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Winrho 5000 Ui: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Winrho 5000 Ui

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Winrho 5000 Ui: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Winrho 5000 Ui: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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WINRHO 5000 UI

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Principio attivo:

Immunoglobulina umana anti-D

Un flaconcino di prodotto liofilizzato contiene 5000 UI (1000 mcg ) di immunoglobulina umana anti-D.

Distribuzione delle sottoclassi di IgG (il range è + 1 deviazione Standard):

IgG1: 52-71%

IgG2: 21-39%

IgG3: 7-10%

IgG4: 0,1-0,5%

Il prodotto contiene ≤237 mg di proteina plasmatica umana di cui almeno il 96% è rappresentato da IgG.

Altri componenti:

IgA ≤ 40 mcg/ml

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Polvere e solvente per soluzione per infusione e iniettabile.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Prevenzione dell’immunizzazione Rho (D) nelle donne Rho Dnegative:

Gravidanza/parto di bambini Rho (D) positivi, come indicato nella seguente tabella:

Madre Figlio
D (Rhesus neg.) D (Rhesus pos.)
D (Rhesus neg.) Du (Du pos.)

In presenza di dubbi circa lo stato degli anticorpi anti-Rho (D) della madre, si devono adottare in ogni caso misure profilattiche.

• Aborto spontaneo/minaccia di aborto, interruzione artificiale della gravidanza, gravidanza ectopica o rimozione della mola idatiforme.

Emorragia transplacentare (TPH) provocata da emorragia antepartum (APH) (compresa placenta previa), amniocentesi, campionamento dei villi corionici, o procedure ostetriche di manipolazione, per es., versione cefalica esterna o trauma addominale.

Trattamento dei soggetti Rho (D) negativi in seguito a trasfusioni incompatibili di sangue Rho (D) positivo o di altri prodotti contenenti globuli rossi.

Trattamento della Porpora Trombocitopenica Idiopatica (ITP):

WinRho può essere impiegato anche nel trattamento della Porpora Trombocitopenica Idiopatica (ITP) in pazienti Rho (D) positivi non splenectomizzati in situazioni cliniche che richiedono un incremento della conta piastrinica, se l’intervento medico è ritenuto necessario, per impedire un’eccessiva emorragia.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Posologia:

Prevenzione dell’immunizzazione verso Rho(D):

La dose di immunoglobulina anti-D viene determinata in base al livello di esposizione ai globuli rossi Rho(D) positivi ed è stata stabilita seguendo il principio secondo cui 0,5 mL di globuli rossi ammassati Rho(D) positivi o 1 mL di sangue Rho(D) positivo viene neutralizzato da circa 50 UI (10 mcg) di immunoglobulina anti-D.

In base ai dati ricavati da studi clinici effettuati con WinRho si raccomandano le seguenti dosi tenendo comunque presenti le linee guida professionali per l’impiego delle IgG anti-D nei singoli Stati membri dell’Unione Europea.

Uso durante la gravidanza, il parto ed in altri interventi provocati dalla gravidanza:

Profilassi prenatale A 28 settimane di gestazione – 1500 UI (300 mcg) per via intramuscolare o endovenosa Dopo il parto, se il neonato è Rh positivo, è necessario somministrare un’ulteriore dose di anti-D.
Aborto spontaneo, minaccia di aborto, interruzione artificiale della gravidanza, gravidanza ectopica o rimozione della mola idatiforme. Emorragia transplacentare (TPH) provocata da emorragia prenatale (APH) (compresa placenta previa), amniocentesi, campionamento dei villi corionici, o procedure ostetriche di manipolazione, per es., versione cefalica esterna o trauma addominale. Prima delle 12 settimane di gestazione – 600 UI (120 mcg) per via intramuscolare o endovenosa Dopo 12 settimane di gestazione – 1500 UI (300 mcg), per via intramuscolare o endovenosa. Somministrate il prima possibile (entro le 72 ore) dopo l’evento
Profilassi post-partum Il prima possibile (entro le 72 ore) dopo il parto: – 1500 UI (300 mcg) per via intramuscolare – 600 UI (120 mcg) per via endovenosa
Emorragia feto-materna di più di 25 mL di sangue fetale In aggiunta alla profilassi post-partum (vedi sopra), 50 UI (10 mcg) per ml di sangue fetale, per via intramuscolare o endovenosa
Trasfusione di piastrine Rh-positive in donne Rh-negative 1500 UI (300 mcg) per via endovenosa
Trasfusione di sangue Rh-incompatibile per 10 ml di sangue trasfuso, almeno 600 UI (120 mcg), per via intramuscolare o endovenosa

La dose post-partum deve essere somministrata anche quando sia stata effettuata la profilassi prenatale ed anche se sia possibile dimostrare nel siero materno un’attività residua derivante da profilassi prenatale.

In caso di sospetto di imponente emorragia feto-materna (>4 mL nello 0,7-0,8% delle donne), ad esempio nel caso di anemia feto/neonatale o di morte fetale intrauterina, si raccomanda l’esecuzione di un test appropriato (per es., test di Kleihauer-Betke), che consenta di determinare la proporzione di cellule fetali presenti nella circolazione materna e stabilire di conseguenza la dose di WinRho da somministrare. Su questa base devono essere somministrate ulteriori dosi di anti-D (20 mcg/100 UI per 1 mL di globuli rossi fetali).

Uso in seguito a trasfusione di sangue Rh-incompatibile (cellule Rh-positive in riceventi Rh-negativi):

In seguito alla trasfusione di sangue Rh-incompatibile (sangue intero o altri prodotti contenenti globuli rossi), la dose raccomandata è di 20 mcg (100 UI) di IgG anti-D per 2 mL di sangue Rho(D) positivo trasfuso o per 1 mL di concentrato di globuli rossi. Si raccomanda la somministrazione per via endovenosa. Se la somministrazione avviene per via intramuscolare la quantità totale deve essere somministrata durante l’arco di diversi giorni e in dosi frazionate.

Nelle bambine Rh-negative o nelle donne Rh-negative in età fertile, in seguito alla trasfusione di piastrine Rh-positive, 600 UI sono sufficienti per coprire fino a 10 dosi standard di piastrine somministrate nell’arco di 28 giorni. Si raccomanda la somministrazione per via endovenosa.

Trattamento della Porpora Trombocitopenica Idiopatica (ITP):

Per il trattamento della Porpora Trombocitopenica Idiopatica, WinRho deve essere usato su prescrizione di un medico con esperienza in ematologia.

WinRho nel trattamento della ITP deve essere somministrato per iniezione endovenosa.

Dose iniziale: dopo conferma che il paziente sia Rh-positivo, per il trattamento della ITP si raccomanda una dose iniziale di 250 UI/kg (50 mcg/kg), somministrata come singola iniezione. Se si desidera la dose iniziale può essere data in due dosi distinte somministrate in giorni diversi. Se il paziente ha un livello di emoglobina inferiore a 10 g/dL, si deve somministrare una dose ridotta da 125 a 200 UI/kg (da 25 a 40 mcg/kg) per minimizzare il rischio di aggravare l’anemia del paziente. Tutti i pazienti devono essere monitorati per determinare la risposta clinica valutando la conta delle piastrine, degli eritrociti, dell’emoglobina e dei reticolociti.

Dosi successive: se è richiesta una terapia di proseguimento per incrementare la conta piastrinica, si raccomanda una dose endovenosa da 125 a 300 UI/kg (da 25 a 60 mcg/kg). La frequenza di dosaggio e la dose da usarsi in terapia di mantenimento devono essere determinate sulla base della risposta clinica del paziente, valutando la conta delle piastrine, degli eritrociti, dell’emoglobina e dei reticolociti.

Le raccomandazioni di dosaggio nella ITP sono riassunte nella seguente tabella:

Indicazione Dose raccomandata Frequenza delle iniezioni
Porpora Trombocitopenica Idiopatica Dose iniziale: 250 UI/kg (50 mcg/kg) Se il paziente ha un livello di emoglobina <10 g/dL, si deve somministrare una dose ridotta da 125 a 200 UI/kg (da 25 a 40 mcg/kg) per minimizzare il rischio di aggravare l’anemia del paziente. La dose iniziale può essere somministrata in due dosi distinte date in giorni diversi, se si desidera.
Dosi successive (se necessario) da 125 a 300 UI/kg (da 25 a 60 mcg/kg)La frequenza di dosaggio e la dose da usarsi in terapia di mantenimento devono essere determinate sulla base della risposta clinica del paziente, valutando la conta delle piastrine, degli eritrociti, dellemoglobina e dei reticolociti

Modo di somministrazione:

In caso di trombocitopenia grave o di altri disturbi della coagulazione in cui l’iniezione intramuscolare sia controindicata, WinRho deve essere somministrato per via endovenosa.

Nel trattamento della ITP, WinRho deve essere somministrato esclusivamente per via endovenosa.

Iniezione endovenosa: somministrare in modo asettico il prodotto per via endovenosa scegliendo una vena appropriata, con una velocità di iniezione di 1500 UI (300 mcg)/ 5-15 secondi.

Iniezione intramuscolare: i siti di iniezione più appropriati sono il muscolo deltoide della parte superiore del braccio o le facce anterolaterali della parte superiore della coscia. A causa del rischio di lesione del nervo sciatico, la regione glutea non deve essere utilizzata come sito di iniezione. Nel caso in cui siano necessarie dosi totali elevate (> 5 mL) e venga scelta la via di somministrazione intramuscolare, si consiglia di somministrarle in dosi frazionate in siti differenti.

04.3 Controindicazioni

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WinRho non deve essere somministrato ai pazienti con ipersensibilità nota ai prodotti plasmatici o a qualsiasi altro componente contenuto in WinRho.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Generali:

Dopo la somministrazione di WinRho (e.v. o i.m.), i pazienti devono essere tenuti sotto osservazione per almeno 20 minuti.

In caso di sintomi di reazione anafilattica o di altre reazioni allergiche, l’iniezione deve essere interrotta immediatamente.

Le reazioni di vera ipersensibilità sono rare, ma possono presentarsi risposte allergiche all’immunoglobulina anti-D. I pazienti devono essere informati in relazione ai segni precoci di reazioni di ipersensibilità, che comprendono orticaria, orticaria generalizzata, senso di oppressione toracica, dispnea, ipotensione e anafilassi. Il trattamento necessario dipende dalla natura e gravità dell’effetto collaterale.

In caso di shock, è necessario prestare il trattamento medico standard per lo shock.

WinRho contiene tracce di IgA. Sebbene WinRho sia stato utilizzato con successo nel trattamento dei soggetti affetti da carenze di IgA, tali individui potrebbero sviluppare anticorpi IgA e possono avere reazioni anafilattiche dopo la somministrazione di emocomponenti contenenti IgA. Il medico deve valutare il potenziale beneficio rappresentato da un trattamento a base di WinRho, rispetto al potenziale rischio di reazioni di ipersensibilità.

Non somministrare WinRho, né altre immunoglobuline ai soggetti che abbiano presentato una reazione anafilattica o una reazione sistemica grave all’immunoglobulina umana.

Prevenzione dell’immunizzazione per Rho(D):

Se usato dopo il parto, il medicinale è destinato alla somministrazione materna. Non deve essere somministrato al neonato.

Nella prevenzione dell’immunizzazione per Rho(D), il medicinale non va somministrato a pazienti Rho(D) positivi.

Trattamento della Porpora Trombocitopenica Idiomatica (ITP):

Nel trattamento della ITP WinRho deve essere somministrato per via endovenosa poiché la sua efficacia non è stata dimostrata per via intramuscolare o sottocutanea.

WinRho non deve essere somministrato a pazienti Rho(D) negativi o splenectomizzati poiché l’efficacia in tali pazienti non è stata dimostrata.

Successivamente alla somministrazione di WinRho, a pazienti affetti da ITP Rho (D) positivi, i pazienti devono essere monitorati e avvisati di prestare attenzione a segni e/o sintomi di emolisi intravascolare (IVH) e alle sue potenziali complicanze. I segni e sintomi caratteristici della emolisi intravascolare includono lombalgia, brividi, e/o emoglobinuria, di cui è stato segnalato l’insorgere da pochi minuti a qualche giomo dopo l’assunzione di WinRho. Le complicanze con potenziale compromissione clinica includono l’insorgenza acuta o l’esacerbarsi di anemia ed insufficienza renale o coagulazione intravascolare disseminata (DIC). Inoltre, molto raramente, le complicanze della emolisi intravascolare hanno avuto esito letale. La emolisi intravascolare e le sue potenziali complicanze sono state riportate da segnalazioni spontanee successive alla immissione in commercio. La natura delle segnalazioni spontanee impedisce un calcolo accurato della frequenza, tuttavia tali episodi sono generalmente considerati rari o molto rari.

In caso di necessità di una trasfusione, devono essere somministrati globuli rossi Rho(D) negativi in modo da non esacerbare una IVH in corso. I concentrati piastrinici possono contenere fino a 5,0 mL di globuli rossi, pertanto si dovrà esercitare una analoga cautela nel caso in cui piastrine da donatori Rho(D) positivi vengano trasfuse.

Se il paziente mostra un livello di emoglobina inferiore al normale (inferiore a 10 g/dL), deve essere somministrata una dose ridotta da 125 a 200 UI/kg (da 25 a 40 mcg/kg) per minimizzare il rischio di aggravare l’anemia. WinRho deve essere usato con estrema cautela in pazienti con un livello di emoglobina inferiore a 8 g/dL a causa del rischio di aggravare l’anemia. (Vedere sezione 4.2 Posologia e modo di somministrazione).

I pazienti affetti da ITP devono essere attentamente monitorati durante tutto il periodo di infusione per cogliere ogni sintomo. In particolare, pazienti alla prima assunzione di immunoglobuline umane, pazienti ai quali è stata cambiata la prescrizione, o se è passato un lungo intervallo dalla precedente infusione, devono essere monitorati durante la prima infusione e per la prima ora successiva alla prima infusione, al fine di evidenziare possibili reazioni avverse.

In caso di reazioni avverse, deve essere ridotta la velocità di somministrazione o interrotta l’infusione. Il trattamento richiesto dipende dalla natura e severità dell’effetto collaterale.

Sicurezza virale:

Le misure standard per impedire le infezioni derivanti dall’uso di medicinali a base di sangue o plasma di origine umana includono la selezione dei donatori, lo screening delle singole donazioni e dei pool di plasma per specifici markers di infezione e l’inclusione di efficaci fasi produttive di inattivazione / rimozione virale. Nonostante ciò, in caso di somministrazione di medicinali ottenuti da sangue o plasma di origine umana non è possibile escludere totalmente la possibilità di trasmissione di agenti infettivi. Questo vale anche per i virus sconosciuti o emergenti o per altri agenti patogeni.

Le misure adottate sono considerate efficaci per i virus capsulati, come HIV, HBV e HCV.

Le misure adottate possono essere di valore limitato contro i virus non capsulati, quali epatite A o parvovirus B19.

Esiste un’esperienza clinica rassicurante circa la mancanza di trasmissione di epatite A o parvovirus B19 con le immunoglobuline e inoltre si presume che il contenuto di anticorpi contribuisca in larga misura alla sicurezza virale.

Si raccomanda fortemente di registrare il nome e il numero di lotto del prodotto ogni volta che si somministra WinRho ad un paziente, in modo da mantenere un collegamento fra il paziente ed il lotto del prodotto.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Vaccini da virus vivi:

L’immunizzazione attiva mediante vaccini da virus vivi (per es., morbillo, rosolia, parotite e varicella) deve essere posticipata fino a 3 mesi dopo l’ultima somministrazione di immunoglobulina anti-D, poiché l’efficacia del vaccino da virus vivo può essere compromessa per un periodo di almeno 6 settimane fino a 3 mesi.

Se l’immunoglobulina anti-D necessita di essere somministrata durante il periodo di 2-4 settimane successivo alla somministrazione di un vaccino da virus vivo, l’efficacia di tale vaccino può risultare compromessa.

Interferenza con i test sierologici:

In seguito all’iniezione dell’immunoglobulina, la trasmissione passiva di anticorpi contro gli antigeni eritrocitari (per es. A, B, C o D) può dar luogo a falsi risultati positivi dei test sierologici. Per almeno 3 mesi dopo l’infusione i risultati della tipizzazione del sangue e dei test degli anticorpi, compreso il test di Coomb o test antiglobulinico, sono influenzati in maniera significativa dalla somministrazione dell’immunoglobulina anti-D. Vi è una maggiore incidenza di risultati positivi al test di Coomb fra i neonati le cui madri abbiano ricevuto la profilassi prenatale.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Il presente medicinale viene utilizzato routinariamente in gravidanza e nell’immediato puerperio alle dosi raccomandate per la prevenzione dell’immunizzazione per Rho(D).

La sicurezza delle dosi di WinRho raccomandate per il trattamento della ITP in pazienti gravide non è stata valutata mediante studi clinici controllati e quindi devono essere somministrate con cautela a pazienti gravide e in allattamento. L’esperienza clinica con le immunoglobuline suggerisce che non è atteso alcun effetto nocivo sul corso della gravidanza, o sul feto ed il neonato.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Non sono stati osservati effetti sulla capacità di guidare e di utilizzare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

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Prevenzione dell’immunizzazione per Rho(D)/Trattamento di trasfusioni con sangue Rh incompatibile.

In caso di somministrazione intramuscolare, possono presentarsi occasionalmente dolore locale e dolorabilità al sito di iniezione. Tale effetto può essere evitato dividendo dosi elevate tra diversi siti di iniezione.

Dopo la somministrazione di WinRho possono presentarsi occasionalmente brividi, cefalea, senso di malessere, reazioni cutanee (prurito, rash e orticaria) e febbre.

In rari casi sono stati riportati vomito, nausea, ipotensione, tachicardia e reazioni di tipo allergico o anafilattico, comprese dispnea e shock, anche quando i pazienti non presentavano ipersensibilità durante le precedenti somministrazioni.

Per informazioni relative alla sicurezza virale, vedere il paragrafo 4.4.

Porpora Trombocitopenica Idiopatica (ITP).

Oltre agli effetti indesiderati sopra elencati, possono manifestarsi i seguenti: artralgia, emolisi (si pensa sia dovuto al meccanismo d’azione di WinRho), riduzione del livello di emoglobina e segni di emolisi intravascolare (IVH), che può essere fatale, inclusi lombalgia, brividi, emoglobinemia e/o emoglobinuria e possono portare ad anemia, deficit renale o insufficienza renale, che può richiedere dialisi, o coagulazione intravascolare disseminata (DIC).

Per informazioni relative alla sicurezza virale, vedere il paragrafo 4.4.

04.9 Sovradosaggio

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Non esistono dati disponibili sul sovradosaggio. I pazienti sottoposti a una trasfusione incompatibile e quelli affetti da Porpora Trombocitopenica Idiopatica, ai quali vengano somministrate dosi elevate di immunoglobulina anti-D, devono essere monitorati clinicamente e in base a parametri biologici a causa del rischio di una reazione emolitica.

In altri soggetti Rho (D) negativi il sovradosaggio non dovrebbe provocare effetti indesiderati più frequenti né più gravi di quelli provocati dal normale dosaggio.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: sieri immuni e immunoglobuline: immunoglobulina anti-D (Rho). Codice ATC: J06BB01.

L’immunoglobulina anti-D contiene specifici anticorpi (IgG) contro l’antigene D (Rho) degli eritrociti umani. WinRho può anche contenere anticorpi verso altri antigeni Rh ad esempio anticorpi anti-Rh C, che possono essere rilevati per mezzo di test sierologici sensibili.

L’effetto di WinRho si basa sulla neutralizzazione degli eritrociti Rho (D) positivi potenzialmente antigenici nei soggetti Rho (D) negativi.

Durante la gravidanza, e specialmente al momento del parto, globuli rossi fetali possono entrare nel circolo materno. Nel caso in cui la donna sia Rho(D) negativa ed il feto sia Rho(D) positivo, la donna può risultare immunizzata nei confronti dell’antigene Rho(D) e produrre anticorpi anti-Rho(D) che attraversano la placenta e che possono causare malattia emolitica del neonato. L’immunizzazione passiva con immunoglobulina anti-D impedisce l’immunizzazione Rho(D) in oltre il 99% dei casi purché venga somministrata una dose sufficiente di immunoglobulina anti-D sufficientemente presto dopo l’esposizione ai globuli rossi fetali Rho(D) positivi.

Il meccanismo con cui l’immunoglobulina anti-D sopprime l’immunizzazione verso i globuli rossi Rho(D) positivi non è noto. La soppressione può essere correlata alla clearance dei globuli rossi dal circolo prima che essi raggiungano i siti immunocompetenti oppure, può essere dovuta a meccanismi più complessi che coinvolgono il riconoscimento di antigeni estranei e la presentazione di antigeni da parte di cellule appropriate nei siti appropriati in presenza o in assenza dell’anticorpo.

Soppressione della isoimmunizzazione Rh:

Lo studio principale che supporta questa indicazione è stato condotto su 1186 donne gravide Rho(D) negative non sensibilizzate nei casi in cui i tipi del sangue paterno fossero Rho(D) positivi o sconosciuti. IGIV Rho(D) è stata somministrata in base ad uno dei tre seguenti regimi: 1) 93 donne hanno ricevuto 120 mcg (600 UI) alla 28^ settimana; 2) 131 donne hanno ricevuto 240 mcg (1200 UI) ciascuna alla 28^ e alla 34^ settimana; 3) 962 donne hanno ricevuto 240 mcg (1200 UI) alla 28^ settimana. Tutte le donne hanno ricevuto somministrazione post-natale per via endovenosa di 120 mcg (600 UI) nei casi in cui il neonato era risultato Rho(D) positivo. Delle 1186 donne trattate con IGIV Rho(D) prima del parto, 806 sono state trattate con IGIV Rho(D) successivamente alla nascita dopo il parto di un bambino Rho(D) positivo, di cui 325 donne sono state sottoposte a test a sei mesi dopo il parto per rilevare l’isoimmunizzazione Rh. Di queste 325 donne, 23 avrebbero dovuto mostrare i segni della isoimmunizzazione Rh; tuttavia non sono stati rilevati in alcun soggetto (p<0,001 in un test Chi-quadro sulla significatività della differenza fra la isoimmunizzazione osservata e quella prevista in assenza di IGIV Rho(D).

In studi clinici su soggetti Rho (D) negativi, gli eritrociti Rho (D) positivi trasfusi erano completamente eliminati dalla circolazione entro le 8 ore successive alla somministrazione endovenosa dell’immunoglobulina anti-Rho (D).

ITP Cronica Infantile:

In uno studio multicentrico, in aperto, a braccio singolo, 24 bambini Rho (D) positivi non splenectomizzati, affetti da ITP da più di 6 mesi, sono stati trattati inizialmente con 250 UI/kg (50 mcg/kg) di Immuno Globulina (Umana) anti-Rho (D) (125 UI/kg [25 mcg/kg] ai giorni 1 e 2, con dosi successive comprese tra 125 e 275 UI/kg (da 25 a 55 mcg/kg). La risposta era definita come incremento delle piastrine ad almeno 50.000/mm³ ed un raddoppio dei valori basali. Diciannove dei 24 pazienti hanno risposto con un tasso di risposta complessivo del 79%, una conta piastrinica media complessiva di picco di 229.400/ mm³ (intervallo da 43.300 a 456.000) ed una durata media della risposta di 36,5 giorni (intervallo da 6 a 84).

ITP Acuta Infantile:

In uno studio multicentrico controllato, randomizzato di confronto tra IGIV anti-Rho (D) ad alta dose e Immuno Globulina (Umana) a bassa dose e prednisolone è stato condotto in 146 bambini Rho (D) positivi non splenectomizzati affetti da ITP acuta e con conta piastrinica inferiore a 20.000/ mm³. Dei 38 pazienti in trattamento con IGIV anti-Rho (D) (125 UI/kg [25 mcg/kg] ai giorni 1 e 2, 32 pazienti (84%) hanno risposto (conta piastrinica ≥ 50.000 /mm³) con una conta piastrinica media di picco di 319.500 /mm³) (range tra 61.000 e 892.000) senza alcuna differenza statistica con gli altri bracci dei trattamenti. I tempi medi per raggiungere concentrazioni di piastrine ≥ 20.000/mm³ o ≥ 50.000/mm³ per pazienti in trattamento con IGIV anti-Rho (D) sono stati rispettivamente 1,9 e 2,8 giorni. Paragonando le diverse terapie riguardo al tempo di ottenimento di una conta piastrinica ≥ 20.000/mm³ o ≥ 50.000/mm³ non è stata evidenziata alcuna differenza statisticamente significativa tra i gruppi in trattamento, con un range compreso tra 1,3 e 1,9 giorni e 2,0 e 3,2 giorni rispettivamente.

ITP Cronica degli Adulti:

Ventiquattro adulti Rho (D) positivi non splenectomizzati affetti da ITP da più di 6 mesi e conta piastrinica <30.000/ mm³ o che richiedono terapia sono stati arruolati in uno studio in aperto, a braccio singolo e trattati con dosi da 100 a 375 UI/kg (da 20 a 75 mcg/kg) di IGIV anti-Rho (D) (dose media 231 UI/kg [46,2 mcg/kg]. Ventuno dei 24 pazienti hanno risposto (incremento ≥ 20.000/mm³ durante i primi due cicli di terapia per un tasso totale di risposta dell’88% con una conta piastrinica media di picco di 92.300/ mm³ (range da 8000 a 229.000). La durata mediana del mantenimento della conta piastrinica a livelli superiori a 15.000/ mm³ al di sopra dei livelli basali è stata di 34 giorni.

ITP Secondaria ad infezione da HIV:

Undici bambini e 52 adulti non splenectomizzati, Rho (D) positivi e appartenenti a tutte le classi di Walter Reed dell’infezione HIV e affetti da ITP, con una conta piastrinica iniziale ≤30.000/ mm³ o richiedenti terapia, sono stati trattati con dosi da 100 a 375 UI/kg (da 20 a 75 mcg/kg) di IGIV anti-Rho (D) in uno studio in aperto. IGIV anti-Rho (D) è stata somministrata per una media di 7,3 cicli (range da 1 a 57) per un periodo medio di 407 giorni (range da 6 a 1.952). Cinquantasette dei 63 pazienti hanno risposto (aumento ≥ 20.000/mm³) durante i primi sei cicli di terapia per un tasso totale di risposta del 90%. La variazione complessiva media della conta piastrinica per sei cicli è stata di 60.900/mm³ (range da -2.000 a 565.000) e la conta piastrinica media di picco è stata di 81.700/ mm³ (range da 16.000 a 593.000) La durata mediana del mantenimento della conta piastrinica al di sopra di 15.000/mm³ sopra i livelli piastrinici basali è stata di 32 giorni.

WinRho non deve essere somministrato a pazienti in precedenza splenectomizzati. WinRho ha mostrato di incrementare la conta piastrinica in pazienti Rho (D) positivi non splenectomizzati affetti da ITP. La conta piastrinica di solito aumenta entro uno o due giorni ed il picco entro un tempo da sette a 14 giorni dall’inizio della terapia. La durata della risposta è variabile: comunque, la durata media è approssimativamente di 30 giorni. Il meccanismo di azione non è stato del tutto compreso, ma si pensa sia dovuto alla formazione dei complessi anti-Rho (D) – RBC (globuli rossi) rivestiti che provocano il blocco del recettore Fc, preservando così le piastrine anticorpo-rivestite.

WinRho è somministrato a pazienti Rho (D) positivi affetti da ITP. Pertanto, possono attendersi effetti collaterali correlati alla distruzione dei globuli rossi Rho (D) positivi, soprattutto una diminuzione dell’emoglobina. In quattro studi clinici che coinvolgevano pazienti trattati con la dose endovenosa iniziale raccomandata di 250 UI/kg (50 mcg/kg) il decremento medio massimo di emoglobina è stato di 1,70 g/dL (range tra +0,40 e -6,1 g/dL). Somministrando una dose ridotta tra 125 e 200 UI/kg (da 25 a 40 mcg/kg) il massimo decremento medio di emoglobina è stato di 0,81 g/dL (range da +0,65 a -1,9 g/dL). Solo 5/137 (3,7%) dei pazienti hanno registrato un decremento massimo di emoglobina maggiore di 4 g/dL (range da 4,2 a 6,1 g/dL).

Il decremento massimo medio dell’emoglobina in pazienti che non erano stati trasfusi con PRBCs è stato di 3,7 g/dL (range da 0,1 a 7 g/dL). Le trasfusioni per l’anemia associata al trattamento sono state somministrate in un periodo compreso tra ore e alcuni giorni dopo l’insorgenza dell’IVH e consistettero in unità di RBC tra 1 e 6. Insufficienza renale acuta è stata riscontrata entro un periodo compreso tra 2 e 48 ore dall’insorgenza dell’IVH. L’incremento massimo medio della creatinina sierica è stata di 2,9 mg/dL (range tra 0,1 e 10,3 mg/dL) e avvenne entro 2-9 giorni. L’insufficienza renale in tutti i pazienti sopravvissuti si risolse con un trattamento medico, inclusa la dialisi, entro 4-32 giorni.

L’eziologia della IVH a seguito di somministrazione di WinRho, non è nota. Non sono stati ancora identificati fattori di rischio associati con questi eventi avversi tra quelli finora esaminati, che includono età, sesso, funzionalità renale pre-trattamento, emoglobina pre-trattamento, somministrazione concomitante di PRBCs o dose di WinRho.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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La somministrazione per via endovenosa provoca una biodisponibilità immediata, con livelli sierici di picco raggiunti entro due ore. In seguito alla somministrazione intramuscolare, il primo rilevamento di anticorpi misurabili avviene dopo 1-3 ore, mentre il tempo medio per raggiungere livelli sierici di picco evidenti è di 5-10 giorni. Nella circolazione di soggetti che presentano livelli di IgG normali, l’emivita è di 3-4 settimane.

Le IgG e gli agglomerati di IgG vengono metabolizzati nelle cellule del sistema reticolo-endoteliale.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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I dati preclinici e la letteratura non evidenziano rischi particolari per l’uomo per quanto riguarda la tossicità acuta e la farmacologia di sicurezza, la genotossicità, il potenziale carcinogenico e la tossicità sulla riproduzione. Il principio attivo è l’immunoglobulina umana, per cui studi di tossicità con dosi ripetute e di tossicità sullo sviluppo non sono pertinenti data la natura immunologica del principio attivo quando viene somministrato agli animali. Effetti preclinici sono previsti soltanto in caso di esposizioni considerate sufficientemente in eccesso rispetto alla esposizione massima umana da avere una scarsa rilevanza dal punto di vista clinico.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Polvere: sodio cloruro, glicina, polisorbato 80

Solvente: sodio cloruro, sodio fosfato monobasico monoidrato, sodio fosfato dibasico dodecaidrato. acqua per soluzioni iniettabili.

06.2 Incompatibilità

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WinRho non deve essere mescolato con altri medicinali.

06.3 Periodo di validità

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Periodo di validità di WinRho confezionato per la vendita: 36 mesi.

Soluzione ricostituita: è stato dimostrato che dopo il primo utilizzo la soluzione rimane chimicamente e fisicamente stabile per 12 ore a una temperatura di 25oC.

Dal punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere utilizzato immediatamente. Se non viene usato immediatamente, i tempi di conservazione dopo il primo utilizzo e le condizioni precedenti l’utilizzo sono sotto la responsabilità dell’utilizzatore e normalmente non devono superare le 24 ore a una temperatura di 2-8oC, a meno che la ricostituzione/diluizione (ecc.) non abbia luogo in condizioni asettiche controllate e validate.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Conservare a una temperatura da +2oC a +8oC nel contenitore originale. Conservare in frigorifero.

Non congelare.

Tenere fuori dalla portata e dalla vista dei bambini.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Confezione da 5000 UI (1000 mcg)

Polvere: flaconcino (vetro di tipo 1), tappo in gomma bromobutile e sigillo in alluminio.

Solvente: flaconcino (vetro di tipo 1), tappo in gomma bromobutile e sigillo in alluminio.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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WinRho deve essere ricostituito esclusivamente con il diluente sterile annesso. Applicare tecniche asettiche durante tutta la procedura.

Per ricostituire la sostanza secca:

Rimuovere la capsula di chiusura protettiva dal flacone contenente la sostanza secca e dal flacone contenente il diluente.

Pulire la parte centrale esposta del tappo di gomma di entrambi i flaconi con un disinfettante adeguato.

Aspirare il diluente mediante una siringa e un ago adeguati. Per il volume di diluente richiesto per la ricostituzione, vedi tabella sottostante. Eliminare il diluente inutilizzato.

Grandezza del flaconcino Volume di diluente richiesto
Iniezione endovenosa Iniezione intramuscolare
5000 UI 8,5 ml 8,5 ml*
* Da somministrarsi in differenti siti di iniezione. Per la somministrazione intramuscolare di dosi maggiori, può essere preso in considerazione il flacone da 1500 UI.

Iniettare lentamente il diluente nel flacone contenente il pellet liofilizzato.

Sciogliere il pellet inclinando e capovolgendo delicatamente il flacone. Non agitare ed evitare la formazione di schiuma. Il concentrato si scioglie completamente in meno di 10 minuti.

La soluzione ricostituita deve essere portata a temperatura ambiente o a temperatura corporea prima dell’uso.

La soluzione ricostituita deve essere trasparente o leggermente opalescente. Se la soluzione appare torbida o presenta depositi, non utilizzarla. Prima della somministrazione, la preparazione ricostituita deve essere controllata visivamente, in modo da verificare la presenza di particelle o l’alterazione del colore.

Eliminare i prodotti inutilizzati o i materiali di rifiuto in conformità con le disposizioni locali.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Cangene Europe Limited

Station House

Market Street

Bracknell

Berkshire RG12 1HX

Regno Unito

Concessionaria per la vendita in Italia:

Baxter S.p.a.

V.le Tiziano 25

00196 Roma

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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AIC n. 037068032/M

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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31/01/2007

10.0 Data di revisione del testo

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31/01/2007

FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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    Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” il 22/7/1982, con voti 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo: “Aspetti clinici e di laboratorio di un nuovo enteropatogeno: il Clostridium difficile“. Abilitato all’ esercizio della professione medica nell’ ottobre 1982 Iscritto all’ Albo dei Medici di Roma e Provincia il 26/1/1983