Ropivacaina Nor 5F 50Mg 10Ml
Ropivacaina Nor 5F 50Mg 10Ml
Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto
Ropivacaina Nor 5F 50Mg 10Ml: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: A.I.FA.)
01.0 Denominazione del medicinale
Ropivacaina Noridem 5 mg/mL soluzione iniettabile
02.0 Composizione qualitativa e quantitativa
Ropivacaina Noridem 5 mg/mL soluzione iniettabile:
1 mL di soluzione iniettabile contiene ropivacaina sotto forma di 5,29 mg di ropivacaina cloridrato monoidrato (equivalenti a 5 mg di ropivacaina cloridrato).
Ogni fiala da 10 mL di soluzione iniettabile contiene ropivacaina sotto forma di 52,9 mg di ropivacaina cloridrato monoidrato (equivalenti a 50 mg di ropivacaina cloridrato).
Ogni fiala da 20 mL di soluzione iniettabile contiene ropivacaina sotto forma di 105,8 mg di ropivacaina cloridrato monoidrato (equivalenti a 100 mg di ropivacaina cloridrato).
Eccipiente(i) con effetti noti Contiene 3,15 mg/mL di sodio.
Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
03.0 Forma farmaceutica
Soluzione iniettabile Soluzione trasparente e incolore. pH 3,5 – 6,0 Osmolarità 270 – 320 mOsm/kg
04.0 INFORMAZIONI CLINICHE
04.1 Indicazioni terapeutiche
Ropivacaina Noridem 5 mg/mL è indicata negli adulti per: Somministrazione intratecale per l’anestesia chirurgica Nei lattanti a partire da 1 anno di età e nei bambini fino a 12 anni inclusi per la gestione del dolore acuto (nel periodo peri- e post-operatorio) per: blocco singolo dei nervi periferici
04.2 Posologia e modo di somministrazione
Ropivacaina Noridem deve essere utilizzata solo da medici esperti in anestesia regionale o sotto la loro supervisione.
Somministrazione intratecale per anestesia chirurgica
Posologia
La tabella seguente è una guida ai dosaggi consigliati per il blocco intratecale negli adulti. La dose da utilizzare deve essere la più bassa richiesta per ottenere un blocco efficace. La dose da somministrare deve essere scelta basandosi sull’esperienza del medico e sulla conoscenza dello stato clinico del paziente.
Tabella 1 Dosaggio per il blocco intratecale negli adulti
| Conc. mg/mL | Volume mL | Dose mg | Esordio minuti | Durata ore | |
|---|---|---|---|---|---|
| ANESTESIA CHIRURGICA | |||||
| Somministrazione intratecale | |||||
| Chirurgia | 5,0 | 3 – 5 | 15 – 25 | 1 -5 | 2 – 6 |
|
Le dosi riportate in tabella sono quelle ritenute necessarie per produrre un blocco adeguato e devono essere considerate come guida per l’uso negli adulti. Si verificano variazioni individuali nell’esordio e nella durata d’azione. I dati nella colonna “Dose” rispecchiano l’intervallo di dose media previsto necessario. I testi di riferimento devono essere consultati sia riguardo ai fattori che influiscono sulle tecniche specifiche di blocco, sia riguardo alle esigenze individuali del paziente. |
|||||
Popolazione pediatrica
La somministrazione intratecale non è stata studiata in lattanti, bambini piccoli e bambini.
Modo di somministrazione
Per evitare l’iniezione intravascolare si raccomanda un’accurata aspirazione prima e durante l’iniezione.
L’aspirazione deve essere effettuata prima e durante la somministrazione della dose principale, che deve essere iniettata lentamente, alla velocità di 25 – 50 mg/minuto, tenendo sotto stretta osservazione i parametri vitali del paziente e mantenendo il contatto verbale. Se si manifestano sintomi di tossicità, l’iniezione deve essere immediatamente interrotta.
L’iniezione intratecale deve essere effettuata dopo aver identificato lo spazio subaracnoideo e aver osservato la fuoriuscita di liquido cerebrospinale (LCS) dall’ago spinale, o averla rilevata tramite aspirazione.
Iniezione singola per il blocco dei nervi periferici:
Posologia
Popolazione pediatrica
Tabella 2 Neonati a partire da 1°anno di età e bambini fino a 12 anni
Iniezione singola per il blocco dei nervi periferici (ad es. blocco del nervo ileoinguinale, blocco del plesso brachiale) in bambini di età compresa tra 1 e 12 anni Conc. mg/mL 5,0 Volume mL/kg Dose mg/kg
0,5 – 0,6 2,5 – 3,0
La dose indicata in tabella deve essere considerata come guida per l’uso in pediatria. Possono verificarsi variazioni individuali. Nel bambini con peso corporeo elevato è spesso necessaria una riduzione graduale del dosaggio. La dose deve basarsi sul peso corporeo ideale. I testi di riferimento devono essere consultati sia riguardo ai fattori che influiscono sulle tecniche specifiche di blocco, sia riguardo alle esigenze individuali del paziente.
Le dosi per il blocco periferico nei lattanti e nei bambini forniscono una guida per l’uso nei bambini senza malattie severe. Dosi più conservative e un attento monitoraggio sono raccomandati per bambini con malattie severe.
Ropivacaina 5 mg/mL non è approvata per l’uso nei bambini di età <1 anno; l’uso di ropivacaina nei bambini prematuri non è stato documentato.
Modo di somministrazione
Popolazione pediatrica
Per evitare l’iniezione intravascolare si raccomanda un’accurata aspirazione prima e durante l’iniezione. I parametri vitali del paziente devono essere tenuti sotto stretta osservazione durante l’iniezione. Se si manifestano sintomi di tossicità, l’iniezione deve essere immediatamente interrotta.
È raccomandata una somministrazione frazionata della dose calcolata di anestetico locale.
Con tecniche ecografiche, spesso potrebbero essere necessarie dosi inferiori (vedere paragrafo 5.2).
Concentrazioni plasmatiche totali elevate sono state osservate quando Ropivacaina Noridem 5 mg/mL è stata applicata a dosi di 3,5 mg/kg (0,7 mL/kg) senza la comparsa di eventi tossici sistemici. Si raccomanda di usare una concentrazione di ropivacaina inferiore per blocchi in cui sono necessari volumi elevati, superiori a 3 mg/kg (0,6 mL/kg) (ad es. blocco del compartimento della fascia iliaca).
04.3 Controindicazioni
Ipersensibilità alla ropivacaina o ad altri anestetici locali della classe delle ammidi o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
Si deve tenere conto delle controindicazioni generali correlate all’anestesia regionale, indipendentemente dall’anestetico locale usato.
Anestesia endovenosa regionale.
Anestesia paracervicale ostetrica.
I blocchi dei nervi maggiori sono controindicati nei pazienti ipovolemici.
04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso
Le procedure anestetiche regionali devono essere eseguite in un’area adeguatamente equipaggiata e dotata di personale. Inoltre devono essere a immediata disposizione gli strumenti e i medicinali necessari al monitoraggio e alla rianimazione d’emergenza.
I pazienti sottoposti a blocco maggiore devono essere in condizioni ottimali e avere un catetere endovenoso inserito prima della procedura di blocco.
Il medico responsabile deve prendere le precauzioni necessarie per evitare l’iniezione intravascolare (vedere paragrafo 4.2) e deve essere adeguatamente formato e avere familiarità con la diagnosi e il trattamento degli effetti indesiderati, della tossicità sistemica e di altre complicanze . Dopo somministrazione intratecale non è previsto che si verifichi tossicità sistemica, a causa della bassa dose somministrata. Una dose eccessiva somministrata nello spazio subaracnoideo può dare origine a un blocco spinale totale (vedere paragrafo 4.9).
Problemi cardiovascolari
L’anestesia epidurale e intratecale può portare a ipotensione e bradicardia. L’ipotensione deve essere immediatamente trattata con un vasocostrittore somministrato per via endovenosa e con un adeguato riempimento vascolare.
I pazienti trattati con farmaci antiaritmici di classe III (ad es. amiodarone) devono essere attentamente controllati e un monitoraggio ECG deve essere preso in considerazione, poiché gli effetti cardiaci possono essere additivi.
Ipersensibilità
Deve essere tenuta in considerazione la possibilità di ipersensibilità crociata con altri anestetici locali di tipo ammidico (vedere paragrafo 4.3).
Ipovolemia
I pazienti con ipovolemia dovuta a qualsiasi causa possono essere soggetti ad improvvisa e severa ipotensione durante l’anestesia intratecale, indipendentemente dall’anestetico locale usato.
Pazienti in condizioni generali precarie
I pazienti in condizioni generali precarie, a causa dell’età o di altri fattori di compromissione quali blocco parziale o completo della conduzione cardiaca, patologie epatiche in stadio avanzato o gravi alterazioni della funzionalità renale, richiedono una speciale attenzione, ma l’anestesia regionale è frequentemente indicata in questi pazienti.
Pazienti con compromissione epatica e renale
Ropivacaina viene metabolizzata dal fegato e pertanto deve essere utilizzata con cautela in pazienti con malattia epatica severa. La somministrazione di dosi ripetute potrebbe dover essere ridotta a causa del ritardo nell’eliminazione. Normalmente non è necessario modificare la dose nei pazienti con compromissione della funzione renale quando la dose è singola o il trattamento è a breve termine.
L’acidosi e la diminuita concentrazione delle proteine plasmatiche, frequentemente osservate in pazienti con insufficienza renale cronica, possono aumentare il rischio di tossicità sistemica.
Porfiria acuta
Ropivacaina è probabilmente porfirinogenica e nei pazienti con porfiria acuta deve essere prescritta solo quando non sono disponibili alternative più sicure.
Devono essere adottate precauzioni appropriate nei casi di pazienti vulnerabili, in accordo a quanto riportato nei testi standard di riferimento e/o consultandosi con esperti di questa malattia.
Eccipienti con azioni/effetti noti
Fiala da 10 mL: questo medicinale contiene 31,5 mg di sodio per fiala, equivalente all’1,58% dell’assunzione massima giornaliera raccomandata dall’OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.
Fiala da 20 mL: questo medicinale contiene 63 mg di sodio per fiala, equivalente al 3,15% dell’assunzione massima giornaliera raccomandata dall’OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.
Questo dato deve essere preso in considerazione se si segue una dieta a tenore controllato di sodio.
Somministrazione prolungata
La somministrazione prolungata di ropivacaina deve essere evitata in pazienti trattati contemporaneamente con forti inibitori del CYP1A2, come fluvoxamina ed enoxacina (vedere anche paragrafo 4.5).
Popolazione pediatrica
L’uso della somministrazione intratecale nei lattanti, bambini piccoli e bambini non è stato documentato.
La sicurezza e l’efficacia di ropivacaina 5 mg/mL per i blocchi dei nervi periferici nei neonati di età inferiore a 1 anno non sono state stibailite.
Ropivacaina Noridem 5 mg/mL non è approvata per l’uso nei bambini di età <1 anno. I neonati possono necessitare di un’attenzione speciale a causa dell’immaturità delle vie metaboliche. Le maggiori variazioni delle concentrazioni plasmatiche di ropivacaina osservate negli studi clinici sui neonati suggeriscono che il rischio di tossicità sistemica potrebbe essere maggiore in questa fascia di età.
04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione
Ropivacaina deve essere utilizzata con cautela nei pazienti in trattamento con altri anestetici locali o sostanze strutturalmente correlate agli anestetici locali di tipo ammidico, per esempio certi antiaritmici, come lidocaina e mexiletina, in quanto gli effetti tossici sistemici sono additivi. L’uso contemporaneo di ropivacaina e anestetici generali o oppiacei può determinare un reciproco potenziamento dei rispettivi effetti (avversi). Non sono stati condotti studi specifici di interazione con ropivacaina e medicinali antiaritmici di classe III (ad es. amiodarone), ma in questi casi si raccomanda cautela (vedere anche paragrafo 4.4).
Il citocromo P450 (CYP) 1A2 è coinvolto nella formazione del principale metabolita, 3-idrossi ropivacaina. In vivo, la clearance plasmatica di ropivacaina viene ridotta fino al 77% durante la somministrazione contemporanea di fluvoxamina, un inibitore selettivo e potente di CYP1A2. Di conseguenza, forti inibitori di CYP1A2, come fluvoxamina ed enoxacina, possono interagire con ropivacaina se dati in concomitanza a una sua prolungata somministrazione. La somministrazione prolungata di ropivacaina deve essere evitata in pazienti trattati contemporaneamente con forti inibitori del CYP1A2 (vedere anche paragrafo 4.4).
In vivo, la clearance plasmatica di ropivacaina viene ridotta del 15% durante la somministrazione contemporanea di ketoconazolo, un inibitore selettivo e potente di CYP3A4. Tuttavia, l’inibizione di questo isoenzima non sembra avere rilevanza clinica.
In vitro, ropivacaina è un inibitore competitivo di CYP2D6, ma alle concentrazioni plasmatiche raggiunte clinicamente non sembra inibire questo isoenzima.
04.6 Gravidanza e allattamento
Gravidanza Tranne che per la somministrazione epidurale in ostetricia, i dati relativi all’utilizzo di ropivacaina in donne in gravidanza non sono sufficienti. Gli studi sperimentali sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti rispetto alla gravidanza, lo sviluppo embriofetale, il parto o lo sviluppo postnatale (vedere paragrafo 5.3).
Allattamento Non sono disponibili dati sull’escrezione di ropivacaina nel latte materno.
04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari
Non sono stati condotti studi sulla capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. A seconda della dose, gli anestetici locali possono avere una leggera influenza sulla funzione mentale e sulla coordinazione anche in assenza di evidente tossicità a carico del SNC e possono compromettere temporaneamente la locomozione e la prontezza.
04.8 Effetti indesiderati
Generali
Il profilo delle reazioni avverse di ropivacaina è simile a quello degli altri anestetici locali di tipo ammidico a lunga durata d’azione. Le reazioni avverse al farmaco devono essere distinte dagli effetti fisiologici del blocco dei nervi, quali ipotensione e bradicardia durante l’anestesia intratecale, e dagli eventi causati dalla puntura dell’ago (ad es. ematoma spinale, cefalea post-puntura durale, meningite e ascesso epidurale). Molte delle reazioni avverse segnalate più comunemente, come nausea, vomito e ipotensione, sono molto frequenti durante l’anestesia e la chirurgia in generale e non è possibile distinguere quelle causate dalla situazione clinica da quelle causate dal medicinale o dal blocco.
Il blocco spinale totale può verificarsi con tutti gli anestetici locali se una dose epidurale viene somministrata involontariamente per via intratecale, o se viene somministrata una dose intretecale eccessiva. Le reazioni averse sistemiche e locali di Ropivacaina generalmente si verificano a causa di dosaggio ecessivo, assorbimento rapido o iniezione intravascolare involontaria. A causa delle basse dosi usate per l’anestesia intratecale, però, non sono previste reazioni tossiche sistemiche.
Tabella 3 Tabella delle reazioni avverse
Le frequenze utilizzate nella tabella al paragrafo 4.8 sono: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1 000, <1/100), raro (≥1/10 000, <1/1 000), molto raro (<1/10 000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
| Classificazione per sistemi e organi | Frequenza | Effetto indesiderato |
|---|---|---|
| Disturbi del sistema immunitario | Raro | Reazioni allergiche (reazioni anafilattiche, shock anafilattico, edema angioneurotico e orticaria) |
| Disturbi psichiatrici | Non comune | Ansia |
| Patologie del sistema nervoso | Comune | Parestesia, capogiro, cefaleac |
| Non comune | Sintomi di tossicità a carico del SNC (convulsioni, convulsioni da grande male, crisi epilettiche, leggera confusione mentale, parestesia periorale, intorpidimento della lingua, iperacusia, tinnito, disturbi visivi, disartria, contrazione muscolare, tremore)*, ipoestesiac | |
| Non nota | Discinesia, sindrome di Horner | |
| Patologie cardiache | Comune | Bradicardiac, tachicardia |
| Raro | Arresto cardiaco, aritmie cardiache | |
| Patologie vascolari | Molto comune | Ipotensionea |
| Comune | Ipertensione | |
| Non comune | Sincopec | |
| Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | Non comune | Dispneac |
| Patologie gastrointestinali | Molto comune | Nausea |
| Comune | Vomitob,c | |
|
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo |
Comune | Dolore dorsale |
| Patologie renali e urinarie | Comune | Ritenzione urinaria |
| Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione | Comune | Aumento della temperatura, brividi |
| Non comune | Ipotermiac |
aL’ipotensione è meno frequente nei bambini (> 1/100).
bIl vomito è più frequente nei bambini (> 1/10).
cQueste reazioni sono più frequenti di quanto indicato dopo somministrazione intratecale.
*Questi sintomi si manifestano solitamente a seguito di iniezione intravascolare accidentale, sovradosaggio o rapido assorbimento (vedere paragrafo 4.9).
Reazioni avverse correlate alla classe di appartenenza
Complicanze neurologiche
Indipendentemente dall’anestetico locale utilizzato, all’anestesia regionale sono state associate neuropatia e disfunzione del midollo spinale (ad es. sindrome dell’arteria spinale anteriore, aracnoidite, cauda equina), che in rari casi possono causare sequele permanenti.
A seguito di somministrazione epidurale, la diffusione cranica dell’anestetico locale, in particolare nelle donne in gravidanza, può occasionalmente provocare la sindrome di Horner caratterizzata da miosi, ptosi e anidrosi. La remissione spontanea avviene con l’interruzione del trattamento.
Blocco spinale totale
Il blocco spinale totale si può manifestare quando viene accidentalmente somministrata una dose intratecale eccessiva.
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Tossicità acuta sistemica
Le reazioni tossiche sistemiche coinvolgono primariamente il sistema nervoso centrale (SNC) e il sistema cardiovascolare (SCV). Queste reazioni sono causate da un’alta concentrazione ematica di anestetico locale che può essere provocata da un’iniezione intravascolare (accidentale), da sovradosaggio o da un assorbimento eccezionalmente rapido da un’area molto vascolarizzata. Le reazioni a carico del SNC sono simili per tutti gli anestetici locali di tipo ammidico, mentre le reazioni cardiache sono maggiormente dipendenti dal principio attivo, sia in termini quantitativi, sia qualitativi.
Tossicità a carico del sistema nervoso centrale
La tossicità a carico del sistema nervoso centrale si manifesta gradualmente con sintomi e segni di severità crescente. Inizialmente si osservano sintomi come disturbi della vista e dell’udito, intorpidimento periorale, capogiro, sensazione di vertigini, formicolio e parestesia. Disartria, rigidità muscolare e contrazione muscolare sono più gravi e possono precedere l’instaurarsi di convulsioni generalizzate. Questi segni non devono essere confusi con il comportamento nevrotico. Possono seguire incoscienza e convulsioni da grande male che possono durare da pochi secondi a diversi minuti. Durante le convulsioni possono rapidamente insorgere ipossia e ipercapnia a causa dell’aumentata attività muscolare e di una interferenza con la respirazione. Nei casi severi si può manifestare anche apnea. L’acidosi respiratoria e metabolica aumenta e prolunga gli effetti tossici degli anestetici locali.
Il ritorno del paziente alle condizioni cliniche iniziali è conseguente alla ridistribuzione del principio attivo dal sistema nervoso centrale e al successivo metabolismo ed escrezione. Il recupero può essere rapido se non sono state iniettate grandi quantità di medicinale.
Tossicità a carico del sistema cardiovascolare
La tossicità cardiovascolare è indice di una situazione più severa. Come risultato di elevate concentrazioni sistemiche di anestetici locali si possono verificare ipotensione, bradicardia, aritmia e anche arresto cardiaco. Nei volontari l’infusione endovenosa di ropivacaina ha indotto segni di depressione della conduttività e della contrattilità.
Gli effetti tossici cardiovascolari sono generalmente preceduti da segni di tossicità a carico del sistema nervoso centrale, a meno che il paziente non abbia ricevuto un anestetico generale o sia stato pesantemente sedato con medicinali quali benzodiazepine o barbiturici.
Popolazione pediatrica
Si presuppone che frequenza, tipo e gravità delle reazioni avverse nei bambini siano uguali a quelli negli adulti ad eccezione dell’ipotensione, che si verifica meno spesso nei bambini (<1 su 10), e del vomito, che si verifica più spesso nei bambini (>1 su 10).
Nei bambini i primi segni di tossicità da anestetico locale possono essere difficili da individuare dal momento che potrebbero non essere in grado di esprimerli verbalmente (vedere anche paragrafo 4.4).
Trattamento della tossicità acuta sistemica Vedere paragrafo 4.9.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio-rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
04.9 Sovradosaggio
Sintomi
L’iniezione intravascolare accidentale di anestetici locali può causare effetti tossici sistemici immediati (entro pochi secondi o pochi minuti). Nei casi di sovradosaggio il picco di concentrazione plasmatica potrebbe non essere raggiunto per una o due ore, a seconda del sito di iniezione, e pertanto i segni di tossicità possono essere ritardati (vedere paragrafo 4.8).
Dopo somministrazione intratecale, non è previsto che si verifichi tossicità sistemica a causa della bassa dose somministrata. Una dose eccessiva somministrata nello spazio subaracnoideo può dare origine a un blocco spinale totale.
Trattamento
L’iniezione di anestetici locali deve essere immediatamente sospesa se compaiono sintomi di tossicità sistemica acuta e i sintomi a carico del SNC (convulsioni e depressione del SNC) devono essere rapidamente trattati con un appropriato supporto delle vie aeree/respiratorie e con la somministrazione di medicinali anticonvulsivanti.
Se dovesse manifestarsi un arresto circolatorio, deve essere immediatamente effettuata la rianimazione cardiopolmonare. È di vitale importanza garantire una ossigenazione ottimale, supportare la ventilazione e la circolazione e trattare l’acidosi.
In caso di depressione cardiovascolare (ipotensione, bradicardia) deve essere preso in considerazione un trattamento appropriato con fluidi endovenosi, vasocostrittori e/o farmaci inotropi.
In caso di arresto cardiaco, può essere necessaria una rianimazione protratta per aumentare le possibilità di successo.
05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE
05.1 Proprietà farmacodinamiche
Categoria farmacoterapeutica: anestetici locali, ammidi, codice ATC: N01B B09.
Ropivacaina è un anestetico locale di tipo ammidico a lunga durata d’azione, che presenta sia effetti anestetici, sia effetti analgesici. Ad alte dosi produce anestesia chirurgica, mentre dosi più basse inducono un blocco sensoriale con blocco motorio limitato e non progressivo.
Il meccanismo d’azione è una riduzione reversibile della permeabilità della membrana delle fibre nervose agli ioni sodio. Ne conseguono la diminuzione della velocità di depolarizzazione e l’aumento della soglia di eccitabilità che si traducono nel blocco degli impulsi nervosi a livello locale.
La proprietà più caratteristica di ropivacaina è la lunga durata d’azione. L’esordio dell’attività e la durata dell’efficacia anestetica a livello locale dipendono dal sito di somministrazione e dalla dose e non sono influenzati dalla presenza di un vasocostrittore (ad es. adrenalina).
Per dettagli sull’esordio e sulla durata d’azione vedere la tabella al pararafo 4.2 “Posologia e modo di somministrazione”.
In volontari sani ropivacaina somministrata in infusione endovenosa è stata ben tollerata a basse dosi. Alla dose massima tollerata si sono manifestati i sintomi attesi a carico del SNC. L’esperienza clinica con ropivacaina indica un buon margine di sicurezza quando usata adeguatamente alle dosi raccomandate.
05.2 Proprietà farmacocinetiche
Ropivacaina ha un centro chirale ed è disponibile come enantiomero S-(-) puro. È altamente liposolubile. Tutti i suoi metaboliti hanno un effetto anestetico locale ma di potenza considerevolmente minore e durata più breve rispetto a ropivacaina.
Non vi sono evidenze di una racemizzazione in vivo di ropivacaina.
La concentrazione plasmatica di ropivacaina dipende dalla dose, dalla via di somministrazione e dalla vascolarizzazione del sito di iniezione. Ropivacaina segue una farmacocinetica lineare e la Cmax è proporzionale alla dose.
Ropivacaina mostra, nell’adulto, un assorbimento dallo spazio epidurale completo e bifasico, con emivita delle due fasi dell’ordine rispettivamente di 14 minuti e 4 ore. Il lento assorbimento è il fattore limitante la velocità nell’eliminazione di ropivacaina; questo spiega perché l’emivita apparente di eliminazione dopo somministrazione epidurale è più lunga di quella dopo somministrazione endovenosa.
Ropivacaina presenta una clearance plasmatica media totale dell’ordine di 440 mL/min, una clearance renale di 1 mL/min, un volume di distribuzione allo stato stazionario di 47 litri e un’emivita terminale di 1,8 h dopo somministrazione endovenosa. Ropivacaina ha un rapporto di estrazione epatica intermedia di circa 0,4. Nel plasma è principalmente legata alla α1-glicoproteina acida, con una frazione non legata pari a circa il 6%.
Durante l’infusione epidurale continua è stato rilevato un aumento della concentrazione plasmatica totale correlato a un aumento post-operatorio dell’α1-glicoproteina acida.
Le variazioni della concentrazione della frazione non legata, farmacologicamente attiva, sono state molto minori di quelle della concentrazione plasmatica totale.
Nei bambini di età compresa tra 1 e 12 anni, la farmacocinetica di ropivacaina dopo anestesia regionale si è dimostrata non correlata con l’età. In questo gruppo, ropivacaina presenta una clearance plasmatica totale dell’ordine di 7,5 mL/min kg, una clearance plasmatica non legata di 0,15 L/min kg, un volume di distribuzione allo stato stazionario di 2,41 L/kg, una frazione non legata del 5% e un’emivita terminale di 3 ore. Ropivacaina mostra un assorbimento bifasico dallo spazio caudale. La clearance correlata al peso corporeo in questa fascia di età è simile a quella degli adulti.
Ropivacaina attraversa rapidamente la placenta e raggiunge rapidamente l’equilibrio con la concentrazione non legata. Il grado del legame con le proteine plasmatiche nel feto è minore di quello osservabile nella madre; questo determina nel feto una concentrazione plasmatica totale inferiore rispetto alla madre.
Ropivacaina è ampiamente metabolizzata principalmente mediante idrossilazione aromatica. Dopo somministrazione endovenosa l’86% della dose viene escreto nelle urine e di questo solo l’1% è relativo a ropivacaina immodificata. Il metabolita principale è la 3-idrossi-ropivacaina che per circa il 37% viene escreta nelle urine, principalmente come coniugato. L’escrezione urinaria di 4-idrossi- ropivacaina, del metabolita N-dealchilato (PPX) e del metabolita 4-idrossi-dealchilato è pari all’1 – 3%. Le concentrazioni plasmatiche di 3-idrossi ropivacaina coniugata e non coniugata sono solo appena rilevabili.
La compromissione della funzionalità renale ha poca o nessuna influenza sulla farmacocinetica di ropivacaina. La clearance renale di PPX è significativamente correlata alla clearance della creatinina. La mancanza di correlazione tra l’esposizione totale, espressa come AUC, e la clearance della creatinina indica che la clearance totale di PPX comprende un’eliminazione non renale oltre all’escrezione renale. Alcuni pazienti con compromissione della funzione renale possono mostrare un aumento dell’esposizione a PPX derivante da una bassa clearance non renale. A causa della ridotta tossicità di PPX a livello del SNC rispetto a ropivacaina, le conseguenze cliniche sono considerate trascurabili nel trattamento a breve termine. I pazienti con malattia renale allo stadio terminale sottoposti a dialisi non sono stati studiati.
Popolazione pediatrica
La farmacocinetica di ropivacaina è stata caratterizzata mediante l’analisi dei dati PK di una popolazione formata da 192 bambini di età compresa tra 0 e 12 anni. La clearance della frazione di ropivacaina non legata, del metabolita PPX e il volume di distribuzione di ropivacaina non legata dipendono sia del peso corporeo, sia dell’età, fino a quando la funzionalità epatica non raggiunge la maturità, dopodiché dipendono principalmente del peso corporeo. La maturazione della clearance della frazione non legata di ropivacaina sembra completarsi entro 3 anni di età, quella del metabolita PPX entro 1 anno e il volume di distribuzione di ropivacaina non legata entro i 2 anni di età. Il volume di distribuzione del metabolita PPX non legato dipende esclusivamente dal peso corporeo. Poiché PPX ha un’emivita più lunga e una clearance minore, si può accumulare durante l’infusione epidurale.
La clearance di ropivacaina non legata (CLu) per età superiori ai 6 mesi ha raggiunto valori all’interno del range degli adulti. I valori di clearance (CL) totale di ropivacaina riportati nella Tabella 5 sono quelli non influenzati dall’aumento post-operatorio della AAG.
Tabella 4 Stime dei parametri farmacocinetici derivati dalle analisi PK raggruppate della popolazione pediatrica
| Età | PCa | Club | Vuc |
e f CLd t1/2 t1/2ppx |
||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Gruppo | kg | (L/h/kg) | (L/kg) | (L/h/kg) | (h) | (h) |
| Neonato | 3,27 | 2,40 | 21,86 | 0,096 | 6,3 | 43,3 |
| 1 m | 4,29 | 3,60 | 25,94 | 0,143 | 5,0 | 25,7 |
| 6 m | 7,85 | 8,03 | 41,71 | 0,320 | 3,6 | 14,5 |
| 1 a | 10,15 | 11,32 | 52,60 | 0,451 | 3,2 | 13,6 |
| 4 a | 16,69 | 15,91 | 65,24 | 0,633 | 2,8 | 15,1 |
| 10 a | 32,19 | 13,94 | 65,57 | 0,555 | 3,3 | 17,8 |
a Peso corporeo mediano per fascia di età rispettiva dalla banca dati OMS
b Clearance di ropivacaina non legata
c Volume di distribuzione di ropivacaina non legata
d Clearance totale di ropivacaina
e Emivita terminale di ropivacaina
f Emivita terminale di PPX
La media della massima concentrazione plasmatica simulata (Cumax) dopo un singolo blocco caudale tende a essere più alta nei neonati e il tempo alla Cumax (tmax) diminuisce con l’aumentare dell’età (Tabella 5). La media delle concentrazioni plasmatiche non legate simulate al termine di 72 ore di infusione epidurale continua alla dose raccomandata ha evidenziato livelli maggiori nei neonati rispetto ai lattanti e ai bambini (vedere anche paragrafo 4.4).
Tabella 5 Media simulata e intervallo osservato di Cumax
non legata dopo un singolo blocco caudale
| Fascia di età | Dose (mg/kg) |
Cumax
a |
tmax
b |
Cumax
c |
|---|---|---|---|---|
| 0 – 1 m | 2,00 | 0,0582 | 2,00 | 0,05 – 0,08 (n = 5) |
| 1 – 6 m | 2,00 | 0,0375 | 1,50 | 0,02 – 0,09 (n = 18) |
| 6 – 12 m | 2,00 | 0,0283 | 1,00 | 0,01 – 0,05 (n = 9) |
1 – 10 a 2,00 0,0221 0,50 0,01 – 0,05 (n = 60)
a Concentrazione plasmatica massima non legata
b Tempo alla concentrazione plasmatica massima non legata
c Concentrazione plasmatica massima non legata osservata e normalizzata per la dose
A 6 mesi di vita, il breakpoint per il cambio della velocità raccomandata per l’infusione epidurale continua, la clearance di ropivacaina non legata e del metabolita PPX non legato raggiunge rispettivamente il 34% e il 71% dei valori maturi. L’esposizione sistemica è più alta nei neonati e ancora di più nei lattanti di età compresa tra 1 e 6 mesi rispetto ai bambini più grandi, il che è correlato all’immaturità delle funzioni epatiche. Tuttavia, quanto osservato è parzialmente compensato dalla riduzione del 50% della velocità raccomandata per l’infusione continua nei lattanti di età inferiore a 6 mesi.
Le simulazioni delle somme delle concentrazioni plasmatiche di ropivacaina non legata e del metabolita PPX, basate sui parametri PK e sulla loro variabilità nell’analisi di popolazione, indicano che per un singolo blocco caudale la dose raccomandata deve essere aumentata di un fattore di 2,7 nel gruppo dei più giovani e di un fattore di 7,4 nel gruppo da 1 a 10 anni, in modo tale che il limite superiore dell’intervallo di confidenza al 90% della predittività raggiunga la soglia per la tossicità sistemica. I fattori di corrispondenza per l’infusione epidurale continua sono rispettivamente 1,8 e 3,8.
In uno studio condotto su bambini di età compresa tra 1 e 12 anni (n = 22) con blocco singolo del nervo ileoinguinale-ileoipogastrico usando 3 mg/kg di ropivacaina 5 mg/L, l’assorbimento di ropivacaina è stato rapido con concentrazioni plasmatiche di picco raggiunte 15-64 minuti dopo l’inizio dell’iniezione. Per ropivacaina totale, il valore di Cmax medio è stato di 1,5 ± 0,9 mg/L (con il valore massimo di 4,8 mg/L) e un’emivita di eliminazione media di 2,0 ± 1,7 ore. La concentrazione plasmatica non legata calcolata dopo 30 min è stata di 0,05 ± 0,03 mg/L e l’intervallo alla Cmax di 0,02 – 0,136 mg/L., che corrisponde a un quinto della soglia di tossicità.
In uno studio pubblicato che ha confrontato la farmacocinetica di una singola iniezione di ropivacaina 5 mg/mL nel blocco del nervo ileoinguinale-ileoipogastrico sotto controllo ecografico rispetto alla tecnica guidata dai punti di riferimento, la tecnica ecografica ha determinato un aumento del 45-56% della Cmax e dell’AUC, rispettivamente, e una riduzione del tempo per raggiungere la concentrazione plasmatica massima del 19%. Dosaggi inferiori possono quindi essere applicati con le tecniche ecografiche (vedere paragrafo 4.2).
05.3 Dati preclinici di sicurezza
In base agli studi farmacologici convenzionali di farmacologia di sicurezza, tossicità a dosi singole e ripetute, tossicità della riproduzione, potenziale mutageno e tossicità locale, non si sono evidenziati rischi per gli esseri umani, a parte quelli attesi in base all’azione farmacodinamica di alte dosi di ropivacaina (ad es. segni a carico del SNC, comprese convulsioni, e cardiotossicità).
INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
06.1 Eccipienti
Cloruro di sodio Idrossido di sodio (per la regolazione del pH) Acido cloridrico (3,6%) (per la regolazione del pH) Acqua per preparazioni iniettabili
06.2 Incompatibilità
In assenza di studi di compatibilità questo medicinale non deve essere diluito o miscelato con altri medicinali. Nelle soluzioni alcaline può verificarsi precipitazione in quanto ropivacaina è scarsamente solubile a pH superiore a 6,0.
06.3 Periodo di validità
3 anni.
Periodo di validità dopo la prima apertura La stabilità chimica e fisica è stata dimostrata per 24 h a 2 – 8 °C.
Dal punto di vista microbiologico, a meno che il metodo di apertura non precluda il rischio di contaminazione microbica, il prodotto deve essere usato immediatamente.
Se non viene usato immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione durante l’uso sono sotto la responsabilità dell’utilizzatore.
06.4 Speciali precauzioni per la conservazione
Fiale in prolipropilene (con blister): non conservare a temperatura superiore a 30 °C. Non congelare. Fiale in prolipropilene (senza blister): questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
Per le condizioni di conservazione dopo la prima apertura del medicinale vedere paragrafo 6.3.
06.5 Natura e contenuto della confezione
Fiala sterile in polipropilene in blister inserito in una scatola di cartone. oppure Fiale in polipropilene inserite in una scatola di cartone. Questo contenitore non deve essere usato in alcun ambiente intraoperatorio (asettico).
Confezioni:
Confezioni da 5 blister contenenti una fiala sterile da 10 mL o da 20 mL di soluzione iniettabile.
Confezioni da 5 fiale da 10 mL o da 20 mL di soluzione iniettabile. Queste confezioni non devono essere usate in alcun ambiente intraoperatorio (asettico).
È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione
Solo le confezioni contenenti fiale sterili in blister possono essere usate in un ambiente intraoperatorio (asettico).
Il medicinale deve essere ispezionato visivamente prima dell’uso. La soluzione deve essere usata soltanto se risulta trasparente, praticamente priva di particelle, e se il contenitore non è danneggiato. Il contenitore intatto non deve essere riautoclavato.
La soluzione iniettabile è destinata soltanto all’uso singolo.
Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.
07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio
Noridem Enterprises Limited Evagorou & Makariou Mitsi Building 3, Office 115 1065 Nicosia, Cipro
08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio
052329051 – "5 MG/ML SOLUZIONE INIETTABILE" 5 FIALE IN PP STERILE DA 10 ML 052329063 – "5 MG/ML SOLUZIONE INIETTABILE" 5 FIALE IN PP STERILE DA 20 ML 052329075 – "5 MG/ML SOLUZIONE INIETTABILE" 5 FIALE IN PP DA 10 ML 052329087 – "5 MG/ML SOLUZIONE INIETTABILE" 5 FIALE IN PP DA 20 ML
09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione
Data della prima autorizzazione:
10.0 Data di revisione del testo
Documento messo a disposizione da A.I.FA. in data: ———-
