Conservanti nel cibo: allarme tumori e diabete in aumento

Conservanti nel cibo sotto esame: nuovi studi collegano l’esposizione cronica a maggior rischio di tumori e diabete di tipo 2

Un consumo elevato e regolare di alimenti ricchi di conservanti – in particolare solfiti, nitrati/nitriti, sorbati e alcuni acetati – è associato a un maggiore rischio di diabete di tipo 2 e di alcuni tumori specifici, secondo due nuovi grandi studi francesi pubblicati su Nature Communications e BMJ. (open.online, fanpage.it, pazienti.it)

Negli scaffali dei supermercati i conservanti sono ovunque: insaccati, salumi confezionati, formaggi spalmabili, piatti pronti, salse, snack salati, bibite e soprattutto bevande alcoliche per quanto riguarda i solfiti. (open.online, fanpage.it) Questi additivi – riconoscibili dalle sigle E200–E203 (sorbati), E220–E228 (solfiti), E249–E252 (nitrati/nitriti) – servono a prolungare la durata di conservazione, mantenere colore e sapore, prevenire la crescita di microrganismi. (open.online) Da anni sono al centro di sospetti scientifici, ma ora arrivano dati epidemiologici di dimensioni senza precedenti che riaccendono il dibattito sulla loro sicurezza.

In sintesi

Due maxi-studi su oltre 100 mila persone

I risultati arrivano dalla coorte francese NutriNet-Santé, uno studio prospettico che segue da anni più di 100 mila adulti con questionari alimentari ripetuti nel tempo e un database dettagliato sulla composizione dei prodotti consumati. (open.online, fanpage.it)

I ricercatori dell’Inserm e dell’Università Sorbona hanno incrociato:

  • le quantità stimate di singoli conservanti assunti con la dieta
  • con l’incidenza nel tempo di diabete di tipo 2 e tumori in diverse sedi. (open.online, fanpage.it)

Si tratta della prima volta in cui il rischio viene valutato in modo così granulare per singolo additivo, e non solo per categorie generiche di “alimenti ultra-processati”. (open.online, pazienti.it)

Conservanti e diabete di tipo 2

Nello studio pubblicato su Nature Communications, un’assunzione più elevata di conservanti è risultata associata a un aumento del rischio di sviluppare diabete di tipo 2 nel corso del follow-up. (fanpage.it)

In particolare:

  • sono state osservate associazioni positive per 12 conservanti su 17 analizzati (fanpage.it)
  • il rischio aumentato persiste anche dopo aver corretto per:
    • età, sesso, livello di istruzione
    • fumo, attività fisica, peso corporeo
    • qualità nutrizionale complessiva della dieta. (fanpage.it)

Uno degli additivi più sotto accusa è il sorbato di potassio (E202): un consumo regolare è stato collegato a un’incidenza di diabete quasi doppia rispetto a chi ne assume quantità molto basse. (open.online) Un segnale che, pur non dimostrando un rapporto causa-effetto, solleva interrogativi importanti per la salute pubblica.

Conservanti e rischio di tumori

Lo studio parallelo, pubblicato sul British Medical Journal, ha esplorato il legame tra 17 conservanti e l’insorgenza di tumori. (pazienti.it, quotidianosanita.it)

I dati principali:

Tuttavia, per alcuni additivi specifici si osservano aumenti moderati ma significativi di rischio per tumori mirati:

  • Sorbati totali (soprattutto sorbato di potassio – E202)

    • +14% rischio di cancro complessivo
    • +26% rischio di tumore della mammella (pazienti.it)
  • Solfiti totali (E220–E228)

  • Nitrito di sodio (E250)

  • Nitrato di potassio

    • +13% rischio di tumori nel complesso
    • +22% rischio di tumore della mammella (pazienti.it)
  • Acetati totali

    • +15% rischio complessivo di cancro
    • +25% rischio di tumore della mammella. (pazienti.it)

Queste percentuali indicano un rischio relativo moderato: nulla a che vedere, ad esempio, con l’effetto devastante del fumo sul cancro al polmone, che può moltiplicare il rischio di oltre 15 volte nei forti fumatori. (open.online) Ma, su scala di popolazione, anche un aumento del 10–30% può tradursi in molte migliaia di casi aggiuntivi.

Cosa significa per i consumatori

Gli autori invitano alla prudenza nell’interpretare i risultati: si tratta di studi osservazionali, che non possono dimostrare con certezza che siano i conservanti in sé a causare diabete o tumori. (open.online, fanpage.it, pazienti.it) Tuttavia:

  • le associazioni restano dopo avere corretto per numerosi fattori di confondimento
  • i risultati sono coerenti con l’evidenza crescente contro i cibi ultra-processati, già collegati dall’OMS a un rischio più alto di cancro e malattie cardiometaboliche. (fanpage.it)

Gli stessi ricercatori sottolineano che:

  • non è sufficiente consumare qualche alimento con conservanti per ammalarsi di cancro (open.online)
  • ciò che conta è la frequenza e la quantità di esposizione nel tempo
  • il messaggio chiave per la popolazione è privilegiare, quando possibile, alimenti meno trasformati. (open.online, fanpage.it)

Il nodo alcol e solfiti

Un capitolo a parte riguarda i solfiti, presenti in molte bevande alcoliche, a cominciare da vino e birra. (open.online) Due esperti indipendenti, Xinyu Wang ed Edward Giovannucci, in un commento collegato allo studio, avvertono che è difficile separare l’effetto dei solfiti da quello, già ampiamente documentato, dell’alcol sul rischio di cancro e altre patologie. (open.online)

Questo significa che:

  • parte del rischio osservato potrebbe essere dovuto in realtà al consumo stesso di alcol
  • sono necessari ulteriori studi per chiarire il peso specifico dei conservanti in questo contesto.

Benefici dei conservanti e bisogno di nuove regole

I conservanti non sono solo un “nemico”: giocano un ruolo essenziale nel:

  • prolungare la shelf-life dei prodotti
  • ridurre gli sprechi alimentari
  • contenere i costi, soprattutto per le fasce di popolazione a reddito più basso. (open.online, pazienti.it)

Proprio per questo, gli esperti non invocano un bando indiscriminato, ma una rivalutazione regolatoria mirata:

  • riesame dei limiti di impiego di determinati additivi (in particolare nitriti, nitrati, sorbati, solfiti, acetati) (open.online, quotidianosanita.it)
  • maggiore trasparenza e migliore valutazione dell’esposizione reale della popolazione nel lungo termine (open.online, pazienti.it)
  • incentivi all’industria per riformulare prodotti limitando i conservanti più problematici, senza compromettere la sicurezza microbiologica.

Come ridurre l’esposizione nella vita quotidiana

In attesa di eventuali aggiornamenti normativi, le principali indicazioni pratiche che emergono dagli esperti sono in linea con le raccomandazioni già note per una dieta sana: (open.online, fanpage.it, pazienti.it)

  • privilegiare alimenti freschi o minimamente processati: frutta, verdura, legumi, cereali integrali, carne e pesce freschi
  • ridurre il consumo abituale di:
    • salumi e carni trasformate
    • piatti pronti confezionati
    • snack e prodotti da forno industriali
    • bevande alcoliche, soprattutto se consumate quotidianamente
  • leggere con attenzione le etichette, riconoscendo le sigle dei conservanti più discussi (E200–E203, E220–E228, E249–E252, E250 in particolare)
  • variare il più possibile la dieta, per evitare esposizioni elevate e concentrate a pochi additivi.

Come sintetizza l’epidemiologa Mathilde Touvier, coordinatrice degli studi, il messaggio per il pubblico è semplice: di fronte allo scaffale del supermercato, scegliere il meno trasformato possibile, senza allarmismi ma con consapevolezza. (open.online, fanpage.it)


Fonti principali:

(open.online) Open – “Così i conservanti alimentari aumentano il rischio di cancro e diabete. Solfiti, nitrati e sorbati sotto osservazione”, sintesi degli studi Inserm pubblicati su BMJ e Nature Communications
(fanpage.it) Fanpage – “Conservanti alimentari e salute: due grandi studi collegano il consumo a cancro e diabete di tipo 2”, analisi dei dati NutriNet-Santé
(pazienti.it) Pazienti.it – “Conservanti alimentari e salute: nuovi dati sollevano interrogativi sul rischio oncologico”, approfondimento sullo studio pubblicato sul British Medical Journal
(leggo.it) Leggo – “Conservanti alimentari sotto accusa: solfiti, nitrati e sorbati”
(quotidianosanita.it) Quotidiano Sanità – “Cancro, conservanti alimentari sotto osservazione: potrebbero aumentarne il rischio”

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