Navelbine: effetti collaterali e controindicazioni

Navelbine: effetti collaterali e controindicazioni

Navelbine (Vinorelbina Bitartrato) è un farmaco spesso utilizzato per le seguenti malattie:

rcinoma polmonare non a piccole cellule. Carcinoma mammario metastatico.

Navelbine: effetti collaterali

Come tutti i farmaci, però, anche Navelbine ha effetti collaterali (chiamati anche “effetti indesiderati”), reazioni avverse e controindicazioni che, se spesso sono poco rilevanti dal punto di vista clinico (piccoli disturbi sopportabili), talvolta possono essere assai gravi ed imprevedibili.

Diventa quindi importantissimo, prima di iniziare la terapia con Navelbine, conoscerne le controindicazioni, le speciali avvertenze per l’uso e gli effetti collaterali, in modo da poterli segnalare, alla prima comparsa, al medico curante o direttamente all’ Agenzia Italiana per il FArmaco (A.I.FA.).

Navelbine: controindicazioni

Ipersensibilità nota al principio attivo (vinorelbine), altri alcaloidi della vinca o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Patologie che influenzino l’assorbimento in maniera significativa.

Pregressa resezione chirurgica significativa a livello dello stomaco e/o dell’intestino tenue.

Conta dei neutrofili < 1.500/mm3 o presenza di gravi infezioni in corso o recenti (nelle ultime 2 settimane)

Conta piastrinica < 100.000/mm3

Allattamento (vedere paragrafo 4.6)

Pazienti che richiedono ossigenoterapia per lungo tempo

In combinazione con il vaccino contro la febbre gialla (vedere paragrafo 4.5).

Navelbine: effetti collaterali

La frequenza globale degli effetti indesiderati è stata determinata dagli studi clinici effettuati su 316 pazienti (132 pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule e 184 pazienti con carcinoma mammario) che sono stati trattati con NAVELBINE secondo il regime posologico raccomandato (prime 3 somministrazioni a 60 mg/m2/settimana seguite da 80 mg/m2/settimana).

Le reazioni avverse segnalate sono riportate di seguito, in base alla Classificazione per Sistemi e Organi e alla frequenza.

Ulteriori reazioni avverse derivate dall’esperienza dopo la commercializzazione sono state aggiunte, in accordo alla Classificazione MedDRA, con frequenza Non nota.

Le reazioni sono state descritte utilizzando i criteri comuni di tossicità

NCI.

Le frequenze sono definite come:

Molto comune ?1/10
Comune ?1/100, <1/10
Non comune ?1/1.000, <1/100
Raro ?1/10.000, <1/1.000
Molto raro <1/10.000
Frequenza non nota Segnalazioni post-marketing

Effetti indesiderati riportati con NAVELBINE capsule molli:

Esperienza pre-marketing:

Le reazioni avverse più comunemente riportate sono state: depressione del midollo osseo con neutropenia, anemia e trombocitopenia, tossicità gastrointestinale con nausea, vomito, diarrea, stomatite e stipsi, Stanchezza e febbre sono inoltre state segnalate molto comunemente.

Esperienza post-marketing:

NAVELBINE capsule molli è utilizzata in monoterapia o in combinazione con altri agenti chemioterapici quali cisplatino o capecitabina.

Le classi per sistemi e organi coinvolte più frequentemente durante l’esperienza post-marketing sono: “Patologie del sistema emolinfopoietico”, “Patologie gastrointestinali” e “Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione”. Queste informazioni sono coerenti con l’esperienza pre-marketing.

Infezioni ed infestazioni

Molto comuni: Infezioni batteriche, virali o micotiche senza neutropenia a diversa localizzazione G1-4: 12,7%; G3-4: 4,4%

Comuni: Infezioni batteriche, virali o micotiche derivanti da depressione del midollo osseo e/o compromissione del sistema immunitario (infezioni da neutropenia) sono generalmente reversibili con un trattamento appropriato.

Infezione da neutropenia: G3-4: 3,5%

Non nota: Sepsi da neutropenia

Setticemia complicata e a volte fatale

Patologie del sistema emolinfopoietico

Molto comuni: Depressione midollare che si manifesta principalmente in neutropenia G1-4: 71,5%; G3: 21,8%; G4: 25,9%, reversibile, e la tossicità è dose-limitante.

Leucopenia G1-4: 70,6%; G3: 24,7%; G4: 6%,

Anemia G1-4: 67,4%; G3-4: 3,8%,

Trombocitopenia G1-2:10,8%,

Comuni: G4 Neutropenia associata a febbre oltre i 38 °C, compresa neutropenia febbrile: 2,8%

Disordini del metabolismo e della nutrizione: Non nota: Grave iponatriemia

Disturbi psichiatrici

Comuni: Insonnia G1-2: 2,8%

Patologie del sistema nervoso:

Molto comuni: Disturbi neurosensoriali G1-2: 11,1% in genere limitati alla perdita dei riflessi tendinei e non frequentemente gravi.

Comuni: Disturbi neuromotori G1-4: 9,2%, G3-4: 1,3% Cefalea: G1-4: 4,1%, G3-4: 0,6%

Capogiri: G1-4: 6%; G3-4: 0,6%

Disturbi del gusto: G1-2: 3,8%

Non comuni: Atassia grado 3: 0,3%

Patologie dell’occhio

Comuni: Disturbi visivi G1-2: 1,3%

Patologie cardiache

Non comuni: Insufficienza cardiaca e disritmia cardiaca

Non nota: Infarto del miocardio in pazienti con anamnesi di malattie cardiache o fattori di rischio cardiaco.

Patologie vascolari

Comuni: Ipertensione G1-4: 2,5%; G3-4: 0,3%

Ipotensione: G1-4: 2,2%; G3-4: 0,6%

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Comuni: Dispnea G1-4: 2,8%; G3-4: 0,3%

Tosse G1-2: 2,8%

Patologie gastrointestinali

Molto comuni: Nausea G1-4: 74,7%; G3-4: 7,3%

Vomito G1-4: 54,7%; G3-4: 6,3%; un trattamento di supporto (come setroni orali) può ridurre l’insorgenza di nausea e vomito.

Diarrea: G1-4: 49,7%; G3-4: 5,7%

Anoressia: G1-4: 38,6%; G3-4: 4,1%

Stomatite: G1-4: 10,4%; G3-4: 0,9%

Dolore addominale: G1-4: 14,2%

Stipsi: G1-4: 19%; G3-4: 0,9% La prescrizione di lassativi può essere indicata in pazienti con anamnesi di stipsi e/o che hanno ricevuto un concomitante trattamento con morfina o morfinomimetici.

Disturbi gastrici: G1-4: 11,7%

Comuni: Esofagite: G1-3: 3,8%; G3: 0,3%

Disfagia: G1-2: 2,3%

Non comuni: Ileo paralitico G3-4: 0,9% [fatale eccezionalmente]. Il trattamento può essere ripreso dopo il recupero della normale motilità intestinale.

Non nota: Sanguinamento gastrointestinale

Patologie epatobiliari

Comuni: Disturbi epatici G1-2: 1,3%

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:

Molto comuni: Alopecia generalmente di natura lieve G1-2: 29,4% può manifestarsi

Comuni: Reazioni cutanee G1-2: 5,7%

Patologie del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo

Comuni: Artralgia, compreso il dolore della mascella

Mialgia G1-4: 7%, G3-4: 0,3%

Patologie renali e urinarie Comuni: Disuria G1-2: 1,6% Altri disturbi urogenitali: G1-2: 1,9%

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Molto comuni: Affaticamento/malessere G1-4: 36,7%; G3-4: 8,5%

Febbre: G1-4: 13,0%, G3-4: 12,1%

Comuni: Dolore, compreso quello in sede tumorale G1-4: 3,8%, G3-4: 0,6%

Brividi: G1-2: 3,8%

Esami diagnostici

Molto comuni: Perdita di peso G1-4: 25%, G3-4: 0,3%

Comuni: Aumento di peso G1-2: 1,3%

Effetti indesiderati associati a NAVELBINE, concentrato per infusione

Sono stati osservati alcuni effetti indesiderati con NAVELBINE concentrato per infusione durante l’esperienza pre- e post- marketing che non sono stati segnalati con NAVELBINE capsule molli.

Per completezza di informazione e per favorire la sicurezza di impiego di NAVELBINE capsule molli, questi effetti sono elencati di seguito:

Infezioni ed infestazioni

Non comuni: Setticemia (molto raramente fatale)

Disturbi del sistema immunitario

Non nota: Reazioni allergiche sistemiche come anafilassi, shock anafilattico o reazioni di tipo anafilattoide.

Patologie endocrine

Non nota: Inappropriata secrezione dell’ormone antidiuretico (SIADH)

Patologie vascolari:

Non comuni: Rossore e freddo alle estremità

Rari: Grave ipotensione, collasso

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non comuni: Broncospasmo può verificarsi come con gli altri alcaloidi della vinca.

Rari: Pneumopatia interstiziale (a volte fatale)

Patologie gastrointestinali Rari: Pancreatite

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

Navelbine: avvertenze per l’uso

Avvertenze speciali

NAVELBINE deve essere prescritta da medici esperti nell’uso di chemioterapia con attrezzature per il monitoraggio dei farmaci citotossici.

– Se il paziente dovesse per errore masticare o succhiare la capsula, il liquido è un irritante.

Procedere al risciacquo della bocca con acqua o, preferibilmente, con una normale soluzione salina.

Se la capsula risultasse tagliata o danneggiata, il liquido contenuto è un irritante, e pertanto può determinare lesioni in caso di contatto con la pelle, con le mucose o con gli occhi. Le capsule danneggiate non devono essere ingerite e devono essere riportate in farmacia o al medico, per poter essere distrutte in modo appropriato.

In caso di contatto, lavarsi immediatamente con acqua o preferibilmente

con una normale soluzione salina.

In caso di vomito entro poche ore dall’assunzione del farmaco, non ripetere mai la somministrazione di questa dose. Una terapia di supporto con antagonisti 5HT3 (es. ondansetron, granisetron) può ridurre la comparsa di questo (vedere paragrafo 4.5).

NAVELBINE capsule molli è associata ad una maggiore incidenza di nausea/vomito rispetto alla formulazione endovenosa. È raccomandata una profilassi primaria con antiemetici.

Questo medicinale contiene sorbitolo, i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio non devono assumere capsule di questo medicinale.

Questo medicinale contiene piccole quantità di etanolo (alcool), inferiori a 100 mg per dose.

Durante il trattamento si deve effettuare un rigoroso monitoraggio ematologico (determinazione dei livelli di emoglobina e conta di leucociti, neutrofili e piastrine il giorno di ogni nuova somministrazione).

Il dosaggio deve essere stabilito sulla base del quadro ematologico.

In presenza di una conta di neutrofili inferiore a 1.500/mm3 e/o di una conta piastrinica inferiore a 100.000/mm3, il trattamento deve essere ritardato fino a normalizzazione del quadro ematologico.

Per incrementare la dose da 60 a 80 mg/m2 alla settimana, dopo la terza somministrazione fare riferimento a quanto descritto nel paragrafo 4.2.

Se durante la terapia alla dose di 80 mg/m2, si dovesse riscontrare ad

un controllo ematologico una conta dei neutrofili inferiore a 500/mm3, o compresa tra 500 e 1.000/mm3 in più di un controllo, non solo la somministrazione deve essere ritardata, ma anche ridotta a 60 mg/m2 alla settimana. E’ possibile incrementare nuovamente la dose da 60 mg/m2 a 80 mg/m2 alla settimana, facendo riferimento al paragrafo 4.2.

Durante studi clinici in cui il trattamento era iniziato con 80 mg/m2, alcuni pazienti hanno sviluppato complicanze legate ad una eccessiva neutropenia incluse quelle con uno scarso performance status. Si raccomanda pertanto di iniziare la terapia con 60 mg/m2 e di aumentare ad 80 mg/m2 se la dose è tollerata secondo quanto indicato nel paragrafo 4.2.

In presenza di segni o sintomi di infezione, si deve effettuare un accurato controllo del paziente.

Precauzioni d’impiego

Si richiede particolare attenzione in caso di prescrizione a pazienti:

con anamnesi positiva per cardiopatie ischemiche (vedere paragrafo 4.8)

con uno scarso performance status.

NAVELBINE non deve essere somministrata in concomitanza con trattamenti radioterapici nel caso in cui il fegato sia uno degli obiettivi della

radioterapia.

La somministrazione di questo prodotto è controindicata specificatamente in concomitanza con il vaccino per la febbre gialla e non ne è raccomandato l’uso in concomitanza con altri vaccini vivi attenuati.

NAVELBINE orale è stata studiata in pazienti con patologia epatica alle seguenti dosi:

60 mg/m2in pazienti con patologia epatica lieve (bilirubina < 1,5 x ULN, e ALT e/o AST da 1,5 a 2,5 x ULN)

50 mg/m2 in pazienti con patologia epatica moderata (bilirubina tra 1,5 e 3 x ULN, indipendentemente dai livelli di ALT e AST).

La sicurezza e la farmacocinetica della vinorelbine non cambiano in questi pazienti ai dosaggi testati.

NAVELBINE orale non è stata studiata in pazienti con patologia epatica grave, pertanto l’uso in questi pazienti non è raccomandato (vedere paragrafì 4.2, 5.2).

Dal punto di vista farmacocinetico, non esiste razionale per la riduzione della dose di NAVELBINE in pazienti con insufficienza renale, dato il basso livello di escrezione renale (vedere paragrafì 4.2 e 5.2).

Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione Interazioni comuni a tutti i citotossici:

A causa dell’aumento di rischio di trombosi in caso di patologia tumorale, è frequente l’impiego di un trattamento anticoagulante. La grande variabilità intra-individuale della coagulazione durante la malattia e l’eventualità di interazioni fra anticoagulanti orali e chemioterapia antitumorale richiedono, qualora si decidesse di trattare il paziente con anticoagulanti orali, un aumento della frequenza del monitoraggio dell’INR (International Normalized Ratio).

Uso concomitante controindicato:

Vaccino per la febbre gialla: rischio di malattia generalizzata da vaccino ad esito fatale.

Uso concomitante non raccomandato:

Vaccini vivi attenuati (per il vaccino per la febbre gialla, vedere l’uso concomitante controindicato): rischio di malattia da vaccino generalizzata, che può essere fatale. Questo rischio è aumentato in pazienti già immunodepressi per la loro malattia.

Si raccomanda l’uso di un vaccino inattivato, se esiste (poliomielite).

Fenitoina: rischio di aggravamento delle convulsioni derivanti dalla riduzione dell’assorbimento intestinale di fenitoina causata dai farmaci citotossici o perdita di efficacia dei farmaci citotossici per l’aumentato metabolismo epatico causato dalla fenitoina.

Uso concomitante da prendere in considerazione:

Ciclosporina, tacrolimus: eccessiva immunodepressione con rischio di linfoproliferazione.

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Ricordiamo che anche i cittadini possono segnalare gli effetti collaterali dei farmaci.

In questa pagina si trovano le istruzioni per la segnalazione:

https://www.torrinomedica.it/burocrazia-sanitaria/reazioni-avverse-da-farmaci/

Questo invece è il modulo da compilare e da inviare al responsabile della farmacovigilanza della propria regione:

https://www.torrinomedica.it/wp-content/uploads/2019/11/scheda_aifa_cittadino_16.07.2012.pdf

Ed infine ecco l’elenco dei responsabili della farmacovigilanza con gli indirizzi email a cui inviare il modulo compilato:

https://www.torrinomedica.it/burocrazia-sanitaria/responsabili-farmacovigilanza/

Per approfondire l’argomento, per avere ulteriori raccomandazioni, o per chiarire ogni dubbio, si raccomanda di leggere l’intera Scheda Tecnica del Farmaco