Riassunto generato con AI, aggiornato il 21/10/2026.
Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 pagina principio attivo scorri →
- 1 Scheda tecnica AIFANalorex
- 2 BugiardinoNalorex
- 3 IndicazioniNalorex
- 4 Effetti collateraliNalorex
- 5 Sicurezza e azioneNalorex
- 6 Principio attivoNaltrexone Cloridrato
Il testo è generato solo da questi 6 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.
Nalorex è un farmaco a base di naltrexone cloridrato 50 mg in compresse rivestite con film, indicato come terapia di supporto nel mantenimento della disintossicazione dagli oppiacei in pazienti ex-tossicodipendenti e nel trattamento globale della dipendenza da alcol per ridurre le ricadute e il bisogno di bere nelle fasi iniziali della cura.[1, 2] Prima di iniziarlo non deve essere presente un uso attuale di oppiacei: la scheda tecnica richiede un test di provocazione con naloxone negativo e un periodo di astinenza da oppioidi di almeno 7-10 giorni; il trattamento va iniziato e seguito sotto supervisione specialistica.[1]
Indice (7 sezioni)
A cosa serve
Nalorex è indicato per aiutare a mantenere la disintossicazione dagli oppiacei in persone che sono già ex-tossicodipendenti. È inoltre indicato nel programma di trattamento della dipendenza da alcol per diminuire il rischio di recidiva, favorire l’astinenza e ridurre il bisogno di assumere alcol soprattutto nelle fasi iniziali del percorso terapeutico.[1, 2]
Il farmaco agisce come antagonista specifico degli oppiacei: si lega ai recettori oppioidi e ne blocca gli effetti, ma non è una terapia di avversione e non provoca una reazione tipo disulfiram se si assume alcol.[1]
Formulazioni e come si usa
Nalorex è disponibile come compresse rivestite con film da 50 mg di naltrexone cloridrato; la confezione riportata nelle fonti è da 14 compresse. È un medicinale soggetto a ricetta ripetibile, in classe A e rimborsabile dal SSN.[1, 6]
La terapia non deve essere iniziata senza prima aver escluso la presenza di oppiacei con il test al naloxone e, se necessario, con l’analisi delle urine. La scheda tecnica indica che il trattamento va preso in considerazione solo quando si è certi di un periodo di astinenza da oppioidi di almeno 7-10 giorni.[1]
Per gli adulti, la dose raccomandata è di 50 mg al dì, cioè 1 compressa. Può essere considerata anche una somministrazione tre volte alla settimana, per esempio 100 mg il lunedì, 100 mg il mercoledì e 150 mg il venerdì, se questo migliora l’aderenza. Una dose giornaliera superiore a 150 mg non è raccomandata perché può aumentare gli effetti indesiderati.[1]
La durata del trattamento non ha un valore standard, perché dipende dall’andamento della dipendenza; la scheda tecnica suggerisce di considerare inizialmente un periodo di 3 mesi, pur potendo essere necessari trattamenti più lunghi.[1]
Nei pazienti sotto i 18 anni Nalorex non è raccomandato e non è stato stabilito un uso sicuro nei bambini. Anche nei pazienti anziani non è stato stabilito un impiego sicuro per il trattamento dell’alcolismo o della dipendenza da oppioidi.[1, 2]
Controindicazioni e avvertenze
Nalorex è controindicato in caso di ipersensibilità al naltrexone o a uno degli eccipienti, in epatite acuta, insufficienza epatica o cirrosi scompensata, in grave insufficienza renale, nei pazienti dipendenti da oppioidi e in quelli risultati positivi agli oppioidi o al test di provocazione con naloxone. È anche controindicato in combinazione con metadone e nell’uso con medicinali contenenti oppioidi nei pazienti pediatrici. È generalmente controindicato in gravidanza e durante l’allattamento.[1, 2]
La terapia deve essere iniziata e continuata da uno specialista in dipendenze. Poiché il farmaco è metabolizzato soprattutto dal fegato ed eliminato in gran parte con le urine, serve particolare cautela nei pazienti con alterazioni della funzionalità epatica o renale. I test di funzionalità epatica devono essere eseguiti prima e durante il trattamento.[1, 2]
Un punto importante è il rischio di crisi di astinenza negli utenti dipendenti da oppioidi: i sintomi possono comparire rapidamente e durare fino a 48 ore. Per questo il test con naloxone non deve essere eseguito in chi ha già segni evidenti di astinenza o urine positive agli oppioidi.[1, 2]
I pazienti devono anche sapere che tentare di superare il blocco del farmaco assumendo alte dosi di oppioidi può causare un’intossicazione acuta potenzialmente fatale, con insufficienza respiratoria e circolatoria. Durante il trattamento vanno quindi evitati anche prodotti da banco o per sintomi comuni che contengono oppioidi, come alcuni antitussivi, farmaci per il raffreddore e antidiarroici.[1, 2]
In caso di emergenza in cui serva un analgesico oppioide, può essere necessaria una dose più alta del solito, ma il paziente deve essere monitorato con attenzione per depressione respiratoria e altri effetti avversi.[1, 2]
Interazioni
L’assunzione concomitante con medicinali contenenti oppioidi deve essere evitata. La scheda tecnica segnala inoltre che l’uso con metadone non è raccomandato per il rischio di sindrome da astinenza. Sono non raccomandate anche le associazioni con oppioidi analgesici, antitussivi, oppioidi per terapia sostitutiva e con antipertensivi centrali come alfa-metildopa.[1]
Per altre associazioni la fonte raccomanda cautela, con monitoraggio attento, perché l’esperienza clinica sulle interazioni è limitata.[1]
Gravidanza e allattamento
In gravidanza non ci sono dati clinici sufficienti sull’uso di naltrexone. Gli studi animali hanno mostrato tossicità riproduttiva, ma il significato clinico nell’uomo non è noto. Per questo il farmaco va usato in gravidanza solo se il medico ritiene che i benefici siano superiori ai rischi.[1, 2]
La scheda tecnica avverte anche che, nelle pazienti alcol-dipendenti o dipendenti da oppioidi, l’uso di naltrexone in gravidanza può scatenare una sindrome acuta di astinenza con possibili conseguenze gravi per madre e feto. Se vengono prescritti analgesici oppioidi, la somministrazione di naltrexone deve essere sospesa.[1, 2]
Durante l’allattamento non ci sono dati clinici adeguati e non è noto se il farmaco o il suo metabolita passino nel latte materno; perciò l’allattamento al seno è sconsigliato durante la terapia con naltrexone.[1, 2]
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati osservati con naltrexone sono simili nei pazienti con dipendenza da alcol e in quelli con dipendenza da oppioidi, e in genere non sono usuali reazioni gravi. Tra quelli riportati più spesso ci sono nervosismo, ansietà, insonnia, mal di testa, irrequietezza, dolori addominali, nausea e vomito, dolori muscolari e articolari, e astenia.[1, 2]
Sono stati segnalati anche disturbi psichiatrici come irritabilità, disordini affettivi, allucinazioni, confusione, paranoia, depressione, agitazione e, più raramente, ideazione suicidaria o tentativi di suicidio. La scheda tecnica sottolinea che il trattamento non riduce il rischio di suicidio nei pazienti a rischio.[1, 2]
Tra gli altri effetti riportati figurano vertigini, tachicardia, palpitazioni, variazioni dell’ECG, dolori toracici, disturbi gastrointestinali come diarrea o stitichezza, alterazioni epatiche con aumento delle transaminasi, rash cutaneo e, più raramente, rabdomiolisi.[1, 2]
Domande frequenti
Nalorex si può prendere se si usano oppiacei? No. È controindicato nei pazienti dipendenti da oppioidi, nei positivi agli oppiacei e in chi ha un test al naloxone positivo.[1, 2]
Serve un controllo prima di iniziare? Sì. La scheda tecnica richiede un test di provocazione con naloxone negativo e, prima dell’avvio, la conferma con l’analisi delle urine se necessario.[1]
Qual è la dose abituale negli adulti? La dose raccomandata è 50 mg al giorno, cioè 1 compressa; in alcuni casi si può usare uno schema tre volte alla settimana. Non si deve superare 150 mg al giorno.[1]
Si può usare in gravidanza o durante l’allattamento? In generale no: il farmaco è generalmente controindicato in gravidanza e durante l’allattamento, e la scheda tecnica sconsiglia l’allattamento al seno durante la terapia.[1, 2]
È un farmaco per bambini? No, non è raccomandato sotto i 18 anni e non è stato stabilito un uso sicuro nei bambini.[1, 2]
Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Nalorex: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.
