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Tralforin

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Tralforin: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

 

01.0 Denominazione del medicinale

Indice

TRALFORIN

 

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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50 mg compresse

Ogni compressa rivestita con film contiene sertralina cloridrato equivalente a 50 mg di sertralina.

100 mg compresse

Ogni compressa rivestita con film contiene sertralina cloridrato equivalente a 100 mg di sertralina.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

 

03.0 Forma farmaceutica

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Compressa rivestita con film.

50 mg compresse

Compresse a forma di capsula da bianche a beige, rivestite con film, incise su di un lato, e stampate con “50” sull’altro. Misura 4.2 x 10,3 mm.

100 mg compresse

Compresse a forma di capsula da bianche a beige, rivestite con film, incise su di un lato, e stampate con “100” sull’altro. Misura 5.2 x 13,1 mm.

 

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Trattamento degli episodi depressivi maggiori.

Trattamento del disturbo ossessivo-compulsivo (DOC).

Trattamento del disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) negli adolescenti (13-17 anni di età)

(Vedere paragrafo 4.2)

 

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Episodi depressivi maggiori negli adulti

La dose giornaliera usuale è di 50 mg di sertralina.

Se richiesto, la dose può essere aumentata a 100 mg di sertralina al giomo.

La dose giornaliera massima è 200 mg di sertralina.

Qualora necessari, devono essere effettuati incrementi della dose di 50 mg ad intervalli minimi di una settimana. Modificazioni della dose non devono essere apportate più di una volta a settimana a causa del tempo di dimezzamento per eliminazione della sertralina nelle 24 ore.

Durante la terapia a lungo termine lo scopo è di somministrare la dose più bassa possibile che fornisca un’adeguata efficacia terapeutica.

Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC)

Adulti

Inizialmente 50 mg una volta al giomo. Se necessario, devono essere effettuati incrementi della dose di 50 mg ad intervalli minimi di una settimana. Modificazioni della dose non devono essere apportate più di una volta a settimana a causa del tempo di dimezzamento per l’eliminazione della sertralina nelle 24 ore. La dose giornaliera massima è di 200 mg.

Adolescenti (13-17 anni)

L’inizio del trattamento e il follow-up devono essere condotti da un pediatra o da uno psichiatra per adolescenti.

Inizialmente 50 mg come singola dose quotidiana. Se necessario, devono essere effettuati incrementi della dose di 50 mg ad intervalli minimi di alcune settimane. La dose giornaliera massima negli adolescenti al di sotto dei 18 anni è di 200 mg. Dosi più basse devono, tuttavia, essere prese in considerazione nei pazienti con basso peso corporeo per evitare livelli plasmatici elevati.

Bambini ed adolescenti (al di sotto dei 18 anni)

TRALFORIN non deve essere utilizzato per il trattamento di bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni di età, ad eccezione degli adolescenti (13-17 anni di età) affetti da disturbi ossessivo-compulsivi (DOC) (vedere paragrafo 4.4).

Anziani

Poiché il tempo di dimezzamento per l’eliminazione nei pazienti anziani può essere prolungato, si suggerisce che il dosaggio sia il più basso possibile negli anziani.

Pazienti con funzionalità epatica compromessa

La sertralina deve essere utilizzata con cautela nei pazienti con funzionalità epatica compromessa. Sebbene non sia chiaro se occorrano aggiustamenti della dose in caso di una funzionalità epatica compromessa, si raccomanda di ridurre la dose o di prolungare l’intervallo tra le dosi. La sertralina non deve essere utilizzata in caso di grave compromissione epatica poiché non sono disponibili dati clinici.

Pazienti con funzionalità renale compromessa

La compromissione della funzionalità renale non necessita di un aggiustamento della dose (vedere anche paragrafo 4.4).

Modo e durata della somministrazione

La sertralina deve essere assunta una volta al giomo, di mattina o di sera, con una quantità sufficiente di liquidi. Le compresse possono essere assunte durante i pasti o indipendentemente dall’assunzione di cibo.

La comparsa degli effetti antidepressivi può verificarsi entro 7 giorni, comunque l’effetto massimo si raggiunge, generalmente, dopo 2-4 settimane di trattamento; è consigliabile che i pazienti ne siano informati.

Per assicurare una remissione dei sintomi, i pazienti devono essere trattati per un periodo sufficiente di almeno sei mesi.

Sintomi da astinenza osservata con la sospensione

L’interruzione improvvisa deve essere evitata. Quando si interrompe il trattamento con sertralina la dose deve essere ridotta gradualmente per un periodo di almeno una, due settimane per ridurre il rischio di reazioni da astinenza (vedere paragrafo 4.4 e paragrafo 4.8). Se si verificassero dei sintomi intollerabili in seguito alla diminuzione della dose o all’interruzione del trattamento, deve essere presa in considerazione la ripresa della dose precedentemente prescritta. Successivamente, il medico può continuare a diminuire la dose, ma ad un tasso più graduale.

 

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità alla sertralina o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

La sertralina non deve essere somministrata in concomitanza con MAO inibitori compresi selegilina moclobemide,e linezolid (vedere paragrafo 4.4).

La sertralina non deve essere somministrata in concomitanza con pimozide (vedere paragrafo 4.5).

Grave alterazione della funzionalità epatica (vedere anche paragrafi 4.2 e 4.4)

 

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Sindrome da serotonina

In rari casi si può sviluppare una sindrome da serotonina (caratterizzata da un insieme di sintomi quali ipertermia, rigidità, mioclono, instabilità del sistema nervoso autonomo con possibili fluttuazioni rapide dei segni vitali, alterazioni dello stato mentale incluse confusione, irritabilità, agitazione estrema che progredisce in delirio e coma) in associazione al trattamento della sertralina in particolar modo quando questa viene somministrata in concomitanza con MAO inibitori o altri prodotti medicinali serotoninergici.

Poiché questa sindrome può portare a condizioni potenzialmente letali, il trattamento con sertralina deve essere interrotto se tali eventi si verificano e deve essere avviato un trattamento di supporto sintomatico.

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MAO inibitori

Il trattamento contemporaneo con gli inibitori della ricaptazione della serotonina e MAO inibitori tra cui il MAO inibitore selettivo selegilina e i MAO inibitori reversibili moclobemide e linezolid è controindicato in quanto sono state riportate reazioni fatali in pazienti che assumevano sertralina in associazione con un MAO inibitore.

Il trattamento con sertralina può essere avviato non prima di due settimane dall’interruzione di un MAO inibitore irreversibile (selegilina) o almeno 24 ore dopo l’interruzione di un MAO inibitore reversibile con un tempo di dimezzamento breve (ad es. moclobemide). Devono trascorrere almeno due giorni tra l’interruzione del linezolide e l’inizio del trattamento con qualsiasi MAO inibitore. Devono trascorrere almeno due settimane tra l’interruzione della sertralina e l’inizio di una terapia con qualsiasi MAO inibitore. La dose di sertralina deve essere incrementata gradualmente prima che venga raggiunta una risposta ottimale.

Prodotti medicinali serotoninergici

La contemporanea somministrazione di sertralina con altri prodotti medicinali che potenziano la neurotrasmissione serotoninergica, ad es. triptofano, fenfluramina, destrometorfano, petidina, tramadolo, agonisti della serotonina ed altri SSRI deve essere effettuata solo con estrema cautela e se possibile evitata (vedere paragrafo 4.5).

Sostituzione di SSRI o di altri antidepressivi

La sostituzione di inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina o di altri antidepressivi deve essere effettuata con cautela per evitare possibili interazioni farmacodinamiche.

Quando si inizia il trattamento con sertralina dopo l’interruzione di un antidepressivo con un lungo tempo di eliminazione, come ad esempio fluoxetina, è di particolare importanza un attento monitoraggio clinico. Non ci sono prove ben documentate in merito alla durata dell’intervallo libero da trattamento necessario per sostituire un antidepressivo con un altro. Vedere anche paragrafo 4.5.

Bambini e adolescenti (<18 anni)

La sertralina non deve essere utilizzata per il trattamento di bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni di età, ad eccezione degli adolescenti (13-17 anni di età) affetti da disturbo ossessivo-compulsivo (DOC).

Comportamenti suicidari (tentativi di suicidio e pensieri suicidari) e ostilità (essenzialmente aggressività, comportamento di opposizione e collera) sono stati osservati con maggiore frequenza negli studi clinici effettuati su bambini e adolescenti trattati con antidepressivi rispetto a quelli trattati con placebo. Qualora, in base ad esigenze mediche, dovesse essere presa la decisione di effettuare il trattamento, il paziente deve essere sorvegliato attentamente per quanto concerne la comparsa di sintomi suicidari. Per di più, non sono disponibili dati sulla sicurezza a lungo termine per i bambini e gli adolescenti per quanto concerne la crescita, la maturazione e lo sviluppo cognitivo e comportamentale.

Suicidio/pensieri suicidar i o peggioramento clinico

La depressione è associata a un aumentato rischio di pensieri suicidari, autolesionismo e suicidio (eventi correlati al suicidio). Questo rischio persiste fino a quando non avviene una remissione significativa.

Poiché può non verificarsi un miglioramento nel corso delle prime settimane o più di trattamento, i pazienti devono essere strettamente controllati finché non si evidenziano tali miglioramenti. È esperienza clinica generale che il rischio di suicidio può aumentare nelle fasi iniziali del recupero.

Altre condizioni psichiatriche per le quali la sertralina è prescritta possono altresì essere associate ad aumentato rischio di eventi correlati al suicidio. Inoltre queste condizioni si possono verificare in concomitanza con disturbi depressivi maggiori. Le stesse precauzioni osservate quando si trattano pazienti con disturbi depressivi maggiori devono perciò essere osservate quando si trattano pazienti con altri disturbi psichiatrici.

I pazienti con un’anamnesi positiva per comportamento o pensieri suicidari, o quelli che manifestano un grado significativo di ideazione suicidaria prima dell’inizio del trattamento, sono soggetti a rischio maggiore di ideazione suicidaria o di tentativi di suicidio e devono essere sottoposti ad attento monitoraggio durante il trattamento.

Una metanalisi degli studi clinici condotti con farmaci antidepressivi in confronto con placebo nella terapia di disturbi psichiatrici, ha mostrato un aumento del rischio di comportamento suicidario nella fascia di età inferiore a 25 anni dei pazienti trattati con antidepressivi rispetto al placebo.

La terapia farmacologica con antidepressivi deve essere associata ad una stretta sorveglianza dei pazienti in particolare quelli ad alto rischio, specialmente nelle fasi iniziali del trattamento e dopo i cambiamenti della dose

I pazienti (e coloro che si prendono cura dei pazienti) dovrebbero essere avvertiti di monitorare e riportare immediatamente al proprio medico curante qualsiasi peggioramento del quadro clinico, l’insorgenza di comportamento o pensieri suicidari o di cambiamenti comportamentali.

Acatisia/agitazione psicomotoria

L’uso di SSRI/SNRI è stato associato ad uno sviluppo di acatisia, caratterizzato da una sgradevole o dolorosa agitazione soggettiva, e dalla necessità di muoversi spesso accompagnata da un’incapacità di stare seduti o immobili. Ciò è più probabile che accada entro le prime settimane del trattamento. Nei pazienti che sviluppano questi sintomi, l’incremento della dose può essere dannoso.

Attivazione della mania/ipomania

In circa lo 0,4% dei pazienti trattati con sertralina negli studi clinici sono state riportate mania o ipomania. Pertanto la sertralina deve essere usata con cautela in pazienti con un’anamnesi di mania/ipomania. Si richiede una stretta sorveglianza da parte del medico. La sertralina deve essere interrotta in qualsiasi paziente che entri in una fase maniacale.

Schizofrenia

Nei pazienti schizofrenici i sintomi psicotici possono essere esacerbati.

Sintomi da astinenza osservati in seguito ad una interruzione

I sintomi da astinenza quando il trattamento è interrotto sono frequenti, in particolar modo se l’interruzione è improvvisa (vedere paragrafo 4.8).

Il rischio di sintomi da astinenza può dipendere da parecchi fattori, compreso la durata e la dose della terapia ed il tasso di riduzione della dose. In seguito all’interruzione di SSRI/SNRI sono stati riportati capogiri, disturbi sensori (inclusi parestesia e sensazioni di scossa elettrica), disturbi del sonno (inclusi sogni intensi) agitazione o ansia, nausea e/o vomito, tremore, confusione, sudorazione, cefalea, diarrea, palpitazioni, instabilità emotiva, irritabilità e disturbi visivi. Generalmente questi sintomi sono da lievi a moderati, comunque in alcuni pazienti possono essere di grave intensità. Questi si verificano, di solito, entro le prime settimane dall’interruzione del trattamento, ma si sono verificati casi molto rari di tali sintomi in pazienti che avevano inavvertitamente dimenticato una dose. Generalmente questi sintomi sono auto-limitanti e di solito si risolvono entro due settimane, sebbene in alcuni individui possano essere prolungati (2-3 mesi o più). È perciò consigliabile diminuire gradualmente la sertralina quando si interrompe il trattamento per un periodo di molte settimane o mesi, a seconda delle necessità del paziente (vedere Sintomi da interruzione, Paragrafo 4.2).

Periodo di interruzione del trattamento con SSRI

Nel passaggio da un SSRI ad un altro, la durata del periodo di interruzione del trattamento deve essere determinata tenendo conto del tempo di dimezzamento per l’eliminazione del prodotto precedente.

Emorragia

Ci sono stati casi di anomalie di sanguinamento cutaneo quali ecchimosi e porpora con SSRI. Cautela è consigliata in pazienti che assumono SSRI, particolarmente in associazione con anticoagulanti, prodotti medicinali noti per influenzare la funzione piastrinica (ad es. antipsicotici atipici e fenotiazine, la maggior parte degli antidepressivi triciclici, acido acetilsalicilico e farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) così come in pazienti con un’anamnesi di disturbi di sanguinamento (vedere anche paragrafo 4.5)).

Terapia elettro convulsiva (TEC)

A causa della limitata esperienza clinica della concomitante somministrazione di sertralina e TEC, si raccomanda cautela.

Diabete

Nei pazienti con diabete, il trattamento con SSRI può alterare il controllo della glicemia. I livelli di glucosio ematici devono essere controllati regolarmente. Il dosaggio di insulina e/o di un ipoglicemico orale possono necessitare di un aggiustamento.

Malattia Cardiaca

La sicurezza della sertralina non è stata stabilita nei pazienti che hanno da poco subito un infarto o pazienti con malattia cardiaca instabile. I pazienti ai quali erano diagnosticati questi disturbi venivano esclusi dagli studi clinici. Gli elettrocardiogrammi dei pazienti che assumono la sertralina negli studi clinici in doppio cieco indicano che la sertralina non è associata ad anomalie significative dell’elettrocardiogramma (ECG).

Anziani

La modalità e l’incidenza degli effetti indesiderati negli anziani sono comparabili con quelle che si manifestano nei pazienti più giovani. Ciò nonostante i pazienti anziani possono essere più sensibili agli effetti indesiderati degli antidepressivi.

Compromissione della funzionalità epatica

La sertralina è ampiamente metabolizzata nel fegato. Uno studio di farmacocinetica con dosi ripetute in pazienti con cirrosi lieve e stabilizzata ha rivelato un prolungamento del tempo di dimezzamento per l’eliminazione e un aumento approssimativamente di tre volte dell’AUC e della concentrazione plasmatica massima (Cmax) rispetto a quelle di pazienti con funzione epatica normale. Non è stata osservata alcuna differenza significativa nel legame alle proteine plasmatiche tra i due gruppi. La sertralina non deve essere impiegata in pazienti con grave compromissione epatica (per la sertralina in pazienti con alterazione della funzionalità epatica vedere paragrafo 4.2).

Compromissione della funzionalità renale

Come conseguenza dell’intenso metabolismo epatico solo una porzione trascurabile di sertralina è eliminata immodificata attraverso i reni. Nei pazienti con compromissione della funzionalità renale da lieve a moderata (clearance della creatinina da 30 a 60 ml/min) o da moderata a grave (clearance della creatinina da 10 a 29 ml/min), i parametri farmacocinetici (AUC0-24 e Cmax) in seguito a dosi ripetute, non risultavano essere significativamente diversi da quelli in pazienti con funzionalità renale normale. I tempi di dimezzamento erano simili e non si potevano stabilire differenze nel legame alle proteine plasmatiche tra i due gruppi studiati. Questo studio dimostra che, come ci si attenderebbe da un basso tasso di eliminazione renale, la dose della sertralina non deve essere aggiustata in caso di compromissione della funzionalità renale.

Disturbi convulsivi

L’esperienza del trattamento dei pazienti epilettici è limitata. Pertanto il trattamento deve essere evitato nei pazienti con epilessia instabile, pazienti con epilessia stabile devono essere monitorati attentamente e il trattamento deve essere interrotto se si verificano attacchi.

Intolleranza al lattosio

TRALFORIN contiene lattosio monoidrato. I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, carenza di Lapp lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

 

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Controindicati

Inibitori delle MAO

Sertralina non deve essere impiegata in concomitanza con MAO inibitori, incluso l’inibitore selettivo delle MAO selegilina e gli inibitori reversibili delle MAO moclobemide e linezolid. Vedere paragrafo 4.3 e paragrafo 4.4

Pimozide

Sono stati osservati livelli plasmatici aumentati di pimozide in uno studio clinico dopo concomitante somministrazione di sertralina e una singola dose bassa di pimozide (2 mg). Questi livelli aumentati non sono stati associati con cambiamenti nell’ECG. Il meccanismo di questa interazione è sconosciuto. La contemporanea somministrazione di sertralina e pimozide è controindicata in quanto la co-somministrazione provoca livelli plasmatici aumentati di pimozide e come conseguenza può aumentare il rischio di aritmie e di prolungamento dell’intervallo QT, associato al trattamento con pimozide (vedere anche paragrafo 4.3).

Somministrazione concomitante di sertralina non raccomandata con:

Sostanze serotoninergiche

Sostanze serotoninergiche quali altri SSRI, triptofano, flenfluramina, destrometorfano, petidina, tramadolo e agonisti della serotonina, non devono essere usati contemporaneamente con sertralina (vedere paragrafo 4.4).

Hypericum perforatum

L’uso concomitante del rimedio erboristico Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum) nei pazienti che assumono SSRI deve essere evitato poiché esiste la possibilità di potenziamento serotoninergico.

Precauzioni

Altri prodotti medicinali

Prodotti medicinali legati alle proteine plasmatiche

A causa del forte legame della sertralina alle proteine sono possibili interazioni con altre sostanze fortemente legate alle proteine plasmatiche. Comunque, in tre studi di interazione, la sertralina non ha avuto effetti significativi sul legame alle proteine plasmatiche del diazepam, tolbutamide e warfarin.

Altre interazioni osservate negli studi

La somministrazione concomitante della sertralina e del diazepam o tolbutamide ha prodotto cambiamenti leggeri ma statisticamente significativi di vari parametri farmacocinetici. La cimetidina ha ridotto il tasso di eliminazione della sertralina somministrata contemporaneamente. La rilevanza clinica di questi effetti non è chiara.

La sertralina non influisce sull’efficacia dell’atenololo; non ci sono interazioni con glibenclamide o digossina.

Litio

Negli studi controllati con placebo, su soggetti sani, sotto somministrazione concomitante di sertralina e litio, non sono stati rilevati cambiamenti nella farmacocinetica del litio, benché sia stata osservata una maggiore incidenza di tremore in confronto ai pazienti che ricevevano placebo, che indica una possibile influenza farmacodinamica. I pazienti che assumono sertralina e litio o altre sostanze con un meccanismo d’azione serotoninergico devono essere opportunamente monitorati.

Sumatriptan

In associazione con l’uso concomitante di sertralina e sumatriptan, sono stati segnalati, in rari casi, debolezza, iperreflessia, mancanza di coordinazione, confusione, ansia e agitazione. I pazienti nei quali è clinicamente necessario somministrare contemporaneamente sertralina e sumatriptan, vanno tenuti sotto adeguato controllo.

Farmaci attivi sul SNC ed alcool

Il trattamento concomitante con 200 mg quotidiani di sertralina non incrementa l’effetto dell’alcool, della carbamazepina, dell’aloperidolo o della fenitoina sulla funzionalità cognitiva e psicomotoria, in volontari sani. Comunque, il consumo di alcool in congiunzione con il trattamento con sertralina non è raccomandato.

Sostanze ipoglicemiche

La sertralina può alterare il controllo glicemico. Pertanto si consiglia di controllare il livello del glucosio ematico quando si inizia l’assunzione di sertralina in pazienti diabetici (vedere paragrafo 4.4)

Anticoagulanti orali, derivati dell’acido salicilico e FANS

In seguito alla somministrazione concomitante della sertralina con warfarin si è verificato un aumento piccolo, ma statisticamente significativo, del tempo di protrombina; pertanto, è consigliato uno stretto monitoraggio del tempo di protrombina quando si inizia o si interrompe la terapia con sertralina (vedere Specialità medicinali legate alle proteine plasmatiche e Interazioni con il Citocromo P450 2C9).

Può esserci un aumentato rischio potenziale di sanguinamento quando gli SSRI sono combinati con altri anticoagulanti orali, FANS derivati dell’acido salicilico, antipsicotici atipici, fenotiazine, e la maggior parte degli antidepressivi triciclici (vedere paragrafo 4.4).

Diuretici

I diuretici assunti in concomitanza alla sertralina possono predisporre (pazienti anziani) a iponatriemia e SIADH (Sindrome della inappropriata secrezione dell’ormone diuretico).

Prodotti medicinali metabolizzati dagli enzimi del citocromo P450

CYP 2D6: In studi di interazione c’è stato solo un aumento minimo nello stato stazionario delle concentrazioni plasmatiche della desipramina (in media del 23-37%) con l’uso a lungo termine della sertralina a dosi di 50 mg al giomo. La desipramina è un marker per l’attività isoenzimatica 2D6 del citocromo P450 (CYP).

CYP 3A3/4: Studi di interazioni in vivo hanno mostrato che la somministrazione a lungo termine della sertralina a dosi di 200 mg al giomo non porta ad una inibizione della 6-β idrossilazione del cortisolo endogeno mediata dal CYP 3A3/4 o del metabolismo della carbamazepina e della terfenadina. Non c’era inibizione del metabolismo dell’alprazolam mediato dal CYP 3A3/4 nel corso dell’uso a lungo termine della sertralina a dosi di 50 mg al giomo. I risultati di questi studi indicano che non c’è un’inibizione clinicamente rilevante dell’attività del CYP 3A3/4 da parte della sertralina.

CYP 2C9: la mancanza di effetti clinicamente significativi sulla somministrazione a lungo termine di 200 mg di sertralina al giomo sulle concentrazioni plasmatiche della tolbutamide, fenitoina e warfarin dimostra che la sertralina non inibisce il CYP 2C9 ad alcun livello clinicamente rilevante.

CYP 2C19: L’assenza di effetti clinicamente significativi della somministrazione a lungo termine di 200 mg di sertralina al giomo sulle concentrazioni plasmatiche del diazepam consente di concludere che la sertralina non inibisce il CYP 2C19 ad alcun livello clinicamente rilevante.

CYP 1A2: Studi in vitro hanno dimostrato che la sertralina ha un potenziale scarso o nullo per l’inibizione del CYP 1A2.

Fenitoina

Benché non sia stata osservata un’inibizione clinicamente significativa del metabolismo della fenitoina in uno studio controllato con placebo condotto in soggetti sani, è consigliabile controllare le concentrazioni plasmatiche della fenitoina all’inizio della terapia con sertralina e di aggiustare adeguatamente la dose di fenitoina.La somministrazione concomitante di fenitoina può ridurre i livelli plasmatici di sertralina.

Passaggio dall’uso di SSRI o di altri antidepressivi

Vedere paragrafo 4.4

Fenazone (Antipirina)

Il tempo di dimezzamento del fenazone è ridotta dalla concomitante somministrazione della sertralina che porta ad un’induzione clinicamente non significativa dell’enzima epatico.

 

04.6 Gravidanza e allattamento

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Gravidanza

I dati disponibili su un limitato numero (n = 147) di gravidanze esposte (al farmaco) non indicano effetti avversi della sertralina sulla gravidanza o sulla salute del feto. Gli studi sugli animali non hanno evidenziato effetti teratogenici della sertralina, comunque è stata osservata embriotossicità (vedere paragrafo 5.3).

I neonati devono essere tenuti sotto osservazione se l’uso materno di sertralina prosegue nelle ultime fasi della gravidanza, in particolare nel terzo trimestre. Durante la gravidanza deve essere evitata la brusca interruzione.

In seguito all’uso materno di SSRI/SNRI nelle ultime fasi della gravidanza, nel neonato possono verificarsi i seguenti sintomi: sofferenza respiratoria, cianosi, apnea, attacchi, instabilità della temperatura, difficoltà di alimentazione, vomito, ipoglicemia, ipertonia, ipotonia, iperreflessia, tremore, nervosismo, irritabilità, letargia, pianto costante, sonnolenza e sonno difficoltoso. Questi sintomi possono derivare sia da effetti serotoninergici che da sintomi da astinenza. Nella maggior parte dei casi le complicazioni iniziano immediatamente o poco dopo il parto (<24 ore).

La sertralina deve essere impiegata in gravidanza solo se i potenziali benefici del trattamento per la madre superano i possibili rischi per il feto in via di sviluppo.

Allattamento

È noto che la sertralina viene escreta nel latte materno (rapporto latte/plasma circa 1,8). Sono state riscontrate concentrazioni plasmatiche molto basse o non rilevabili di sertralina nei neonati allattati al seno. Durante l’allattamento la sertralina deve essere somministrata solo se i benefici attesi del trattamento superano i potenziali rischi per il bambino.

 

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Studi clinici farmacologici hanno dimostrato che la sertralina non altera o altera in modo trascurabile il comportamento psicomotorio. A seguito del trattamento con farmaci psicotropi, comunque, in alcuni pazienti il tempo di reazione può essere compromesso. I pazienti devono perciò essere avvisati di essere prudenti qualora intraprendano attività che richiedono attenzione, come guidare ed usare macchine pericolose, finché non conoscono la loro reazione al trattamento con la sertralina.

 

04.8 Effetti indesiderati

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I seguenti effetti indesiderati sono stati segnalati in studi clinici e nella fase successiva alla commercializzazione:

Valutazione delle frequenze:

Molto comune: ≥ 1/10
Comune: ≥ 1/100, < 1/10
Non comune: ≥ 1/1,000, < 1/100
Raro: ≥ 1/10,000, < 1/1,000
Molto raro: < 1/10,000, non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Patologie del sistema emolinfopoietico

Non comune: porpora, funzione piastrinica alterata, diatesi emorragica alterata (con ad es. epistassi, emorragia gastrointestinale o ematuria).

Raro: leucopenia, trombocitopenia.

Patologie endocrine

Raro: ginecomastia, iperprolattinemia, galattorrea, ipotiroidismo, sindrome da inappropriata secrezione di ADH (SIADH).

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Raro: iponatriemia, livelli elevati di colesterolo sierico.

L’iponatriemia generalmente scompare con l’interruzione della terapia. Alcuni casi erano probabilmente dovuti alla sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico (SIADH). La maggioranza dei casi erano associati a pazienti più anziani e a pazienti che assumevano diuretici o che erano altrimenti con basso volume plasmatico.

Disturbi psichiatrici

Molto comune: insonnia, sonnolenza, anoressia.

Comune: sbadiglio, agitazione, ansia.

Non Comune: euforia, sintomi depressivi, allucinazioni, mania, ipomania.

Raro: perdita della libido (in donne e uomini), incubi, reazioni aggressive, psicosi.

Frequenza non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili): ideazione suicidaria e comportamenti suicidari.

Durante la terapia o immediatamente dopo l’interruzione del trattamento con sertralina sono stati riportati casi di ideazione suicidaria e comportamenti suicidi (vedere paragrafo 4.4)

Patologie del sistema nervoso

Molto comune: tremore, vertigini, secchezza delle fauci

Comune: cefalea, disturbi motori (inclusi sintomi extrapiramidali quali ipercinesi, ipertonia muscolare, bruxismo e andatura compromessa), parestesia, ipoestesia e aumento della sudorazione.

Non comune: emicrania.

Raro: contrazioni muscolari involontarie, coma, attacchi, acatisia/stanchezza psicomotoria (vedere paragrafo 4.4), segni e sintomi associati a sindrome da serotonina: agitazione, confusione, diaforesi, diarrea, febbre, ipertensione, rigidità e tachicardia. In alcuni casi questi sintomi si sono verificati in associazione all’uso concomitante di agenti serotoninergici.

Patologie dell’occhio

Comune: visione alterata.

Non comune: midriasi.

Patologie dell’orecchio e del labirinto

Comune: tinnito.

Patologie cardiache

Comune: dolore al torace, palpitazioni.

Non comune: ipertensione, sincope, tachicardia.

Patologie vascolari

Non comune: edema periferico, edema periorbitale.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Raro: broncospasmo.

Patologie gastrointestinali

Molto comune: nausea, diarrea/feci molli.

Comune: dispepsia, stipsi ostinata, dolore addominale, vomito.

Non comune: aumento dell’appetito, pancreatite.

Patologie epatobiliari

Non comune: gravi disturbi epatici (incluso epatite, ittero, insufficienza epatica), aumento asintomatico delle transaminasi sieriche (SGOT e SGPT). Le alterazioni dei livelli delle transaminasi si sono verificate principalmente durante le prime 9 settimane di trattamento e sono scomparse rapidamente dopo l’interruzione della terapia.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: eruzione cutanea.

Non comune: prurito, alopecia, eritema multiforme.

Raro: fotosensibilità della pelle, orticaria, edema di Quincke, esfoliazione dermica grave, ad es sindrome di Stevens-Johnson, e necrolisi epidermica.

Patologie del sistema muscoloscheletrici e del tessuto connettivo

Non comune: artralgia.

Patologie renali e urinarie

Non comune: incontinenza urinaria.

Raro: ritenzione urinaria.

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella

Molto comune: disturbi sessuali (principalmente eiaculazione ritardata negli uomini).

Comune: alterazioni mestruali.

Raro: priapismo.

Patologie sistemici e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune: astenia, affaticamento, vampate di calore.

Non comune: malessere generale, aumento del peso corporeo, perdita del peso corporeo, febbr.

Raro: edema facciale, reazioni anafilattoidi, reazioni allergiche, allergia.

Esami diagnostici

Non comune: valori di laboratorio anomali.

Disfunzione sessuale maschile è stata riportata nel 23% dei pazienti maschi (corretto contro placebo) negli studi clinici per il trattamento delle fobie sociali. Le reazioni avverse sono dose-dipendenti e spesso transitorie quando il trattamento è proseguito.

Sintomi da astinenza osservati in seguito all’interruzione

L’interruzione di SSRI/SNRI (soprattutto quando brusca) produce generalmente sintomi da astinenza. Sono stati riportati capogiri, disturbi sensori (incluso parestesia e sensazioni di scossa elettrica), disturbi del sonno (incluso insonnia e sogni intensi) agitazione o ansia, nausea e/o vomito, tremore, confusione, sudorazione, cefalea, diarrea, palpitazioni, instabilità emotiva, irritabilità e disturbi visivi. Generalmente questi sintomi sono da lievi a moderati, ed auto-limitanti, comunque in alcuni pazienti possono essere gravi e/o prolungati. È quindi consigliabile, quando il trattamento con sertralina non fosse più richiesto, attuare una interruzione graduale della dose (vedere paragrafo 4.2 e paragrafo 4.4)

Più di 700 pazienti anziani (età > 65 anni) hanno preso parte ad uno studio clinico per dimostrare l’efficacia della sertralina in questa popolazione di pazienti. La tipologia e la frequenza di effetti indesiderati nei pazienti anziani erano simili a quelli nei pazienti più giovani.

 

04.9 Sovradosaggio

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Sintomi da sovradosaggio

I sintomi del sovradosaggio della sertralina prendono la forma delle reazioni avverse serotonina-mediate quali sonnolenza, disturbi gastrointestinali (ad es. nausea e vomito), tachicardia, tremore, agitazione e capogiri. In rari casi si è verificato il coma.

Tossicità

I dati disponibili mostrano che la sertralina ha un ampio indice di sicurezza sul sovradosaggio. Sono stati riportati casi di ingestione fino a 13,5 g di sertralina da sola. Sono stati riportati casi di decessi a seguito di intossicazione con sertralina, soprattutto quando altri farmaci e/o alcool venivano assunti contemporaneamente. È pertanto consigliabile un approccio aggressivo nel trattamento del sovradosaggio.

Trattamento

Non esiste uno specifico antidoto per la sertralina. Si raccomandano le seguenti misure: assicurare la pervietà delle vie aeree e un’adeguata ventilazione e una terapia con O2. Se necessario, può essere somministrato del carbone attivo in associazione con soluzione di sorbitolo o una purga diversa è efficace almeno quanto una lavanda gastrica. Non si consiglia l’induzione di vomito. Un monitoraggio generale della funzionalità cardiovascolare è consigliabile e devono essere fornite misure di supporto generali.

La diuresi indotta, la dialisi, l’emoperfusione e la trasfusione di scambio è improbabile che siano efficaci visto l’ampio volume di distribuzione della sertralina.

 

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: antidepressivi, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina.

Codice ATC: N06AB06

Si ritiene che i disturbi depressivi siano associati a disturbi del metabolismo della 5-idrossitriptamina (serotonina) nel cervello. È stato dimostrato che la sertralina è un inibitore selettivo e potente della ricaptazione neuronale in vitro della serotonina: questo, in modelli animali, è risultato in un potenziamento degli effetti fisiologici della sostanza. La sertralina esercita solo effetti blandi sulla ricaptazione neuronale della noradrenalina e della dopamina. A dosi clinicamente efficaci la sertralina inibisce la ricaptazione della serotonina da parte delle piastrine dell’uomo.

Studi su animali hanno dimostrato che la sertralina non ha effetti stimolanti, sedativi o anticolinergici/cardiotossici. In sperimentazioni condotte in soggetti sani, la sertralina non ha mostrato un potenziale sedativo e non ha influenzato la capacità psicomotoria.

Come conseguenza dell’inibizione selettiva della ricaptazione della serotonina, la sertralina non incide sull’attività catecolaminica. Inoltre la sertralina non mostra alcuna affinità per i recettori muscarinici, serotoninergici, dopaminergici, istaminergici, adrenergici, GABAergici o recettori per le benzodiazepine.

L’uso a lungo termine della sertralina è stato associato ad una down regulation riduzione della della responsività dei recettori noradrenergici cerebrali.

Non è stata riscontrata propensione al cattivo uso o all’abuso di sertralina negli studi sull’uomo e su animali.

 

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Assorbimento

Il profilo farmacocinetico della sertralina è proporzionale alla dose nell’intervallo di 50-200 mg. Dopo la somministrazione di una singola dose di 50-200 mg di sertralina al giomo per 14 giorni, il picco delle concentrazioni plasmatiche è stato raggiunto dopo 4, 5-8, 4 ore.

Sulla base dei tassi di ricupero nelle urine e nelle feci, si stima che l’assorbimento dopo la somministrazione orale è di almeno il 70%. La biodisponibilità è ridotta dall’effetto del primo passaggio epatico. La contemporanea assunzione di cibo non incide significativamente sulla biodisponibilità delle compresse di sertralina.

Distribuzione

Il legame della sertralina con le proteine plasmatiche è di circa il 98%. Dati da studi su animali indicano che la sertralina ha un ampio volume di distribuzione.

Le concentrazioni di stato stazionario sono così raggiunte dopo circa una settimana e le concentrazioni di sertralina sono raddoppiate in rapporto ai livelli plasmatici dopo la dose iniziale con la somministrazione una volta al giomo.

Metabolismo

La sertralina e il suo principale metabolita N-desmetilsertralina sono entrambi sottoposti a un intenso metabolismo epatico. In vitro N-desmetilsertralina mostra un’attività notevolmente più bassa della sostanza originaria (di circa un fattore 20). Il metabolita non ha effetto sui modelli di depressione in vivo.

Studi in vitro hanno dimostrato che il metabolismo della sertralina è principalmente mediato dall’enzima CYP 3A4, con un limitato coinvolgimento del CYP 2D6. Alla dose standard di 50 mg, la sertralina ha solo effetti limitati sul metabolismo di altre sostanze mediato dal CYP 2D6 e dal CYP 3A4.

Escrezione

Il tempo di dimezzamento per l’eliminazione della sertralina è di circa 26 ore. Il tempo di dimezzamento della N-desmetilsertralina è di 62 – 104 ore, così che le concentrazioni plasmatiche del metabolita raggiungono lo stesso livello della sostanza originaria.

I metaboliti della sertralina e della N-desmetilsertralina sono eliminati in frazioni uguali nelle feci e nelle urine. Solo una piccola percentuale (meno dello 0,2%) di sertralina immodificata è ritrovata nelle urine.

Anziani

Il profilo farmacocinetico della sertralina nei pazienti anziani è simile a quello dei pazienti più giovani.

Insufficienza epatica

Per la farmacocinetica della sertralina in pazienti con funzionalità epatica compromessa, vedere paragrafi 4.2 e 4.4.

 

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Studi convenzionali sulla sertralina non hanno dimostrato mutagenesi o carcinogenesi. Non sono stati osservati effetti teratogeni in ratti e conigli. Si è tuttavia manifestata una ossificazione ritardata nei feti di ratto e di coniglio a dosi da 2,5 a 10 volte la dose terapeutica massima nell’uomo. La somministrazione della sertralina a ratti durante l’ultimo trimestre di gestazione e fino alla fine dell’allattamento alle dosi 5 volte maggiori quella terapeutica nell’uomo hanno provocato un aumentato numero di nati morti e una riduzione del peso corporeo e della possibilità di sopravvivere della prole.

La ridotta sopravvivenza post-natale è stato dimostrato essere associata all’esposizione in utero piuttosto che all’esposizione post-natale.

 

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Nucleo della compressa:

Silice colloidale anidra

Cellulosa microcristallina,

Croscarmellosa sodica

Copovidone

Lattosio monoidrato

Magnesio stearato

Rivestimento:

Ipromellosa

Idrossipropilcellulosa

Macrogol

Titanio diossido (E 171)

 

06.2 Incompatibilità

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Non applicabile.

 

06.3 Periodo di validità

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3 anni.

 

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Questo prodotto medicinale non richiede particolari condizioni per la conservazione.

 

06.5 Natura e contenuto della confezione

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50 mg e 100 mg: blister in PVC/Al, da 14, 15, 20, 28, 30, 42, 50, 98 e 100 compresse .

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

 

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare.

 

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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BIOMEDICA FOSCAMA INDUSTRIA CHIMICO FARMACEUTICA S.P.A.

Via Morolense, 87

03013 Ferentino (Frosinone)

Italia

 

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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AIC n. 037189040/M – 50 mg compresse 30 compresse

AIC n. 037189127/M – 100 mg compresse 30 compresse

AIC n. 037189178/M – 50 mg compresse 15 compresse

AIC n. 037189180/M – 100 mg compresse 15 compresse

 

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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24/04/2007 GU 95

 

10.0 Data di revisione del testo

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Gennaio 2009

FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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