Systen: effetti collaterali e controindicazioni

Systen cerotto transdermico (Estradiolo Emiidrato) è un farmaco spesso utilizzato per le seguenti malattie:

Trattamento dei sintomi da carenza di estrogeni conseguenti a menopausa fisiologica o indotta chirurgicamente, come ad esempio: vampate di calore, disturbi del sonno, atrofia urogenitale, instabilità emotiva. Nelle donne con utero intatto, deve essere usato, come terapia aggiuntiva, un progestinico per la prevenzione dell’iperplasia e del cancro dell’endometrio.

Terapia di seconda scelta per la prevenzione dell’osteoporosi in donne in postmenopausa, ad alto rischio di future fratture che presentano intolleranze o controindicazioni specifiche ad altri farmaci autorizzati per la prevenzione dell’osteoporosi.

L’esperienza clinica in donne al di sopra dei 65 anni è limitata. Deve pertanto essere prestata particolare attenzione quando si inizia un trattamento con SYSTEN in questa popolazione di pazienti.

Systen cerotto transdermico: effetti collaterali

Come tutti i farmaci, però, anche Systen cerotto transdermico ha effetti collaterali (chiamati anche “effetti indesiderati”), reazioni avverse e controindicazioni che, se spesso sono poco rilevanti dal punto di vista clinico (piccoli disturbi sopportabili), talvolta possono essere assai gravi ed imprevedibili.

Diventa quindi importantissimo, prima di iniziare la terapia con Systen cerotto transdermico, conoscerne le controindicazioni, le speciali avvertenze per l’uso e gli effetti collaterali, in modo da poterli segnalare, alla prima comparsa, al medico curante o direttamente all’ Agenzia Italiana per il FArmaco (A.I.FA.).

Systen cerotto transdermico: controindicazioni

• Nota ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti;

• Carcinoma mammario sospetto, in atto o pregresso,

• Tumori maligni estrogeno-dipendenti (es. carcinoma endometriale) sospetti o accertati o forme tumorali pre-maligne (es. iperplasia endometriale atipica non trattata);

• Sanguinamento genitale di origine non accertata;

Gravidanza o allattamento;

• Epatopatia acuta, o storia di epatopatia fino a quando gli esami di funzionalità epatica non sono tornati nella norma;

• Tromboembolismo venoso (es. trombosi venosa profonda, embolia polmonare), in atto o pregresso;

• Note condizioni trombofiliche (es. carenza di proteina C, proteina S o di antitrombina, vedere paragrafo 4.4);

• Malattia tromboembolica arteriosa attiva o recente (es. accidente cerebrovascolare, angina, infarto miocardico);

• Porfiria;

• Gravi malattie renali.

Systen cerotto transdermico: effetti collaterali

La sicurezza di SYSTENÂ è stata valutata in 2584 soggetti che hanno partecipato a 15 studi clinici e hanno ricevuto almeno una somministrazione di SYSTEN. In 8 dei 15 studi clinici (N=1739 soggetti), ai soggetti sono state fatte domande circa eventuali segni e sintomi comparsi nel sito di applicazione. Sulla base dei dati di sicurezza di questi studi, le più comuni (incidenza ≥5%) reazioni avverse riportate (ADRs) sono state (con % di incidenza): eruzione cutanea al sito di applicazione (20,8%), prurito al sito di applicazione (19,8%), eritema al sito di applicazione (8,5%), mal di testa (7,8%) e dolore al seno (6,6%).

Includendo le reazioni avverse sopra menzionate, la seguente tabella mostra le ADRs che sono state riportate con l’uso di SYSTEN sia dagli studi clinici che dalle esperienze post marketing.

Si applicano le seguenti definizioni per le diverse frequenze: molto comune (≥ 1/10), comune (da ≥ 1/100 a < 1/10), non comune (da ≥ 1/1000 a < 1/100), raro (da ≥ 1/10.000 a < 1/1000), molto raro (< 1/10.000) e non nota (non può essere stimata dai dati degli studi clinici disponibili).

Classificazione sistemica organica Reazioni Avverse al Farmaco
Categoria di frequenza
Molto Comune (≥1/10) Comune (≥1/100 a <1/10) Non Comune (≥1/1.000 a <1/100) Raro (≥1/10.000 a <1/1.000) Non Nota
Infezioni ed infestazioni Candidosi genitale
Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi) Carcinoma mammario Carcinoma endometriale
Disturbi del sistema immunitario Ipersensibilità
Disturbi psichiatrici Umore depresso Ansia, Diminuzione della libido o aumento della libido
Patologie del sistema nervoso Cefalea Capogiro Epilessia, Emicrania Accidente cerebrovascolare
Patologie dell’occhio Disturbi visivi Intolleranza alle lenti a contatto
Patologie cardiache Palpitazioni Infarto miocardico
Patologie vascolari Trombosi Trombosi venosa profonda
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Embolia polmonare
Patologie gastrointestinali Dolore addominale, Diarrea, Nausea Flatulenza, Dispepsia Distensione addominale, Gonfiore, Vomito
Patologie epatobiliari Colelitiasi
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Prurito, Eruzione cutanea Eritema nodoso, Orticaria Irsutismo, Acne Angioedema
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Artralgia Mialgia Crampi muscolari
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Sanguinamento uterino/vaginale incluso spotting, Metrorragia Dolore al seno, Tensione mammaria Dismenorrea, Perdite vaginali, Sindrome simil-premestruale, Ingrossamento del seno
Patologie sistemiche e condizioni relative al sito di somministrazione Prurito al sito di applicazione*, Eruzione cutanea al sito di applicazione* Dolore, Eritema al sito di applicazione*, Edema al sito di applicazione*, Reazione al sito di applicazione Edema, Edema Generalizzato, Edema periferico Affaticamento
Esami diagnostici Aumento del peso o diminuzione del peso
*Sollecitata la segnalazione di segni/sintomi (registrati come si/no) in 8 studi clinici di SYSTEN

Altre reazioni avverse riportate durante l’uso di terapia estro/progestinica:

• colecistopatie

• disturbi della cute e del tessuto sottocutaneo: cloasma, eritema multiforme, eritema nodoso, porpora vascolare

• probabile demenza sopra i 65 anni (vedere paragrafo 4.4).

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Rischio di cancro alla mammella

• Si riporta un aumento fino a 2 volte del rischio di comparsa di cancro alla mammella nelle donne che assumono una terapia combinata estrogeno-progestinico per più di 5 anni.

• Qualsiasi aumento di rischio nelle donne in terapia con soli estrogeni è sostanzialmente minore di quella osservata nelle donne che assumono l’associazione estrogeno-progestinico.

• Il livello di rischio dipende dalla durata dell’uso (vedere paragrafo 4.4)

• Vengono presentati i risultati del più ampio studio randomizzato controllato verso placebo (studio WHI) e del più grande studio epidemiologico (MWS).

Million Women Study (MWS) – Stima del rischio aggiuntivo di cancro alla mammella dopo 5 anni d’uso

Intervallo di età (anni) Casi aggiuntivi per 1000 donne mai sottoposte a terapia ormonale per un periodo di 5 anni *2 Rischio relativo & IC al 95%# Casi aggiuntivi per 1000 donne sottoposte a TOS per un periodo di 5 anni (IC 95%)
Terapia sostitutiva con soli estrogeni
50-65 9-12 1,2 1-2 (0-3)
Associazione estrogeno-progestinico
50-65 9-12 1,7 6 (5-7)
#Rischio relativo complessivo. Il rischio relativo non è costante ma aumenta con l’aumento della durata d’uso
Nota: poiché l’incidenza di fondo del cancro alla mammella si differenzia per i paesi EU, il numero di casi aggiuntivi di carcinoma mammario cambianoin modo proporzionale.
*2 presi dai tassi di incidenza al basale nei paesi in via di sviluppo

Studi US WHI – rischio aggiuntivo di cancro alla mammella dopo 5 anni d’uso

Intervallo di età (anni) Incidenza per 1000 donne nel braccio placebo per un periodo di 5 anni Rischio relativo & IC al 95% Casi aggiuntivi per 1000 donne sottoposte a TOS per un periodo di 5 anni (IC 95%)
Terapia sostitutiva con soli estrogeni
50-79 21 0,8 (0,7-1,0) -4 (-6-0)*3
Associazione estrogeno-progestinico **
50-79 17 1,2 (1,0-1,5) +4 (0-9)
*3 Studio WHI in donne isterectomizzate, che non hanno mostrato un aumento del rischio di carcinoma mammario ** quando l’analisi è stata limitata alle donne che non avevano usato TOS prima dello studio, non è stato osservato un aumento del rischio apparente durante i primi 5 anni di trattamento: dopo i primi 5 anni il rischio è risultato più alto rispetto alle non utilizzatrici.

Rischio di carcinoma dell’endometrio

Donne in post-menopausa con utero

Il rischio di carcinoma dell’endometrio è, per le donne che non fanno uso di TOS, di circa 5 donne su 1000.

L’uso di una TOS a base di soli estrogeni in donne non isterectomizzate non è raccomandata perché aumenta il rischio di carcinoma dell’endometrio (vedere paragrafo 4.4).

L’aumento del rischio di carcinoma dell’endometrio, che dipende dalla durata del trattamento con soli estrogeni e dalla dose, negli studi epidemiologici varia da 5 a 55 casi aggiuntivi diagnosticati ogni 1000 donne con età compresa tra i 50 e i 65 anni.

L’aggiunta di un progestinico ad una terapia a base di soli estrogeni per almeno 12 giorni per ciclo può prevenire questo aumento del rischio. Nello studio MWS l’uso di TOS combinata (sequenziale o continua) per 5 anni non ha aumentato il rischio di carcinoma dell’endometrio (RR di 1,0 (0,8-1,2)).

Carcinoma ovarico

L’uso a lungo termine di TOS a base di soli estrogeni e dell’associazione estrogeno-progestinico sono risultate associate a un leggero aumento del rischio di carcinoma ovarico. Nello studio MWS, per 5 anni di TOS è risultato 1 caso extra ogni 2500 pazienti.

Rischio di tromboembolismo venoso

La TOS è associata ad un aumento di 1,3-3 volte del rischio relativo di svilupparetromboembolismo venoso (TEV), ovvero trombosi venosa profonda o embolia polmonare. Il verificarsi di tale evento è più probabile nel primo anno di utilizzo della terapia ormonale (vedere paragrafo 4.4).

Vengono presentati i risultati degli studi WHI:

Studi WHI – rischio aggiuntivo di TEV per 5 anni d’uso

Intervallo di età (anni) Incidenza per 1000 donne nel braccio placebo per un periodo di 5 anni Rischio relativo & IC al 95% Casi aggiuntivi per 1000 donne sottoposte a TOS
Somministrazione orale di soli estrogeni*4
50-59 7 1,2 (0,6-2,4) 1 (3-10)
Somministrazione orale dell’associazione estrogeno-progestinico
50-59 4 2,3 (1,2-4,3) 5 (1-13)
4* Studio in donne isterectomizzate

Rischio di patologia coronarica arteriosa

Il rischio di patologia coronarica arteriosa è leggermente aumentato in pazienti di età superiore ai 60 anni che utilizzano la TOS che associa estrogeno-progestinico (vedere paragrafo 4.4).

Rischio di ictus ischemico

L’uso della terapia con soli estrogeni e della terapia estrogeno-progestinica è associata ad un aumento fino a 1,5 volte del rischio relativo di ictus ischemico. Il rischio di ictus emorragico non è aumentato durante l’uso della TOS.

Il rischio relativo non dipende dall’età o dalla durata del trattamento, ma, poichè il rischio di base è strettamente età-dipendente, il rischio complessivo di ictus in donne che usano la TOS aumenta con l’età, vedere paragrafo 4.4.

Studi WHI combinati – rischio aggiuntivo di ictus ischemico*5 per 5 anni d’uso

Intervallo di età (anni) Incidenza per 1000 donne nel braccio placebo per un periodo di 5 anni Rischio relativo & IC al 95% Casi aggiuntivi per 1000 donne sottoposte a TOS per un periodo di 5 anni
50-59 8 1,3 (1,1-1,6) 3 (1-5)
5* non è stata fatta alcuna differenziazione fra ictus ischemico ed emorragico

Systen cerotto transdermico: avvertenze per l’uso

Prima di iniziare e, periodicamente durante la terapia sostitutiva a base di estrogeni, si raccomanda di eseguire una visita generale e ginecologica. Inoltre deve essere effettuata un’anamnesi personale e familiare completa. Frequenti emorragie interciclo, improvvisi sanguinamenti vaginali e anomalie riscontrate durante l’esame del seno richiedono ulteriori accertamenti.

La terapia ormonale sostitutiva (TOS) per il trattamento dei sintomi della menopausa dovrebbe essere iniziata solamente in presenza di sintomi che possano intaccare seriamente la qualità della vita. In tutti i casi, è opportuno effettuare una valutazione del rapporto rischio/beneficio prima dell’inizio di un trattamento a lungo termine e comunque almeno una volta all’anno. Inoltre la terapia ormonale sostitutiva dovrebbe essere continuata solo finchè il beneficio sia superiore al rischio.

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Le evidenze riguardo i rischi associati alla terapia ormonale sostitutiva nel trattamento della menopausa precoce sono limitate. Tuttavia, poiché il livello di rischio assoluto nelle donne più giovani è basso, il bilancio tra benefici e rischi per queste donne può essere più favorevole rispetto alle donne anziane.

Visita medica e controlli successivi

Prima di iniziare o riprendere una terapia ormonale sostitutiva, deve essere raccolta dal medico l’anamnesi familiare e personale completa. Devono inoltre essere eseguite una visita generale e ginecologica (incluso l’esame di pelvi e seno), sulla base della storia clinica e delle controindicazioni ed avvertenze per l’uso.

Durante il trattamento sono raccomandati controlli clinici periodici di natura e frequenza adeguate al singolo caso. Le donne dovrebbero essere consigliate di riferire al proprio medico o personale sanitario ogni cambiamento del loro seno (vedere âE.£Cancro alla mammellaâE.?).

Indagini cliniche, incluso il ricorso ad appropriati strumenti diagnostici per immagini, come la mammografia, devono essere eseguite in linea con i protocolli clinici correntemente accettati e le necessità cliniche del singolo caso.

Condizioni che richiedono un particolare controllo

Nel caso una delle seguenti condizioni sia presente, o sia stata presente in passato, e/o sia stata aggravata dalla gravidanza o da un precedente trattamento ormonale, la paziente deve essere seguita attentamente. Si tenga particolarmente in considerazione che queste condizioni possono ripresentarsi od aggravarsi durante il trattamento con SYSTEN:

• Leiomiomi (fibroidi uterini) o endometriosi;

• Fattori di rischio per malattie tromboemboliche (vedere di seguito);

• Fattori di rischio per tumori estrogeno-dipendenti ad es. ereditarietà di primo grado per carcinoma mammario;

Ipertensione;

• Epatopatie (es. adenoma epatico);

• Diabete mellito con o senza coinvolgimento vascolare;

• Colelitiasi;

• Emicrania o cefalea grave;

• Lupus eritematoso sistemico;

• Anamnesi di iperplasia endometriale (vedere di seguito);

• Epilessia;

• Mastopatia;

• Asma;

• Otosclerosi.

• Angioedema ereditario

Condizioni che richiedono un particolare monitoraggio durante la terapia con estrogeni

• Gli estrogeni possono causare ritenzione idrica. Devono essere valutate con attenzione le pazienti con disfunzioni cardiache o renali

• Disturbi o moderata insufficienza epatica

• Storia di ittero colestatico

• Ipertrigliceridemia pre-esistente. In questa situazione, con terapia estrogenica, sono stati riportati rari casi di importante aumento dei trigliceridi plasmatici e conseguente pancreatite.

Indicazioni per un’immediata sospensione del trattamento

Il trattamento deve essere immediatamente sospeso nel caso venga evidenziata l’esistenza di una controindicazione (come descritto nel paragrafo 4.3) e nei seguenti casi:

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• Ittero o deterioramento della funzione epatica;

• Aumento significativo della pressione arteriosa;

• Insorgenza di cefalea di tipo emicranico;

Gravidanza.

Iperplasia endometriale e carcinoma

• Nelle donne non isterectomizzate, la somministrazione di soli estrogeni per periodi prolungati aumenta il rischio di iperplasia e di carcinoma dell’endometrio. Il rischio di carcinoma endometriale fra le pazienti che assumono soli estrogeni aumenta da 2 a 12 volte rispetto a quelle che non li assumono, in funzione della durata del trattamento e della dose di estrogeni (vedere paragrafo 4.8). Alla cessazione del trattamento il rischio può rimanere elevato per almeno 10 anni.

• In donne non isterectomizzate l’aggiunta di un progestinico ciclicamente per almeno 12 giorni per mese/ciclo di 28 giorni o la terapia continua con estro-progestinici previene l’incremento del rischio associato alla TOS con soli estrogeni.

• Per dosi orali di estradiolo >2 mg, estrogeni equini coniugati >0,625 mg e cerotti >50 mcg/die, non è stata dimostrata la sicurezza a livello endometriale del progestinico aggiunto.

• Durante i primi mesi di trattamento possono verificarsi metrorragia da interruzione o perdite (spotting). Se la metrorragia da interruzione o lo spotting si verifica dopo un certo periodo di tempo dall’inizio del trattamento oppure continua dopo la sospensione del trattamento, deve esserne accertata la causa, anche mediante biopsia endometriale, per escludere un tumore maligno dell’endometrio.

• La stimolazione estrogena senza somministrazione di progestinico può portare ad una trasformazione pre-maligna o maligna dei focolai residui di endometriosi. Pertanto, deve essere considerata l’aggiunta di progestinici alla terapia estrogeno-sostitutiva nelle donne che sono state sottoposte ad isterectomia per endometriosi, nel caso di accertata endometriosi residua.

Per le donne non isterectomizzate che non tollerano o non possono usare un progestinico, può essere presa in considerazione la terapia con soli estrogeni, ma è raccomandato un monitoraggio a lungo termine, in particolare dell’ endometrio, che può includere biopsie, da eseguire annualmente o ad intervalli inferiori, se si verifica sanguinamento o spotting.

Cancro alla mammella

L’evidenza complessiva suggerisce un aumento di rischio di cancro alla mammella che dipende dalla durata della terapia ormonale sostitutiva in donne che assumono una TOS combinata estrogeno-progestinico e forse anche con soli estrogeni.

Terapia combinata estrogeno-progestinico: Uno studio randomizzato controllato verso placebo, il Women’s Health Initiative (WHI), e gli studi epidemiologici, hanno evidenziato che l’aumento del rischio di carcinoma mammario nelle donne che assumono TOS estro-progestiniche si manifesta dopo circa 3 anni di utilizzo (vedere paragrafo 4.8).

Terapia con soli estrogeni:

Lo studio WHI non ha rilevato un aumento del rischio di carcinoma mammario in donne isterectomizzate che fanno uso di TOS a base di soli estrogeni. Gli studi osservazionali hanno riportato un piccolo aumento nel rischio di avere diagnosticato un cancro al seno che è sostanzialmente più basso rispetto a quello rilevato nelle donne che assumono combinazioni estro-progestiniche (vedere paragrafo 4.8).

L’aumento del rischio si manifesta entro alcuni anni di trattamento, ma ritorna ai valori basali entro alcuni anni (al massimo cinque) dall’interruzione del trattamento.

La TOS, specialmente le associazioni estro-progestiniche, aumenta la densità delle immagini mammografiche, il che può rendere più difficile l’individuazione radiologica di un eventuale tumore mammario.

Carcinoma ovarico

Il carcinoma ovarico è molto più raro di quello mammario. Una TOS di lunga durata (almeno 5-10 anni) con soli estrogeni è stata associata ad un rischio leggermente aumentato di carcinoma ovarico (vedere paragrafo 4.8). Alcuni studi, compreso lo studio WHI, suggeriscono che una TOS combinata di lunga durata possa conferire un rischio simile o di poco inferiore (vedere paragrafo 4.8).

Tromboembolismo venoso

• La TOS è associata ad un rischio relativo da 1,3 a 3 volte superiore di sviluppare tromboembolismo venoso (TEV), cioè trombosi venosa profonda o embolia polmonare. Il verificarsi di tali eventi è più probabile nel primo anno di TOS che negli anni successivi (vedere paragrafo 4.8).

• Uno studio clinico randomizzato e controllato ed alcuni studi epidemiologici hanno evidenziato che le donne sottoposte a terapia ormonale sostitutiva presentano un rischio due/tre volte maggiore rispetto alle donne che non la utilizzano. In queste ultime si stima che il numero di casi di tromboembolismo venoso che si potrebbero verificare in un periodo di 5 anni sia di circa 3 per 1000 donne di età compresa tra 50 e 59 anni e di 8 per 1000 donne di età compresa tra 60 e 69 anni. Si stima che in donne sane che fanno uso di terapia ormonale sostitutiva per 5 anni, il numero di casi addizionali di tromboembolismo venoso (TEV) su un periodo di 5 anni sia di 2-6 casi (migliore stima = 4) per 1000 donne di età compresa tra 50-59 anni e 5-15 casi (migliore stima = 9) per 1000 donne di età compresa tra 60-69 anni. Il verificarsi di tali eventi è più probabile nel primo anno di terapia ormonale sostitutiva che negli anni successivi.

• Pazienti con stati trombofilici accertati o con una TEV pregressa presentano un maggior rischio di TEV e la TOS può aumentare questo rischio. La TOS è pertanto controindicata in queste pazienti (vedere paragrafo 4.3)

• I fattori di rischio generalmente riconosciuti per il TEV includono: l’uso di estrogeni, l’età avanzata, interventi chirurgici maggiori, l’immobilizzazione prolungata, l’obesità (BMI>30 kg/m²), la gravidanza/periodo postpartum, il lupus eritematoso sistemico (LES) e il cancro. Non c’è consenso sul possibile ruolo delle vene varicose nel TEV.

• Come in tutti i pazienti operati, si deve porre una scrupolosa attenzione alle misure profilattiche per prevenire gli episodi di TEV post-operatorio. Quando si prevede un’immobilizzazione prolungata a seguito di interventi di chirurgia elettiva, si deve prendere in considerazione la temporanea interruzione della TOS, se possibile da 4 fino a 6 settimane prima dell’intervento. La TOS non deve essere ripresa fino a completa mobilizzazione della donna.

• In donne senza storia personale di TEV ma con un parente di primo grado con storia di trombosi in giovane età, occorre proporre lo screening per i difetti trombofilici, informando circa i limiti dello stesso (solo una percentuale di difetti trombofilici vengono identificati attraverso lo screening).

Se si identifica un difetto trombofilico associato a trombosi nei membri della famiglia o se il difetto è âE.£graveâE.? (ad es. carenza di antitrombina, proteina S, proteina C o una combinazione dei difetti), SYSTEN può essere utilizzato solo dopo aver valutato attentamente il rapporto rischio/beneficio.

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• Le donne già in trattamento cronico con anticoagulanti richiedono un accertamento accurato del rapporto beneficio-rischio della TOS.

• L’uso di SYSTEN deve essere sospeso se si verifica una tromboembolia venosa (TEV) dopo l’inizio della terapia. Le pazienti devono essere informate sul fatto che è necessario contattare il proprio medico immediatamente in caso di sintomi potenzialmente causati da tromboembolismo venoso (es. arto inferiore gonfio e dolente, improvviso dolore toracico, dispnea).

• Pazienti con una storia di tromboembolismo venoso (TEV) o stati trombofilici accertati possono essere esposti ad un maggior rischio di tromboembolismo venoso (TEV). La terapia ormonale sostitutiva può aumentare questo rischio. Una storia personale o familiare di tromboembolismo ricorrente o di aborto spontaneo ricorrente dovrebbe essere indagata al fine di escludere una predisposizione alla trombosi. Finchè non sia stata effettuata una valutazione completa dei fattori trombofilici o iniziato un trattamento anticoagulante, l’uso della terapia ormonale sostitutiva in queste pazienti è controindicato.

Patologia coronarica arteriosa (PCA)

• Non ci sono evidenze, da studi randomizzati controllati, di protezione dall’infarto del miocardio per le donne che, con o senza PCA in atto, ricevono terapia combinata estrogeno-progestinico o terapia con soli estrogeni.

Terapia di associazione estrogeno-progestinico: il rischio relativo di PCA durante l’uso di TOS di associazione estrogeno-progestinico è leggermente aumentato. Il rischio assoluto di PCA dipende fortemente dall’età. Il numero di casi aggiuntivi di PCA a causa dell’uso di estrogeni-progestinici è molto basso nelle donne sane vicino alla menopausa, ma aumenta al crescere dell’età.

Solo estrogeni: dati randomizzati controllati non hanno evidenziato un aumento del rischio di PCA in donne isterectomizzate in terapia con solo estrogeni. Ci sono prove emergenti che l’inizio della terapia estrogenica può ridurre il rischio di PCA solo se avviene all’inizio della menopausa.

Ictus

• La terapia di associazione estrogeno-progestinico e quella con soli estrogeni sono associate ad un aumento fino a 1,5 volte del rischio di ictus ischemico. Il rischio relativo non cambia con l’età o con la durata della menopausa. Tuttavia, poiché il rischio basale di ictus è strettamente età-dipendente, il rischio complessivo di ictus nelle donne che fanno uso di terapia ormonale sostitutiva aumenta con l’età (vedere paragrafo 4.8).

Un ampio studio clinico randomizzato controllato [Women’s Health Initiative (WHI)- trial] ha mostrato, come risultato secondario, un aumento del rischio di ictus in donne sane durante il trattamento continuo e combinato con estrogeni coniugati e medrossiprogesterone acetato (MPA). Per le donne che non usano terapia ormonale sostitutiva si stima che il numero di casi di ictus che potrebbero verificarsi in un periodo di 5 anni sia di circa 3 per 1000 donne di età compresa tra 50 e 59 anni e di 11 per 1000 donne di età compresa tra 60 e 69 anni.

Si stima che per le donne che usano estrogeni coniugati e MPA per 5 anni, il numero di casi addizionali potrebbe essere di 0-3 (migliore stima =1) per 1000 donne di età compresa tra 50-59 anni e di 1-9 (migliore stima = 4) per 1000 donne di età compresa tra 60-69 anni. Non è noto se questo aumento di rischio possa riguardare anche altri farmaci utilizzati per la terapia ormonale sostitutiva.

Demenza

L’uso di TOS non migliora le funzioni cognitive. Ci sono alcune evidenze di aumento del rischio di probabile demenza nelle donne che iniziano dopo i 65 anni di età la TOS combinata o a base di solo estrogeni in trattamento continuativo. Non è noto se ciò può applicarsi alle donne più giovani in postmenopausa o ad altri farmaci per la terapia ormonale sostitutiva.

Altre condizioni

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– Gli estrogeni possono causare ritenzione idrica e pertanto pazienti con disfunzione renale o cardiaca devono essere accuratamente monitorati.

– Donne con preesistente ipertrigliceridemia devono essere seguite attentamente durante la terapia estrogenica o la terapia ormonale sostitutiva poichè in questa condizione sono stati riportati casi di importanti aumenti dei trigliceridi plasmatici e conseguente pancreatite, a seguito di terapia estrogenica.

– Gli estrogeni aumentano i livelli di TBG, la globulina legante l’ormone tiroideo, con conseguente aumento dei livelli di ormone tiroideo totale circolante misurato con il PBI (protein-bound iodine), T4 (metodo su colonna o RIA) o T3 (metodo RIA). La captazione T3 è ridotta a riflettere l’aumento di TBG. Le frazioni libere di T3 e T4 non sono modificate. Altre proteine leganti, come la corticoglobulina (CBG) e la globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG), possono essere aumentate e determinare un aumento rispettivamente dei livelli circolanti di corticosteroidi e steroidi sessuali. Le frazioni ormonali libere o biologicamente attive sono immodificate. Altre proteine plasmatiche possono essere aumentate (substrato angiotensinogeno/renina, alfa I antitripsina, ceruloplasmina).

– Può verificarsi occasionalmente cloasma, specialmente in donne con una storia di cloasma gravidico. Donne con tendenza al cloasma devono minimizzare l’esposizione al sole o alle radiazione ultraviolette durante la terapia ormonale sostitutiva.

Non utilizzare SYSTEN come contraccettivo.

Tenere SYSTEN lontano dalla portata dei bambini e degli animali.


Ricordiamo che anche i cittadini possono segnalare gli effetti collaterali dei farmaci.

In questa pagina si trovano le istruzioni per la segnalazione:

https://www.torrinomedica.it/burocrazia-sanitaria/reazioni-avverse-da-farmaci/

Questo invece è il modulo da compilare e da inviare al responsabile della farmacovigilanza della propria regione:

https://www.torrinomedica.it/wp-content/uploads/2019/11/scheda_aifa_cittadino_16.07.2012.pdf

Ed infine ecco l’elenco dei responsabili della farmacovigilanza con gli indirizzi email a cui inviare il modulo compilato:

https://www.torrinomedica.it/burocrazia-sanitaria/responsabili-farmacovigilanza/

Per approfondire l’argomento, per avere ulteriori raccomandazioni, o per chiarire ogni dubbio, si raccomanda di leggere l’intera Scheda Tecnica del Farmaco

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