Riassunto generato con AI, aggiornato il 18/10/2026.
Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 pagina principio attivo scorri →
- 1 Scheda tecnica AIFALendormin 0,25 mg compresse
- 2 BugiardinoLendormin
- 3 IndicazioniLendormin
- 4 Effetti collateraliLendormin
- 5 Sicurezza e azioneLendormin
- 6 Principio attivoBrotizolam
Il testo è generato solo da questi 6 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.
Lendormin è un farmaco a base di brotizolam, una benzodiazepina usata per il trattamento a breve termine dell’insonnia negli adulti; le benzodiazepine sono indicate solo quando l’insonnia è grave, disabilitante e causa un forte disagio.[1, 2] Prima di usarlo è importante sapere che è controindicato in alcune condizioni, tra cui miastenia grave, insufficienza respiratoria grave, sindrome da apnea notturna, insufficienza epatica grave e nei minori di 18 anni.[1, 2] La terapia deve essere la più breve possibile, in genere da pochi giorni a un massimo di due settimane, e la dose raccomandata per l’adulto non deve essere superata.[1]
A cosa serve
Lendormin contiene brotizolam e appartiene alla classe delle benzodiazepine, con azione sedativa e ipnotica. È indicato per il trattamento a breve termine dell’insonnia, cioè quando il sonno è difficile da iniziare e/o si verificano risvegli frequenti o prolungati durante la notte. L’uso è limitato ai casi in cui l’insonnia sia grave, disabilitante e associata a forte disagio.[1, 2]
Formulazione e come si usa
Lendormin è disponibile come compresse divisibili da 0,25 mg di brotizolam.[1] La compressa può essere divisa in due metà uguali.[1]
Dose negli adulti
| Formulazione | Dose standard | Dose massima giornaliera |
|---|---|---|
| Lendormin 0,25 mg compresse | 0,25 mg | 0,25 mg |
La dose raccomandata per l’adulto è 0,25 mg. Il trattamento deve iniziare alla minima dose raccomandata e la dose di 0,25 mg non deve essere superata, perché aumenta il rischio di effetti indesiderati sul sistema nervoso centrale.[1]
Negli anziani la dose raccomandata è 0,125 mg – 0,25 mg.[1]
Le compresse vanno assunte con una modesta quantità di liquido appena prima di andare a letto. Dopo l’assunzione, il paziente deve potersi concedere 6-7 ore per riposare o dormire.[1]
La durata del trattamento deve essere il più breve possibile: in genere pochi giorni, fino a un massimo di due settimane. In alcuni casi può essere necessario proseguire oltre questo limite, ma solo dopo rivalutazione della condizione del paziente. La riduzione graduale della dose deve essere adattata individualmente.[1]
In caso di funzionalità epatica ridotta, età avanzata o insufficienza respiratoria cronica con ipercapnia va considerata una riduzione della dose. Per la funzionalità renale ridotta, invece, la scheda tecnica indica che non è necessario un aggiustamento della dose.[1, 2]
Controindicazioni e avvertenze
Lendormin è controindicato in pazienti con miastenia grave, insufficienza respiratoria grave, sindrome da apnea notturna, insufficienza epatica grave, ipersensibilità al brotizolam, ad altri eccipienti o ad altre benzodiazepine. È inoltre controindicato nei bambini e negli adolescenti fino ai 18 anni, perché le forme disponibili sono adatte solo agli adulti e non sono stati eseguiti studi nei bambini. È controindicato anche in caso di rare condizioni ereditarie che possono essere incompatibili con uno degli eccipienti.[1, 2]
Il farmaco richiede cautela in alcuni gruppi di pazienti. Nei pazienti anziani, in quelli con funzionalità epatica ridotta e nei soggetti con insufficienza respiratoria cronica accompagnata da ipercapnia può essere necessario ridurre la dose.[1, 2] Nei pazienti con insufficienza epatica grave le benzodiazepine non sono indicate, perché possono provocare encefalopatia.[2]
La scheda tecnica segnala che dopo alcune settimane di uso ripetuto può comparire tolleranza, cioè una perdita parziale dell’effetto ipnotico.[1] Può inoltre svilupparsi dipendenza fisica e psichica, con rischio maggiore se la dose è elevata o il trattamento è lungo; il rischio è più alto anche nei pazienti con storia di abuso di alcol o di droga, nei quali brotizolam non deve essere utilizzato.[1, 2]
La sospensione brusca può causare sintomi da astinenza o fenomeni di rimbalzo, cioè il ritorno dei sintomi in forma aggravata. La scheda tecnica elenca, tra gli altri, cefalea, dolori muscolari, ansia, tensione, irrequietezza, confusione e irritabilità; nei casi gravi sono possibili derealizzazione, depersonalizzazione, ipersensibilità agli stimoli, allucinazioni o crisi epilettiche.[1] Per ridurre questo rischio è raccomandata una diminuzione graduale della dose.[1]
Le benzodiazepine possono causare amnesia anterograda anche a dosi terapeutiche, con rischio maggiore a dosi più alte. Questo effetto può associarsi ad anomalie del comportamento e si manifesta più spesso diverse ore dopo l’assunzione.[1]
L’alcol non è raccomandato durante il trattamento: può aumentare sedazione, fatica e riduzione della concentrazione.[1] L’assunzione concomitante con oppioidi aumenta il rischio di sedazione, depressione respiratoria, coma e morte, per l’effetto depressivo additivo sul sistema nervoso centrale; se la combinazione è necessaria, dose e durata devono essere limitate.[1]
Gravidanza e allattamento
Non ci sono dati sufficienti per valutare la sicurezza di brotizolam in gravidanza e durante l’allattamento. Per questo l’uso non è raccomandato in gravidanza e allattamento.[1]
Se il medicinale viene assunto in fase avanzata di gravidanza o durante il travaglio, possono comparire nel neonato ipotermia, ipotonia e depressione respiratoria moderata, quadro descritto come Floppy Infant Syndrome o ipotonia del lattante. Inoltre, i bambini nati da madri che hanno assunto benzodiazepine cronicamente nelle fasi finali della gravidanza possono sviluppare dipendenza fisica e presentare un rischio di sintomi da astinenza nel periodo post-natale.[1]
Poiché le benzodiazepine passano nel latte materno, l’uso di brotizolam non è raccomandato per le madri che allattano al seno.[1]
Effetti indesiderati
La maggior parte degli effetti indesiderati osservati è legata all’azione farmacologica del medicinale e tende a comparire soprattutto all’inizio della terapia, con possibile regressione durante il proseguimento del trattamento.[1]
Gli effetti più frequenti riportati con la dose raccomandata di 0,25 mg includono:
- Comune: sonnolenza, cefalea, disturbi gastrointestinali.[1]
- Non comune: incubi, dipendenza da farmaco, depressione, alterazione dell’umore, ansia, disturbi emozionali, comportamenti anomali, agitazione, disturbo della libido, vertigini, sedazione, atassia, amnesia anterograda, riduzione delle capacità psico-motorie, diplopia, secchezza della bocca, disturbi epatici, ittero, reazioni cutanee, debolezza muscolare, sindrome da astinenza, reazioni paradosse, effetti di rimbalzo, irritabilità e affaticamento.[1]
- Raro: stato confusionale, irrequietezza, riduzione dei livelli di coscienza.[1]
La scheda tecnica segnala anche che, come effetto di classe delle benzodiazepine, possono verificarsi incidenti stradali e cadute.[1] Il rischio di dipendenza aumenta con la durata del trattamento, che non deve superare le due settimane.[1]
Domande frequenti
Quanto tempo si può prendere Lendormin? Il trattamento deve essere il più breve possibile, in genere da pochi giorni a un massimo di due settimane; un’eventuale estensione oltre questo limite richiede rivalutazione medica.[1]
Qual è la dose abituale per l’adulto? La dose raccomandata è 0,25 mg, da assumere appena prima di coricarsi.[1]
Si può usare in gravidanza o durante l’allattamento? No, l’uso non è raccomandato in gravidanza e allattamento per mancanza di dati sufficienti sulla sicurezza.[1]
Si può bere alcol mentre si assume Lendormin? L’assunzione contemporanea di alcol non è raccomandata perché può aumentare la sedazione e ridurre la concentrazione.[1]
È adatto ai bambini? No, è controindicato nei bambini e negli adolescenti fino ai 18 anni.[1, 2]
Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Lendormin 0,25 mg compresse: Scheda Tecnica. Avvertenze.
