In Campania è partita una nuova fase della campagna contro l’uso improprio degli antibiotici e la resistenza antimicrobica. Il tema non riguarda solo una regione o uno slogan istituzionale. Riguarda ogni famiglia che si trova a decidere se iniziare una confezione rimasta in casa per un mal di gola, oppure se chiedere al medico una prescrizione “di scorta” per l’inverno.
L’Organizzazione mondiale della sanità descrive la resistenza antimicrobica come la capacità di batteri e altri microrganismi di sopravvivere ai medicinali che dovrebbero eliminarli. Questo fenomeno rende più difficili da trattare infezioni comuni e riduce l’efficacia degli antibiotici disponibili. Le campagne italiane e internazionali insistono quindi su un punto chiave: usare questi farmaci solo quando servono davvero e nel modo prescritto.
Perché la nuova campagna sugli antibiotici è importante proprio ora
La nuova fase della campagna in Campania si inserisce in un contesto globale in cui la resistenza antimicrobica è riconosciuta dall’OMS come una minaccia crescente. L’agenzia invita a privilegiare, quando indicato, antibiotici efficaci a spettro ristretto del gruppo Access, invece di molecole ad ampio spettro usate in eccesso. Ogni utilizzo non necessario aumenta la pressione selettiva e favorisce la comparsa di batteri resistenti.
Secondo i programmi internazionali più recenti, diversi Paesi hanno iniziato a misurare in modo sistematico i progressi contro la resistenza antimicrobica. In Italia l’Agenzia italiana del farmaco promuove corsi dedicati a medici e farmacisti, con un approccio One Health che integra salute umana, animale e ambientale. La campagna regionale sugli antibiotici dialoga con queste iniziative e punta a rendere consapevoli anche i cittadini.
Quando gli antibiotici non servono: raffreddore, influenza e altre infezioni virali
Molte delle infezioni respiratorie più frequenti, come raffreddore, influenza stagionale e la maggior parte delle faringiti, sono provocate da virus. Gli antibiotici agiscono solo sui batteri, non sui virus. Assumerli per queste malattie non accelera la guarigione e può causare effetti indesiderati come diarrea, reazioni cutanee o squilibri della flora intestinale, senza alcun reale beneficio clinico.
Il medico può talvolta sospettare una sovrainfezione batterica, per esempio in caso di febbre persistente o peggioramento dopo un iniziale miglioramento. In questi casi valuta se prescrivere un antibiotico e quale molecola scegliere in base al quadro clinico. Per riconoscere differenze tra infezioni virali e batteriche, e comprendere quali sono gli antibiotici del gruppo Access, è utile fare riferimento a fonti affidabili.
I rischi dell’automedicazione e dell’uso di confezioni avanzate
L’assunzione di antibiotici senza prescrizione, oppure il riutilizzo di confezioni avanzate per sintomi simili a episodi precedenti, espone a diversi rischi. Il dosaggio potrebbe non essere adeguato al peso, all’età o alla funzione renale e la molecola scelta potrebbe non essere efficace contro il batterio responsabile dell’infezione. Si aumenta così la possibilità di fallimento terapeutico e di reazioni avverse inattese.
Un problema aggiuntivo riguarda l’uso intermittente o parziale di confezioni conservate in casa. Terminare una terapia diversa da quella attuale, magari con un antibiotico ad ampio spettro, può modificare inutilmente il microbiota e selezionare germi resistenti. Le campagne educative ricordano che l’automedicazione con antibiotici non sostituisce la valutazione clinica e che per farsi prescrivere un antibiotico occorre un sospetto fondato di infezione batterica.
Dose, intervalli e durata: le regole da seguire per evitare resistenze
Le principali regole per un uso corretto prevedono il rispetto della dose prescritta, degli intervalli tra una somministrazione e l’altra e della durata complessiva della terapia. Ridurre autonomamente il numero di compresse al giorno, o allungare le distanze tra le dosi, può far scendere le concentrazioni plasmatiche sotto il livello efficace. I batteri esposti a quantità insufficienti hanno maggiori probabilità di sviluppare meccanismi di resistenza.
Interrompere l’antibiotico appena i sintomi migliorano espone a ricadute e, soprattutto, lascia in circolo i batteri più resistenti, che possono riprendere a moltiplicarsi. Per questo si raccomanda di proseguire il trattamento per tutti i giorni indicati nella ricetta, salvo diversa decisione del medico in caso di eventi avversi. Approfondire a cosa serve un antibiotico e cosa fa nell’organismo aiuta a comprendere queste indicazioni.
Alcuni principi attivi, come amoxicillina o clindamicina, sono particolarmente rappresentati tra le prescrizioni in comunità. Il loro impiego richiede attenzione, soprattutto in pazienti che hanno già ricevuto più cicli negli ultimi mesi. Schede pratiche sulla gestione di amoxina e resistenze oppure sull’uso appropriato della clindamicina possono supportare scelte terapeutiche più prudenti.
La nuova campagna sugli antibiotici si inserisce quindi in una strategia più ampia di stewardship, che coinvolge servizi territoriali, ospedali, medici, farmacisti e cittadini. Ogni volta che si evita un ciclo non necessario, oppure si segue correttamente una terapia prescritta, si contribuisce a preservare l’efficacia dei farmaci antibatterici per chi ne avrà davvero bisogno in futuro.
Le informazioni presenti in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico o di altri professionisti sanitari di riferimento.
Per approfondire
OMS regione del Pacifico occidentale offre una panoramica aggiornata sui programmi internazionali per contrastare la resistenza antimicrobica e sull’uso appropriato degli antibiotici nei diversi sistemi sanitari.
OMS regione del Sud Est asiatico descrive gli avanzamenti dei Paesi che monitorano gli obiettivi fissati dalla Dichiarazione politica ONU sulla resistenza antimicrobica, utile per confrontare strategie e risultati.
Comunicazione AIFA su Barbesaclone segnala anche l’attivazione di un corso di formazione a distanza dedicato alla resistenza antimicrobica, rivolto in particolare ai medici di medicina generale.
Schede di monitoraggio AIFA per Fetcroja illustrano come l’uso di nuovi antibiotici per infezioni gravi venga accompagnato da sistemi di controllo attenti, per limitare l’insorgenza di resistenze.
Portale del Ministero della Salute raccoglie notizie e materiali informativi sulle campagne nazionali relative all’uso corretto degli antibiotici e alla prevenzione della resistenza antimicrobica.





