Vyloy
Vyloy (Zolbetuximab)
Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto
Vyloy: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: scheda tecnica ufficiale AIFA (PDF))
Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Vyloy
01.0 Denominazione del medicinale
Vyloy 100 mg polvere per concentrato per soluzione per infusione. Vyloy 300 mg polvere per concentrato per soluzione per infusione.
02.0 Composizione qualitativa e quantitativa
Vyloy 100 mg polvere per concentrato per soluzione per infusione Ogni flaconcino di polvere per concentrato per soluzione per infusione contiene 100 mg di zolbetuximab.
Vyloy 300 mg polvere per concentrato per soluzione per infusione Ogni flaconcino di polvere per concentrato per soluzione per infusione contiene 300 mg di zolbetuximab. Dopo la ricostituzione, ogni mL di soluzione contiene 20 mg di zolbetuximab.
Zolbetuximab è prodotto in cellule di ovaio di criceto cinese mediante tecnologia del DNA ricombinante.
Eccipienti con effetto noto
Ogni mL di concentrato, contiene 0,21 mg di polisorbato 80.
Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
03.0 Forma farmaceutica
Polvere per concentrato per soluzione per infusione.
Polvere liofilizzata da bianca a biancastra.
04.0 INFORMAZIONI CLINICHE
04.1 Indicazioni terapeutiche
Vyloy, in associazione a chemioterapia contenente fluoropirimidina e platino, è indicato per il trattamento di prima linea di pazienti adulti affetti da adenocarcinoma gastrico o della giunzione gastro-esofagea (GGE) HER2 negativo localmente avanzato non resecabile o metastatico, i cui tumori sono positivi alla claudina (CLDN) 18.2 (vedere paragrafo 4.2).
04.2 Posologia e modo di somministrazione
Il trattamento deve essere prescritto, iniziato e supervisionato da un medico esperto nell’uso di terapie antitumorali. Devono essere disponibili le risorse per la gestione delle reazioni da ipersensibilità e/o reazioni anafilattiche. Selezione dei pazienti
I pazienti idonei devono presentare uno stato del tumore positivo alla CLDN18.2 definito da ≥75% di cellule tumorali che dimostrano una colorazione immunoistochimica da moderata a forte della CLDN18 di membrana, valutata mediante un IVD (dispositivo diagnostico in vitro) a marchio CE con la destinazione d’uso corrispondente. Qualora non sia disponibile un IVD dotato di marcatura CE, si deve utilizzare un test convalidato alternativo.
Posologia
Prima della somministrazione
Se prima della somministrazione di zolbetuximab un paziente manifesta nausea e/o vomito, i sintomi devono essersi risolti fino al Grado ≤1 prima di somministrare la prima infusione.
Prima di ogni infusione di zolbetuximab, i pazienti devono essere premedicati con un’associazione di antiemetici (ad es. antagonisti dei recettori della neurochinina 1 [NK-1] e antagonisti dei recettori della 5-idrossitriptamina [5-HT3], nonché altri medicinali secondo indicazione).
La premedicazione con un’associazione di antiemetici è importante per la gestione della nausea e del vomito per prevenire l’interruzione anticipata del trattamento con zolbetuximab (vedere paragrafo 4.4). Può essere inoltre presa in considerazione la premedicazione con corticosteroidi sistemici secondo le linee guida di trattamento locali, in particolare prima della prima infusione di zolbetuximab.
Dose raccomandata
La dose raccomandata deve essere calcolata in base all’area della superficie corporea (body surface area, BSA) per la dose di carico e per le dosi di mantenimento di zolbetuximab, come indicato nella Tabella 1.
Tabella 1. Dosaggio raccomandato di zolbetuximab in base alla BSA
| Singola dose di carico | Dosi di mantenimento | Durata della terapia |
| Nel Ciclo 1, Giorno 1a, 800 mg/m2 per via endovenosa Somministrare zolbetuximab in associazione a chemioterapia contenente fluoropirimidina e platino (vedere paragrafo 5.1).b | A partire da 3 settimane dopo la singola dose di carico, 600 mg/m2 per via endovenosa ogni 3 settimane o A partire da 2 settimane dopo la singola dose di carico, 400 mg/m2 per via endovenosa ogni 2 settimane Somministrare zolbetuximab in associazione a chemioterapia contenente fluoropirimidina e platino (vedere paragrafo 5.1).b | Fino alla progressione di malattia o alla comparsa di tossicità inaccettabile. |
a. La durata del ciclo di zolbetuximab è determinata in base alla rispettiva chemioterapia associata (vedere paragrafo 5.1). b. Per informazioni sul dosaggio della chemioterapia, fare riferimento alle informazioni di prodotto della chemioterapia contenente fluoropirimidina o platino. Modifiche della dose Non è raccomandata alcuna riduzione della dose di zolbetuximab. Le reazioni avverse di zolbetuximab sono gestite mediante riduzione della velocità dell’infusione, interruzione e/o sospensione dell’infusione, come indicato nella Tabella 2.
Tabella 2. Modifiche della dose di zolbetuximab
| Reazione avversa | Gravitàa | Modifica della dose |
| Reazioni da ipersensibilità | Reazione anafilattica, sospetta anafilassi, Grado 3 o 4 | Interrompere immediatamente l’infusione e sospendere definitivamente il trattamento. |
| Grado 2 | Interrompere l’infusione fino a raggiungere il Grado ≤1, quindi riprenderla a una velocità ridottab per il resto dell’infusione. Per l’infusione successiva, premedicare con antistaminici e somministrare in base alle velocità di infusione indicate nella Tabella 3. | |
| Reazione correlata all’infusione | Grado 3 o 4 | Interrompere immediatamente l’infusione e sospendere definitivamente il trattamento. |
| Grado 2 | Interrompere l’infusione fino a raggiungere il Grado ≤1, quindi riprenderla a una velocità ridottab per il resto dell’infusione. Per l’infusione successiva, premedicare con antistaminici e somministrare in base alle velocità di infusione indicate nella Tabella 3. | |
| Nausea | Grado 2 o 3 | Interrompere l’infusione fino a raggiungere il Grado ≤1, quindi riprenderla a una velocità ridottab per il resto dell’infusione. Per l’infusione successiva, somministrare in base alle velocità di infusione indicate nella Tabella 3. |
| Vomito | Grado 4 | Sospendere definitivamente il trattamento. |
| Grado 2 o 3 | Interrompere l’infusione fino a raggiungere il Grado ≤1, quindi riprenderla a una velocità ridottab per il resto dell’infusione. Per l’infusione successiva, somministrare in base alle velocità di infusione indicate nella Tabella 3. |
a. La tossicità è stata classificata in base alla versione 4.03 dei criteri di terminologia comune per gli eventi avversi del National Cancer Institute (National Cancer Institute Common Terminology Criteria for Adverse Events, NCI-CTCAE v4.03) dove il Grado 1 corrisponde a lieve, il Grado 2 a moderata, il Grado 3 a grave e il Grado 4 a potenzialmente letale. b. La velocità di infusione ridotta deve essere determinata secondo il giudizio clinico del medico in base alla tollerabilità del paziente, alla gravità della tossicità e alla velocità di infusione tollerata in precedenza (vedere paragrafo 4.4 per le raccomandazioni sul monitoraggio dei pazienti).
Popolazioni speciali
Anziani Non è richiesto alcun aggiustamento della dose nei pazienti di età ≥65 anni (vedere paragrafo 5.2). I dati relativi ai pazienti di età pari e superiore a 75 anni trattati con zolbetuximab sono limitati.
Compromissione renale
Non è richiesto alcun aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione renale lieve (clearance della creatinina [CrCL] da ≥60 a <90 mL/min) o moderata (CrCL da ≥30 a <60 mL/min). Non è stata stabilita alcuna raccomandazione sulla dose nei pazienti con compromissione renale severa (CrCL da ≥15 a <30 mL/min) (vedere paragrafo 5.2).
Compromissione epatica
Non è richiesto alcun aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione epatica lieve (bilirubina totale [total bilirubin, TB] ≤ al limite superiore della norma [upper limit of normal, ULN] e aspartato aminotransferasi [AST] > ULN o TB da >1 a 1,5 × ULN e qualsiasi AST). Non è stata stabilita alcuna raccomandazione sulla dose nei pazienti con compromissione epatica moderata (TB da >1,5 a 3 × ULN e qualsiasi AST) o severa (TB da >3 a 10 × ULN e qualsiasi AST) (vedere paragrafo 5.2).
Popolazione pediatrica
Non esiste alcun uso specifico di zolbetuximab nella popolazione pediatrica per il trattamento dell’adenocarcinoma gastrico o della giunzione gastro-esofagea.
Modo di somministrazione
Zolbetuximab è per uso endovenoso. La dose raccomandata è somministrata mediante un’infusione endovenosa della durata minima di 2 ore. Il medicinale non deve essere somministrato mediante iniezione di push o bolo endovenoso.
Se zolbetuximab e la chemioterapia contenente fluoropirimidina e platino sono somministrati nello stesso giorno, zolbetuximab deve essere somministrato per primo.
Per contribuire a ridurre al minimo le potenziali reazioni avverse, si raccomanda di iniziare ogni infusione a una velocità ridotta per 30-60 minuti e quindi aumentarla gradualmente, se tollerata, nel corso dell’infusione (vedere Tabella 3).
Se il tempo di infusione supera il tempo raccomandato di conservazione a temperatura ambiente (≤ 25° C per 8 ore dalla fine della preparazione della soluzione per infusione), la sacca di infusione deve essere eliminata e ne deve essere preparata una nuova per continuare l’infusione (vedere paragrafo 6.3 per i tempi di conservazione raccomandati).
Tabella 3. Velocità di infusione raccomandate per ogni infusione di zolbetuximab
| Dose di zolbetuximab | Velocità di infusione | ||
| Primi 30- 60 minuti | Rimanente tempo di infusioneb | ||
| Singola dose di carico (Ciclo 1, Giorno 1)a | 800 mg/m2 | 75 mg/m2/ora | 150-300 mg/m2/ora |
| Dosi di mantenimento | 600 mg/m2 ogni 3 settimane o 400 mg/m2 ogni 2 settimane | 75 mg/m2/ora o 50 mg/m2/ora | 150-300 mg/m2/ora o 100-200 mg/m2/ora |
a. La durata del ciclo di zolbetuximab è determinata in base alla rispettiva chemioterapia associata (vedere paragrafo 5.1). b. In assenza di reazioni avverse dopo 30-60 minuti, la velocità di infusione può essere aumentata in base a quanto tollerato. Per le istruzioni sulla ricostituzione e sulla diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.
04.3 Controindicazioni
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso
Tracciabilità
Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati.
Reazioni da ipersensibilità
Le reazioni da ipersensibilità, incluse reazione anafilattica e ipersensibilità a farmaci, si sono verificate nei pazienti trattati con zolbetuximab in associazione a chemioterapia contenente fluoropirimidina e platino durante gli studi clinici (vedere paragrafo 4.8).
I pazienti devono essere monitorati durante e dopo l’infusione di zolbetuximab (per almeno 2 ore, o più a lungo se clinicamente indicato) per individuare eventuali reazioni da ipersensibilità con sintomi e segni altamente indicativi di anafilassi (orticaria, tosse ripetitiva, respiro sibilante e tensione alla gola/alterazione della voce).
Le reazioni da ipersensibilità devono essere gestite secondo le modifiche della dose raccomandate nella Tabella 2.
Reazioni correlate all’ infusione
Durante gli studi clinici condotti con zolbetuximab in associazione a chemioterapia contenente fluoropirimidina e platino, si sono manifestate reazioni correlate all’infusione (infusion-related reaction, IRR) (vedere paragrafo 4.8).
I pazienti devono essere monitorati per individuare segni e sintomi di reazioni correlate all’ infusione, inclusi nausea, vomito, dolore addominale, ipersecrezione salivare, piressia, fastidio al torace, brividi, mal di schiena, tosse e ipertensione. Questi segni e sintomi sono in genere reversibili con l’interruzione dell’infusione.
Le reazioni correlate all’infusione devono essere gestite secondo le modifiche della dose raccomandate nella Tabella 2.
Nausea e vomito
Durante gli studi clinici, nausea e vomito hanno rappresentato le reazioni avverse gastrointestinali osservate più frequentemente con zolbetuximab in associazione a chemioterapia contenente fluoropirimidina e platino (vedere paragrafo 4.8).
Per prevenire la nausea e il vomito, si raccomanda il pre-trattamento con un’associazione di antiemetici prima di ogni infusione di zolbetuximab (vedere paragrafo 4.2).
Durante e dopo l’infusione, i pazienti devono essere monitorati e gestiti con una terapia standard, inclusi antiemetici o reintegrazione di liquidi, se clinicamente indicato.
Nausea e vomito devono essere gestiti secondo le modifiche della dose raccomandate nella Tabella 2. Misure di mitigazione prima dell’inizio del trattamento con zolbetuximab
Prima del trattamento con zolbetuximab in associazione a chemioterapia contenente fluoropirimidina e platino, i medici prescrittori devono valutare il rischio del singolo paziente di tossicità gastrointestinali. È importante gestire la nausea e il vomito in modo proattivo per mitigare il rischio potenziale di esposizione ridotta a zolbetuximab e/o alla chemioterapia.
Per prevenire la nausea e il vomito, si raccomanda il pre-trattamento con un’associazione di antiemetici prima di ogni infusione di zolbetuximab. Durante l’infusione è importante monitorare attentamente i pazienti e gestire le tossicità gastrointestinali mediante l’interruzione dell’infusione e/o la riduzione della velocità di infusione per ridurre al minimo il rischio di reazioni avverse severe o di interruzione anticipata del trattamento. Durante e dopo l’infusione, i pazienti devono essere monitorati e gestiti con una terapia standard, inclusi antiemetici o reintegrazione di liquidi, se clinicamente indicato.
Pazienti esclusi dagli studi clinici
I pazienti sono stati esclusi dagli studi clinici se presentavano sindrome da ostruzione gastro-duodenale completa o parziale, test positivo per l’infezione da virus dell’immunodeficienza umana (HIV) o infezione accertata in atto da epatite B o C, malattia cardiovascolare significativa (ad es. insufficienza cardiaca congestizia di classe III o IV in base alla classificazione della New York Heart Association, storia di aritmie ventricolari significative, intervallo QTc >450 msec per i soggetti di sesso maschile, >470 msec per i soggetti di sesso femminile) o storia di metastasi a livello del sistema nervoso centrale.
Informazioni sugli eccipienti
Questo medicinale contiene 1,05 mg e 3,15 mg di polisorbato 80 per ogni flaconcino da 100 mg e 300 mg rispettivamente. I polisorbati possono causare reazioni allergiche.
Questo medicinale non contiene sodio, tuttavia per la diluizione di zolbetuximab prima della somministrazione viene utilizzata una soluzione per infusione di 9 mg/mL di cloruro di sodio (0,9%) e se ne deve tenere conto nel contesto dell’assunzione giornaliera di sodio del paziente.
04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione
Non sono stati condotti studi farmacocinetici formali d’interazione farmacologica con zolbetuximab. Poiché zolbetuximab è eliminato dalla circolazione attraverso il catabolismo, non si prevedono interazioni farmacologiche metaboliche.
04.6 Gravidanza e allattamento
Donne in età fertile
A scopo precauzionale, è necessario consigliare alle donne in età fertile di usare misure contraccettive efficaci per prevenire una gravidanza durante il trattamento.
Gravidanza
I dati relativi all’uso di zolbetuximab in donne in gravidanza non esistono. Non è stato osservato alcun effetto avverso in uno studio sulla riproduzione e sullo sviluppo negli animali quando zolbetuximab è stato somministrato per via endovenosa a topi femmina gravidi durante l’organogenesi (vedere paragrafo 5.3). Zolbetuximab deve essere somministrato a una donna in gravidanza solo se il beneficio supera il rischio potenziale. Allattamento
Non esistono dati relativi alla presenza di zolbetuximab nel latte materno, agli effetti sui bambini allattati al seno o agli effetti sulla produzione di latte. Poiché è noto che gli anticorpi possono essere escreti nel latte materno, e in considerazione del potenziale di reazioni avverse gravi in un bambino allattato al seno, l’allattamento al seno non è raccomandato durante il trattamento con zolbetuximab.
Fertilità
Non sono stati condotti studi per valutare l’effetto di zolbetuximab sulla fertilità. Pertanto, l’effetto di zolbetuximab sulla fertilità maschile e femminile non è noto.
04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari
Zolbetuximab non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.
04.8 Effetti indesiderati
Riassunto del profilo di sicurezza
Le reazioni avverse più comuni con zolbetuximab sono state nausea (77,2%), vomito (66,9%), appetito ridotto (42%), neutropenia (30,7%), conta dei neutrofili diminuita (28,4%), peso diminuito (21,9%), piressia (17,4%), ipoalbuminemia (17,1%), edema periferico (13,9%), ipertensione (9%), dispepsia (7,8%), brividi (5,2%), ipersecrezione salivare (3,8%), reazione correlata all’infusione (3,2%) e ipersensibilità a farmaci (1,6%).
Si sono verificate reazioni avverse gravi nel 45% dei pazienti trattati con zolbetuximab. Le reazioni avverse gravi più comuni sono state vomito (6,8%), nausea (4,9%) e appetito ridotto (1,9%).
Il venti percento dei pazienti ha sospeso definitivamente zolbetuximab per reazioni avverse; le reazioni avverse più comuni che hanno determinato la sospensione della somministrazione sono state vomito (3,8%) e nausea (3,3%).
Nel 60,9% dei pazienti si sono verificate reazioni avverse che hanno determinato l’interruzione della somministrazione di zolbetuximab; le reazioni avverse più comuni che hanno determinato l’interruzione della somministrazione sono state vomito (26,6%), nausea (25,5%), neutropenia (9,8%), conta dei neutrofili diminuita (5,9%), ipertensione (3,2%), brividi (2,2%), reazione correlata all’infusione (1,6%) diminuzione dell’appetito (1,6%) e dispepsia (1,1%).
Tabella delle reazioni avverse
Le frequenze delle reazioni avverse sono basate su due studi di fase 2 e due studi di fase 3 condotti in 631 pazienti trattati con almeno una dose di zolbetuximab di 800 mg/m2 come dose di carico seguita da dosi di mantenimento di 600 mg/m2 ogni 3 settimane in associazione a chemioterapia contenente fluoropirimidina e platino. I pazienti sono stati esposti a zolbetuximab per una durata mediana di 174 giorni (intervallo: da 1 a 1 791 giorni).
Le reazioni avverse osservate durante gli studi clinici sono elencate in questo paragrafo per categoria di frequenza. Le categorie di frequenza sono definite come segue: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1 000, <1/100); raro (≥1/10 000, <1/1 000); molto raro (<1/10 000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ogni gruppo di frequenza, le reazioni avverse sono elencate in ordine decrescente di gravità. Tabella 4. Reazioni avverse
| Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA | Reazioni avverse | Categoria di Frequenza |
| Patologie del sistema emolinfopoietico | Neutropenia | Molto comune |
| Conta dei neutrofili diminuita | ||
| Disturbi del sistema immunitario | Ipersensibilità a farmaci | Comune |
| Reazione anafilattica | Non comune | |
| Disturbi del metabolismo e della nutrizione | Ipoalbuminemia | Molto comune |
| Appetito ridotto | ||
| Disturbi vascolari | Ipertensione | Comune |
| Patologie gastrointestinali | Vomito | Molto comune |
| Nausea | ||
| Dispepsia | Comune | |
| Ipersecrezione salivare | ||
| Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione | Piressia | Molto comune |
| Edema periferico | ||
| Brividi | Comune | |
| Esami diagnostici | Peso diminuito | Molto comune |
| Traumatismi, intossicazioni e complicazioni da procedura | Reazione correlata all’infusione | Comune |
Descrizione di reazioni avverse selezionate
Reazioni da ipersensibilità
Nell’analisi di sicurezza integrata, reazioni anafilattiche e reazioni da ipersensibilità a farmaci di tutti i gradi, si sono verificate con zolbetuximab in associazione a chemioterapia contenente fluoropirimidina e platino, rispettivamente a una frequenza dello 0,5% e dell’1,6%.
Reazioni anafilattiche severe (Grado 3) e ipersensibilità a farmaci si sono verificate con zolbetuximab in associazione a chemioterapia contenente fluoropirimidina e platino con una frequenza rispettivamente dello 0,5% e dello 0,2%.
Nello 0,3% dei pazienti, la reazione anafilattica ha determinato la sospensione definitiva di zolbetuximab. Lo 0,3% dei pazienti ha interrotto la somministrazione di zolbetuximab a causa di ipersensibilità al farmaco.
Nello 0,2% dei pazienti, la velocità di infusione di zolbetuximab o della chemioterapia contenente fluoropirimidina e platino è stata ridotta a causa di ipersensibilità ai farmaci.
Reazione correlata all’infusione
Nell’analisi di sicurezza integrata, reazioni correlate all’infusione (infusion related reactions, IRR) di tutti i gradi si sono verificate con zolbetuximab in associazione a chemioterapia contenente fluoropirimidina e platino, a una frequenza del 3,2%.
Si sono verificate IRR severe (Grado 3) nello 0,5% dei pazienti trattati con zolbetuximab in associazione a chemioterapia contenente fluoropirimidina e platino.
Nello 0,5% dei pazienti, una IRR ha determinato la sospensione definitiva di zolbetuximab e nell’1,6% dei pazienti ha determinato un’interruzione della dose. Nello 0,3% dei pazienti, la velocità di infusione di zolbetuximab o della chemioterapia contenente fluoropirimidina e platino è stata ridotta a causa di una IRR. Nausea e vomito
Nell’analisi di sicurezza integrata, la nausea e il vomito di tutti i gradi si sono verificati con zolbetuximab in associazione a chemioterapia contenente fluoropirimidina e platino a una frequenza rispettivamente del 77,2% e del 66,9%. La nausea e il vomito si sono verificati più spesso durante il primo ciclo di trattamento, ma la loro incidenza è diminuita nei cicli di trattamento successivi. Il tempo mediano all’insorgenza di nausea e vomito è stato di 1 giorno ciascuno con zolbetuximab in associazione a chemioterapia contenente fluoropirimidina e platino. La durata mediana della nausea e del vomito è stata rispettivamente di 3 giorni e di 1 giorno con zolbetuximab in associazione a chemioterapia contenente fluoropirimidina e platino.
La nausea e il vomito severi (Grado 3) si sono verificati con zolbetuximab in associazione a chemioterapia contenente fluoropirimidina e platino a una frequenza dell’11,6% e del 13,6%.
Nel 3,3% dei pazienti, la nausea ha determinato la sospensione definitiva di zolbetuximab e nel 25,5% dei pazienti ha determinato un’interruzione della somministrazione. Nel 3,8% dei pazienti, il vomito ha determinato la sospensione definitiva di zolbetuximab e nel 26,6% dei pazienti ha determinato un’interruzione della somministrazione. La velocità di infusione di zolbetuximab o della chemioterapia contenente fluoropirimidina e platino è stata ridotta a causa di nausea nel 9,7% dei pazienti e a causa di vomito nel 7,8% dei pazienti.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’Allegato V.
04.9 Sovradosaggio
In caso di sovradosaggio, occorre monitorare attentamente il paziente per individuare la comparsa di reazioni avverse e somministrargli un trattamento di supporto appropriato.
05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE
05.1 Proprietà farmacodinamiche
Categoria farmacoterapeutica: Agenti antineoplastici, altri anticorpi monoclonali e coniugati anticorpo-farmaco, codice ATC: L01FX31
Meccanismo d’azione
Zolbetuximab è un anticorpo monoclonale chimerico (IgG1 murina/umana) mirato alla molecola di giunzione stretta CLDN18.2. I dati non clinici suggeriscono che zolbetuximab si lega selettivamente a linee cellulari trasfettate con CLDN18.2 o a quelle che esprimono CLDN18.2 a livello endogeno. Zolbetuximab distrugge/elimina le cellule positive alla CLDN18.2 mediante citotossicità cellulare anticorpo-dipendente (antibody-dependent cellular cytotoxicity, ADCC) e citotossicità complementodipendente (complement-dependent cytotoxicity, CDC). I medicinali citotossici hanno mostrato di aumentare l’espressione della CLDN18.2 sulle cellule tumorali umane e di migliorare le attività di ADCC e CDC indotte da zolbetuximab.
Effetti farmacodinamici
Sulla base delle analisi esposizione-risposta di efficacia e sicurezza condotte in pazienti affetti da adenocarcinoma gastrico o della GGE HER2 negativo localmente avanzato non resecabile o metastatico, i cui tumori sono positivi alla CLDN18.2, non si prevedono differenze clinicamente significative nell’efficacia o nella sicurezza tra le dosi di zolbetuximab di 800/400 mg/m2 ogni 2 settimane e di 800/600 mg/m2 ogni 3 settimane.
Immunogenicità
In base a un’analisi aggregata di dati provenienti da due studi di fase 3, l’incidenza complessiva di immunogenicità è stata del 9,5% (46 su 485 pazienti totali trattati con zolbetuximab 800/600 mg/m2 ogni 3 settimane in associazione a mFOLFOX6/CAPOX sono risultati positivi agli anticorpi antifarmaco [anti-drug antibody, ADA]). In considerazione della bassa incidenza degli ADA, l’effetto di questi anticorpi sulla farmacocinetica, sulla sicurezza e/o sull’efficacia di zolbetuximab non è noto.
Efficacia e sicurezza clinica
Adenocarcinoma gastrico o della GGE
Studi SPOTLIGHT (8951-CL-0301) e GLOW (8951-CL-0302) La sicurezza e l’efficacia di zolbetuximab in associazione a chemioterapia è stata valutata in due studi di fase 3, in doppio cieco, randomizzati, multicentrici, in cui sono stati arruolati 1 072 pazienti affetti da adenocarcinoma gastrico o della GGE HER2 negativo localmente avanzato non resecabile o metastatico, i cui tumori erano positivi alla CLDN18.2. La positività alla CLDN18.2 (definita da ≥75% di cellule tumorali che dimostrano una colorazione da moderata a forte della CLDN18 di membrana) è stata determinata mediante l’analisi immunoistochimica in un laboratorio centrale di campioni di tessuto di tumore gastrico o della GGE di tutti i pazienti con il saggio VENTANA CLDN18 (43-14A) RxDx.
I pazienti sono stati randomizzati in rapporto 1:1 al trattamento con zolbetuximab in associazione a chemioterapia (n=283 nello studio SPOTLIGHT, n=254 nello studio GLOW) o con placebo in associazione a chemioterapia (n=282 nello studio SPOTLIGHT, n=253 nello studio GLOW). Zolbetuximab è stato somministrato per via endovenosa a una dose di carico di 800 mg/m2 (Giorno 1 del ciclo 1) seguita da dosi di mantenimento di 600 mg/m2 ogni 3 settimane in associazione a mFOLFOX6 (oxaliplatino, acido folinico e fluorouracile) o CAPOX (oxaliplatino e capecitabina).
I pazienti arruolati nello studio SPOTLIGHT hanno ricevuto da 1 a 12 trattamenti con mFOLFOX6 [oxaliplatino 85 mg/m2, acido folinico (leucovorina o equivalente locale) 400 mg/m2, fluorouracile 400 mg/m2 somministrati in bolo e fluorouracile 2400 mg/m2 somministrato in infusione continua] nei Giorni 1, 15 e 29 di un ciclo di 42 giorni. Dopo 12 trattamenti i pazienti hanno potuto continuare il trattamento con zolbetuximab, 5-fluorouracile e acido folinico (leucovorina o equivalente locale) a discrezione dello sperimentatore, fino alla progressione di malattia o alla comparsa di tossicità inaccettabile.
I pazienti arruolati nello studio GLOW hanno ricevuto da 1 a 8 trattamenti con CAPOX somministrati nel Giorno 1 (oxaliplatino 130 mg/m2) e nei Giorni da 1 a 14 (capecitabina 1 000 mg/m2) di un ciclo di 21 giorni. Dopo 8 trattamenti con oxaliplatino, i pazienti hanno potuto continuare il trattamento con zolbetuximab e capecitabina a discrezione dello sperimentatore, fino alla progressione di malattia o alla comparsa di tossicità inaccettabile.
Le caratteristiche basali erano generalmente simili tra gli studi, tranne per la percentuale di pazienti di origine asiatica rispetto ai pazienti di origine non asiatica in ogni studio.
Nello studio SPOTLIGHT, l’età mediana era di 61 anni (intervallo: da 20 a 86), il 62% dei soggetti era di sesso maschile, il 53% era di origine caucasica, il 38% era di origine asiatica, il 31% proveniva dall’Asia e il 69% non proveniva dall’Asia. I pazienti presentavano al basale un performance status secondo l’Eastern Cooperative Oncology Group (ECOG) di 0 (43%) o 1 (57%). I pazienti avevano un’area della superficie corporea media di 1,7 m2 (intervallo: da 1,1 a 2,5). Il tempo mediano dalla diagnosi era di 56 giorni (intervallo: da 2 a 5366), il 36% dei tipi di tumore era diffuso, il 24% era intestinale, il 76% dei pazienti presentava adenocarcinoma gastrico, il 24% presentava adenocarcinoma della GGE, il 16% dei pazienti presentava malattia localmente avanzata e l’84% presentava malattia metastatica.
Nello studio GLOW, l’età mediana era di 60 anni (intervallo: da 21 a 83), il 62% dei soggetti era di sesso maschile, il 37% era di origine caucasica, il 63% era di origine asiatica, il 62% proveniva dall’Asia e il 38% non proveniva dall’Asia. I pazienti presentavano un performance status secondo l’ECOG al basale di 0 (43%) o 1 (57%). I pazienti avevano un’area della superficie corporea media di 1,7 m2 (intervallo: da 1,1 a 2,3). Il tempo mediano dalla diagnosi era di 44 giorni (intervallo:
da 2 a 6010), il 37% dei tipi di tumore era diffuso, il 15% era intestinale, l’84% dei pazienti presentava adenocarcinoma gastrico, il 16% presentava adenocarcinoma della GGE, il 12% dei pazienti presentava malattia localmente avanzata e l’88% presentava malattia metastatica.
L’endpoint di efficacia primario era la sopravvivenza libera da progressione (progression-free survival, PFS) valutata in base ai criteri RECIST v1.1 da un comitato di revisione indipendente (independent review committee, IRC). L’endpoint di efficacia secondario principale era la sopravvivenza complessiva (overall survival, OS). Altri endpoint di efficacia secondari erano il tasso di risposta obiettiva (objective response rate, ORR) e la durata della risposta (duration of response, DOR) valutati in base ai criteri RECIST v1.1 dall’IRC.
Nell’analisi primaria (finale della PFS e ad interim dell’OS), lo studio SPOTLIGHT ha dimostrato un beneficio statisticamente significativo in termini di PFS (valutata dall’IRC) e di OS per i pazienti trattati con zolbetuximab in associazione a mFOLFOX6 rispetto ai pazienti trattati con placebo in associazione a mFOLFOX6. L’hazard ratio (HR) della PFS era 0,751 (IC al 95%: 0,598-0,942; P a 1 coda = 0,0066) e l’HR dell’OS era 0,750 (IC al 95%: 0,601- 0,936; P a 1 coda = 0,0053).
L’analisi aggiornata della PFS e l’analisi finale dell’OS dello studio SPOTLIGHT sono presentate nella Tabella 5 e le Figure 1-2 mostrano le curve di Kaplan-Meier.
Nell’analisi primaria (finale della PFS e ad interim dell’OS), lo studio GLOW ha dimostrato un beneficio statisticamente significativo in termini di PFS (valutata dall’IRC) e di OS per i pazienti trattati con zolbetuximab in associazione a CAPOX rispetto ai pazienti trattati con placebo in associazione a CAPOX. L’HR della PFS era 0,687 (IC al 95%: 0,544-0,866; P a 1 coda = 0,0007) e l’HR dell’OS era 0,771 (IC al 95%: 0,615-0,965; P a 1 coda = 0,0118).
L’analisi aggiornata della PFS e l’analisi finale dell’OS dello studio GLOW sono presentate nella Tabella 5 e le Figure 3-4 mostrano le curve di Kaplan-Meier. Tabella 5. Risultati di efficacia negli studi SPOTLIGHT e GLOW
| Endpoint | SPOTLIGHTa | GLOWb | |||||
| Zolbetuximab con mFOLFOX6 n=283 | Placebo con mFOLFOX 6 n=282 | Zolbetuximab con CAPOX n=254 | Placebo con CAPOX n=253 | ||||
| Sopravvivenza libera da progressione | |||||||
| Numero (%) di pazienti con eventi | 159 (56,2) | 187 (66,3) | 153 (60,2) | 182 (71,9) | |||
| Mediana in mesi (IC al 95%)c | 11,0 (9,7; 12,5) | 8,9 (8,2; 10,4) | 8,2 (7,3; 8,8) | 6,8 (6,1; 8,1) | |||
| Hazard ratio (IC al 95%)d,e | 0,734 (0,591; 0,910) | 0,689 (0,552; 0,860) | |||||
| Sopravvivenza complessiva | |||||||
| Numero (%) di pazienti con eventi | 197 (69,6) | 217 (77,0) | 180 (70,9) | 207 (81,8) | |||
| Mediana in mesi (IC al 95%)c | 18,2 (16,1; 20,6) | 15,6 (13,7; 16,9) | 14,3 (12,1; 16,4) | 12,2 (10,3; 13,7) | |||
| Hazard ratio (IC al 95%)d,e | 0,784 (0,644; 0,954) | 0,763 (0,622; 0,936) | |||||
| Tasso di risposta obiettiva (ORR) e durata della risposta (DOR) | |||||||
| ORR (%) (IC al 95%)f | 48,1 (42,1; 54,1) | 47,5 (41,6; 53,5) | 42,5 (36,4; 48,9) | 39,1 (33,1; 45,4) | |||
| DOR mediana in mesi (IC al 95%)f | 9,0 (7,5; 10,4) | 8,1 (6,5; 11,4) | 6,3 (5,4; 8,3) | 6,1 (4,4; 6,3) |
a. Cut-off dei dati dello studio SPOTLIGHT: 8 settembre 2023, tempo mediano di follow-up del braccio zolbetuximab in associazione a mFOLFOX6 è stato di 18,0 mesi. b. Cut-off dei dati dello studio GLOW: 12 gennaio 2024, tempo mediano di follow-up del braccio zolbetuximab in associazione a CAPOX è stato di 20,6 mesi. c. In base alla stima di Kaplan-Meier. d. I fattori di stratificazione erano area geografica, numero di sedi metastatiche, pregressa gastrectomia mediante tecnologia di risposta interattiva e ID dello studio (SPOTLIGHT/GLOW). e. In base al modello dei rischi proporzionali di Cox con trattamento, area geografica, numero di organi con sedi metastatiche e pregressa gastrectomia come variabili esplicative e ID dello studio (SPOTLIGHT/GLOW). f. In base alla valutazione dell’IRC e risposte non confermate.
Un’analisi di efficacia combinata degli studi SPOTLIGHT e GLOW dell’OS finale e della PFS aggiornata ha determinato una PFS mediana (valutata dall’IRC) di 9,2 mesi (IC al 95%: 8,4-10,4) per zolbetuximab in associazione a mFOLFOX6/CAPOX rispetto a 8,2 mesi (IC al 95%: 7,6-8,4) per placebo con mFOLFOX6/CAPOX [HR 0,712, IC al 95%: 0,610-0,831] e un’OS mediana per zolbetuximab in associazione a mFOLFOX6/CAPOX di 16,4 mesi (IC al 95%: 15,0-17,9) rispetto a 13,7 mesi (IC al 95%: 12,3-15,3) per placebo con mFOLFOX6/CAPOX [HR 0,774, IC al 95%: 0,672-0,892]. Figura 1. Grafico della sopravvivenza libera da progressione secondo Kaplan-Meier, studio SPOTLIGHT
1,0
0,8
0,6
0,4
0,2
0,0 Zolbetuximab + mFOLFOX6 Placebo + mFOLFOX6
Durata della sopravvivenza libera da progressione (mesi) N a rischio
Zolbetuximab + mFOLFOX6
Placebo + mFOLFOX6
Figura 2. Grafico della sopravvivenza complessiva secondo Kaplan-Meier, studio SPOTLIGHT
1,0
0,8
0,6
0,4
0,2
0,0 Zolbetuximab + mFOLFOX6 Placebo + mFOLFOX6
Durata della sopravvivenza complessiva (mesi) N a rischio
Zolbetuximab + mFOLFOX6
Placebo + mFOLFOX6 Figura 3. Grafico della sopravvivenza libera da progressione secondo Kaplan-Meier, studio GLOW
1,0
0,8
0,6
0,4
0,2
0,0 Zolbetuximab + CAPOX Placebo + CAPOX
Durata della sopravvivenza libera da progressione (mesi) N a rischio
Zolbetuximab + CAPOX
Placebo + CAPOX
Figura 4. Grafico della sopravvivenza complessiva secondo Kaplan-Meier, studio GLOW
1,0
0,8
0,6
0,4
0,2
0,0 Zolbetuximab + CAPOX Placebo + CAPOX
Durata della sopravvivenza complessiva (mesi) N a rischio
Zolbetuximab + CAPOX
Placebo + CAPOX
Le analisi esplorative dei sottogruppi per l’efficacia negli studi SPOTLIGHT e GLOW hanno mostrato una differenza in termini di PFS e OS per i soggetti di origine caucasica rispetto a quelli di origine asiatica.
Nello studio SPOTLIGHT, nei pazienti di origine caucasica è stata determinata una PFS (valutata dall’IRC) con un HR di 0,872 [IC al 95%: 0,653-1,164] e una HR dell’OS di 0,940 [IC al 95%: 0,7181,231] per zolbetuximab in associazione a mFOLFOX6 rispetto al placebo con mFOLFOX6. Nei pazienti di origine asiatica, è stata determinata una PFS (valutata dall’IRC) con un HR di 0,526 [IC al 95%: 0,354;0,781] e un HR dell’OS di 0,636 [IC al 95%: 0,450; 0,899] per zolbetuximab in associazione a mFOLFOX6 rispetto al placebo con mFOLFOX6. Nello studio GLOW, nei pazienti di origine caucasica è stata determinata una PFS (valutata dall’ IRC) con un HR di 0,891 [IC al 95%:
0,622; 1,276] e un HR dell’OS di 0,805 [IC al 95%: 0,579; 1,120] per zolbetuximab in associazione a CAPOX rispetto al placebo con CAPOX. Nei pazienti di origine asiatica, è stata determinata una PFS (valutata dall’ IRC) con un HR di 0,616 [IC al 95%: 0,467; 0,813] e un HR dell’OS di 0,710 [IC al 95%: 0,549; 0,917] per zolbetuximab in associazione a CAPOX rispetto al placebo con CAPOX. Popolazione pediatrica
L’Agenzia europea per i medicinali ha previsto l’esonero dall’obbligo di presentare i risultati degli studi con zolbetuximab in tutti i sottogruppi della popolazione pediatrica per adenocarcinoma gastrico o della GGE (vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico).
05.2 Proprietà farmacocinetiche
Dopo la somministrazione per via endovenosa, zolbetuximab ha mostrato di avere una farmacocinetica proporzionale alla dose a dosi comprese tra 33 mg/m2 e 1 000 mg/m2. Quando è stato somministrato a dosi di 800/600 mg/m2 ogni 3 settimane, lo stato stazionario è stato raggiunto entro 24 settimane con una C e un’AUC medie (DS) rispettivamente di 453 (82) µg/mL e 4 125 (1 169) giorno•µg/mL in max tau base a un’analisi della farmacocinetica di popolazione. Quando somministrato a dosi di 800/400 mg/m2 ogni 2 settimane, si prevede che lo stato stazionario sarà raggiunto entro 22 settimane con una C e un’AUC (DS) medie rispettivamente di 359 (68) µg/mL e 2 758 (779) giorno•µg/mL in base a max tau un’analisi della farmacocinetica di popolazione.
Distribuzione
Il volume di distribuzione medio stimato di zolbetuximab allo stato stazionario era di 5,5 L.
Biotrasformazione
Si prevede che zolbetuximab venga catabolizzato in peptidi e amminoacidi di piccole dimensioni.
Eliminazione
La clearance (CL) di zolbetuximab è diminuita nel corso del tempo, con una riduzione massima dai valori basali del 57,6%, che ha determinato una clearance allo stato stazionario (CL ) media di ss popolazione di 0,0117 L/ora. L’emivita di zolbetuximab era compresa tra 7,6 e 15,2 giorni durante il trattamento.
Popolazioni speciali
Anziani
L’analisi della farmacocinetica di popolazione indica che l’età [intervallo: da 22 a 83 anni; 32,2% (230/714) di età >65 anni, 5,0% (36/714) di età >75 anni] non ha determinato un effetto clinicamente significativo sulla farmacocinetica di zolbetuximab.
Etnia e sesso
In base all’analisi della farmacocinetica di popolazione, non sono state osservate differenze clinicamente significative nella farmacocinetica di zolbetuximab in base al sesso [62,3% dei soggetti di sesso maschile, 37,7% di sesso femminile] o alla etnia [50,1% dei soggetti di origine caucasica, 42,2% di origine asiatica, 4,2% con dato mancante, 2,7% di altra origine e 0,8% di origine nera].
Compromissione renale
In base all’analisi della farmacocinetica di popolazione eseguita usando i dati provenienti dagli studi clinici condotti in pazienti affetti da adenocarcinoma gastrico o della GGE, non sono state identificate differenze clinicamente significative nella farmacocinetica di zolbetuximab nei pazienti con compromissione renale da lieve (CrCL da ≥60 a <90 mL/min; n=298) a moderata (CrCL da ≥30 a <60 mL/min; n=109) basata sulla CrCL stimata con la formula di Cockcroft-Gault. Zolbetuximab è stato valutato solo in un numero limitato di pazienti con compromissione renale severa (CrCL da ≥15 a <30 mL/min; n=1). L’effetto della compromissione renale severa sulla farmacocinetica di zolbetuximab non è noto.
Compromissione epatica
In base all’analisi della farmacocinetica di popolazione eseguita usando i dati provenienti dagli studi clinici condotti in pazienti affetti da adenocarcinoma gastrico o della GGE, non sono state identificate differenze clinicamente significative nella farmacocinetica di zolbetuximab nei pazienti con compromissione epatica lieve, misurata con TB e AST (TB ≤ ULN e AST > ULN, o TB da > 1 a 1,5 × ULN e qualsiasi AST; n=108). Zolbetuximab è stato valutato solo in un numero limitato di pazienti con compromissione epatica moderata (TB da > 1,5 a 3 × ULN e qualsiasi AST; n=4) e non è stato valutato in pazienti con compromissione epatica severa (TB da > 3 a 10 × ULN e qualsiasi AST). L’effetto della compromissione epatica moderata o severa sulla farmacocinetica di zolbetuximab non è noto.
05.3 Dati preclinici di sicurezza
Non sono stati condotti studi sugli animali per valutare la carcinogenicità o la mutagenicità.
Non sono stati osservati tossicità o altri effetti avversi correlati a zolbetuximab sui sistemi cardiovascolare, respiratorio o nervoso centrale di topi trattati con zolbetuximab per 13 settimane a esposizioni sistemiche fino a 7,0 volte l’esposizione umana alla dose raccomandata di 600 mg/m2 (in base all’AUC) o in scimmie cynomolgus trattate con zolbetuximab per 4 settimane a esposizioni sistemiche fino a 6,1 volte l’esposizione umana alla dose raccomandata di 600 mg/m2 (in base all’AUC).
In uno studio di tossicità sullo sviluppo embrio-fetale, nel quale zolbetuximab è stato somministrato a topi femmina gravidi durante il periodo dell’organogenesi a esposizioni sistemiche fino a circa 6,2 volte l’esposizione umana alla dose raccomandata di 600 mg/m2 (in base all’AUC), zolbetuximab ha attraversato la barriera placentare. La concentrazione finale di zolbetuximab nel siero fetale al Giorno 18 di gestazione era più elevata di quella osservata nel siero materno al Giorno 16 di gestazione. Zolbetuximab non ha causato nessuna anomalia fetale esterna o viscerale (malformazioni o variazioni).
06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
06.1 Eccipienti
Arginina Acido fosforico (E 338) Saccarosio Polisorbato 80 (E 433)
06.2 Incompatibilità
In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali.
06.3 Periodo di validità
Flaconcino non aperto
4 anni. Soluzione ricostituita nel flaconcino
I flaconcini ricostituiti possono essere conservati a temperatura ambiente (≤25 °C) per un massimo di 6 ore. Non congelarli né esporli alla luce solare diretta. Se si supera il periodo di conservazione raccomandata, eliminare i flaconcini non utilizzati contenenti la soluzione ricostituita.
Soluzione diluita nella sacca di infusione
Da un punto di vista microbiologico, la soluzione diluita nella sacca deve essere somministrata immediatamente. Se non viene somministrata immediatamente, la sacca di infusione preparata deve essere conservata:
- in frigorifero (2 °C-8 °C) per non più di 24 ore, incluso il tempo di infusione, a partire dal
termine della preparazione della sacca di infusione. Non congelare.
- a temperatura ambiente (≤25 °C) per non più di 8 ore, incluso il tempo di infusione, a partire dal
momento in cui la sacca di infusione preparata viene estratta dal frigorifero.
Non esporre alla luce solare diretta. Se si supera il periodo di conservazione raccomandata, eliminare le sacche di infusione preparate non utilizzate.
06.4 Speciali precauzioni per la conservazione
Conservare in frigorifero (2 ºC – 8 ºC). Non congelare. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.
Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione e la diluizione vedere paragrafo 6.3.
06.5 Natura e contenuto della confezione
Flaconcino di Vyloy 100 mg polvere per concentrato per soluzione per infusione Flaconcino da 20 mL di vetro di tipo I con finitura del collo blowback di tipo europeo, tappo grigio in gomma bromobutilica con film in etilene tetrafluoroetilene e sigillo in alluminio con capsula di chiusura verde.
Flaconcino di Vyloy 300 mg polvere per concentrato per soluzione per infusione Flaconcino da 50 mL di vetro di tipo I con finitura del collo blowback, di tipo europeo, tappo grigio in gomma bromobutilica con film in etilene tetrafluoroetilene e sigillo in alluminio con capsula di chiusura viola.
Confezione da 100 mg: una scatola contiene 1 o 3 flaconcini.
Confezione da 300 mg: una scatola contiene 1 flaconcino.
È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione
Istruzioni per la preparazione e la somministrazione
Ricostituzione nel flaconcino monodose
- Seguire le procedure per la manipolazione e lo smaltimento corretti dei medicinali antitumorali.
- Utilizzare una tecnica asettica appropriata per la ricostituzione e la preparazione delle soluzioni.
- Calcolare la dose raccomandata in base all’area della superficie corporea del paziente per
determinare il numero di flaconcini necessari.
- Ricostituire ciascun flaconcino come riportato di seguito. Se possibile, indirizzare il getto di
acqua sterile per preparazioni iniettabili (sterile water for injections, SWFI) contro le pareti del flaconcino e non direttamente sulla polvere liofilizzata:
a. Flaconcino da 100 mg: aggiungere lentamente 5 mL di SWFI, ottenendo 20 mg/mL di zolbetuximab. b. Flaconcino da 300 mg: aggiungere lentamente 15 mL di SWFI, ottenendo 20 mg/mL di zolbetuximab.
- Ruotare lentamente ogni flaconcino fino a quando il contenuto non sarà completamente disciolto.
Lasciare riposare il(i) flaconcino(i) ricostituito(i). Ispezionare visivamente la soluzione fino a quando le bolle d’aria non saranno scomparse. Non agitare il flaconcino.
- Ispezionare visivamente la soluzione per individuare la presenza di particolato o di alterazione del
colore. La soluzione ricostituita deve essere da trasparente a leggermente opalescente, da incolore a leggermente gialla e priva di particelle visibili. Eliminare qualsiasi flaconcino che presenti particelle visibili o alterazione del colore.
- In base alla quantità della dose calcolata, la soluzione ricostituita nel(i) flaconcino(i) deve essere
aggiunta immediatamente alla sacca di infusione. Questo prodotto non contiene conservanti. Se non viene utilizzato immediatamente, vedere paragrafo 6.3 per la conservazione dei flaconcini ricostituiti.
Diluizione nella sacca di infusione
- Aspirare la quantità della dose calcolata di soluzione ricostituita dal(i) flaconcino(i) e trasferirla in
una sacca di infusione.
- Diluire con cloruro di sodio 9 mg/mL (0,9%) soluzione per infusione. La dimensione della sacca
di infusione deve consentire di aggiungere una quantità di diluente sufficiente a raggiungere una concentrazione finale di 2 mg/mL di zolbetuximab.
La soluzione diluita per la somministrazione di zolbetuximab è compatibile con sacche di infusione endovenosa realizzate in polietilene (PE), polipropilene (PP), polivinilcloruro (PVC) con plastificante [Di(2etilesil) ftalato (DEHP) o trioctil trimellitato (TOTM)], copolimero etilene-propilene, copolimero etilene-vinil acetato (EVA), PP e copolimero stirene-etilene-butilene-stirene o vetro (flacone per somministrazione) e linee di infusione realizzate in PE, poliuretano (PU), PVC con plastificante [DEHP, TOTM o Di(2-etilesil) tereftalato], polibutadiene (PB) o elastomero PP modificato con membrane filtranti in linea (dimensione dei pori di 0,2 μm) realizzate in polietersolfone (PES) o polisolfone.
- Miscelare la soluzione diluita capovolgendola delicatamente. Non agitare la sacca.
- Prima dell’uso, ispezionare visivamente la sacca di infusione per individuare la presenza di
eventuale particolato. La soluzione diluita deve essere priva di particelle visibili. Non usare la sacca di infusione se si osserva la presenza di particolato.
- Eliminare l’eventuale parte residua non utilizzata nei flaconcini monodose.
Somministrazione
- Non somministrare in concomitanza altri medicinali attraverso la stessa linea di infusione.
- Somministrare l’infusione immediatamente nell’arco di almeno 2 ore attraverso una linea
endovenosa. Non somministrare mediante push o bolo endovenoso.
Non sono state osservate incompatibilità con dispositivi di trasferimento a sistema chiuso realizzati in PP, PE, acciaio inossidabile, silicone (gomma/olio/resina), poliisoprene, PVC o con plastificante [TOTM], copolimero acrilonitrile-butadiene-stirene (ABS), copolimero metil metacrilato-ABS, elastomero termoplastico, politetrafluoroetilene, policarbonato, PES, copolimero acrilico, polibutilene tereftalato, PB o copolimero EVA.
Non sono state osservate incompatibilità con il port centrale realizzato in gomma siliconica, lega di titanio o PVC con plastificante [TOTM].
- Si raccomanda di usare filtri in linea (dimensione dei pori di 0,2 μm con i materiali elencati
sopra) durante la somministrazione.
- Se non viene somministrata immediatamente, vedere paragrafo 6.3 per la conservazione della
sacca di infusione preparata.
Smaltimento Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.
07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio
Astellas Pharma Europe B.V. Sylviusweg 62 2333 BE Leiden Paesi Bassi
08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio
EU/1/24/1856/001 EU/1/24/1856/002 EU/1/24/1856/003
09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione
Data della prima autorizzazione: 19 settembre 2024
10.0 Data di revisione del testo
Informazioni più dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web dell’Agenzia europea per i medicinali, https://www.ema.europa.eu.

