Gelofusine: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Gelofusine: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 29/10/2026.

Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 pagina principio attivo scorri →

  1. 1 Scheda tecnica AIFAGelofusine
  2. 2 BugiardinoGelofusine
  3. 3 IndicazioniGelofusine
  4. 4 Effetti collateraliGelofusine
  5. 5 Sicurezza e azioneGelofusine
  6. 6 Principio attivoSodio Cloruro

Il testo è generato solo da questi 6 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.

Gelofusine è un farmaco a base di succinilgelatina e sodio cloruro, usato come sostituto colloidale del volume del plasma per trattare ipovolemia e shock, e per prevenire l’ipotensione legata a ipovolemia relativa durante anestesia epidurale o spinale o in presenza di una perdita di sangue imminente in chirurgia.[1] Si usa anche nelle procedure con circolazione extracorporea come componente del liquido di priming, in associazione con soluzioni cristalloidi.[1] Prima di usarlo bisogna sapere che non va impiegato in caso di allergia alla gelatina o ad altri componenti, ipervolemia, iperidratazione o insufficienza cardiaca congestizia acuta, e che richiede cautela in diverse condizioni cliniche, soprattutto per il rischio di reazioni allergiche e di sovraccarico circolatorio.[1, 2]

Indice (7 sezioni)
  1. 1A cosa serve
  2. 2Formulazioni e come si usa
  3. 3Controindicazioni e avvertenze
  4. 4Interazioni
  5. 5Gravidanza e allattamento
  6. 6Effetti indesiderati
  7. 7Domande frequenti

A cosa serve

Gelofusine è una soluzione per infusione che sostituisce il volume plasmatico perso quando il sangue o i liquidi circolanti diminuiscono in modo importante. La scheda tecnica indica come impieghi il trattamento di ipovolemia e shock relativi o assoluti, la profilassi dell’ipotensione da ipovolemia relativa in anestesia epidurale o spinale e l’uso nelle procedure con circolazione extracorporea, per esempio durante l’impiego della macchina cuore-polmone.[1]

Il foglietto illustrativo aggiunge che può essere usato per compensare la perdita di sangue e di liquidi corporei, per esempio dopo un intervento chirurgico, un incidente o un’ustione, e che, se necessario, può essere associato a una trasfusione di sangue.[2]

Formulazioni e come si usa

Gelofusine è una soluzione per infusione limpida, incolore o leggermente gialla. Ogni 1.000 ml contengono 40,0 g di succinilgelatina e 7,00 g di sodio cloruro.[1] È disponibile come soluzione endovenosa in flaconi da 500 ml e in sacche da 250 ml, 500 ml e 1.000 ml.[1]

Negli adulti la scheda tecnica riporta una dose di 500 ml, somministrata a una velocità adeguata allo stato emodinamico del paziente. La dose iniziale media è da 500 a 1.000 ml e, in caso di perdite di sangue gravi, si possono usare dosi più elevate. La dose massima giornaliera non è espressa con un numero fisso, ma dipende dal grado di emodiluizione.[1]

Formulazione Dose standard per adulti Dose massima giornaliera

| Gelofusine soluzione per infusione | 500 ml | Determinata dal grado di emodiluizione |[1]

La scheda tecnica precisa che, se la perdita di sangue supera il 20%, di solito è necessario aggiungere sangue o componenti del sangue.[1] Il foglietto illustrativo indica inoltre che l’infusione di 500 ml dura in genere almeno un’ora, mentre nei casi gravi e acuti 500 ml possono essere somministrati in 5-10 minuti fino alla scomparsa dei segni di ipovolemia.[2]

I primi 20 ml devono essere infusi lentamente per riconoscere precocemente eventuali reazioni anafilattiche o anafilattoidi. In caso di infusione a pressione, tutta l’aria deve essere rimossa dal contenitore e dal set prima della somministrazione.[1, 2]

Per i bambini la sicurezza e l’efficacia non sono state completamente stabilite. La scheda tecnica non consiglia una posologia pediatrica e indica che, se il medicinale viene usato, la decisione spetta al pediatra in base alle condizioni cliniche e al monitoraggio stretto del paziente.[1]

Controindicazioni e avvertenze

Gelofusine non deve essere usato in caso di ipersensibilità alle soluzioni contenenti gelatina o a uno qualsiasi degli eccipienti, di ipersensibilità a galattosio–1,3-galattosio, o di allergia nota a carne rossa e frattaglie. È inoltre controindicato in caso di ipervolemia, iperidratazione e insufficienza cardiaca congestizia acuta.[1]

La scheda tecnica raccomanda cautela nei pazienti con storia di malattie allergiche, come l’asma, perché le soluzioni di gelatina possono causare reazioni allergiche, anche se raramente. Nei pazienti con allergia alla carne rossa o alle frattaglie, o con anticorpi IgE anti-alfa-Gal, il rischio di reazione anafilattica può essere fortemente aumentato e queste soluzioni colloidali non devono essere usate.[1]

Gelofusine va somministrato con cautela anche nei pazienti a rischio di sovraccarico circolatorio, in quelli con funzione renale gravemente compromessa, ipernatriemia severa, ipercloremia severa, edema con ritenzione idrica o salina, disturbi importanti della coagulazione e nei pazienti anziani. Durante il trattamento devono essere monitorati elettroliti, equilibrio acido-base, equilibrio idrico, ematocrito e coagulazione.[1]

La scheda tecnica sottolinea anche che Gelofusine contiene concentrazioni sovrafisiologiche di sodio e cloruro, quindi richiede particolare attenzione nei pazienti vulnerabili a squilibri idro-elettrolitici.[1]

Interazioni

La scheda tecnica segnala cautela se il medicinale è usato insieme ad altri farmaci che possono causare ritenzione di sodio, come corticosteroidi e FANS, perché l’associazione può favorire edema.[1] Il foglietto illustrativo cita inoltre medicinali come spironolattone, triamterene, amiloride e ACE-inibitori tra quelli di cui il medico deve essere informato.[2]

Gravidanza e allattamento

In gravidanza l’uso di Gelofusine deve essere limitato alle situazioni di emergenza, perché i dati disponibili sono limitati e non si può escludere il rischio di reazioni anafilattiche o anafilattoidi con conseguente sofferenza fetale o neonatale dovuta a ipotensione materna. Il foglietto illustrativo dice in modo coerente che, in generale, l’uso deve essere evitato durante la gravidanza, salvo necessità clinica.[1, 2]

Per l’allattamento, la scheda tecnica riferisce che non ci si aspetta un passaggio rilevante nel latte materno né un aumento importante di sodio e cloruro nel latte dopo la somministrazione. Il foglietto illustrativo aggiunge che l’allattamento può essere mantenuto dopo il trattamento.[1, 2]

Effetti indesiderati

Le reazioni avverse più rilevanti sono quelle anafilattiche o anafilattoidi, che possono presentarsi durante o dopo l’infusione e, nei casi rari, arrivare fino allo shock.[1] Tra gli altri effetti segnalati ci sono tachicardia, ipotensione, febbre, brividi, nausea, vomito e dolore addominale; il foglietto illustrativo cita anche difficoltà respiratorie e reazioni cutanee allergiche.[1, 2]

Molto spesso si osservano una diminuzione dell’ematocrito e delle proteine plasmatiche, e con dosi elevate possono ridursi i fattori della coagulazione, con possibile allungamento del tempo di protrombina e dell’aPTT.[1]

Domande frequenti

Gelofusine è un antibiotico? No, è un sostituto colloidale del volume plasmatico, non un antibiotico.[1, 2]

Può essere usato nei bambini? La sicurezza e l’efficacia nei bambini non sono state completamente stabilite e non è consigliata una posologia standard; la decisione spetta al pediatra.[1]

Va usato in gravidanza? In gravidanza va limitato alle situazioni di emergenza, oppure evitato salvo reale necessità clinica.[1, 2]

Qual è il rischio principale durante l’infusione? Le reazioni allergiche, anche gravi, e il sovraccarico circolatorio sono i rischi più importanti da monitorare.[1, 2]

Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Gelofusine: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.