In adulti tra 18 e 45 anni con diabete di tipo 2 a esordio precoce e obesità, un programma intensivo di dieta molto ipocalorica ed esercizio supervisionato ha portato alla remissione del 54% dei partecipanti dopo 24 settimane. Nello stesso periodo solo il 4% di chi seguiva le cure abituali ha raggiunto la remissione. I dati provengono dal trial randomizzato RESET for Remission, condotto in tre centri in Inghilterra e Canada.
Lo studio ha coinvolto 96 adulti non trattati con insulina, con obesità e diabete diagnosticato in giovane età. Il gruppo di intervento ha seguito una dieta da 800-900 kilocalorie al giorno associata ad allenamenti aerobici e di resistenza, poi una fase di mantenimento del peso. Non sono stati riportati eventi avversi gravi entro i sei mesi. Questo risultato attira l’attenzione sulle potenzialità, ma anche sui rischi, di programmi così intensivi.
Che cosa significa remissione del diabete di tipo 2 nello studio RESET for Remission
Nello studio RESET for Remission la remissione del diabete di tipo 2 non coincideva con una “guarigione” definitiva. I ricercatori l’hanno definita come un valore di emoglobina glicata, o HbA1c, inferiore al 6,5% alla settimana 24, in assenza di qualsiasi farmaco ipoglicemizzante. L’emoglobina glicata misura la media della glicemia degli ultimi due o tre mesi, quindi fotografa il controllo glicemico nel tempo.
Alla fine delle 24 settimane 27 persone su 50 nel gruppo sottoposto a intervento intensivo soddisfacevano questa definizione di remissione, contro 2 su 46 nel gruppo che riceveva le cure abituali. In termini percentuali ciò corrisponde a un 54% nel gruppo intervento e a un 4% nel gruppo controllo. Chi desidera un inquadramento più ampio del concetto può approfondire cosa vuol dire remissione del diabete secondo le diverse definizioni proposte.
Come era strutturato il programma da 800-900 calorie con esercizio supervisionato
Il programma RESET prevedeva una prima fase intensiva di 12 settimane con una dieta a bassissimo contenuto energetico, pari a 800-900 kilocalorie al giorno. In questo periodo i partecipanti sospendevano i farmaci ipoglicemizzanti e venivano seguiti da un team multidisciplinare. Secondo le indicazioni su diete molto ipocaloriche, tali programmi devono essere nutrizionalmente completi e limitati nel tempo, con supervisione specialistica costante.
L’attività fisica comprendeva due sessioni settimanali di un’ora ciascuna, supervisionate da un fisiologo dell’esercizio, con combinazione di esercizio aerobico e di resistenza per preservare la massa muscolare. Era inoltre prevista una terza sessione autonoma a settimana. Nelle successive 12 settimane il programma passava a una dieta di mantenimento del peso e a esercizio autogestito. Chi cerca soluzioni meno estreme per perdere peso con il diabete può vedere anche come perdere peso se si ha il diabete di tipo 2 con approcci graduali.
A chi si applicano i risultati e quali sono i principali limiti del trial
I risultati riguardano un gruppo molto specifico: 96 adulti tra 18 e 45 anni, con diabete di tipo 2 a esordio precoce, obesità e senza terapia insulinica. Il trial è stato condotto in soli tre centri di Inghilterra e Canada, con 86 partecipanti disponibili alla valutazione finale. Non si tratta quindi di una fotografia della popolazione generale con diabete di tipo 2, spesso più anziana e con più comorbilità.
Il programma è stato intensivo, fortemente strutturato e seguito da personale specializzato, con dietista e fisiologo dell’esercizio che monitoravano da vicino peso, glicemia e tolleranza allo sforzo. I risultati non possono essere estesi automaticamente a persone oltre i 45 anni, a chi non ha obesità o a chi ha una lunga durata di malattia. Per prevenire il diabete in fasi più precoci, per esempio nel prediabete, esistono protocolli più graduali come quelli discussi nell’articolo su come dimagrire se si ha insulino resistenza o prediabete.
Perché servono supervisione medica e prudenza prima di cambiare dieta o terapia
Una dieta con 800-900 kilocalorie al giorno rientra tra le cosiddette diete a bassissimo contenuto calorico, che diverse fonti definiscono intorno a 800 kilocalorie o meno. Secondo il National Institute for Health and Care Excellence, tali regimi vanno considerati solo all’interno di programmi multicomponente, con supporto specialistico prolungato, durata limitata e monitoraggio medico. Il NICE indica un orizzonte massimo indicativo di 12 settimane per questi interventi strutturati.
Nei pazienti che assumono insulina, sulfoniluree come la gliclazide o glinidi, una riduzione così marcata delle calorie può aumentare molto il rischio di ipoglicemia, a meno di un aggiustamento attento della terapia da parte del medico curante. Prima di modificare radicalmente dieta o farmaci, chi ha diabete di tipo 2 dovrebbe confrontarsi con diabetologo o medico di medicina generale. In alcuni casi protocolli più moderati, come una dieta mediterranea ipocalorica associata a camminata, possono essere una scelta più sostenibile e sicura a lungo termine.
I dati del trial RESET for Remission mostrano che una combinazione intensiva di dieta molto ipocalorica ed esercizio supervisionato può indurre remissione glicemica in una quota rilevante di giovani adulti con diabete di tipo 2 e obesità, ma non definiscono uno schema replicabile senza controlli né adatto a tutte le persone con diabete.
Queste informazioni hanno finalità esclusivamente divulgative e non sostituiscono il parere del medico o dello specialista di riferimento, che resta il punto di riferimento per decisioni su dieta, attività fisica e terapie per il diabete.
Per approfondire
NICE, Physical activity and diet in overweight and obesity illustra le raccomandazioni ufficiali britanniche su quando e come impiegare diete da 800–1.200 kcal all’interno di programmi strutturati per la gestione di obesità e diabete, con indicazioni su durata, composizione nutrizionale e necessità di supervisione specialistica.





