A ottobre 2026 il fenomeno di El Niño nel Pacifico equatoriale si sta rafforzando e contribuisce ad alimentare ondate di caldo, periodi di siccità e piogge estreme in diverse aree del pianeta. Queste anomalie non hanno impatto solo su ecosistemi e raccolti. Possono tradursi anche in un aumento di colpi di calore, disidratazione, peggioramento di malattie respiratorie e cardiovascolari, oltre che in focolai di infezioni trasmesse da acqua e zanzare, soprattutto in popolazioni già fragili.
Organizzazioni come l’Organizzazione mondiale della sanità segnalano, in Paesi già colpiti, combinazioni pericolose di malnutrizione, scarsità di acqua pulita e infezioni come colera e morbillo. In contesti diversi, comprese aree temperate, il rischio riguarda soprattutto il caldo estremo nelle città, la qualità dell’aria durante gli incendi, l’impatto di alluvioni su case e servizi sanitari. Conoscere i possibili effetti sulla salute aiuta a preparare misure di prevenzione mirate.
Che cos’è El Niño 2026 e perché interessa la salute
El Niño è un fenomeno climatico che si verifica nel Pacifico equatoriale e modifica, per alcuni mesi, la temperatura della superficie del mare e la circolazione atmosferica. Gli esperti classificano gli eventi El Niño come deboli, moderati, forti o molto forti in base al riscaldamento della superficie marina. Le valutazioni disponibili indicano per il 2026 un El Niño in rapido rafforzamento, con probabilità elevata che raggiunga intensità molto forte tra novembre e dicembre.
Queste anomalie nel Pacifico possono favorire ondate di caldo estremo, siccità, incendi o alluvioni in varie regioni del mondo, anche lontane dalla zona di origine. Secondo documenti recenti dell’Organizzazione mondiale della sanità, in contesti come Sudan e Pacifico occidentale si osservano già impatti su sicurezza alimentare, accesso ad acqua sicura e rischio di epidemie, con conseguenze dirette e indirette sulla salute pubblica.
Caldo estremo, disidratazione e colpo di calore: chi è più vulnerabile
Le ondate di calore legate a El Niño possono far aumentare casi di disidratazione, colpo di calore e scompenso di malattie croniche. I soggetti più vulnerabili sono gli anziani, in particolare chi vive solo o assume molti farmaci, i bambini piccoli, le persone con malattie cardiovascolari, respiratorie o renali, le donne in gravidanza e chi lavora all’aperto o in ambienti molto caldi per molte ore.
La prevenzione si basa su idratazione regolare, ambienti ombreggiati o climatizzati, abiti leggeri e riduzione degli sforzi nelle ore più calde. In chi assume diuretici o farmaci per la pressione, il caldo può alterare l’equilibrio dei liquidi, quindi eventuali aggiustamenti vanno sempre valutati dal medico curante. Una panoramica dei quadri clinici legati al caldo estremo aiuta a riconoscere i segnali precoci.
Segni come sete intensa, urine molto concentrate, crampi muscolari, debolezza marcata, respiro accelerato, nausea o confusione possono indicare uno stress termico importante. Il colpo di calore è una emergenza medica con temperatura corporea molto elevata, stato mentale alterato e possibile perdita di coscienza. In questi casi è necessario attivare rapidamente i soccorsi. Misure di protezione scarsa espongono maggiormente lavoratori agricoli, cantieri e operatori in spazi chiusi ma poco ventilati.
Anche chi non appartiene a gruppi tradizionalmente fragili può subire un impatto, ad esempio persone con disturbi psichiatrici o che assumono farmaci che interferiscono con la termoregolazione. Un’analisi approfondita su chi rischia davvero con il caldo estremo mostra come povertà abitativa, isolamento sociale e lavoro precario amplifichino i rischi, soprattutto nelle grandi città.
Alluvioni, incendi e qualità di acqua e aria: rischi indiretti per la salute
Durante episodi di El Niño di forte intensità alcune regioni subiscono piogge eccezionali con alluvioni, frane e interruzioni di infrastrutture. In queste condizioni possono verificarsi traumi, annegamenti e difficoltà di accesso a cure mediche e farmaci salvavita. L’Organizzazione mondiale della sanità descrive, in contesti insulari del Pacifico, interventi per garantire acqua potabile, servizi igienici sicuri e continuità dell’assistenza nelle comunità più esposte.
Le inondazioni possono contaminare pozzi, reti idriche e alimenti con acque reflue o materiali chimici, favorendo infezioni gastrointestinali e malattie come colera o epatiti a trasmissione oro fecale. Al polo opposto, siccità e caldo intenso aumentano il rischio di incendi boschivi, che peggiorano la qualità dell’aria con fumo e particolato. Le persone con asma, broncopneumopatia cronica ostruttiva e malattie cardiovascolari sono particolarmente sensibili a questa combinazione.
La protezione include consumo di acqua sicura, corretta conservazione degli alimenti, igiene delle mani e attenzione alle allerte su balneazione o potabilità emesse dalle autorità sanitarie. Nelle giornate con fumo visibile o livelli di inquinamento elevati è prudente ridurre le attività all’aperto più intense, chiudere porte e finestre nelle abitazioni esposte e, per chi ne ha indicazione, seguire i piani personalizzati di gestione di asma o altre patologie respiratorie.
Malattie infettive e riemergenti nei periodi El Niño
Cambiamenti in piogge, umidità e temperature influenzano anche la diffusione di malattie infettive. Zanzare e altri vettori possono trovare nuovi habitat temporanei in seguito ad alluvioni, ristagni d’acqua o modifiche dei cicli stagionali. Nel 2026 le agenzie europee di sanità pubblica monitorano, nei loro rapporti settimanali, infezioni come West Nile, dengue, chikungunya, morbillo e Salmonella che possono trarre vantaggio da condizioni ambientali alterate.
In molte aree tropicali, periodi legati a El Niño si accompagnano a focolai di colera ed epidemie in popolazioni con accesso ridotto ad acqua pulita e servizi igienici. Nel Sudan colpito da siccità l’Organizzazione mondiale della sanità segnala un intreccio tra malnutrizione, insicurezza alimentare, sfollamenti e aumento del rischio di colera e morbillo. Anche nelle regioni temperate la sorveglianza su zanzare e acque è essenziale per prevenire o contenere eventuali focolai.
La prevenzione individuale comprende uso di repellenti, zanzariere, eliminazione dei ristagni d’acqua vicini alle abitazioni e adesione ai programmi vaccinali raccomandati, ad esempio per influenza o morbillo nelle categorie indicate. Chi viaggia verso aree tropicali dovrebbe informarsi sulle vaccinazioni e sulle misure specifiche per dengue o altre malattie trasmesse da vettori, come descritto negli approfondimenti dedicati alle infezioni da zanzare.
Alcuni Paesi raccomandano di rafforzare la copertura vaccinale antinfluenzale e per altre infezioni respiratorie in periodi con maggiore stress sui sistemi sanitari. Una informazione aggiornata sul vaccino antinfluenzale 2026 2027 può essere utile per programmare la protezione di anziani, persone con malattie croniche e operatori sanitari, che sono spesso i più esposti durante eventi climatici estremi.
Gli effetti sanitari di El Niño 2026 non sono identici in tutte le regioni, ma le esperienze già osservate quest’anno mostrano vulnerabilità comuni: caldo estremo, acqua e cibo meno sicuri, tensione sui servizi sanitari e aumento dei disturbi mentali da stress climatico. Un’azione coordinata tra sistemi sanitari, protezione civile e comunità, unita a comportamenti individuali prudenti, può ridurre in modo significativo i rischi per la popolazione più fragile.
Le informazioni fornite hanno carattere generale e non sostituiscono il parere del medico. In presenza di sintomi o condizioni di rischio è necessario rivolgersi al proprio medico o ai servizi di emergenza.
Per approfondire
Organizzazione mondiale della sanità, allerta su insicurezza alimentare e malnutrizione in Sudan illustra come siccità e crisi idrica associate a El Niño aumentino malnutrizione e rischio di epidemie in popolazioni sfollate e vulnerabili.
OMS Regione del Pacifico occidentale, resilienza di salute mentale agli shock climatici descrive l’impatto di alluvioni, cicloni e ondate di calore su ansia, depressione e lutto nelle comunità colpite.
Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, rapporto settimanale sulle minacce infettive fornisce il quadro aggiornato di West Nile, dengue, chikungunya, morbillo e altre infezioni sorvegliate in Europa.
OMS Fiji, iniziative per la resilienza delle comunità in prima linea nei cambiamenti climatici documenta interventi su acqua, igiene, cibo e prevenzione dei focolai in contesti insulari vulnerabili.
Intervento del Direttore generale OMS sul rapporto regionale 2025 2026 richiama la necessità di rafforzare i sistemi sanitari di fronte a caldo estremo, eventi meteo estremi e nuove minacce infettive.



