulazione, è necessario controllare i livelli ematici e adattare la dose per mantenere la corretta esposizione sistemica.[1, 2, 3]

Le capsule vanno in genere assunte in due dosi separate al giorno, per esempio mattino e sera, con un liquido preferibilmente acqua. Per un assorbimento ottimale, devono essere prese a stomaco vuoto o almeno 1 ora prima oppure 2-3 ore dopo i pasti.[1, 2, 3]

Per gli adulti, nella scheda tecnica le dosi iniziali raccomandate sono riportate separatamente per tipo di trapianto e devono servire solo come linea guida; la dose va poi adattata in base alla risposta clinica e ai livelli ematici. Nella fonte disponibile per il trapianto di fegato, la somministrazione orale va iniziata circa 12 ore dopo l’intervento. Nella documentazione fornita non è indicata una dose massima giornaliera fissa valida per tutti gli adulti.[1, 2, 3]

Per i bambini la dose dipende dal peso e va letta nella tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo; la decisione e gli eventuali aggiustamenti spettano al pediatra o allo specialista trapiantologo.[7]

La durata del trattamento non ha un limite prefissato nelle forme orali, perché per prevenire il rigetto è necessario mantenere l’immunosoppressione.[1, 2, 3]

Controindicazioni e avvertenze

Tacrolimus non deve essere usato in caso di ipersensibilità al principio attivo. Una scheda tecnica lo controindica anche in caso di allergia ad altri macrolidi o a uno qualsiasi degli eccipienti; i fogli illustrativi delle forme equivalenti citano l’allergia al tacrolimus, agli eccipienti e agli antibiotici macrolidi come eritromicina, claritromicina e josamicina.[1, 2, 3, 4, 5, 6]

Durante la fase iniziale dopo il trapianto devono essere controllati regolarmente pressione arteriosa, ECG, stato neurologico e oculistico, glicemia a digiuno, elettroliti soprattutto potassio, funzionalità epatica e renale, parametri ematologici, della coagulazione e proteine plasmatiche.[1, 2, 3]

Va evitato lo scambio non supervisionato tra formulazioni a rilascio immediato e a rilascio prolungato di tacrolimus, perché può portare a rigetto o a effetti indesiderati da sottoesposizione o sovraesposizione.[1, 2, 3]

Le schede tecniche e i fogli illustrativi consigliano di evitare l’uso di preparazioni a base di erba di San Giovanni e di altri prodotti fitoterapici, perché possono ridurre le concentrazioni di tacrolimus e la sua efficacia.[1, 2, 3, 4, 5, 6]

La ciclosporina non deve essere assunta in associazione con tacrolimus e, se il paziente è stato trattato in precedenza con ciclosporina, serve particolare cautela.[1, 2, 3, 4, 5, 6]

In caso di diarrea, i livelli ematici di tacrolimus possono cambiare in modo significativo e può essere necessario un monitoraggio aggiuntivo.[1, 2, 3, 4, 5, 6]

Tacrolimus può causare ipertrofia ventricolare o del setto, riportata come cardiomiopatia soprattutto nei bambini con livelli ematici molto alti; per questo i pazienti ad alto rischio devono essere sorvegliati con esami cardiologici.[1, 2, 3]

Interazioni

Tacrolimus è metabolizzato dal CYP3A4, per cui medicinali o rimedi che inibiscono o inducono questo sistema possono aumentare o diminuire i livelli ematici del farmaco. Le schede tecniche raccomandano di monitorare i livelli e di adattare la dose quando si usano insieme sostanze che interferiscono con il CYP3A4.[1, 2, 3]

Tra gli inibitori con interazioni importanti sono riportati ketoconazolo, fluconazolo, itraconazolo, voriconazolo, eritromicina e inibitori della proteasi HIV come ritonavir; tra quelli con interazioni più deboli compaiono clotrimazolo, claritromicina, josamicina, nifedipina, nicardipina, diltiazem, verapamil, danazolo, etinilestradiolo, omeprazolo e nefazodone.[1, 2, 3]

Il succo di pompelmo può aumentare i livelli di tacrolimus e va evitato.[1, 2, 3]

Nei fogli illustrativi vengono citati anche altri medicinali che possono modificare l’effetto o la tollerabilità di tacrolimus, come alcuni antiacidi, anticonvulsivanti, corticosteroidi, statine e farmaci antivirali; inoltre ibuprofene, amfotericina B e alcuni antivirali possono peggiorare problemi renali o neurologici quando associati.[4, 5, 6]

Le schede tecniche di Tacrolimus Crinos e Tacrolimus Mylan Generics avvertono anche di evitare potassio ad alte dosi o diuretici risparmiatori di potassio, mentre il foglietto di Tacrolimus Mylan Generics cita l’uso cauteloso degli integratori di potassio e di alcuni diuretici.[2, 3, 4]

Gravidanza e allattamento

Tacrolimus attraversa la placenta. Le schede tecniche non mostrano un aumento evidente del rischio di eventi avversi in gravidanza rispetto ad altri immunosoppressori, ma riportano casi di aborto spontaneo e raccomandano di prenderlo in considerazione in gravidanza solo quando non esistono alternative più sicure e quando il beneficio atteso supera il rischio.[1, 2, 3]

In caso di esposizione in utero, è raccomandato il monitoraggio del neonato, soprattutto per possibili effetti renali; viene riportato anche un rischio di parto prematuro e di iperkaliemia neonatale, che tende a normalizzarsi spontaneamente.[1, 2, 3]

Le donne trattate con tacrolimus non devono allattare, perché il farmaco passa nel latte materno.[1, 2, 3]

Effetti indesiderati

Le reazioni avverse più comuni riportate nelle schede tecniche comprendono cefalea, tremore, anemia, leucopenia, trombocitopenia, tachicardia e disturbi visivi come visione offuscata o fotofobia.[1, 2, 3]

Sono descritti anche disturbi neurologici più importanti, come convulsioni, alterazioni della coscienza, capogiri, neuropatie periferiche, encefalopatia e, più raramente, coma o alterazioni del linguaggio.[1, 2, 3]

Tra gli altri eventi segnalati ci sono infezioni, aumento del rischio di tumori nei pazienti immunosoppressi, alterazioni cardiache, renali e del fegato, oltre a reazioni cutanee e gastrointestinali.[1, 2, 3]

La somministrazione orale sembra essere associata a una minore incidenza di reazioni avverse rispetto alla via endovenosa.[1, 2, 3]

Domande frequenti

Tacrolimus si prende sempre dopo il trapianto? No, nelle schede tecniche è indicato sia per prevenire il rigetto dopo trapianto sia per trattare un rigetto resistente ad altri immunosoppressori.[1, 2, 3]

Posso cambiare marca o formulazione da solo? No. Lo scambio tra formulazioni di tacrolimus senza supervisione è considerato pericoloso e richiede controllo specialistico.[1, 2, 3]

Devo prendere le capsule con il cibo? No, in genere vanno prese a stomaco vuoto, oppure 1 ora prima o 2-3 ore dopo i pasti.[1, 2, 3]

Posso assumere erba di San Giovanni? No, va evitata perché può ridurre i livelli di tacrolimus e la sua efficacia.[1, 2, 3, 4, 5, 6]

Posso allattare durante la terapia? No, le fonti indicano che tacrolimus passa nel latte materno e che l’allattamento non è consentito durante il trattamento.[1, 2, 3]

Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Tacrolimus Acc: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.