Lercanidipina Cloridrato Pensa
Lercanidipina Cloridrato Pensa (Lercanidipina)
Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto
Lercanidipina Cloridrato Pensa: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: scheda tecnica ufficiale AIFA (PDF))
Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Lercanidipina Cloridrato Pensa
01.0 Denominazione del medicinale
Lercanidipina cloridrato Pensa10 mg compresse rivestite con film Lercanidipina cloridrato Pensa20 mg compresse rivestite con film
02.0 Composizione qualitativa e quantitativa
Ogni compressa rivestita con film contiene 10 mg di lercanidipina cloridrato (equivalente a 9,4 mg di lercanidipina). Ogni compressa rivestita con film contiene 20 mg di lercanidipina cloridrato (equivalenti a 18,8 mg di lercanidipina).
Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
03.0 Forma farmaceutica
Compressa rivestita con film. Le compresse rivestite con film di Lercanidipina cloridrato Pensa 10 mg sono compresse rivestite con film, di colore giallo, rotonde, biconvesse, con linea di frattura su un lato e lisce sull’altro e con un diametro di circa 6,5 mm. Le compresse rivestite con film di Lercanidipina cloridrato Pensa 20 mg sono compresse rivestite con film di colore rosa, rotonde, biconvesse, con linea di frattura su un lato e lisce sull’altro lato e con un diametro di circa 8,5 mm.
La linea di frattura serve solo per facilitarne la rottura e la deglutizione e non per dividerla in dosi uguali.
04.0 INFORMAZIONI CLINICHE
04.1 Indicazioni terapeutiche
La lercanidipina è indicata negli adulti per il trattamento dell’ipertensione essenziale lieve-moderata.
04.2 Posologia e modo di somministrazione
Posologia La dose raccomandata è di 10 mg per via orale una volta al giorno, almeno 15 minuti prima dei pasti; la dose può essere aumentata a 20 mg a seconda della risposta individuale del paziente.
L’aumento della dose deve essere graduale poiché potrebbero essere necessarie circa 2 settimane prima che si manifesti il massimo effetto antipertensivo.
Alcuni soggetti, non adeguatamente controllati con un singolo agente antipertensivo, possono trarre beneficio dall’aggiunta di Lercanidipina cloridrato Pensa alla terapia con un farmaco bloccante dei beta-adrenocettori (atenololo), un diuretico (idroclorotiazide) o un inibitore dell’enzima di conversione dell’angiotensina (captopril o enalapril).
Poiché la curva dose-risposta è ripida, con un plateau a dosi comprese tra 20 e 30 mg, è improbabile che l’efficacia possa essere migliorata con dosi più elevate, mentre gli effetti collaterali potrebbero aumentare. Pazienti anziani: sebbene i dati farmacocinetici e l’esperienza clinica suggeriscano che non è necessario alcun aggiustamento della dose giornaliera, si deve prestare particolare attenzione quando si inizia il trattamento negli anziani.
Popolazione pediatrica: la sicurezza e l’efficacia di Lercanidipina cloridrato Pensa nei bambini fino a 18 anni di età non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili.
Pazienti con compromissione renale o epatica: si deve prestare particolare attenzione quando si inizia il trattamento in pazienti con disfunzione renale o epatica da lieve a moderata. Sebbene il programma di dosaggio solitamente raccomandato possa essere tollerato da questi sottogruppi, un aumento della dose a 20 mg al giorno deve essere affrontato con cautela. L’effetto antipertensivo può essere aumentato nei pazienti con compromissione epatica e di conseguenza si deve prendere in considerazione un aggiustamento del dosaggio. Lercanidipina cloridrato Pensa è controindicato nei pazienti con grave compromissione epatica o nei pazienti con grave compromissione renale (GFR < 30 ml/min), compresi i pazienti sottoposti a dialisi (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).
Modo di somministrazione Precauzioni da adottare prima della manipolazione o della somministrazione del medicinale:
Il trattamento deve essere somministrato preferibilmente al mattino, almeno 15 minuti prima della colazione. Questo prodotto non deve essere somministrato con succo di pompelmo (vedere paragrafi 4.3 e 4.5).
04.3 Controindicazioni
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Ostruzione del tratto di efflusso del ventricolo sinistro. Insufficienza cardiaca congestizia non trattata. Angina pectoris instabile o infarto miocardico recente (da meno di un mese). Grave compromissione epatica. Grave compromissione renale (GFR < 30 ml/min), inclusi i pazienti sottoposti a dialisi. Trattamento concomitante con:
o potenti inibitori del CYP3A4 (vedere paragrafo 4.5), o ciclosporina (vedere paragrafo 4.5), o pompelmo o succo di pompelmo (vedere paragrafo 4.5).
04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso
Sindrome da disfunzione del nodo del seno La lercanidipina deve essere somministrata con cautela nei pazienti affetti da sindrome del nodo del seno (senza pacemaker).
Disfunzione ventricolare sinistra Sebbene studi emodinamici controllati non abbiano evidenziato alcuna compromissione della funzione ventricolare, è richiesta cautela anche nei pazienti con disfunzione ventricolare sinistra.
Ischemia cardiaca È stato suggerito che alcune diidropiridine a breve durata d’azione possano essere associate a un aumento del rischio cardiovascolare nei pazienti con cardiopatia ischemica. Sebbene la lercanidipina sia a lunga durata d’azione, è richiesta cautela in tali pazienti. Alcune diidropiridine possono raramente causare dolore precordiale o angina pectoris. Molto raramente i pazienti con angina pectoris preesistente possono manifestare un aumento della frequenza, della durata o della gravità di questi attacchi. Possono essere osservati casi isolati di infarto miocardico (vedere paragrafo 4.8). Compromissione renale o epatica Si deve prestare particolare attenzione quando si inizia il trattamento in pazienti con compromissione renale da lieve a moderata. Sebbene la dose raccomandata abituale di 10 mg al giorno possa essere tollerata, un aumento a 20 mg al giorno deve essere valutato con cautela. L’effetto antipertensivo può essere aumentato in pazienti con compromissione epatica moderata e di conseguenza deve essere preso in considerazione un aggiustamento del dosaggio. La lercanidipina è controindicata in pazienti con grave compromissione epatica o compromissione renale (GFR < 30 ml/min), compresi i pazienti sottoposti a emodialisi (vedere paragrafo 4.2 e paragrafo 4.3).
Dialisi peritoneale La lercanidipina è stata associata allo sviluppo di effluente peritoneale torbido nei pazienti sottoposti a dialisi peritoneale. La torbidità è dovuta a un’aumentata concentrazione di trigliceridi nell’effluente peritoneale. Sebbene il meccanismo sia sconosciuto, la torbidità tende a risolversi subito dopo la sospensione della lercanidipina. Questa è un’associazione importante da riconoscere poiché l’effluente peritoneale torbido può essere scambiato per peritonite infettiva con conseguente ospedalizzazione non necessaria e somministrazione empirica di antibiotici.
Induttori del CYP3A4 Gli induttori del CYP3A4 come gli anticonvulsivanti (ad esempio fenitoina, carbamazepina) e la rifampicina possono ridurre i livelli plasmatici di lercanidipina e pertanto l’efficacia della lercanidipina potrebbe essere inferiore a quella prevista (vedere paragrafo 4.5).
Alcol Si deve evitare l’alcol poiché può potenziare l’effetto dei farmaci antipertensivi vasodilatatori (vedere paragrafo 4.5).
Sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per unità di dosaggio, cioè è essenzialmente ‘senza sodio’.
Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di Lercanidipina cloridrato Pensa non sono state dimostrate nei bambini.
04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione
Controindicazioni per l’uso concomitante
Inibitori del CYP3A4 È noto che la lercanidipina viene metabolizzata dall’enzima CYP3A4 e pertanto gli inibitori del CYP3A4 somministrati contemporaneamente possono interagire con il metabolismo e l’eliminazione della lercanidipina. Uno studio di interazione con un forte inibitore del CYP3A4, il ketoconazolo, ha mostrato un notevole aumento dei livelli plasmatici di lercanidipina (un aumento di 15 volte dell’AUC e un aumento di 8 volte della C per max l’eutomero S-lercanidipina). La somministrazione concomitante di lercanidipina con inibitori del CYP3A4 (ad esempio ketoconazolo, itraconazolo, ritonavir, eritromicina, troleandomicina, claritromicina) deve essere evitata (vedere paragrafo 4.3).
Ciclosporina Sono stati osservati livelli plasmatici aumentati sia di lercanidipina che di ciclosporina a seguito di somministrazione concomitante. Uno studio su giovani volontari sani ha dimostrato che, quando la ciclosporina è stata somministrata 3 ore dopo l’assunzione di lercanidipina, i livelli plasmatici di lercanidipina non sono cambiati, mentre l’AUC della ciclosporina è aumentata del 27%. Tuttavia, la co-somministrazione di lercanidipina con ciclosporina ha causato un aumento di 3 volte dei livelli plasmatici di lercanidipina e un aumento del 21% dell’AUC della ciclosporina. Ciclosporina e lercanidipina non devono essere somministrate insieme (vedere paragrafo 4.3).
Pompelmo o succo di pompelmo Come per altre diidropiridine, la lercanidipina è sensibile all’inibizione del metabolismo da parte del pompelmo o del succo di pompelmo, con conseguente aumento della sua disponibilità sistemica e aumento dell’effetto ipotensivo. La lercanidipina non deve essere assunta con il pompelmo o il succo di pompelmo (vedere paragrafo 4.3).
Uso concomitante non raccomandato
Induttori del CYP3A4 La somministrazione concomitante di lercanidipina con induttori del CYP3A4 come anticonvulsivanti (ad esempio fenitoina, fenobarbital, carbamazepina) e rifampicina deve essere effettuata con cautela poiché l’effetto antipertensivo può essere ridotto e la pressione sanguigna deve essere monitorata più frequentemente del solito (vedere paragrafo 4.4).
Alcol Si deve evitare l’alcol poiché può potenziare l’effetto dei farmaci antipertensivi vasodilatatori (vedere paragrafo 4.4).
Precauzioni, incluso l’aggiustamento della dose
Substrati del CYP3A4 Si deve usare cautela quando la lercanidipina viene prescritta insieme ad altri substrati del CYP3A4, come terfenadina, astemizolo, farmaci antiaritmici di classe III come amiodarone, chinidina, sotalolo.
Midazolam Quando somministrata a una dose di 20 mg in concomitanza con midazolam per os in volontari anziani, l’assorbimento di lercanidipina aumenta (di circa il 40%) e la velocità di assorbimento diminuisce (il t è stato max ritardato da 1,75 a 3 ore). Le concentrazioni di midazolam non sono state modificate.
Metoprololo Quando la lercanidipina è somministrata in concomitanza con il metoprololo, un beta-bloccante eliminato principalmente dal fegato, la biodisponibilità del metoprololo non è modificata mentre quella della lercanidipina è ridotta del 50%. Questo effetto può essere dovuto alla riduzione del flusso sanguigno epatico causato dal betabloccante e può quindi verificarsi con altri farmaci di questa classe. Di conseguenza, la lercanidipina può essere somministrata in sicurezza con farmaci bloccanti i β-adrenocettori, ma potrebbe essere necessario un aggiustamento della dose.
Digossina La co-somministrazione di 20 mg di lercanidipina in pazienti trattati cronicamente con β-metildigossina non ha mostrato alcuna evidenza di interazione farmacocinetica. Tuttavia, è stato osservato un aumento medio del 33% della C della digossina mentre l’AUC e la clearance renale non sono state modificate in modo significativo. max , I pazienti sottoposti a trattamento concomitante con digossina devono essere attentamente monitorati clinicamente per segni di tossicità da digossina.
Uso concomitante con altri farmaci
Fluoxetina Uno studio di interazione con fluoxetina (un inibitore del CYP2D6 e del CYP3A4), condotto su volontari di età pari a 65 ± 7 anni (media ± ds), non ha evidenziato modifiche clinicamente rilevanti della farmacocinetica della lercanidipina.
Cimetidina La somministrazione concomitante di cimetidina 800 mg al giorno non provoca modifiche significative nei livelli plasmatici di lercanidipina, ma a dosi più elevate è richiesta cautela poiché la biodisponibilità e l’effetto ipotensivo della lercanidipina possono aumentare. Simvastatina Quando una dose di 20 mg di lercanidipina è stata ripetutamente co-somministrata con 40 mg di simvastatina, l’AUC di lercanidipina non è stata modificata in modo significativo, mentre l’AUC della simvastatina è aumentata del 56% e quella del suo metabolita attivo β- idrossiacido del 28%. È improbabile che tali cambiamenti siano di rilevanza clinica. Non è prevista alcuna interazione quando lercanidipina viene somministrata al mattino e simvastatina alla sera, come indicato per tale farmaco.
Diuretici e ACE inibitori La lercanidipina è stata somministrata in sicurezza con diuretici e ACE inibitori.
Altri farmaci che influenzano la pressione sanguigna Come per tutti i farmaci antipertensivi, si può osservare un aumento degli effetti ipotensivi quando la lercanidipina viene somministrata con altri farmaci che influenzano la pressione sanguigna, come gli alfabloccanti per il trattamento dei sintomi urinari, gli antidepressivi triciclici, i neurolettici. Al contrario, si può osservare una riduzione dell’effetto ipotensivo con un uso concomitante con corticosteroidi.
04.6 Gravidanza e allattamento
Gravidanza Non ci sono dati sull’uso di lercanidipina in donne in gravidanza. Studi sugli animali non hanno mostrato effetti teratogeni (vedere paragrafo 5.3), ma questi sono stati osservati con altri composti diidropiridinici. Questo medicinale non è raccomandato durante la gravidanza e nelle donne in età fertile che non usano misure contraccettive.
Allattamento al seno Non è noto se la lercanidipina/metaboliti siano escreti nel latte umano. Non si può escludere un rischio per i neonati/lattanti. Questo medicinale non deve essere usato durante l’allattamento.
Fertilità Non sono disponibili dati clinici sulla lercanidipina. Sono state segnalate alterazioni biochimiche reversibili nella testa degli spermatozoi che possono compromettere la fecondazione in alcuni pazienti trattati con bloccanti dei canali del calcio. Nei casi in cui la fecondazione in vitro ripetuta non ha successo e non si riesce a trovare un’altra spiegazione, si deve considerare la possibilità che i bloccanti dei canali del calcio ne siano la causa.
04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari
La lercanidipina ha una lieve influenza sulla capacità di guidare e usare macchinari. Tuttavia, si deve usare cautela perché possono verificarsi vertigini, astenia, affaticamento e raramente sonnolenza.
04.8 Effetti indesiderati
Riassunto del profilo di sicurezza La sicurezza della lercanidipina alla dose di 10-20 mg una volta al giorno è stata valutata in studi clinici in doppio cieco controllati con placebo (con 1200 pazienti trattati con lercanidipina e 603 pazienti trattati con placebo) e in studi clinici a lungo termine controllati con farmaco attivo e non controllati su un totale di 3676 pazienti ipertesi trattati con lercanidipina. Le reazioni avverse più comunemente segnalate negli studi clinici e nell’esperienza post-marketing sono: edema periferico, cefalea, vampate di calore, tachicardia e palpitazioni.
Elenco tabulato delle reazioni avverse Nella tabella seguente, le reazioni avverse segnalate negli studi clinici e nell’esperienza post-marketing mondiale per le quali esiste una ragionevole relazione causale sono elencate in base alla classificazione per sistemi e organi MedDRA e alla frequenza: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1.000, <1/100); raro (≥1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ciascuna classe di frequenza, le reazioni avverse osservate sono presentate in ordine decrescente di gravità.
| Sistema MedDRA Classe di organo | Comune | Non comune | Raro | Non nota |
| Disturbi del sistema immunitario | Ipersensibilità | |||
| Patologie del sistema nervoso | Cefalea | Capogiri | Sonnolenza Sincope | |
| Patologie cardiache | Tachicardia Palpitazioni | Angina pectoris | ||
| Patologie vascolari | Rossore | Ipotensione | ||
| Patologie gastrointestinali | Dispepsia Nausea Dolore addominale superiore | Vomito Diarrea | Ipertrofia gengivale1 Effluente peritoneale torbido1 | |
| Patologie epatobiliari | Aumento della transaminasi sierica1 | |||
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Eruzione cutanea Prurito | Orticaria | Angioedema1 | |
| Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | Mialgia | |||
| Patologie renali e urinarie | Poliuria | Pollachiuria | ||
| Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | Edema periferico | Astenia Affaticamento | Dolore al petto |
1 reazioni avverse dai report spontanei ricevuti nell’esperienza post-marketing
Descrizione di reazioni avverse selezionate Negli studi clinici controllati con placebo l’incidenza di edema periferico è stata dello 0,9% con lercanidipina 10-20 mg e dello 0,83% con placebo. Questa frequenza ha raggiunto il 2% nella popolazione complessiva dello studio, inclusi gli studi clinici a lungo termine. La lercanidipina non sembra avere effetti negativi sui livelli di zucchero nel sangue o sui lipidi sierici.
Alcune diidropiridine possono raramente causare dolore precordiale o angina pectoris. Molto raramente i pazienti con angina pectoris preesistente possono manifestare una maggiore frequenza, durata o gravità di questi attacchi. Possono essere osservati casi isolati di infarto miocardico.
Segnalazione delle sospette reazioni avverse La segnalazione di sospette reazioni avverse dopo l’autorizzazione del medicinale è importante. Ciò consente un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Gli operatori sanitari sono tenuti a segnalare eventuali sospette reazioni avverse tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
04.9 Sovradosaggio
Nell’esperienza post-marketing di lercanidipina, sono stati segnalati alcuni casi di sovradosaggio compresi tra 30-40 mg fino a 800 mg, inclusi casi di tentativo di suicidio.
Sintomi Come con altre diidropiridine, il sovradosaggio di lercanidipina provoca un’eccessiva vasodilatazione periferica con marcata ipotensione e tachicardia riflessa. Tuttavia, a dosi molto elevate, la selettività periferica può essere persa, causando bradicardia e un effetto inotropo negativo. Le più comuni reazioni avverse associate a casi di sovradosaggio sono state ipotensione, capogiro, cefalea e palpitazioni.
Trattamento L’ipotensione clinicamente significativa richiede un supporto cardiovascolare attivo, tra cui il monitoraggio frequente della funzione cardiaca e respiratoria, l’elevazione delle estremità e l’attenzione al volume del fluido circolante e alla produzione di urina. In considerazione dell’effetto farmacologico prolungato della lercanidipina, è essenziale che lo stato cardiovascolare del paziente venga monitorato per almeno 24 ore. Poiché il prodotto ha un elevato legame proteico, è improbabile che la dialisi sia efficace. I pazienti in cui si prevede un’intossicazione da moderata a grave devono essere tenuti in osservazione in un ambiente di alta assistenza.
05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE
05.1 Proprietà farmacodinamiche
Categoria farmacoterapeutica: Calcioantagonisti selettivi con prevalente effetto vascolare – Derivati diidropiridinici. Codice ATC: C08CA13.
Meccanismo d’azione La lercanidipina è un calcioantagonista del gruppo diidropiridinico che inibisce l’afflusso di calcio attraverso la membrana cellulare nella muscolatura cardiaca e liscia. Il meccanismo della sua azione antipertensiva è dovuto a un effetto rilassante diretto sulla muscolatura liscia vascolare, abbassando così la resistenza periferica totale.
Effetti farmacodinamici Nonostante la sua breve emivita plasmatica farmacocinetica, la lercanidipina è dotata di una prolungata attività antipertensiva grazie al suo elevato coefficiente di ripartizione nella membrana ed è priva di effetti inotropi negativi grazie alla sua elevata selettività vascolare. Poiché la vasodilatazione indotta dalla lercanidipina ha un esordio graduale, raramente è stata osservata ipotensione acuta con tachicardia riflessa nei pazienti ipertesi. Come per le altre 1,4-diidropiridine asimmetriche, l’attività antipertensiva della lercanidipina è dovuta principalmente al suo enantiomero (S).
Efficacia clinica e sicurezza L’efficacia clinica e la sicurezza della lercanidipina alla dose di 10-20 mg una volta al giorno sono state valutate in studi clinici in doppio cieco controllati con placebo (con 1200 pazienti trattati con lercanidipina e 603 pazienti trattati con placebo) e in studi clinici a lungo termine controllati con farmaco attivo e non controllati su un totale di 3676 pazienti ipertesi.
La maggior parte degli studi clinici sono stati condotti su pazienti con ipertensione essenziale da lieve a moderata (inclusi pazienti anziani e diabetici), trattati con lercanidipina da sola o in combinazione con ACEinibitori, diuretici o betabloccanti.
Oltre agli studi clinici condotti a supporto delle indicazioni terapeutiche, un ulteriore studio non controllato ma randomizzato su pazienti con ipertensione grave (pressione diastolica media + DS di 114,5 + 3,7 mmHg) ha mostrato che la pressione arteriosa si è normalizzata nel 40% dei 25 pazienti con dose giornaliera di 20 mg e nel 56% dei 25 pazienti con dosi giornaliere di lercanidipina di 10 mg due volte al giorno. In uno studio in doppio cieco, randomizzato, controllato verso placebo su pazienti con ipertensione sistolica isolata, la lercanidipina è stata efficace nell’abbassare la pressione arteriosa sistolica da valori iniziali medi di 172,6 + 5,6 mmHg a 140,2 + 8,7 mmHg.
Popolazione pediatrica Non è stato effettuato alcuno studio clinico nella popolazione pediatrica.
05.2 Proprietà farmacocinetiche
Assorbimento La lercanidipina viene completamente assorbita dopo somministrazione orale di 10-20 mg e i livelli plasmatici di picco, rispettivamente 3,30 ng/ml + 2,09 sd e 7,66 ng/ml + 5,90 sd, si verificano circa 1,5-3 ore dopo la somministrazione.
I due enantiomeri della lercanidipina mostrano un profilo di livello plasmatico simile: il tempo per raggiungere la concentrazione plasmatica di picco è lo stesso, la concentrazione plasmatica di picco e l’AUC sono, in media, 1,2 volte più elevate per l’enantiomero (S) e le emivite di eliminazione dei due enantiomeri sono essenzialmente le stesse. Non si osserva alcuna interconversione “in vivo” degli enantiomeri.
A causa dell’elevato metabolismo di primo passaggio, la biodisponibilità assoluta della lercanidipina somministrata per via orale ai pazienti a stomaco pieno è di circa il 10%, sebbene si riduca a un terzo (1/3) quando somministrata a volontari sani a digiuno.
La disponibilità orale di lercanidipina aumenta di 4 volte quando lercanidipina viene ingerita fino a 2 ore dopo un pasto ricco di grassi. Di conseguenza, questo medicinale deve essere assunto prima dei pasti.
Distribuzione La distribuzione dal plasma ai tessuti e agli organi è rapida ed estesa.
Il grado di legame della lercanidipina alle proteine sieriche supera il 98%. Poiché i livelli di proteine plasmatiche sono ridotti nei pazienti con grave disfunzione renale o epatica, la frazione libera del farmaco può essere aumentata.
Biotrasformazione La lercanidipina è ampiamente metabolizzata dal CYP3A4; il farmaco non è stato rilevato nelle urine o nelle feci. È prevalentemente convertita in metaboliti inattivi e circa il 50% della dose viene escreta nelle urine.
Esperimenti “in vitro” con microsomi epatici umani hanno dimostrato che la lercanidipina mostra un certo grado di inibizione del CYP3A4 e del CYP2D6, a concentrazioni rispettivamente 160 e 40 volte superiori a quelle raggiunte al picco nel plasma dopo la dose di 20 mg.
Inoltre, studi di interazione nell’uomo hanno dimostrato che la lercanidipina non ha modificato i livelli plasmatici di midazolam, un tipico substrato del CYP3A4, o di metoprololo, un tipico substrato del CYP2D6. Pertanto, non è prevista l’inibizione della biotrasformazione dei farmaci metabolizzati dal CYP3A4 e dal CYP2D6 da parte della lercanidipina a dosi terapeutiche.
Eliminazione L’eliminazione avviene essenzialmente tramite biotrasformazione. È stata calcolata un’emivita media di eliminazione terminale di 8-10 ore e l’attività terapeutica dura 24 ore a causa del suo elevato legame alla membrana lipidica. Non è stato osservato alcun accumulo dopo somministrazione ripetuta.
Linearità/non linearità La somministrazione orale di questo medicinale determina livelli plasmatici di lercanidipina non direttamente proporzionali al dosaggio (cinetica non lineare). Dopo 10, 20 o 40 mg, le concentrazioni plasmatiche di picco osservate erano nel rapporto 1:3:8 e le aree sotto le curve concentrazione plasmatica-tempo nel rapporto 1:4:18, suggerendo una progressiva saturazione del metabolismo di primo passaggio. Di conseguenza, la disponibilità aumenta con l’aumento del dosaggio.
Ulteriori informazioni su popolazioni speciali Nei pazienti anziani e nei pazienti con disfunzione renale da lieve a moderata o compromissione epatica da lieve a moderata il comportamento farmacocinetico della lercanidipina si è dimostrato simile a quello osservato nella popolazione generale dei pazienti; i pazienti con disfunzione renale grave o i pazienti dipendenti dalla dialisi hanno mostrato livelli più elevati (circa il 70%) del farmaco. Nei pazienti con compromissione epatica da moderata a grave, è probabile che la biodisponibilità sistemica della lercanidipina sia aumentata poiché il farmaco è normalmente metabolizzato ampiamente nel fegato.
05.3 Dati preclinici di sicurezza
I dati preclinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di farmacologia di sicurezza, tossicità a dosi ripetute, genotossicità, potenziale cancerogeno, tossicità per la riproduzione e lo sviluppo.
Studi farmacologici di sicurezza sugli animali non hanno mostrato effetti sul sistema nervoso autonomo, sul sistema nervoso centrale o sulla funzione gastrointestinale a dosi antipertensive.
Gli effetti rilevanti osservati negli studi a lungo termine su ratti e cani erano correlati, direttamente o indirettamente, agli effetti noti di dosi elevate di Ca-antagonisti, riflettendo prevalentemente un’attività farmacodinamica eccessiva.
La lercanidipina non è risultata genotossica e non ha mostrato alcuna evidenza di rischio cancerogeno.
La fertilità e le prestazioni riproduttive generali nei ratti non sono state influenzate dal trattamento con lercanidipina.
Non vi è stata alcuna evidenza di effetti teratogeni nei ratti e nei conigli; tuttavia, nei ratti, la lercanidipina a dosi elevate ha indotto perdite pre e post impianto e ritardo nello sviluppo fetale.
Il cloridrato di lercanidipina, somministrato a dosi elevate (12 mg/kg/die) durante il travaglio, ha indotto distocia.
Non sono stati studiati la distribuzione della lercanidipina e/o dei suoi metaboliti negli animali gravidi né la loro escrezione nel latte materno.
I metaboliti non sono stati valutati separatamente in studi di tossicità.
06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
06.1 Eccipienti
Lercanidipina cloridrato Pensa 10 mg compresse rivestite con film:
Nucleo: amido di mais, amido di sodio glicolato (tipo A), silice colloidale anidra, cellulosa microcristallina, polossameri, sodio stearil fumarato e macrogol. Eccipienti del rivestimento: Ipromellosa, macrogol, ossido di ferro giallo (E172), biossido di titanio (E171).
Lercanidipina cloridrato Pensa 20 mg compresse rivestite con film:
Nucleo: cellulosa microcristallina, amido di mais, amido sodico glicolato (tipo A), silice colloidale anidra, povidone, sodio stearil fumarato. Eccipienti del rivestimento: ipromellosa, macrogol, ossido di ferro rosso (E172), biossido di titanio (E171).
06.2 Incompatibilità
Non pertinente.
6.3 Durata di conservazione
3 anni.
06.4 Speciali precauzioni per la conservazione
Lercanidipina cloridrato Pensa 10 mg compresse rivestite con film:
Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce. Non conservare a temperatura superiore a 25ºC.
Lercanidipina cloridrato Pensa 20 mg compresse rivestite con film:
Non conservare a temperatura superiore a 25°C.
06.5 Natura e contenuto della confezione
Confezioni per dose da 10 mg da 14, 28 e 56 compresse rivestite con film in blister in PVC/PVDC/Alluminio. Confezione per dose da 20 mg da 28 compresse rivestite con film in blister in PVC/PVDC/alluminio.
È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione
Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.
07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio
TOWA PHARMACEUTICAL S.p.A. Via Enrico Tazzoli, 6 – 20154 Milano – Italia
08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio
AIC 051638017 “10 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM” 14 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL AIC 051638029 “10 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM” 28 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL AIC 051638031 “10 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM” 56 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL AIC 051638043 “20 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM” 28 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL

