Dal 7 ottobre 2026 esistono per la prima volta linee guida globali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sulla gestione integrata dell’obesità infantile. Il documento chiarisce in modo esplicito che, per i bambini da 0 a meno di 10 anni, non vi è indicazione a usare farmaci dimagranti, chirurgia bariatrica o dispositivi per perdere peso. Il focus si sposta su interventi strutturati di stile di vita e supporto familiare.
Le nuove raccomandazioni distinguono nettamente tra bambini e adolescenti, anche rispetto alle iniezioni dimagranti basate su agonisti del recettore del peptide simile al glucagone 1. L’OMS sottolinea la scarsità di dati a lungo termine sulla sicurezza nei più piccoli e invita a valutare l’obesità come condizione cronica da gestire nel tempo, con obiettivi che includono salute generale, funzionamento quotidiano e benessere psicologico.
Cosa dicono le nuove linee guida OMS su obesità infantile e farmaci
Secondo l’OMS, la gestione dell’obesità nei bambini tra 29 giorni di vita e meno di 10 anni deve seguire un approccio integrato, inserito nei servizi di assistenza primaria. Il documento copre alimentazione, attività fisica, comportamenti sedentari, sonno, interventi psicocomportamentali e digitali. La sezione su farmacoterapia, chirurgia e dispositivi è presente ma per questa fascia di età non fornisce raccomandazioni positive all’uso.
Le linee guida indicano che i trattamenti farmacologici e la chirurgia bariatrica possono essere considerati solo negli adolescenti, in contesti specialistici e con criteri stringenti. Per i più piccoli l’OMS punta su programmi strutturati multidisciplinari, preferibilmente erogati da équipe che comprendano pediatra, dietista, psicologo e altri professionisti. Questo impianto si raccorda con i percorsi nazionali su obesità in età evolutiva già sviluppati in alcuni Paesi.
Perché sotto i 10 anni l’OMS sconsiglia farmaci e chirurgia per l’obesità
Per i bambini da 0 a 9 anni l’OMS non raccomanda l’uso di farmaci anti obesità, interventi di chirurgia bariatrica né dispositivi per la perdita di peso. Alla base vi sono due elementi chiave: la mancanza di prove robuste sui risultati a lungo termine in questa fascia di età e i potenziali rischi su crescita, sviluppo puberale e salute mentale. Viene considerata anche l’esposizione molto prolungata che tali terapie comporterebbero.
Le raccomandazioni invitano a grande cautela anche verso le cosiddette “canete dimagranti” ritagliate su farmaci agonisti del recettore GLP-1 usati negli adulti. L’OMS richiama l’attenzione sui possibili effetti avversi gastrointestinali e sul rischio di uso inappropriato in bambini senza un reale beneficio documentato. Per i sanitari la priorità deve restare la presa in carico globale, non la trasposizione in pediatria dei farmaci dimagranti sviluppati per l’adulto.
Qual è il ruolo di alimentazione, movimento e supporto comportamentale
Per l’OMS il pilastro della cura dell’obesità infantile resta un intervento intensivo sullo stile di vita, adattato all’età e al contesto familiare. Le raccomandazioni includono piani alimentari equilibrati con alimenti freschi e poco processati, limitazione delle bevande zuccherate, porzioni adeguate, oltre alla riduzione del tempo trascorso davanti a schermi. Il sonno regolare viene esplicitamente integrato nella gestione perché associato al rischio di aumento di peso.
Un secondo elemento centrale è il supporto comportamentale e psicologico, anche attraverso programmi di educazione familiare e interventi digitali strutturati. L’obiettivo non è solo ridurre l’indice di massa corporea ma migliorare salute cardiovascolare, capacità funzionale e qualità di vita. L’OMS sottolinea che la responsabilità non ricade sul singolo bambino ma su sistemi sanitari in grado di offrire percorsi continuativi, integrati con indicazioni su quando ha senso parlare di farmaci nelle fasce di età successive.
Quando i farmaci anti obesità possono essere considerati negli adolescenti
La linea guida specifica per adolescenti tra 10 e 19 anni prevede che i farmaci contro l’obesità possano essere considerati solo dopo interventi strutturati su alimentazione, attività fisica e comportamento. Devono inoltre essere presenti criteri clinici ben definiti e un monitoraggio specialistico. La chirurgia bariatrica compare tra le opzioni possibili esclusivamente in casi selezionati, valutati da team multidisciplinari dedicati.
Per chi si occupa di salute dell’adolescente il messaggio è che la farmacoterapia non è mai un trattamento isolato ma fa parte di programmi multimodali, con attenzione agli effetti a lungo termine e all’aderenza. Percorsi nazionali e locali aiutano a declinare queste indicazioni, per esempio definendo “ultima spiaggia” farmaci e interventi secondo documenti come linee guida su obesità e chirurgia nell’adolescente, che si integrano con l’impostazione OMS.
Secondo le linee guida OMS per bambini e adolescenti pubblicate il 7 ottobre 2026, l’obesità in età evolutiva richiede percorsi strutturati basati su stile di vita, supporto psicosociale e presa in carico a lungo termine. I farmaci anti obesità e la chirurgia bariatrica trovano spazio solo in adolescenti selezionati, mentre nei bambini sotto i 10 anni la strategia resta non farmacologica.
Le informazioni riportate hanno carattere generale e non sostituiscono il parere di pediatri, medici di medicina generale o specialisti. Ogni decisione su diagnosi e trattamento dell’obesità nei minori richiede una valutazione individuale da parte di professionisti qualificati.
Per approfondire
OMS, comunicato sulle prime linee guida globali per obesità in bambini e adolescenti descrive il contesto della pubblicazione, gli obiettivi generali del documento e le principali raccomandazioni strategiche rivolte ai sistemi sanitari nazionali.
OMS, linee guida sulla gestione integrata dell’obesità nei bambini 0–9 anni contiene il testo completo delle raccomandazioni per la fascia pediatrica, con dettaglio su alimentazione, attività fisica, sonno, interventi comportamentali e assenza di indicazione ai farmaci.
OMS, linee guida sulla gestione dell’obesità negli adolescenti 10–19 anni presenta le raccomandazioni per gli adolescenti, comprese le condizioni in cui farmacoterapia e chirurgia bariatrica possono entrare in programmi multimodali specialistici.
Discorso del Direttore Generale OMS alla conferenza stampa del 7 ottobre 2026 offre il punto di vista istituzionale sul perché l’obesità infantile viene considerata una priorità globale di salute pubblica.
Rapporto OMS Africa su public health intelligence 2026 include analisi sul carico di obesità nei Paesi a basso e medio reddito, utili per comprendere le differenze regionali nell’applicazione delle linee guida globali.





