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Nexplanon: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Nexplanon

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Nexplanon: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Nexplanon

INDICE DELLA SCHEDA

Nexplanon: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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Nexplanon, 68 mg impianto per uso sottocutaneo.

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Nexplanon è un impianto radio-opaco, non biodegradabile, contenente solo progesterone, flessibile, precaricato in un applicatore sterile e monouso.

Ogni impianto radio-opaco contiene 68 mg di etonogestrel; l’entità del rilascio è di circa 60-70 µg/die nella 5a-6a settimana e diminuisce a circa 35-45 µg/die alla fine del primo anno, a circa 30-40 µg/die alla fine del secondo anno e a circa 25-30 µg/die alla fine del terzo anno. L’applicatore è disegnato per essere utilizzato con una mano e per aiutare e facilitare il corretto inserimento sottocutaneo dell’impianto.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Impianto per uso sottocutaneo.

Bastoncino radio-opaco, non biodegradabile, da bianco a biancastro, morbido, flessibile, lungo 4 cm e con diametro pari a 2 mm.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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04.2 Posologia e modo di somministrazione

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La sicurezza e l’efficacia sono state valutate nelle donne di età compresa tra i 18 e i 40 anni.

04.3 Controindicazioni

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Posologia

1 impianto, che può essere lasciato in sito per tre anni.

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di Nexplanon negli adolescenti di età inferiore a 18 anni non sono state stabilite.

Modo di somministrazione

Prima di procedere all’inserimento di Nexplanon deve essere esclusa una gravidanza.

È vivamente raccomandato che Nexplanon venga inserito e rimosso esclusivamente da operatori sanitari che abbiano completato l’addestramento relativo all’uso dell’applicatore di Nexplanon e alle tecniche di inserimento e rimozione dell’impianto Nexplanon e che, laddove appropriato, venga richiesta la supervisione di una persona esperta prima di inserire o rimuovere l’impianto.

È vivamente raccomandato che Nexplanon venga inserito e rimosso esclusivamente da operatori sanitari che abbiano completato l’addestramento relativo all’uso dell’applicatore di Nexplanon e alle tecniche di inserimento e rimozione dell’impianto Nexplanon e che, laddove appropriato, venga richiesta la supervisione di una persona esperta prima di inserire o rimuovere l’impianto.

Ulteriori informazioni e istruzioni maggiormente dettagliate relative all’inserimento e rimozione dell’impianto possono essere spedite su richiesta e gratuitamente (MSD Italia S.r.l., Via Vitorchiano n.151, 00189 Roma, Tel. 06. 361911).

Prima di inserire l’impianto leggere con attenzione e seguire le istruzioni per l’inserimento e la rimozione dell’impianto al paragrafo 4.2 Come inserire Nexplanon e Come rimuovere Nexplanon.

Come usare Nexplanon

Nexplanon è un contraccettivo ormonale ad azione protratta. Un singolo impianto è inserito per via sottocutanea e può essere lasciato in sito per 3 anni. Rimuovere l’impianto non oltre i 3 anni dalla data di inserimento. L’utilizzatrice deve essere informata che può richiedere la rimozione dell’impianto in qualunque momento. In donne in sovrappeso, gli operatori sanitari possono prendere in considerazione una sostituzione più precoce dell’impianto (vedere paragrafo 4.4). Dopo la rimozione dell’impianto, l’immediato inserimento di un altro impianto consentirà il proseguimento della protezione contraccettiva. Se la donna non desidera continuare ad utilizzare Nexplanon, ma vuole continuare a prevenire una gravidanza, deve essere raccomandato l’uso di un altro metodo contraccettivo.

Un corretto ed accurato inserimento sottocutaneo dell’impianto Nexplanon, effettuato seguendo le istruzioni, è alla base di un uso appropriato del prodotto e della successiva rimozione.

Un impianto inserito a un livello più profondo rispetto a quello sottocutaneo (inserimento in profondità) potrebbe non essere palpabile e la localizzazione e/o rimozione potrebbe risultare difficile (vedere paragrafo 4.2 Come rìmuovere Nexplanon e paragrafo 4.4).

Se l’impianto non è inserito in accordo alle istruzioni e nel giorno non corretto, potrebbe

verificarsi una gravidanza non desiderata (vedere paragrafo 4.2 Quando ìnserìre Nexplanon e Come ìnserìre Nexplanon).

L’impianto Nexplanon deve essere inserito per via sottocutanea, APPENA SOTTO LA PELLE, nella zona più interna della parte superiore del braccio EVITANDO il solco (scanalatura) tra i muscoli bicipite e tricipite dove i grandi vasi sanguigni e i nervi decorrono all’interno del fascio vascolonervoso in profondità nel tessuto sottocutaneo.

Immediatamente dopo l’inserimento, la presenza dell’impianto deve essere verificata attraverso la palpazione. Se l’impianto non può essere palpato o quando la presenza dell’impianto è dubbia, vedere paragrafo 4.2 Come inserire Nexplanon, sottoparagrafo “se l’impianto non è palpabile”.

La confezione di Nexplanon contiene una scheda per l’utilizzatrice destinata alla donna che riporta il numero di lotto dell’impianto fornito. L’operatore sanitario deve annotare sulla scheda per l’utilizzatrice la data di inserimento, il braccio in cui è stato inserito l’impianto e il giorno previsto per la rimozione. La confezione contiene anche un’etichetta autoadesiva per l’operatore sanitario con il numero di lotto.

Quando inserire Nexplanon

IMPORTANTE: Escludere una gravidanza prima di inserire l’impianto.

Il tempo di inserimento dipende dall’anamnesi contraccettiva recente della donna, come di seguito riportato:

Nessun precedente impiego di contraccettivo ormonale nel mese passato

L’impianto deve essere inserito tra il 1°giorno (primo giorno del sanguinamento mestruale) e il 5°giorno del ciclo mestruale, anche se la donna sta ancora sanguinando.

Se inserito come raccomandato, una contraccezione di supporto non è necessaria. Se si devia dal tempo di inserimento raccomandato, alla donna deve essere consigliato l’utilizzo di un metodo di barriera fino a 7 giorni dopo l’inserimento. Qualora si siano avuti già dei rapporti sessuali, si deve escludere una gravidanza.

Passaggio da un metodo contraccettivo ormonale a Nexplanon

Passaggio da un contraccettivo ormonale combinato (contraccettivo orale combinato, anello vaginale o cerotto transdermico)

L’impianto deve essere inserito preferibilmente il giorno dopo l’assunzione dell’ultima compressa attiva (l’ultima compressa contenente i principi attivi) del precedente contraccettivo orale combinato o nel giorno di rimozione dell’anello vaginale o cerotto transdermico. Al più tardi, l’impianto deve essere inserito il giorno successivo a quello senza compressa, anello, cerotto o con la compressa placebo del precedente contraccettivo ormonale combinato, quando la successiva applicazione avrebbe dovuto avere luogo. Non tutti i metodi contraccettivi (cerotto transdermico, anello vaginale) possono essere disponibili in tutti i Paesi.

Se inserito come raccomandato, una contraccezione di supporto non è necessaria. Se si devia dal tempo di inserimento raccomandato, alla donna deve essere consigliato l’utilizzo di un metodo di barriera fino a 7 giorni dopo l’inserimento. Qualora si siano avuti già dei rapporti sessuali, si deve escludere una gravidanza.

Passaggio da un metodo contraccettivo a base di solo progestinico (per esempio pillola a base di solo progestinico, iniettabile, impianto o da un sistema intrauterino [IUS]).

Poiché ci sono molti tipi di metodi esclusivamente progestinici l’inserimento dell’impianto deve avvenire come segue:

Contraccettivi iniettabili: inserire l’impianto il giorno in cui doveva essere effettuata l’iniezione.

Pillola a base di solo progestinico: una donna può passare dalla pillola a base di solo progestinico a Nexplanon in qualunque giorno del mese. L’impianto deve essere inserito entro 24 ore dopo l’assunzione dell’ultima pillola.

Impianto/sistema intrauterino (IUS): inserire l’impianto il giorno stesso della rimozione del

precedente impianto o dello IUS.

Se inserito come raccomandato, una contraccezione di supporto non è necessaria. Se si devia dal tempo di inserimento raccomandato, alla donna deve essere consigliato l’utilizzo di un metodo di barriera fino a 7 giorni dopo l’inserimento. Qualora si siano avuti già dei rapporti sessuali, si deve escludere una gravidanza.

Dopo un ‘interruzione di gravidanza o un aborto spontaneo

Primo trimestre: l’impianto deve essere inserito entro i 5 giorni successivi all’ interruzione di gravidanza o all’aborto spontaneo nel primo trimestre.

Secondo trimestre: inserire l’impianto nei giorni compresi tra il 21° e il 28° successivi a un’

interruzione di gravidanza o ad un aborto spontaneo al secondo trimestre.

Se inserito come raccomandato, una contraccezione di supporto non è necessaria. Se si devia dal tempo di inserimento raccomandato, alla donna deve essere consigliato l’utilizzo di un metodo di barriera fino a 7 giorni dopo l’inserimento. Qualora si siano avuti già dei rapporti sessuali, si deve escludere una gravidanza.

Dopo un parto

Non in allattamento: l’impianto deve essere inserito nei giorni compresi tra il 21° e il 28° successivo al parto. Se inserito come raccomandato, una contraccezione di supporto non è necessaria. Se l’impianto viene inserito più di 28 giorni dopo il parto, alla donna deve essere consigliato l’utilizzo di un metodo di barriera fino a 7 giorni dopo l’inserimento. Qualora si siano avuti già dei rapporti sessuali, si deve escludere una gravidanza.

Allattamento: l’impianto deve essere inserito dopo 4 settimane dal parto (vedere

paragrafo 4.6). Alla donna deve essere consigliato l’utilizzo di un metodo di barriera fino a 7 giorni dopo l’inserimento. Qualora si siano avuti già dei rapporti sessuali, si deve escludere una gravidanza.

Come inserire Nexplanon

Un corretto ed accurato inserimento sottocutaneo dell’impianto Nexplanon nel braccio non dominante, effettuato seguendo le istruzioni, è alla base di un uso riuscito del prodotto e della successiva

rimozione. Sia l’operatore sanitario, sia la donna devono essere in grado di sentire l’impianto sotto la pelle della donna dopo la collocazione.

L’impianto deve essere inserito sottocute, appena sotto la pelle. Un impianto inserito a un livello più profondo rispetto a quello sottocutaneo (inserimento in profondità) potrebbe non essere palpabile e la localizzazione e/o rimozione potrebbe risultare difficile (vedere paragrafo 4.2 Come rìmuovere Nexplanon e paragrafo 4.4). Se l’impianto viene inserito in profondità può causare danno neurale o vascolare. Inserimenti in profondità o non corretti sono stati associati a parestesia (dovuta a danno neurale) e a migrazione dell’impianto (dovuta all’inserimento intramuscolare o fasciale), e in rari casi a inserimento intravascolare.

L’inserimento di Nexplanon deve essere effettuato in condizioni asettiche e solamente da parte di un operatore sanitario qualificato che abbia familiarità con la procedura. L’inserimento dell’impianto deve essere effettuato esclusivamente con l’applicatore precaricato.

Si raccomanda che l’operatore sanitario sia seduto durante l’intera procedura d’inserimento, in modo che il sito di inserimento ed i movimenti dell’ago appena sotto la pelle siano chiaramente visibili di lato.

Far distendere la donna con la schiena sul lettino, con il braccio non dominante piegato all’altezza del gomito e ruotato esternamente, così che il polso sia parallelo all’orecchio o che la mano sia posizionata vicino alla testa. (Figura 1).

Figura 1

Identificare il sito d’inserimento, che è nella parte più interna dell’arto superiore non dominante, a circa 8-10 cm sopra l’epicondilo mediale dell’omero, EVITANDO il solco (scanalatura) tra i muscoli bicipite e tricipite, dove i grandi vasi sanguigni e i nervi decorrono all’interno del fascio vascolonervoso in profondità nel tessuto sottocutaneo (Figure 2a e 2b). L’impianto deve essere inserito per via sottocutanea appena sotto la pelle (vedere paragrafo 4.4).

Laterale

Prossimale

Mediale

Figura 2a Figura 2b

Segnare due punti con un marcatore sterile: il primo punto indica dove l’impianto sarà inserito e il secondo punto sarà prossimale rispetto al primo di alcuni centimetri (Figura 2a). Il secondo punto servirà più tardi per guidare la direzione durante l’inserimento.

Detergere il sito di inserimento con un disinfettante.

Anestetizzare l’area di inserimento (per esempio con uno spray anestetico o iniettando 2 ml di lidocaina 1 % applicati appena sotto la cute lungo il canale di inserimento).

Togliere dal blister l’applicatore sterile precaricato monouso contenente Nexplanon.

L’applicatore non deve essere utilizzato se la sterilità è dubbia.

Tenere l’applicatore appena sopra l’ago a livello dell’area zigrinata. Rimuovere il cappuccio di protezione trasparente dall’ago facendolo scorrere orizzontalmente nella direzione della freccia (Figura 3). Se il cappuccio non si toglie facilmente l’applicatore non deve essere usato. Si può vedere l’impianto colorato di bianco osservando nella punta dell’ago. Non toccare il cursore color porpora fino a quando l’ago non sia stato completamente inserito a livello sottocutaneo, in quanto ciò determinerebbe la retrazione dell’ago e il rilascio prematuro dell’impianto dall’applicatore.

Figura 3

Con la mano libera, tendere la pelle attorno al sito d’iniezione con il pollice e l’indice (Figura 4).

Figura 4

Inserire nella pelle la punta dell’ago con una leggera angolazione, inferiore a 30° (Figura 5). Figura 5

Abbassare l’applicatore fino alla posizione orizzontale. Mantenendo sollevata la pelle con la punta dell’ago, inserire l’ago per tutta la sua lunghezza. Si può sentire una leggera resistenza,

ma non esercitare eccessiva forza (Figura 6). Se l’ago non è inserito in tutta la sua lunghezza, l’impianto non sarà correttamente inserito.

Il movimento dell’ago e il suo inserimento sottocute sono meglio visualizzabili stando in

posizione seduta e osservando l’applicatore lateralmente e NON dall’alto. In questa posizione, è possibile vedere chiaramente il sito di inserimento e il movimento dell’ago appena sotto la pelle.

Figura 6

Tenere l’applicatore nella stessa posizione con l’ago inserito in tutta la sua lunghezza. Se necessario, usare la mano libera per mantenere l’applicatore nella stessa posizione durante la procedura seguente. Sbloccare il cursore color porpora premendo leggermente verso il basso. Muovere il cursore completamente indietro fino allo stop (Figura 7). L’impianto è ora nella sua posizione sottocutanea finale e l’ago è bloccato all’interno del corpo dell’applicatore. L’applicatore può essere ora rimosso. Se l’applicatore non è mantenuto nella stessa posizione durante questa procedura o se il cursore color porpora non è tirato completamente indietro, l’impianto non sarà correttamente inserito.

Figura 7

Verificare sempre la presenza dell’impianto nel braccio della donna, immediatamente dopo l’inserimento, per mezzo della palpazione. Attraverso la palpazione delle estremità dell’impianto, dovrebbe essere in grado di confermare la presenza di un bastoncino di 4 cm (Figura 8). Vedere il successivo paragrafo “Se l’impianto non è palpabile”.

Figura 8

Applicare un piccolo bendaggio adesivo sopra il sito d’inserimento. Richiedere che la donna palpi l’impianto.

Applicare una garza sterile a pressione per minimizzare l’ematoma. La donna può rimuovere il

bendaggio a pressione dopo 24 ore e il piccolo bendaggio adesivo sopra il sito d’inserimento dopo 3-5 giorni.

Compilare la scheda per l’utilizzatrice e consegnarla alla paziente che la deve conservare.

Compilare anche l’etichetta adesiva e attaccarla sulla cartella clinica della paziente. Se si utilizza la cartella clinica elettronica, registrare le informazioni riportate sull’etichetta adesiva.

L’applicatore è monouso e deve essere adeguatamente eliminato, in accordo alla normativa

locale sulla gestione dei rifiuti a rischio biologico.

Se l’impianto non è palpabile:

Se l’impianto non è palpabile o se c’è un dubbio sulla sua presenza, è possibile che l’impianto non sia stato inserito o che sia stato inserito in profondità:

Controllare l’applicatore. L’ago deve essere completamente retratto e solo la punta

dell’otturatore color porpora deve essere visibile.

Usare altri metodi per confermare la presenza dell’impianto. Poiché l’impianto è radio-opaco, i metodi disponibili per localizzarlo sono i raggi X a diffrazione bidimensionale e la tomografia computerizzata a raggi X (CT scan). È possibile l’uso dell’ecografia (USS) con trasduttore lineare ad alta frequenza (10 MHz o superiore) o della risonanza magnetica (MRI). Prima di applicare raggi X, CT, USS o MRI per la localizzazione dell’impianto, si raccomanda di consultare il fornitore locale di Nexplanon per le istruzioni. In caso di fallimento di questi metodi d’immagine, si suggerisce di verificare la presenza dell’impianto misurando i livelli di etonogestrel nel campione di sangue del soggetto. In questo caso il fornitore locale darà la procedura appropriata.

Fino a quando non si è verificata la presenza dell’impianto, deve essere usato un metodo

contraccettivo non ormonale.

Una volta localizzato l’impianto non palpabile, se ne raccomanda la rimozione non appena opportuno dal punto di vista medico (vedere dì seguìto “Localìzzazìone e rìmozìone dì un ìmpìanto non palpabìle” paragrafo 4.4).

Come rimuovere Nexplanon

Prima di iniziare la procedura di rimozione, l’operatore sanitario deve consultare la scheda per l’utilizzatrice per localizzare l’impianto di Nexplanon. Verificare l’esatta localizzazione dell’impianto nel braccio con la palpazione. Vedere il successivo paragrafo sulla “Localizzazione e rimozione di un impianto non palpabile” se l’impianto non è palpabile.

Procedura per la rimozione di un impianto palpabile

La rimozione dell’impianto deve essere effettuata solo in condizioni asettiche da un operatore sanitario che ha familiarità con la tecnica di rimozione.

Pulire l’area dove verrà praticata l’incisione e applicare un disinfettante. Localizzare l’impianto per mezzo della palpazione e marcare l’estremità distale (la parte terminale dovrebbe essere vicino al gomito) per esempio con un marcatore sterile (Figura 9).

Figura 9

Anestetizzare l’arto, per esempio con 0,5-1 ml di lidocaina 1 % nel sito marcato dove viene effettuata l’incisione (Figura 10). Per essere sicuri di iniettare l’anestetico locale sotto l’impianto, tenere lo stesso vicino alla superficie cutanea.

Figura 10

Spingere verso il basso l’estremità prossimale per fissare l’impianto (Figura 11); può comparire un gonfiore che indica l’estremità distale dell’impianto. Iniziando dall’estremità distale dell’impianto, praticare un’incisione longitudinale di 2 mm in direzione del gomito.

Figura 11

Spingere delicatamente l’impianto verso l’incisione fino a che sia visibile l’estremità. Afferrare l’impianto con una pinza (preferibilmente una pinza curva “moschito”) e rimuoverlo (Figura 12).

Figura 12

Se l’impianto è incapsulato, praticare un’incisione nel tessuto fibrotico e rimuovere l’impianto con una pinza (Figura 13 e 14).

Figura 13

Figura 14

Se l’estremità dell’impianto non fosse visibile dall’incisione, inserire delicatamente una pinza nell’incisione (Figura 15). Passare la pinza nell’altra mano (Figura 16). Con un’altra pinza distaccare attentamente il tessuto circostante l’impianto e afferrarlo (Figura 17). L’impianto può quindi essere rimosso.

Figura 15

Figura 16

Figura 17

Avere conferma che l’intero bastoncino, lungo 4 cm, sia stato rimosso misurando la sua lunghezza. Ci sono state segnalazioni di impianti rotti mentre erano inseriti nel braccio della paziente. In alcuni casi, è stata segnalata una rimozione difficile dell’impianto rotto. Se è rimosso un impianto parziale (minore di 4 cm), la restante porzione deve essere rimossa seguendo le istruzioni in questo paragrafo.

Se la donna vuole continuare ad usare Nexplanon, un nuovo impianto può essere inserito

immediatamente dopo la rimozione del vecchio, usando la stessa incisione (vedere paragrafo 4.2 Come sostìtuìre Nexplanon).

Dopo la rimozione dell’impianto, chiudere l’incisione con un cerotto sterile e un bendaggio

adesivo.

Applicare una garza sterile, con bendaggio a pressione per minimizzare l’ematoma. La donna può rimuovere il bendaggio a pressione dopo 24 ore e la piccola garza dopo 3-5 giorni.

Localizzazione e rimozione di un impianto non palpabile

Sono stati riportati episodi occasionali di migrazione dell’impianto: solitamente si verificano movimenti minimi rispetto alla posizione originale (vedere anche paragrafo 4.4), ma è possibile che in conseguenza di ciò l’impianto diventi non palpabile nel punto in cui era stato inserito. Un impianto inserito in profondità o interessato da migrazione può risultare non palpabile e rendere pertanto necessario il ricorso a procedure di imaging per la localizzazione, come di seguito descritto.

Un impianto non palpabile deve essere sempre localizzato prima di tentarne la rimozione. Poiché l’impianto è radio-opaco, i metodi disponibili per localizzarlo includono i raggi X a diffrazione bidimensionale e la tomografia computerizzata a raggi X (CT). È possibile l’uso dell’ecografia (USS) con trasduttore lineare ad alta frequenza (10 MHz o superiore) o della risonanza magnetica (MRI).

Dopo che è stato localizzato nel braccio, l’impianto deve essere rimosso secondo le istruzioni contenute nel paragrafo “Procedura per la rimozione di un impianto palpabile”, valutando l’opportunità di ricorrere alla guida ecografica durante la rimozione.

Se non si riesce a localizzare l’impianto nel braccio dopo avere effettuato tutti i necessari tentativi, valutare il ricorso a tecniche di imaging sul torace poiché sono stati riportati casi estremamente rari di migrazione nel sistema vascolare polmonare. Se l’impianto viene localizzato nel torace, per la rimozione può essere necessario attuare procedure chirurgiche o endovascolari; è opportuno richiedere la consulenza di operatori sanitari che abbiano familiarità con l’anatomia toracica.

Se, in una qualsiasi circostanza, questi metodi di imaging non permettessero di localizzare l’impianto, è possibile determinare il livello ematico di etonogestrel al fine di verificare la presenza dell’impianto. Contattare il rappresentante locale del Titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio per maggiori istruzioni.

La rimozione dell’impianto deve essere effettuata solo in condizioni asettiche da un operatore sanitario che ha familiarità con la tecnica di rimozione. Se l’impianto migra all’interno del braccio, la rimozione può richiedere una procedura chirurgica minore con un’incisione più estesa o una procedura chirurgica in sala operatoria. La rimozione degli impianti inseriti in profondità deve essere effettuata con cautela al fine di prevenire i danni alle strutture neurali o vascolari più profonde del braccio e deve essere condotta da operatori sanitari che hanno familiarità con l’anatomia del braccio.

È rigorosamente sconsigliata una chirurgia esplorativa senza conoscere l’esatta localizzazione dell’impianto.

Se l’impianto non può essere rimosso, contattare il rappresentante locale del Titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio per maggiori istruzioni.

Come sostituire Nexplanon

La sostituzione immediata può essere fatta dopo la rimozione del precedente impianto ed è simile alla procedura di inserimento descritta nel paragrafo 4.2 Come inserire Nexplanon.

Il nuovo impianto può essere inserito nello stesso braccio e attraverso la stessa incisione da cui è stato rimosso il precedente impianto. Se si usa la stessa incisione per inserire un nuovo impianto, anestetizzare il sito di inserimento iniettando un anestetico (per esempio 2 ml di lidocaina (1 %)) appena sotto la cute iniziando dall’incisione di rimozione lungo il canale di inserimento e seguire le successive fasi delle istruzioni di inserimento.

Controindicazioni

Disturbi tromboembolici venosi in atto.

Neoplasie maligne, accertate o sospette, sensibili agli steroidi sessuali.

Presenza o storia di tumori al fegato (benigni o maligni).

Grave malattia epatica in atto o all’anamnesi fino a quando i parametri di funzione epatica non sono tornati alla norma.

Sanguinamento vaginale non diagnosticato.

Ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

Indice

Qualora sia presente una qualunque delle condizioni/fattori di rischio di seguito indicati, i benefici dell’impiego di un progestinico devono essere soppesati rispetto ai possibili rischi per ciascuna donna e discussi con la donna prima che decida di iniziare il trattamento con Nexplanon. La donna deve contattare il proprio operatore sanitario in caso di aggravamento, esacerbazione o prima comparsa di una qualunque di queste condizioni. L’operatore sanitario deve allora decidere se l’impiego di Nexplanon debba essere sospeso.

Carcinoma della mammella

Il rischio di cancro mammario aumenta in genere con il progredire dell’età. Durante l’uso di contraccettivi orali (combinati) , il rischio di avere diagnosticato un cancro al seno è leggermente aumentato. Questo aumento di rischio scompare gradualmente nei 10 anni successivi all’interruzione

dell’assunzione del contraccettivo orale e non dipende dalla durata di impiego, ma dall’età della donna nel momento in cui assumeva il contraccettivo orale. Il numero atteso di casi diagnosticati per

10.000 donne che usano contraccettivi orali combinati (sino a 10 anni dopo la sospensione del trattamento) rispetto a quello nelle donne che non hanno mai fatto uso di contraccettivi orali nello stesso periodo di tempo, è stato così calcolato nei rispettivi gruppi di età: 4,5/4 (16-19 anni), 17,5/16 (20-24 anni), 48,7/44 (25-29 anni), 110/100 (30-34 anni), 180/160 (35-39 anni) e 260/230 (40-

44 anni). Il rischio nelle donne che usano metodi contraccettivi a base di solo progestinico è verosimilmente simile a quello associato all’assunzione dei contraccettivi orali combinati. Tuttavia, per questi metodi, le prove sono meno conclusive. L’aumento di rischio associato a contraccettivi orali è basso rispetto al rischio di avere diagnosticato un cancro al seno nel corso della vita. I casi di cancro al seno diagnosticati nelle donne che fanno uso di contraccettivi orali tendono a essere meno avanzati rispetto a quelli riscontrati nelle donne che non hanno usato contraccettivi orali. L’aumento di rischio osservato nelle donne che fanno uso di contraccettivi orali può essere dovuto a una più precoce diagnosi, agli effetti biologici dei contraccettivi orali o a una combinazione di entrambi i fattori.

Malattia del fegato

In presenza di disturbo acuto o cronico della funzione epatica la donna deve essere invitata a consultare uno specialista per l’esame ed il consiglio.

Eventi trombotici ed altri eventi vascolari

Studi epidemiologici hanno evidenziato un’associazione tra l’impiego di contraccettivi orali combinati (estrogeno + progestinico) e un’aumentata incidenza di tromboembolia venosa (TEV, trombosi venosa profonda ed embolia polmonare) e tromboembolia arteriosa (TEA, infarto del miocardio e ictus ischemico). La rilevanza clinica di queste evidenze per etonogestrel (il metabolita biologicamente attivo di desogestrel) usato come contraccettivo esclusivamente progestinico in assenza della componente estrogenica, è sconosciuta.

Dati epidemiologici limitati non suggeriscono un aumento del rischio di TEV o TEA nelle donne che usano l’impianto; tuttavia, ci sono state segnalazioni postmarketing di TEV e TEA nelle donne che usano impianti di etonogestrel. Si raccomanda di valutare i fattori di rischio che notoriamente aumentano il rischio di TEV e TEA. Le donne con storia di disturbi tromboembolici devono essere avvisate della possibilità di ricomparsa dei disturbi. Si deve rimuovere l’impianto in caso di trombosi. La rimozione dell’impianto deve essere presa in considerazione anche in caso di immobilizzazione protratta conseguente a intervento chirurgico o malattia.

Pressione arteriosa elevata

Se, durante l’uso di Nexplanon, dovesse svilupparsi una ipertensione sostenuta o se un significativo aumento della pressione non dovesse rispondere adeguatamente a una terapia antipertensiva, il trattamento con Nexplanon deve essere interrotto.

Effetto metabolico sui carboidrati

L’impiego di contraccettivi a base di progestinico può influenzare la resistenza periferica all’insulina e la tolleranza al glucosio. Pertanto, le donne affette da diabete devono essere attentamente controllate durante i primi mesi di impiego di Nexplanon.

Cloasma

Può occasionalmente comparire cloasma, soprattutto nelle donne con storia di cloasma gravidico. Le donne con tendenza al cloasma devono evitare l’esposizione al sole o alle radiazioni ultraviolette durante l’utilizzo di Nexplanon.

Peso corporeo

L’effetto contraccettivo di Nexplanon è correlato ai livelli plasmatici di etonogestrel che sono inversamente correlati al peso corporeo e diminuiscono nel tempo, dopo l’inserimento. L’esperienza clinica nelle donne con peso corporeo elevato al terzo anno di impiego è limitata. Pertanto non si può escludere che, in queste donne, l’effetto contraccettivo nel corso del terzo anno di uso possa essere minore di quello nelle donne normopeso. Perciò, nelle donne in sovrappeso, gli operatori sanitari possono prendere in considerazione una sostituzione più precoce dell’impianto.

Complicazioni dell’inserimento

Sono stati riportati casi di migrazione dell’impianto all’interno del braccio dal sito di inserimento, i quali possono essere correlati a un inserimento in profondità (vedere paragrafo 4.2 Come ìnserìre Nexplanon) o a forze esterne (per esempio manipolazione dell’impianto o sport da contatto).

Successivamente all’immissione in commercio sono stati inoltre riportati casi rari di impianti localizzati all’interno dei vasi del braccio e dell’arteria polmonare, i quali possono essere correlati a inserimenti in profondità o a un inserimento intravascolare. Nell’eventualità di una migrazione dell’impianto all’interno del braccio dal sito di inserimento, la sua localizzazione può essere più difficile e la rimozione può richiedere una procedura chirurgica minore con un’incisione più estesa o una procedura chirurgica in sala operatoria. Nell’eventualità di una migrazione dell’impianto all’interno dell’arteria polmonare, la rimozione può richiedere l’attuazione di procedure endovascolari o chirurgiche (vedere paragrafo 4.2 Come rìmuovere Nexplanon). Se, in un qualsiasi momento, l’impianto non risultasse palpabile, dovrà essere localizzato e se ne raccomanda la rimozione non appena opportuno dal punto di vista medico. Se l’impianto non è rimosso, la contraccezione e il rischio di effetti indesiderati correlati al progestinico possono continuare oltre il tempo desiderato dalla donna.

Può verificarsi espulsione specialmente se l’impianto non è inserito secondo le istruzioni riportate al paragrafo 4.2 Come inserire Nexplanon, o come conseguenza di una infiammazione locale.

Cisti ovariche

Con tutti i contraccettivi ormonali a bassa dose si verifica sviluppo follicolare e occasionalmente, il follicolo può continuare a crescere oltre le dimensioni attese in un ciclo normale. Di norma questi follicoli ingrossati scompaiono spontaneamente. Spesso essi sono asintomatici; in alcuni casi sono associati a lieve dolore addominale. Raramente è richiesto un intervento chirurgico.

Gravidanze ectopiche

Con i contraccettivi tradizionali a base di solo progestinico la protezione nei confronti delle gravidanze ectopiche non è altrettanto buona come con i contraccettivi orali combinati ed è stata associata alla frequente comparsa di ovulazioni durante l’impiego di questi metodi. Nonostante il fatto che Nexplanon inibisca l’ovulazione, qualora la donna presenti amenorrea o dolore addominale, nella diagnosi differenziale si deve tenere conto dell’eventualità di una gravidanza ectopica.

Altre condizioni

Le condizioni di seguito elencate sono state riportate sia durante la gravidanza sia durante l’impiego di steroidi sessuali, ma non è stata stabilita un’associazione con l’impiego di progestinici: ittero e/o prurito correlato a colestasi; formazione di calcoli biliari; porfiria; lupus eritematoso sistemico; sindrome emolitica-uremica; corea di Sydenham; herpes gestationis; perdita dell’udito conseguente a otosclerosi e angioedema (ereditario).

Esame/consulto medico

Prima di iniziare o riprendere l’impiego di Nexplanon, deve essere raccolta una completa storia medica (compresa la storia medica familiare) ed esclusa una gravidanza. Deve essere misurata la pressione arteriosa ed eseguito un esame fisico, guidato dalle controindicazioni (vedere paragrafo 4.3) e dalle avvertenze (vedere paragrafo 4.4). Si raccomanda che la donna torni per un check-up medico tre mesi dopo l’inserimento di Nexplanon. Nel corso del check-up si deve misurare la pressione arteriosa e si deve chiedere alla donna se ha domande o lamentele o ha avuto effetti indesiderati. La frequenza e la natura dei successivi esami medici periodici devono essere adattate individualmente e guidate dal giudizio clinico.

Si deve informare la donna che Nexplanon non protegge nei confronti dell’infezione da HIV (AIDS) e di altre malattie a trasmissione sessuale.

Riduzione dell’efficacia con medicinali concomitanti

L’efficacia di Nexplanon può essere ridotta in caso di concomitante assunzione di medicinali che diminuiscono la concentrazione plasmatica di etonogestrel (vedere paragrafo 4.5).

Cambiamenti nelle caratteristiche del sanguinamento mestruale

Durante l’impiego di Nexplanon, è probabile che la donna noti dei cambiamenti nelle caratteristiche del sanguinamento mestruale che non sono prevedibili in anticipo. Questi possono includere la presenza di sanguinamento irregolare (assente, meno frequente, più frequente o continuo) e cambiamenti della intensità del sanguinamento (ridotta o aumentata) o della durata. Un’amenorrea è stata riferita da circa 1 donna su 5 e sempre 1 donna su 5 ha riferito sanguinamento vaginale frequente e/o prolungato. L’esperienza di questi sanguinamenti durante i primi 3 mesi è ampiamente predittiva dei futuri sanguinamenti per molte donne. Informazione esauriente, consulenza medica e abitudine a redigere un “diario dei sanguinamenti” possono migliorare l’accettabilità del sanguinamento da parte della donna. La valutazione del sanguinamento vaginale deve essere effettuata su basi appropriate e può comprendere un esame per escludere patologie ginecologiche o gravidanza.

Impianti in situ rotti o piegati

Ci sono state segnalazioni di impianti rotti o piegati mentre erano inseriti nel braccio della paziente. In base ai dati in vitro, quando l’impianto è rotto o piegato, il tasso di rilascio di etonogestrel può essere lievemente aumentato. Non ci si aspetta che questo cambio abbia degli effetti clinicamente significativi.

Quando un impianto viene rimosso, è importante rimuoverlo nella sua interezza (vedere paragrafo 4.2 Come rìmuovere Nexplanon).

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Indice

Nota: devono essere consultate le informazioni sulle prescrizioni di medicinali concomitanti per identificare potenziali interazioni.

Effetti di altri medicinali su Nexplanon

Possono verificarsi interazioni con farmaci induttori degli enzimi microsomiali, che possono risultare in un aumento della clearance degli ormoni sessuali e che possono determinare un sanguinamento mestruale e/o insuccesso dell’azione contraccettiva.

Gestione

L’induzione enzimatica può già essere osservata dopo pochi giorni dall’inizio del trattamento. In genere, la massima induzione enzimatica si osserva nel giro di poche settimane. Dopo l’interruzione della terapia, l’induzione enzimatica può essere mantenuta per circa 4 settimane.

Si devono informare le donne in trattamento con farmaci o prodotti a base di erbe induttori degli enzimi epatici, che l’efficacia di Nexplanon può essere ridotta. Non è necessaria la rimozione dell’impianto, ma alle donne deve essere consigliato l’utilizzo di un metodo contraccettivo non ormonale aggiuntivo per tutto il periodo di somministrazione concomitante del farmaco e per i 28 giorni successivi all’interruzione del farmaco per ottenere il massimo grado di protezione.

In letteratura sono state riportate le seguenti interazioni (principalmente con contraccettivi combinati ma occasionalmente anche con contraccettivi a base di solo progestinico incluso Nexplanon):

Sostanze che aumentano la clearance dei contraccettivi ormonali (efficacia dei contraccettivi ormonali ridotta dall’induzione enzimatica), ad es.:

Barbiturici, bosentan, carbamazepina, fenitoina, primidone, rifampicina e medicinali per l’HIV/HCV come ritonavir, efavirenz, boceprevir, nevirapina e probabilmente anche felbamato, griseofulvina, oxcarbazepina, topiramato e prodotti contenenti il rimedio a base di erba di San Giovanni (Hypericum perforatum).

Sostanze che hanno effetti variabili sulla clearance dei contraccettivi ormonali

Quando somministrati in concomitanza con contraccettivi ormonali, molte combinazioni di medicinali inibitori della proteasi dell’HIV e inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa, incluse combinazioni con inibitori dell’HCV, possono aumentare o diminuire le concentrazioni plasmatiche dei progestinici, incluso etonogestrel. In alcuni casi l’effetto netto di questi cambiamenti può essere clinicamente rilevante.

Pertanto, devono essere consultate le informazioni sulla prescrizione di medicinali concomitanti per l’HIV/HCV per identificare potenziali interazioni e qualsiasi relativa raccomandazione. In caso di dubbio, deve essere utilizzato un metodo contraccettivo di barriera aggiuntivo dalle donne in terapia con inibitori della proteasi o inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa.

Sostanze che diminuiscono la clearance dei contraccettivi ormonali (inibitori enzimatici)

La somministrazione concomitante con inibitori potenti (ad es. ketoconazolo, itraconazolo, claritromicina) o moderati (ad es. fluconazolo, diltiazem, eritromicina) del CYP3A4 può aumentare le concentrazioni sieriche di progestinici, incluso etonogestrel.

Effetti di Nexplanon su altri medicinali

I contraccettivi ormonali possono influire sul metabolismo di alcuni altri principi attivi. Di conseguenza, le concentrazioni plasmatiche e tissutali possono risultare aumentate (ad es., ciclosporina) o ridotte (ad es., lamotrigina).

Esami di laboratorio

I dati ottenuti con i contraccettivi orali combinati hanno mostrato che gli steroidi contraccettivi possono influire su alcuni esami di laboratorio, compresi i parametri biochimici della funzione epatica, tiroidea, adrenocorticale e renale, i livelli sierici delle proteine (carrier), quali ad esempio la globulina legante i corticosteroidi e le frazioni lipido/lipoproteiche, i parametri del metabolismo dei carboidrati e i parametri di fibrinolisi e coagulazione. Le variazioni in genere rimangono comprese nel range di normalità. Non è noto quanto ciò si applichi anche ai contraccettivi a base di solo progestinico.

04.6 Gravidanza e allattamento

Indice

Gravidanza

Nexplanon non è indicato durante la gravidanza. Se dovesse instaurarsi una gravidanza durante l’uso di Nexplanon, l’impianto deve essere rimosso. Studi sugli animali hanno dimostrato che dosi molto elevate di sostanze progestiniche possono provocare mascolinizzazione dei feti femmina. Ampi studi epidemiologici non hanno rivelato un aumentato rischio di difetti alla nascita in bambini nati da donne che usavano contraccettivi orali prima della gravidanza, né un effetto teratogeno nel caso in cui durante la gravidanza fosse stato usato inavvertitamente un contraccettivo orale. Benché ciò si applichi probabilmente a tutti i contraccettivi orali, non è chiaro se lo sia anche nel caso di Nexplanon.

I dati di farmacovigilanza con vari medicinali a base di etonogestrel e di desogestrel (etonogestrel è un metabolita del desogestrel) non indicano un aumento del rischio.

Allattamento

Dati clinici indicano che Nexplanon non influenza la produzione o la qualità (proteine, lattosio o contenuto in grassi) del latte materno. Tuttavia, piccole quantità di etonogestrel vengono escrete con il latte materno. Sulla base di un’ingestione giornaliera media di latte di 150 ml/kg, la dose media giornaliera di etonogestrel per bambino calcolata dopo un mese di rilascio di etonogestrel è pari a circa 27 ng/kg/die. Ciò corrisponde a circa il 2,2 % della dose giornaliera materna aggiustata per il peso e a circa lo 0,2 % della dose giornaliera materna assoluta stimata. Successivamente, la concentrazione di etonogestrel nel latte diminuisce con il tempo durante il periodo di allattamento.

Sono disponibili dati limitati a lungo termine su 38 bambini, le cui madri hanno avuto un impianto inserito dalla 4a alla 8a settimana successiva al parto. Erano tutti allattati al seno per un periodo medio di 14 mesi e seguiti fino a 36 mesi di età. La valutazione della crescita e dello sviluppo fisico e psicomotorio non ha mostrato alcuna differenza rispetto a neonati allattati le cui madri usavano un dispositivo intrauterino (IUD) (n=33). Tuttavia, sviluppo e crescita del bambino devono essere attentamente seguiti. Sulla base dei dati disponibili, Nexplanon può essere usato durante l’allattamento e deve essere inserito dopo la 4a settimana dal parto.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Sulla base del profilo farmacodinamico, è prevedibile che Nexplanon non abbia alcun effetto o abbia effetto trascurabile sulla capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

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Durante l’utilizzo di Nexplanon, le donne possono probabilmente avere dei cambiamenti nelle caratteristiche del sanguinamento mestruale che non sono prevedibili in anticipo. Questi possono includere la presenza di sanguinamento irregolare (assente, meno frequente, più frequente o continuo) e cambiamenti della intensità del sanguinamento (ridotta o aumentata) o della sua durata. Un’amenorrea è stata riferita da circa 1 donna su 5 e sempre 1 donna su 5 ha riferito sanguinamento vaginale frequente e/o prolungato. Occasionalmente è stato riferito un sanguinamento abbondante. Negli studi clinici i cambiamenti del sanguinamento vaginale hanno rappresentato la più comune ragione di interruzione del trattamento (11 % circa). Le caratteristiche del sanguinamento che si osservano nei primi tre mesi in molte donne rispecchiano quelle che saranno le caratteristiche future.

Effetti indesiderati con una possibile correlazione, riportati negli studi clinici sono stati elencati nella seguente tabella:

Classificazione per sistemi ed organi Reazioni avverse nella terminologia MedDRA¹
Molto comune(≥ 1/10) Comune(≥1/100, <1/10) Non comune(≥ 1/1.000,<1/100)
Infezioni e infestazioniinfezione della vaginafaringite, rinite, infezione delle vie urinarie
Disturbi del sistema immunitarioipersensibilità
Disturbi del metabolismo e della nutrizioneappetito aumentato
Disturbi psichiatricilabilità affettiva, depressione, nervosismo, libido diminuitaansia, insonnia
Patologie del sistema nervosocefaleacapogiriemicrania, sonnolenza
Patologie vascolarivampate di calore
Patologie gastro- intestinalidolore addominale, nausea, flatulenzavomito, stipsi, diarrea
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneoacnealopeciaipertricosi, eruzione cutanea, prurito
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivodolore dorsale, artralgia, mialgia, dolore muscolo- scheletrico
Patologie renali ed urinariedisuria
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammelladolorabilità mammaria, dolore mammario, mestruazioni irregolaridismenorrea, cisti ovaricasecrezione genitale, fastidio vulvovaginale, galattorrea, aumento del volume mammario, prurito genitale
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazionedolore nel sito di impianto, reazione in sede di impianto, affaticamento, malattia simil- influenzale, dolorepiressia, edema
Esami diagnosticipeso aumentatopeso diminuito

¹ È elencato il termine MedDRA (versione 10.1) più appropriato per descrivere una certa reazione avversa. Non sono elencati sinonimi o condizioni correlate, ma sono comunque da prendere in considerazione.

Durante la sorveglianza successiva alla commercializzazione, è stato osservato, in rari casi, un rialzo clinicamente rilevante della pressione arteriosa. È stata riportata anche seborrea. Possono manifestarsi reazioni anafilattiche, orticaria, angioedema, aggravamento di angioedema e/o aggravamento di angioedema ereditario. L’inserimento o la rimozione dell’impianto possono causare alcune ecchimosi, lieve irritazione locale, dolore o prurito. Può verificarsi fibrosi al sito di inserimento, può formarsi una cicatrice o può formarsi un ascesso. Possono verificarsi parestesia o eventi simili alla parestesia. Può essere possibile l’espulsione o la migrazione dell’impianto (vedere paragrafo 4.4). Se le istruzioni non vengono seguite (vedere paragrafo 4.2) possono verificarsi inserzioni non corrette, localizzazioni difficili e rimozioni difficili dell’impianto. Può essere necessario un intervento chirurgico per la rimozione dell’impianto.

In rare occasioni sono state riferite gravidanze ectopiche (vedere paragrafo 4.4).

Nelle donne che usano contraccettivi (orali combinati) sono stati riportati diversi effetti indesiderati (gravi). Questi includono disturbi tromboembolici venosi, disturbi tromboembolici arteriosi, tumori ormono-dipendenti (per es. carcinoma epatico e mammario) e cloasma, alcuni di questi sono illustrati più dettagliatamente nel paragrafo 4.4.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

04.9 Sovradosaggio

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Un impianto deve essere sempre rimosso prima che ne venga inserito uno nuovo. Non sono disponibili dati sul sovradosaggio con etonogestrel. Non sono stati segnalati effetti deleteri gravi conseguenti a sovradosaggio di contraccettivi in genere.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: Contraccettivi ormonali sistemici, progestinici, codice ATC: G03AC08 Meccanismo d’azione

Nexplanon è un impianto per uso sottocutaneo non biodegradabile, radio-opaco, contenente etonogestrel, precaricato in un applicatore sterile e monouso. Etonogestrel è il metabolita

biologicamente attivo del desogestrel, un progestinico ampiamente usato nei contraccettivi orali. È strutturalmente derivato dal 19-nortestosterone e si lega con elevata affinità ai recettori del progesterone negli organi bersaglio. L’effetto contraccettivo di etonogestrel è ottenuto principalmente per inibizione dell’ovulazione. Non sono state osservate ovulazioni nei primi 2 anni di impiego dell’impianto e solo raramente, nel terzo anno. Oltre all’inibizione dell’ovulazione, etonogestrel provoca anche modificazioni del muco cervicale che impediscono il passaggio degli spermatozoi.

Efficacia e sicurezza clinica

Gli studi clinici sono stati condotti nelle donne di età compresa tra i 18 e i 40 anni. Sebbene non sia stato effettuato un confronto diretto, l’efficacia contraccettiva è apparsa almeno confrontabile a quella nota per i contraccettivi orali di tipo combinato. Nel corso degli studi clinici non sono state osservate gravidanze durante i 35.057 cicli di esposizione; il Pearl index osservato è stato pari a 0,00 (95% limiti di confidenza: 0,00-0,14). Tuttavia, bisogna tenere in considerazione che nella pratica nessun metodo può essere considerato efficace al 100 %.

L’elevato grado di protezione nei confronti della gravidanza è raggiunto, tra gli altri motivi, perché l’azione contraccettiva di Nexplanon non dipende dalla aderenza al regime di dosi effettuato dalla donna. L’azione contraccettiva di etonogestrel è reversibile, il che è evidente da un rapido ritorno del ciclo mestruale normale dopo la rimozione dell’impianto. Sebbene etonogestrel inibisca l’ovulazione, l’attività ovarica non è completamente soppressa. Le concentrazioni medie di estradiolo rimangono al di sopra dei livelli osservati nella prima fase follicolare. In uno studio della durata di due anni, in cui la densità minerale ossea in 44 utilizzatrici è stata paragonata a quella di un gruppo di controllo di

29 donne utilizzatrici di dispositivi intrauterini (IUD), non sono stati osservati effetti avversi sulla massa ossea. Non sono stati osservati effetti clinicamente rilevanti sul metabolismo lipidico.

L’impiego di contraccettivi a base di progestinici può influenzare la resistenza all’insulina e la tolleranza al glucosio. Studi clinici indicano inoltre che le donne che usano Nexplanon spesso hanno sanguinamenti mestruali meno dolorosi (dismenorrea).

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Assorbimento

Dopo l’inserimento dell’impianto, etonogestrel è rapidamente assorbito nel circolo. Concentrazioni inibenti l’ovulazione sono raggiunte entro 1 giorno. Le concentrazioni sieriche massime (tra 472 e

1.270 pg/ml) sono raggiunte in 1–13 giorni. La velocità di rilascio dall’impianto diminuisce nel tempo. Di conseguenza le concentrazioni sieriche diminuiscono rapidamente nel corso dei primissimi mesi. Entro la fine del primo anno, si misura una concentrazione media di circa 200 pg/ml (range 150-

261 pg/ml) che lentamente diminuisce a 156 pg/ml (range 111-202 pg/ml) entro la fine del terzo anno. Le variazioni delle concentrazioni sieriche osservate possono essere in parte attribuite alle differenze nel peso corporeo.

Distribuzione

Etonogestrel è legato alle proteine sieriche nella misura del 95,5-99 %, soprattutto ad albumina e, in misura minore, alla globulina legante gli ormoni sessuali. I volumi di distribuzione centrale e totale sono rispettivamente di 27 l e 220 l e variano ampiamente durante l’impiego di Nexplanon.

Biotrasformazione

Etonogestrel viene sottoposto a idrossilazione e riduzione. I metaboliti sono coniugati a solfati e glicuronidi. Studi sugli animali dimostrano che probabilmente il circolo enteroepatico non contribuisce all’attività progestogenica di etonogestrel.

Eliminazione

Dopo somministrazione endovenosa di etonogestrel, l’emivita media di eliminazione è di circa 25 ore e la clearance sierica di circa 7,5 l/ora. Sia la clearance, sia l’emivita di eliminazione rimangono costanti durante tutto il periodo di trattamento. L’escrezione di etonogestrel e dei suoi metaboliti, come steroidi liberi o coniugati, avviene attraverso urine e feci (rapporto 1,5:1). Dopo l’inserimento nelle donne che allattano, etonogestrel è escreto nel latte materno con un rapporto latte/siero di 0,44-

0,50 durante i primi quattro mesi. Nelle donne che allattano, il trasferimento medio di etonogestrel al neonato è pari a circa 0,2 % della dose giornaliera materna assoluta stimata (2,2 % quando i valori

sono normalizzati per kg di peso corporeo). Le concentrazioni mostrano una graduale e statisticamente significativa diminuzione nel tempo.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Studi tossicologici non hanno rivelato alcun effetto diverso da quelli prevedibili sulla base delle proprietà ormonali di etonogestrel, indipendentemente dalla via di somministrazione.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Impianto

Nucleo: copolimero etilene vinilacetato (28 % vinilacetato, 43 mg) solfato di bario (15 mg)

magnesio stearato (0,1 mg)

Rivestimento: copolimero etilene vinilacetato (15 % vinilacetato, 15 mg)

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

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5 anni

Nexplanon non deve essere inserito dopo la data di scadenza indicata sul confezionamento primario.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione. Conservare nel blister originale.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Il blister contiene un impianto (4 cm di lunghezza e 2 mm di diametro) che è precaricato in un ago di acciaio inossidabile pronto per l’uso monouso e sterile. L’applicatore contenente l’impianto è confezionato in un blister costituito da glicole di polietilene tereftalato (PETG) trasparente sigillato con uno strato di polietilene ad alta densità (HDPE). Il contenuto del blister è sterile fintanto che la confezione non è danneggiata o aperta.

Confezioni: scatola di cartone con 1 blister, scatola di cartone con 5 blister. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Vedere paragrafo 4.2.

L’applicatore è esclusivamente monouso.

Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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N.V. Organon, Kloosterstraat 6, 5349 AB Oss (Paesi Bassi)

Rappresentante per l’Italia:

MSD Italia S.r.l. Via Vitorchiano, 151

00189 Roma

Tel.: 06. 361911

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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AIC 034352017 –1 impianto

AIC 034352029 – 5 impianti

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Data della prima autorizzazione: dicembre 2004 Data del rinnovo più recente: agosto 2013

10.0 Data di revisione del testo

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11/06/2016

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

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Nexplanon – 1 Impianto Sc 68 mg (Etonogestrel)
Classe C: A totale carico del cittadino NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Non Ripetibile Limitativa Tipo: Etico Info: Prontuario terapeutico regionale ATC: G03AC08 AIC: 034352017 Prezzo: 195,5 Ditta: Msd Italia Srl


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” il 22/7/1982, con voti 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo: “Aspetti clinici e di laboratorio di un nuovo enteropatogeno: il Clostridium difficile“. Abilitato all’ esercizio della professione medica nell’ ottobre 1982 Iscritto all’ Albo dei Medici di Roma e Provincia il 26/1/1983