Melleril: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Melleril: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 29/10/2026.

Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione scorri →

  1. 1 Scheda tecnica AIFAMelleril 200 Retard
  2. 2 IndicazioniMelleril
  3. 3 Effetti collateraliMelleril
  4. 4 Sicurezza e azioneMelleril

Il testo è generato solo da questi 4 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.

Melleril è un farmaco a base di tioridazina cloridrato, un antipsicotico della classe delle fenotiazine. È indicato esclusivamente per il trattamento di seconda scelta della schizofrenia negli adulti.[1, 2] Prima di usarlo bisogna sapere che può prolungare l’intervallo QTc e che, per questo motivo, ha controindicazioni cardiovascolari importanti e richiede un elettrocardiogramma basale prima di iniziare la terapia.[1] Non deve essere usato sotto i 16 anni, in gravidanza solo se assolutamente necessario e durante l’allattamento va evitato; la dose giornaliera non deve superare i 600 mg.[1]

Indice (7 sezioni)
  1. 1A cosa serve
  2. 2Formulazioni e come si usa
  3. 3Controindicazioni e avvertenze
  4. 4Interazioni
  5. 5Gravidanza e allattamento
  6. 6Effetti indesiderati
  7. 7Domande frequenti

A cosa serve

Melleril è indicato esclusivamente per la schizofrenia negli adulti e solo come trattamento di seconda scelta. La scheda tecnica non riporta altre indicazioni terapeutiche.[1]

Formulazioni e come si usa

Melleril è disponibile come compresse rivestite con film da 25 mg e 50 mg, e come compresse a rilascio prolungato da 200 mg.[1] Le compresse da 200 mg sono divisibili in quattro, mentre le compresse non devono essere masticate.[1]

Nell’adulto la terapia va iniziata con la dose minima del range raccomandato e aumentata gradualmente a intervalli settimanali per ridurre il rischio di cardiotossicità. La dose giornaliera non deve superare 600 mg e gli incrementi settimanali non devono superare 100 mg. Prima di iniziare il trattamento è necessario eseguire un elettrocardiogramma basale per escludere i pazienti con rilevanti disturbi cardiovascolari preesistenti.[1]

Dosi negli adulti

Situazione clinica Dose giornaliera riportata in scheda tecnica Dose massima giornaliera
Episodi di schizofrenia acuta in pazienti psicotici adulti ospedalizzati 100-600 mg/die 600 mg/die
Schizofrenia cronica in pazienti ospedalizzati 100-600 mg/die 600 mg/die
Schizofrenia cronica in pazienti non ospedalizzati/ambulatoriali 50-300 mg/die 600 mg/die

La scheda tecnica specifica anche che nei pazienti con ridotta massa corporea, o con alterata funzionalità renale o epatica, le dosi iniziali devono essere più basse e gli aumenti più graduali. Inoltre, quando si interrompe una terapia di lunga durata, la riduzione deve essere graduale nell’arco di una o due settimane.[1]

Per i bambini non viene riportata una posologia da usare: il medicinale è controindicato sotto i 16 anni.[1]

Controindicazioni e avvertenze

Melleril è controindicato nei pazienti con disturbi cardiaci clinicamente significativi, prolungamento dell’intervallo QTc, storia di aritmia ventricolare o di torsione di punta, bradicardia o blocco atrioventricolare di II o III grado, storia familiare di QTc lungo, ipokaliemia o ipomagnesiemia non corretta. È controindicato anche nei pazienti con ridotta o assente attività del CYP2D6, nei pazienti in trattamento con altri farmaci substrati o inibitori del CYP2D6, e in quelli che assumono altri farmaci che prolungano il QTc.[1]

È inoltre controindicato in caso di ipersensibilità alla tioridazina, ad altre fenotiazine o a uno degli eccipienti, in caso di precedenti episodi di grave fotosensibilità, negli stati comatosi, nella demenza, nella grave depressione del sistema nervoso centrale, in presenza di seri disturbi ematologici in anamnesi e nei pazienti con meno di 16 anni.[1]

La scheda tecnica raccomanda di evitare l’uso della tioridazina in presenza di altri fattori di rischio per aritmia, come disturbi cardiovascolari clinicamente significativi, storia familiare di morte improvvisa, squilibri elettrolitici, alterazioni nutrizionali e accidenti cerebrovascolari. Prima di iniziare il trattamento vanno controllati e, se necessario, corretti calcio, magnesio e potassio; i pazienti con QTc superiore a 450 msec negli uomini o a 470 msec nelle donne non devono assumere il farmaco. Durante la terapia il controllo elettrocardiografico va eseguito prima di ogni incremento di dose, una settimana dopo il raggiungimento della massima dose terapeutica e poi ogni 6 mesi. Se il QTc supera 500 msec, il trattamento va sospeso gradualmente.[1]

La tioridazina va usata con cautela in pazienti con gravi disturbi respiratori, malattia di Parkinson, miastenia grave, epilessia e feocromocitoma.[1]

Interazioni

La tioridazina è metabolizzata dal CYP2D6 e può essere potenziata da farmaci che sono substrati o inibitori di questo enzima; l’associazione può aumentare e prolungare gli effetti del medicinale e favorire grave ipotensione, aritmie o effetti sul sistema nervoso centrale. Tra gli esempi citati ci sono alcuni antiaritmici, alcuni antidepressivi, alcuni antipsicotici, beta-bloccanti, inibitori delle proteasi, oppiacei ed ecstasy.[1]

Con le fenotiazine, inclusa la tioridazina, la soglia convulsiva può abbassarsi. La fenitoina può aumentare o diminuire nei suoi livelli sierici e può richiedere un aggiustamento; con carbamazepina non sono stati osservati effetti sui livelli sierici dei due farmaci. I barbiturici possono ridurre i livelli sierici di entrambi i medicinali.[1]

L’associazione con altri farmaci che prolungano il QTc è controindicata. La scheda tecnica cita, tra gli esempi, alcuni antiaritmici di classe IA e III, alcuni antidepressivi triciclici e tetraciclici e altri farmaci con effetto sul QTc.[1]

Gravidanza e allattamento

In gravidanza la tioridazina non deve essere somministrata se non per ragioni di assoluta necessità. La scheda tecnica segnala che non ci sono prove sufficienti di sicurezza nella donna gravida e che alcuni studi nell’animale hanno mostrato effetti dannosi. Nei neonati esposti nelle ultime fasi della gravidanza possono comparire segni di intossicazione, come eccessiva sonnolenza, tremore e iperattività.[1]

Durante l’allattamento la tioridazina non deve essere somministrata. Se il suo uso è ritenuto indispensabile, l’allattamento al seno deve essere interrotto.[1]

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati più frequenti, soprattutto all’inizio del trattamento e ad alte dosi, sono sonnolenza, sedazione, secchezza delle fauci e ostruzione nasale. Può comparire ipotensione posturale dose-correlata. Tra gli altri effetti anticolinergici sono riportati disturbi della vista, tachicardia, stipsi, difficoltà nella minzione o ritenzione urinaria.[1]

In soggetti predisposti possono comparire sensazione di rallentamento mentale, nausea, capogiri, cefalea, eccitamento, agitazione o insonnia; possono anche verificarsi stati confusionali o attacchi epilettici.[1]

Il farmaco prolunga il QTc e aumenta il rischio di torsione di punta; sono stati segnalati rari casi di aritmia ventricolare, incluse tachicardia ventricolare e fibrillazione ventricolare, e sono state riportate segnalazioni di morte improvvisa apparentemente legata ad aritmia o arresto cardiaco.[1]

Sono stati segnalati rari casi di retinopatia pigmentosa, soprattutto con trattamento prolungato e dosi superiori a 600 mg/die; il rischio di questa complicanza e quello cardiaco sottolineano l’importanza di non superare la dose massima giornaliera.[3]

Domande frequenti

Melleril si usa per qualsiasi disturbo psichiatrico? No. La scheda tecnica indica solo il trattamento di seconda scelta della schizofrenia negli adulti.[1]

Posso superare i 600 mg al giorno se i sintomi sono importanti? No. La dose giornaliera non deve superare 600 mg.[1]

Melleril è adatto ai bambini? No. È controindicato sotto i 16 anni.[1]

Devo fare controlli prima e durante la terapia? Sì. Prima di iniziare serve un ECG basale e durante il trattamento sono previsti controlli ECG ed elettrolitici a intervalli definiti dalla scheda tecnica.[1]

Si può assumere in gravidanza o allattamento? In gravidanza solo se assolutamente necessario; in allattamento non deve essere somministrato.[1]

Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Melleril 200 Retard: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.