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Esradin

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Esradin: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

 

01.0 Denominazione del medicinale

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ESRADIN 2,5 mg capsule rigide a rilascio prolungato ESRADIN 5 mg capsule rigide a rilascio prolungato

 

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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prolungato

Una capsula rigida a rilascio prolungato contiene:

Principio attivo:

Isradipina……………………………………………………….2,5 mg

ESRADIN 5 mg capsule rigide a rilascio prolungato Una capsula rigida a rilascio prolungato contiene: Principio attivo: Isradipina………………………………………………………….5 mg

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere sezione 6.1

 

03.0 Forma farmaceutica

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Capsule rigide a rilascio prolungato.

 

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Ipertensione arteriosa.

 

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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La posologia raccomandata è di una capsula rigida a rilascio prolungato da 5 mg una volta al giorno.

Le capsule devono essere deglutite intere.

In caso di risposta non soddisfacente dopo 4 settimane di trattamento con una capsula rigida a rilascio prolungato da 5 mg una volta al giorno, si consiglia di associare un altro farmaco antiipertensivo (preferibilmente un diuretico tiazidico, un ACE inibitore o un betabloccante).

ESRADIN può anche essere aggiunto ad un trattamento antiipertensivo preesistente.

In caso di somministrazione concomitante di cimetidina, la dose di ESRADIN dovrebbe essere ridotta del 50% (vedere sezìone 4.5).

Uso in pazienti anziani o con alterazioni della funzione epatica o renale

In soggetti anziani o in caso di alterazioni della funzione epatica o renale può essere opportuno avviare il trattamento con una capsula rigida a rilascio prolungato da 2,5 mg una volta al giorno.

I pazienti al di sopra dei 65 anni e i pazienti con alterazioni a livello epatico possono presentare concentrazioni plasmatiche elevate di isradipina.

Uso nei bambini

Non sono stati eseguiti studi clinici con calcioantagonisti nei bambini. Nonostante siano disponibili alcuni dati retrospettivi nella popolazione pediatrica, ESRADIN non è raccomdandato in questi pazienti.

 

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità al principio attivo, ad altri calcioantagonisti diidropiridinici o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Angina pectoris instabile.

Infarto del miocardio acuto o nel corso del mese precedente. Stenosi aortica.

Insufficienza cardiaca non compensata. Shock cardiogeno.

 

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Utilizzare con estrema cautela in pazienti con scompenso cardiaco congestizio (specialmente in terapia di combinazione con i betabloccanti).

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E’ possibile un’esacerbazione dell’angina all’inizio del trattamento e nel corso dell’incremento del dosaggio.

Isradipina, come altri dilatatori arteriolari, può in casi rari far precipitare uno stato ipotensivo che, in soggetti sensibili, potrebbe indurre una ischemia miocardica. Usare con cautela nei soggetti ipotesi.

Particolare cautela è necessaria nel trattamento di pazienti con sindrome del nodo del seno accertata o presunta, non portatori di pacemaker.

L’impiego di farmaci diidropiridinici in pazienti con stenosi aortica serrata richiede estrema cautela.

Reazioni cutanee persistenti indotte dai calcioantagonisti sono progredite, in alcuni casi, fino ad una dermatite esfoliativa o ad un eritema multiforme. Pertanto, in queste situazioni, interrompere la terapia.

Nei soggetti con disfunzione renale o epatica e negli anziani si

raccomanda un’attenta individualizzazione della dose.

Monitorare la funzionalità epatica nel corso delle prime tre settimane di trattamento.

Usare con cautela in pazienti con ipermotilità gastrointestinale e ostruzione gastrointestinale.

Può comparire angina pectoris prevalentemente in pazienti con patologia coronarica

preesistente. In pazienti con angina pectoris preesistente, la frequenza, durata e gravità

di attacchi di angina può aumentare in seguito ad incrementi rapidi dei dosaggi o

all’inizio del trattamento.

In caso di eventi da ipersensibilità, ESRADIN dovrebbe essere interrotto.

La somministrazione concomitante di rifampicina o di altri farmaci induttori enzimatici dovrebbe essere evitata (vedere sezìone 4.5).

La somministrazione concomitante con anticoagulanti richiede particolare cautela (vedere sezìone 4.5)

 

04.6 Gravidanza e allattamento

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Effetti di altri medicinali/sistemi enzimatici su ESRADIN

La somministrazione concomitante di rifampicina riduce notevolmente le concentrazioni plasmatiche di ESRADIN .

Pertanto la somministrazione concomitante di ESRADIN con rifampicina o con altri farmaci induttori enzimatici (ad es. antiepilettici come carbamazepina e fenobarbital) dovrebbe essere evitata.

Sulla base di dati disponibili e di rischi noti conseguenti alla concomitante somministrazione di fenitoina con calcioantagonisti, la somministrazione concomitante di fenitoina dovrebbe essere evitata.

Sono stati riportatati aumenti dei livelli plasmatici, potenziamento dell’attività farmacologica ed effetti indesiderati (edema periferico) durante somministrazione contemporanea di diidropiridinici ed inibitori del citocromo P450 3A. La rilevanza di tali interazioni è minima, ma dovrebbe essere adottata cautela in caso di somministrazione contemporanea di ESRADIN e di forti inibitori del citocromo CYP3A come gli antibiotici macrolidi (es.: claritromicina, trioleandomicina), inibitori della proteasi HIV (es.: ritonavir, indinavir, nelfinavir) o inibitore della transcriptasi inversa (es.: delaviridina) ed antimicotici azolinici (es.: ketoconazolo, itraconazolo, voriconazolo).

Come con tutti gli antiipertensivi, il trattamento concomitante con baclofene per via orale può ulteriormente accentuare un possibile calo pressorio. Può essere quindi necessario monitorare la pressione arteriosa ed aggiustare il dosaggio dell’antiiipertensivo

conseguentemente.

La somministrazione concomitante di cimetidina incrementa la biodisponibilità di isradipina di circa il 50% (vedere sezìone 4.2).

La concentrazione massima nel plasma dell’isradipina aumenta di circa il 20% in caso di somministrazione contemporanea di diclofenac, ma ciò non è da considerarsi clinicamente significativo, poiché l’esposizione allo stato stazionario rimane invariata.

La farmacocinetica di ESRADIN non è alterata dalla somministrazione concomitante di digossina, propranololo, warfarin, idroclorotiazide o ciclosporina.

Effetti di ESRADIN su altri medicinali/sistemi enzimatici ESRADIN non sembra inibire in modo clinicamente significativo gli enzimi del citocromo P450, in particolare CYP3A4.

ESRADIN non influenza la farmacocinetica di digossina, warfarin, idroclorotiazide, diclofenac, teofillina, triazolam o ciclosporina, ma induce un piccolo aumento nella biodisponibilità (AUC) del propranololo.

La somministrazione contemporanea di isradipina con amiodarone dovrebbe essere evitata in soggetti con sindrome del nodo del seno e blocco atrioventricolare parziale.

Ciò in quanto può insorgere un ulteriore rallentamento del ritmo sinusale o peggioramento del blocco atrioventricolare.

Sono stati riportati casi di grave ipertensione con uso concomitante di un betabloccante e di un calcioantagonista durante anestesia con fentanil.

Interazioni con il cibo

L’assunzione concomitante di succo di pompelmo può aumentare la biodisponibilità di isradipina.

Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Dati su un limitato numero di donne incinte (63) esposte a ESRADIN nel terzo trimestre di gravidanza non hanno evidenziato alcun caso di effetto indesiderato da isradipina sulla gravidanza o sulla salute del feto o del neonato. Ad oggi, non sono disponibili altri dati epidemiologici rilevanti. Studi sull’animale, a dosi terapeutiche, non hanno evidenziato alcun effetto dannoso diretto o indiretto sulla gravidanza, sullo sviluppo embriofetale, sul parto o sullo sviluppo postnatale (vedì sezìone 5.3).

L’uso orale di ESRADIN nel terzo trimestre di gravidanza non è stato associato con alcuna variazione della frequenza cardiaca fetale o sul flusso sanguigno utero placentare e l’effetto tocolitico sembra essere trascurabile.

Tuttavia, non c’è evidenza sufficiente con il farmaco in donne incinte da giustificare il suo uso durante la gravidanza anche nel caso in cui il beneficio per la madre è considerato superiore a qualsiasi

potenziale rischio per il nascituro.

Allattamento

In uno studio nei ratti è stato evidenziato che piccole quantità di isradipina passano

nel latte materno. Nonostante studi nell’animale non hanno evidenziato alcun effetto indesiderato con isradipina somministrato durante l’allattamento, la sicurezza del farmaco nei neonati allattati al seno non è stata accertata.

Ciò nonostante si sconsiglia l’allattamento al seno da parte di donne in trattamento con ESRADIN.

 

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Non ci sono dati disponibili sugli effetti di ESRADIN sulla capacità di guidare e di usare macchinari.

Poiché, come con altri calcioantagonisti, possono comparire capogiri, specialmente all’inizio della terapia, i pazienti devono usare cautela nella guida di autoveicoli o nell’utilizzo di macchinari.

 

04.8 Effetti indesiderati

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Molte reazioni avverse osservate nel corso degli studi clinici sono di media entità, generalmente dipendenti dalla dose e legate alle proprietà vasodilatatrici di ESRADIN: capogiri, cefalea, rossore, tachicardia, palpitazioni ed edema periferico localizzato di origine non cardiaca (la dilatazione locale delle arterie sembra essere coinvolta più della ritenzione idrica).

Questi tendono a scomparire o a regredire con la prosecuzione del trattamento.

Le reazioni avverse osservate in studi clinici (occorse più frequentemente con isradipina che con placebo) e segnalate come report spontanei sono citate di seguito in accordo al sistema degli organi/apparati.

Le reazioni avverse sono citate in ordine di incidenza prima le più frequenti utilizzando la seguente convenzione: molto comuni (=≥1/10); comuni (=≥1/100, <1/10); non comuni (=≥1/1000, <1/100); rare (=≥1/10000, <1/1000); molto rare (<1/10000), includendo anche segnalazioni isolate. Nell’ambito di ogni gruppo di incidenza, le reazioni avverse sono citate in ordine decrescente di gravità.

Tabella 1

Disturbi del sangue e del sistema linfatico

Molto rari: Trombopenia, leucopenia, anemia

Metabolismo e nutrizione

Molto rari: Perdita di appetito e anoressia

Disturbi psichiatrici

Molto rari: Depressione, ansietà, nervosismo

Disturbi del sistema nervoso

Molto comuni: cefalea Comuni: capogiri

Molto rari: ipoestesia, parestesia, sonnolenza.

Disturbi degli Occhi

Molto rari: Disturbi della visione, visione offuscata

Disturbi Cardiaci

Comuni: Tachicardia, palpitazioni

Molto rari: Aritmia ventricolare, infarto miocardico, insufficienza cardiaca, angina

pectoris.

Fibrillazione atriale, bradicardia.

Disturbi Vascolari

Molto Comuni: Rossore, edema periferico. Non comuni: Ipotensione

Disturbi Respiratori, toracici e mediastinici

Comuni: dispnea Molto rari: Tosse

Disturbi gastrointestinali

Comuni: malessere addominale

Molto rari: Vomito, nausea, iperplasia gengivale

Disturbi epato-biliari

Molto rari: Aumento delle transaminasi (ALT, AST), casi isolati di epatite

Disturbi cutanei e sottocutanei

Comuni: Rash

Molto rari: Reazioni cutanee allergiche, prurito, sudorazione, reazioni anafilattiche ed angioedema, isolati casi di fotosensibilità

Disturbi muscolo-scheletrici, del tessuto connettivo ed ossei Molto rari: Artralgia, mal di schiena, crampi muscolari, dolore agli arti inferiori

Disturbi renali ed urinari

Comuni: Poliuria

Molto rari: Pollachiuria

Disturbi del sistema riproduttivo e del seno

Molto rari: Disturbi erettili, casi isolati di ginecomastia

Disturbi generali ed alla sede di somministrazione

Comuni: Affaticamento, malessere Molto rari: Astenia

Analisi

Non comuni: Incremento ponderale

I seguenti effetti indesiderati sono stati osservati, con frequenza sconosciuta, nel corso dell’impiego post marketing di ESRADIN: ictus, sincope, attacco ischemico transitorio, letargia, secchezza della mucosa orale, costipazione, diarrea, insonnia e dolore toracico.

Inoltre, i seguenti effetti indesiderati sono stati associati al trattamento con calcioantagonisti: dermatite esfoliativa ed eritema multiforme.

 

04.9 Sovradosaggio

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L’esperienza di sovradosaggio con ESRADIN è limitata. I dati disponibili suggeriscono che questo può indurre una ipotensione marcata e prolungata, tale da richiedere una terapia di supporto (somministrazione endovenosa di fluidi o plasma expanders) con monitoraggio della funzione cardiorespiratoria e della volemia.

Possono essere di beneficio sostanze ad attività vasocostrittrice, a patto che il loro uso non sia controindicato. Può anche essere utilizzata la infusione endovenosa di calcio.

 

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Calcioantagonisti selettivi con prevalente effetto vascolare. Derivati diidropiridinici.

CODICE ATC: C08CA03

L’isradipina sostanza attiva di ESRADIN è un potente calcioantagonista di derivazione diidropiridinica, con un’attività selettiva sui canali del calcio (l-type o “long acting”). L’isradipina ha una più elevata affinità per i canali del calcio della muscolatura liscia arteriosa che per quelli miocardici. ESRADIN induce pertanto

un effetto di vasodilatazione delle arterie, in particolare di quelle cardiache, cerebrali e dei muscoli scheletrici, senza deprimere la funzione cardiaca.

Come conseguenza della vasodilatazione periferica, la pressione sanguigna arteriosa si abbassa.

Studi sugli animali e nell’uomo indicano che ESRADIN esercita una azione selettiva di inibizione sul nodo del seno, senza deprimere la conduzione atrioventricolare o la contrattilità miocardica. Pertanto, l’eventuale incremento riflesso della frequenza cardiaca è modesto e non si ha prolungamento dell’intervallo PQ nemmeno in associazione a betabloccanti. ESRADIN a dosi terapeuticamente efficaci esplica una moderata ma significativa attività natriuretica nell’animale e nell’uomo e un effetto antiaterogeno nell’animale.

Il trattamento con isradipina aumenta leggermente il flusso plasmatico renale ed il tasso di filtrazione glomerulare; durante i primi 3-6 mesi di terapia riduce leggermente la resistenza vascolare renale. Queste modificazioni non sono mantenute dopo un anno di terapia. Il trattamento con isradipina produce un effetto diuretico e natriuretico sostenuto che contribuisce al suo effetto antiipertensivo.

ESRADIN nella formulazione a rilascio prolungato, grazie alla sua lunga durata d’azione, assicura il controllo dei valori pressori per 24 ore con una singola somministrazione giornaliera.

Una riduzione pressoria significativa si osserva già dopo una settimana di trattamento, e tale riduzione procede progressivamente per 3-4 settimane fino ad ottenere il massimo effetto antiipertensivo. Con ESRADIN non si osservano generalmente modificazioni della frequenza cardiaca.

Poiché non è clinicamente rilevante l’effetto sull’omeostasi del glucosio, l’isradipina può essere somministrata a pazienti diabetici.

ESRADIN, per trattamenti fino a due anni, non ha evidenziato alcuna riduzione dell’effetto antiipertensivo.

 

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Assorbimento

Dopo somministrazione di ESRADIN per via orale, il 90-95% della dose è assorbita dal tratto gastroenterico, con una biodisponibilità di circa il 16%-18%. Il picco di concentrazione plasmatica e l’area sotto la curva sono dose dipendenti fino a dosi di 20 mg.

Circa il 50% dell’isradipina contenuta in ESRADIN è assorbita entro 10 ore e il picco di concentrazione plasmatica viene raggiunto circa 5-7 ore dopo l’assunzione delle capsule rigide a rilascio prolungato. Il picco di concentrazione plasmatica (Cmax) è 1 ng/ml per una dose singola di 5 mg e 1,8 ng/ml allo stato stazionario.

Distribuzione

ESRADIN si lega per circa il 95% alle proteine plasmatiche; il volume di distribuzione apparente è di 283 l.

Biotrasformazione

L’isradipina è largamente biotrasformata nel fegato attraverso una deesterificazione e dearomatizzazione della frazione diidropiridinica. Cinque metaboliti dell’isradipina rendono conto del 95% della dose della molecola madre. In vitro nessuno di questi metaboliti contribuisce agli effetti cardiovascolari dell’isradipina. Il farmaco immodificato non è rilevabile nelle urine.

Eliminazione

La clearance totale è di 43 l/h. L’eliminazione è bifasica, con una emivita terminale di 8,4 ore. Circa il 60-65% della dose somministrata viene escreta con le urine come metaboliti inattivi, il rimanente 25-30% con le feci.

Popolazioni speciali

Con ESRADIN non si è evidenziata una chiara correlazione tra funzione renale e farmacocinetica, in pazienti con alterazioni della funzionalità renale sono stati osservati sia aumenti, sia decrementi della biodisponibilità.

La biodisponibilità è risultata essere più elevata nell’anziano ed in soggetti con alterazione della funzionalità epatica (fino al 27%).

 

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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La DL50 di isradipina, determinata in topi, ratti e conigli, è risultata rispettivamente di 216 – >3000 – 58 mg/kg p.o. e 1,2 – 1,8 – 1,2 mg/kg e.v.

Nel ratto trattato per 26 settimane p.o., la dose priva di effetti tossici è risultata di 41 mg/kg/die. Nel cane trattato per 52 settimane p.o. la massima dose tollerata è risultata di 12 mg/kg/die.

Gli studi sulle funzioni riproduttive indicano effetti avversi di natura aspecifica e solo ad alte dosi, che sono in grado di indurre anche tossicità materna nell’animale.

Sebbene non siano state ottenute evidenze di possibili effetti teratogeni, isradipina, a dosi elevate, può causare un prolungamento del travaglio.

Isradipina viene escreta nel latte materno in quantità clinicamente non rilevanti.

Le prove di mutagenesi e cancerogenesi sono risultate negative a dosi o concentrazioni largamente eccedenti quelle riferibili all’uso clinico.

 

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Silice colloidale anidra, magnesio stearato, cetil palmitato, cellulosa microcristallina, ipromellosa.

Componenti della capsula

Pigmento ossido di ferro giallo (5 mg), titanio diossido, gelatina.

 

06.2 Incompatibilità

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Nessuna.

 

06.3 Periodo di validità

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3 anni.

 

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

 

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Capsule rigide a rilascio prolungato: blister PVC/alluminio, astuccio di cartone litografato.

28 capsule rigide a rilascio prolungato da 2,5 mg 14 capsule rigide a rilascio prolungato da 5,0 mg

 

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare.

 

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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SIGMA-TAU Industrie Farmaceutiche Riunite SpA Viale Shakespeare, 47 – 00144 Roma

 

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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ESRADIN 5 mg capsule rigide a rilascio prolungato – A.I.C. n 027725023

 

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Prima autorizzazione: Febbraio 1992

Rinnovo: Ottobre 2006

 

10.0 Data di revisione del testo

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Novembre 2008

FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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  • Clivoten – 14 Cps 5 mg Rp
  • Lomir sro capsule rigide a rilascio prolungato – 14 Cps 5 mg

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