A Genova è stato confermato un caso autoctono di infezione da virus West Nile in una paziente in condizioni molto gravi, con interessamento neurologico, ricoverata all’Ospedale San Martino. Le autorità locali hanno annunciato interventi straordinari di disinfestazione nelle aree considerate a rischio per la circolazione del virus. Molti residenti, soprattutto anziani e persone con difese immunitarie ridotte, cercano indicazioni chiare su rischi reali, sintomi da riconoscere e comportamenti corretti durante queste operazioni.
Il virus West Nile è trasmesso soprattutto dalle punture di zanzare infette. Nella maggioranza dei casi provoca nessun disturbo o sintomi lievi simili a una sindrome influenzale. Una piccola percentuale di persone, in particolare soggetti fragili, può però sviluppare complicanze al sistema nervoso centrale con quadri anche molto seri. In questo contesto è utile distinguere il rischio di infezione generale dalle forme neuroinvasive e conoscere regole pratiche di prevenzione domestica.
Che cosa sappiamo del caso autoctono di West Nile segnalato a Genova
Il caso segnalato a Genova è definito autoctono perché la paziente non avrebbe viaggiato in aree estere endemiche, quindi l’infezione è avvenuta verosimilmente in città o nei dintorni. La forma clinica descritta è grave, con interesse del sistema nervoso centrale, compatibile con malattia neuroinvasiva da virus West Nile. Questo tipo di complicanza resta raro rispetto al numero complessivo di infezioni circolanti, anche se richiede sempre gestione ospedaliera intensiva.
La segnalazione di casi autoctoni comporta l’attivazione di protocolli di sanità pubblica, tra cui il monitoraggio entomologico sulle zanzare e interventi mirati di disinfestazione nelle zone considerate a maggiore rischio. A Genova questi protocolli si sono concretizzati anche nell’ordinanza comunale di disinfestazione straordinaria del 21 settembre 2026, emanata dopo la segnalazione di tre volatili positivi o sospetti per virus West Nile nella zona di Sestri Ponente. In Italia, casi e focolai in diverse regioni sono già stati documentati, per esempio con gli episodi segnalati in Abruzzo e nel Lazio, descritti negli approfondimenti su allerta West Nile in Abruzzo.
Gli interventi programmati a Genova si concentrano sulle aree a maggiore probabilità di circolazione del virus in base alla presenza di acqua stagnante e di vettori, come corsi d’acqua lenti o zone verdi urbane. Le autorità sanitarie precisano di norma che il rischio per la popolazione generale resta basso, pur richiedendo attenzione maggiore nei soggetti anziani o con patologie croniche concomitanti, che possono sviluppare forme più severe. Il monitoraggio di zanzare e uccelli selvatici aiuta a definire nel tempo le zone che richiedono più controlli o interventi mirati.
Sintomi del virus West Nile: quando preoccuparsi e contattare il medico
La maggior parte delle persone infettate dal virus West Nile non sviluppa alcun sintomo evidente. Quando la malattia si manifesta, i disturbi più frequenti sono febbre moderata, mal di testa, dolori muscolari o articolari, stanchezza intensa, talvolta nausea, congiuntivite o un esantema cutaneo. Quadro e durata possono ricordare un’infezione virale stagionale, motivo per cui il collegamento con una puntura di zanzara non è sempre immediato per chi presenta questi sintomi.
I segnali di possibile coinvolgimento neurologico comprendono mal di testa molto intenso, rigidità del collo, disturbi della coscienza o della parola, difficoltà di movimento o debolezza marcata a braccia o gambe, convulsioni. In presenza di febbre associata a uno di questi sintomi, soprattutto in persone anziane o immunodepresse, è indicato contattare rapidamente il medico o il servizio di emergenza territoriale. Un inquadramento tempestivo può facilitare diagnosi e gestione in ambiente ospedaliero, come approfondito nella guida su febbre dopo puntura di zanzara.
In persone giovani e senza altre malattie, una forma febbrile lieve dopo puntura di zanzara tende in genere a risolversi spontaneamente nel giro di pochi giorni con riposo, idratazione e farmaci sintomatici su indicazione del medico o del farmacista. Chi rientra in categorie fragili, per età o condizioni di salute, dovrebbe invece confrontarsi con il proprio curante anche in caso di disturbi meno specifici ma persistenti, come febbre che non passa o cefalea rilevante. Questa prudenza aiuta a non sottovalutare eventuali segnali iniziali di complicanze.
Come proteggersi dalle punture di zanzara e ridurre i ristagni d’acqua
La prevenzione individuale si basa innanzitutto sulla riduzione del contatto con le zanzare. Nelle ore serali e notturne, quando l’attività di molte specie è maggiore, è utile indossare abiti chiari, a maniche lunghe e pantaloni lunghi, soprattutto in aree verdi. In casa si possono usare zanzariere ben fissate alle finestre, ventilatori che disturbano il volo degli insetti e, se necessario, repellenti cutanei registrati come presidi medico chirurgici, seguendo scrupolosamente le indicazioni riportate in etichetta.
Un altro pilastro della prevenzione è l’eliminazione dei ristagni d’acqua intorno alle abitazioni, dove le zanzare depongono le uova. È opportuno svuotare con regolarità sottovasi, secchi, bidoni, coprire serbatoi o cisterne, controllare grondaie e tombini privati, cambiare spesso l’acqua nelle ciotole di animali o nelle piccole fontane ornamentali. Le amministrazioni locali possono affiancare questi comportamenti domestici con trattamenti larvicidi in caditoie e corsi d’acqua minori, in un quadro di sorveglianza che in Italia nel 2026 ha già registrato oltre settecento casi confermati, come riportato nell’analisi su Dengue e West Nile.
Nelle zone in cui circolano anche altri virus trasmessi da zanzare, come Dengue o Chikungunya, queste stesse misure riducono il rischio complessivo di infezioni. È quindi raccomandato mantenere le buone pratiche di prevenzione per tutta la stagione favorevole alle zanzare, che può estendersi oltre l’estate, soprattutto nelle aree urbane con microclima mite. Anziani, pazienti con patologie croniche e donne in gravidanza dovrebbero porre particolare attenzione all’uso regolare dei mezzi fisici di protezione.
Disinfestazione: precauzioni per finestre, animali domestici e orti
Durante gli interventi pubblici di disinfestazione adulticida contro le zanzare, i Comuni forniscono indicazioni operative su orari e strade interessate. Di solito si raccomanda di tenere chiuse le finestre e rientrare i panni stesi, chiudere eventuali prese d’aria non filtrate e limitare la permanenza all’aperto nelle aree direttamente trattate per il tempo indicato. Queste misure riducono l’esposizione diretta agli insetticidi nebulizzati, pur in presenza di prodotti autorizzati e utilizzati da personale specializzato.
Per animali domestici e piccoli orti urbani si suggerisce in genere di tenerli lontani dalla zona di passaggio dei mezzi di disinfestazione durante il trattamento, rimuovere o coprire le ciotole d’acqua e gli alimenti all’aperto, nonché proteggere con teli i giochi dei bambini o eventuali arredi da giardino che si desidera non vengano bagnati. Dopo il termine dell’intervento, una buona aerazione e un semplice lavaggio delle superfici esposte con acqua contribuiscono a ridurre ulteriormente i residui, in particolare dove giocano i bambini o sostano gli animali.
Le indicazioni locali possono variare in base ai prodotti utilizzati e alla tipologia di area trattata. Per questo motivo è sempre opportuno consultare i comunicati ufficiali del proprio Comune o dell’azienda sanitaria territoriale, che si affiancano alle raccomandazioni generali di prevenzione già diffuse a livello nazionale, come quelle riassunte negli approfondimenti sulla circolazione del virus nelle regioni più interessate, tra cui l’Emilia Romagna e il Lazio, analizzate anche nella scheda su casi di West Nile nel Lazio.
Nel contesto del caso grave segnalato a Genova, la combinazione di prevenzione individuale contro le punture di zanzara, attenzione ai sintomi neurologici sospetti e rispetto delle indicazioni durante le disinfestazioni consente di ridurre il rischio residuo, soprattutto per anziani e persone immunodepresse. Un dialogo costante con il medico di famiglia aiuta a chiarire dubbi su esposizione, malattia e opportunità di eventuali approfondimenti diagnostici in caso di sintomi.
Questo contenuto ha finalità informativa e non sostituisce il parere del medico. Per dubbi su sintomi, rischio individuale o gestione di terapie e patologie concomitanti è necessario rivolgersi al proprio medico o a uno specialista.
Per approfondire
ECDC Communicable Disease Threats Report offre un quadro aggiornato delle minacce infettive in Europa per la settimana in corso, inclusa la situazione del virus West Nile con la distribuzione geografica dei casi notificati.
Workshop operativo ISS su West Nile descrive le attività di cooperazione internazionale e simulazione tra Italia e Armenia per rafforzare la sorveglianza e la risposta coordinata agli episodi di infezione da virus West Nile.
Portale del Ministero della Salute è il sito istituzionale di riferimento per consultare materiali e aggiornamenti ufficiali su malattie infettive emergenti, comprese le comunicazioni su arbovirosi trasmesse da zanzare e sulle relative misure di prevenzione per la popolazione.
CDC in lingua spagnola mette a disposizione schede divulgative su diverse infezioni trasmesse da vettori, accessibili dal portale principale dei Centers for Disease Control and Prevention, con focus su sintomi, prevenzione e raccomandazioni pratiche applicabili anche in contesti non statunitensi.
CDC, sezione malattie trasmesse da vettori propone informazioni tecniche e materiali educativi su virus trasmessi da zanzare, zecche e altri insetti, utili per comprendere meglio i meccanismi di trasmissione e le strategie di controllo integrato.





