Riassunto generato con AI, aggiornato il 29/10/2026.
Fonti usate dall'AI: 3 schede tecniche AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 pagina principio attivo scorri →
- 1 Scheda tecnica AIFAGadovist Cart 30 Ml 1 0 Mmol Ml
- 2 Scheda tecnica AIFAGadovist 1 mmol ml sol iniett 1 fl in 2 ml
- 3 Scheda tecnica AIFAGadovist
- 4 BugiardinoGadovist
- 5 IndicazioniGadovist
- 6 Effetti collateraliGadovist
- 7 Sicurezza e azioneGadovist
- 8 Principio attivoGadobutrolo
Il testo è generato solo da questi 8 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.
Gadovist è un farmaco a base di gadobutrolo, un mezzo di contrasto paramagnetico usato solo per esami diagnostici di risonanza magnetica. Serve a migliorare la visibilità di lesioni o strutture anomale nel cervello e nel midollo, nel fegato, nei reni, nei vasi e in tutto il corpo.[3, 4]
Prima di usarlo bisogna sapere che si somministra solo per via endovenosa, da personale esperto in RM, e che non deve essere usato se c’è ipersensibilità al principio attivo o agli eccipienti. Dopo l’iniezione il paziente va osservato per almeno 30 minuti, perché molte reazioni avverse compaiono in questo intervallo.[3, 4]
Nei pazienti con funzionalità renale molto compromessa, e in chi è nel periodo perioperatorio del trapianto di fegato, Gadovist va usato solo dopo un’attenta valutazione rischio/beneficio e se l’esame è davvero indispensabile. In gravidanza non deve essere usato se non quando la situazione clinica lo richiede.[3, 4]
Indice (6 sezioni)
A cosa serve
Gadovist è indicato per intensificare il contrasto nella RM del sistema nervoso centrale, del fegato o dei reni quando c’è un forte sospetto o una lesione nota da caratterizzare come benigna o maligna. È indicato anche per la risonanza magnetica angiografica con contrasto e può essere usato nella RM di tutto il corpo. Il medicinale facilita la visualizzazione di lesioni e aiuta a distinguere il tessuto sano da quello patologico.[3, 4]
La scheda tecnica AIFA della formulazione qui riportata indica l’uso negli adulti, negli adolescenti e nei bambini a partire dai 2 anni di età. Il foglietto illustrativo, invece, parla di bambini di tutte le età, compresi i neonati a termine: per l’età pediatrica la scheda tecnica della formulazione è la fonte da seguire.[3, 4]
Formulazioni e come si usa
Gadovist contiene 1,0 mmol/ml di gadobutrolo ed è disponibile come soluzione iniettabile in diverse confezioni, tra cui flaconcini e flaconi da 2 ml, 7,5 ml, 15 ml, 30 ml e 65 ml, oltre ad alcune presentazioni in siringa preriempita o cartuccia.[2, 3, 8]
Va somministrato solo per via endovenosa, in bolo, da operatori sanitari esperti in risonanza magnetica. L’esame con mezzo di contrasto può iniziare subito dopo l’iniezione, o poco dopo in base al protocollo. Il paziente dovrebbe essere tenuto sdraiato durante la somministrazione, quando possibile, e osservato per almeno mezz’ora dopo.[3, 4]
La scheda tecnica indica che la dose va scelta usando la quantità più bassa che consente un risultato diagnostico adeguato e che la somministrazione si basa sul peso corporeo del paziente. Per gli adulti, le quantità raccomandate cambiano in base all’indicazione e alla tecnica d’esame, comprese le diverse acquisizioni angiografiche.[3, 4]
Per i bambini e gli adolescenti la scheda tecnica e il foglietto illustrativo indicano che la dose dipende dal peso corporeo e che deve essere letta nella tabella ufficiale della scheda tecnica o del foglietto; la scelta pratica spetta al pediatra o al radiologo.[3, 4]
Controindicazioni e avvertenze
Gadovist è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti. Non deve essere usato per via intratecale: in caso di uso intratecale sono stati segnalati eventi gravi, anche fatali, con manifestazioni neurologiche come coma, encefalopatia e convulsioni.[3, 4]
L’iniezione in vene di piccolo calibro può causare arrossamento e gonfiore. Come per altri mezzi di contrasto endovenosi, sono possibili reazioni di ipersensibilità o anafilattoidi, anche gravi fino allo shock. Il rischio è più alto in chi ha avuto precedenti reazioni a mezzi di contrasto, asma bronchiale o disturbi allergici; nei pazienti con predisposizione allergica la decisione va presa valutando attentamente rischio e beneficio.[3, 4]
La scheda tecnica raccomanda di controllare la funzionalità renale con test di laboratorio prima della somministrazione. Nei pazienti con compromissione renale severa, definita come GFR inferiore a 30 ml/min/1,73 m², è stato segnalato il rischio di fibrosi sistemica nefrogenica con mezzi di contrasto contenenti gadolinio; per questo Gadovist va usato solo se l’esame è essenziale e non ottenibile senza contrasto.[3, 4]
Per i pazienti con compromissione renale severa o nel periodo perioperatorio del trapianto di fegato, la scheda tecnica raccomanda cautela e una valutazione accurata prima dell’impiego. Nei pazienti anziani, il foglietto illustrativo segnala che può essere opportuno verificare la funzione renale, soprattutto sopra i 65 anni.[3, 4]
Gravidanza e allattamento
In gravidanza i dati sono limitati. Il gadolinio può attraversare la placenta e non si sa con certezza se l’esposizione sia associata a effetti avversi per il feto. Gadovist non deve essere usato in gravidanza a meno che la condizione clinica della donna richieda il gadobutrolo.[3, 4]
Durante l’allattamento i mezzi di contrasto contenenti gadolinio passano nel latte in piccole quantità. A dosi cliniche non sono attesi effetti sul lattante, ma il medico e la madre devono decidere se continuare o sospendere l’allattamento per 24 ore dopo la somministrazione.[3, 4]
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati più frequenti sono cefalea, nausea e capogiri. Tra le reazioni più gravi segnalate ci sono arresto cardiaco, sindrome da distress respiratorio acuto o edema polmonare e reazioni anafilattoidi gravi, incluso arresto respiratorio e shock anafilattico.[3, 6]
Altri eventi riportati comprendono reazioni di ipersensibilità, dispnea, vomito, secchezza delle fauci, tachicardia, palpitazioni, eritema, prurito, eruzione cutanea, reazioni nella sede di iniezione, sensazione di calore o di freddo e, raramente, fibrosi sistemica nefrogenica. La maggior parte delle reazioni è stata da lieve a moderata.[3, 6]
Domande frequenti
Gadovist serve per curare una malattia? No, è un mezzo di contrasto usato solo per uso diagnostico in risonanza magnetica.[3, 4]
Come si somministra? Solo per via endovenosa, in bolo, da personale sanitario esperto in RM.[3, 4]
Può essere usato in chi ha problemi ai reni? Sì, ma solo con forte cautela: nei casi di compromissione renale severa il rapporto rischio/beneficio va valutato attentamente e l’esame deve essere davvero necessario.[3, 4]
Si può usare in gravidanza? Solo se la condizione clinica lo richiede; altrimenti va evitato.[3, 4]
Dopo l’iniezione bisogna restare sotto osservazione? Sì, per almeno 30 minuti.[3, 4]
Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Gadovist Cart 30 Ml 1 0 Mmol Ml: Scheda Tecnica. Avvertenze.
