Polivy

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Polivy: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: A.I.FA.)

01.0 Denominazione del medicinale

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Polivy 30 mg polvere per concentrato per soluzione per infusione. Polivy 140 mg polvere per concentrato per soluzione per infusione.

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Polivy 30 mg polvere per concentrato per soluzione per infusione

Ogni flaconcino di polvere per concentrato per soluzione per infusione contiene 30 mg di polatuzumab vedotin.

Dopo la ricostituzione, ogni mL contiene 20 mg di polatuzumab vedotin. Polivy 140 mg polvere per concentrato per soluzione per infusione Ogni flaconcino di polvere per concentrato per soluzione per infusione contiene 140 mg di polatuzumab vedotin.

Dopo la ricostituzione, ogni mL contiene 20 mg di polatuzumab vedotin.

Polatuzumab vedotin è un anticorpo coniugato a farmaco composto dall’agente antimitotico monometil auristatina E (MMAE) coniugato tramite un legame covalente a un anticorpo monoclonale diretto contro CD79b (immunoglobulina G1 [IgG1] ricombinante umanizzata prodotta in cellule ovariche di criceto cinese mediante tecnologia del DNA ricombinante).

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Polvere per concentrato per soluzione per infusione (polvere per concentrato). Liofilizzato di colore da bianco a grigio-bianco.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Polivy in associazione a bendamustina e rituximab è indicato per il trattamento di pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) recidivante/refrattario non candidabili al trapianto di cellule staminali ematopoietiche.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Polivy deve essere somministrato solo sotto la supervisione di un medico esperto nella diagnosi e nel trattamento di pazienti oncologici.

Posologia

La dose raccomandata di Polivy è di 1,8 mg/kg somministrati per infusione endovenosa ogni 21 giorni in associazione a bendamustina e rituximab per 6 cicli. Polivy, bendamustina e rituximab possono essere somministrati in qualsiasi ordine il giorno 1 di ogni ciclo. Se somministrati con Polivy, la dose raccomandata di bendamustina è di 90 mg/m2/die il giorno 1 e il giorno 2 di ogni ciclo, mentre la dose raccomandata di rituximab è di 375 mg/m2 il giorno 1 di ogni ciclo. In considerazione della limitata esperienza clinica in pazienti trattati con 1,8 mg/kg di Polivy a una dose totale  240 mg, si raccomanda di non superare la dose di 240 mg/ciclo.

Se non è già stato effettuato, i pazienti devono essere sottoposti a premedicazione con un antistaminico e un antipiretico prima che venga somministrato Polivy.

Dosi posticipate o omesse

Se viene omessa una dose programmata di Polivy, questa deve essere somministrata il prima possibile, adattando il regime posologico in modo da mantenere un intervallo di 21 giorni tra le dosi.

Modifiche della dose

Se il paziente sviluppa una reazione correlata all’infusione, è necessario ridurre la velocità di infusione di Polivy o sospendere il trattamento con il farmaco. In caso di reazione potenzialmente letale, il trattamento con Polivy deve essere interrotto immediatamente e in via definitiva.

Per le modifiche della dose in caso di neuropatia periferica (paragrafo 4.4), consultare la Tabella 1 di seguito.

Tabella 1 Modifiche della dose di Polivy in caso di neuropatia periferica (NP)

Severità della NP il giorno 1 di qualsiasi
ciclo
Modifica della dose
Grado 2-3 Sospendere la somministrazione di Polivy fino a miglioramento a un Grado
≤ 1.
In caso di regressione dell’evento a un Grado ≤ 1 entro il giorno 14, riprendere il trattamento con Polivy a una dose permanentemente ridotta pari a 1,4 mg/kg.
Se la dose è già stata ridotta a 1,4 mg/kg in precedenza, interrompere il trattamento con Polivy.
In caso di mancata regressione dell’evento a un Grado ≤ 1 entro il giorno 14, interrompere il trattamento con Polivy.
Grado 4 Interrompere il trattamento con Polivy.

Per le modifiche della dose in caso di mielosoppressione, consultare la Tabella 2.

Tabella 2 Modifiche della dose di Polivy, bendamustina e rituximab in caso di mielosoppressione

Severità della mielosoppressione il giorno 1 di qualsiasi
ciclo
Modifica della dose1
Neutropenia di Grado 3-4 Sospendere tutti i trattamenti fino a quando la conta assoluta dei neutrofili (ANC) non torna a un valore > 1000/µL.
Se l’ANC torna a un valore > 1000/µL entro il giorno 7, riprendere tutti i trattamenti senza ulteriori riduzioni della dose.
Se l’ANC torna a un valore > 1000/µL dopo il giorno 7:
Trombocitopenia di Grado 3-4 Sospendere tutti i trattamenti fino a quando il numero di piastrine non torna a un valore > 75.000/µL.
Se il numero di piastrine torna a un valore > 75.000/µL entro il giorno 7, riprendere tutti i trattamenti senza riduzioni della dose.
Se il numero di piastrine torna a un valore > 75.000/µL dopo il giorno 7:

riprendere tutti i trattamenti con una riduzione della dose di bendamustina da 90 mg/m2 a 70 mg/m2 o da 70 mg/m2 a 50 mg/m2.

se la dose di bendamustina è già stata ridotta a 50 mg/m2, interrompere tutti i trattamenti.

riprendere tutti i trattamenti con una riduzione della dose di bendamustina da 90 mg/m2 a 70 mg/m2 o da 70 mg/m2 a 50 mg/m2.

se la dose di bendamustina è già stata ridotta a 50 mg/m2, interrompere tutti i trattamenti.

1Se la causa primaria è correlata al linfoma, è possibile che la dose di bendamustina non debba essere ridotta.

Per le modifiche della dose in presenza di reazioni correlate all’infusione, vedere la Tabella 3.

Tabella 3: Modifiche della dose di Polivy per reazioni correlate all’infusione (IRR)

Severità della IRR il
giorno 1 di qualsiasi ciclo
Modifica della dose
IRR di Grado 1-3 Interrompere l’infusione di Polivy e somministrare un trattamento di supporto.
In caso di prima comparsa di respiro sibilante, broncospasmo o orticaria generalizzata di Grado 3, interrompere Polivy in modo permanente.
In caso di respiro sibilante od orticaria di Grado 2 ricorrenti o in caso di sintomi di Grado 3 ricorrenti di qualsiasi tipo, interrompere Polivy in modo permanente.
In caso contrario, alla completa risoluzione dei sintomi si può riprendere l’infusione a una velocità dimezzata rispetto a quella precedente l’interruzione. In assenza di sintomi correlati all’infusione, la velocità di infusione può essere aumentata con incrementi di 50 mg/ora ogni 30 minuti.
Al ciclo successivo, infondere Polivy nell’arco di 90 minuti. Se non si verificano reazioni correlate all’infusione, le infusioni successive possono essere somministrate nell’arco di 30 minuti. Somministrare una premedicazione per tutti i cicli.
IRR
di Grado 4
Interrompere immediatamente l’infusione di Polivy. Somministrare un trattamento di supporto.
Interrompere in modo permanente il trattamento con Polivy.

Popolazioni speciali

Anziani

Nei pazienti di età ≥ 65 anni non è necessario alcun aggiustamento della dose di Polivy (vedere paragrafo 5.2).

Compromissione renale

Nei pazienti con clearance della creatinina (CrCl) ≥ 30 mL/min non è necessario alcun aggiustamento della dose di Polivy. A causa dei dati limitati, per i pazienti con CrCl < 30 mL/min non è stata stabilita una dose raccomandata.

Compromissione epatica

Deve essere evitata la somministrazione di Polivy nei pazienti con compromissione epatica moderata o severa (valori di bilirubina superiori a 1,5 volte il limite superiore della norma [ULN]).

Quando Polivy viene somministrato a pazienti con compromissione epatica lieve (valori di bilirubina superiori all’ULN uguali o inferiori a 1,5 volte l’ULN o valori di aspartato transaminasi [AST] superiori all’ULN), non è necessario alcun aggiustamento della dose iniziale.

Nella popolazione studiata con compromissione epatica lieve (da intendersi come valori di AST o alanina transaminasi [ALT] da > 1,0 a 2,5 volte l’ULN o di bilirubina totale da> 1,0 a 1,5 volte l’ULN), è stato osservato un aumento dell’esposizione alla MMAE non coniugata pari al 40%, che non è stato ritenuto clinicamente significativo.

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili.

Modo di somministrazione

Polivy è un medicinale per uso endovenoso.

La dose iniziale di Polivy deve essere somministrata mediante infusione endovenosa della durata di 90 minuti. I pazienti devono essere monitorati per rilevare IRR/reazioni di ipersensibilità durante l’infusione e per almeno 90 minuti dopo il completamento della prima somministrazione.

Se l’infusione precedente è stata ben tollerata, la dose successiva di Polivy può essere somministrata mediante infusione della durata di 30 minuti; i pazienti devono essere monitorati durante l’infusione e per almeno 30 minuti dopo il suo completamento.

Polivy deve essere ricostituito e diluito con tecniche asettiche sotto la supervisione di un operatore sanitario. Deve essere somministrato mediante infusione endovenosa attraverso una linea di infusione dedicata dotata di catetere e filtro in linea o aggiuntivo sterile, apirogeno e con bassa capacità di legame proteico (diametro dei pori di 0,2 o 0,22 micrometri). Polivy non deve essere somministrato in bolo (push) endovenoso.

Per le istruzioni sulla ricostituzione e sulla diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.

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Precauzioni che devono essere prese prima della manipolazione o della somministrazione del medicinale Polivy contiene un componente citotossico legato in modo covalente all’anticorpo monoclonale. Per la manipolazione e lo smaltimento seguire una procedura appropriata (vedere paragrafo 6.6).

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Infezioni severe attive (vedere paragrafo 4.4).

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Tracciabilità

Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati.

Mielosoppressione

Nei pazienti trattati con Polivy sono state segnalate neutropenia e neutropenia febbrile gravi e severe già dal primo ciclo di terapia. Durante lo sviluppo clinico si è resa necessaria la somministrazione di fattori stimolanti le colonie granulocitarie (G-CSF) in profilassi. Occorre pertanto valutare la possibilità di somministrare un trattamento di questo tipo. Con Polivy possono anche manifestarsi trombocitopenia o anemia di Grado 3 o 4. Prima di ogni dose di Polivy deve essere monitorato l’emocromo. Nei pazienti con neutropenia e/o trombocitopenia di Grado 3 o 4 deve essere preso in considerazione un monitoraggio di laboratorio più frequente e/o l’eventualità di posticipare o interrompere il trattamento con Polivy (vedere paragrafo 4.2).

Neuropatia periferica (NP)

Nei pazienti trattati con Polivy è stata segnalata NP già dal primo ciclo di trattamento e il rischio aumenta con dosi sequenziali. I pazienti con NP preesistente possono subire un peggioramento di questa condizione. La NP segnalata in associazione al trattamento con Polivy è principalmente di tipo sensoriale, ma sono stati anche segnalati casi di NP motoria o sensitivo-motoria. I pazienti devono essere monitorati per rilevare l’insorgenza di sintomi di NP quali ipoestesia, iperestesia, parestesia, disestesia, dolore neuropatico, sensazione di bruciore, debolezza muscolare o alterazione dell’andatura. È possibile che i pazienti con NP di nuova insorgenza o con NP in peggioramento debbano posticipare o ridurre la dose del medicinale, o interrompere il trattamento con Polivy (vedere paragrafo 4.2).

Infezioni

Nei pazienti trattati con Polivy sono state segnalate infezioni gravi, potenzialmente letali o fatali, tra cui infezioni opportunistiche, come polmonite (comprese polmonite sostenuta da Pneumocystis jirovecii e altre forme di polmonite micotica), batteriemia, sepsi, infezione erpetica e infezione da citomegalovirus (vedere paragrafo 4.8). È stata segnalata la riattivazione di infezioni latenti. Durante il trattamento, i pazienti devono essere attentamente monitorati per rilevare segni di infezioni batteriche, micotiche o virali e devono rivolgersi a un medico qualora compaiano segni e sintomi. Deve essere valutato il ricorso a una profilassi antinfettiva per l’intera durata del trattamento con Polivy. Polivy non deve essere somministrato in presenza di infezione attiva severa. Nei pazienti che sviluppano infezioni gravi, il trattamento con Polivy e l’eventuale chemioterapia concomitante devono essere interrotti.

Virus dell’immunodeficienza umana (HIV)

Polivy non è stato valutato nei pazienti con HIV. Per la somministrazione concomitante di inibitori del CYP3A, vedere paragrafo 4.5.

Immunizzazione

In concomitanza con il trattamento non devono essere somministrati vaccini vivi o vivi attenuati. Non sono stati condotti studi su pazienti recentemente vaccinati con vaccini vivi.

Leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML)

È stata segnalata PML in associazione al trattamento con Polivy (vedere paragrafo 4.8). I pazienti devono essere attentamente monitorati per rilevare l’insorgenza o il peggioramento di alterazioni neurologiche, cognitive o comportamentali indicative di PML. Il trattamento con Polivy e l’eventuale chemioterapia concomitante devono essere sospesi in caso di sospetta PML e devono essere interrotti in via definitiva se la diagnosi viene confermata.

Sindrome da lisi tumorale (TLS)

I pazienti con elevato carico tumorale e malattia in rapida proliferazione possono essere maggiormente esposti al rischio di TLS. Prima del trattamento con Polivy devono essere adottate misure adeguate/di profilassi in conformità con le linee guida locali. Durante il trattamento con Polivy, i pazienti devono essere strettamente monitorati per rilevare la TLS.

Reazioni correlate all’infusione (IRR)

Polivy può provocare IRR, inclusi episodi gravi. Sono state osservate IRR a insorgenza ritardata fino a 24 ore dopo la somministrazione di Polivy. Prima della somministrazione di Polivy, si deve somministrare un antistaminico e un antipiretico e si devono monitorare attentamente i pazienti per l’intera durata dell’infusione. Se si verifica una IRR, si deve interrompere l’infusione e deve essere somministrato un appropriato trattamento medico (vedere paragrafo 4.2).

Tossicità embriofetale

In base al meccanismo d’azione e agli studi non clinici, Polivy può nuocere al feto se è somministrato alle donne in gravidanza (vedere paragrafo 5.3). Le donne in gravidanza devono essere messe al corrente di tale rischio.

Le pazienti in età fertile devono essere informate della necessità di adottare metodi contraccettivi efficaci durante il trattamento con Polivy e per almeno 9 mesi dopo la somministrazione dell’ultima dose (vedere paragrafo 4.6). Gli uomini con partner di sesso femminile in età fertile devono essere informati della necessità di adottare metodi contraccettivi efficaci durante il trattamento con Polivy e per almeno 6 mesi dopo la somministrazione dell’ultima dose (vedere paragrafo 4.6).

Fertilità

Negli studi non clinici, polatuzumab vedotin ha provocato tossicità testicolare e potrebbe quindi pregiudicare la funzione riproduttiva e la fertilità maschile (vedere paragrafo 5.3). Pertanto, si consiglia agli uomini trattati con Polivy di provvedere alla conservazione di campioni di liquido seminale prima del trattamento (vedere paragrafo 4.6).

Anziani

Dei 151 pazienti con DLBCL pretrattati che hanno ricevuto Polivy in associazione a bendamustina e rituximab (BR) nello studio GO29365, 103 pazienti (68%) avevano un’età ≥ 65 anni. I pazienti di età ≥ 65 anni hanno presentato un’incidenza di reazioni avverse gravi simile (55%) a quella dei pazienti di età < 65 anni (56%). Gli studi clinici su Polivy non hanno incluso un numero sufficiente di pazienti di età ≥ 65 anni per stabilire se rispondano al trattamento in modo diverso rispetto ai pazienti più giovani.

Tossicità epatica

Nei pazienti trattati con Polivy sono stati registrati gravi casi di tossicità epatica compatibili con danno epatocellulare, tra cui innalzamenti dei valori di transaminasi e/o bilirubina (vedere paragrafo 4.8). Il rischio può essere incrementato dalla presenza di un’epatopatia preesistente, da livelli basali elevati degli enzimi epatici e dai medicinali concomitanti. I livelli degli enzimi epatici e della bilirubina devono essere monitorati (vedere paragrafo 4.2).

Eccipienti

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per dose, cioè essenzialmente “senza sodio”.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Polatuzumab vedotin non è stato oggetto di specifici studi clinici di interazione farmacologica nell’uomo.

Interazioni farmacologiche con co-somministrazione di medicinali inibitori, induttori o substrati del CYP3A4 e co-somministrazione con medicinali inibitori della P-gp In base alle simulazioni del modello farmacocinetico su base fisiologica (PBPK) relative alla MMAE rilasciata da polatuzumab vedotin, potenti inibitori del CYP3A4 e della P-gp (per es. ketoconazolo) possono incrementare del 48% l’area sottola curva concentrazione plasmatica-tempo (AUC) della MMAE non coniugata. Si consiglia cautela in caso di trattamento concomitante con un inibitore del CYP3A4. I pazienti trattati in co-somministrazione con potenti inibitori del CYP3A (per es. boceprevir, claritromicina, cobicistat, indinavir, itraconazolo, nefazodone, nelfinavir, posaconazolo, ritonavir, saquinavir, telaprevir, telitromicina, voriconazolo) devono essere monitorati più attentamente per rilevare segni di tossicità.

Non si prevede che la MMAE non coniugata alteri l’AUC dei medicinali concomitanti che sono substrati del CYP3A4 (per es. midazolam).

Potenti induttori del CYP3A4 (per es. rifampicina, carbamazepina, fenobarbital, fenitoina, erba di San Giovanni [Hypericum perforatum]) possono ridurre l’esposizione della MMAE non coniugata.

Interazioni farmacologiche di rituximab e bendamustina in associazione a polatuzumab vedotin La farmacocinetica di rituximab e bendamustina non è condizionata dalla co-somministrazione di polatuzumab vedotin. In base all’analisi farmacocinetica di popolazione, rituximab somministrato in concomitanza è associato a un aumento dell’AUC della MMAE coniugata all’anticorpo (acMMAE) pari al 24% e a una riduzione dell’AUC della MMAE non coniugata pari al 37%. Non è necessario alcun adattamento della dose.

Bendamustina non influisce sull’AUC di acMMAE e MMAE non coniugata.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Donne in età fertile/Contraccezione negli uomini e nelle donne

Donne

Le donne in età fertile devono essere informate della necessità di adottare metodi contraccettivi efficaci durante il trattamento con polatuzumab vedotin e per almeno 9 mesi dopo la somministrazione dell’ultima dose.

Uomini

Gli uomini con partner di sesso femminile in età fertile devono essere informati della necessità di adottare metodi contraccettivi efficaci durante il trattamento con polatuzumab vedotin e per almeno 6 mesi dopo la somministrazione dell’ultima dose.

Gravidanza

Non ci sono dati relativi all’uso di Polivy nelle donne in gravidanza. Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). In base al meccanismo d’azione e agli studi non clinici, polatuzumab vedotin può nuocere al feto quando somministrato alle donne in gravidanza. Nelle donne in età fertile si deve escludere una gravidanza prima del trattamento. Polivy è sconsigliato in gravidanza e nelle donne in età fertile che non usano metodi contraccettivi, a meno che il potenziale beneficio per la madre non superi il possibile rischio per il feto.

Allattamento

Non è noto se polatuzumab vedotin o i suoi metaboliti siano escreti nel latte materno. Il rischio per i neonati/lattanti non può essere escluso. L’allattamento deve essere interrotto durante il trattamento con Polivy e per almeno 3 mesi dopo l’ultima dose.

Fertilità

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Polatuzumab vedotin ha dimostrato tossicità testicolare negli studi non clinici e potrebbe compromettere la funzione riproduttiva e la fertilità maschili (vedere paragrafo 5.3).

Pertanto, si consiglia agli uomini trattati con questo medicinale di provvedere alla conservazione di campioni di liquido seminale prima del trattamento. Si raccomanda agli uomini trattati con Polivy di non concepire durante il trattamento e fino a 6 mesi dopo la somministrazione dell’ultima dose.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Polivy può alterare lievemente la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Durante il trattamento con Polivy possono manifestarsi IRR, NP, affaticamento e capogiri (vedere paragrafi 4.4 e 4.8).

04.8 Effetti indesiderati

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Riassunto del profilo di sicurezza

Si stima che per il programma di sviluppo clinico di Polivy nel suo complesso siano stati trattati con Polivy 1429 pazienti in totale. Le reazioni avverse al farmaco (ADR) illustrate in questo paragrafo sono state identificate durante il trattamento e il follow-up di pazienti con DLBCL pretrattati (n = 151) provenienti dallo studio clinico registrativo GO29365. Questo studio ha incluso pazienti della fase di run-in (n = 6), pazienti randomizzati (n = 39) e pazienti della coorte di estensione (n = 106) trattati con Polivy + BR rispetto a pazienti randomizzati (n = 39) trattati solo con BR. I pazienti nei bracci di trattamento e nel braccio di confronto sono stati sottoposti rispettivamente a una mediana di 5 e di 3 cicli di trattamento.

Le ADR segnalate con maggiore frequenza (≥ 30%) nei pazienti trattati con Polivy in associazione a BR sono state anemia (31,8%), trombocitopenia (32,5%), neutropenia (45,7%), diarrea (35,8%), nausea (33,1%) e neuropatia periferica (30,5%). Reazioni avverse gravi sono state riferite nel 42,4% dei pazienti trattati con Polivy più BR. Le reazioni avverse gravi più comuni segnalate in > 5% dei pazienti sono state neutropenia febbrile (10,6%), sepsi (9,9%), IRR (11,3%), polmonite (8,6%) e piressia (7,9%).

L’ADR comportante l’interruzione del regime terapeutico che ha interessato > 5% dei pazienti è stata la trombocitopenia (6,0%).

Elenco in forma tabellare delle ADR tratte dalle sperimentazioni cliniche

Di seguito sono riportate le ADR in base alla classificazione MedDRA per sistemi e organi e alle relative categorie di frequenza. All’interno della classificazione per sistemi e organi, le reazioni avverse sono riportate in ordine di frequenza: molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100, < 1/10), non comune ( ≥1/1.000 , <1/100), raro ( ≥1/10.000 , <1/1.000) e molto raro (<1/10.000).

All’interno di ogni gruppo di frequenza, le reazioni avverse sono presentate in ordine decrescente di gravità.

Tabella 4 Sintesi delle ADR osservate nei pazienti con DLBCL recidivante/refrattario sottoposti a terapia con Polivy in associazione a BR

Infezioni ed infestazioni
Molto comune sepsi, polmonitea, infezione delle vie respiratorie superiori
Comune infezione da herpes virusa, infezione da citomegalovirus
Patologie del sistema emolinfopoietico
Molto comune neutropenia febbrile, neutropenia, trombocitopenia, anemia, leucopenia,
linfopenia
Comune pancitopenia
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Molto comune ipokaliemia, perdita di appetito
Comune ipocalcemia, ipoalbuminemia
Patologie del sistema nervoso
Molto comune neuropatia periferica, capogiri
Comune alterazione dell’andatura, parestesia, ipoestesia
Patologie dell’occhio
Comune visione offuscata
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Molto comune tosse
Comune polmonite
Patologie gastrointestinali
Molto comune diarrea, nausea, costipazione, vomito, dolore addominale
Comune dolore all’addome superiore
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune prurito
Patologie del sistema muscoloscheletrico
Comune artralgia
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto comune affaticamento, piressia, astenia
Comune brividi
Esami diagnostici
Molto comune calo ponderale
Comune innalzamento dei valori delle transaminasi, aumento della lipasi, ipofosfatemia
Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura (SOC)
Molto comune reazioni correlate all’infusione

a ADR associata a esito fatale.

ADR non comuni, rare e molto rare: nessuna

Descrizione di alcune reazioni avverse al farmaco

Nei bracci trattati con Polivy più BR, neutropenia, trombocitopenia e anemia di Grado 3 o superiore sono stati riferite rispettivamente nel 40,4%, 25,8% e 12,6% dei pazienti.

Mielosoppressione

Il 4% dei pazienti nei bracci Polivy + BR ha interrotto il trattamento con Polivy a causa di neutropenia, contro il 2,6% dei pazienti nel braccio BR che ha interrotto la terapia per lo stesso motivo. Gli eventi di trombocitopenia hanno comportato l’interruzione del trattamento nel 7,9% dei pazienti nei bracci Polivy + BR e nel 5,1% dei pazienti del braccio BR. Nessun paziente ha interrotto il trattamento a causa di anemia nei bracci Polivy + BR o nel braccio BR.

Neuropatia periferica (NP)

Nei bracci Polivy + BR è stata segnalata NP di Grado 1 e 2 rispettivamente nel 15,9% e nel 12,6% dei pazienti, mentre nel braccio BR sono stati segnalati eventi di NP di grado 1 e 2 rispettivamente nel 2,6% e nel 5,1% dei pazienti. Nei bracci Polivy + BR è stato segnalato un evento di NP di grado 3, mentre nessun paziente ha riferito eventi di NP nel braccio BR. Nei bracci Polivy + BR o nel braccio BR non è stato segnalato alcun evento di NP di Grado 4-5. Il 2,6% dei pazienti ha interrotto il trattamento con Polivy a causa della NP e il 2,0% dei pazienti ha ridotto la dose di Polivy per lo stesso motivo, mentre nel braccio BR nessun paziente ha interrotto il trattamento o ridotto la dose per NP. Nei bracci Polivy + BR, il tempo mediano al primo evento di NP si è attestato a 1,6 mesi e il 39,1% dei pazienti con NP ha mostrato la risoluzione.

Infezioni

Nel 48,3% dei pazienti dei bracci Polivy + BR e nel 51,3% dei pazienti del braccio BR sono state segnalate infezioni, tra cui polmonite e infezioni di altra natura. Nei bracci Polivy + BR sono state segnalate infezioni gravi nel 27,2% dei pazienti e fatali nel 6,6% dei pazienti, mentre nel braccio BR sono state segnalate infezioni gravi nel 30,8% dei pazienti e fatali nel 10,3% dei pazienti. Quattro pazienti (2,6%) nei bracci Polivy + BR hanno interrotto il trattamento a causa di infezione, contro 2 pazienti (5,1%) nel braccio BR.

Leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML)

In un paziente trattato con Polivy + bendamustina e obinutuzumab è stato registrato un caso fatale di PML. Questo paziente era stato sottoposto a tre precedenti linee di terapia comprendenti anticorpi anti- CD20.

Tossicità epatica

In un altro studio sono stati segnalati due casi reversibili di grave tossicità epatica (danno epatocellulare e steatosi epatica).

Tossicità gastrointestinale

Nel 72,8% dei pazienti dei bracci Polivy + BR e nel 66,7% dei pazienti del braccio BR sono stati segnalati eventi di tossicità gastrointestinale. La maggior parte degli eventi è stata di Grado 1-2, mentre eventi di Grado 3-4 sono stati segnalati nel 16,5% dei pazienti dei bracci Polivy + BR e nel 12,9% dei pazienti del braccio BR. Gli eventi di tossicità gastrointestinale più comuni sono stati diarrea e nausea.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.

04.9 Sovradosaggio

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Nelle sperimentazioni cliniche non sono stati segnalati casi di sovradosaggio. La massima dose testata è di 2,4 mg/kg somministrati mediante infusione endovenosa; tale dose è stata associata a eventi di NP più frequenti e più gravi. I pazienti che manifestano sovradosaggio devono sospendere subito l’infusione ed essere sottoposti a stretto monitoraggio.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: agenti antineoplastici; altri agenti antineoplastici; anticorpi monoclonali; codice ATC: L01XC37 Meccanismo d’azione

Polatuzumab vedotin è un anticorpo coniugato a farmaco diretto contro CD79b che rilascia in via preferenziale un potente agente antimitotico (monometil auristatina E o MMAE) nei linfociti B, determinando l’uccisione dei linfociti B maligni. La molecola di polatuzumab vedotin è costituita dalla MMAE legata in modo covalente a un anticorpo monoclonale umanizzato immunoglobulina G1 mediante un linker scindibile. L’anticorpo monoclonale si lega con elevata affinità e selettività a CD79b, un componente della superficie cellulare dei recettori dei linfociti B. L’espressione di CD79b è limitata alle cellule sane della linea B (ad eccezione delle plasmacellule) e ai linfociti B maligni; CD79b risulta espresso in  95% dei linfomi diffusi a grandi cellule B. Legandosi a CD79b, polatuzumab vedotin viene rapidamente internalizzato e il linker viene scisso dalle proteasi lisosomiali per consentire il rilascio intracellulare della MMAE. La MMAE si lega ai microtubuli e annienta le cellule in via di divisione inibendo la divisione cellulare e inducendo l’apoptosi.

Effetti farmacodinamici

Elettrofisiologia cardiaca

In base ai dati degli elettrocardiogrammi (ECG) tratti da due studi in aperto su pazienti con neoplasie maligne derivanti dai linfociti B pretrattati al dosaggio raccomandato, polatuzumab vedotin non ha determinato il prolungamento dell’intervallo QTc medio in misura clinicamente rilevante.

Efficacia clinica e sicurezza

L’efficacia di Polivy è stata valutata in uno studio in aperto internazionale e multicentrico (GO29365) comprendente una coorte randomizzata di 80 pazienti con DLBCL pretrattato. I pazienti sono stati randomizzati in rapporto 1:1 al trattamento con Polivy + bendamustina e rituximab (BR) o solo con BR per sei cicli da 21 giorni. I pazienti sono stati stratificati in funzione della durata della risposta all’ultimo trattamento precedente ≤ o > 12 mesi.

I pazienti idonei non erano candidabili al trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche (HSCT) e presentavano malattia recidivante o refrattaria dopo la somministrazione di almeno un precedente regime chemioterapico sistemico. Lo studio ha escluso i pazienti con precedente HSCT allogenico, linfoma a carico del sistema nervoso centrale, linfoma indolente trasformato, LF di grado 3b, malattia cardiovascolare o polmonare significativa, infezioni attive, valori di AST o ALT > 2,5 volte l’ULN o di bilirubina totale ≥ 1,5 volte l’ULN oppure valori di creatinina > 1,5 volte l’ULN (o CrCl < 40 mL/min), salvo laddove dovuti al linfoma sottostante.

Polivy è stato somministrato per via endovenosa a una dose da 1,8 mg/kg il Giorno 2 del Ciclo 1 e il Giorno 1 dei Cicli 2-6. Bendamustina è stata somministrata per via endovenosa a una dose di 90 mg/m2 al giorno i Giorni 2 e 3 del Ciclo 1 e i Giorni 1 e 2 dei Cicli 2-6. Rituximab è stato somministrato a una dose di 375 mg/m2 il Giorno 1 dei Cicli 1-6.

Tra gli 80 pazienti randomizzati al trattamento con Polivy + BR (n = 40) o solo con BR (n = 40), la maggior parte era di razza bianca (71%) e di sesso maschile (66%). L’età mediana era pari a 69 anni (range: 30-86 anni). Sessantaquattro pazienti su 80 (80%) presentavano un performance status (PS) secondo l’Eastern Cooperative Oncology Group (ECOG) pari a 0-1, mentre 14 pazienti su 80 (18%) presentavano un PS ECOG pari a 2. La maggior parte dei pazienti (98%) era affetta da DLBCL non altrimenti specificato (NOS). Nel complesso, il 48% dei pazienti presentava DLBCL a cellule B attivate (ABC), mentre il 40% DLBCL a cellule B del centro germinativo (GCB). I motivi principali per cui i pazienti non erano candidabili all’HSCT comprendevano l’età (40%), una risposta insufficiente alla terapia di salvataggio (26%) e un precedente fallimento al trapianto (20%). Il numero mediano di terapie precedenti ammontava a 2 (range: 1-7), con il 29% dei pazienti (n = 23) sottoposto a una terapia precedente, il 25% (n = 20) a 2 terapie precedenti e il 46% (n = 37) a 3 o più terapie precedenti. Tutti i pazienti tranne uno nel braccio pola+BR della fase II randomizzata erano naïve al trattamento con bendamustina. L’80% dei pazienti presentava malattia refrattaria. Per i pazienti che hanno ricevuto polatuzumab vedotin in associazione a BR e per i quali era stata valutata la conta dei linfociti CD3+, la conta assoluta dei linfociti CD3+ era > 200 cell/µL nel 95%, nel 79% e nell’83% dei pazienti analizzati prima della terapia (n=134), al termine del trattamento (n=72) e 6 mesi dopo il termine del trattamento (n=18), rispettivamente.

L’endpoint primario dello studio consisteva nel tasso di risposta completa (CR) alla fine del trattamento (6-8 settimane dopo il Giorno 1 del Ciclo 6 o l’ultimo trattamento in studio), secondo quanto valutato da un Comitato di revisione indipendente (IRC) mediante una tomografia a emissione di positroni corredata di tomografia computerizzata (PET-TC).

<.. image removed ..> Tabella 5 Riassunto dell’efficacia nei pazienti con DLBCL pretrattato partecipanti allo studio GO29365

Polivy + bendamustina Bendamustina +
+ rituximab rituximab
N = 40 N = 40
Tempo mediano di osservazione di 22 mesi
Endpoint primario
Tasso di risposta completa* (valutato dall’IRC) alla fine del trattamento**
Soggetti responsivi (%)
Differenza nel tasso di risposta (%) [IC al 95%] p-value (test del chi-quadro di CMH***)
16 (40,0) 7 (17,5)
22,5 [2,6, 40,2]
0,0261
Principali endpoint secondari ed esplorativi
Durata della risposta (valutata dall’INV) Numero di pazienti inclusi nell’analisi Numero (%) di pazienti con evento
Durata della risposta (DOR) mediana (IC al 95%), mesi
HR [IC al 95%]
p-value (test log rank, stratificato***)
28 13
17 (60,7) 11 (84,6)
10,3 (5,6, NV) 4,1 (2,6, 12,7)
0,44 [0,20, 0,95]
0,0321
Tasso di risposta globale* (valutato dall’INV) alla fine del trattamento**
Soggetti responsivi (%) (CR, PR) Differenza nel tasso di risposta (%) [IC al 95%]
p-value (test del chi-quadro di CMH***) Risposta completa (%) (CR)
Differenza nel tasso di risposta (%) [IC al 95%]
p-value (test del chi-quadro di CMH***) Risposta parziale (%) (PR)
IC di Clopper-Pearson al 95%
19 (47,5) 7 (17,5)
30,0 [9,5, 47,4]
0,0036
17 (42,5) 6 (15,0)
27,5 [7,7, 44,7]
0,0061
2 (5,0) 1 (2,5)
[0,6, 16,9] [0,06, 13,2]
Tasso di migliore risposta globale2 (valutato dall’INV)
Soggetti responsivi (%) (CR, PR) Differenza nel tasso di risposta (%) [IC al 95%]
Risposta completa (%) (CR)
IC di Clopper-Pearson al 95% Risposta parziale (%) (PR)
IC di Clopper-Pearson al 95%
28 (70,0) 13 (32,5)
37,5 [15,6, 54,7]
23 (57,5) 8 (20,0)
[40,9, 73,0] [9,1, 35,7]
5 (12,5) 5 (12,5)
[4,2, 26,8] [4,2, 26,8]

CMH: Cochran-Mantel-Haenszel, CR: risposta completa; DOR: durata della risposta; HR: hazard ratio; IC: intervallo di confidenza; INV: sperimentatore; IRC: Comitato di revisione indipendente; NV: non valutabile; PR: risposta parziale *Secondo i criteri Lugano 2014 modificati: è necessario che la CR alla PET-TC venga confermata sul midollo osseo. La PR alla PET-TC deve soddisfare sia i criteri della PET-TC sia quelli della TC.

**6-8 settimane dopo il Giorno 1 del Ciclo 6 o l’ultimo trattamento in studio.

***Stratificazione in funzione della durata della risposta alla terapia precedente (≤ 12 mesi versus > 12 mesi).

La sopravvivenza globale (OS) era un endpoint esplorativo senza controllo dell’errore di I tipo. La OS mediana nel braccio Polivy+BR si è attestata a 12,4 mesi (IC al 95%: 9,0, non stimabile [NE]), contro 4,7 mesi (IC al 95%: 3,7, 8,3) nel braccio di controllo. La stima non corretta dell’HR relativo alla OS era pari a 0,42. Tenendo conto dell’influenza delle covariate basali, l’HR della OS è stato corretto a 0,59. Le covariate comprendevano lo stato di malattia primariamente refrattario, numero di linee precedenti di terapia, indice prognostico internazionale (IPI) e precedente trapianto di cellule staminali.

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La sopravvivenza libera da progressione (PFS) valutata dallo sperimentatore era un endpoint esplorativo senza controllo dell’errore di I tipo. La PFS mediana nel braccio Polivy+BR si è attestata a 7,6 mesi (IC al 95%: 6,0, 17,0), contro 2,0 mesi (IC al 95%: 1,5, 3,7) nel braccio di controllo. La stima non corretta dell’HR relativo alla PFS era pari a 0,34.

Immunogenicità

Come si osserva con tutte le proteine utilizzate a scopo terapeutico, esiste la possibilità che nei pazienti trattati con polatuzumab vedotin si sviluppi una risposta immunitaria. In tutti i bracci dello studio GO29365, 8 pazienti su 134 (6,0%) sono risultati positivi agli anticorpi anti-polatuzumab vedotin a una o più rilevazioni post-basale. In sette studi clinici, 14 pazienti su 536 (2,6%) sono risultati positivi agli anticorpi anti-polatuzumab vedotin a una o più rilevazioni post-basale. A causa del numero limitato di pazienti positivi agli anticorpi anti-polatuzumab vedotin, non è possibile trarre conclusioni in merito a un potenziale effetto immunogenico sull’efficacia o sulla sicurezza.

I risultati del test di immunogenicità dipendono in larga misura da diversi fattori, tra cui sensibilità e specificità del test, metodologia di analisi, trattamento del campione, momento di prelievo del campione, medicinali concomitanti e malattia sottostante. Per tali motivi, il confronto tra l’incidenza di anticorpi anti-polatuzumab vedotin e l’incidenza di anticorpi diretti contro altri prodotti può essere fuorviante.

Popolazione pediatrica

L’Agenzia europea per i medicinali ha previsto l’esonero dall’obbligo di presentare i risultati degli studi con Polivy in tutti i sottogruppi della popolazione pediatrica per il trattamento delle neoplasie a cellule B mature (vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico).

Questo medicinale è stato autorizzato con procedura definita come “approvazione condizionata”. Ciò significa che sono attesi ulteriori dati su questo medicinale. L’Agenzia europea per i medicinali revisionerà annualmente qualsiasi nuova informazione su questo medicinale e il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) verrà aggiornato, se necessario.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Indice

L’esposizione plasmatica alla MMAE coniugata all’anticorpo (acMMAE) è aumentata proporzionalmente alla dose nell’ambito di un range di dosaggio di polatuzumab vedotin da 0,1 a 2,4 mg/kg. Dopo la prima dose di polatuzumab vedotin di 1,8 mg/kg, la concentrazione massima (Cmax) media della acMMAE si è attestata a 803 (± 233) ng/mL, mentre l’area sotto la curva concentrazione plasmatica-tempo dal tempo 0 all’infinito (AUCinf) era 1860 (±966) die•ng/mL. In base all’analisi farmacocinetica di popolazione, l’AUC della acMMAE al Ciclo 3 è aumentata del 30% circa rispetto all’AUC al Ciclo 1 e ha raggiunto oltre il 90% dell’AUC al Ciclo 6. L’emivita terminale della acMMAE al Ciclo 6 è stata di circa 12 giorni (IC al 95% 8,1-19,5 giorni). In base all’analisi della PK di popolazione, la concentrazione di acMMAE prevista al termine del ciclo 6 è circa l’80% del valore teorico dello stato stazionario.

L’esposizione alla MMAE non coniugata, il componente citotossico di polatuzumab vedotin, è aumentata proporzionalmente alla dose nell’ambito di un range di dosaggio di polatuzumab vedotin da 0,1 a 2,4 mg/kg. Le concentrazioni plasmatiche della MMAE hanno seguito una cinetica limitata dalla velocità di formazione. Dopo la prima dose di polatuzumab vedotin di 1,8 mg/kg, la Cmax si è attestata a 6,82 (± 4,73) ng/mL, il tempo alla massima concentrazione plasmatica a 2,5 giorni circa e l’emivita terminale a più o meno 4 giorni. L’esposizione plasmatica alla MMAE non coniugata è < 3% rispetto all’esposizione alla acMMAE. In base all’analisi farmacocinetica di popolazione, si osserva una riduzione dell’esposizione plasmatica alla MMAE non coniugata (AUC) dopo la somministrazione ripetuta ogni 3 settimane.

In base alle simulazioni farmacocinetiche di popolazione, un’analisi di sensibilità ha previsto un aumento dell’esposizione alla MMAE non coniugata pari al 27% nei pazienti di peso corporeo superiore a 100 kg.

Assorbimento

Polivy viene somministrato mediante infusione endovenosa. Non sono stati condotti studi con altre vie di somministrazione.

Distribuzione

La stima di popolazione relativa al volume centrale di distribuzione della acMMAE si è attestata a 3,15 l, simile al volume plasmatico. In vitro, la MMAE si lega moderatamente (71-77%) alle proteine plasmatiche umane. La MMAE non si distribuisce significativamente nei globuli rossi umani in vitro; il rapporto tra la concentrazione nel sangue e nel plasma è pari a 0,79-0,98.

I dati in vitro indicano che la MMAE è un substrato della glicoproteina P (P-gp), ma non la inibisce a concentrazioni clinicamente rilevanti.

Biotrasformazione

Nei pazienti, polatuzumab vedotin dovrebbe andare incontro a catabolismo, determinando la produzione di piccoli peptidi, aminoacidi, MMAE non coniugata e cataboliti correlati alla MMAE non coniugata. I livelli di metaboliti della MMAE non sono stati misurati nel plasma umano.

Gli studi in vitro indicano che la MMAE è un substrato del CYP3A4/5, ma non induce i principali enzimi del CYP. La MMAE è un debole inibitore tempo-dipendente del CYP3A4/5, ma non lo inibisce in maniera competitiva a concentrazioni clinicamente rilevanti.

La MMAE non inibisce CYP1A2, CYP2B6, CYP2C8, CYP2C9, CYP2C19 o CYP2D6.

Eliminazione

In base a un’analisi farmacocinetica di popolazione, il coniugato (acMMAE) viene principalmente eliminato tramite una via di eliminazione lineare aspecifica con un valore di 0,9 l/die. Gli studi in vivo sui ratti trattati con polatuzumab vedotin (radiomarcatura sulla MMAE) dimostrano che la maggior parte della radioattività viene escreta nelle feci, mentre la minoranza nelle urine.

Popolazione pediatrica

Non è stato condotto alcuno studio volto a esaminare la farmacocinetica di polatuzumab vedotin nella popolazione pediatrica (età < 18 anni).

Anziani

In base a un’analisi farmacocinetica di popolazione con pazienti di età compresa tra 20 e 89 anni, l’età non ha avuto effetti sulla farmacocinetica della acMMAE e della MMAE non coniugata. Non sono state osservate differenze significative nella farmacocinetica della acMMAE e della MMAE non coniugata tra i pazienti di età < 65 anni (n = 187) e i pazienti di età ≥ 65 anni (n = 273).

Compromissione renale

In base a un’analisi farmacocinetica di popolazione, nei pazienti con compromissione renale lieve (clearance della creatinina (CrCl) 60-89 mL/min, n = 161) o moderata (CrCl 30-59 mL/min, n = 109), l’esposizione alla acMMAE e alla MMAE non coniugata è simile a quanto osservato nei pazienti con funzionalità renale nella norma (CrCl ≥ 90 mL/min, n = 185). I dati esistenti non sono sufficienti per valutare l’impatto della compromissione renale severa (CrCl 15-29 mL/min, n = 3) sulla farmacocinetica. Non ci sono dati disponibili nei pazienti con malattia renale in stadio terminale e/o sottoposti a dialisi.

Compromissione epatica

In base a un’analisi farmacocinetica di popolazione, nei pazienti con lieve compromissione epatica [valori di AST o ALT da > 1,0 a 2,5 volte l’ULN o di bilirubina totale da > 1,0 a 1,5 volte l’ULN, n = 54] l’esposizione alla acMMAE risulta simile, mentre l’AUC della MMAE non coniugata è del 40% più elevata, rispetto a quanto osservato nei pazienti con funzionalità epatica nella norma (n = 399).

I dati esistenti non sono sufficienti per valutare l’impatto della compromissione epatica moderata (bilirubina totale > 1,5-3 volte l’ULN, n = 2) sulla farmacocinetica. Non ci sono dati disponibili nei pazienti con compromissione epatica severa o sottoposti a trapianto di fegato.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

Indice

Tossicità sistemica

Sia nei ratti sia nelle scimmie Cynomolgus, le tossicità sistemiche predominanti correlate alla somministrazione di MMAE e polatuzumab vedotin comprendevano tossicità reversibile a livello del midollo osseo ed effetti associati sulle cellule del sangue periferico.

Genotossicità

Non sono stati condotti specifici studi di mutagenicità con polatuzumab vedotin. La MMAE non è risultata mutagena nel test di mutazione inversa batterica (test di Ames) né nel test di mutazione in avanti su cellule di linfoma di topo L5178Y.

La MMAE è risultata genotossica nel test del micronucleo su midollo osseo di ratto, probabilmente attraverso un meccanismo aneugenico. Questo meccanismo è compatibile con l’effetto farmacologico della MMAE come agente di disgregazione dei microtubuli.

Cancerogenicità

Non sono stati condotti specifici studi di cancerogenicità con polatuzumab vedotin e/o la MMAE. Compromissione della fertilità Polatuzumab vedotin non è stato oggetto di specifici studi di fertilità sugli animali. Tuttavia, i risultati di uno studio di tossicità della durata di 4 settimane condotto sui ratti indicano che polatuzumab vedotin può compromettere la funzione riproduttiva e la fertilità maschili. La degenerazione dei tubuli seminiferi testicolari non ha registrato alcuna inversione dopo un periodo senza trattamento di 6 settimane ed era correlata a una riduzione del peso testicolare e a reperti macroscopici caratterizzati da testicoli di piccole dimensioni e/o morbidi alla necroscopia effettuata durante il periodo di recupero su maschi trattati con  2 mg/kg.

Tossicità per la riproduzione

Polatuzumab vedotin non è stato oggetto di specifici studi di teratogenicità sugli animali. Tuttavia, il trattamento di femmine gravide di ratto con MMAE a una dose di 0,2 mg/kg ha causato embrioletalità e malformazioni fetali (tra cui protrusione linguale, vizi di torsione degli arti, gastroschisi e agnatia). L’esposizione sistemica (AUC) nei ratti a una dose di MMAE di 0,2 mg/kg equivale al 50% circa dell’AUC nei pazienti trattati con la dose raccomandata di Polivy di 1,8 mg/kg ogni 21 giorni.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Indice

Acido succinico Sodio idrossido (per regolare il pH) Saccarosio Polisorbato 20 (E 432)

06.2 Incompatibilità

Indice

Questo medicinale non deve essere miscelato o diluito con altri medicinali ad eccezione di quelli menzionati nel paragrafo 6.6.

06.3 Periodo di validità

Indice

Flaconcino chiuso

30 mesi

Soluzione ricostituita

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Da un punto di vista microbiologico, la soluzione ricostituita deve essere usata immediatamente. Se non usata immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione prima dell’uso sono sotto la responsabilità dell’utilizzatore e normalmente non superano le 24 ore in frigorifero (2-8 °C), a meno che la ricostituzione non sia avvenuta in condizioni asettiche controllate e validate. La stabilità chimico-fisica in uso della soluzione ricostituita è stata dimostrata fino a 72 ore in frigorifero (2-8 °C) e fino a 24 ore a temperatura ambiente (9-25 °C).

Soluzione diluita:

Da un punto di vista microbiologico, la soluzione per infusione preparata deve essere usata immediatamente. Se non usata immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione prima dell’uso sono sotto la responsabilità dell’utilizzatore e normalmente non superano le 24 ore in frigorifero (2-8 °C), a meno che la diluizione non sia avvenuta in condizioni asettiche controllate e validate. Per i periodi di tempo riportati nella Tabella 6 è stata dimostrata una stabilità chimico-fisica della soluzione per infusione preparata. Se i tempi di conservazione superano i limiti specificati nella Tabella 6, la soluzione diluita deve essere eliminata.

Tabella 6 Periodi di tempo per cui è stata dimostrata una stabilità chimico-fisica della soluzione per infusione preparata

Diluente usato per preparare la soluzione per infusione Condizioni di conservazione della soluzione per infusione1
Sodio cloruro 9 mg/mL (0,9%) Fino a 72 ore in frigorifero (2-8 °C) o
fino a 4 ore a temperatura ambiente (9-25 °C)
Sodio cloruro 4,5 mg/mL (0,45%) Fino a 72 ore in frigorifero (2-8 °C) o
fino a 8 ore a temperatura ambiente (9-25 °C)
Glucosio al 5% Fino a 72 ore in frigorifero (2-8 °C) o
fino a 8 ore a temperatura ambiente (9-25 °C)

1 Non superare i periodi di conservazione specificati per garantire la stabilità del prodotto.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Indice

Conservare in frigorifero (2-8 °C). Non congelare.

Conservare il flaconcino nella confezione originale per tenere il medicinale al riparo dalla luce.

Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione e la diluizione del medicinale, vedere paragrafo 6.3.

06.5 Natura e contenuto della confezione

Indice

Polivy 30 mg polvere per concentrato per soluzione per infusione:

Flaconcino (in vetro di tipo 1 incolore) da 6 mL, sigillato con chiusura (laminata con fluororesina) e ghiera in alluminio dotata di capsula a strappo in plastica contenente 30 mg di polatuzumab vedotin. Confezione da un flaconcino.

Polivy 140 mg polvere per concentrato per soluzione per infusione:

Flaconcino (in vetro di tipo 1 incolore) da 20 mL, sigillato con chiusura (laminata con fluororesina) e ghiera in alluminio dotata di capsula a strappo in plastica contenente 140 mg di polatuzumab vedotin. Confezione da un flaconcino.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Indice

Precauzioni generali

Polivy contiene un componente citotossico. Deve essere somministrato sotto la supervisione di un medico esperto nell’impiego di agenti citotossici. Devono essere usate le procedure per la manipolazione e lo smaltimento corretti dei medicinali antineoplastici e citotossici.

Il prodotto ricostituito è privo di conservanti ed è esclusivamente monodose. Durante la manipolazione di questo medicinale devono essere osservate adeguate tecniche asettiche.

Prima della somministrazione, Polivy deve essere ricostituito con acqua per preparazioni iniettabili e diluito in una sacca per fleboclisi contenente sodio cloruro 9 mg/mL (0,9%) soluzione iniettabile o sodio cloruro 4,5 mg/mL (0,45%) soluzione iniettabile o glucosio al 5%.

La soluzione ricostituita e la soluzione per infusione non devono essere congelate né esposte alla luce diretta del sole.

Istruzioni per la ricostituzione

Polivy 30 mg: con una siringa sterile, iniettare lentamente 1,8 mL di acqua per preparazioni iniettabili nel flaconcino di Polivy da 30 mg in modo da ottenere una soluzione monodose contenente 20 mg/mL di polatuzumab vedotin. Dirigere il flusso verso la parete del flaconcino e non direttamente sul liofilizzato.

Polivy 140 mg: con una siringa sterile, iniettare lentamente 7,2 mL di acqua per preparazioni iniettabili nel flaconcino di Polivy da 140 mg in modo da ottenere una soluzione monodose contenente 20 mg/mL di polatuzumab vedotin. Dirigere il flusso verso la parete del flaconcino e non direttamente sul liofilizzato.

Far ruotare delicatamente il flaconcino fino a completa dissoluzione. Non agitare.

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Ispezionare la soluzione ricostituita per escludere alterazioni del colore e la presenza di particelle. La soluzione ricostituita deve risultare da incolore a brunastra, da trasparente a leggermente opalescente e priva di particelle visibili. Non usare la soluzione ricostituita se presenta alterazioni del colore, risulta torbida o contiene particelle visibili.

Istruzioni per la diluizione

Polivy deve essere diluito a una concentrazione finale di 0,72-2,7 mg/mL in una sacca per fleboclisi dal volume minimo di 50 mL contenente sodio cloruro 9 mg/mL soluzione iniettabile, o sodio cloruro 4,5 mg/mL soluzione iniettabile o glucosio al 5%.

Determinare il volume della soluzione ricostituita 20 mg/mL necessario in base alla dose richiesta (vedere di seguito): Dose totale di Polivy (mL) da diluire ulteriormente =

Dose di Polivy (mg/kg) X peso del paziente (kg) Concentrazione del flaconcino ricostituito (20 mg/mL) Prelevare con una siringa sterile il volume necessario della soluzione ricostituita dal flaconcino di Polivy e diluirlo nella sacca per fleboclisi. Eventuali residui presenti nel flaconcino devono essere eliminati.

Miscelare con delicatezza il contenuto della sacca per fleboclisi capovolgendola lentamente. Non agitare.

Ispezionare la sacca per fleboclisi per escludere la presenza di particelle. In caso di particelle, eliminare la sacca.

Evitare di trasportare la soluzione per infusione preparata, in quanto agitarla potrebbe determinarne l’aggregazione. Se l’infusione preparata verrà trasportata, eliminare l’aria dalla sacca per fleboclisi e limitare il trasporto a 30 minuti a temperatura ambiente (9-25 °C) o a 24 ore in frigorifero (2-8 °C). Se viene eliminata l’aria, è necessario un set per infusione dotato di perforatore con presa d’aria per garantire una somministrazione adeguata durante l’infusione. Il tempo di conservazione insieme ai tempi di trasporto del prodotto diluito non devono superare complessivamente il periodo di conservazione specificato nella Tabella 6 (vedere paragrafo 6.3).

Polivy deve essere somministrato attraverso una linea di infusione dedicata dotata di catetere e filtro in linea o aggiuntivo sterile, apirogeno e con bassa capacità di legame proteico (diametro dei pori di 0,2 o 0,22 micrometri).

Polivy è compatibile con le sacche per fleboclisi realizzate con materiali a contatto con il prodotto a base di polivinilcloruro (PVC) o poliolefine come polietilene (PE) o polipropilene. Inoltre, non sono state osservate incompatibilità con i set o gli ausili per infusione realizzati con materiali a contatto con il prodotto a base di PVC, PE, poliuretano, polibutadiene, acrilonitrile-butadiene-stirene, policarbonato, polietere uretano, o etilene propilene fluorurato o politetrafluoroetilene e con membrane filtranti costituite da polieteresolfone o polisolfone.

Smaltimento

Polivy è esclusivamente monouso.

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Indice

Roche Registration GmbH Emil-Barell-Strasse 1 79639 Grenzach-Wyhlen Germania

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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EU/1/19/1388/001 EU/1/19/1388/002

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

Indice

Data della prima autorizzazione: 16 gennaio 2020 Data del rinnovo più recente: 9 dicembre 2020

10.0 Data di revisione del testo

Indice

Documento messo a disposizione da A.I.FA. in data: 31/12/2021


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